venerdì 6 marzo 2026

Collettivo 7 marzo 2026: Indicazioni

Collettivo Corriferrara – 7 marzo 2026
CORRIFERRARA • COLLETTIVO

Collettivo 7 marzo 2026

Tutte le indicazioni utili per il collettivo di sabato: ritrovo, percorso, distanze, lavori previsti e composizione dei gruppi.

Informazioni generali

Ritrovo ore 8.30
Corriferrara Home
Partenza ore 9.00
Distanze 10,5 km
17 km
30 km

Percorso

Si parte dalla sede, si prende subito Viale Po e si attraversa al primo semaforo di fronte al Parco Coletta.

Si percorre tutta Via Modena fino all’ingresso della Ciclabile del Burana, poco dopo l’incrocio con Via Traversagno.

10,5 km

La 10,5 km tiene la ciclabile fino all’incrocio con Via Canal Bianco (5,3 km), poi gira e torna indietro sulla stessa strada.

17 km

La 17 km arriva fino al km 8,5, poco dopo l’incrocio con Via Aldo Moro, poi gira e torna sulla stessa strada.

30 km

La 30 km arriva fino alla fine della ciclabile sulla Strada Cavo Napoleonico, poi gira e torna indietro.

Lavoro proposto – 30 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 3x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 3 km a 4'50 + 3 km a 5'00 + 2 km a 5'10
Atleti
Visentini Angelo, Corà Massimo, Armandi Davide, Mazzoni Riccardo, Digiacomo Vincenzo, Bergamini Andrea*, Barbieri Carlo*

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 3x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 3 km a 5'10 + 3 km a 5'20 + 2 km a 5'30
Atleti
Scagliarini Lucia, Pirazzi Lorenzo, Bovolenta Matteo, Avanzi Marco, Rinaldi Laura

Gruppo 3

RG 5'40
4 km a 6'30 + 3x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 3 km a 6'10 + 3 km a 6'20 + 2 km a 6'30
Atleti
Lepiani Fabio Esposito, Saponaro Modesto, Boscato Cristian* (sarebbe gruppo 6 come ritmi)

Lavoro proposto – 17 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 2x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 1 km a 5'10
Atleti
Naldi Stefano, Forlani Nicola, Bacilieri Michele, Sarno Nino, Albertin Rosanna

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 2x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 1 km a 5'30
Atleti
Binatti Marco, Marino Raffaella, Pantaleoni Paola, Maietti Caterina, Pritoni Andrea, Monesi Giulia, Rinaldi Riccardo, Sattin Andrea, Chinaglia Cristian, Altavilla Francesco

Gruppo 3

RG 5'15
4 km a 6'00 + 2x (4500m a 5'35 + 500m a 5'15 + 1000m a 5'50) + 1 km a 6'00
Atleti
Mazzoni Manuela, Visentini Nico, Masieri Nicoletta, Abramo Alessandro, Bigoni Patrizia, Benati Marco, Danu Diana

Gruppo 4

RG 5'40
4 km a 6'30 + 2x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 1 km a 6'30
Atleti
Mecca Virgilio, Losso Enrico, Casoni Simona, Neri Margherita, Bini Matteo, Romagnoli Rita, Vogli Luciano, Romani Elisa

Gruppo 5

RG 6'10
4 km a 7'00 + 3x (4500m a 6'30 + 500m a 6'10 + 1000m a 6'50) + 1 km a 7'00
Atleti
Lambertini Antonella, Bomben Rossana, Zappalà Graziella, Sacchelli Sara

Gruppo 6

Ritmo gruppo 6
4 km a 7'20 + 3x (4500m a 6'50 + 500m a 6'30 + 1000m a 7'10) + 1 km a 7'20
Atleti
La Barbera Lia*

Lavoro proposto – 10,5 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 1x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 0,5 km a 5'10
Atleti
Farsoni Saverio, Popeo Vito

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 1x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 0,5 km a 5'30
Atleti
-

Gruppo 3

RG 5'15
4 km a 6'00 + 1x (4500m a 5'35 + 500m a 5'15 + 1000m a 5'50) + 0,5 km a 6'00
Atleti
Nacca Domenico, Robustini Mauro, Rossi Simone, Tartaglia Marco, Talmelli Mauro, Quezede Lucille

