martedì 3 novembre 2026

La Vallazza, tanti podi per i nostri atleti.

 

La Vallazza, tra sterrati, vento e amicizia: Corriferrara corre e conquista sei podi!

Diciassette atleti, 13,5 chilometri immersi nella campagna molinellese e una domenica di sport, sorrisi e soddisfazioni. Perché certe corse non si misurano soltanto con il cronometro, ma anche con le emozioni che sanno regalare.

C'è una campagna che, quando arriva l'autunno, sembra voler raccontare le proprie storie attraverso i passi di chi la percorre. È quella di Molinella, nel Bolognese, dove domenica 1° novembre 2026 è andata in scena La Vallazza, gara podistica di 13,5 chilometri che ha richiamato tanti appassionati della corsa.

Un appuntamento ormai conosciuto e apprezzato, capace di mettere insieme agonismo, natura e quella bella voglia di stare in compagnia che rende il podismo qualcosa di più di una semplice attività sportiva.

Molinella, terra di pianura, conserva nel suo paesaggio il carattere tipico della campagna emiliana: distese agricole, strade tranquille, canali e corsi d'acqua che accompagnano lo sguardo verso orizzonti ampi. Un territorio nel quale la presenza dell'acqua ha da sempre avuto un ruolo importante, tra bonifiche, coltivazioni e vita rurale. E proprio in questo ambiente si sviluppa il percorso della Vallazza, che offre ai partecipanti un contatto diretto con la natura e con una campagna che, pur nella sua apparente tranquillità, sa anche mettere alla prova le gambe.

A rappresentare Corriferrara c'erano 17 atleti, pronti a cimentarsi sui 13,5 chilometri di gara. Un percorso in gran parte sterrato, dunque tutt'altro che una passeggiata domenicale, soprattutto quando anche il vento decide di partecipare alla competizione senza essere stato ufficialmente invitato!

Ma il gruppo ferrarese ha saputo rispondere con entusiasmo e determinazione, portando a casa ben sei piazzamenti sul podio di categoria.

Eccoli i protagonisti di questa bella giornata:

  • Paola Pantaleoni, 

  •   1ª di categoria: la vacanza non le ha fatto perdere l'abitudine al podio! Evidentemente anche lontano dalle gare il talento non va in ferie. 

  • Caterina Maietti, 2ª di categoria, sempre pronta a mettere in campo grinta e determinazione.  

  • Denis Grandi, 2° di categoria, ormai affezionato a questa manifestazione, che continua a regalargli soddisfazioni.

  • Emanuela Marangoni, 2ª di categoria, protagonista di un'altra bella prestazione.

  • Alessandro Medri, 3° di categoria, con la soddisfazione di un buon riscontro cronometrico.

  • Cecilia Zocca, 3ª di categoria, a completare il bel bottino di Corriferrara.

Sei podi che fanno certamente piacere, ma che raccontano soltanto una parte della giornata. Perché, come spesso accade nelle manifestazioni podistiche, accanto a chi corre per migliorare il proprio tempo c'è chi sceglie di godersi il paesaggio, chi si mette alla prova, chi cerca nuovi stimoli e chi semplicemente desidera condividere qualche chilometro con gli amici.

E i racconti degli atleti presenti restituiscono proprio questo spirito.

Andrea Rubbini  racconta la giornata con la semplicità di chi sa apprezzare il bello della corsa, anche senza inseguire necessariamente il cronometro:

«Un bel giro in campagna! Da fare al massimo nella competitiva... oppure, come abbiamo fatto oggi io e Sara, da prendere con il giusto passo per godersi un'altra bella domenica di sport insieme a tanti appassionati podisti. Buona organizzazione, due ristori nel percorso e quello finale, tempo clemente, direi che ci siamo... bravi tutti!»

Anche Sara Sacchelli   racconta il suo ritorno alla Vallazza con lo spirito di chi ama le tapasciate, quelle manifestazioni dove il piacere di correre si mescola alle chiacchiere, alle fotografie e alla compagnia degli amici. E non manca una simpatica frecciatina finale!

