Copparo, dove la pianura corre e la memoria respira
C’è un punto della pianura ferrarese in cui l’inverno non è mai silenzio, ma attesa. È Copparo, terra di nebbie gentili e strade che sembrano disegnate apposta per accompagnare il passo dell’uomo. Qui, tra canali antichi e racconti che parlano di bonifiche, di fatica e di rinascita, il 15 febbraio 2026 si è disputata la 3ª tappa del Trofeo 8 Comuni, gara competitiva sulla distanza di 6,2 km. Si narra che a Copparo, quando la nebbia si posa bassa, i passi dei corridori si sommino a quelli di chi ha camminato prima: contadini, viandanti, sognatori. Forse è leggenda, forse suggestione, ma di certo correre qui significa misurarsi non solo con il cronometro, bensì con un paesaggio che osserva e custodisce. In questo scenario denso di poesia concreta, gli atleti della Corriferrara si sono presentati numerosi, portando colori, voci e risultati. E i risultati sono arrivati, chiari come un’alba che squarcia la bruma. Nelle categorie assolute brillano Eleonora Malossi, seconda classificata, e Lucrezia Berghenti, terza: due prestazioni di spessore, costruite con intelligenza e tenacia, che confermano la solidità del movimento femminile. Tra le categorie, pioggia di podi: Rosanna Albertin e Paola Pantaleoni conquistano entrambe il primo posto di categoria, esempio di esperienza che sa ancora mordere la gara; Aniello Sarno sale sul gradino più alto, con passo deciso e regolare; Ilaria Camanzi ottiene un ottimo terzo posto, dimostrando carattere e continuità. Ma Copparo è anche futuro, ed è qui che il racconto si fa più luminoso. Nella categoria Pulcini, Vittoria Zambrini si prende il primo posto con l’entusiasmo puro di chi corre per gioia e scoperta. Negli Esordienti, Leonardo Valarini domina la sua categoria, lasciando intravedere un domani promettente. Tra i Cadetti, Marco Delli Gatti chiude con un prestigioso secondo posto, segno di maturità atletica che cresce passo dopo passo. Così la 3ª tappa del Trofeo 8 Comuni si chiude a Copparo: non solo una gara, ma un intreccio di storie, età e respiri. La pianura, ancora una volta, ha ascoltato. E ha restituito applausi, podi e la certezza che, tra nebbia e asfalto, il futuro della corsa continua a correre forte.




















