giovedì 2 luglio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Giugno: il viaggio più bello è quello che si percorre con il cuore

C'è chi misura le settimane con i giorni. E poi ci sono i podisti, che le misurano con i chilometri, con il dislivello, con i sorrisi condivisi alla partenza e con gli abbracci all'arrivo. Forse il Piccolo Principe direbbe che ogni gara è un piccolo pianeta. Ognuno diverso, ognuno capace di raccontare una storia. E gli atleti di Corriferrara, anche questa settimana, hanno scelto di visitarne ben sette. Da Malalbergo, dove "2 passi ed una birra sotto le stelle" ha ricordato che la corsa sa essere anche amicizia, a Viconovo, illuminata dalla magia della Run Night. Poi Scardovari, dove il profumo del mare accompagna i passi della Corsa del Pescatore, e ancora Padova, con la Corrinprato, immersa nel verde.

Le montagne hanno poi chiamato gli animi più avventurosi. A Roana, il Trail Conca Stuparich ha regalato sentieri e panorami da custodire negli occhi. E infine le regine delle Dolomiti: Cortina d'Ampezzo, dove il Lavaredo Trail non è soltanto una gara, ma un viaggio dentro sé stessi. La settimana si è completata a Pistoia, con la storica Pistoia-Abetone, cinquanta chilometri di fatica e determinazione. Sono stati 37 gli atleti Corriferrara impegnati, capaci di percorrere complessivamente 534,2 chilometri e superare 13.293 metri di dislivello, numeri che raccontano allenamento, passione e voglia di scoprire nuovi orizzonti.

E come in ogni viaggio ci sono traguardi che brillano come stelle.

Alla Viconovo Run Night hanno conquistato il podio:

  • Filippo Rivaroli, 1° di categoria;
  • Nadia Medici, 2ª di categoria;
  • Alessio Zambrini, 3° di categoria;
  • Luca Casari, 3° di categoria.

Alla Corsa del Pescatore di Scardovari:

  • Rosanna Albertin, 1ª di categoria;
  • Elisa Benini, 3ª di categoria.

Ma ci sono imprese che non si raccontano soltanto con una classifica.

Tra le Dolomiti, dove le Tre Cime sembrano parlare con il cielo, Michele Longhi ha affrontato il Lavaredo Trail 80, completando 80 chilometri con 4.600 metri di dislivello positivo. Un cammino lungo una giornata intera, fatto di rocce, boschi, silenzi e forza interiore.

Su sentieri ancora più lunghi, Sabina Drimaco ha scritto una pagina straordinaria, portando a termine il Lavaredo Trail 120: 120 chilometri e 5.963 metri di dislivello positivo. Un'avventura che va oltre la corsa, dove ogni passo diventa una scelta, ogni salita una conquista, ogni alba un nuovo inizio.

Perché ci sono gare che non si vincono contro gli altri, ma insieme ai propri sogni.

E così si chiude anche il mese di giugno, ricco di emozioni e di nuove strade percorse.

I numeri raccontano una comunità viva:

  • 140 atleti hanno indossato i colori di Corriferrara;
  • 32 località raggiunte;
  • 1.944 chilometri percorsi;
  • 41.513 metri di dislivello affrontati;
  • 1 tappa oltre confine, in Austria;
  • 19 podi conquistati.

Ma il segreto, probabilmente, non sta nei numeri.

Sta nella curiosità di partire ancora una volta, di lasciarsi sorprendere da un sentiero sconosciuto, da una piazza illuminata, da un bosco silenzioso o da una cima che sembra irraggiungibile.

Perché, come insegna il Piccolo Principe, è il tempo dedicato al proprio viaggio che lo rende speciale.

E Corriferrara, passo dopo passo, continua a trasformare ogni corsa in una storia da raccontare.










mercoledì 1 luglio 2026

Pistoia - Abetone

 

Pistoia-Abetone 2026: 50 chilometri verso il cielo, tra storia, calore e passione

