martedì 23 giugno 2026

Run for whales

 

Run for Whales 2026: sport, solidarietà e panorami mozzafiato per i portacolori di Corriferrara

Lo sport che incontra la solidarietà regala sempre emozioni particolari. È quanto accaduto sabato 20 giugno a Sanremo, in occasione della Run for Whales 2026, manifestazione podistica che ha saputo coniugare la passione per la corsa con un importante messaggio di tutela ambientale e salvaguardia dei cetacei che popolano il Santuario Pelagos, l'area marina protetta del Mar Ligure riconosciuta a livello internazionale.

L'evento ha richiamato oltre 2.500 partecipanti complessivi nelle diverse distanze previste, tra cui la mezza maratona e la 10 chilometri, trasformando la celebre Città dei Fiori in una grande festa dello sport. Sanremo, nota in tutto il mondo per il Festival della Canzone Italiana, offre infatti scenari unici per gli appassionati della corsa: il lungomare affacciato sul mare, le suggestive gallerie che attraversano il promontorio e i panorami che accompagnano gli atleti lungo il percorso.

Per Corriferrara erano presenti Giovanni Simone, impegnato nella mezza maratona, e Patrizia Papalia, al ritorno alle competizioni sulla distanza dei 10 chilometri.

La manifestazione ha preso il via nel tardo pomeriggio con le gare dedicate ai più piccoli e la Family Run, seguite dalla 10 km e dalla mezza maratona, disputate in condizioni climatiche particolarmente impegnative. Il caldo intenso ha rappresentato il principale avversario degli atleti, mettendo a dura prova resistenza e capacità di gestione dello sforzo.

Al termine della gara Giovanni Simone   ha raccontato la propria esperienza:

"La mia tabella per la Maratona di Ottobre prevedeva di allungare i km e quindi mi dico perché non abbinare week-end e corsa in un bel posto e fare qualcosa di buono a scopo benefico. Da qui l'idea della mezza di Sanremo per salvare le balene e l'ecosistema che le protegge. So già che visto il caldo dovrò gestire bene le forze e una volta ritirato il pettorale refrigerio in piscina e riposo. La partenza alle 19.05 non cambia il caldo che sembra essere quello del deserto del Sahara. Dopo i bambini e la family run delle 18.00 di 3,5km parte alle 19.00 la 10km non competitiva dove ritorna Patrizia e poi dopo 5 minuti noi della semi-Marathon ;cosi denominata visto l'arrivo nella pista d'atletica e Rugby di Pian di Poma da dove c'è anche la partenza quindi più lunga di 250mt per arrivare sotto il gonfiabile. Parto con l'idea di non stare male, dopo i primi 2 km di assestamento capisco che devo tenere un ritmo di crociera per gestire il troppo caldo. Cosa dire il passaggio sul lungomare stupendo e poi le gallerie sotto il monte. Spugnaggj e ristori aiutano anche se qualcuno si sente male, quindi corro in compagnia e arrivo chiacchierando non facendo mancare il solito sprint finale in pista. Cosa dire organizzazione top con spogliatoi, bagni, docce, deposito borse, dj-speaker e massaggiatore. I partecipanti totali tra le 3 distanze più di 2500 e quasi 1000 per la 21km.Pacco gara-medaglia e orchidea con ristoro sontuoso completano questo evento .Unica pecca che ha fatto stare male molti soccorsi dagli splendidi angeli del 118 il caldo con temperatura sopra la media .Contento di aver usato l'esperienza per arrivare bene e sicuramente la prossima mezza al fresco, essendo la prima della stagione e fatta come allenamento sono contento di stare bene. Dal vostro John Simon alla prossima."

Le parole di Giovanni testimoniano perfettamente lo spirito della manifestazione: vivere la corsa come esperienza sportiva, occasione di viaggio e strumento concreto per sostenere una causa ambientale di grande valore. Un impegno che assume ancora più significato in un territorio come quello ligure, dove il mare rappresenta una risorsa preziosa e dove la presenza dei cetacei costituisce un patrimonio naturale da proteggere.

Per Corriferrara arriva dunque un'altra positiva trasferta, impreziosita dalla partecipazione a un evento che ha saputo unire agonismo, promozione del territorio e sensibilizzazione ambientale. Una giornata intensa, resa ancora più impegnativa dalle alte temperature, ma capace di lasciare negli atleti il ricordo di una manifestazione organizzata con grande cura e animata da un importante obiettivo benefico.








lunedì 22 giugno 2026

5° Trail della Cavdagna

 

Trail della Cavedagna: tra polvere, caldo e Palio, le donne Corriferrara conquistano il podio

ARIANO FERRARESE – Quando il termometro sfiora i 36 gradi e il sole sembra non voler concedere tregua, c'è chi sceglie il divano e chi invece allaccia le scarpe da trail. Tra questi ultimi, sabato 20 giugno, c'erano i partecipanti al Trail della Cavedagna, una gara di 10 chilometri che ha saputo unire sport, tradizione e spirito di festa in una delle serate più animate dell'estate ferrarese.

