giovedì 26 febbraio 2026

Riepilogo attività podistica trimestrale e punti che saranno assegnati.

 

Come in antichi canti levati tra mura e campanili, così s’innalza la voce dei Corriferrara, schiera ardente che in questa settimana ha solcato terre vicine e lontane, tra nebbie padane e lidi marini, tra colline e sentieri che sfidano il cielo.

I luoghi della tenzone – Nove contrade, un solo vessillo

Dalle valli e dalle coste, nove furono le località ove i nostri atleti posarono il passo:

  • ComacchioTrofeo 8 Comuni, Km 6

  • NapoliXII Coelmo Napoli City Half Marathon, Km 21,097

  • Porto RecanatiUltramaratona del Conero, Km 50

  • Salsomaggiore TermeVerdi Marathon, Km 21,097

  • SaluzzoLa Mezza del Marchesato, Km 21,097

  • MaloAIM Trail, Km 58 / 21

  • Moke LakeShotover Moonlight Half Marathon, Km 21,097

  • Misano AdriaticoMisano GP Run, Km 10

  • TribanoMarcia della Magnolia, Km 19

Sessanta furono gli atleti in arme leggere,
1.093,952 i chilometri domati,
6.100 i metri di dislivello conquistati,
come balze d’un castello espugnato con cuore saldo.


I Podi – Allori e vessilli levati al cielo

A Comacchio, tra acqua e vento

Nel borgo lagunare di Comacchio, al Trofeo 8 Comuni, l’onore fu alto:

  • Rosanna Albertini – 2ª assoluta

  • Ilaria Camanzi – 1ª di categoria

  • Denis Grandi – 1° di categoria

  • Sandro Prini – 2° di categoria

Giovani germogli, fiore della squadra:
Vittoria Zambrini – 1ª cat. Pulcini
Giulia Caramori – 2ª cat. Pulcini
Leonardo Valarini – 1° cat. Esordienti
Marco Delli Gatti – 1° cat. Cadetti

Sulle rupi del Conero

A Porto Recanati, nell’aspra Ultramaratona del Conero:

  • Sabina Drimaco – 3ª di categoria

Tra i sentieri di Malo

A Malo, nell’ardito AIM Trail:

  • Ion Coban – 1° di categoria

Nella città del Vesuvio

A Napoli, nella mezza che guarda il mare:

  • Aurelia Melloni – 2ª di categoria

Così i Corriferrara levarono il vessillo su più fronti, tra pianura e altura, tra asfalto e sentiero.


Il Canto del Trimestre – Cronache di lungo corso

Non solo una settimana, ma un intero trimestre degno d’epopea.

  • 724 atleti coinvolti

  • 87 località toccate

  • 9.016 km percorsi

  • 40.469 metri di dislivello totalizzati

E cinque terre oltre confine portarono il nome di Ferrara nel mondo:

  • Boa Vista – Capo Verde

  • Valencia – Spagna

  • Dubai – EAU

  • Lisbona – Portogallo

  • Queenstown – Nuova Zelanda


I Numeri della Gloria

Nel trimestre furono 67 podi conquistati:

  • 3 volte 2° posto assoluto

  • 4 volte 3° posto assoluto

  • 29 volte 1° posto di categoria

  • 20 volte 2° posto di categoria

  • 11 volte 3° posto di categoria

E sopra tutti, come stella che guida il drappello, splende Rosanna Albertini, con 7 podi conquistati nel trimestre, primadonna d’acciaio e costanza.


Così si chiude il canto:
non solo numeri, ma orme incise su strade, selve e orizzonti lontani.
I Corriferrara non corrono soltanto:
essi tessono una trama di passi,
un poema di fatica e gloria,
che ogni settimana rinnova il suo giuramento al vento.


















mercoledì 25 febbraio 2026

Trofeo 8 comuni, 4^ tappa a Comacchio. Rosanna Albertini 2^ assoluta.

