martedì 7 luglio 2026

22° giro podistico dei 2 castelli

                                     

Tra castelli, boschi e panorami senza tempo: il Giro Podistico dei 2 Castelli conquista Rocca di Roffeno

Ci sono gare che si corrono con le gambe e altre che si vivono con il cuore. Il Giro Podistico dei 2 Castelli, andato in scena il 5 luglio 2026 a Rocca di Roffeno, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Un appuntamento capace di unire la passione per la corsa al fascino di un territorio che sembra custodire il tempo tra boschi, borghi e antiche fortezze.

La manifestazione, proposta sia in versione competitiva che non competitiva, si è sviluppata su un percorso di 10,9 chilometri con circa 250 metri di dislivello positivo. Una distanza che sulla carta può sembrare abbordabile, ma che le salite dell'Appennino bolognese trasformano in una sfida autentica, da affrontare con pazienza, determinazione e la voglia di lasciarsi sorprendere dal paesaggio.

Rocca di Roffeno, piccola perla immersa nel verde, è uno di quei luoghi che sembrano raccontare storie ad ogni curva. Il nome stesso richiama l'antica rocca medievale che dominava queste colline, teatro nei secoli di contese tra potenti famiglie. La tradizione popolare narra che, nelle notti più silenziose, tra i ruderi dei castelli e i boschi circostanti, riecheggino ancora i passi di antichi cavalieri di ritorno dalle battaglie. Vere o leggendarie che siano, queste storie regalano al percorso un'atmosfera speciale, quasi sospesa tra storia e fantasia. E mentre il sole di luglio scaldava i sentieri, i partecipanti hanno attraversato paesini raccolti, prati, boschi e punti panoramici capaci di ripagare ogni sforzo. Perché in gare come questa il cronometro passa spesso in secondo piano: ciò che resta è l'emozione del viaggio.

Lo racconta perfettamente Andrea Rubbini  che ha condiviso le sue sensazioni al termine della prova:

"Che fatica il collinare! Bellissimi panorami, ottima organizzazione con ricco ristoro finale e percorso ben segnalato hanno fatto da cornice a questa bella gara in collina. Il caldo ed il dislivello si sono fatti sentire, soprattutto negli ultimi due chilometri... ma con qualche tratto di camminata anche questa volta siamo arrivati al traguardo! Sempre felici di aver puntato la sveglia in cambio di un'altra avventura in buona compagnia."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito della giornata: la fatica condivisa, la soddisfazione dell'arrivo e quel piacere semplice di partire all'alba per vivere un'esperienza insieme ad altri appassionati.

Anche Sara Sacchelli   è rimasta conquistata dalla manifestazione, scoperta quasi per caso:

"Mi sono aggregata ad un gruppo che aveva lanciato il volantino sul nostro blog. Così per curiosità. Non avevo grandi aspettative se non di gustarmi il panorama e magari il fresco visto che si parlava di collinare. Il fresco non l'ho trovato, ma in compenso abbiamo corso tra i paesini di collina e il panorama era davvero splendido. L'occasione per trovarci e correre insieme è stata ottima, in più l'organizzazione molto valida con un ricco ristoro. I miei tempi sono sicuramente da rivedere visto che i miei allenamenti sono sempre in Pianura Padana. Tornerò sicuramente il prossimo anno e nel frattempo questo nostro gruppetto di amici ha già aperto le prossime iscrizioni ad un nuovo collinare!"

Le sue parole ricordano quanto spesso siano proprio le gare meno conosciute a regalare le emozioni più autentiche. Una scelta fatta quasi per curiosità si è trasformata in una giornata da ricordare, con la promessa di tornare. Merito anche di un'organizzazione attenta, che ha saputo offrire un percorso ben segnalato, assistenza lungo il tracciato e un ricco ristoro finale, molto apprezzato da tutti i partecipanti dopo le impegnative salite affrontate sotto il sole estivo. Il Giro Podistico dei 2 Castelli conferma così il suo fascino: non è soltanto una corsa, ma un invito a rallentare lo sguardo pur continuando a correre. A respirare il profumo dei boschi, ad ascoltare il silenzio delle colline e a immaginare le vicende di castelli che ancora oggi vegliano su questi luoghi. Perché alla fine, ciò che resta non è solo il tempo segnato sul cronometro. Restano i sorrisi all'arrivo, gli amici con cui condividere la fatica, i panorami impressi nella memoria e quella piacevole sensazione che ogni runner conosce bene: aver aggiunto un'altra bellissima avventura al proprio cammino.

