Ma cos'è una cavedagna? A spiegarlo è Franca Panagin, protagonista della giornata con la vittoria nella propria categoria:

"La cavedagna è una strada di campagna sterrata, attraversata da trattori, a bordo di campi coltivati. Se a tutto questo abbini una corsa, in una calda serata d'estate, ottieni un bel Trail: pianeggiante ma ugualmente faticoso."

Un nome che racconta perfettamente il territorio e il carattere della manifestazione. Niente montagne o dislivelli alpini, ma sentieri rurali, strade bianche e terreni sconnessi che obbligano a mantenere alta l'attenzione. Perché anche nella pianura ferrarese si può soffrire... e parecchio.

La gara è stata inserita all'interno della tradizionale festa del Palio di Ariano Ferrarese, creando un suggestivo connubio tra sport e storia. Mentre i runner si sfidavano lungo il percorso, il paese si animava con sfilate in costume d'epoca, tamburi e sbandieratori. Due feste in una sola serata, capaci di coinvolgere residenti, famiglie e appassionati di corsa.

"Ad Ariano Ferrarese hanno abbinato il Trail alla festa del Palio del paese, con sfilata in abiti d'epoca e sbandieratori. Due feste in una sola serata, che ha coinvolto famiglie e runner temerari, non spaventati dalla calda serata", racconta ancora Panagin.

E di temerarietà ce n'è voluta davvero. Il percorso, completamente sterrato, ha rispettato le aspettative degli amanti del trail, alternando saliscendi, sentieri e tratti resi più impegnativi dal fondo irregolare. Una sfida resa ancora più dura dal caldo afoso, mitigato soltanto da un leggero venticello che ha evitato di trasformare la competizione in una vera prova di sopravvivenza.

La manifestazione prevedeva una gara competitiva di 10 chilometri e una camminata ludico-motoria di 5 chilometri, aperta a tutti, confermando la volontà degli organizzatori di coinvolgere sportivi di ogni livello.

Tra le portacolori della Corriferrara è andata in scena una piccola ma significativa "singolar tenzone" tutta al femminile. A spuntarla è stata Franca Panagin,   prima classificata nella propria categoria. Ottime prestazioni anche per Stefania Bruschi e Monica Fogli, entrambe salite sul terzo gradino del podio nelle rispettive categorie, contribuendo a una serata ricca di soddisfazioni per la società ferrarese.

Positivo anche il rientro alle competizioni di Antonio Margiotta, che ha commentato:

"Bella competizione per ricominciare dopo guai fisici. Per chi vuole iniziare a non fare solo asfalto è un buon inizio."

Un giudizio che sintetizza bene la filosofia della manifestazione: un trail accessibile ma autentico, ideale per chi desidera avvicinarsi ai percorsi naturali senza rinunciare al gusto della sfida.

A chiudere la serata, un'organizzazione particolarmente apprezzata dai partecipanti. Ricco il pacco gara e altrettanto graditi i premi in natura riservati ai vincitori, dettaglio che nel mondo podistico continua a essere sinonimo di attenzione e ospitalità.

Insomma, tra polvere, sudore, bandiere al vento e costumi d'epoca, il Trail della Cavedagna ha confermato che anche nelle terre del Delta la corsa può trasformarsi in una bella avventura. E le atlete Corriferrara hanno saputo ritagliarsi un ruolo da protagoniste in questa riuscita serata di sport e tradizione.




venerdì 19 giugno 2026

3° NOTTURNO A SANT'AGATA

 

Notturno a Sant’Agata: caldo, sport e convivialità nella terra della Lamborghini

Una serata d'estate, le luci della piazza, il calore del pubblico e la passione per la corsa. Sono stati questi gli ingredienti della terza edizione del "Notturno a Sant'Agata", gara podistica di 5 chilometri andata in scena mercoledì 17 giugno 2026 nel cuore di Sant'Agata Bolognese.

Il piccolo comune della pianura emiliana, celebre in tutto il mondo per ospitare la sede della Automobili Lamborghini, ha accolto atleti e appassionati in una serata tipicamente estiva, caratterizzata da temperature elevate ma rese più piacevoli dall'atmosfera festosa che ha animato il centro cittadino.

La manifestazione prevedeva la partenza e l'arrivo nella suggestiva piazza principale. Alle 20.15 hanno preso il via le categorie femminili e gli M55, mentre alle 21.00 è stata la volta di tutte le altre categorie maschili, dagli M50 fino agli assoluti. Un percorso veloce e tecnico, articolato su tre giri: il primo di 1.800 metri e i due successivi di 1.600 metri ciascuno.

Tra i protagonisti della serata anche Paolo Callegari, autore di un'ottima prestazione che gli è valsa il 3° posto di categoria, confermando il buon momento di forma e la costanza dei risultati ottenuti nelle gare del calendario estivo.