 

                  Foto generata con l'Intelligenza Artificiale causa carenza foto reali degli atleti partecipanti

Il vento salmastro che accarezza i canali, i ponti sospesi sull’acqua e quell’atmosfera sospesa tra terra e laguna: Comacchio, con il suo fascino senza tempo, ha fatto da cornice domenica 22 febbraio 2026 alla 4^ tappa del Trofeo 8 Comuni, andata in scena sulla distanza di 6 chilometri. Una gara intensa, partecipata, resa ancora più suggestiva dal percorso che ha saputo unire scorci caratteristici del centro storico a tratti più aperti, dove lo sguardo corre verso le Valli. Un tracciato che è piaciuto molto agli atleti: scorrevole ma mai banale, tecnico quanto basta per mettere alla prova gambe e cuore. 

Corriferrara protagonista

Ottime le prestazioni degli atleti Corriferrara, capaci di portare un nutrito gruppo sul podio e di lasciare intravedere prospettive davvero incoraggianti, soprattutto tra i più giovani. Una squadra compatta, presente, determinata: il lavoro invernale sta dando i suoi frutti. A brillare su tutti è stata Rosanna Albertini, splendida 2ª assoluta, protagonista di una prova di carattere e gestione intelligente del ritmo. Sempre lucida, ha saputo dosare le energie lungo i 6 km, confermando esperienza e solidità.

Tra le categorie, le soddisfazioni non sono mancate:

  • Ilaria Camanzi, 1ª di categoria, ha corso con grinta e leggerezza, imponendo il proprio passo fin dalle prime battute.

  • Denis Grandi, 1° di categoria, autore di una gara concreta e autoritaria.

  • Sandro Prini, 2° di categoria, capace di difendere la posizione con determinazione nel finale.

I giovani fanno sognare

Se il presente sorride, il futuro entusiasma.

Nella categoria Pulcini, applausi per:

  • Vittoria Zambrini, 1ª di categoria, che ha corso con entusiasmo contagioso.

  • Giulia Caramori, 2ª di categoria, grintosa e determinata fino all’ultimo metro.

Tra gli Esordienti, spicca:

  • Leonardo Valarini, 1° di categoria, già capace di mostrare ottime doti tecniche e una sorprendente maturità agonistica.

Nei Cadetti, infine:

  • Marco Delli Gatti, 1° di categoria, autore di una prova convincente che lascia ben sperare per la stagione.

Correre a Comacchio, tra storia e leggenda

Correre a Comacchio significa attraversare una città che porta con sé storie antiche. Si racconta che tra i suoi canali aleggi ancora il fascino dei pescatori d’anguilla e delle tradizioni tramandate nei secoli. Il Trepponti, simbolo della città, sembra osservare silenzioso ogni passaggio di atleti, quasi a custodire le loro fatiche e i loro sogni.

In una giornata di sport e condivisione, il Trofeo 8 Comuni ha regalato emozioni vere: sorrisi al traguardo, abbracci, la soddisfazione di chi migliora il proprio tempo e la consapevolezza di far parte di una comunità che cresce. Complimenti alla Running Club Comacchio per l'organizzazione dell'evento.

Per Corriferrara, questa tappa non è solo un elenco di podi, ma la conferma di un percorso costruito con passione. E guardando i giovani salire sul gradino più alto, si intravede davvero un futuro luminoso.


martedì 24 febbraio 2026

AIM Trail Ion Coban 1° di categoria nella 58 km.

 


Il 22 febbraio 2026, tra il respiro ancora fresco dell’inverno e un sole già deciso a scaldare le creste, l’AIM Trail ha acceso i sentieri sopra Malo, nel cuore della provincia di Vicenza. Un trail vero, di quelli che sanno di terra smossa, foglie calpestate e silenzi interrotti solo dal battito nel petto e dal richiamo lontano di qualche rapace in quota.

Tra boschi, contrade e leggende venete

Malo sorge ai piedi delle Piccole Dolomiti, in un territorio che alterna boschi fitti, contrade in pietra e dorsali panoramiche da cui lo sguardo spazia fino alla pianura. Qui la tradizione contadina si intreccia a racconti antichi: c’è chi parla di spiriti dei boschi, di ombre tra i castagni al calar del sole, di sentieri battuti nei secoli da pastori e contrabbandieri. Correre da queste parti significa attraversare una geografia viva, dove ogni salita sembra mettere alla prova non solo le gambe, ma anche il carattere. E l’AIM Trail, con le sue diverse distanze e dislivelli importanti, ha offerto a ogni atleta la propria sfida personale.

