La Ciaminada: Ferragosto tra sentieri, strappi e una prima volta da ricordare
Ci sono gare che si corrono per inseguire il cronometro e altre che, più semplicemente, si corrono per celebrare una giornata, un luogo, una tradizione. La Ciaminada, disputata il 15 agosto 2026 a Forni di Sopra, appartiene decisamente alla seconda categoria: una gara non competitiva, ma con classifica, di 8,2 km e 232 metri di dislivello, capace di regalare ai partecipanti il piacere autentico di correre in montagna nel giorno più simbolico dell'estate.
Forni di Sopra è una località che
sembra fatta apposta per correre e respirare. Circondata da alcune delle più
belle montagne del Friuli, è conosciuta come una delle porte d’accesso al Parco
Naturale delle Dolomiti Friulane, patrimonio UNESCO. Qui la natura è
protagonista assoluta: boschi, torrenti, pareti rocciose e sentieri raccontano
una montagna ancora autentica, dove ogni curva può regalare un panorama
diverso.
E forse è proprio questo il bello
di una gara come La Ciaminada: non serve necessariamente cercare la grande
impresa. A volte basta infilarsi le scarpe, partire e lasciarsi sorprendere da
quello che succede lungo il percorso.
Per Marco Gianantoni, però, questa Ciaminada aveva un significato ancora più speciale. Non soltanto per il ritorno alle competizioni dopo una piccola deviazione forzata dal programma estivo, ma soprattutto perché questa volta al suo fianco c'era suo figlio, alla prima gara con classifica.
Un debutto che difficilmente avrebbe potuto avere una scenografia più bella.
I primi 500 metri sono stati infatti corsi insieme, padre e figlio, condividendo emozione e fatica. Poi, dopo il primo tratto in discesa, Marco ha lasciato spazio al giovane atleta, permettendogli di affrontare la gara in autonomia. Da lì è iniziata la sua rimonta, tra strappi e cambi di ritmo che hanno contribuito a selezionare il gruppo.
La gara ha così assunto il sapore di una piccola avventura familiare, dove il risultato sportivo è diventato quasi un dettaglio rispetto all'emozione di vivere insieme una prima volta.
E il finale è stato da fotografia da conservare: Marco, una volta tagliato il traguardo, è tornato indietro per recuperare il figlio, riuscendo così a tagliare nuovamente il traguardo insieme a lui.
Per il giovane Gianantoni è arrivato anche un risultato tutt'altro che banale: 70° assoluto nella gara corta su 467 arrivati.
Numeri che raccontano una buona prestazione, ma che non riescono a raccontare fino in fondo ciò che vale davvero quella giornata. Perché certe classifiche finiscono negli archivi, mentre certe immagini rimangono nella memoria.
Quella di un padre che torna indietro per accompagnare il figlio fino al traguardo è sicuramente una di queste.
E Marco, con la consueta ironia, racconta così la sua giornata:
"Garettina montanara per festeggiare il Ferragosto. Di solito preferisco optare per una grigliata a base di trote appena pescate ma quest'anno, per mancanza di posto, mi è scaduta la visita sportiva pertanto ho convertito la sky race di fine vacanza con questa gara non competitiva ma con classifica. Nonostante non sia un amante delle gare corte devo dire che mi sono divertito anche perchè ho avuto l'emozione di correre i primi 500 m con mio figlio alla sua prima gara con classifica. Dopo il primo tratto in discesa pericoloso, l'ho lasciato correre in autonomia ed è iniziata la rimonta....Alla fine devo dire che è andata proprio bene, anche perchè c'erano parecchi strappi che hanno fatto molta selezione tra gli atleti. Tagliato il traguardo, sono tornato indietro a recuperare mio figlio così sono riuscito a tagliare il traguardo assieme a lui. Bella emozione e bel risultato anche per lui (70 assoluto nella gara corta su 467 arrivati). State benone! P.s. proseguo con le mie vacanze ed allenamenti in attesa di avere l'idoneità sportiva...."
In fondo, La Ciaminada è stata proprio questo: una corsa breve ma piena di significati. Un Ferragosto diverso dal solito, con il profumo della montagna al posto di quello della griglia, i sentieri al posto della tavola imbandita e, soprattutto, una prima gara da ricordare.
Perché nella corsa, come nella vita, ci sono traguardi che si misurano in metri e secondi. E poi ce ne sono altri che si misurano in emozioni condivise.
Quello di Forni di Sopra, per Marco e suo figlio, appartiene decisamente alla seconda categoria.




