Positivo anche il bilancio di Giovanni Simone,   che ha vissuto la gara come un allenamento di qualità confrontandosi con atleti di alto livello.

"Correre con i top runner è sempre bello. Il mio obiettivo era un allenamento veloce e direi che, nonostante il caldo, è andata bene. Dopo il primo mille ho preso le misure e ho gestito la gara. Potevo arrivare con Alessio Guidi, ma gli ho lasciato la gloria del pubblico di casa per poi arrivare in solitaria con il solito sprint."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito della manifestazione: competizione sì, ma anche amicizia, divertimento e soddisfazione personale.

A rendere ancora più piacevole la serata ci hanno pensato il ristoro finale e il tradizionale momento conviviale che accompagna molte corse emiliane. Dopo il ritiro del pacco gara, per Giovanni Simone è arrivata la meritata ricompensa:

"Dopo il ristoro e il ritiro del pacco gara, una meritata birra media e piadina. Dal vostro John Simon è tutto, a presto."

Un finale perfetto per una gara che ha saputo unire sport, socialità e la bellezza delle serate estive emiliane. Il "Notturno a Sant'Agata" si conferma così un appuntamento sempre più apprezzato dagli appassionati della corsa su strada, capace di valorizzare il territorio e regalare emozioni tra le vie di uno dei borghi più dinamici della provincia bolognese.






giovedì 18 giugno 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

Corriferrara, una settimana tra pianure, montagne e confini

Venti atleti in viaggio. Otto località raggiunte. 263 chilometri percorsi e 7.520 metri di dislivello lasciati alle spalle.

Questa settimana i colori di Corriferrara hanno attraversato strade, sentieri e città lontane, dalla pianura ferrarese fino alle Dolomiti, passando per l’Etna e arrivando sulle rive del Danubio.

La spedizione più impegnativa è stata senza dubbio quella della Dolomiti Extreme Trail in Val di Zoldo, con i suoi 101 chilometri immersi in uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti Bellunesi, patrimonio UNESCO. Un viaggio tra creste, boschi e panorami che sembrano disegnati dal vento.

Ad Asiago, nella suggestiva Corsa del Trenino, i podisti hanno corso lungo il tracciato della storica ferrovia che collegava l’altopiano alla pianura vicentina, mentre a Udine, durante la Friuli DOC Run, sport e tradizione si sono intrecciati nel cuore di una città celebre per la sua cultura enogastronomica.

Non meno affascinante la trasferta siciliana a Sant’Alfio, alle pendici dell’Etna, dove la gara si è svolta nei pressi del leggendario Castagno dei Cento Cavalli, considerato uno degli alberi più antichi e grandi d’Europa.

E poi il mare di Rosolina Mare, la primavera di Molinella, la tradizione del Trofeo Città di Cona e perfino una corsa internazionale a Vienna, nel verde del Donaupark, affacciato sul grande fiume che attraversa l’Europa.

Le soddisfazioni non sono mancate.

A Vienna, nella Donauparkrun sui 5 chilometri, Carlo Barbieri ha conquistato una splendida vittoria, chiudendo al 1° posto assoluto e portando Corriferrara sul gradino più alto del podio.

A Cona, nel 50° Trofeo Città di Cona, è stata invece Rosanna Albertin a distinguersi con un brillante 3° posto assoluto femminile, confermando ancora una volta il suo valore competitivo.

Risultati che raccontano soltanto una parte della storia. Perché ogni gara, ogni chilometro e ogni salita affrontata rappresentano un tassello di un viaggio più grande: quello di una squadra che continua a portare il nome di Corriferrara lungo strade sempre nuove, inseguendo traguardi, emozioni e orizzonti.

 









mercoledì 17 giugno 2026

Donauparkrun, a Vienna Carlo Barbieri 1° assoluto.

 

Carlo Barbieri conquista Vienna: vittoria assoluta alla Donauparkrun

Una domenica mattina dal sapore internazionale per il portacolori di Corriferrara Carlo Barbieri, che il 16 giugno 2026 ha lasciato il segno nella suggestiva cornice del Donaupark di Vienna, imponendosi nella Donauparkrun sulla distanza di 5 chilometri.

Situato nel cuore della capitale austriaca, il Donaupark è uno dei polmoni verdi più amati dai viennesi. Nato negli anni Sessanta in occasione della Wiener Internationale Gartenschau, il parco si estende tra ampi prati, laghetti e percorsi alberati, dominati dall'inconfondibile Donauturm, la Torre del Danubio che con i suoi oltre 250 metri rappresenta uno dei simboli della città. Qui, dove la tradizione imperiale incontra la modernità e dove il ritmo tranquillo della vita viennese accompagna passeggiate e attività sportive, si è svolta la partecipata manifestazione podistica.