«Spinta dal gruppo della RS, ritorno a correre ad un grande classico delle tapasciate della bassa bolognese. Per fortuna la faccio scarpa contro scarpa con il mio compagno di squadra Andrea che mi tira fino all’ultimo metro e ci portiamo casa (oltre al pacco di pasta) una sgambata fatta anche di chiacchere e foto.
Ci si ferma poi per vedere l’arrivo dei runner “seri”, quelli della nostra squadra iscritti alla competitiva. Che fanno davvero dei tempi da top runner! Bravi tutti. Anche agli organizzatori che riescono ancora a portare il paese e la provincia a mettersi in competizione nei piccoli paesi. Alla faccia di NY!!
»

Ecco, forse è proprio questo il bello delle manifestazioni come La Vallazza: c'è chi corre per conquistare un podio, chi per migliorare il proprio personale e chi per godersi una mattinata in compagnia. Poi ci si ritrova tutti insieme ad applaudire gli amici, perché nel mondo del podismo le distanze possono essere diverse, ma la passione è la stessa.

E quanto alla conclusione di Sara, quel «Alla faccia di NY!!» strappa sicuramente un sorriso: non servirà mica volare fino a New York per vivere una grande giornata di sport? A volte basta un piccolo paese della pianura bolognese, un paio di scarpe da corsa e una bella compagnia!

Per Denis Grandi, invece, La Vallazza è ormai un appuntamento irrinunciabile, una di quelle gare che entrano nel calendario personale e diventano una piacevole consuetudine:

«Da qualche stagione per me questa gara è ormai diventata una classica ed ogni anno che passa il percorso, pur essendo lo stesso, mi piace e diverte sempre di più!!!»

Alessandro Medri sottolinea invece l'aspetto più impegnativo della manifestazione, senza nascondere la soddisfazione per il risultato conquistato:

«Gara bella tosta considerando che gran parte dei 13.5 km sono stati su sterrato. Anche il vento ha fatto la sua parte per renderla più dura. Ma è anche questo che serve per costruire una base sempre più solida in vista della prossime gare. Contento del riscontro cronometrico e del terzo posto del podio di categoria.»

E poi ci sono quelle esperienze che vanno oltre il risultato sportivo, perché la corsa diventa anche un'occasione per conoscersi meglio, affrontare i propri limiti e ritagliarsi uno spazio tutto personale.

È il caso di Samantha Fusco,   che racconta con entusiasmo la sua prima esperienza in solitaria, trasformando i chilometri in una piccola sfida con se stessa:

«Percorso molto bello sterrato e immerso nella natura , sempre segnalato e due ristori lungo il percorso per poi terminare con un pasta party . E stata la mia prima volta da sola ho potuto mettermi alla prova correndo facendo delle ripetute che mi aiutano a migliore sempre di più il mio tempo di corsa ...sola si ma con me stessa un momento tutto mio per ritrovarmi e soprattutto sfidarmi. Con l'aiuto e i consigli di Sara Sacchelli ho potuto fare tutta me stessa e sfidarmi. E non sono mancate le risate con Andrea Rubini e Sara   prima e dopo e soprattutto il loro sostegno anzi li ringrazio davvero tanto»

Parole che raccontano bene quanto possa essere importante il sostegno di chi condivide la stessa passione. Perché anche quando si corre da soli, non si è mai davvero soli: ci sono i consigli, gli incoraggiamenti, le risate prima della partenza e quelle che arrivano al traguardo.

E alla Vallazza non sono mancati nemmeno gli ingredienti che fanno apprezzare una manifestazione: percorso ben segnalato, due ristori lungo il tragitto, ristoro finale e un pasta party per concludere la mattinata nel migliore dei modi. Perché, diciamolo, dopo 13,5 chilometri, anche il piatto di pasta acquista un valore particolare!

Per Corriferrara, dunque, una domenica da ricordare: 17 atleti presenti, sei podi conquistati e tante soddisfazioni personali. Ma soprattutto un'altra occasione per ritrovarsi, correre insieme e portare a casa qualcosa che non compare nelle classifiche.

Perché il cronometro registra i secondi, il podio certifica il risultato, ma sono le persone, le amicizie e le esperienze condivise a dare un significato speciale a ogni gara.

E se la Vallazza ha regalato sterrati, vento e qualche fatica, ha lasciato anche tanti sorrisi.




















Trail del cinghiale. Ion Coban 1° assoluto e Sabina Drimaco 3^ di cat. nella 100 Km.