domenica 5 luglio 2026

Solarolo, Memorial Gianluca Conti

Memorial Conti, una serata di corsa e memoria: a Solarolo il cuore batte al ritmo dei podisti

Le sere d'estate hanno un fascino particolare, soprattutto quando le strade di un paese si trasformano in un percorso di emozioni, fatica e condivisione. È successo anche mercoledì 1° luglio, quando Solarolo ha ospitato il Memorial Gianluca Conti, appuntamento ormai storico del calendario podistico romagnolo. La gara, partita alle ore 20.00, ha richiamato atleti e appassionati in una manifestazione che unisce sport, amicizia e ricordo, mantenendo viva la memoria di Gianluca Conti attraverso la passione per la corsa.

Tra i protagonisti anche Giovanni Simone


che ha affrontato il percorso di 7,8 chilometri con il suo consueto spirito semplice e genuino.

«Gara alle 20.00, solito allenamento per me

Poche parole che raccontano molto del suo approccio: niente proclami, solo la voglia di correre, allenarsi e vivere ogni gara come un'opportunità per stare bene e condividere la propria passione.

Ma il Memorial Conti è molto più di una competizione. È una corsa che negli anni è diventata un punto di riferimento per il podismo romagnolo, grazie a un'organizzazione capace di coinvolgere l'intera comunità di Solarolo. Le vie del centro storico, illuminate dalla luce calda del tramonto estivo, regalano un'atmosfera unica, dove il tifo del pubblico accompagna ogni atleta fino al traguardo.

Solarolo, un piccolo borgo ricco di storia

Chi visita Solarolo scopre un paese che custodisce un passato affascinante. Situato nel cuore della Romagna, il borgo conserva ancora l'impianto urbanistico tipico delle antiche terre fortificate. Il nome, secondo una delle interpretazioni più diffuse, deriverebbe dal latino solarium, richiamando la posizione aperta e soleggiata del territorio.

Una curiosità poco conosciuta riguarda la ricostruzione del paese dopo la Seconda guerra mondiale: Solarolo fu duramente colpito durante il passaggio del fronte, ma riuscì a rinascere grazie alla determinazione dei suoi abitanti. Oggi questo spirito di comunità si ritrova anche nelle manifestazioni sportive, dove volontari e associazioni collaborano per offrire un evento sempre accogliente.

Correre per ricordare

Le gare intitolate a una persona hanno un significato speciale. Il Memorial Conti non premia soltanto i più veloci, ma celebra valori come amicizia, rispetto e condivisione. Ogni pettorale racconta una storia diversa, ogni passo contribuisce a mantenere vivo un ricordo che il tempo non cancella.

In una calda serata di luglio, tra sorrisi, sudore e applausi, Solarolo ha dimostrato ancora una volta come il podismo sappia unire persone di ogni età. E, per chi come Giovanni Simone vive la corsa con naturalezza, anche una gara può semplicemente diventare... "il solito allenamento". Ma dietro quella semplicità si nasconde il vero spirito del runner: correre perché fa stare bene, senza dimenticare il valore di ogni chilometro percorso insieme.



giovedì 2 luglio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Giugno: il viaggio più bello è quello che si percorre con il cuore

C'è chi misura le settimane con i giorni. E poi ci sono i podisti, che le misurano con i chilometri, con il dislivello, con i sorrisi condivisi alla partenza e con gli abbracci all'arrivo. Forse il Piccolo Principe direbbe che ogni gara è un piccolo pianeta. Ognuno diverso, ognuno capace di raccontare una storia. E gli atleti di Corriferrara, anche questa settimana, hanno scelto di visitarne ben sette. Da Malalbergo, dove "2 passi ed una birra sotto le stelle" ha ricordato che la corsa sa essere anche amicizia, a Viconovo, illuminata dalla magia della Run Night. Poi Scardovari, dove il profumo del mare accompagna i passi della Corsa del Pescatore, e ancora Padova, con la Corrinprato, immersa nel verde.