Per Barbieri si trattava dell'esordio assoluto in una gara sul suolo austriaco, un'esperienza resa ancora più speciale dalla vittoria finale. L'atleta ferrarese ha infatti tagliato il traguardo per primo, conquistando il successo assoluto al termine dei 5 chilometri del percorso.

Un risultato arrivato quasi a sorpresa per lo stesso protagonista, che ha saputo interpretare al meglio una gara affrontata con entusiasmo e spirito di avventura.

«Prima gara in terra viennese, con sensazioni fantastiche. Mai preoccupato del tragitto, che non conoscevo, visto che essendo primo bastava seguire le bici. Primo posto inaspettato per un "amatore evoluto"!», ha commentato sorridendo Carlo Barbieri al termine della prova.

Una vittoria che impreziosisce ulteriormente la stagione di Corriferrara e che regala all'atleta estense un ricordo speciale da una delle città più affascinanti d'Europa, dove tra i caffè storici, le note di Strauss e i viali immersi nel verde del Danubio, il tricolore ha trovato posto sul gradino più alto del podio.










50° Trofeo Città di Cona

 

Corriferrara festeggia il 50° Trofeo Città di Cona: tra storia, caldo e grandi risultati

Il 14 giugno 2026 Cona ha accolto podisti e appassionati per un appuntamento che rappresenta una vera e propria pietra miliare del podismo ferrarese: il 50° Trofeo Città di Cona, una ricorrenza importante che ha celebrato mezzo secolo di sport, amicizia e passione per la corsa.

Cinque chilometri esatti, un unico giro e un percorso che negli anni è diventato inconfondibile per generazioni di runner. Un traguardo prestigioso per una manifestazione che continua a richiamare centinaia di partecipanti e che quest'anno ha saputo unire tradizione ed emozione in una giornata resa ancora più speciale dalla presenza dello storico organizzatore, salutato con affetto da tutti i concorrenti sia alla partenza sia durante le premiazioni.

Le strade di Cona, però, hanno deciso di mettere alla prova i partecipanti. Siamo soltanto a metà giugno, ma il sole ferrarese ha già mostrato il suo carattere: il commento di Roberto Catozzi, sintetico quanto efficace, riassume perfettamente la situazione: "Gran caldo!". Poche parole, ma sufficienti per descrivere quella sensazione condivisa da tutti i presenti, tra respiri profondi, borracce svuotate in tempi record e la continua ricerca di qualche metro d'ombra.

Nonostante le temperature, Corriferrara ha risposto presente, classificandosi al 5° posto tra le società per numero di iscritti, confermando ancora una volta la forza e la partecipazione del gruppo.

Sul piano agonistico spicca la splendida prestazione della nostra Rosanna Albertin, che conquista il 3° posto assoluto femminile, portando i colori Corriferrara sul podio di una delle gare più sentite del calendario provinciale.

Tra le protagoniste della giornata anche Paola Pantaleoni, che ha raccontato con entusiasmo il significato di questa edizione speciale:

"Trofeo Città di Cona: siamo a metà giugno e nonostante la temperatura mattutina del periodo siamo in tanti a partecipare a questa gara classica del podismo ferrarese, con il suo percorso particolare in un unico giro da 5 km precisi e soprattutto per rendere omaggio al suo storico organizzatore che oggi non è voluto mancare a salutarci sia alla partenza, che alle premiazioni. Grazie ancora per l'organizzazione del 50° Trofeo. Per me un buon test dei 5000 a giugno: fatto e stop alle gare estive mattutine."

Un bilancio positivo anche per Diana Danu, alla sua prima esperienza sulla distanza breve:

"La mia prima esperienza sulla distanza piccola, ero terrorizzata che arrivassi l'ultima, però sono stata bravina: 5'07'' al km. Premiata tra le prime 30 donne. Mi è piaciuta la gara, tanta gente carina."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito autentico del Trofeo Città di Cona, dove accanto alla competizione trovano sempre spazio accoglienza, amicizia e soddisfazioni personali.

E poi c'è il commento di Sara Melloni, che merita una menzione speciale perché riesce a condensare ironia, autoironia e una fotografia molto lucida del podismo amatoriale:

"Dopo secoli di gender gap, in cui mi toccava correre pure la gara dei maschi, finalmente la competizione si è svolta tutti insieme. È stata rapida e indolore, soffro la mancanza di allenamento, ma avendo perso quasi del tutto la primaverile forma di porchetta attaccata a una pertica, mi ritengo soddisfatta della mia gara con ricco premio compensatore dei 13 euro di iscrizione che dovevano essere 10. Ho impiegato tre minuti in più rispetto all'anno scorso, ma ci sta, non è necessario e salutare andare sempre oltre i limiti che il corpo ci impone. Da domani, mi allenerò di più."

