lunedì 15 giugno 2026

Runner's School Dolomiti Camp

 

RS Dolomiti Camp: tre giorni tra sentieri, risate, amicizia e... qualche fiume di birra!

Dal 12 al 14 giugno Santo Stefano di Cadore ha accolto una coloratissima invasione proveniente da Ferrara. Non si trattava di alpinisti alla conquista di una vetta impossibile né di esploratori alla ricerca di tesori nascosti, ma della tribù della Runner's School, pronta a vivere il primo, storico RS Dolomiti Camp. Tre giorni intensi, immersi in uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti, tra corsa, trekking, trail, panorami mozzafiato e quella voglia di stare insieme che da sempre rappresenta il vero carburante della Runner's School.

Il luogo: Santo Stefano di Cadore, adagiata tra montagne che sembrano uscite da una cartolina,   è una terra ricca di fascino e di storie. Per secoli Santo Stefano di Cadore fu uno dei centri più importanti del Cadore, storica regione alpina che godeva di una certa autonomia amministrativa già nel Medioevo grazie alla Magnifica Comunità di Cadore. Le popolazioni di queste vallate erano famose per il loro spirito indipendente e per la capacità di autogovernarsi. Per molti secoli queste montagne furono un territorio strategico tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Austro-Ungarico. I sentieri che oggi ospitano runner e trekker erano un tempo percorsi da commercianti, soldati e contrabbandieri. Tutto il Cadore fu profondamente segnato dalla Prima Guerra Mondiale. Dopo la disfatta di Caporetto nel 1917, molte zone vennero coinvolte direttamente nelle operazioni militari. Ancora oggi sui monti circostanti si possono trovare trincee, camminamenti e testimonianze di quel periodo.

Le Dolomiti, montagne leggendarie

Le vette che circondano Santo Stefano fanno parte delle Dolomiti, dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2009. Secondo antiche leggende ladine, molte montagne erano abitate da re, nani, principesse e creature magiche. Una delle storie più famose è quella del Regno dei Fanes, un antico regno leggendario che si sarebbe esteso proprio tra queste montagne e che, secondo il mito, un giorno potrebbe tornare a risplendere.

Il programma prevedeva attività per tutti i gusti e per tutte le gambe: Running, Trekking lungo e corto, Trail lungo e corto. Nessuno è rimasto fermo e soprattutto nessuno è rimasto escluso.

Il primo giorno il gruppo ha iniziato a prendere confidenza con l'ambiente e con i percorsi. Il secondo è stato dedicato agli allenamenti e alla tecnica con la suddivisione nei vari gruppi e la possibilità di vivere la montagna secondo le proprie capacità e preferenze, mentre la domenica scarico intorno al lago. A guidare la spedizione c'era lui, Massimo Corà, presidente della Corriferrara e anima della Runner's School. Istruttore, organizzatore, coordinatore, motivatore e, quando necessario, anche cuoco. Anzi, per l'occasione affiancato dai figli Diego e Alby in una vera e propria brigata di cucina che ha saputo sfamare gli atleti dopo le fatiche sui sentieri. Un ruolo multitasking che probabilmente meriterebbe una nuova disciplina sportiva: il "trail-cooking estremo".   Le fotografie raccontano meglio di qualsiasi cronometro ciò che è accaduto durante questi tre giorni: sorrisi, abbracci, tavolate,  panorami da togliere il fiato e bicchieri che sembrano testimoniare il passaggio di qualche allegro torrente di birra.   Del resto l'idratazione è fondamentale... o almeno questa sembra essere stata la teoria condivisa da buona parte dei partecipanti. Ma il vero successo dell'evento non si misura in chilometri percorsi o in metri di dislivello superati. Si misura nelle amicizie rafforzate, nei nuovi legami nati quasi per magia, nelle chiacchiere dopo cena, nelle risate lungo i sentieri e nella sensazione di appartenere a qualcosa di speciale.

