Nel dolce fluire dei passi che solcano la terra come anime leggere, la settimana podistica della Corriferrara si è dipinta come un moderno viaggio dantesco, non tra pene e tormenti, ma tra fatica, gioia e conquista: un Paradiso dei corridori, dove ogni tappa è cielo e ogni traguardo è luce.
Erano quarantuno gli atleti, come stelle ordinate in un firmamento in movimento, dispersi in sette cieli terreni, ciascuno con la propria storia e il proprio respiro.
Si partì dalle valli silenziose di Pomposa, dove la Corrida degli Scariolanti ha accolto i podisti tra echi di abbazie millenarie e sentieri che sanno di storia monastica. Qui, tra nebbie leggere e terra piatta, il passo si fa meditazione.
Poi, come anime ascendenti, alcuni si spinsero fino alla maestosità eterna di Roma, correndo la maratona tra i fasti dell’Impero e le pietre che raccontano secoli. Ogni chilometro è stato un dialogo con la storia, ogni respiro un ponte tra passato e presente.
Sul litorale di Cervia, tra saline e profumo di mare, la mezza maratona ha visto i corridori sfidare il vento salmastro, accompagnati dal volo dei fenicotteri, custodi silenziosi di queste terre sospese tra acqua e cielo.
Ma è tra le colline nobili di Radda in Chianti che il viaggio si è fatto epico: l’Ultra Trail Chianti Castles, tra castelli e vigneti, ha condotto gli atleti in una dimensione quasi ultraterrena. Qui, il dislivello diventa prova dell’anima, e la fatica si trasforma in elevazione.
Non meno suggestiva la tappa a Fiesso d’Artico, lungo la Riviera del Brenta, dove la Dogi’s Half Marathon scorre tra ville venete e riflessi d’acqua, evocando lo splendore della Serenissima.
A Casalfiumanese, il Trail del Raviolo unisce ironia e durezza: tra sentieri collinari e tradizioni gastronomiche, il nome strappa un sorriso, ma il percorso pretende rispetto.
Infine Pistoia, con la sua storica maratonina, ha accolto i podisti tra piazze eleganti e un passato medievale che si intreccia con il presente sportivo.
In totale, 1276,529 chilometri percorsi: come un viaggio da terra a cielo. E ben 16.000 metri di dislivello, quasi una scalata simbolica verso le sfere celesti.
E come ogni Paradiso che si rispetti, non manca la gloria.
Tra i più luminosi, spicca Ion Coban, che nell’aspro e magnifico scenario dell’Ultra Trail Chianti da 120 km ha conquistato il 2° posto di categoria. Un risultato che non è solo podio, ma testimonianza di forza, costanza e spirito indomito,virtù che Dante stesso avrebbe posto tra quelle degne delle sfere più alte.
Così si chiude questa settimana: non con una fine, ma con una sospensione luminosa. Perché ogni corsa è un’ascesa, ogni atleta un pellegrino, e ogni traguardo… solo un nuovo inizio verso il proprio personale Paradiso.





