Sara ci ricorda che il podismo non è soltanto cronometro e classifiche. È anche la capacità di prendersi in giro, di accettare serenamente una giornata meno brillante e di trovare soddisfazione nel semplice fatto di esserci. Quanto alla celebre definizione di sé come "porchetta attaccata a una pertica", siamo certi che entrerà di diritto tra le citazioni più memorabili di questa cinquantesima edizione. Sul promesso incremento degli allenamenti "da domani", invece, la comunità podistica ferrarese attende fiduciosa... pur sapendo che quella frase appartiene alla stessa categoria delle buone intenzioni che spesso nascono dopo una gara corsa sotto il sole di giugno.

La storia del Trofeo Città di Cona si intreccia inevitabilmente con quella del paese e dei suoi luoghi simbolo. Tra questi spicca Villa Magnoni, un tempo elegante residenza signorile e oggi affascinante testimonianza del passato locale. Costruita tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento dalla famiglia Magnoni, la villa ha rappresentato per molti anni uno dei punti di riferimento della vita sociale ed economica del territorio.

Oggi l'edificio versa in stato di abbandono, ma continua ad alimentare racconti, curiosità e leggende che fanno parte della memoria collettiva di Cona. Tra le più note c'è quella degli "spettri di Villa Magnoni", una storia che negli anni Ottanta alimentò la fantasia di molti giovani del paese. Si raccontava infatti di misteriose presenze tra le stanze ormai disabitate della villa, di luci intraviste nelle notti d'estate e di rumori provenienti dai saloni vuoti. Naturalmente nessuno ha mai trovato prove concrete di questi fenomeni, ma la leggenda contribuì a trasformare Villa Magnoni in una sorta di luogo del mistero, meta di curiosi e ragazzi in cerca di emozioni dopo il tramonto.

E chissà che, durante il 50° Trofeo Città di Cona, con il sole cocente che batteva sulle strade e i podisti impegnati a rincorrere il traguardo, qualcuno non abbia pensato che fosse più facile incontrare uno degli storici fantasmi della villa che trovare un metro d'ombra lungo il percorso.

Tra storia documentata e racconti popolari, Villa Magnoni resta uno dei simboli più suggestivi di Cona: un luogo che continua a vivere nei ricordi degli abitanti e nelle leggende che, come tutte le migliori storie di paese, si tramandano di generazione in generazione.

Cinquant'anni rappresentano un traguardo che poche manifestazioni possono vantare. Il 50° Trofeo Città di Cona non è stato soltanto una gara di 5 chilometri: è stato un omaggio alla tradizione podistica ferrarese, ai volontari, agli organizzatori, agli atleti di ieri e di oggi e a tutti coloro che, anno dopo anno, continuano a trasformare una semplice corsa in una grande festa dello sport.

Complimenti agli organizzatori, ai volontari e a tutti i partecipanti. E appuntamento alla prossima edizione, con la speranza di trovare qualche grado in meno... anche se, conoscendo il Trofeo di Cona, un po' di caldo fa ormai parte della leggenda.












martedì 16 giugno 2026

Corsa del trenino

 

Corriferrara alla Corsa del Trenino di Asiago: chilometri di emozioni tra storia, natura e ricordi

Il fascino dell'Altopiano di Asiago, i sentieri immersi nel verde e una manifestazione che unisce sport, natura e tradizione. Domenica 14 giugno 2026 gli atleti  Corriferrara hanno preso parte alla suggestiva Corsa del Trenino, uno degli appuntamenti più amati del panorama podistico veneto.

La gara deve il suo nome alla storica ferrovia che un tempo collegava Asiago alla pianura vicentina. Oggi il tracciato dell'ex sedime ferroviario è diventato un percorso ideale per correre immersi nei boschi e nei paesaggi dell'altopiano, tra lunghi rettilinei, scorci panoramici e tratti che raccontano una pagina importante della storia locale.

I portacolori ferraresi si sono cimentati sulle due distanze previste dall'organizzazione: la mezza maratona da 21 chilometri con circa 300 metri di dislivello positivo e la 10 chilometri con 120 metri di dislivello, entrambe caratterizzate da un percorso scorrevole ma tutt'altro che banale. Le temperature estive hanno infatti reso la sfida ancora più impegnativa, mettendo a dura prova gambe e resistenza.

Partenza dal parco cittadino e subito un tratto in salita a selezionare il gruppo, prima di lasciare spazio alle tipiche strade sterrate dell'altopiano, tra ghiaia, prati e boschi profumati di resina. Un tracciato capace di alternare momenti di grande fluidità a sezioni più tecniche e nervose, dove la gestione delle energie si è rivelata fondamentale.

Tra i protagonisti della giornata c'è stato Federico Oliani, che ha scelto di affrontare la distanza più lunga nonostante le fatiche accumulate nella settimana precedente. La sua esperienza racchiude perfettamente lo spirito della manifestazione, dove la gara si intreccia con i ricordi personali e con il legame profondo che molti atleti nutrono verso questi luoghi.