Come ha raccontato lo stesso Massimo Corà:

" Sono passate poche ore dalla fine del nostro primo Runner's School Dolomiti Camp e sto ancora facendo fatica a mettere insieme tutte le emozioni che mi porto dentro. Quello che era nato come un'idea, un sogno che da tempo tenevamo nel cassetto, è diventato realtà. E posso dirvi che è stata una cosa bellissima. Ce l'abbiamo messa davvero tutta. Abbiamo cercato di regalarvi percorsi meravigliosi, momenti di crescita sportiva, risate, condivisione e tante emozioni. Ma soprattutto abbiamo cercato di farvi sentire parte di qualcosa di speciale. Perché Runner's School non è mai stata solo corsa, trail o trekking. È amicizia. È aiuto reciproco. È conoscere persone nuove e ritrovarsi a fine giornata come se ci si conoscesse da sempre. Leggere i vostri messaggi, vedere le vostre foto e percepire l'entusiasmo che vi siete portati a casa è il regalo più bello che potessimo ricevere. Di questo weekend resteranno gli allenamenti, i panorami, le fatiche condivise, le risate a tavola, gli abbracci e tutte quelle piccole cose che spesso sono le più importanti. Per me resterà anche qualcosa di molto speciale: per la prima volta (e sono sicuro che non sarà l'ultima) ho avuto la possibilità di condividere la brigata di cucina con i miei ragazzi, Diego e Alby.   Dopo i trail corsi insieme, è stato un altro momento di condivisione che non ha prezzo. Sono quei ricordi che ti porti dentro e che valgono più di qualsiasi risultato. Un grazie enorme a tutti i partecipanti e a tutto lo staff che ha lavorato senza risparmiarsi un secondo. Conoscevo già il valore delle persone che mi circondano, ma in questi tre giorni ne ho avuto un'ulteriore conferma. Sono davvero una persona fortunata. Grazie di cuore a tutti. Questo è stato solo il primo Mountain Camp." 

Parole che raccontano perfettamente lo spirito dell'iniziativa.

A confermarlo arriva anche la testimonianza di Sara Sacchelli:

"Ho partecipato al RS DOLOMITI CAMP per gioco e curiosità. Sono ritornata ricca di autostima e affetto. Tre giorni dove abbiamo ripassato le basi della corsa ma abbiamo anche imparato a condividere a spazi e panorami.
Il primo giorno abbiamo corso tutti insieme riguardando gli esercizi di riscaldamento (ancora un punto poco considerato ma importantissimo). 
Il sabato ci siamo divisi in gruppi (trekking, trail e running) e ad ogni velocità si era seguiti da un istruttore. Nel pomeriggio invece, appena ricongiunti tutti, svago e aperitivo in paese. Domenica mattina scarico intorno al lago. Chi ne aveva ancora ha allungato mentre altro hanno chiuso l’anello e si sono scaldati al sole… Ma alla fine ci siamo tutti ritrovati con i piedi a mollo!!! E’ stata una fantastica esperienza. Ho conosciuto persone meravigliose. L’organizzazione e lo staff sono stati impeccabili. La location era perfetta e il clima eccezionale per correre. Insomma, mi sono già prenotata per la prossima avventura! Grazie"

Alla fine tutti sono tornati a casa con qualcosa nello zaino: qualcuno una nuova amicizia, qualcuno maggiore fiducia nelle proprie capacità, qualcuno centinaia di fotografie da condividere e qualcuno, forse, ancora qualche lieve indolenzimento alle gambe. Ma una cosa è certa: il  RS Dolomiti Camp è stato un successo pieno. Un'avventura che ha saputo unire sport, natura, amicizia e divertimento in perfetto stile Runner's School. E se questo capitolo è stato così entusiasmante, viene spontaneo pensare che questa sia soltanto l'inizio di una lunga storia tra la Runner's School e le montagne del Cadore. Perché alcune avventure finiscono quando si torna a casa. Quelle più belle, invece, iniziano proprio lì.

I 38 partecipanti:



























giovedì 11 giugno 2026

Riepilogo settimanale attività e punti che saranno assegnati.

 

Cronache Corriferrara – La settimana delle strade, dei sentieri e delle leggende

Come nelle antiche Leggende dei Nibelunghi, dove eroi e viandanti attraversavano foreste, montagne e terre lontane alla ricerca della propria impresa, anche questa settimana i podisti e le podiste  Corriferrara hanno scritto un nuovo capitolo della loro storia.