 

TRAIL DEL CINGHIALE 2026: Corriferrara conquista i sentieri, ma soprattutto porta con sé amicizia, emozioni e voglia di stare insieme

Palazzolo sul Senio, 31 ottobre 2026. Sedici atleti della Corriferrara, tre distanze, montagne dai colori straordinari e una giornata da ricordare. Tra fatica, sorrisi, soddisfazioni e qualche sorpresa, Ion Coban firma una splendida vittoria assoluta nella 100 km. Ma, come spesso accade nelle avventure targate Corriferrara, il risultato sportivo è soltanto una parte della storia. Ci sono gare che si corrono con le gambe e altre che, una volta terminata la fatica, rimangono soprattutto nel cuore. Il Trail del Cinghiale, andato in scena sabato 31 ottobre a Palazzolo sul Senio, nell'Appennino tosco-romagnolo, appartiene sicuramente alla seconda categoria. Un appuntamento ormai conosciuto e apprezzato dagli amanti della corsa in natura, capace di richiamare atleti desiderosi di misurarsi con sentieri, salite, discese e panorami che, in questa stagione, sanno regalare uno spettacolo tutto particolare. E quest'anno il foliage, con le sue sfumature dal giallo all'arancio, dal rosso al marrone, ha fatto davvero la sua parte. Una cornice autunnale che ha accompagnato i partecipanti lungo un percorso impegnativo, ma capace di ripagare ogni fatica con scorci suggestivi e atmosfere da cartolina. La Corriferrara non poteva mancare! Ben sedici atleti hanno raggiunto Palazzolo sul Senio, pronti a vivere questa nuova avventura, suddividendosi su tre delle 4 distanze proposte dall'organizzazione:

·         100 km: 5.100 metri di dislivello positivo.

·         35 km: 2.000 metri di dislivello positivo.

·         20 km: 1.050 metri di dislivello positivo.

Numeri che raccontano già molto della difficoltà della manifestazione. Perché nel trail non conta soltanto quanti chilometri si percorrono, ma soprattutto quello che la montagna chiede lungo il cammino: gambe allenate, testa, capacità di gestire le energie e quella determinazione che permette di andare avanti anche quando la salita sembra non finire mai.

Una vittoria straordinaria   e un podio che profuma di Corriferrara  

La notizia sportiva più bella arriva dalla distanza regina, la 100 km, dove Ion Coban conquista il primo posto assoluto, firmando una prestazione di grande valore. Una vittoria ancora più significativa se si considera che Ion, fino a due giorni prima della partenza, non era nemmeno certo di poter prendere il via, a causa di un infortunio muscolare rimediato la settimana precedente. E invece, dopo una partenza prudente, verificata la risposta del proprio fisico, ha cominciato a recuperare posizioni, fino a raggiungere e superare il battistrada. Da quel momento una lunga corsa in solitaria, gestita con attenzione e determinazione, fino al meritato traguardo. Sulla stessa distanza arriva anche la splendida prova di Sabina Drimaco, che conquista il terzo posto di categoria e la sesta posizione assoluta femminile. Una gara affrontata con carattere e conclusa, come aveva immaginato, con un arrivo decisamente originale: cappello, boa e naso da strega, per celebrare Halloween e soprattutto il raggiungimento di un obiettivo personale. Due risultati che impreziosiscono la partecipazione della società ferrarese, ma che non devono far dimenticare tutti gli altri protagonisti, perché ogni distanza ha le sue sfide e ogni atleta porta a casa una storia diversa.

La Leopodistica: un'organizzazione da applausi

Un riconoscimento particolare va alla società organizzatrice, la Leopodistica, che ha ricevuto parole di grande apprezzamento da parte dei partecipanti. Percorsi ben segnalati, ristori curati, volontari disponibili, gestione attenta e un pasta party finale che ha raccolto consensi. Tutto ha contribuito a rendere la manifestazione impeccabile sotto ogni punto di vista. E quando si parla di trail, l'organizzazione non è un dettaglio: lungo cento chilometri, ma anche sui venti o sui trentacinque, sapere di poter contare su persone preparate e presenti fa davvero la differenza. Ma lasciamo ora la parola ai protagonisti. Perché, più delle classifiche, sono proprio i loro racconti a restituire il senso di questa esperienza: la soddisfazione, il piacere della corsa, la bellezza dei luoghi e soprattutto il valore dello stare insieme.