Corriferrara: quattro trail, quattro storie

Corriferrara si è presentata al via con quattro portacolori, ognuno pronto a misurarsi con la montagna.

🏔️ Coban Ion – 58 km | 2600 m D+

Sulla distanza regina, 58 km e 2600 metri di dislivello, Coban Ion ha firmato un’impresa di spessore:
🥇 1° di categoria.  

Una prova solida, costante, da vero uomo di montagna adottivo. Salita dopo salita, senza cedere al richiamo della fatica, ha domato il percorso con determinazione. Nel gruppo Corriferrara, ancora una volta, “ottima prova come sempre sui 58 km”, confermando affidabilità e tenacia sulle lunghe distanze.

⛰️ Michele Tuffanelli – 39 km | 1700 m D+

Sulla 39 km (1700 metri di dislivello), Michele Tuffanelli ha corso con lo spirito autentico del trail: competizione sì, ma anche condivisione e meraviglia. 

Le sue parole raccontano perfettamente l’anima della giornata:

“Aim TRAIL ogni tanto si allunga la distanza. Questo Trail è perfetto per distanza da Ferrara, ospitalità e scelta di distanza. La 39 km ti permette di correre divertendoti in una giornata di sole come quella di ieri facendo gara ma anche un po' guardandoti attorno. Poi io sono quasi di casa, in quelle zone si incontrano sempre trailisti con cui condividere la giornata e magari anche una sana competizione per poi condividere la birretta finale 🤟⛰️🏃🍻. Nel gruppo Corriferrara ottima prova come sempre sui 58 km di Coban e sulla 21 km di Lilia Agachi.”

Parole che sanno di comunità, di sentieri condivisi e di quella birra finale che nel trail vale quasi quanto una medaglia.

🌿 Lilia Agachi – 21 km | 900 m D+

Sulla mezza maratona trail (21 km e 900 metri di dislivello), Lilia Agachi ha offerto un’ottima prestazione, confermandosi solida e determinata su un tracciato tutt’altro che banale.

Salite regolari, discese tecniche, tratti corribili alternati a strappi impegnativi: una gara da interpretare con intelligenza, e Lilia lo ha fatto con grinta.

🌄 Antonio Margiotta – 21 km | 900 m D+

Sulla stessa distanza anche Antonio Margiotta, che sintetizza così l’esperienza:

Bella e ben organizzata.

Essenziale, diretto, come spesso sono i trail veri: pochi fronzoli, tanta sostanza. Un’organizzazione curata, percorsi segnati con precisione e un’atmosfera che fa sentire ogni atleta parte di qualcosa di più grande.

Sole, fatica e spirito trail

La giornata ha regalato cielo limpido e panorami aperti. Nei tratti più alti, il sole illuminava i crinali, mentre nei boschi l’aria restava fresca e pungente. Il trail è questo: fatica che diventa racconto, salita che diventa conquista, sconosciuti che diventano compagni di avventura per qualche ora. E poi l’arrivo, le scarpe infangate, le gambe dure, i sorrisi larghi. Corriferrara torna da Malo con un primo di categoria, ottime prove su tutte le distanze e, soprattutto, con lo zaino pieno di storie da raccontare. Perché sui sentieri dell’AIM Trail non si corre soltanto contro il tempo. Si corre dentro il paesaggio, dentro la propria resistenza, dentro quella sottile linea dove la fatica si trasforma in libertà.









Verdi Marathon

 

Il 22 febbraio 2026, tra le prime carezze di una primavera impaziente, Verdi Marathon ha risuonato come un’ouverture solenne tra le vie eleganti di Salsomaggiore Terme, nel cuore della provincia di Parma. Non una semplice gara, ma un atto lirico in movimento: chilometri che scorrono sulle note immortali del Maestro Giuseppe Verdi, figlio di questa terra generosa, dove la musica si intreccia al profumo della nebbia mattutina e al gusto schietto dell’Emilia.