Sono stati 61 gli atleti impegnati, capaci di percorrere complessivamente 878 chilometri e conquistare ben 12.000 metri di dislivello, attraversando 9 località tra pianure, colline e montagne. Dai sentieri di Sasso Marconi alle vette che vegliano su Ortisei, passando per le atmosfere lagunari di Comacchio, le strade di Sant'Agata sul Santerno, San Pietro in Casale, Battipaglia di Maserà, San Giorgio in Piano, Cerea e Bolzano Bellunese, ogni passo ha aggiunto una pagina a questa avventura collettiva.

Tra le imprese più affascinanti spiccano la severa sfida della Velenosa a Bolzano Bellunese, il fascino degli 11 Ponti di Comacchio, la suggestiva Saslong Half Marathon tra le montagne altoatesine e i trail di Sasso Marconi, dove fatica e determinazione si sono fuse con la bellezza dei paesaggi.

E come ogni saga che si rispetti, non sono mancati gli eroi del podio:

🏆 Comacchio – 11 Ponti (Km 8,5)

  • Ion Coban, splendido 2° di categoria

🏆 Sasso Marconi Trail (Km 14)

  • Enrico Gamberoni, 2° di categoria
  • Simon Buzzi, 3° di categoria

🏆 Sasso Marconi Trail (Km 30)

  • Laura Lazzari, straordinaria 1ª di categoria

A tutti gli atleti va il merito di aver affrontato la settimana con lo spirito dei protagonisti delle grandi saghe: non solo per chi ha conquistato il podio, ma per ogni chilometro percorso, ogni salita superata e ogni traguardo raggiunto. Perché nelle leggende, come nella corsa, il vero valore non è soltanto la vittoria, ma il coraggio di mettersi in cammino.

Avanti Corriferrara, verso la prossima avventura.









mercoledì 10 giugno 2026

Sasso Marconi Trail(SMAT)

 

SMAT 2026: tra sentieri di casa, fatica e sorrisi. Corriferrara protagonista a Sasso Marconi

Il 7 giugno Sasso Marconi è tornata ad accogliere una delle gare più amate dagli appassionati dell'Appennino bolognese: lo SMAT – Sasso Marconi Trail. Un appuntamento che ogni anno richiama centinaia di runner sui sentieri che si snodano tra boschi, colline e panorami che raccontano la storia di un territorio profondamente legato alla natura.

Due le distanze in programma: la impegnativa 30 km con 1.300 metri di dislivello positivo e la più veloce ma tutt'altro che semplice 14 km con 550 metri di dislivello. Percorsi che alternano tratti corribili a salite capaci di mettere alla prova anche i trail runner più esperti.

Sasso Marconi, cittadina che prende il nome dal celebre inventore e premio Nobel Guglielmo Marconi, offre infatti un terreno di gioco ideale per il trail running: crinali, boschi e sentieri che regalano scorci spettacolari sulla valle del Reno e sulle prime colline appenniniche. Un luogo dove la corsa si intreccia con storia, natura e tradizione.

Tra i protagonisti della giornata anche gli atleti Corriferrara, autori di prestazioni di grande valore.

Nella gara lunga da 30 km spicca il risultato di Laura Lazzari, che conquista il 1° posto di categoria, confermando ancora una volta le sue qualità nelle competizioni off-road più impegnative.

Ottimi piazzamenti anche nella 14 km, dove Enrico Gamberoni ottiene un eccellente 2° posto di categoria, mentre Simon Buzzi sale sul podio con il 3° posto di categoria, a testimonianza della solidità e della competitività del gruppo giallonero sui percorsi collinari.

Tra coloro che conoscono questi sentieri quasi metro per metro c'è anche Massimo Corà, che ha raccontato con la consueta sincerità la propria esperienza al termine della gara:

"Lo SMAT è una delle gare che più amo perché ci porta a correre sui sentieri che tante volte abbiamo usato per i nostri allenamenti e che sentiamo un pochino come casa."

Una gara vissuta tra il piacere di ritrovare tanti amici del mondo trail e le difficoltà di una giornata non semplice dal punto di vista fisico:

"Non mi aspettavo nulla di buono, la mia condizione attuale è pessima, però commetto comunque lo sbaglio di spingere troppo all'inizio per poi ritrovarmi nei guai nella seconda metà."