Le voci dei protagonisti

I racconti degli atleti, perché sono loro a raccontare meglio di chiunque altro le emozioni vissute sui sentieri del Cinghiale.

Samantha Valli

Percorso molto bello, panorami spettacolari grazie al foliage tardivo di quest’anno, condizioni climatiche ottimali ( non troppo caldo e non troppo freddo). Un unico ristoro al 9km , un po’ pochino ma ben rifornito. Pasta party finale molto buono e abbondante. Consiglio questa gara ; da provare anche le altre distanze che hanno la caratteristica di formare un insieme di petali a fiore , con il centro allo start della gara.

Ilenia Ferrari

Organizzazione fantastica, posti incantevoli con i colori dell’autunno e percorso bellissimo e ben segnato! Compagnia super!! Da rifare anche il prossimo anno!

Lilia Agachi  

Giornata spettacolare e gara bellissima, organizzata alla perfezione. Leopodistica top! È stato tutto super emozionante, soprattutto per la straordinaria vittoria di mio marito Ion Coban nella 100km.Un ringraziamento speciale a tutto il gruppo di Corriferrara e in particolare a Sabina Drimaco: bravissimi tutti e ancora complimenti di cuore!

Ion Coban 

TRAIL DEL CINGHIALE 2026 E pensare che fino a due giorni dalla partenza ero ancora indeciso se partecipare o meno, a causa di un infortunio subito la settimana prima. Per me questa gara ha un sapore particolare. Ho esordito qui al Cinghiale nel 2022, tagliando il traguardo della 30 km in 119ª posizione e da allora non ho saltato un'edizione, aumentando ogni anno la distanza. Devo ammettere che questa volta la gara è andata oltre ogni mia aspettativa, regalandomi un risultato sorprendente sia per il piazzamento sia per il tempo complessivo. Sono partito molto piano per testare la risposta del corpo dopo l'infortunio. Al primo chilometro avevo almeno 30 atleti che mi precedevano ma alla prima salita gran parte di loro ha rallentato vistosamente e io, pur mantenendo un passo prudente, sono riuscito a recuperare molte posizioni. Dopo qualche chilometro, vedo che il fisico rispondeva bene, ho preso fiducia e ho iniziato ad aumentare il ritmo risalendo la classifica. Tuttavia, essendo molto indietro inizialmente e avendo superato molti corridori, navigavo nel buio assoluto senza sapere quanti ne avessi davanti. Al ventesimo chilometro ho agganciato un atleta che mi ha informato di essere in terza posizione, aggiungendo che secondo lui i primi sarebbero scoppiati a breve perché partiti troppo forte. Dieci chilometri più tardi ho raggiunto e superato il battistrada. Da lì in poi è iniziata la mia corsa in solitaria. Ho cercato di gestire il vantaggio, prestando massima attenzione ai minimi segnali che il mio corpo mi inviava. Ero consapevole che in una gara così lunga e a una settimana dal problema muscolare le sorprese potevano nascondersi dietro l'angolo. Purtroppo, a causa dell’infortunio, non riuscivo a correre in modo naturale e gli appoggi dei piedi erano leggermente alterati. Sono inciampato tantissime volte: a volte sono rimasto in piedi ma in molte altre circostanze sono caduto a terra, tanto da perdere il conto. Non mi ricordo altre gare con così tante cadute e per fortuna nessuna di queste ha compromesso il proseguo della gara. Alla fine, il corpo ha retto alla grande e sono riuscito a vincere questa bellissima gara, migliorando di ben 1 ora e 50 minuti circa il tempo dell'anno scorso, anche se in quell'edizione il fango aveva reso tutto più difficile. Ringrazio gli organizzatori perché la gara è stata ben gestita come il loro solito. Il percorso è splendido, con pochi tratti tecnici, anche se alcune discese meritano il massimo rispetto. Conservo anche un divertente ricordo legato ai volontari presenti al ristoro Diacci al 77° chilometro: quando sono arrivato stavano ancora stendendo le tovaglie segno evidente che non si aspettavano il mio arrivo così presto! Quando mi vedono arrivare si nota subito il loro imbarazzo. Chiedo a questo punto soltanto di riempire una flask d’acqua mentre per i sali decido di fare rifornimento al prossimo ristoro per non perdere tempo e di metterli a loro aggio. Come sempre, un ringraziamento speciale va a mia moglie che mi accompagna in queste avventure, a cui faccio i complimenti per la sua ottima prestazione nella 20K. Infine, un saluto particolare e un forte abbraccio a tutto il gruppo della Corriferrara e a Sabina Drimaco per la sua splendida gara. A livello personale sono davvero molto soddisfatto di come sia andata la stagione agonistica. Per quanto riguarda i grandi appuntamenti, si conclude con questa vittoria che rappresenta la ciliegina sulla torta. È stato un anno ricco di gare, anche se a volte sono risultate troppo ravvicinate tra loro, che mi ha regalato ottime prestazioni e un enorme bagaglio di esperienza che mi porto dietro e che mi servirà per impostare la prossima stagione. Il corpo ha risposto benissimo e, per fortuna, senza particolari problemi. La cosa che non si può descrivere a parole sono le emozioni che ti trasmette questo sport e che ti rimangono impresse nel cuore per sempre. Che dire… e pensare che fino a due giorni prima non sapevo nemmeno se avrei preso il via!

