martedì 28 aprile 2026

35^ Camminata "Le vecchie borgate"

 

Tra argini, memoria e amicizia: la 35ª Camminata “Le vecchie borgate”

Il 25 aprile, giornata densa di significato per tutto il Paese, si è trasformato ancora una volta in un momento di condivisione semplice e autentica a San Venanzio di Galliera. Qui, nella quiete della pianura bolognese, è andata in scena la 35ª Camminata “Le vecchie borgate”, appuntamento ormai storico per il mondo del podismo non competitivo.

Una corsa (o camminata, a seconda dello spirito con cui la si affronta) che non misura solo chilometri 16,5, per la precisione , ma relazioni, sorrisi e il piacere di stare insieme. Il percorso si snoda tra argini, strade bianche e antiche borgate rurali, testimoni silenziose di un passato contadino che ancora oggi caratterizza il paesaggio della zona.

Il fascino della “bassa”

Correre a San Venanzio di Galliera significa immergersi nella cosiddetta “bassa”: una terra piatta solo all’apparenza, ma ricca di dettagli, storia e atmosfere sospese nel tempo. Qui il ritmo rallenta, lo sguardo si allunga sui campi e ogni passo diventa occasione per riscoprire un contatto genuino con il territorio.

Le “vecchie borgate” citate nel nome della manifestazione non sono solo un riferimento geografico: sono il cuore identitario dell’evento. Piccoli nuclei abitativi, case coloniche e corti che raccontano vite di lavoro e comunità, oggi attraversate da centinaia di podisti.

Correre insieme, davvero

Prima del via, come da tradizione, un momento che vale quanto tutta la gara: la foto di gruppo. Squadre diverse, colori diversi, ma un unico spirito. È proprio qui che si coglie l’essenza di questa manifestazione.

Le parole di Andrea Rubbini lo raccontano meglio di qualsiasi cronaca:

Un'altra classica della bassa, ormai giunta alla 35ª edizione. Anche quest'anno un bel modo per celebrare il 25 Aprile in compagnia. Tanti amici, di tutte le squadre, insieme per una foto giusto prima del ‘via!’, e poi ognuno con il suo ritmo tra argini e vecchie borgate fino al traguardo. Perché è questo lo spirito giusto e piacevole del mondo del podismo”.

E in effetti, lungo il percorso, non ci sono cronometri che tengano: c’è chi corre veloce, chi chiacchiera, chi si gode il paesaggio. Tutti, però, condividono la stessa direzione.

Un rito che si rinnova

La Camminata “Le vecchie borgate” non è solo un evento sportivo, ma un piccolo rito collettivo che ogni anno si rinnova. Un modo per celebrare il 25 aprile non solo nella memoria, ma anche nella libertà di muoversi, incontrarsi, stare insieme.

In un’epoca in cui tutto corre veloce, queste manifestazioni ricordano che il vero traguardo non è arrivare primi, ma arrivare insieme.

E a San Venanzio di Galliera, questo traguardo, ancora una volta, è stato tagliato da tutti.








Trail del Drago

 

Nel cuore del Serso di Pergine, piccolo borgo sospeso tra boschi e silenzi antichi, si narra che il vento porti ancora l’eco di un respiro profondo, quasi fosse quello di un drago addormentato. È qui, tra sentieri che si arrampicano sopra il Lago di Caldonazzo, che ogni anno prende vita il Trail del Drago: non una semplice gara, ma un viaggio tra leggenda e fatica.

Il richiamo del Drago

Secondo storie tramandate nei masi e nelle osterie locali, un tempo queste montagne erano sorvegliate da una creatura antica, un drago custode delle acque e dei boschi. Si dice che il suo spirito vegli ancora sui sentieri, mettendo alla prova chi osa attraversarli. Forse è proprio questo spirito a rendere il Trail così impegnativo.

Due le distanze, due sfide degne di essere affrontate solo da chi accetta il patto con la montagna:

  • 10 km con 600 metri di dislivello, breve ma intensa come un soffio di fuoco
  • 20 km con 1500 metri di dislivello, un’autentica cavalcata tra le creste del drago

Gli atleti e la prova

Tra i coraggiosi che hanno risposto al richiamo, presenti su entrambe le distanze anche gli atleti  Corriferrara, pronti a sfidare pendenze, caldo e sentieri tecnici.

