martedì 17 febbraio 2026

Trofeo 8 comuni: Copparo, 3^ tappa.

 

Copparo, dove la pianura corre e la memoria respira

C’è un punto della pianura ferrarese in cui l’inverno non è mai silenzio, ma attesa. È Copparo, terra di nebbie gentili e strade che sembrano disegnate apposta per accompagnare il passo dell’uomo. Qui, tra canali antichi e racconti che parlano di bonifiche, di fatica e di rinascita, il 15 febbraio 2026 si è disputata la 3ª tappa del Trofeo 8 Comuni, gara competitiva sulla distanza di 6,2 km. Si narra che a Copparo, quando la nebbia si posa bassa, i passi dei corridori si sommino a quelli di chi ha camminato prima: contadini, viandanti, sognatori. Forse è leggenda, forse suggestione, ma di certo correre qui significa misurarsi non solo con il cronometro, bensì con un paesaggio che osserva e custodisce. In questo scenario denso di poesia concreta, gli atleti della Corriferrara si sono presentati numerosi, portando colori, voci e risultati. E i risultati sono arrivati, chiari come un’alba che squarcia la bruma. Nelle categorie assolute brillano Eleonora Malossi, seconda classificata, e Lucrezia Berghenti, terza: due prestazioni di spessore, costruite con intelligenza e tenacia, che confermano la solidità del movimento femminile. Tra le categorie, pioggia di podi: Rosanna Albertin e Paola Pantaleoni conquistano entrambe il primo posto di categoria, esempio di esperienza che sa ancora mordere la gara; Aniello Sarno sale sul gradino più alto, con passo deciso e regolare; Ilaria Camanzi ottiene un ottimo terzo posto, dimostrando carattere e continuità. Ma Copparo è anche futuro, ed è qui che il racconto si fa più luminoso. Nella categoria Pulcini, Vittoria Zambrini si prende il primo posto con l’entusiasmo puro di chi corre per gioia e scoperta. Negli Esordienti, Leonardo Valarini domina la sua categoria, lasciando intravedere un domani promettente. Tra i Cadetti, Marco Delli Gatti chiude con un prestigioso secondo posto, segno di maturità atletica che cresce passo dopo passo. Così la 3ª tappa del Trofeo 8 Comuni si chiude a Copparo: non solo una gara, ma un intreccio di storie, età e respiri. La pianura, ancora una volta, ha ascoltato. E ha restituito applausi, podi e la certezza che, tra nebbia e asfalto, il futuro della corsa continua a correre forte.










Trail del Poggiolo

 

Trail del Poggiolo – Fango, fatica e sorrisi sull’Appennino

Il 15 febbraio 2026, Palazzuolo sul Senio ha accolto i trailer con il volto più autentico dell’Appennino: quello ruvido, silenzioso, sporco di terra e di storie. Il Trail del Poggiolo, nella sua distanza da 20 km con 1.130 metri di dislivello, si è trasformato in un racconto di fango e resistenza, tra le balze dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove ogni passo chiedeva rispetto.

La pioggia dei giorni precedenti aveva cambiato il tracciato, rendendolo vivo e imprevedibile. Il sentiero non era più solo una linea da seguire, ma un avversario con cui dialogare: scivoloso, pesante, a tratti quasi ironico nel mettere alla prova l’equilibrio e la testa prima ancora delle gambe.

Renato Finco lo racconta con immagini che restano addosso come   il fango sulle scarpe:

«La corsa nel fango tra le balze dell’Appennino tosco-emiliano è stata faticosa ma divertente: correre con il fango che ti appesantiva le gambe e sembrava di scivolare come saponette».

Ed è proprio lì il senso del trail: accettare la fatica, sorriderle in faccia e continuare. Michele Tuffanelli sottolinea lo spirito unico di questa gara:

«Un trail che non può mancare nel calendario, un percorso mai uguale per via di un’organizzazione un po’ alla viva il parroco 😂… ma va bene così! Questa edizione fangosa per me è stata divertente; nel fango me la cavo bene 💪. Contento del mio risultato e di aver trovato lo spirito trail nei tosco-romagnoli. Bella la battaglia in gara e una pacca sulla spalla all’arrivo ⛰️🏃. Ottima prova anche di Giana e Finco».

Tra castagneti, crinali e discese da domare più che da correre, il Trail del Poggiolo ha confermato la sua identità: una gara che non cerca la perfezione, ma la verità della montagna e delle persone che la attraversano. Qui il cronometro conta, sì, ma contano di più una pacca sulla spalla, una risata infangata all’arrivo e la sensazione di aver condiviso qualcosa di autentico.

