Venezia, dove l’estate sembra non voler finire
Ci sono luoghi in cui una gara podistica diventa qualcosa di più di una semplice corsa. Luoghi nei quali, mentre le gambe macinano chilometri, gli occhi continuano a cercare il paesaggio e la mente si lascia accompagnare dalla storia. Il Lido di Venezia è certamente uno di questi. Domenica 20 settembre 2026, quando l'estate sta ormai lentamente cedendo il passo all'autunno, Corriferrara ha portato i suoi colori sulla Venice Lido Beach Trail, una gara di 11 chilometri tra mare, spiaggia, pineta e atmosfera lagunare. A rappresentare il gruppo è stato Paolo Panzacchi, protagonista di una nuova avventura podistica che ha avuto il sapore particolare delle corse di fine estate: quelle nelle quali il caldo non è più quello di agosto, le giornate iniziano ad accorciarsi, ma il desiderio di correre e di scoprire nuovi luoghi è ancora intatto. Undici chilometri, tre terreni e un faro. La Venice Lido Beach Trail, giunta alla sua quinta edizione, ha una caratteristica che la rende diversa dalle classiche gare su strada. Gli 11 chilometri sono infatti un vero piccolo viaggio attraverso superfici differenti, costringendo il podista a modificare continuamente ritmo, appoggio e atteggiamento.
Lo racconta molto bene Paolo:
“La Venice Lido Beach Trail, giunta alla quinta edizione, è una manifestazione unica perché ti mette alla prova su un circuito di 11 chilometri che ti porta a misurarti con differenti superfici: sabbia, terra nella pineta e cemento di una diga che porta fino al ‘giro di boa’ al faro del Lido.”
Tre ambienti, tre modi diversi di correre. La sabbia, che rallenta e rende ogni passo più impegnativo; la terra della pineta, dove il percorso assume un carattere più naturale e raccolto; infine il cemento della diga, che accompagna i partecipanti verso il faro del Lido, punto simbolico del percorso e ideale “giro di boa” prima di affrontare la parte conclusiva. Una gara che, più che chiedere soltanto velocità, chiede capacità di adattamento. Una festa da quasi duemila partecipanti. Ma la Venice Lido Beach Trail non è soltanto una competizione. La quinta edizione ha infatti coinvolto un pubblico molto più ampio, trasformando il Lido in una vera festa del movimento e della corsa.
Ancora Paolo:
“Questa edizione è stata molto partecipata e, nel complesso, tra family run, 5 chilometri non competitiva e 11 competitiva ha portato quasi duemila persone alla partecipazione.”
Quasi duemila persone con motivazioni diverse, età diverse e obiettivi diversi, ma unite dalla stessa voglia di trascorrere una giornata all'aria aperta e di vivere il Lido attraverso la corsa. Ed è proprio questo uno degli aspetti più belli delle manifestazioni podistiche: per qualche ora, il cronometro conta, ma non è l'unica cosa che conta. Il rientro di Paolo: correre per ritrovare il piacere. Per Paolo, però, questa gara aveva un significato ancora più personale. Dopo un lungo stop causato da un infortunio, tornare a correre significava soprattutto ritrovare confidenza con il proprio corpo, recuperare serenità e, soprattutto, tornare a divertirsi. E il suo racconto restituisce perfettamente questa sensazione:
“Sono stato molto soddisfatto della mia gara perché, rientrando da un lungo stop causa infortunio, sono riuscito a fare una prestazione in serenità e divertendomi, il tutto in un luogo suggestivo, con un’atmosfera piacevole e con un’ottima organizzazione.”
“Sono stato molto soddisfatto della mia gara perché, rientrando da un lungo stop causa infortunio, sono riuscito a fare una prestazione in serenità e divertendomi, il tutto in un luogo suggestivo, con un’atmosfera piacevole e con un’ottima organizzazione.”
Forse è proprio qui che si trova il significato più bello di questa giornata. Dopo un infortunio, il risultato non è necessariamente scritto sul cronometro. A volte è semplicemente riuscire a ripartire. Sentire nuovamente il ritmo dei passi, affrontare un tratto di sabbia senza paura, attraversare una pineta, arrivare al faro e rendersi conto che sì, si può ancora correre. E soprattutto divertirsi.
Correre sull'isola del cinema
Il Lido è una sottile striscia di terra sospesa tra la laguna e il mare Adriatico. Una realtà molto diversa dalla Venezia delle calli e dei ponti: qui ci sono spiagge, viali alberati, ville eleganti e quell'atmosfera balneare che, dalla fine dell'Ottocento, ha trasformato l'isola in una delle località più celebri dell'Adriatico. E poi c'è il cinema. Ogni anno il Lido diventa il palcoscenico della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il celebre festival che dal 1932 porta sull'isola attori, registi, produttori e appassionati provenienti da tutto il mondo. Una curiosa coincidenza: da queste parti le persone sono abituate a vedere arrivare protagonisti del cinema, pronti a sfilare sul red carpet. Ma il 20 settembre, sul red carpet del Lido, metaforicamente, ci sono stati soprattutto i podisti. Niente flash dei fotografi, niente abiti da sera. Solo scarpe da running, magliette, sudore e il desiderio di arrivare al traguardo. E anche questo, in fondo, è un modo per raccontare una storia.
Il saluto all'estate
Settembre ha questo dono: non è più piena estate, ma non è ancora autunno. È il mese dei rientri, dei nuovi inizi e dei ricordi delle vacanze che lentamente si trasformano in nuove motivazioni. Per chi corre, è anche il momento in cui la stagione riparte davvero. E così la Venice Lido Beach Trail diventa quasi un modo per salutare l'estate correndo. Undici chilometri tra sabbia, pineta e diga. Undici chilometri verso un faro che diventa punto di riferimento e metafora di un viaggio. Perché anche nella corsa, come nella vita, dopo una sosta bisogna prima o poi trovare il coraggio di ripartire. Per Paolo questa ripartenza è arrivata al Lido, in una giornata nella quale il risultato più importante non è stato soltanto quello scritto sulla classifica, ma la possibilità di tornare a vivere una gara “in serenità e divertendomi”. E forse non poteva esserci luogo migliore. Un'isola che vive tra terra e acqua, tra passato e presente, tra la quiete della laguna e il clamore del cinema. Un luogo abituato a raccontare storie. Questa volta, tra quelle storie, ce n'è una fatta di 11 chilometri, un faro, una pineta, tanta voglia di correre e una ripartenza. La storia di Paolo Panzacchi e di Corriferrara. Perché la corsa, qualche volta, non serve a raggiungere qualcosa. Serve semplicemente a ritrovare la strada. E mentre l'estate lascia lentamente spazio alla nuova stagione, il viaggio continua. Una gara dopo l'altra. Una città dopo l'altra. Un chilometro dopo l'altro.















