Gruppo 4

RG 5'40
4 km a 6'30 + 1x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 0,5 km a 6'10
Atleti
Migliozzi Giuseppe, Rossin Elena, Beccati Giada, Lisi Giorgio, Gemmo Tiziana, Camilli Stefano, D'Urso Pasquale, Fabbretti Ivan, Maddalena, Di Bernardo Arianna

Gruppo 5

RG 6'00
4 km a 6'50 + 1x (4500m a 6'20 + 500m a 6'00 + 1000m a 6'40) + 0,5 km a 6'50
Atleti
Conicella Manola, Previati Sara, Simioli Erika, Catozzi Roberto

Gruppo 6

Ritmo gruppo 6
4 km a 7'20 + 1x (4500m a 6'50 + 500m a 6'30 + 1000m a 7'10) + 0,5 km a 7'20
Atleti
Ble' Angela, Pivanti Tatiana, Grazioli Silvia, D'Incà Chiara

Terre di Siena Ultramarathon

 

Terre di Siena Ultramarathon: Corriferrara tra le colline e le strade bianche della Toscana

Nel primo giorno di marzo, quando la primavera inizia appena a sfiorare le colline toscane, la nobile Siena ha accolto atleti provenienti da ogni dove per la suggestiva Terre di Siena Ultramarathon. Una corsa che non è soltanto competizione, ma un vero viaggio tra paesaggi e borghi che paiono usciti da una tavola rinascimentale.

Le diverse distanze della manifestazione partono infatti da luoghi simbolo della campagna senese, per confluire tutte nello scenario unico della celebre Piazza del Campo, dove storia, arte e sport si incontrano.

La prova più impegnativa, la 50 chilometri con circa 850 metri di dislivello, ha preso avvio dalla maestosa Duomo di San Gimignano, nel cuore della splendida San Gimignano, borgo celebre per le sue torri medievali che svettano come sentinelle sulla campagna. Da qui gli atleti hanno attraversato colline e strade bianche fino all’arrivo nella piazza senese. A rappresentare Corriferrara su questa distanza è stato Paolo Callegari, impegnato in una prova di grande resistenza e determinazione.

La 32 chilometri, con 450 metri di dislivello, ha preso il via invece dalla cosiddetta “città del cristallo”, la suggestiva Colle di Val d'Elsa, centro rinomato in tutta Europa per la tradizione nella lavorazione del cristallo. Su questo percorso ha corso Enrico Gamberoni, affrontando i continui saliscendi tipici di queste terre.

Infine la distanza più breve ma non meno affascinante: la 18 chilometri con 200 metri di dislivello, partita dal suggestivo Castello di Monteriggioni, uno dei borghi fortificati meglio conservati d’Italia, citato persino da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia. Da queste mura medievali ha preso il via la prova affrontata da Giuseppe Volta, tra strade sterrate e dolci colline.

Tutti i percorsi hanno trovato il loro naturale compimento nella magnifica conchiglia di mattoni di Piazza del Campo, dove i podisti sono stati accolti da un’atmosfera festosa, con musica, pubblico e un’organizzazione curata in ogni dettaglio.

Proprio Giuseppe Volta ha voluto raccontare l’esperienza con parole piene di entusiasmo:

«Bellissima gara, con strade bianche e sali e scendi. Organizzazione ottima con navette e ritiro borse che ti facevano ritrovare in Piazza del Campo. E molto intrattenimento».

Una giornata di sport e bellezza, dunque, in cui i colori della campagna senese, il fascino dei borghi medievali e la passione dei podisti si sono intrecciati come in un racconto d’altri tempi, lasciando negli atleti il ricordo di una corsa vissuta dentro uno dei paesaggi più iconici d’Italia. 








giovedì 5 marzo 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati

 

Corriferrara, settimana ricca di impegni podistici: tra maratone, neve e colline leggendarie

C’è un momento, prima dell’alba delle gare, in cui il silenzio avvolge le città e i sentieri. È l’istante in cui i corridori stringono i lacci delle scarpe e si preparano alla sfida. In questa settimana la grande famiglia della Corriferrara ha scritto un nuovo canto degno di un poema epico: 99 atleti, 2197,61 chilometri percorsi, 9355 metri di dislivello, distribuiti tra pianure, montagne e città cariche di storia.