Ci sono gare che si corrono. E poi ci sono gare che si aspettano per un anno intero, perché lasciano qualcosa che va ben oltre il cronometro. La Pistoia-Abetone appartiene a questa categoria: una delle ultramaratone in salita più iconiche d'Italia, capace di unire fatica, natura, storia e tradizione in un'unica, straordinaria esperienza. L'edizione del 28 giugno 2026 ha messo alla prova ogni atleta con i suoi 50 chilometri e 1.830 metri di dislivello positivo, ma soprattutto con un protagonista inatteso, o meglio annunciato: il caldo. Un caldo intenso, previsto da giorni, che ha accompagnato ogni passo dalla pianura pistoiese fino ai 1.388 metri dell'Abetone. Il percorso è un viaggio continuo tra il fascino delle colline toscane e l'Appennino. Si parte dal cuore di Pistoia, città che custodisce oltre duemila anni di storia e che, secondo una leggenda, sarebbe stata fondata sulle ceneri dell'esercito di Catilina dopo la celebre battaglia del 62 a.C. Da qui la strada inizia lentamente a salire, attraversando borghi, castagneti e boschi dove il verde diventa il compagno più fedele dei runner. L'Abetone, oggi rinomata località montana, deve invece la sua nascita al volere del Granduca di Toscana nel Settecento, quando venne costruita la strada modenese che collegava Toscana ed Emilia. Il suo nome deriva proprio da un gigantesco abete che dovette essere abbattuto per consentire il passaggio della nuova via. Un gesto che, secondo una curiosa tradizione popolare, avrebbe dato origine anche al nome del passo. Negli anni la Pistoia-Abetone si è costruita una fama particolare tra gli ultramaratoneti: è una delle pochissime gare in cui la salita supera nettamente la discesa. Non concede tregua, non permette di "recuperare" negli ultimi chilometri, ma proprio per questo regala un traguardo che sa di conquista autentica. A raccontare perfettamente lo spirito della giornata è Vittorio Cavallini, che ha vissuto ancora una volta questa grande classica dell'ultradistanza:

"La Pistoia-Abetone fa parte di quelle corse che ti rimangono nel cuore e che attendi per un anno, vuoi per il percorso, praticamente tutto tra le colline in mezzo al verde, vuoi perché uno dei pochi in cui la salita è maggiore della discesa, vuoi per l'organizzazione sempre perfetta che non ti fa mancare niente.

Quella del 2026 si può riassumere in due parole: che caldo! Che faceva caldo lo sapevamo da prima della partenza, anzi lo sapevamo già dal momento dell'iscrizione, chi in aprile, chi la settimana prima. Ed eravamo tutti organizzati e pronti per questo.

Complimenti all'organizzazione che ha garantito un ristoro ogni 3 o 4 chilometri. Ristori sempre completi di acqua, sali, Coca-Cola, cibi solidi salati e dolci e frutta. Un plauso agli abitanti delle strade percorse: in tanti ci hanno atteso davanti casa bagnandoci con la loro acqua!"

Le sue parole raccontano una delle immagini più belle di questa edizione. Se il sole ha reso la sfida ancora più impegnativa, la risposta del territorio è stata straordinaria. Da una parte un'organizzazione impeccabile, che ha moltiplicato i punti di ristoro per garantire sicurezza e assistenza agli atleti; dall'altra gli abitanti dei paesi attraversati, trasformatisi in tifosi, volontari e angeli del percorso, armati di secchi, tubi dell'acqua e sorrisi. Sono questi gesti spontanei a rendere la Pistoia-Abetone qualcosa di diverso da una semplice competizione. Qui non si corre mai davvero da soli. Ogni chilometro è accompagnato dagli applausi, dall'incitamento di chi vive queste montagne e sente questa gara come parte della propria identità. Alla fine restano la fatica, il sudore e le gambe pesanti. Ma restano soprattutto le emozioni di un viaggio lungo cinquanta chilometri che attraversa una delle zone più belle dell'Appennino toscano, dove natura, storia e sport si fondono in un'unica grande impresa. Perché la Pistoia-Abetone non si conquista soltanto con l'allenamento. Si conquista con il cuore. Ed è proprio per questo che, una volta tagliato il traguardo, si inizia già a pensare alla prossima edizione.




lunedì 29 giugno 2026

Viconovo Run Night, Corriferrara 2^ società.

 


Viconovo Run Night, una notte d'estate tra sport, convivialità e magia

C'è qualcosa di speciale nelle sere di inizio estate, quando il sole lascia lentamente spazio alle stelle e il caldo del giorno si trasforma in una brezza capace di rendere tutto più lieve. A Viconovo, piccolo gioiello della campagna ferrarese dove il tempo sembra ancora scandito dai ritmi della tradizione e dell'accoglienza, venerdì 26 giugno si è respirata proprio quell'atmosfera sospesa, quasi incantata, degna di un moderno Sogno di una notte di mezza estate.

