Dopo
la visita al Museo della Cattedrale, con in mano una guida di
Ferrara, il nostro maratoneta ritorna nel cuore della città, Piazza
Trento Trieste.
Per
un turista ..... per chiunque viene da fuori, per chi non è un
ferrarese doc, quando passeggia nel tratto di città compresa tra
Corso Porta Reno (Ovest), Via Mazzini e Via Contrari (Est), il Duomo
(Nord) e Via San Romano (Sud), si trova esattamente nel centro ......
nel cuore della città e si trova appunto, in quella che, dal 21
gennaio1919, è denominata Piazza Trento e Trieste a ricordare la
conquista di quelle città dopo la guerra con l'impero austriaco.
Ma
per un ferrarese, questa è la Piazza e Stop!!! La Piazza e basta,
aggiungere Trento e Trieste è superfluo.
Essa
ha origini antiche, visto che si venne formando, con la costruzione
del duomo (1135), anche se inizialmente il suo utilizzo era ben
diverso da quello attuale, per gli Estensi questo era il luogo dove
appendere e lasciare esposti i condannati di tradimento e sedizione.
E
se agli albori era definita genericamente come Piazza Maggiore, alla
fine del '400 cominciò ad essere chiamata Piazza della Fontana,
perché nei pressi del Palazzo di San Crispino, venne posizionata una
fontana in marmo, che funzionò fino al 1568.
Ma
arriviamo velocemente nel 1846.... luglio 1846 .... anno in cui viene
costruito quello che probabilmente all'inizio, era visto come una
normale opera edile, di non grande rilevanza, ma che nel tempo è
entrata nel cuore dei ferraresi, sto parlando del “Listone” o
meglio “al listòn”.
Quella
sopraelevazione della piazza, originariamente in marmo lunga 120
metri e larga 12, costruita per agevolare il passaggio della gente
che arrivava su questa piazza per acquistare frutta e verdura; ai
lati del rettangolo erano posti i venditori ed al centro c'era il
passeggio; e proprio in funzione di queste attività commerciali,
questa zona era chiamata in gergo “Il Verzaio”.
Il Listone oggi |
E
da Verzaio, poi ufficialmente venne denominata Piazza delle Erbe.
Tra
gli anni 40 e 50 del '900, sopra al Listone, venne appoggiata una
costruzione, la “Littorina”, nella quale trovarono posto tutte
quelle attività commerciali provenienti, da Corso Porta Reno, strada
dalla quale furono sfrattate per il rifacimento ed allargamento della
stessa strada.
![]() |
La piazza anni '50, sulla sinistra la Littorina sul Listone |
Terminata
la lettura di queste poche righe sulla storia della piazza, anche il
nostro amico decide di salire sul Listone, ed arrivandone al centro,
i suoi occhi lasciano l'inchiostro del piccolo manoscritto che ha tra
le mani, per ammirare le bellezze che si affacciano sul “cuore”
di Ferrara.
Iniziamo
dal Palazzo di San Crispino, oggi forse più famoso per essere la
sede di una importante libreria, anche se realtà trattasi di un
palazzo millenario, ricchissimo di storia .
Palazzo San Crispino |
Le
sue origini risalgono addirittura a qualche secolo prima dell'anno
mille (attorno all'800) con il passaggio a Ferrara di Carlo Magno.
Qui
entra in scena un miscuglio tra storia e leggenda. L'edificio fu la
sede storica della corporazione dei calzolai (o callegari) di
Ferrara, e questo perché...... al Carlo Magno, al suo passaggio per
la città, vennero donate un paio di scarpe molto comode e quale
ricompensa, regalò questo terreno all'associazione dove costruirci
la propria sede.
Gli
antichi simboli della corporazione dei calzolai ancora visibili sui capitelli delle colonne del porticato del palazzo
|
Successivamente,
a causa di un incendio, la corporazione (che venne sciolta con
l'arrivo dei francesi) decise di destinare il piano superiore ad
oratorio, dedicandolo ai Santi Crispino e Crispiniano, che secondo la
tradizione, erano due giovani cristiani missionari, che lungo i loro
viaggi esercitavano il mestiere di calzolaio per
mantenersi.
Dal
1461 al 1561 fu anche sede universitaria, ospitando la facoltà
umanistica.
Durante
l'occupazione pontificia, venne utilizzato come luogo di culto, anche
se in modo insolito.... i fruitori dei riti religiosi cattolici
erano, gli ebrei del vicino ghetto, i quali venivano costretti ad
assistere alle funzioni religiose, cercando in questo modo la loro
conversione.
L'intervento
radicale che gli ha dato l'aspetto attuale, lo dobbiamo
all'architetto comunale Giovanni Tosi che, nel 1841, interviene sul
palazzo in maniera massiccia rendendolo più anonimo, se non fosse
per l'inserimento di sette medaglioni in basso rilievo, raffiguranti
sette personaggi che per l'epoca diedero lustro alla città.
Vi
è il profilo del poeta Ludovico Ariosto, il musicista Brizio
Petrucci (grande autore di musica sacra), lo storico Leopoldo
Cicognara (che fu a capo dell'Università di Venezia), il pittore
Benvenuto Tisi da Garofalo (uno dei principali esponenti della scuola
pittorica ferrarese del '500), l'architetto Antonio Foschini (colui
che partecipò alla realizzazione del teatro Comunale di Ferrara ed
al restauro di Palazzo Paradiso), lo scultore Alfonso Lombardi (molte
delle sue opere sono presenti nelle principali chiese della nostra
città e di Bologna), Teodoro Bonati (laureato in medicina e
successivamente in ingegneria, fu l'inventore dell'asta idrometrica
ma a Ferrara divenne famoso, per la creazione del “Cavo
Napoleonico”, il canale di collegamento tra il fiume Reno ed il
Po).
Uno dei medaglioni |
Dopo
Palazzo di San Crispino …............................ alla prossima
settimana!
Alessandro
Polesinanti