C’è qualcosa nella Rimini di aprile che non si spiega: un misto di salsedine, primi caldi traditori e quella voglia di stare insieme che ti fa dimenticare la fatica. Domenica 19 aprile 2026 la città non è stata solo cartolina di mare e ombrelloni ancora chiusi a metà, ma teatro vivo della Maratona di Rimini: una festa di corsa, sudore e sorrisi larghi come la Riviera.
E in mezzo a questo scenario, tra il passo cadenzato dei runners e il vociare del pubblico, c’era anche Corriferrara, presente con ben 47 atleti distribuiti sulle tre distanze: maratona, mezza maratona e ten miles. Un bel colpo d’occhio, di quelli che fanno gruppo ancora prima che squadra.
Tra storia e passi di corsa
Correre a Rimini non è mai solo correre. È infilarsi in una città che ha visto passare secoli, da Sigismondo Pandolfo Malatesta signore rinascimentale dal carattere tutt’altro che leggero, fino alla poesia di Aurelio de' Giorgi Bertola. E mentre oggi si macinano chilometri sul lungomare, viene quasi da pensare che anche loro, a modo loro, avrebbero avuto qualcosa da dire su questa umanità in movimento.
Il caldo, vero protagonista (non invitato)
Se c’è stato un avversario comune, quello è stato il sole. Un caldo improvviso, quasi estivo, che ha messo alla prova tutti.
Federico Oliani l’ha riassunta senza troppi giri di parole: 
"Maial che caldo"
E in effetti, tra saliscendi e tratti esposti, la gara non ha fatto sconti. Ottorino Malfatto
lo racconta bene:
"Tanto caldo e tanti sali scendi. Giro di boa a Riccione. Tanta partecipazione, non si corre mai da soli."
Le prestazioni e le storie
Tra i risultati, spicca Chiara Rosignoli, splendida 10ª donna assoluta. Ma al di là delle classifiche, sono le storie personali a dare il senso della giornata.
Bellissimo esordio per Tatiana Pivanti
sulle 10 miglia: sorriso sempre acceso e tanta determinazione fino al traguardo. Di quelle gare che ti restano addosso.
E poi le emozioni vere, quelle che non si misurano in minuti al chilometro.
Maria Giuseppina Santoro
racconta così la sua esperienza:
"Per quanto mi riguarda è stata la mia camminata più lunga, ho avuto tanta ansia tanta preoccupazione di non riuscire ad arrivare al traguardo ma per fortuna ero insieme alla mia compagna di squadra Sara Caporaso e con lei è stato tutto più "facile". La competizione è molto carina studiata molto bene nei minimi particolari l ultimo ristoro prima dell' arrivo top le caramelle sono state fotoniche. E che dire all' arrivo oltre ad avere le altre mie compagne di squadra che invitavano mi aspettava anche la mia famiglia ed è stato super emozionante (la lacrimuccia dopo il traguardo è scesa abbracciandomi con la mia carissima collega e grandissima amica di squadra).Stupendo tutto."
La fatica della maratona
La distanza regina, come sempre, racconta qualcosa di più profondo.
Massimo Corà
chiude in 3h24'05", portando a casa non solo il tempo ma soprattutto il significato:
"Porto a casa, bene o male, il risultato che speravo, anche se il caldo improvviso di oggi ci ha messo tutti in grande difficoltà.
Sono davvero molto felice, perché oggi era dura. In più di un momento la testa mi diceva di fermarmi, ma sono andato avanti e questa, forse, è la cosa che conta di più.
È stato bellissimo condividere non solo questo weekend, ma anche tutti questi ultimi mesi di preparazione con tanti compagni di squadra Atletica Corriferrara e soprattutto amici.
Una menzione speciale per Davide Armandi che all’esordio in maratona ha fatto una gara davvero bella e matura: gestita con intelligenza, corsa con coraggio e chiusa da vero maratoneta. Bravo davvero! La maratona, alla fine, è anche questo: fatica, testa, cuore, condivisione. E oggi me la porto a casa così."
La mezza: tra entusiasmo e filosofia
Andrea Rubbini
racconta una mezza maratona che è molto più di una gara:
"Ebbene sì, un'altra gara in Romagna... terra di mare, piadine e bella gente, e una nuova occasione per un weekend di sport, divertimento e buon cibo. La gara da 21K, anticipata alle 8:30 per via dei molti partecipanti, è partita con una bellissima energia, con Sara P. (all'esordio sulla distanza) che non si teneva e Sara S. a fare il passo iniziale come al solito. Poi il caldo si è fatto sentire, e dal 16° in poi ho iniziato ad "arrancare" chiudendo in poco più di 2 h... ma la soddisfazione di finire una mezza e aggiudicarsi un'altra medaglia per la collezione è sempre tanta!!!E per festeggiare, vuoi non fermarti a pranzo al ristorante tutti insieme ?!?
E' una delle parti più divertenti di questo sport."
E Sara Sacchelli
aggiunge il tocco più romagnolo possibile:
"Un’altra bellissima occasione per correre insieme agli amici!! Peccato per il sole e il caldo (quest’affermazione fatta di domenica a Rimini è decisamente surreale) che ha compromesso la mia corsa partita già un po’ svantaggiata da un vecchio infortunio (e tante altre scuse)…. Dopo qualche chilometro ho deciso di godermi il panorama e con molta filosofia sono arrivata al traguardo. Per fortuna ci sono gli amici che mi ricordano che ogni traguardo è un’impresa e un’occasione per festeggiare. E allora via di festeggiamenti in spiaggia con i giusti reintegri post mezza (Frittino e birra!).
Perché alla fine non importa il tempo. Importa chi è lì con te a festeggiare il traguardo!"
Il senso di tutto
Forse il riassunto migliore lo danno poche parole, semplici e vere.
Lorenzo Prini:
"Bella gente tanto sole , cordialità della riviera "
E Angelo Visentini:
"Grazie alla compagnia ed il supporto ricevuto, chi più e chi meno ma seppur dovendo lottare con dolori e battagliando con il mio corpo ribelle da settimane sono stati tutti di grande aiuto.
Bellissimo circuito, bellissima gente e posto che non delude mai.
Tanto caldo ma si sapeva.. il sole ci avrebbe dato filo da torcere.
Niente altre frasi ad effetto… niente giustificazioni del tempo andato,
oltre a dolori ne esco consapevole ed imparato ( con un’ ottima abbronzatura )".
Alla fine, Rimini fa questo effetto: ti stanca, ti scalda, ti mette alla prova… e poi ti regala qualcosa. Che sia una medaglia, una birra in spiaggia o una lacrima al traguardo, poco importa.
Perché in Romagna ,si sa, si corre forte, ma si vive ancora meglio.










