E tra loro, il racconto più vivido è quello di Federico Oliani, che ha trasformato la sua gara in una piccola epopea personale, a metà tra ironia e sopravvivenza:

"Giusto per continuare la mia breve ma intensa saga Trail di allenamento ci spostiamo nel bel Trentino dove in un piccolo paesino vicino al lago di Caldonazzo si svolge il Trail del drago di circa 20km... la gara è stata scelta in base a rigorosi criteri quali:

  • la concomitanza della sagra di san Giorgio dove si poteva bere e mangiare
  • un bellissimo zainetto tecnico come premio di partecipazione!

Dopo aver lasciato le gambe al Dolomiti Beer Trail decido di buttarmi sulla 10km sperando fosse una passeggiata... errore 🤐 il caldo e la mia voglia di provare a tenere il passo degli altri mi fanno secco già verso il 4 km dove inizio ad avere chiari ed evidenti segnali di disidratazione e salivazione al sapore Gatorade 😂 dimenticandomi gel e zainetto a casa mi devo arrangiare con un bicchiere di carta fregato al mc e due bustine di zucchero in tasca.

Non so dire niente sul percorso perché già dai primi metri sono andato a battiti che un uomo della mia età non dovrebbe andare, arrancando e sperando di non morire male.

In un qualche modo arrivo 19 esimo uomo e mi vado a scolare una birra assieme al drago mentre ammiro la medaglia disegnata dai bambini dell'asilo 🙌😂 forse su quello si poteva fare meglio ecco."

Tra mito e realtà

E forse è proprio questo il vero spirito del Trail del Drago: una gara che non si limita a cronometri e classifiche, ma che mescola fatica, leggenda e convivialità. Tra una salita e un ristoro, tra il caldo e la birra finale della sagra di San Giorgio, ogni atleta diventa parte di una storia più grande.

Perché qui, tra i boschi della Valsugana, il drago non si vede… ma si sente. E chi corre su questi sentieri, anche solo per un giorno, finisce inevitabilmente per inseguirne l’ombra.












lunedì 27 aprile 2026

Camminata par San Zorz. Corriferrara 6^ classificata.

Nel dolce spirar d’aprile, quando la primavera veste di verde le antiche pietre di Ferrara, si è rinnovato un rito caro ai suoi abitanti: la 51ª Caminada par San Zorz, corsa non competitiva di 6,5 chilometri che unisce passo e memoria, fatica e festa.

Come in un canto ariostesco, dove cavalieri e dame si intrecciano tra vicende e meraviglia, così i 350 partecipanti hanno preso il via dalla suggestiva Basilica Santuario di San Giorgio fuori le Mura, luogo che non è solo partenza e arrivo, ma cuore pulsante di storia: prima Cattedrale della città, custode silenziosa di secoli e di leggende sussurrate tra le sue navate.

Si narra, infatti, che nelle notti più quiete, quando il vento accarezza le mura e il silenzio si fa profondo, l’eco dei primi fedeli e dei pellegrini antichi ancora aleggi tra le pietre della Basilica, quasi a vegliare su chi oggi, con scarpe da corsa e sorriso, ne attraversa il sagrato. E proprio da questo luogo carico di memoria si dipana il percorso, un “piccolo giro delle Mura” come lo ha definito Denis Grandi, “un piacevole antipasto in vista della Primo Maggio”.

Organizzata con dedizione dalla Polisportiva Ferrariola in sinergia con la Contrada di San Giorgio, la Caminada è da oltre mezzo secolo una delle più antiche manifestazioni podistiche ferraresi. Da cinque anni ha scelto la via della non competitività, trasformando la corsa in un momento ancora più inclusivo, dove il cronometro cede il passo al piacere dello stare insieme.

E qui si svela lo spirito più autentico dell’evento: non solo sport, ma vita di quartiere, incontro tra generazioni, racconto condiviso. Tra i partecipanti si mescolano atleti esperti e famiglie, amici e appassionati, tutti uniti da quel senso di convivialità che è linfa vitale delle contrade ferraresi, le stesse che animano il celebre Palio cittadino con colori, storia e appartenenza.