Le montagne hanno poi chiamato gli animi più avventurosi. A Roana, il Trail Conca Stuparich ha regalato sentieri e panorami da custodire negli occhi. E infine le regine delle Dolomiti: Cortina d'Ampezzo, dove il Lavaredo Trail non è soltanto una gara, ma un viaggio dentro sé stessi. La settimana si è completata a Pistoia, con la storica Pistoia-Abetone, cinquanta chilometri di fatica e determinazione. Sono stati 37 gli atleti Corriferrara impegnati, capaci di percorrere complessivamente 534,2 chilometri e superare 13.293 metri di dislivello, numeri che raccontano allenamento, passione e voglia di scoprire nuovi orizzonti.

E come in ogni viaggio ci sono traguardi che brillano come stelle.

Alla Viconovo Run Night hanno conquistato il podio:

  • Filippo Rivaroli, 1° di categoria;
  • Nadia Medici, 2ª di categoria;
  • Alessio Zambrini, 3° di categoria;
  • Luca Casari, 3° di categoria.

Alla Corsa del Pescatore di Scardovari:

  • Rosanna Albertin, 1ª di categoria;
  • Elisa Benini, 3ª di categoria.

Ma ci sono imprese che non si raccontano soltanto con una classifica.

Tra le Dolomiti, dove le Tre Cime sembrano parlare con il cielo, Michele Longhi ha affrontato il Lavaredo Trail 80, completando 80 chilometri con 4.600 metri di dislivello positivo. Un cammino lungo una giornata intera, fatto di rocce, boschi, silenzi e forza interiore.

Su sentieri ancora più lunghi, Sabina Drimaco ha scritto una pagina straordinaria, portando a termine il Lavaredo Trail 120: 120 chilometri e 5.963 metri di dislivello positivo. Un'avventura che va oltre la corsa, dove ogni passo diventa una scelta, ogni salita una conquista, ogni alba un nuovo inizio.

Perché ci sono gare che non si vincono contro gli altri, ma insieme ai propri sogni.

E così si chiude anche il mese di giugno, ricco di emozioni e di nuove strade percorse.

I numeri raccontano una comunità viva:

  • 140 atleti hanno indossato i colori di Corriferrara;
  • 32 località raggiunte;
  • 1.944 chilometri percorsi;
  • 41.513 metri di dislivello affrontati;
  • 1 tappa oltre confine, in Austria;
  • 19 podi conquistati.

Ma il segreto, probabilmente, non sta nei numeri.

Sta nella curiosità di partire ancora una volta, di lasciarsi sorprendere da un sentiero sconosciuto, da una piazza illuminata, da un bosco silenzioso o da una cima che sembra irraggiungibile.

Perché, come insegna il Piccolo Principe, è il tempo dedicato al proprio viaggio che lo rende speciale.

E Corriferrara, passo dopo passo, continua a trasformare ogni corsa in una storia da raccontare.










mercoledì 1 luglio 2026

Pistoia - Abetone

 

Pistoia-Abetone 2026: 50 chilometri verso il cielo, tra storia, calore e passione

Ci sono gare che si corrono. E poi ci sono gare che si aspettano per un anno intero, perché lasciano qualcosa che va ben oltre il cronometro. La Pistoia-Abetone appartiene a questa categoria: una delle ultramaratone in salita più iconiche d'Italia, capace di unire fatica, natura, storia e tradizione in un'unica, straordinaria esperienza. L'edizione del 28 giugno 2026 ha messo alla prova ogni atleta con i suoi 50 chilometri e 1.830 metri di dislivello positivo, ma soprattutto con un protagonista inatteso, o meglio annunciato: il caldo. Un caldo intenso, previsto da giorni, che ha accompagnato ogni passo dalla pianura pistoiese fino ai 1.388 metri dell'Abetone. Il percorso è un viaggio continuo tra il fascino delle colline toscane e l'Appennino. Si parte dal cuore di Pistoia, città che custodisce oltre duemila anni di storia e che, secondo una leggenda, sarebbe stata fondata sulle ceneri dell'esercito di Catilina dopo la celebre battaglia del 62 a.C. Da qui la strada inizia lentamente a salire, attraversando borghi, castagneti e boschi dove il verde diventa il compagno più fedele dei runner. L'Abetone, oggi rinomata località montana, deve invece la sua nascita al volere del Granduca di Toscana nel Settecento, quando venne costruita la strada modenese che collegava Toscana ed Emilia. Il suo nome deriva proprio da un gigantesco abete che dovette essere abbattuto per consentire il passaggio della nuova via. Un gesto che, secondo una curiosa tradizione popolare, avrebbe dato origine anche al nome del passo. Negli anni la Pistoia-Abetone si è costruita una fama particolare tra gli ultramaratoneti: è una delle pochissime gare in cui la salita supera nettamente la discesa. Non concede tregua, non permette di "recuperare" negli ultimi chilometri, ma proprio per questo regala un traguardo che sa di conquista autentica. A raccontare perfettamente lo spirito della giornata è Vittorio Cavallini, che ha vissuto ancora una volta questa grande classica dell'ultradistanza:

"La Pistoia-Abetone fa parte di quelle corse che ti rimangono nel cuore e che attendi per un anno, vuoi per il percorso, praticamente tutto tra le colline in mezzo al verde, vuoi perché uno dei pochi in cui la salita è maggiore della discesa, vuoi per l'organizzazione sempre perfetta che non ti fa mancare niente.

Quella del 2026 si può riassumere in due parole: che caldo! Che faceva caldo lo sapevamo da prima della partenza, anzi lo sapevamo già dal momento dell'iscrizione, chi in aprile, chi la settimana prima. Ed eravamo tutti organizzati e pronti per questo.

Complimenti all'organizzazione che ha garantito un ristoro ogni 3 o 4 chilometri. Ristori sempre completi di acqua, sali, Coca-Cola, cibi solidi salati e dolci e frutta. Un plauso agli abitanti delle strade percorse: in tanti ci hanno atteso davanti casa bagnandoci con la loro acqua!"

Le sue parole raccontano una delle immagini più belle di questa edizione. Se il sole ha reso la sfida ancora più impegnativa, la risposta del territorio è stata straordinaria. Da una parte un'organizzazione impeccabile, che ha moltiplicato i punti di ristoro per garantire sicurezza e assistenza agli atleti; dall'altra gli abitanti dei paesi attraversati, trasformatisi in tifosi, volontari e angeli del percorso, armati di secchi, tubi dell'acqua e sorrisi. Sono questi gesti spontanei a rendere la Pistoia-Abetone qualcosa di diverso da una semplice competizione. Qui non si corre mai davvero da soli. Ogni chilometro è accompagnato dagli applausi, dall'incitamento di chi vive queste montagne e sente questa gara come parte della propria identità. Alla fine restano la fatica, il sudore e le gambe pesanti. Ma restano soprattutto le emozioni di un viaggio lungo cinquanta chilometri che attraversa una delle zone più belle dell'Appennino toscano, dove natura, storia e sport si fondono in un'unica grande impresa. Perché la Pistoia-Abetone non si conquista soltanto con l'allenamento. Si conquista con il cuore. Ed è proprio per questo che, una volta tagliato il traguardo, si inizia già a pensare alla prossima edizione.




lunedì 29 giugno 2026

Viconovo Run Night, Corriferrara 2^ società.

 


Viconovo Run Night, una notte d'estate tra sport, convivialità e magia

C'è qualcosa di speciale nelle sere di inizio estate, quando il sole lascia lentamente spazio alle stelle e il caldo del giorno si trasforma in una brezza capace di rendere tutto più lieve. A Viconovo, piccolo gioiello della campagna ferrarese dove il tempo sembra ancora scandito dai ritmi della tradizione e dell'accoglienza, venerdì 26 giugno si è respirata proprio quell'atmosfera sospesa, quasi incantata, degna di un moderno Sogno di una notte di mezza estate.

Alle 21.45, quando il cielo si era ormai vestito di blu, ha preso il via la Viconovo Run Night. Due i percorsi proposti: la gara competitiva di 8 chilometri e la camminata ludico-motoria di 5 chilometri, che hanno richiamato centinaia di appassionati desiderosi di vivere una serata diversa, all'insegna dello sport e della condivisione.

Le temperature sono rimaste elevate anche nelle ore serali, mettendo alla prova i partecipanti. Ma gli organizzatori hanno saputo trasformare ogni difficoltà in un'occasione per dimostrare competenza, attenzione e autentica ospitalità. Nulla è stato lasciato al caso: dalla sicurezza lungo il percorso fino all'accoglienza nel cuore della manifestazione, ogni dettaglio ha raccontato la passione di un gruppo di volontari che da anni rappresenta un punto di riferimento per il podismo ferrarese.

