Dalla pianura al colle, passo dopo passo: il viaggio condiviso verso San Luca
C’è qualcosa di profondamente umano nel camminare insieme. Non è solo movimento, ma racconto, scoperta, ascolto. È un po’ lo spirito che attraversa le pagine del libro “Nessuno dei miei passi è stato inutile. L’uomo che voleva camminare sempre, ovunque e con qualsiasi tempo”: il passo lento diventa un modo per dare senso al tempo, per riconnettersi ai luoghi e alle persone. Ed è proprio questo che si è respirato nella lunga camminata del 3 maggio 2026, da Malalbergo fino al Santuario di San Luca, organizzata da Sara Sacchelli insieme ai ragazzi della Runner School di Altedo.
Un viaggio di 44 chilometri per Sara, 38 per gli altri partecipanti. Numeri che raccontano la fatica, certo, ma che da soli non bastano a descrivere l’essenza di una giornata così.
Il fascino della partenza: quando tutto è possibile
All’alba, con la luce ancora timida e la primavera che accarezza l’aria, il gruppo si è messo in cammino. C’è sempre un momento, all’inizio di ogni avventura, in cui tutto sembra sospeso: la strada davanti è lunga, ma anche piena di promesse.
Sara Sacchelli lo racconta con autenticità, lasciando spazio alle parole così come sono nate lungo il cammino:
“Quando condividi un cammino così lungo devi essere pronto a lasciare andare i pensieri ovunque ti portino. L’avventura comincia alle 6 e qualcosa del mattino con la brezza della primavera e l’adrenalina di sapere che stai per affrontare un’impresa. Non è la prima volta per me la lo è per altri componenti del gruppo quindi metti nel tuo zaino anche la loro curiosità. Il percorso è semplice e immerso nella natura. Tutta la ciclabile che costeggia il navile è nel pieno della primavera e i piumini dei pioppi ci fanno assaggiare una magia di Natale anticipato (ma senza le temperature tipiche). Dopo svariati chilometri e ristori (tra gelati, schiscette e coca cola) siamo arrivati all’inizio della scalinata che porta alla basilica. Ognuno di noi la affronta come vuole. Chi in compagnia e chi in preghiera. Tutti nel rispetto del luogo che abbiamo raggiunto. Finalmente arrivati abbiamo ritrovato sorrisi e calzini puliti! Entrambe sensazioni meravigliose! Per quando mi riguarda ogni volta che percorro questo cammino mi porto a casa gratitudine e affetto, quindi sicuramente lo rifarò! Grazie a tutto il gruppo che mi ha accompagnato.”
E così il cammino diventa subito condivisione. Non solo chilometri, ma emozioni, aspettative, piccoli silenzi e tante parole.
Attraverso la pianura: la bellezza nascosta
La pianura bolognese ha una poesia discreta. Non urla, ma si lascia scoprire lentamente. Campi aperti, strade che si allungano verso l’orizzonte, scorci che sembrano sempre uguali e invece cambiano a ogni passo.
Lungo la ciclabile che costeggia il Navile, la natura era nel pieno della sua energia primaverile. I piumini dei pioppi nell’aria,
quasi una neve fuori stagione, hanno regalato al gruppo una sensazione sospesa, una magia semplice ma inattesa.
Sara Peccenini restituisce perfettamente questa scoperta:
“Sara Sacchelli ha organizzato una meravigliosa avventura che ci ha portato, attraverso le campagne Bolognesi, a raggiungere San Luca, partendo da casa. E' stato bellissimo scoprire strade e luoghi che non avevo mai visto e la soddisfazione di raggiungere la fine dopo tanta fatica è stata immensa. Grazie ancora a Sara e tutti i compagni di viaggio per la splendida giornata!”
È questo il dono del cammino lento: trasformare l’ordinario in straordinario.
La fatica che unisce
Dopo ore di strada, ristori improvvisati tra gelati, schiscette e Coca-Cola, la stanchezza si fa sentire. Ma è proprio lì che accade qualcosa di speciale: la fatica smette di essere un limite e diventa un legame.
Andrea Rubbini lo racconta senza filtri, lasciando che siano le sue parole a parlare:
“Una giornata di cammino, dalla bassa, piano piano fino al Santuario, quella Chiesa che tutti i giorni fa bella mostra di sé in cima a quella collina da cui sorge il sole. Un viaggio per lo spirito, per il fisico, per la Pace, per un fioretto, per l'amicizia... ognuno con il proprio pensiero in testa per tante ore, con fatica si, ma che raggiunta la cima viene dimenticata in un attimo, pronti per la prossima avventura.”
Ognuno cammina con i propri pensieri, ma mai davvero da solo.
L’ascesa e l’arrivo: dove tutto trova senso
L’arrivo alla salita verso il Santuario è un momento simbolico. Dopo tanti chilometri in pianura, la scalinata
diventa quasi un rito di passaggio.
C’è chi la affronta parlando, chi in silenzio, chi in preghiera. Ognuno con il proprio ritmo, nel rispetto del luogo e di sé stesso.
E poi, finalmente, la cima.
Il Santuario di San Luca si apre davanti, imponente e accogliente, come una meta che è anche un nuovo inizio.
Quando si arriva, la fatica svanisce. Restano i sorrisi, gli abbracci, quella leggerezza che solo certe esperienze sanno regalare.
Il valore del camminare insieme
Questa camminata non è stata solo un’impresa sportiva. È stata un viaggio condiviso, un piccolo esempio di come il tempo possa essere vissuto diversamente: più lento, più pieno, più umano.
Come nel libro citato all’inizio, ogni passo conta
. Nessuno è inutile. Ognuno costruisce qualcosa: un ricordo, un legame, una consapevolezza.
E forse è proprio questo il senso più profondo di giornate come questa: arrivare da qualche parte, sì… ma soprattutto arrivarci insieme.