Una situazione che molti trailer conoscono bene: partire con entusiasmo e ritrovarsi poi a fare i conti con salite, caldo e chilometri che sembrano non finire mai. Ma proprio questo è il bello del trail running, dove spesso la vera vittoria è arrivare al traguardo gestendo le difficoltà.

"Però la porto comunque a casa e va bene così, tutta esperienza."

E come ogni edizione dello SMAT che si rispetti, non poteva mancare il momento simbolo della gara: la famigerata scalinata finale, un ultimo ostacolo che mette alla prova le gambe già stanche e che lascia sempre ricordi indelebili.

Con la sua consueta ironia, Corà ha voluto ringraziare l'organizzazione guidata da Cesare Salomoni:

"Grazie mille a un grande Cesare Salomoni per la stupenda organizzazione anche se durante la scalinata finale non gli volevo poi così bene."

Una battuta che racconta perfettamente lo spirito dello SMAT: fatica, amicizia, passione e quel pizzico di sofferenza che, una volta tagliato il traguardo, si trasforma immediatamente in voglia di tornare l'anno successivo.

Complimenti a tutti gli atleti Corriferrara presenti e in particolare ai nostri premiati Laura Lazzari, Enrico Gamberoni e Simon Buzzi, protagonisti di una giornata ricca di soddisfazioni sui sentieri di Sasso Marconi.














martedì 9 giugno 2026

Saslong Half Marathon

                                                      

Tra le leggende del Regno di Fanes e una lente ribelle: la sfida della Dolomites Saslong Half Marathon

MONTE PANA (Ortisei) – Nel cuore delle Dolomiti patrimonio UNESCO, tra i prati d'alta quota di Monte Pana e le maestose pareti del Sassolungo, è andata in scena la Dolomites Saslong Half Marathon, una delle gare trail più affascinanti dell'arco alpino. Ventuno chilometri e 900 metri di dislivello che, sulla carta, possono sembrare numeri gestibili, ma che sul terreno raccontano una storia ben diversa.

Una storia fatta di sentieri, salite che mettono alla prova il fiato e discese capaci di ricordare a ogni atleta chi comanda davvero: la montagna.

Da queste parti, secondo la leggenda, si estendeva il mitico Regno di Fanes, uno dei racconti più celebri della tradizione ladina. Un luogo popolato da principesse, aquile e marmotte parlanti, dove il sole era simbolo di prosperità e saggezza. E forse non è un caso che ancora oggi, correndo tra queste cime, si abbia la sensazione di attraversare un paesaggio sospeso tra realtà e leggenda. La giornata di gara, tuttavia, si è presentata con un volto più misterioso che regale. Le nuvole hanno avvolto le montagne creando quell'atmosfera quasi epica che nelle Dolomiti sa trasformare una semplice corsa in una piccola avventura. Tra i partecipanti anche Federico Oliani, che ha vissuto una gara tutt'altro che ordinaria. Il suo racconto fotografa alla perfezione le emozioni, le paure e gli imprevisti che rendono speciale il trail running.

"Una gara appannata .
Sono le 9 del mattino, siamo sul monte Pana, nuvolo, tutti in griglia di partenza ad aspettare lo start ..si alza l'elisoccorso e inizio a pensare sul fatto che forse ne avrò bisogno... Questa gara era l'obiettivo finale di 6 mesi di preparazione e ahimè sono arrivato completamente scarico e con le gambe ancora doloranti...inizio a pensare che forse avrei dovuto mangiare meno, allenarmi di più, riposarmi di più...ma oramai sono li e i pensieri si interrompono sullo sparo dello start...si parte. Sapendo la mia condizione tendo a gestire la gara e tenere il freno a mano, niente follie in salita, niente battiti al collasso...in realtà tutto procede meglio del previsto... C'è freschino, si sale con fatica ma niente di mortale, le montagne si ergono davanti a noi e piano piano arriviamo in cima ...sembra andare tutto per il meglio...e giustamente arriva il fattaccio: il venticello mi fa seccare l'occhio e mi si sposta la lente...che per un astigmatico vuol dire fare 900 metri di dislivello in discesa tra rocce e fango non vedendoci praticamente una mazza! Miracolosamente arrivo piano piano e illeso all' arrivo e mi godo la mia meritata medaglia e una bella birra ghiacciata!
"