Di seguito il suo racconto:

"Prima di tutto un consiglio per tutti: se avete fatto una gara impegnativa la settimana prima e siete indecisi se fare la distanza lunga o corta la settimana dopo...beh scegliete sempre la corta! Tra dolori di qualsiasi tipo oggi è stata davvero impegnativa, ma volevo fare il percorso intero perché per me Asiago è una seconda casa. Mi ricorda il parco dove quando ero piccolo passavo i pomeriggi sui gokart con mio nonno, mi ricorda i primi trekking con la prima fidanzata proprio sul percorso del trenino, i giri in bici con Laura sotto il diluvio, il mio negozio di caramelle preferito tra le vie del centro, i trekking infiniti con Yuki e Roxanne...e tanto altro...quindi non poteva mancare questa gara nel mio palmares!🤣

Giornatina calda, con partenza dal parco e via subito in salita, già dai primi metri capisco che sto uno schifo...ma i km scorrono così come i dolori e i ricordi lungo tutte le stradine di ghiaia ed erba fino a buttarsi a capofitto in discesa nel bosco! Gli ultimi km sono stati tragici, sono andato in piena crisi con il caldo e la fatica accumulata...ma ho tagliato il traguardo soddisfatto e con una bella medaglia al collo! Una bella mangiata di cervo per pranzo   e sono pronto a qualche settimana di stop per riposare e riprendermi!"

Parole che raccontano più di una semplice competizione. La Corsa del Trenino non è soltanto una gara podistica: è un viaggio tra natura, storia e memoria personale, dove ogni curva può riportare alla mente un'emozione vissuta e ogni chilometro diventa parte di una nuova storia da raccontare.

Per gli atleti Corriferrara è stata una domenica intensa, fatta di fatica, panorami spettacolari e tanta soddisfazione all'arrivo. Un'altra esperienza da aggiungere al bagaglio della stagione, con la consapevolezza che alcune gare si ricordano per il cronometro, altre per le emozioni che sanno regalare. Quella di Asiago appartiene senza dubbio alla seconda categoria. 








Dolomiti Extreme Trail

 

Dolomiti Extreme Trail: Ion Coban firma un magnifico ottavo posto nella regina da 101 chilometri

Ci sono gare che si corrono con le gambe. Altre con la testa. E poi ci sono gare come la Dolomiti Extreme Trail, dove serve qualcosa di più: carattere, resistenza, capacità di soffrire e di trovare bellezza anche quando il sentiero sembra voler respingere ogni passo.

Il 12 giugno, nella straordinaria cornice della Val di Zoldo, si è svolta l'edizione 2026 della Dolomiti Extreme Trail, uno degli appuntamenti più prestigiosi e impegnativi del panorama internazionale della corsa in montagna. Un nome che non lascia spazio a equivoci: qui l'estremo non è marketing, ma realtà. Roccia, creste, boschi, discese tecniche e salite che mettono a nudo la vera essenza del trail running.

Tra gli oltre 400 atleti al via della distanza regina, la 101 chilometri con 6.400 metri di dislivello positivo, era presente anche il portacolori di Corriferrara Ion Coban, autore di una prova straordinaria conclusa con l'ottavo posto assoluto.

Una prestazione di assoluto valore su un percorso che lui stesso definisce senza mezzi termini «la gara più dura e tecnica che io abbia mai fatto».

Del resto, chi frequenta il mondo trail sa bene quanto sia vera la frase dello scrittore e ultrarunner Kilian Jornet:

“La montagna non è uno stadio dove soddisfare la mia ambizione, è una cattedrale dove pratico la mia religione.”

La Dolomiti Extreme Trail incarna perfettamente questo spirito. Non si tratta soltanto di gareggiare, ma di confrontarsi con l'ambiente, con i propri limiti e con la fatica più autentica.

Tra i passaggi simbolo del percorso c'è la salita al Bivacco Grisetti, una vera parete da affrontare con rispetto.

«La durissima salita al Bivacco Grisetti, che quest’anno decido di affrontare senza i bastoncini in quanto è quasi un’arrampicata e l’anno scorso erano risultati solo d’intralcio, con 480 metri di dislivello positivo da fare in circa 1.500 metri. Arrivato in cima si pensa che in discesa si riesca a recuperare qualcosina per poi renderti conto che devi affrontare una ripida e tecnica discesa verso il ristoro di Malga Grava con cavo fisso che ti costringe a percorrere un chilometro in oltre 13 minuti…»

Parole che raccontano meglio di qualsiasi cronaca la durezza di una competizione che richiama ogni anno atleti provenienti da tutta Europa e oltre.

La gara di Ion parte con prudenza, come spesso accade nelle ultradistanze dove l'errore più grande è lasciarsi trascinare dall'entusiasmo dei primi chilometri. Dopo il tratto iniziale su asfalto, il percorso entra subito nel vivo con salite interminabili e discese tecniche tra rocce e radici.