A Palazzuolo sul Senio il trail non è solo una corsa: è un patto silenzioso con il territorio. E quando torni a casa, con le gambe stanche e le scarpe ancora sporche, capisci che quel fango non era un ostacolo… era parte del viaggio.







Romeo and Juliet half marathon

                              Immagine generata con AI in mancanza di foto degli atleti partecipanti

Sotto il cielo di Verona, dove l’amore corre

Verona, il 15 febbraio 2026.
Oh dolce Verona, città di pietra e di palpiti, ove l’Adige sussurra storie antiche e i passi degli innamorati si confondono con quelli dei corridori. In questo teatro a cielo aperto è andata in scena la Romeo and Juliet Half Marathon, una corsa che pare scritta con la penna di un poeta e battuta dal cuore di chi osa. Come in un atto shakespeariano, l’alba ha sollevato il sipario su piazze gremite e vicoli pronti ad applaudire. Si dice che qui l’amore abbia una casa, la celebre dimora di Giulietta, e forse non è un caso se, correndo, si ha l’impressione che le gambe ricevano ali: l’affetto della folla, il canto dei ponti, l’eco delle mura scaligere. Curiosità vuole che Verona, città di mercanti e condottieri, abbia sempre amato le sfide: dalle giostre medievali alle moderne maratone, la sfida è parte del suo respiro.

La gara è filata come un verso ben scandito. A dirlo senza esitazioni è Emanuela Lambertini, che ha riassunto l’esperienza con parole chiare come un colpo di scena riuscito: «Organizzazione perfetta E davvero, ogni dettaglio pareva al suo posto, come quinte ben montate e luci puntuali.

Poi la voce dell’atleta che riflette, che non si nasconde dietro l’ovazione ma ne fa specchio: Angelo Visentini racconta una corsa intensa, viva. «Bellissima gara, tantissima gente e atmosfera sensazionale. Non riuscito a tenere ritmo che mi ero fissato, ho ancora da lavorare sulla gestione, uscito un ottimo allenamento al medio con infine una bella medaglia come ricordo di questa bellissima giornata a Verona.» Parole che sanno di verità: perché anche quando il ritmo sfugge, la giornata può restare memorabile; e una medaglia, talvolta, pesa meno del ricordo che porta. Così si chiude l’atto: non con un addio, ma con un invito. Tornare. Tornare a correre dove l’amore insegnò al mondo a chiamarsi per nome, e dove ogni passo, anche il più faticoso, trova sempre qualcuno pronto ad applaudire. In Verona, persino il fiato corto diventa poesia. 



Maratona di San Valentino

 

La Maratona di San Valentino a Terni, un poema di passi e di cuore

Terni, città che custodisce nella pietra e nella storia il cuore stesso di San Valentino, ha visto sorgere all’alba di domenica una fiumana di anime vibranti e scarpe consumate dai chilometri: così si è consumata la 15ª edizione della Maratona di San Valentino, evento che trasforma in poesia ogni passo, ogni respiro, ogni battito di gambe lungo le sue strade antiche e i sentieri della Valle. 

La giornata di gare ha celebrato non solo la velocità, ma l’essenza stessa dell’amore, quello per la corsa, per la sfida, per sé stessi,  intrecciando lungo il percorso l’intreccio di storia umbra e leggende di santi e corridori. Terni, patria del martire di amore e fedeltà, ha fatto da cornice a un dipinto di sudore e sorrisi, con il tracciato che si è snodato tra il profilo gotico della Basilica di San Valentino e i silenzi mossi della Valnerina, lambendo la maestosità naturale della Cascata delle Marmore, dove l’acqua sembra raccontare antiche storie di passi e destini intrecciati. 

21 km di emozioni: la mezza maratona
A fianco della gara regina, la mezza maratona da 21,097 km ha richiamato appassionati e concorrenti di ogni età, tra valli che profumano di storia e morbidi saliscendi che mettono alla prova cuore e gambe.

Tra i tanti corridori che hanno trasformato la loro domenica in un’epica personale c’è anche Mario Boarati   della Corriferrara, che ha vissuto la mezza maratona come un viaggio nell’anima, assaporando ogni curva e ogni respiro tra le mura che sanno di santi e di leggende.