Una sinfonia tra terme e ville storiche

Salsomaggiore, celebre per le sue acque salsobromoiodiche e per l’eleganza liberty delle sue architetture, ha offerto agli atleti un palcoscenico degno di un’opera in quattro atti. Dai viali termali ai passaggi accanto alle ville storiche immerse nella campagna parmense, ogni curva sembrava accompagnata da un coro invisibile. E poi i ristori, orchestrati dagli Alpini, custodi di tradizione e spirito comunitario: tè caldo, cioccolata, sorrisi franchi. Un’Italia autentica, che applaude e sostiene.

Corriferrara: tre voci, tre interpretazioni

Per Corriferrara, la scena ha visto protagonisti:

  • Roberta Scabbia, impegnata sulla distanza dei 30 km, in una prova di resistenza degna delle arie più intense.

  • Federico Oliani e Sara Sacchelli, entrambi sulla mezza maratona, tra ambizione, ironia e personal best.

Sara Sacchelli: patriottismo e PB 

Sara racconta con entusiasmo:

La Verdi Marathon è sempre una scoperta. Una gara da PB (il primo del 2026) sulle note delle opere liriche più belle d’Italia. Tra i ristori gestiti dagli Alpini e i passaggi vicino a ville storiche ti sale il patriottismo. E il gnocco fritto con mortadella all’arrivo ti sale anche l’emiliano!! Non si può chiedere di più! Soprattutto in una splendida giornata che sa di primavera!! Sicuramente da rifare!”

Un personal best che inaugura il 2026 e che profuma di rinascita. Per Sara, la gara è stata un crescendo rossiniano (perdonerà il Maestro di Busseto), culminato in un finale trionfale sotto un cielo terso e luminoso.

Federico Oliani: gloria nei primi atti, resistenza nel finale

Federico ha interpretato la gara con spirito audace e autoironia:

Ho fatto il personal best sui 5 km e sui 10 km... peccato fosse una mezza 😂
Premessa: mi ero iscritto mesi fa a questa gara, ma poi il programma è completamente cambiato e mi sono ritrovato alla linea di partenza senza preparazione e con le gambe che erano già completamente a pezzi per il carico in palestra. Il risultato: decido di sfruttare il percorso favorevole dei primi km per fare un test sui 10 km ben sapendo che non ho km nelle gambe e sono già al limite con la chiappa destra che è già sofferente. Finale: faccio segnare il mio personale migliorando di ben 37 secondi... peccato che gli altri 11 km li ho dovuti fare in coma fermandomi ad ogni ristoro a mangiare cioccolata e tè caldo per non morire per strada 😂
Arrivo con medaglia bellissima e gnocco fritto con mortadella cotto al momento
.”

Un primo tempo da ouverture esplosiva: PB sui 10 km con 37 secondi di miglioramento. Poi, come in ogni grande opera, il momento drammatico, la lotta interiore, la resistenza eroica fino al traguardo. E lì, ad attenderlo, medaglia splendida e gnocco fritto fumante: catarsi emiliana.

Tradizione, fatica e gnocco fritto

La Verdi Marathon non è solo cronometro. È territorio. È identità. È quell’inconfondibile miscela di cultura alta e semplicità popolare: l’eco delle arie celebri e, pochi metri dopo il traguardo, il profumo irresistibile del gnocco fritto con mortadella, servito caldo, come un premio solenne. In una giornata che sapeva già di primavera, Corriferrara ha scritto il suo piccolo atto lirico tra sudore, sorrisi e orgoglio. E se è vero che ogni opera merita un bis, allora l’appuntamento è già nell’aria. Perché certe gare non si corrono soltanto: si vivono, si cantano, si ricordano.












Coelmo Napoli City Half Marathon 2026

 

Mezza Maratona di Napoli – 22 febbraio 2026

Corriferrara c’è: 24 cuori azzurri tra sole, mare e leggenda

Napoli non è solo una città: è un respiro antico, un canto che arriva dal mare, una leggenda che corre tra i vicoli. Domenica 22 febbraio 2026, sotto un sole generoso che sembrava già primavera, la Mezza Maratona di Napoli ha regalato emozioni che vanno ben oltre i 21 chilometri.

Tra migliaia di passi e battiti accelerati, c’erano anche i colori e l’entusiasmo di Corriferrara, presente con 24 atleti che si sono cimentati sia nella mezza maratona individuale sia nella staffetta. Una scelta diversa nella forma, ma identica nella sostanza: correre insieme, con un unico obiettivo — divertirsi.