«Parto come al solito abbastanza piano tanto che dopo il primo tratto asfalto, in leggera discesa di circa 3 km, ho almeno 15-20 atleti che mi precedono. Dopo questo tratto inizia la vera gara con delle salite impegnative, che sembrano senza fine, e discese tecniche fatte di roccia e radici. Sto bene e invece di seguire i gruppetti formati, e che in qualche modo mi avrebbero rallentato, decido di superarli e guadagnare un po' di margine per quando arriverà la stanchezza.»

La strategia funziona. Chilometro dopo chilometro Ion risale posizioni fino a ritrovarsi addirittura quarto assoluto.

«Tra il 20° e il 25° chilometro, da casa mia moglie mi avvisa che sono in quarta posizione. Inizialmente non do molto peso a questa notizia, non pensavo di aver superato così tanti atleti e dentro di me penso che magari qualcuno corre senza aver acceso il GPS. Da lì a poco, nei ristori i volontari mi avvisano e mi confermano la mia posizione e che il terzo concorrente ha circa cinque minuti di vantaggio nei miei confronti.»

Per quaranta chilometri Ion corre una gara da protagonista assoluto.

«Riesco a mantenere questa posizione fino al sessantesimo chilometro, ho ampio margine sugli atleti che mi inseguono tanto che in questa fase sto pensando di provare a riprendere il terzo concorrente.»

Ma nelle ultratrail ogni storia può cambiare improvvisamente. È qui che emerge l'altra faccia di questo sport: la gestione delle energie, dell'alimentazione e della crisi.

«Da questo momento ho un drastico calo delle energie, non riesco più a mantenere il mio passo ma sono costretto a rallentare. Si corre sullo stesso percorso della gara da 73 km e vengo raggiunto e superato a mia volta dagli atleti di questa distanza che io avevo superato in scioltezza cinque chilometri prima.»

Con grande lucidità, Ion analizza ciò che è accaduto.

«Purtroppo, i ristori non erano molto forniti di carboidrati, o meglio dire quelli presenti non mi ispiravano molto. Tantissima frutta secca e formaggi freschi che vanno bene ma non danno il senso di sazietà e in questa parte di gara sento proprio il bisogno di assumere del cibo solido. Provo a integrare con della frutta secca, banane e patatine fritte, ma purtroppo sento che non è sufficiente.»

Una lezione preziosa che entra a far parte del bagaglio di esperienza di ogni ultratrailer.

Perché, come scriveva l'alpinista e scrittore Walter Bonatti:

“Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono.”

E il valore di un atleta non si misura soltanto nei momenti in cui vola, ma soprattutto nella capacità di continuare quando le energie diminuiscono e la sofferenza aumenta.

«Sono costretto a rallentare il mio passo e perdo diverse posizioni. Con il senno di poi avrei dovuto sforzarmi e cercare di assumere i carboidrati presenti nei ristori. Dei gel ne avevo da vendere ma non erano sufficienti e ti fanno passare il senso della sazietà. A fine gara mi rendo conto che sono stato superato da atleti nei confronti dei quali avevo oltre 20 minuti di vantaggio…»

Nonostante tutto, Ion stringe i denti e porta a termine la sua impresa.

«Concludo la gara, anche se con grande sofferenza, abbassando il mio personale di oltre un’ora rispetto alla passata edizione. Mi porto a casa una bella ottava posizione assoluta, tante soddisfazioni personali, emozioni e esperienza a non finire su una gara così impegnativa e tanti punti di riflessione per il futuro.»

E forse è proprio questo il significato più profondo del trail running. Non soltanto arrivare, ma imparare. Non soltanto competere, ma crescere. Non soltanto correre, ma vivere intensamente ogni metro di sentiero.

Per Corriferrara arriva così un risultato prestigioso, costruito su una delle gare più dure e affascinanti d'Europa. Un ottavo posto assoluto che vale molto più di una posizione in classifica: racconta una giornata vissuta al limite, tra fatica, determinazione e quella speciale bellezza che soltanto la montagna sa regalare.




Nineties Run

 

Nineties Run: a Rosolina Mare corsa, natura e festa sulle note degli anni ’90

Sole, mare, spiaggia, pineta, laguna e tanta voglia di stare insieme. Sono stati questi gli ingredienti della prima edizione della Nineties Run, la corsa podistica non competitiva che sabato 13 giugno 2026 ha animato il cuore di Rosolina Mare, richiamando appassionati della corsa e amanti del divertimento in un'atmosfera tipicamente estiva.

Con percorsi da 11 e 5 chilometri, l'evento organizzato da Runit Rovigo ha saputo unire sport, natura e socialità in uno dei luoghi più suggestivi del litorale veneto. Il ritrovo e la partenza da Piazza Europa hanno dato il via a un pomeriggio all'insegna del movimento e della spensieratezza, con il profumo del mare e la brezza estiva a fare da cornice.