Alle 21.45, quando il cielo si era ormai vestito di blu, ha preso il via la Viconovo Run Night. Due i percorsi proposti: la gara competitiva di 8 chilometri e la camminata ludico-motoria di 5 chilometri, che hanno richiamato centinaia di appassionati desiderosi di vivere una serata diversa, all'insegna dello sport e della condivisione.

Le temperature sono rimaste elevate anche nelle ore serali, mettendo alla prova i partecipanti. Ma gli organizzatori hanno saputo trasformare ogni difficoltà in un'occasione per dimostrare competenza, attenzione e autentica ospitalità. Nulla è stato lasciato al caso: dalla sicurezza lungo il percorso fino all'accoglienza nel cuore della manifestazione, ogni dettaglio ha raccontato la passione di un gruppo di volontari che da anni rappresenta un punto di riferimento per il podismo ferrarese.

Se la corsa ha fatto sudare gli atleti, i ristori hanno conquistato tutti. Non semplici punti di ristoro, ma vere tavole della tradizione emiliana: frutta fresca, pizza, pinzini, pinzone, affettati, due varietà di insalata di riso – con uova e con tonno – acqua fresca distribuita con un originale coupon personalizzato e tante altre specialità che hanno trasformato il dopo gara in una piacevole festa di paese. Per chi desiderava fermarsi ancora, lo stand gastronomico e il bar hanno prolungato il gusto della serata, offrendo un'occasione in più per stare insieme.

A rendere ancora più coinvolgente l'atmosfera ci ha pensato la musica del  DJ e l'energia dello speaker Daniele Trevisi, ormai autentico punto di riferimento del mondo podistico, capace di accompagnare ogni momento della manifestazione con entusiasmo e simpatia.

Il piazzale della chiesa di Viconovo si è così trasformato in un piccolo villaggio dello sport e della solidarietà, impreziosito dalla presenza dello stand AVIS, della pesca di beneficenza e dei banchi dedicati ai prodotti artigianali locali, testimonianza di una comunità che sa valorizzare il proprio territorio e fare rete attraverso lo sport.

Tra le società più numerose si è distinta Corriferrara, che ha conquistato il secondo posto nella speciale classifica per numero di iscritti, confermando ancora una volta lo spirito di squadra che caratterizza il gruppo.

Tra i protagonisti della serata anche Giovanni Simone che ha commentato così la propria esperienza:

"Nel primo venerdì d'estate l'organizzazione della Viconovo Run Night ha fatto di tutto per la riuscita di una gara podistica molto calda, nonostante la partenza della competitiva alle 21.45 e della camminata da 5 km. Lo svago è stato molto più fresco grazie ai fantastici due ristori con frutta, pizza, pinzini, insalata di riso di due tipi, acqua fresca, affettati, pinzone e tanto altro. Poi, per chi voleva cenare, erano presenti stand gastronomico e bar. La serata è stata allietata dal DJ e dallo speaker della gara, il mitico Daniele Trevisi. Completavano il piazzale della chiesa lo stand AVIS, la pesca di beneficenza e il banchetto dei prodotti artigianali locali. Premiazioni molto partecipate dove la nostra squadra si conferma seconda classificata. Per me è stato un buon test di allenamento dopo la Mezza Maratona di Sanremo. La strada verso la Maratona dell'11 ottobre è ormai tracciata. Alla prossima, dal vostro John Simon."

La Viconovo Run Night si conferma così molto più di una semplice gara podistica. È una festa di comunità, dove la passione per la corsa incontra il piacere dello stare insieme, la generosità dei volontari e il sapore autentico della tradizione ferrarese. Una di quelle serate che iniziano con un pettorale appuntato sulla maglia e finiscono con il sorriso, la soddisfazione di aver condiviso emozioni sincere e la promessa di ritrovarsi, ancora una volta, sotto il cielo d'estate di Viconovo.


















Due passi ed una birra 🍺 sotto le stelle

 

Due passi e una birra sotto le stelle: a Malalbergo una serata di sport, amicizia e convivialità

Sport, sorrisi e tanta voglia di stare insieme hanno caratterizzato la serata di venerdì 26 giugno, quando a Malalbergo è andata in scena la camminata e corsa non competitiva "Due passi e una birra sotto le stelle", appuntamento apprezzato dagli amanti dell'attività all'aria aperta. Un percorso ad anello di 7,5 chilometri, immerso nella quiete della pianura bolognese, ha accompagnato i partecipanti lungo la ciclopedonale che collega Malalbergo a Pegola, regalando una piacevole esperienza tra natura e compagnia.