Note di leggenda e cuore
Si narra, tra le viuzze di Terni, che chi corre con il cuore leggero sotto il cielo di San Valentino possa vedere riflettersi negli occhi della gente la propria storia d’amore con la vita stessa. Una leggenda che, per un giorno, assume forma concreta nei volti dei corridori all’arrivo in Piazza Europa, dove l’abbraccio dei tifosi è più forte di qualsiasi cronometro. Così si chiude questa pagina di sudore e poesia: non solo una gara, ma un’opera di umanità che, come il santo patrono degli innamorati, lascia nel cuore di ciascuno un seme di amore da coltivare, chilometro dopo chilometro. 







lunedì 16 febbraio 2026

44^ Caminada ai Casoni

 

                                                 Foto generata con AI causa mancanza foto gara.

44ª Caminada ai Casoni: passi lenti, sorrisi larghi e profumo di campagna

Una domenica di febbraio che sa di ripartenza, di scarpe infangate e di allegria condivisa. Il 15 febbraio 2026, a San Pietro di Legnago, si è svolta la 44ª Caminada ai Casoni, storica gara podistica non competitiva capace, anno dopo anno, di richiamare tanti appassionati della corsa e del cammino all’aria aperta. Tre le distanze proposte: 7, 12 e 17 km, perfette per accontentare tutti: dai camminatori della domenica, desiderosi di due chiacchiere e panorama, ai runner più allenati che non rinunciano mai a una sgambata rigenerante. Il tutto immerso nella campagna legnaghese, tra tratti asfaltati e sterrati che, complice la pioggia dei giorni precedenti, hanno aggiunto un pizzico di “avventura rurale” al percorso. Scarpa infangata sì, ma sorriso garantito. Il meteo, inizialmente incerto, ha deciso di fare un regalo ai partecipanti: cielo che si apre, aria limpida e, all’orizzonte, persino le montagne innevate a fare da cornice. Un contesto ideale per vivere la corsa come una vera scampagnata in movimento, nello spirito più autentico della manifestazione. La partecipazione, come da tradizione, è stata numerosa, con una presenza importante di camminatori: segno che la Caminada ai Casoni è prima di tutto condivisione. Come ogni corsa che si rispetti, soprattutto da queste parti, il finale è stato all’insegna della convivialità: frittellepancetta ai ferri e polenta al ristoro conclusivo, perché alla Caminada ai Casoni l’energia non si recupera solo con gli integratori, ma anche con i sapori della tradizione. 

A raccontare perfettamente la giornata è il commento di Franca Panagin:

"Dopo la pausa per la Rovigo in Love si riprende con le classiche corse domenicali, spensierate in compagnia, che ti danno la giusta carica per affrontare la nuova settimana. Oggi io e Otto abbiamo deciso di andare a casoni di Legnago, visto che le previsioni meteo dicevano che finalmente la pioggia si prendeva una pausa. Partiti da Rovigo con una leggera pioggerellina, all' orizzonte il cielo prometteva bene. Infatti arrivati a Legnago il cielo era limpido e all' orizzonte si vedevano le cime delle montagne innevate. Percorso misto sterrato, in certi punti reso un po' pesante dalle abbondanti piogge dei giorni precedenti. Come sempre grande partecipazione (soprattutto camminatori),al ristoro finale frittelle e pancetta ai ferri con polenta."

Una domenica semplice e genuina, fatta di movimento, amicizia e piccoli piaceri: esattamente quello che serve per iniziare la settimana con il piede giusto.



White Marble Marathon, Chiara Rosignoli 3^ assoluta

 

White Marble Marathon 2026: vento, marmo e cuore. Chiara Rosignoli 3^ donna assoluta a Marina di Carrara

Domenica 15 febbraio 2026 Marina di Carrara si è svegliata avvolta da un’atmosfera speciale: il profumo del mare d’inverno, il bianco abbagliante delle Alpi Apuane e la lunga linea del litorale hanno fatto da cornice alla White Marble Marathon, una gara capace di unire fatica, bellezza e storia.

Per Corriferrara erano presenti due atleti: Chiara Rosignoli nella maratona e Marco Piva nella mezza maratona. Ma è stata soprattutto la prova di Chiara a lasciare il segno, con uno splendido 3° posto donna assoluta, conquistato al termine di una gara tutt’altro che semplice.

