31 agosto: Siamo arrivati all'ultimo Km per l'anno podistico settembre 2025 agosto 2026
Ci sono stagioni che si misurano in mesi. E poi ce ne sono altre che si misurano in passi.
La stagione podistica di Corriferrara, da settembre 2025 ad agosto 2026, appartiene a questa seconda categoria. È stata una lunga avventura fatta di strade, sentieri, salite, città, montagne e paesi attraversati con le scarpe da corsa ai piedi e con quella strana, meravigliosa ostinazione che spinge un atleta a chiedersi, ogni volta: quanto manca ancora?
La risposta, alla fine, è sempre la stessa: un ultimo chilometro.
Ma prima di arrivarci bisogna averne percorsi migliaia.
Una settimana, otto luoghi e 414 chilometri
L'ultimo fine settimana di agosto ha regalato un'altra pagina intensa alla storia di Corriferrara.
Sono stati 27 gli atleti impegnati, capaci complessivamente di percorrere 414,43 chilometri, affrontando un dislivello di 8.117 metri.
Otto località hanno fatto da teatro a questa nuova avventura: dalla pianura ferrarese alle montagne abruzzesi, passando per le colline del Veneto e per alcuni degli scenari alpini più spettacolari.
A Jolanda di Savoia, con la staffetta di 1,550 km, la corsa ha assunto il volto della squadra, quello in cui il risultato individuale lascia spazio alla forza del gruppo.
A Verona, invece, il percorso si è infilato tra storia e pietre antiche con il Trail delle Mura, 16,97 km capaci di regalare ai partecipanti una prospettiva diversa sulla città scaligera: non soltanto l'Arena, le piazze e le vie del centro, ma anche le fortificazioni che raccontano secoli di storia.
Poi Ozzano, con gli 11 km della Camminata degli Alpini, un collinare dove la corsa incontra paesaggi più quieti e il passo può diventare anche occasione per guardarsi intorno.
A Pontelagorino, i 7,5 km dello Zir dil tre frazion hanno riportato la corsa nel cuore del territorio ferrarese, dove la dimensione popolare delle gare diventa parte stessa del viaggio.
A Soave, i 9 km dell'Enotturna hanno aggiunto alla settimana il fascino delle colline venete e di un borgo che sembra uscito da una pagina medievale. Qui il running corre accanto alla storia e ai vigneti, in una terra dove il nome stesso del paese richiama una dolcezza antica.
Poi la montagna.
A Cancano, 19 km nell'Energy2 Run hanno portato gli atleti dentro uno scenario alpino dove l'acqua dei laghi e le grandi montagne fanno da compagne di viaggio. È uno di quei luoghi nei quali la distanza sembra assumere un significato diverso: il cronometro resta importante, ma per qualche istante è il paesaggio a dettare il ritmo.
E ancora più in alto, verso il Gran Sasso, con i 30 km del Trail del Gigante.
Infine Pietracamela, dove il Madonnina Trail, con i suoi 21,5 km, ha chiuso questa lunga settimana di corsa tra rocce, sentieri e dislivello.
Otto località. Otto scenari differenti. Una sola squadra capace di attraversarli tutti.
E quando arriva il podio, la fatica prende un altro nome
Ogni gara porta con sé una storia.
Ma alcune storie finiscono sul podio.
E i numeri della stagione raccontano quanto sia stata importante la presenza degli atleti Corriferrara nelle competizioni affrontate durante l'anno.
Dal primo settembre 2025 al 31 agosto 2026 sono stati 2.954 gli atleti impegnati, per un totale impressionante di 44.693,252 chilometri percorsi.
Quasi 45 mila chilometri.
Una distanza che, messa tutta insieme, diventa qualcosa di difficile persino da immaginare: migliaia di partenze, migliaia di arrivi, scarpe consumate, sveglie all'alba, trasferte, pioggia, caldo, vento, salite e quei momenti in cui le gambe chiedono di fermarsi mentre la testa risponde di continuare.
Il dislivello complessivo racconta un'altra parte dell'avventura: 412.548 metri conquistati.
Quattrocentododicimila metri di salita.
È come se, gara dopo gara, Corriferrara avesse costruito una propria montagna, un accumulo invisibile di fatica trasformato in esperienza.
E poi ci sono le strade.
Sono state 413 le località raggiunte, delle quali 27 all'estero.
413 luoghi significano 413 modi diversi di correre.
Perché correre a Ferrara non è come correre sulle Dolomiti. Correre in una città straniera non è come affrontare un trail nel cuore dell'Appennino. Ogni luogo impone il proprio passo, la propria storia, il proprio respiro.
231 volte sul podio
E infine arrivano i numeri che fanno brillare questa stagione.
231 podi complessivi.
Un risultato straordinario, costruito attraverso:
6 primi posti assoluti
7 secondi posti assoluti
14 terzi posti assoluti
82 primi posti di categoria
70 secondi posti di categoria
52 terzi posti di categoria
Numeri che non raccontano soltanto la qualità degli atleti, ma soprattutto la continuità.
Perché salire una volta sul podio può essere una giornata perfetta.
Salirci ancora, e ancora, significa avere costruito qualcosa.
Significa allenamento, sacrificio, esperienza, passione. Significa esserci quando arriva il momento di spingere e, soprattutto, esserci quando sarebbe molto più semplice mollare.
La strada non finisce all'arrivo
C'è un momento particolare in ogni gara.
Non è la partenza, quando tutto è ancora possibile.
Non è necessariamente il passaggio sul traguardo, quando la fatica finalmente si scioglie.
È quel tratto nel quale il corpo comincia a presentare il conto e la mente deve decidere se ascoltarlo.
È lì che nasce l'ultimo chilometro.
Quello che dà il titolo alla nostra storia.
L'ultimo chilometro è una sfida contro il cronometro, certo. Ma è soprattutto una corsa contro ciò che eravamo prima di partire.
Perché ogni salita conquistata cambia qualcosa.
Ogni chilometro aggiunto rende più lontano il punto da cui siamo partiti.
Ogni podio diventa una piccola vetta.
Ogni gara lascia una traccia.
E così, mentre agosto chiude una stagione lunga un anno, Corriferrara non si trova davvero davanti a una fine.
Si trova davanti a un'altra partenza.
Perché 44.693 chilometri non sono soltanto una cifra. Sono una strada.
412.548 metri di dislivello non sono soltanto una statistica. Sono una montagna costruita passo dopo passo.
413 località non sono soltanto punti su una cartina. Sono incontri, paesaggi, ricordi.
E 231 podi non sono soltanto medaglie. Sono la prova che, quando il gruppo continua a correre, anche il traguardo più lontano può diventare raggiungibile.
La stagione è finita.
Ma resta una domanda.
Non quanto abbiamo corso?
Quella risposta la conosciamo.
La domanda vera è un'altra:
dove ci porterà il prossimo ultimo chilometro?





