Malalbergo, terra attraversata dalle acque del fiume Reno e ricca di scorci rurali, custodisce anche una curiosità legata al suo nome: secondo la tradizione, deriverebbe da un'antica locanda poco accogliente, un "mal albergo", che nei secoli ha finito per identificare l'intero paese. Una leggenda che oggi fa sorridere, soprattutto pensando all'ospitalità che contraddistingue le manifestazioni organizzate dalla comunità locale.

A metà percorso i partecipanti hanno trovato un gradito punto di ristoro per rinfrescarsi, mentre all'arrivo li attendeva un ricco buffet, perfetto per recuperare le energie e condividere due chiacchiere in compagnia.

Tra i presenti anche Andrea Rubbini, che ha raccontato con entusiasmo il clima della serata:

"È sempre un piacere partecipare a manifestazioni locali, soprattutto quando ad organizzare sono in primis due compagni di squadra come Sara Sacchelli e Marco Giorio! Una sgambata ad anello sulla ciclopedonale tra Malalbergo e Pegola, un punto di bevuta a metà percorso ed un salutare rinfresco a fine giro in compagnia di amici: direi perfetto! E poi serata salsiccia e birra per festeggiare."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito dell'iniziativa: non una gara da cronometro, ma un'occasione per condividere la passione per il movimento, valorizzare il territorio e trascorrere una piacevole serata estiva sotto un cielo illuminato dalle stelle.

Perché, in fondo, bastano davvero due passi, una buona compagnia e una birra fresca per trasformare una semplice camminata in un ricordo da portare con sé.








domenica 28 giugno 2026

Corsa del pescatore

 

La Corsa del Pescatore, quando il cuore corre al ritmo della Sacca

Ci sono gare che si ricordano per il cronometro e altre che restano impresse nell'anima. La Corsa del Pescatore, disputata il 27 giugno 2026 a Scardovari sulla distanza di 8,5 chilometri, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Qui non si corre soltanto lungo un percorso. Si attraversa una terra che vive in simbiosi con l'acqua, dove il mare e la laguna hanno modellato il paesaggio e il carattere della sua gente. La Sacca di Scardovari, regno delle celebri cozze e delle ostriche del Delta del Po, è molto più di uno scenario: è una compagna di vita, una presenza silenziosa che accompagna generazioni di pescatori e famiglie, custode di racconti, sacrifici e tradizioni. Si narra che i tramonti sulla Sacca siano capaci di fermare il tempo e che il vento porti ancora le voci di chi, per secoli, ha affidato il proprio destino alle acque. Non stupisce, allora, che gli abitanti la chiamino con affetto la loro Regina.

In questo scenario unico sono arrivati anche i nostri atleti, protagonisti di una serata ricca di emozioni e di ottimi risultati. Da sottolineare soprattutto le prestazioni delle nostre donne, salite con merito sul podio di categoria: Rosanna Albertin ha conquistato il 1° posto di categoria, mentre Elisa Benini ha ottenuto uno splendido 3° posto di categoria, confermando ancora una volta il valore e la determinazione delle nostre atlete.

Ma ci sono giornate in cui la classifica racconta solo una parte della storia. Il resto lo scrivono i luoghi, gli incontri e le sensazioni che una corsa riesce a regalare.

Le parole di Sara Melloni   raccontano meglio di qualsiasi cronaca lo spirito della serata. E, soprattutto, ci riportano con dolcezza agli anni Ottanta quando tutto sembrava procedere con un ritmo più umano, le sere d'estate avevano il sapore delle feste di paese e ogni momento veniva vissuto senza fretta, assaporando il tempo e le cose semplici.

