Corriferrara: una settimana spiegando le ali
C’è una settimana, ogni tanto, in cui le scarpe sembrano piume e l’asfalto diventa cielo. È successo anche stavolta, quando Corriferrara ha disseminato il proprio volo in sette località diverse, come un gabbiano curioso che non si accontenta di una sola rotta, ma cerca il senso profondo del gesto: correre per conoscere, correre per condividere, correre per diventare.
Da Villa Estense, dove Corri in Villa ha regalato 19 chilometri immersi nell’eleganza silenziosa del verde padovano, fino a Modena, con la storica Corrida di San Geminiano (13,5 km), tra portici e tradizione che sanno di festa popolare e sudore autentico.
A Sabaudia, sotto lo sguardo antico della Maga Circe, la maratona (42,195 km) ha messo alla prova non solo le gambe, ma la volontà: lì, dove il mare e il promontorio dialogano, si è corso contro se stessi prima che contro il tempo.
Poi Bologna, all’Interporto Race (5 km), veloce e industriale, dove ogni passo è precisione e ritmo; Gallio, con la Strafexpedition winter (18 km), aspra e montana, che chiede rispetto e restituisce carattere; Rossetta di Fusignano, nella 7ª 6H IppoCiok, dove 54,86 km diventano un esercizio di resistenza mentale prima ancora che fisica; e infine Dubai, lontana e luminosa, dove la maratona (42,195 km) si corre tra modernità e deserto, ricordandoci che i confini sono spesso solo nella testa.
25 atleti hanno indossato il pettorale e trasformato la gara in racconto.
Ma il volo non sarebbe stato completo senza il battito d’ali del gruppo: 120 atleti hanno partecipato all’allenamento collettivo di società, perché Corriferrara non è solo competizione, è soprattutto condivisione del gesto, apprendimento reciproco, fiducia. Come Jonathan Livingston, si impara davvero solo quando si vola insieme.
Il bilancio parla chiaro:
474,75 km percorsi in gara,
4.650 metri di dislivello in gara,
numeri che diventano esperienza, fatica che si trasforma in consapevolezza.
E tra queste rotte, un gabbiano è salito più in alto:
alla Maratona Maga Circe, Paolo Callegari conquista il 2° posto di categoria, dimostrando che la costanza è una forma silenziosa di coraggio.
Corriferrara continua così, settimana dopo settimana, a cercare non la velocità fine a se stessa, ma la perfezione del volo, quella che nasce quando il limite non spaventa più, ma invita a essere superato.