Correre dove il mito incontra il mare

Si dice che Napoli sia nata dal canto della sirena Partenope, che il suo spirito aleggi ancora tra il Golfo e il Vesuvio, e che chi corre qui non lo faccia mai davvero da solo. C’è sempre una voce che incoraggia, un balcone che applaude, una mano che batte il cinque.

Lo ha raccontato con entusiasmo   Angela Blè:

“Manifestazione ben organizzata, piena di sole e con il tifo caloroso della gente. Gara effettuata chi singolarmente per ha fatto i 21 km e chi in coppia per la staffetta, ma un unico scopo: divertirsi. Evviva Napoli!”

Parole che restituiscono l’essenza di questa giornata: organizzazione impeccabile, luce intensa, e soprattutto il calore umano che solo Napoli sa offrire.

Sole, mare e un’energia che resta dentro

Anche Carlo Barbieri   ha fotografato con poche, efficaci parole l’anima dell’evento:

“Location incredibile e tempo incredibile: sole, mare e gente incredibile.”

Tre volte “incredibile”. Perché correre a Napoli significa avere il mare accanto, il Vesuvio sullo sfondo, e una folla che non smette mai di incitare. È un’esperienza che resta negli occhi e nelle gambe, ma soprattutto nel cuore.

La ripartenza, con Partenope al collo

E poi ci sono le storie più intime, quelle che fanno della corsa qualcosa di più di una gara. Come quella di Jennet Tedros,   che ha trasformato questa mezza maratona in un nuovo inizio:

“Sono partita senza sapere davvero come sarebbe andata. Ero ferma da due mesi, ma avevo già promesso a me stessa questo weekend a Napoli con gli amici. Giornata stupenda, sole pieno e tanta fatica. Non è stata la gara perfetta, ma è stata la mia ripartenza. E alla fine, la medaglia con Partenope l’ho portata a casa.”

Non sempre si corre per fare il tempo migliore. A volte si corre per ritrovarsi. E quella medaglia con Partenope incisa sopra non è solo un ricordo: è il simbolo di una promessa mantenuta, di una ripartenza, di un sorriso riconquistato.

Un unico traguardo: condividere

Che fossero 21 chilometri in solitaria o una staffetta corsa in coppia(1^ categoria Donatella Mignardi ,2^ di categoria Aurelia Melloni), i 24 atleti di Corriferrara hanno attraversato Napoli con lo stesso spirito: condividere la fatica, godersi il percorso, assaporare ogni applauso.

Perché in fondo, tra il blu del mare e il vociare dei quartieri, Napoli insegna proprio questo: la corsa è sì sfida, ma è soprattutto vita. E quando la vivi insieme, diventa leggenda.

Evviva Napoli. Evviva chi corre con il cuore.

























Marcia della Magnolia

 


Grande partecipazione e clima invernale alla Marcia della Magnolia, manifestazione ludico-motoria non competitiva che si è svolta domenica 22 febbraio 2026 a Tribano, in provincia di Padova. Un appuntamento molto atteso dagli appassionati di corsa e cammino del territorio, capace di richiamare centinaia di podisti e camminatori nonostante le temperature rigide del mattino.

Tra i presenti anche due portacolori di Corriferrara, Franca Panagin e Ottorino Malfatto, che hanno scelto di mettersi alla prova sulla distanza più impegnativa tra quelle proposte, il percorso di 19 chilometri.

La giornata si è aperta con un clima decisamente gelido, tipico di fine febbraio, ma con il passare delle ore il sole ha fatto capolino rendendo l’atmosfera più piacevole e accompagnando i partecipanti lungo il tracciato, sviluppato quasi interamente su asfalto.

A raccontare l’esperienza è stata la stessa Franca Panagin


«Con Otto abbiamo partecipato alla Marcia della Magnolia, abbiamo scelto il percorso da 19 km. Mattinata gelida, fortunatamente poi è uscito il sole. Giornata bellissima tra tanti podisti e camminatori, percorso quasi tutto asfalto.»

Un evento che ha saputo coniugare sport, convivialità e voglia di stare insieme, confermando ancora una volta il valore delle manifestazioni non competitive come momento di aggregazione e promozione del movimento all’aria aperta. Per Corriferrara, un’altra presenza significativa nel panorama podistico, nel segno della passione e della condivisione.