A rendere ancora più vivido questo spirito di aggregazione è stato il brillante 4° posto conquistato dal gruppo “Quelli del mercoledì”: un nome semplice, quasi familiare, che racchiude però una piccola grande comunità. Camminatori e corridori che, tre volte a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì si ritrovano con costanza per condividere chilometri, parole e sorrisi, trasformando lo sport in un autentico vettore di unione e convivialità. Nella loro presenza si riflette l’anima più genuina della Caminada: quella di chi corre non solo per arrivare, ma per appartenere.

Non meno significativo è stato il momento delle premiazioni, quasi un epilogo corale degno di un poema: si sono alternati il presidente della Polisportiva Ferrariola Gianni Bosi, il presidente della Contrada di San Giorgio Roberto Brunetti e il presidente di AVIS Comunale Ferrara Alessandro Cattabriga, anch’egli podista della Ferrariola e contradaiolo di San Giorgio. Una presenza, la sua, che diviene simbolo concreto di quel legame profondo e di quella collaborazione sincera che uniscono le realtà coinvolte, rendendo la Caminada non solo evento sportivo, ma autentica espressione di comunità.

La Corriferrara ha conquistato il 6° posto nella classifica a squadre, ma al di là dei piazzamenti, ciò che resta è l’eco di passi leggeri e risate condivise, di un pomeriggio in cui Ferrara si è raccontata correndo.

Come in un poema cavalleresco, non vi è un solo eroe, ma una moltitudine di protagonisti: ciascuno con il proprio ritmo, ciascuno con il proprio motivo per esserci. E così la Caminada par San Zorz continua, anno dopo anno, a intrecciare sport e tradizione, memoria e presente, sotto lo sguardo antico di San Giorgio e delle sue mura.


giovedì 23 aprile 2026

Riepilogo settimanale attività e punti che saranno assegnati.

 

Cronache di Corriferrara – Settimana di Vento, Sale e Polvere d’Oro

Nel cuore della pianura ferrarese, dove le nebbie si alzano lente come antichi spiriti e i fiumi custodiscono storie millenarie, la compagnia podistica di Corriferrara ha vissuto una settimana degna di essere cantata attorno al fuoco. Non una semplice serie di gare, ma un viaggio epico attraverso terre vicine e lontane, tra isole baciate dal sole e sentieri aspri come prove iniziatiche.

110 atleti, dispersi come scintille nel vento, hanno attraversato 9 località, accumulando 2,266 km e scalando un dislivello di 16.800 metri. Numeri, sì… ma dietro di essi si celano imprese.


🌊 Isole di luce e vento: Ibiza e Palma di Maiorca

Sulle rive incantate di Ibiza e Palma di Maiorca, dove il mare riflette il cielo come uno specchio degli dèi, due atlete di Corriferrara hanno scritto ancora una volta il loro nome tra le stelle.

  • Pantaleoni Paola, nella mezza maratona di Ibiza, ha dominato la sua categoria come una regina del vento.
  • Albertin Rosanna, a Magaluf, ha replicato l’incanto: prima di categoria, ancora.

Ormai non è più sorpresa, ma leggenda: ovunque gareggino, il podio sembra attenderle. Come se le isole stesse riconoscessero il loro passo.


🏛️ Tra città e pianure: Verona, Rimini e Baura

Dalle pietre antiche di Verona alle onde di Rimini, fino ai campi silenziosi di Baura, Corriferrara ha seminato passi e raccolto gloria.

Nella Corsa della Bonifica, tra canali e strade che raccontano la fatica dell’uomo e della terra:

  • Grandi Denis ha conquistato il 1° posto di categoria
  • Camanzi Ilaria ha ottenuto un prezioso 2° posto
  • Melloni Sara ha completato il podio con un 3° posto

Un trittico perfetto, come tre note di una stessa melodia.


⛰️ Sentieri e prove: Rocca Malatina, Valdagno e Sassuolo

Nei territori selvaggi di Rocca Malatina, tra le valli di Valdagno e le strade di Sassuolo, gli atleti hanno affrontato sentieri che sembrano usciti da antiche mappe.

Qui il tempo rallenta, il respiro si fa profondo, e ogni passo diventa una scelta. Non sempre ci sono podi… ma ogni arrivo è una conquista personale.