Dopo i primi chilometri sul lungomare, i partecipanti si sono addentrati nella splendida pineta di Rosolina Mare, una delle più estese e caratteristiche dell'Alto Adriatico. Tra sentieri ombreggiati e qualche saliscendi impegnativo, ma affascinante, la corsa ha regalato scorci naturali di grande bellezza. Un percorso che ha poi condotto gli atleti lungo la laguna, immersi nel silenzio e nei colori della natura, accompagnati dal volo dei gabbiani e dalla presenza discreta degli aironi che popolano queste zone.

A raccontare le emozioni della giornata è stata Franca Panagin:

"Sole, mare, spiaggia, pineta, laguna e una bella corsa in compagnia! Tutto questo è stato possibile grazie a Nineties Run, corsa non competitiva che si è tenuta sabato pomeriggio alle 18 a Rosolina Mare, organizzata da Runit Rovigo. Ritrovo e partenza da Piazza Europa e, dopo un paio di chilometri, ci siamo trovati immersi nella pineta, tra sentieri e vari saliscendi, un po' impegnativi ma bellissimi; poi 4 chilometri di laguna, immersi nel silenzio della natura, tra gabbiani e qualche airone. Che dire, 11 chilometri un po' faticosi ma rilassanti al tempo stesso. Alla fine tutti al Bagno Perla a festeggiare, tra birra e musica anni '90. Come prima edizione direi che è ben riuscita, complimenti a tutti, organizzatori e sostenitori."

E proprio il richiamo agli anni Novanta ha rappresentato il valore aggiunto della manifestazione. Al termine della corsa, il clima sportivo ha lasciato spazio alla festa: al Bagno Perla i partecipanti hanno brindato insieme tra musica, sorrisi e grandi successi dance che hanno fatto cantare e ballare tutti, trasformando il dopo-gara in una vera serata d'estate.

Rosolina Mare, perla del Delta del Po, si conferma così una location ideale per eventi che uniscono sport e turismo. Tra mare, pineta e laguna, ogni angolo racconta un paesaggio unico, capace di sorprendere residenti e visitatori. E se il buongiorno si vede dal mattino, questa prima edizione della Nineties Run lascia già intravedere un futuro ricco di partecipazione e divertimento.

Una corsa da vivere con il sorriso, magari con una canzone anni '90 nelle orecchie e il tramonto sul mare davanti agli occhi.






10 Km del Castagno dei 100 Cavalli

 

Mario Boarati porta i colori Corriferrara alla 10 Km del Castagno dei Cento Cavalli

Sulle pendici dell'Etna, dove la natura si intreccia con la leggenda, domenica 14 giugno si è svolta a Sant'Alfio (Catania) la seconda edizione della 10 Km del Castagno dei Cento Cavalli, una manifestazione inserita nei circuiti Running Sicily e Grand Prix Sicilia. Il percorso, omologato FIDAL, si è sviluppato su quattro giri da 2,5 chilometri nel cuore del borgo etneo, regalando agli atleti scorci suggestivi e un'atmosfera unica.

Tra i partecipanti era presente anche Mario Boarati, portacolori della Corriferrara, che ha affrontato con determinazione una gara resa affascinante non solo dall'aspetto tecnico, ma soprattutto dal contesto in cui si svolge.

Correre a Sant'Alfio significa infatti immergersi in un luogo dove il tempo sembra rallentare. A dominare il paesaggio è il celebre Castagno dei Cento Cavalli, considerato uno degli alberi più antichi e maestosi d'Europa. Attorno a questo gigante verde, che da secoli osserva la vita dell'Etna, ruotano racconti tramandati di generazione in generazione. La leggenda più famosa narra che una regina, sorpresa da un violento temporale durante una battuta di caccia, trovò riparo sotto la sua immensa chioma insieme al proprio seguito composto da cento cavalieri. Da qui sarebbe nato il nome che ancora oggi rende celebre questo monumento naturale.

La corsa ha offerto ai partecipanti un viaggio tra sport, tradizione e paesaggi vulcanici. Le strade del paese, animate dal tifo degli spettatori e dall'entusiasmo degli appassionati, hanno accompagnato gli atleti lungo un tracciato impegnativo ma coinvolgente, con l'Etna a fare da silenzioso e imponente sfondo.

Per Mario Boarati è stata un'esperienza che va oltre il semplice cronometro: dieci chilometri corsi in uno dei luoghi più evocativi della Sicilia, dove ogni passo sembra raccontare una storia e dove il fascino della leggenda incontra la passione per la corsa.

Una trasferta che arricchisce il bagaglio sportivo e umano dell'atleta ferrarese, ambasciatore dei colori della Corriferrara in una manifestazione capace di unire agonismo, cultura e territorio. Perché alcune gare si ricordano per il tempo ottenuto, altre per le emozioni vissute. E quella di Sant'Alfio appartiene sicuramente alla seconda categoria.