Nel battito leggero di ogni passo, nel respiro che si fa ritmo e nel silenzio che accompagna le lunghe distanze, vive qualcosa di antico e potente. È la stessa fiamma che, nel 1896, spinse Carlo Airoldi a lasciare Milano senza un soldo, attraversando terre e sogni per raggiungere Atene: duemila chilometri percorsi con la sola forza della volontà. La sua storia è tratta dal libro:Il
È quella stessa fiamma che oggi arde nei cuori degli atleti Corriferrara. Questa settimana è stata un viaggio. Non solo tra chilometri e traguardi, ma tra emozioni e storie che si intrecciano lungo strade lontane e vicine. Novantatré atleti hanno portato i colori della squadra in tredici località diverse, trasformando ogni gara in un capitolo di una narrazione collettiva fatta di passione e sacrificio. Da Praga a Berlino, passando per Venezia, Firenze e le strade di casa, ogni corsa è stata una dichiarazione d’amore per questo sport. I 1820 chilometri percorsi e i 10.376 metri di dislivello non sono solo numeri: sono albe inseguite, gambe stanche ma felici, sguardi che si cercano al traguardo. E poi c’è chi ha superato il confine del possibile. L’impresa di Vittorio Cavallini, 48 ore di corsa per un totale di 306 chilometri, si iscrive nella leggenda. Un gesto che richiama quello di Filippide, che nel 490 a.C. corse per 36 ore fino a Sparta per salvare il suo popolo. Anche oggi, come allora, correre diventa qualcosa di più: un atto di coraggio, una promessa mantenuta, un dialogo silenzioso con i propri limiti. Le soddisfazioni non sono mancate. I podi conquistati raccontano storie di determinazione e talento: Rosanna Albertin, Paola Pantaleoni e Sandro Prini sul gradino più alto; Denis Grandi protagonista; i giovani Leonardo Valarini e Vittoria Zambrini già capaci di brillare. E poi Chiara Rosignoli, terza di categoria, simbolo di una squadra che cresce e si sostiene.
Guardando al mese appena trascorso, il quadro si fa ancora più ampio e suggestivo. 325 atleti, 45 località, oltre 6400 chilometri percorsi e quasi 44.000 metri di dislivello. Un movimento vivo, pulsante, capace di spingersi oltre i confini nazionali fino a Berlino, Praga, Barcellona e Tapu, in Nuova Zelanda: luoghi lontani uniti dallo stesso filo invisibile fatto di passione.
Ventiquattro podi conquistati: un mosaico di emozioni e nomi che meritano di essere raccontati, uno ad uno.
Lucrezia Berghenti, capace di conquistare una prima assoluta e una terza assoluta; Ilaria Camanzi, prima di categoria; Denis Grandi, due volte secondo di categoria; Rosanna Albertin, terza assoluta e due volte prima di categoria; Aniello Sarno, primo di categoria; Paola Pantaleoni, due volte prima di categoria; Rita Romagnoli, seconda di categoria; Vittoria Zambrini, due volte prima di categoria; Giulia Caramori, seconda di categoria; Leonardo Valarini, due volte primo di categoria; Marco Delli Gatti, secondo di categoria; Mario Boarati, terzo di categoria; Michele Tuffanelli, terzo assoluto; Ion Coban, secondo di categoria; Chiara Rosignoli, terza di categoria.
Corriferrara non è solo una squadra. È una comunità che corre insieme, che sogna insieme. È il ricordo di chi ha attraversato l’Europa a piedi inseguendo un ideale, ed è il presente di chi, ogni giorno, infila le scarpe e parte, senza sapere esattamente dove arriverà, ma con la certezza che ne varrà la pena. Perché correre, in fondo, è questo: un atto d’amore.