Paolo Panzacchi  

Partecipare al Trail del Cinghiale è stato davvero bello, posso definire questa esperienza quasi come una festa. Già dal giorno precedente trovarsi con le compagne e i compagni di squadra ha contribuito a creare un clima speciale. Ho affrontato la 20 chilometri e devo dire che il percorso mi ha entusiasmato, non solo per il tracciato, ma anche per i paesaggi suggestivi che abbiamo visto. L'organizzazione è stata impeccabile in ogni aspetto, sicuramente parteciperò ancora.

Sabina Drimaco  

Il Trail del cinghiale è stata 2 anni fa la mia prima vera lunga distanza, la mia prima 60k. Per questo ci sono affezionata, anche se l'ho sempre trovata noiosissima , percorso tutto uguale, appennini che all'epoca avevo corso in tutte le salse.
Ma volevo portarmi a casa la 100 e dovevo trovare un motivo valido per correrla ( l'arrivo con travestimento non è stato un caso, ma un obiettivo che mi sono posta e che mi avrebbe ripagata della noia provata per 100km).
In realtà, il clima che abbiamo avuto quest'anno e i colori meravigliosi che mi hanno circondata mi hanno fatto cambiare idea tanto da apprezzare e spezzare la monotonia del percorso.
Il punto centrale del cinghiale non è stato la gara, ma tutto il resto al di fuori di essa.
L'organizzazione e la condivisione con gli altri ha reso questa esperienza unica e travolgente, ricorderò questi 2 giorni per le risate in compagnia di persone meravigliose, ogni volta diventa un'occasione per conoscersi un pezzetto di più, non cambierei un momento delle ultime 48 h, Ferrara ha inondato Palazzuolo, colpito e affondato!
Ciliegina sulla torta , il primo posto assoluto del mio compagno di squadra Ion e il mio inaspettato terzo posto di categoria arrivato così, perché è vero che parto sempre da addormentata, ma cerco di dare il meglio di me alla fine, quando gli altri sono stanchi,troppo stanchi per tirare ancora😁
Il tutto si è concluso come avevo studiato e sperato ,500 mt prima dell'arrivo mi sono fermata in strada, mi sono tolta l'impermeabile perché volevo arrivare con la maglietta della mia società in vista, ho tirato fuori ciò che mi son portata dietro per 100km e 20 lunghissime ore: un cappello da strega, un boa nero e un naso da strega.   
Mi sono preparata, ho rimesso addosso lo zainetto e sono arrivata alla finish line esultando per essere riuscita a centrare il mio obiettivo.
Questa è stata la mia ultima lunga della stagione, ora voglio godermi allenamenti e corse con i miei compagni, in attesa di giugno e luglio, ne ho da lavorare.
Organizzazione top, dal pacco gara ai ristori, tutto impeccabile.
Alla prossima!