"Sulla pagina Instagram veniva definita "la corsa più bella del mondo", e credo non si siano allontanati tanto dalla realtà oggettiva. Quello che ho capito è che nel profondo Veneto le persone sono molto legate al loro territorio e quando, con quel poco fiato che avevo, ho detto ad una ragazza del posto che "il tramonto toglieva il fiato", 

  lei mi ha risposto che mi trovavo davanti alla loro Regina: la Sacca di Scardovari. È stata una serata bellissima. Rosi ha ottenuto un buon risultato e io anche, considerato che mi ero data come obiettivo la sopravvivenza. Poi, abbiamo fatto una gita negli anni Ottanta: fiera, autoscontro, calcinculo, zucchero filato, cagnolini da importunare e piadina una in due perché io non amo la silhouette della porchetta e Rosi predilige le proteine e le maltodestrine. Ho pensato a tante cose, ma soprattutto che la corsa continua a darmi belle esperienze, e che se un giorno avrò un innamorato, lo porterò lì."

Ed è proprio questo il fascino della Corsa del Pescatore: non soltanto una manifestazione sportiva, ma un piccolo viaggio dentro un territorio autentico, dove il tramonto sulla laguna sembra rallentare il tempo e ricordarci che le emozioni più vere hanno bisogno di essere vissute con calma.

Tra il profumo del mare, il sorriso della gente e la magia della Sacca, ogni passo diventa un ricordo. E forse è questo il segreto di Scardovari: farti sentire ospite per un giorno e, senza quasi accorgertene, lasciarti andare via con la voglia di tornare.

















giovedì 25 giugno 2026

Vienna track night, Carlo Barbieri conquista il suo primo nastro.

 

Vienna Track Night, una notte da sogno: Carlo Barbieri conquista Vienna e il suo primo nastro

Ci sono gare che regalano un tempo. E poi ci sono gare che regalano una storia.

La Vienna Track Night del 20 giugno 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una di quelle giornate che iniziano come una sfida e finiscono come un ricordo destinato a restare inciso nella memoria di un atleta. Sul prestigioso anello della capitale austriaca, città che da secoli vive di musica, arte e grandi emozioni, anche l'atletica ha trovato la sua melodia. E tra le note di questo speciale spartito sportivo c'era anche un portacolori di Corriferrara: Carlo Barbieri.

Vienna è la città dei valzer, delle sale imperiali e del Danubio che attraversa la storia d'Europa. Ma il 20 giugno, sotto un sole implacabile e un caldo che sembrava non concedere tregua, la musica era quella ritmica e incessante delle scarpe che battevano sul tartan.

La Vienna Track Night è uno degli eventi su pista più affascinanti del panorama europeo. Una giornata interamente dedicata alla corsa, con batterie suddivise per livello e tempi di accredito: nel pomeriggio gli amatori, la sera gli atleti élite. Un'organizzazione impeccabile, quasi maniacale nei dettagli, capace di trasformare ogni partecipante nel protagonista di un grande spettacolo.

Carlo si presenta al via della prova sui 5.000 metri con un range previsto tra i 17'45" e i 18'45". La temperatura, però, è quella delle giornate più dure. Di quelle che consumano energie ancor prima dello sparo dello starter.

La tensione cresce nella call room. I controlli, le ultime indicazioni, i pettorali verificati con precisione quasi professionistica. Poi arriva il momento.

"On your marks... GO!" 

La gara prende vita.

Come in un valzer che accelera progressivamente, il gruppo trova subito il proprio ritmo. Gli atleti si dispongono in fila indiana lungo il cordolo interno per non sprecare nemmeno un centimetro. Ogni metro risparmiato può fare la differenza.

Carlo si inserisce immediatamente nel gruppo di testa. Le scarpe chiodate scandiscono il ritmo come un metronomo. Un giro dopo l'altro il gruppo si assottiglia. Cinque atleti rimangono davanti, tutti aggrappati al pacer.

Poi la selezione continua.

Tre giri.

Quattro giri.

E Carlo si ritrova da solo alle spalle della lepre.

La gara sembra ormai un dialogo tra due persone e il cronometro. Ma proprio quando il copione pare scritto, arriva il colpo di scena.

Al secondo chilometro il pacer alza il braccio.

Rallenta.

Si ferma.

Troppo caldo.

Un gesto che racconta meglio di qualsiasi parola la durezza di quella giornata viennese. Carlo comprende immediatamente la situazione. Un pollice alzato per ringraziare chi lo aveva guidato fino a quel momento e poi avanti. Da solo.

Da lì in poi inizia qualcosa che va oltre il semplice risultato.

Ogni falcata diventa una scelta. Ogni giro una prova di volontà.

Sugli spalti il pubblico percepisce il momento. Gli applausi si trasformano in energia. Le voci si sovrappongono.

"You know you can do it!"

"C'mon man!"

"Let's go!"