Se gli antichi abitanti del Regno di Fanes combattevano contro eserciti e maledizioni, Federico ha dovuto affrontare un avversario altrettanto insidioso: una lente a contatto ribelle. E forse, per certi versi, più difficile da gestire di un drago. Perché percorrere quasi un chilometro di dislivello negativo tra rocce, radici e fango con una visione compromessa richiede sangue freddo, equilibrio e una discreta dose di fortuna. Alla fine, però, il verdetto della montagna è stato favorevole. Nessuna visita all'elisoccorso osservato con sospetto prima della partenza, nessun incidente, soltanto la soddisfazione di tagliare il traguardo, conquistare la medaglia e celebrare l'impresa nel modo più classico che esista dopo una gara trail: una meritata birra ghiacciata. Perché nelle Dolomiti, tra i prati di Monte Pana e le leggende del Regno di Fanes, ogni finisher porta a casa una storia. Quella di Federico, quest'anno, sarà ricordata come la corsa vinta contro la fatica, i dubbi e soprattutto contro una lente che aveva deciso di vivere una sua personale avventura.









lunedì 8 giugno 2026

Andan a Meder - 10^ edizione

 

Ander a Meder, dieci edizioni tra campi di grano e amicizia

San Giorgio in Piano, 7 giugno 2026 – C'è un modo diverso di vivere la corsa, lontano dai cronometri e dalle classifiche, dove il passo si accorda al respiro della campagna e il traguardo più importante è quello della condivisione. È lo spirito che ha animato la decima edizione dell'Ander a Meder, la tradizionale manifestazione non competitiva organizzata dalla podistica locale di San Giorgio in Piano.

In una mattina di inizio estate, quando le spighe mature ondeggiano al vento e disegnano un mare dorato alle porte del paese, centinaia di camminatori e podisti hanno attraversato gli scenari più autentici della pianura bolognese. Un percorso che si è snodato tra strade bianche, poderi e campi di grano, regalando ai partecipanti scorci di quella campagna che da secoli racconta la storia e l'identità di questo territorio.

San Giorgio in Piano, terra di bonifiche e tradizioni agricole, custodisce ancora il fascino discreto della Bassa. Qui il paesaggio sembra rallentare il tempo e invitare alla conversazione: non è raro vedere gruppi di amici procedere affiancati, tra una battuta e un ricordo, trasformando la camminata in un'occasione di autentica aggregazione.

A raccontare l'atmosfera della giornata è stato anche Andrea Rubbini, tra i partecipanti:

"Scenario bucolico attraverso i campi di grano nei pressi di San Giorgio. Decima edizione di una bella 'camminata' organizzata dalla podistica locale: un ristoro migliorabile ma fondamentale, un pacco di pasta come premio di partecipazione e tante gustose albicocche al ristoro finale. Una bella alternativa alla corsetta domenicale tra amici!"

Parole che colgono perfettamente l'essenza dell'evento: semplicità, genuinità e spirito comunitario. Il ristoro lungo il percorso ha offerto il necessario sostegno ai partecipanti, mentre all'arrivo il sapore dolce delle albicocche di stagione ha rappresentato una gradita ricompensa dopo la fatica. Un gesto semplice, ma profondamente legato alla vocazione agricola del territorio.

Curioso anche il premio di partecipazione: un pacco di pasta, simbolo concreto e familiare, lontano da trofei e medaglie, ma perfettamente in sintonia con il carattere popolare della manifestazione.

Dieci edizioni rappresentano un traguardo importante per l'Ander a Meder, che continua a confermarsi non soltanto come appuntamento sportivo, ma come momento di incontro per la comunità e per tutti coloro che amano vivere il territorio a passo lento. In un'epoca che corre veloce, la manifestazione sangiorgese ricorda il valore di una mattina trascorsa tra amici, immersi nei colori della campagna, dove ogni chilometro è soprattutto un'occasione per stare insieme.

E forse è proprio questo il segreto del suo successo: non la ricerca della prestazione, ma la gioia semplice di condividere la strada.