La gara di Chiara: 42 km contro il vento

Il percorso della maratona, affascinante e severo, alterna tratti sul lungomare a passaggi più interni, sempre accompagnati dalla vista delle cave di marmo, simbolo millenario di questa terra. Secondo una leggenda locale, il marmo apuano “mette alla prova” chi lo attraversa: solo chi ha davvero rispetto per la montagna e per il mare riesce a tornare a casa con un sorriso. Chiara sembra aver preso alla lettera questa sfida.

Come lei stessa racconta:

“42.195 KM, la metà fatti tutti con il vento contro… devastante!!! Ma felicissima di questa mia prima maratona delle tante che farò quest’anno!!! Prossima Bologna Marathon 1 marzo (pacer delle 3.30)… Dai che ci si diverteeee.”

Il vento contrario sul lungomare, protagonista silenzioso ma implacabile, ha reso durissimi diversi tratti della gara. Eppure Chiara ha saputo stringere i denti, gestire la fatica e trasformare ogni raffica in motivazione, tagliando il traguardo con la gioia di chi sa di aver scritto una pagina importante della propria storia sportiva.

Marina di Carrara: tra mare, marmo e mito

Correre a Marina di Carrara significa attraversare un luogo unico: da un lato il Tirreno, dall’altro le Apuane da cui Michelangelo sceglieva i blocchi per le sue opere. Si racconta che i cavatori, prima di iniziare il lavoro, affidassero i loro desideri al vento che scende dalle montagne: forse lo stesso vento che domenica ha messo alla prova gli atleti, chiedendo rispetto e offrendo in cambio emozioni autentiche.

Sguardo al futuro

Il terzo posto assoluto di Chiara Rosignoli non è solo un risultato di prestigio, ma l’inizio di un percorso che promette entusiasmo e nuove sfide. L’appuntamento è già fissato: Bologna Marathon del 1° marzo, dove Chiara sarà pacer delle 3h30’.

Per Corriferrara resta la soddisfazione di una giornata vissuta da protagonisti, in una gara che, come il marmo da cui prende il nome, sa essere dura, luminosa e indimenticabile.




giovedì 12 febbraio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che verranno assegnati.

 

Settimana di corsa e poesia per la Corriferrara

C’è una musica silenziosa che accompagna i passi degli atleti Corriferrara quando l’alba ancora indugia sui campi e sulle strade. È il battito del cuore, è il respiro che si accorda al ritmo della terra. In questa settimana di corsa condivisa, sono stati 64 gli atleti impegnati, capaci di intrecciare chilometri e sogni lungo quattro località diverse, per un totale di 1.240 chilometri percorsi e 2.200 metri di dislivello, come una lunga poesia scritta con le scarpe sull’asfalto e sui sentieri.

A Rovigo, città che si veste d’amore, la Rovigo in Love sulla distanza della mezza maratona (21,097 km) ha accolto i nostri corridori tra strade gentili e cuori aperti. Qui il podio ha parlato forte e chiaro:
Rosanna Albertin, prima di categoria, ha corso con la grazia di chi conosce la fatica e la trasforma in sorriso. Accanto a lei, Denis Grandi, secondo di categoria, e Nicoletta Masieri, anch’essa seconda, hanno dimostrato che la costanza è una virtù che premia. Emanuela Marangoni, terza di categoria, ha chiuso il cerchio di una gara che profumava di impegno e dedizione.

A Granarolo Emilia, nella 2ª Competitiva di Granarolo sui 10 km, la corsa si è fatta più breve ma non meno intensa. Le strade emiliane hanno visto emergere la determinazione di Paola Pantaleoni, prima di categoria, e la solidità di Caterina Maietti, seconda. Due nomi, due storie, un’unica passione che non conosce scorciatoie.

A Fusignano, con la Fusoloppet sulla distanza della mezza maratona, i chilometri hanno chiesto rispetto e ascolto. Qui ogni passo era un dialogo con se stessi, un modo per ricordare che la corsa non è solo competizione, ma anche silenzio interiore.

Infine Montalcino, terra di vigne e colline che respirano storia, ha ospitato la Brunello Crossing sui 25 km. Tra salite che mordono le gambe e panorami che allargano l’anima, Alessandra Ferrari ha conquistato un meritato terzo posto di categoria, suggellando una gara fatta di forza e sensibilità, come il vino che dà nome a queste terre.

Così, tra città innamorate, campagne operose e colline severe, i nostri atleti  hanno ribadito una verità semplice e profonda: correre è un atto di passione, un gesto umile e grande insieme, che unisce il singolo al gruppo, il presente al passo che verrà. E ogni chilometro, anche il più duro, diventa allora una promessa mantenuta.