Diecimila della Bilancia 2026: a Campogalliano una corsa che profuma di passione e rinascita
Il primo marzo 2026, le strade di Campogalliano si sono riempite di passi, respiri e battiti accelerati per la tradizionale Diecimila della Bilancia, appuntamento ormai simbolo della primavera podistica modenese. Un evento molto sentito, capace ogni anno di richiamare atleti competitivi, amatori tenaci e semplici appassionati lungo un percorso noto per essere veloce e tecnico al tempo stesso. Campogalliano, soprannominata “la città della Bilancia” per la storica tradizione legata alla pesatura e alla metrologia, custodisce anche una vocazione sportiva autentica. Tra le sue curiosità spicca il Museo della Bilancia, unico nel suo genere in Italia, che racconta il tema dell’equilibrio: una parola che, non a caso, sembra adattarsi perfettamente anche alla corsa. Equilibrio tra corpo e mente, tra ambizione e pazienza, tra fatica e soddisfazione. Quest’anno erano circa 250 gli iscritti. A guidare il gruppo, una presenza che da sola è sinonimo di resistenza e carisma: Giorgio Calcaterra. Il “re delle 100 km”, con i suoi allievi, ha imposto un ritmo alto fin dalle prime battute. A un certo punto, alcuni di loro hanno persino doppiato parte del gruppo: un’immagine potente, quasi simbolica, che racconta la velocità della gara e il livello competitivo che da tempo caratterizza queste zone del modenese, dove la corsa su strada è cultura prima ancora che sport. Tra i protagonisti di giornata anche Angelo Visentini, che ha affidato ai social un commento sincero, carico di consapevolezza:
«La strada è lunga per avere i risultati che spero, ancora qualche acciacco e mente da allenare. Migliorato di sei minuti il tempo sulla stessa gara dell’anno scorso, simbolo che il risultato viaggia passo a passo con tempo e costanza».
Parole che raccontano molto più di un cronometro. Sei minuti in meno su una 10 km non sono solo un dato tecnico: sono allenamenti all’alba, giorni in cui le gambe pesano, acciacchi da gestire e una mente da educare alla resilienza. In una gara veloce come la Diecimila della Bilancia, dove il ritmo medio è spesso aggressivo fin dal primo chilometro, migliorarsi così significa aver lavorato in profondità. La bellezza di questa competizione sta proprio qui: nella doppia anima. Da un lato i grandi nomi e i ritmi vertiginosi, dall’altro le storie personali di chi corre contro la versione di sé dell’anno precedente. È una gara che non regala nulla, ma restituisce tutto in termini di consapevolezza. Il percorso, scorrevole e lineare, favorisce i personal best, ma richiede testa lucida. I rettilinei invitano ad osare, il gruppo trascina, il pubblico incita. E quando le maglie dei più forti ti sfilano accanto o ti doppiano, invece di abbatterti ti ricordano quanto sia ampio e affascinante il mondo della corsa. La Diecimila della Bilancia si conferma così una “gran bella gara”, come l’ha definita chi l’ha vissuta da dentro. Un evento che unisce tradizione, competitività e comunità. In un territorio dove lo sport è partecipazione e orgoglio locale, correre significa anche sentirsi parte di qualcosa che cresce anno dopo anno. E se è vero che la strada è lunga, come dice Visentini, è altrettanto vero che a Campogalliano ogni passo trova il suo equilibrio. Proprio come su una bilancia: con tempo, costanza e cuore.



