Graziella Zappalà 

Sabato 31 ottobre ,vuoi non andare A Palazzolo sul Senio ;vuoi non correre il Trail del cinghiale ?.
Dopo quella del Marrone e del drago Vaja ,per chiudere la triade autunnale ,la spedizione punitiva targata Corriferrara si appresta a varcare faggeti ,boschi è calanchi del Senio .
Sono le 6:30 del 31 ottobre quando il campanile del convento delle suore in cui avevamo trascorso la notte ,mi sveglia di soprassalto .
Scendo giù dalle brande ed insieme agli altri amici ci dirigiamo al bar a far colazione .ci vuole un buon carico di energie per affrontare l
Impresa ardua dei 20 km su quasi 1100 di dislivello .
Sono carica ;le gambe ci sono ,il fiato pure e che dire pure la testa ,stranamente ,e ‘ sul pezzo .
Dopo il rito della vestizione ,mi avvicino insieme agli altri in camminata all’arco della partenza.
L'atmosfera che si respira è di gioia intensa, di felicità di euforia ,non so come descriverla ma le sensazioni sono buone .
Sento che la gara mi appartiene ;l'ennesima sfida con me stessa che supero brillantemente con un 3h 43 .felice io se considero il tempo perso per far foto .e allo stesso tempo
Contenta perché tra salite e discese ,il viaggio del cinghiale mi ha portato ad incrociare persone e a conoscere storie di vita pazzesca .
È stato un viaggio nel viaggio questo trail .
un viaggio in cui le paure non rappresentano più le barriere invalicabili,insuperabile
Ma risorse per affrontare ostacoli e avversità.
Che dire ..mi son proprio divertita ..percorso spettacolare ben segnato ed evidenziato, volontari d ristori perfetti ,e poi gli Amici ..che hanno reso tutto ancora più splendido
La bella giornata di sole ha fatto sì che i ricordi di quei paesaggi e del fogliage che ci circondava ,rimanessero impressi ..al punto tale da farmi venire la voglia di riprovarci ancora il prossimo ma su una distanza un po più lunga .
Intanto in attesa di iscriverci il prossimo anno alla distanza dei 35 km ,” famo due tagliatelle”.

Quando il traguardo è molto più di una linea d'arrivo

Palazzuolo sul Senio è uno di quei luoghi che meritano una visita anche lontano dalle competizioni. Piccolo borgo dell'Appennino tosco-romagnolo, conserva il fascino dei paesi di montagna, con il suo centro storico, le testimonianze medievali e il rapporto stretto con il territorio attraversato dal fiume Senio. I boschi circostanti, in autunno, diventano una tavolozza naturale di colori e i sentieri permettono di scoprire un paesaggio fatto di vallate, crinali e antichi percorsi. Un ambiente che sembra costruito apposta per chi ama camminare e correre lontano dal rumore delle città. E forse è proprio questo uno degli aspetti più belli del trail: la possibilità di conoscere luoghi che, correndo, diventano qualcosa di più di una semplice destinazione. Per la Corriferrara il Trail del Cinghiale 2026 si chiude dunque con una vittoria prestigiosa, un podio importante, tante belle prestazioni e soprattutto un bagaglio di emozioni condivise. C'è chi ha corso cento chilometri, chi trentacinque, chi venti. C'è chi ha conquistato una posizione importante in classifica e chi ha semplicemente portato a termine la propria sfida personale. Ma tutti hanno contribuito a scrivere una bella pagina di sport e amicizia. E poi ci sono le risate, le fotografie, le colazioni prima della partenza, le attese agli arrivi, i racconti scambiati davanti a un piatto di pasta   e quei momenti che, spesso, diventano i ricordi più belli. Perché, in fondo, Incontri che fanno strada significa proprio questo: partire per correre una gara e tornare a casa con qualcosa in più. Nuove amicizie, nuove esperienze, qualche fatica da raccontare e la voglia di ritrovarsi alla prossima avventura. A Ion, Sabina e a tutti i sedici protagonisti della Corriferrara vanno i complimenti per questa bellissima esperienza. Un grazie alla Leopodistica e a tutti i volontari che hanno reso possibile la manifestazione. E ora, dopo aver conquistato i sentieri del Cinghiale, non resta che una domanda: quale sarà la prossima strada da percorrere insieme?

Corriferrara: perché le gare finiscono, ma le amicizie e le emozioni continuano a correre.