Un centinaio di persone accompagna la sua corsa. Sul rettilineo opposto le urla coprono persino il rumore del respiro affannato. Carlo continua senza voltarsi mai. Non vuole sapere chi c'è dietro. Vuole soltanto continuare ad andare avanti.

La pista scorre sotto i piedi. 

Arrivano i doppiaggi.

Arriva la fatica.

Ma arriva anche la consapevolezza di stare costruendo qualcosa di speciale.

Quando la campanella annuncia l'ultimo giro, il cuore accelera ancora. Le gambe, invece, iniziano a presentare il conto. Gli ultimi quattrocento metri sembrano interminabili. La curva finale appare lontana.

Poi, finalmente, l'ultima svolta.

Mancano centocinquanta metri.

Per la prima volta Carlo si volta.

Dietro di lui non c'è nessuno.

È in quel momento che il sogno prende forma.

Davanti compare il nastro d'arrivo nero. Non più un miraggio, ma una realtà che si avvicina ad ogni passo.

Lo speaker annuncia il vincitore con il suo caratteristico accento tedesco:

"And the first one is... Carlooo Barbieri!"  

Sono attimi che valgono anni.

Il nastro viene spezzato.

Le braccia si alzano al cielo.

La canotta Corriferrara taglia il traguardo per prima.

Le gambe sono ormai vuote, prosciugate dalla fatica e dal caldo. Ma il cuore è pieno. Pieno di emozioni, di ricordi, di sacrifici, di allenamenti affrontati quando il traguardo sembrava ancora lontanissimo.

Carlo Barbieri chiude al primo posto della propria batteria e conquista il primo nastro della sua carriera.

Un'immagine che resterà impressa nella memoria di chi l'ha vissuta e di chi l'ha raccontata.

Perché a volte lo sport sa essere meravigliosamente semplice: una pista, un sogno e il coraggio di continuare a correre quando tutti gli altri si fermano.

E forse il messaggio più bello arriva proprio dalle parole finali di Carlo:

"Chi l'avrebbe mai detto tre anni fa che sarei arrivato a questo punto? Non smettete mai di sognare, perché se ci credete, prima o poi i sogni si avverano.

A Vienna, tra il caldo soffocante e l'entusiasmo di una folla internazionale, quel sogno è diventato realtà.











Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara – Il Giro d’Italia della Settimana in Scarpe da Trail

Settimana intensa per gli atleti Corriferrara, che hanno trasformato la penisola in una vera e propria pista a cielo aperto: 18 atleti impegnati, 249 chilometri percorsi e ben 8.700 metri di dislivello conquistati. Numeri che, messi insieme, raccontano una piccola impresa fatta di salite, sentieri, strade e panorami mozzafiato.

Le nostre maglie hanno fatto tappa in ben 6 località diverse, dal mare della Riviera ligure alle montagne del Friuli e del Cadore, passando per l’Emilia-Romagna e il Veneto.

Dalle Alpi al Mare

A Val Bruna (Tarvisio), lungo il suggestivo tracciato dell’Alpe Adria Trail, i corridori hanno affrontato il Pellarini Trail da 20 km. Qui la natura gioca in casa: boschi, torrenti e montagne che segnano il confine tra Italia, Austria e Slovenia. Una vera cartolina in movimento.

Ad Ariano Ferrarese, terra di confine tra il Po e il Delta, si è disputato il Trail dla Cavedagna da 10 km. Un percorso che racconta la tradizione rurale del territorio, tra argini, campagne e paesaggi che sembrano usciti da un vecchio almanacco contadino.

A San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona, spazio alla velocità con la Sangio Run da 10 km. Curiosità: il paese deve il suo nome a San Giovanni Battista e al termine "Lupatoto", che secondo alcune interpretazioni richiama antichi insediamenti longobardi.

Da tutt’altra parte d’Italia, a Sanremo, i nostri atleti hanno corso la Run for the Whales, sulle distanze di 21,350 e 10 km. La città dei fiori e del Festival della Canzone ha regalato il fascino del mare e una gara dedicata alla sensibilizzazione per la tutela dei cetacei che popolano il vicino Santuario Pelagos.

A San Rigo, sulle colline reggiane, è andata in scena la Strachiviol da 10 km. Un appuntamento che attraversa la campagna emiliana tra sentieri e strade bianche, dove il vero avversario è spesso il continuo saliscendi.