Ultramaratona del Conero. Vittorio Cavallini 100 Km, Sabina Drimaco 3^ di categoria

 

Ultramaratona del Conero 2026: vento, colori e cuore infinito

Il 22 febbraio 2026, a Porto Recanati, si è corsa l’attesa Ultramaratona del Conero, una gara che sa unire fatica e meraviglia in un equilibrio quasi poetico. Tra mare e colline, con lo sguardo che spazia dal blu dell’Adriatico al profilo elegante del Monte Conero, anche quest’anno la manifestazione ha regalato emozioni profonde a chi ha scelto di mettersi alla prova sulle lunghe distanze.

Per Corriferrara erano presenti sulla 50 km Sabina Drimaco, Marco Avanzi , Giuseppe Vottari e Luca Veronese, mentre Vittorio Cavallini ha affrontato la regina delle distanze, la 100 km.

La 50 Km: determinazione e sorriso

Sulla 50 chilometri, i nostri atleti hanno corso fianco a fianco con il mare come compagno di viaggio. Una gara resa impegnativa dal vento, ma proprio per questo ancora più epica.

Da sottolineare la splendida prestazione di Sabina Drimaco, che ha conquistato il 3° posto di categoria, confermando grinta, costanza e una crescita che parla di passione autentica. Un podio che vale doppio, perché ottenuto in una giornata tutt’altro che semplice.

La 100 Km: il racconto di Vittorio 

Sulla distanza più lunga, Vittorio Cavallini ha saputo trasformare la fatica in esperienza, raccontando così la sua gara:

Delle tre edizioni corse è stata sicuramente quella con i colori più belli, per via del vento che ha reso limpido il cielo, ma lo stesso vento l’ha resa anche l’edizione più dura!
Mare azzurro schiumeggiante al nostro fianco per almeno 40 km, per i rimanenti km vista sul Conero, su Loreto e su qualche borgo dei pendii delle colline.
Tramonto rosa sul mare e prima ocra, poi rosso sulle colline: il panorama e le sensazioni vincono contro la fatica aggiuntiva portata dal vento.
Ristori forniti di tutto: in primis volontari sorridenti e pronti a darti quello di cui avevi bisogno. Salato, dolce, frutta, acqua, sali, the caldo e coca cola non sono mai mancati.
Quest'anno pasta party finale in cui si poteva scegliere menù a base di pesce o di carne.

Le sue parole restituiscono l’essenza di questa ultramaratona: un dialogo continuo tra natura e resistenza, tra cielo e cuore.

Correre nel cuore delle Marche

L’Ultramaratona del Conero non è solo una gara, è un viaggio dentro un territorio straordinario. Porto Recanati, con il suo lungomare ampio e lineare, è punto di partenza ideale per una corsa che alterna il respiro del mare alle suggestioni dell’entroterra marchigiano.

Non lontano si scorge Loreto, meta di pellegrinaggi e luogo ricco di storia, mentre i borghi arroccati sulle colline sembrano osservare silenziosi il passaggio degli atleti. Una curiosità: il Conero è uno dei pochi promontori dell’Adriatico settentrionale, un “gigante verde” che interrompe la linearità della costa, regalando scorci che cambiano colore a ogni ora del giorno.

E quest’anno il vento, pur rendendo la gara più severa, ha dipinto il cielo con una limpidezza rara. Tramonto rosa sul mare, colline che dal giallo ocra si sono accese di rosso: immagini che restano negli occhi anche quando le gambe chiedono tregua.

Oltre la fatica

In gare come questa il cronometro conta, ma fino a un certo punto. Conta di più la capacità di restare dentro alla fatica, di ascoltare il proprio passo mentre il mare frange accanto per chilometri e chilometri.

I sorrisi dei volontari ai ristori, il calore del pasta party finale, la condivisione tra compagni di squadra: sono questi i dettagli che trasformano una competizione in un’esperienza da ricordare.

Complimenti a Sabina, Marco, Luca, Giuseppe e Vittorio per aver portato i colori di Corriferrara lungo le strade del Conero, in una giornata in cui il vento ha reso tutto più difficile… ma anche incredibilmente più bello.