Se la corsa ha fatto sudare gli atleti, i ristori hanno conquistato tutti. Non semplici punti di ristoro, ma vere tavole della tradizione emiliana: frutta fresca, pizza, pinzini, pinzone, affettati, due varietà di insalata di riso – con uova e con tonno – acqua fresca distribuita con un originale coupon personalizzato e tante altre specialità che hanno trasformato il dopo gara in una piacevole festa di paese. Per chi desiderava fermarsi ancora, lo stand gastronomico e il bar hanno prolungato il gusto della serata, offrendo un'occasione in più per stare insieme.

A rendere ancora più coinvolgente l'atmosfera ci ha pensato la musica del  DJ e l'energia dello speaker Daniele Trevisi, ormai autentico punto di riferimento del mondo podistico, capace di accompagnare ogni momento della manifestazione con entusiasmo e simpatia.

Il piazzale della chiesa di Viconovo si è così trasformato in un piccolo villaggio dello sport e della solidarietà, impreziosito dalla presenza dello stand AVIS, della pesca di beneficenza e dei banchi dedicati ai prodotti artigianali locali, testimonianza di una comunità che sa valorizzare il proprio territorio e fare rete attraverso lo sport.

Tra le società più numerose si è distinta Corriferrara, che ha conquistato il secondo posto nella speciale classifica per numero di iscritti, confermando ancora una volta lo spirito di squadra che caratterizza il gruppo.

Tra i protagonisti della serata anche Giovanni Simone che ha commentato così la propria esperienza:

"Nel primo venerdì d'estate l'organizzazione della Viconovo Run Night ha fatto di tutto per la riuscita di una gara podistica molto calda, nonostante la partenza della competitiva alle 21.45 e della camminata da 5 km. Lo svago è stato molto più fresco grazie ai fantastici due ristori con frutta, pizza, pinzini, insalata di riso di due tipi, acqua fresca, affettati, pinzone e tanto altro. Poi, per chi voleva cenare, erano presenti stand gastronomico e bar. La serata è stata allietata dal DJ e dallo speaker della gara, il mitico Daniele Trevisi. Completavano il piazzale della chiesa lo stand AVIS, la pesca di beneficenza e il banchetto dei prodotti artigianali locali. Premiazioni molto partecipate dove la nostra squadra si conferma seconda classificata. Per me è stato un buon test di allenamento dopo la Mezza Maratona di Sanremo. La strada verso la Maratona dell'11 ottobre è ormai tracciata. Alla prossima, dal vostro John Simon."

La Viconovo Run Night si conferma così molto più di una semplice gara podistica. È una festa di comunità, dove la passione per la corsa incontra il piacere dello stare insieme, la generosità dei volontari e il sapore autentico della tradizione ferrarese. Una di quelle serate che iniziano con un pettorale appuntato sulla maglia e finiscono con il sorriso, la soddisfazione di aver condiviso emozioni sincere e la promessa di ritrovarsi, ancora una volta, sotto il cielo d'estate di Viconovo.


















Due passi ed una birra 🍺 sotto le stelle

 

Due passi e una birra sotto le stelle: a Malalbergo una serata di sport, amicizia e convivialità

Sport, sorrisi e tanta voglia di stare insieme hanno caratterizzato la serata di venerdì 26 giugno, quando a Malalbergo è andata in scena la camminata e corsa non competitiva "Due passi e una birra sotto le stelle", appuntamento apprezzato dagli amanti dell'attività all'aria aperta. Un percorso ad anello di 7,5 chilometri, immerso nella quiete della pianura bolognese, ha accompagnato i partecipanti lungo la ciclopedonale che collega Malalbergo a Pegola, regalando una piacevole esperienza tra natura e compagnia.

Malalbergo, terra attraversata dalle acque del fiume Reno e ricca di scorci rurali, custodisce anche una curiosità legata al suo nome: secondo la tradizione, deriverebbe da un'antica locanda poco accogliente, un "mal albergo", che nei secoli ha finito per identificare l'intero paese. Una leggenda che oggi fa sorridere, soprattutto pensando all'ospitalità che contraddistingue le manifestazioni organizzate dalla comunità locale.

A metà percorso i partecipanti hanno trovato un gradito punto di ristoro per rinfrescarsi, mentre all'arrivo li attendeva un ricco buffet, perfetto per recuperare le energie e condividere due chiacchiere in compagnia.