🏜️ L’impresa epica: Tuscany Crossing

Ma tra tutte le storie, una svetta come una torre nella nebbia.

A Castiglione d’Orcia, nella leggendaria Tuscany Crossing da 161 km, Ion Coban ha compiuto un’impresa che appartiene più ai miti che alle cronache:

👉 2° assoluto nella 100 miglia

Tra colline dorate e strade che sembrano non finire mai, ha corso contro il tempo, contro la fatica, contro sé stesso. E ha vinto tutto, anche senza il primo posto.


✨ Epilogo

Questa non è solo una settimana di sport.
È una mappa di emozioni, un racconto fatto di sudore e orizzonti lontani.

Corriferrara continua a correre…
non solo per arrivare, ma per trasformare ogni gara in leggenda.










martedì 21 aprile 2026

Rimini Marathon

 

C’è qualcosa nella Rimini di aprile che non si spiega: un misto di salsedine, primi caldi traditori e quella voglia di stare insieme che ti fa dimenticare la fatica. Domenica 19 aprile 2026 la città non è stata solo cartolina di mare e ombrelloni ancora chiusi a metà, ma teatro vivo della Maratona di Rimini: una festa di corsa, sudore e sorrisi larghi come la Riviera.

E in mezzo a questo scenario, tra il passo cadenzato dei runners e il vociare del pubblico, c’era anche Corriferrara, presente con ben 47 atleti distribuiti sulle tre distanze: maratona, mezza maratona e ten miles. Un bel colpo d’occhio, di quelli che fanno gruppo ancora prima che squadra.

Tra storia e passi di corsa

Correre a Rimini non è mai solo correre. È infilarsi in una città che ha visto passare secoli, da Sigismondo Pandolfo Malatesta signore rinascimentale dal carattere tutt’altro che leggero, fino alla poesia di Aurelio de' Giorgi Bertola. E mentre oggi si macinano chilometri sul lungomare, viene quasi da pensare che anche loro, a modo loro, avrebbero avuto qualcosa da dire su questa umanità in movimento.

Il caldo, vero protagonista (non invitato)

Se c’è stato un avversario comune, quello è stato il sole. Un caldo improvviso, quasi estivo, che ha messo alla prova tutti.

Federico Oliani l’ha riassunta senza troppi giri di parole: 
"Maial che caldo"

E in effetti, tra saliscendi e tratti esposti, la gara non ha fatto sconti. Ottorino Malfatto    lo racconta bene:

"Tanto caldo e tanti sali scendi. Giro di boa a Riccione. Tanta partecipazione, non si corre mai da soli."

Le prestazioni e le storie

Tra i risultati, spicca Chiara Rosignoli, splendida 10ª donna assoluta. Ma al di là delle classifiche, sono le storie personali a dare il senso della giornata. Il suo commento: "Campionato assoluto individuale  di maratona... 10^" assoluta".  


Bellissimo esordio per Tatiana Pivanti     sulle 10 miglia: sorriso sempre acceso e tanta determinazione fino al traguardo. Di quelle gare che ti restano addosso.

E poi le emozioni vere, quelle che non si misurano in minuti al chilometro.

Maria Giuseppina Santoro    racconta così la sua esperienza:

"Per quanto mi riguarda è stata la mia camminata più lunga, ho avuto tanta ansia tanta preoccupazione di non riuscire ad arrivare al traguardo ma per fortuna ero insieme alla mia compagna di squadra Sara Caporaso e con lei è stato tutto più "facile". La competizione è molto carina studiata molto bene nei minimi particolari l ultimo ristoro prima dell' arrivo top le caramelle sono state fotoniche. E che dire all' arrivo oltre ad avere le altre mie compagne di squadra che invitavano mi aspettava anche la mia famiglia ed è stato super emozionante (la lacrimuccia dopo il traguardo è scesa abbracciandomi con la mia carissima collega e grandissima amica di squadra).Stupendo tutto."

