A Zampine, sei chilometri di cuore: Elisa Ferrari conquista il secondo posto di categoria alla 59ª Corsa di Ferragosto
C’è un’estate che non conosce riposo. È quella delle sagre, delle feste di paese, delle strade che al mattino presto profumano ancora di campagna e che, per qualche ora, diventano una pista dove correre insieme, ritrovarsi e raccontarsi attraverso il ritmo dei passi.
Domenica 9 agosto 2026, a Zampine di Stienta, è andata in scena la 59ª Corsa di Ferragosto, appuntamento podistico sulla distanza di 6 chilometri, inserito nel calendario delle manifestazioni venete di quella giornata.
Sei chilometri soltanto sulla carta. Perché in una mattina d’agosto ogni chilometro pesa un po’ di più: il caldo rallenta il respiro, l’asfalto restituisce il calore e le gambe chiedono pazienza. Ma è proprio in queste condizioni che la corsa torna ad essere soprattutto una storia umana, fatta di piccoli gesti e grandi soddisfazioni.
E tra queste storie c’è quella di Elisa Ferrari, protagonista di una bella prestazione che le ha regalato il 2° posto di categoria.
Ma questa volta il risultato non è arrivato da solo.
Al suo fianco, infatti, c’erano Angelo e il loro bimbo, comodamente sistemato nel passeggino-Running. Una piccola squadra di famiglia, unita dalla corsa e da quella particolare magia che trasforma una gara in un ricordo da conservare.
«Bella gara, insieme ad Angelo e al nostro bimbo nel passeggino-Running, molto caldo come sempre in questo periodo, molta soddisfazione nell’arrivare seppur “tirata” da mio marito: 2ª di categoria, soddisfatta e nel nostro piccolo molto contenta».
Sono parole semplici, ma raccontano molto. Raccontano che dietro una medaglia non c’è sempre soltanto il cronometro. A volte ci sono una mano che incoraggia, qualcuno che accompagna, un passeggino che diventa parte integrante della gara e un bambino che, forse senza ancora saperlo, cresce dentro una famiglia dove correre significa anche condividere.
Zampine, una terra nata accanto al Po
Zampine appartiene al territorio di Stienta, piccolo comune polesano adagiato sulla riva sinistra del Po, in una terra profondamente segnata dal grande fiume e dalla sua storia. Le origini di Stienta risalgono almeno al X secolo e il nome del paese è legato all'antico fondo agricolo denominato Septingenta.
È una terra apparentemente quieta, piatta, dove l'orizzonte sembra non avere fretta. Ma il Po, da queste parti, insegna una delle più importanti leggi della corsa: la forza non sempre ha bisogno di mostrarsi. Il fiume scorre lento, quasi immobile, eppure nel corso dei secoli ha disegnato confini, modificato paesaggi e condizionato la vita delle comunità.
Non è casuale che la storia di Stienta sia strettamente legata proprio al grande fiume. La rotta del Po del 1152 a Ficarolo separò amministrativamente Stienta da Ferrara, ma per secoli le due sponde continuarono a mantenere rapporti strettissimi, attraverso lavoro, famiglie, dialetto e il continuo passaggio di barcaioli.
E forse è proprio questo lo spirito che si respira ancora oggi nelle corse di paese: un confine che non divide, ma avvicina.
A Zampine, inoltre, si trova l'antico Oratorio di San Genesio, conosciuto anche come chiesa della Madonna di San Genesio. È un luogo che custodisce una parte della memoria della comunità e che ancora oggi rappresenta un punto significativo del territorio.
Quando correre diventa una festa
La Corsa di Ferragosto appartiene a quella bella tradizione italiana nella quale lo sport non è separato dalla comunità. Si corre, certo, ma si corre anche per incontrarsi.
E allora il vero traguardo non è soltanto quello posto dopo sei chilometri.
È arrivare insieme.
È stringere i denti quando il caldo si fa sentire.
È lasciarsi accompagnare quando le gambe cominciano a protestare.
È guardare il proprio bambino nel passeggino e pensare che, in fondo, quella corsa appartiene già anche a lui.
Per Elisa Ferrari il secondo posto di categoria è dunque una piccola medaglia dal significato grande. Un risultato da mettere in bacheca, certamente, ma soprattutto un ricordo di famiglia.
Perché certe gare non si misurano soltanto in chilometri.
Si misurano in sorrisi, in fatica condivisa, in fotografie da riguardare e in quelle storie che, anni dopo, iniziano sempre con le stesse parole:
“Ti ricordi quella volta che correvamo tutti insieme?”
A Zampine, il 9 agosto, quei sei chilometri sono passati veloci.
Ma il ricordo, quello sì, è destinato a correre molto più lontano.




