Tra i presenti anche Andrea Rubbini, che ha raccontato con entusiasmo il clima della serata:

"È sempre un piacere partecipare a manifestazioni locali, soprattutto quando ad organizzare sono in primis due compagni di squadra come Sara Sacchelli e Marco Giorio! Una sgambata ad anello sulla ciclopedonale tra Malalbergo e Pegola, un punto di bevuta a metà percorso ed un salutare rinfresco a fine giro in compagnia di amici: direi perfetto! E poi serata salsiccia e birra per festeggiare."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito dell'iniziativa: non una gara da cronometro, ma un'occasione per condividere la passione per il movimento, valorizzare il territorio e trascorrere una piacevole serata estiva sotto un cielo illuminato dalle stelle.

Perché, in fondo, bastano davvero due passi, una buona compagnia e una birra fresca per trasformare una semplice camminata in un ricordo da portare con sé.








domenica 28 giugno 2026

Corsa del pescatore

 

La Corsa del Pescatore, quando il cuore corre al ritmo della Sacca

Ci sono gare che si ricordano per il cronometro e altre che restano impresse nell'anima. La Corsa del Pescatore, disputata il 27 giugno 2026 a Scardovari sulla distanza di 8,5 chilometri, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Qui non si corre soltanto lungo un percorso. Si attraversa una terra che vive in simbiosi con l'acqua, dove il mare e la laguna hanno modellato il paesaggio e il carattere della sua gente. La Sacca di Scardovari, regno delle celebri cozze e delle ostriche del Delta del Po, è molto più di uno scenario: è una compagna di vita, una presenza silenziosa che accompagna generazioni di pescatori e famiglie, custode di racconti, sacrifici e tradizioni. Si narra che i tramonti sulla Sacca siano capaci di fermare il tempo e che il vento porti ancora le voci di chi, per secoli, ha affidato il proprio destino alle acque. Non stupisce, allora, che gli abitanti la chiamino con affetto la loro Regina.

In questo scenario unico sono arrivati anche i nostri atleti, protagonisti di una serata ricca di emozioni e di ottimi risultati. Da sottolineare soprattutto le prestazioni delle nostre donne, salite con merito sul podio di categoria: Rosanna Albertin ha conquistato il 1° posto di categoria, mentre Elisa Benini ha ottenuto uno splendido 3° posto di categoria, confermando ancora una volta il valore e la determinazione delle nostre atlete.

Ma ci sono giornate in cui la classifica racconta solo una parte della storia. Il resto lo scrivono i luoghi, gli incontri e le sensazioni che una corsa riesce a regalare.

Le parole di Sara Melloni   raccontano meglio di qualsiasi cronaca lo spirito della serata. E, soprattutto, ci riportano con dolcezza agli anni Ottanta quando tutto sembrava procedere con un ritmo più umano, le sere d'estate avevano il sapore delle feste di paese e ogni momento veniva vissuto senza fretta, assaporando il tempo e le cose semplici.

"Sulla pagina Instagram veniva definita "la corsa più bella del mondo", e credo non si siano allontanati tanto dalla realtà oggettiva. Quello che ho capito è che nel profondo Veneto le persone sono molto legate al loro territorio e quando, con quel poco fiato che avevo, ho detto ad una ragazza del posto che "il tramonto toglieva il fiato", 

  lei mi ha risposto che mi trovavo davanti alla loro Regina: la Sacca di Scardovari. È stata una serata bellissima. Rosi ha ottenuto un buon risultato e io anche, considerato che mi ero data come obiettivo la sopravvivenza. Poi, abbiamo fatto una gita negli anni Ottanta: fiera, autoscontro, calcinculo, zucchero filato, cagnolini da importunare e piadina una in due perché io non amo la silhouette della porchetta e Rosi predilige le proteine e le maltodestrine. Ho pensato a tante cose, ma soprattutto che la corsa continua a darmi belle esperienze, e che se un giorno avrò un innamorato, lo porterò lì."

Ed è proprio questo il fascino della Corsa del Pescatore: non soltanto una manifestazione sportiva, ma un piccolo viaggio dentro un territorio autentico, dove il tramonto sulla laguna sembra rallentare il tempo e ricordarci che le emozioni più vere hanno bisogno di essere vissute con calma.

Tra il profumo del mare, il sorriso della gente e la magia della Sacca, ogni passo diventa un ricordo. E forse è questo il segreto di Scardovari: farti sentire ospite per un giorno e, senza quasi accorgertene, lasciarti andare via con la voglia di tornare.