Sara Caporaso aggiunge un tassello importante:
"È stata un’esperienza meravigliosa! Tantissima gente e un tifo veramente intenso! I miei primi 16 km! "

E accanto a lei, Laura Rinaldi riporta tutto alla semplicità più autentica:
"È stata una bella sgambata in piacevole compagnia. "

Non manca anche l’onestà, quella schietta da spogliatoio, di Giulia Maestri:
"Senza allenamento causa infortuni vari ed eventuali. "

Che, tradotto dal “dialetto runner”, significa comunque esserci, stringere i denti e portare a casa la giornata.

E c’è anche chi torna e si gode il momento:
Matteo Dilda:
"Bellissimo dopo due anni di assenza!!"

La fatica della maratona

La distanza regina, come sempre, racconta qualcosa di più profondo.

Massimo Corà   chiude in 3h24'05", portando a casa non solo il tempo ma soprattutto il significato:

"Porto a casa, bene o male, il risultato che speravo, anche se il caldo improvviso di oggi ci ha messo tutti in grande difficoltà.
Sono davvero molto felice, perché oggi era dura. In più di un momento la testa mi diceva di fermarmi, ma sono andato avanti e questa, forse, è la cosa che conta di più.
È stato bellissimo condividere non solo questo weekend, ma anche tutti questi ultimi mesi di preparazione con tanti compagni di squadra Atletica Corriferrara e soprattutto amici.
Una menzione speciale per Davide Armandi che all’esordio in maratona ha fatto una gara davvero bella e matura: gestita con intelligenza, corsa con coraggio e chiusa da vero maratoneta. Bravo davvero! La maratona, alla fine, è anche questo: fatica, testa, cuore, condivisione. E oggi me la porto a casa così.
"


La mezza: tra entusiasmo e filosofia

Andrea Rubbini     racconta una mezza maratona che è molto più di una gara:

"Ebbene sì, un'altra gara in Romagna... terra di mare, piadine e bella gente, e una nuova occasione per un weekend di sport, divertimento e buon cibo. La gara da 21K, anticipata alle 8:30 per via dei molti partecipanti, è partita con una bellissima energia, con Sara P. (all'esordio sulla distanza) che non si teneva e Sara S. a fare il passo iniziale come al solito. Poi il caldo si è fatto sentire, e dal 16° in poi ho iniziato ad "arrancare" chiudendo in poco più di 2 h... ma la soddisfazione di finire una mezza e aggiudicarsi un'altra medaglia per la collezione è sempre tanta!!!E per festeggiare, vuoi non fermarti a pranzo al ristorante tutti insieme ?!?   E' una delle parti più divertenti di questo sport."

E Sara Sacchelli    aggiunge il tocco più romagnolo possibile:

"Un’altra bellissima occasione per correre insieme agli amici!! Peccato per il sole e il caldo (quest’affermazione fatta di domenica a Rimini è decisamente surreale) che ha compromesso la mia corsa partita già un po’ svantaggiata da un vecchio infortunio (e tante altre scuse)…. Dopo qualche chilometro ho deciso di godermi il panorama e con molta filosofia sono arrivata al traguardo. Per fortuna ci sono gli amici che mi ricordano che ogni traguardo è un’impresa e un’occasione per festeggiare. E allora via di festeggiamenti in spiaggia con i giusti reintegri post mezza (Frittino e birra!).
Perché alla fine non importa il tempo. Importa chi è lì con te a festeggiare il traguardo!
"

Il senso di tutto

Forse il riassunto migliore lo danno poche parole, semplici e vere.

Lorenzo Prini:
"Bella gente tanto sole , cordialità della riviera "

E Angelo Visentini:
"Grazie alla compagnia ed il supporto ricevuto, chi più e chi meno ma seppur dovendo lottare con dolori e battagliando con il mio corpo ribelle da settimane sono stati tutti di grande aiuto.
Bellissimo circuito, bellissima gente e posto che non delude mai.
Tanto caldo ma si sapeva.. il sole ci avrebbe dato filo da torcere.
Niente altre frasi ad effetto… niente giustificazioni del tempo andato,
oltre a dolori ne esco consapevole ed imparato ( con un’ ottima abbronzatura )
".


Alla fine, Rimini fa questo effetto: ti stanca, ti scalda, ti mette alla prova… e poi ti regala qualcosa. Che sia una medaglia, una birra in spiaggia o una lacrima al traguardo, poco importa.

Perché in Romagna ,si sa, si corre forte, ma si vive ancora meglio.