Infine, riflettori puntati su Lorenzago di Cadore, per il Trail dei Maghe da 18 km. Nel cuore delle Dolomiti, patrimonio UNESCO, si corre circondati da vette leggendarie. Il nome della gara richiama antiche storie e tradizioni popolari che popolano queste montagne.

Podi Corriferrara

La settimana porta anche ottime soddisfazioni ad Ariano Ferrarese, dove le nostre atlete hanno lasciato il segno:

🏆 Franca Panagin – 1ª di categoria
🥉 Stefania Bruschi – 3ª di categoria
🥉 Monica Fogli – 3ª di categoria

Tre piazzamenti che confermano la determinazione e la qualità del gruppo Corriferrara.

I Numeri della Settimana

  • Atleti impegnati: 18
  • Chilometri percorsi: 249
  • Dislivello totalizzato: 8.700 metri
  • Località raggiunte: 6

Una settimana da veri esploratori della corsa: tra montagne, mare, sentieri e strade cittadine, Corriferrara continua a collezionare chilometri, emozioni e nuovi ricordi. Appuntamento alla prossima avventura!









mercoledì 24 giugno 2026

Pellarini Trail, dove osano le aquile.

 

Pellarini Trail 2026, tra aquile, foreste e il fascino selvaggio delle Alpi Giulie

Ci sono luoghi che sembrano creati apposta per il trail running. Terre dove il sentiero non è soltanto una traccia nel bosco, ma un invito all'avventura, un viaggio dentro la natura più autentica. La Valbruna, nel cuore del comprensorio Alpe Adria di Tarvisio, è uno di questi luoghi.

Sabato 20 giugno 2026 il Pellarini Trail ha portato decine di appassionati a misurarsi con i suoi 20 chilometri e 1300 metri di dislivello positivo, in un percorso che ha saputo unire fatica, emozione e panorami capaci di lasciare il segno.

La gara prende il nome dal Rifugio Pellarini, storico presidio alpino dedicato all'esploratore e alpinista Domenico Pellarini, e si sviluppa tra alcune delle aree più suggestive delle Alpi Giulie. Montagne che raccontano storie di confine, dove si incontrano le culture italiana, slovena e austriaca, e dove la natura conserva ancora un carattere selvaggio e primordiale.

Fin dalle prime luci del mattino il sole ha fatto sentire la propria presenza. Con temperature che nel corso della giornata hanno superato i 30 gradi, gli atleti hanno dovuto gestire non solo le salite impegnative, ma anche il caldo intenso che ha accompagnato ogni passo. Eppure, tra le ombre delle grandi foreste di Tarvisio, il percorso ha regalato scorci e sensazioni che hanno reso ogni sforzo parte integrante dell'esperienza.

I sentieri si sono snodati tra abeti secolari, radure silenziose e valloni dominati dalle pareti rocciose delle Giulie. Qui la presenza della fauna è una realtà quotidiana: non è raro vedere un cervo muoversi tra gli alberi o osservare il volo maestoso delle aquile che sorvolano le creste più alte. Un ambiente che conserva intatto il suo fascino e che ogni anno richiama escursionisti e sportivi da tutta Europa.

Tra i protagonisti della giornata anche Renato Finco, che al termine della prova ha raccontato con entusiasmo le emozioni vissute lungo il percorso:

"Correre tra i sentieri della foresta di Tarvisio tra le vette dove osano le aquile e i cervi ti osservano dal bosco è impagabile. Giornata molto calda che superava i 30 gradi. Le Alpi Giulie hanno un fascino unico."

Parole che descrivono perfettamente lo spirito del Pellarini Trail. Una gara che non è soltanto competizione, ma immersione totale in uno degli angoli più affascinanti dell'arco alpino. Qui il cronometro conta, ma contano soprattutto le emozioni che si raccolgono lungo il cammino: il profumo del bosco, il rumore dell'acqua che scende dai versanti, il silenzio delle montagne e quella sensazione di libertà che solo il trail running sa regalare.

Quando gli ultimi concorrenti hanno tagliato il traguardo, il sole continuava a illuminare le cime delle Giulie. Restavano la stanchezza nelle gambe, il sorriso sul volto e la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di speciale. Perché il Pellarini Trail è una gara, certo, ma soprattutto un'avventura che permette di entrare in sintonia con la montagna più autentica, là dove le aquile dominano il cielo e la natura detta ancora il ritmo del tempo.