Otto scenari diversi, otto capitoli di una stessa avventura.


Bologna, tra portici infiniti e sfide leggendarie

Sotto le torri medievali di Bologna si è vissuto un grande fine settimana di corsa con tre eventi simbolo: la Maratona, la celebre Run Tune Up e la suggestiva 30 dei Portici.

Correre qui significa attraversare una città unica al mondo, dove i portici – oltre quaranta chilometri di architettura storica, patrimonio UNESCO – accompagnano i passi dei runner come un antico colonnato degno di un’arena epica.

Gli atleti si sono misurati sulle distanze regine: 42,195 km della maratona, 21,097 km della mezza maratona Run Tune Up e i 30 km della gara dei portici.

Tra i risultati di spicco, spicca la grande prova di Eleonora Malossi, che nella Run Tune Up ha conquistato il 1° posto di categoria, portando alto il vessillo Corriferrara.


Portomaggiore, la festa del Trofeo 8 Comuni

A Portomaggiore si è disputato il Trofeo 8 Comuni, gara veloce da 5,9 km ma capace di regalare emozioni intense.

Qui la Corriferrara ha brillato con numerosi podi:

  • Lucrezia Berghenti – 3ª assoluta

  • Ilaria Camanzi – 1ª di categoria

  • Denis Grandi – 2° di categoria

  • Rosanna Albertin – 1ª di categoria

  • Aniello Sarno – 1° di categoria

  • Sandro Prini – 3° di categoria

  • Paola Pantaleoni – 1ª di categoria

  • Rita Romagnoli – 2ª di categoria

E anche i giovani hanno fatto risuonare forte il nome della società:

Categoria Pulcini

  • Vittoria Zambrini – 1ª

  • Giulia Caramori – 2ª

Esordienti

  • Leonardo Valarini – 1°

Cadetti

  • Marco Delli Gatti – 2°


Pastrengo, la sfida delle sei ore

Tra le colline veronesi di Pastrengo, teatro di celebri episodi del Risorgimento, si è corsa la 6 Ore Pastrengo Trail.

Una prova di resistenza pura dove il tempo diventa avversario e compagno. Qui i nostri colori hanno coperto 56 chilometri, tra sentieri e saliscendi.


Saonara, correre con un messaggio

Nel territorio di Saonara si è svolta Corriamo con le donne, evento che unisce sport e sensibilità sociale, con percorsi di 17 e 13,5 km.

Una corsa che ricorda come il movimento possa diventare anche voce e solidarietà.


Campogalliano, la precisione dei diecimila

A Campogalliano si è disputata la 10.000 della Bilancia.

Dieci chilometri veloci nella città famosa per il Museo della Bilancia, quasi a ricordare che anche nella corsa ritmo e strategia devono trovare il perfetto equilibrio.


Roma, la strada verso il mare

Dalla capitale eterna, Rome, fino alla costa di Ostia, si è corsa la mitica Roma-Ostia, una delle mezze maratone più amate d’Europa.

21,097 km che conducono dal cuore della storia imperiale al vento del Tirreno.


Misurina, il respiro delle Dolomiti

Tra i panorami incantati del Lago di Misurina si è corsa la Misurina Winter Run.

Qui i 17 chilometri diventano un viaggio tra neve e montagne, con lo sguardo rivolto alle cime delle Dolomiti.


Siena, tra crete e strade medievali

Le colline attorno a Siena hanno ospitato la Terre di Siena Ultramarathon, con percorsi da 50, 32 e 18 km.

Correre qui significa attraversare paesaggi che sembrano usciti da un affresco medievale, tra vigneti, strade bianche e borghi senza tempo.


Il bilancio di un’epopea

Alla fine del viaggio, restano i numeri – che raccontano una storia straordinaria:

  • 99 atleti impegnati

  • 2197,61 km percorsi

  • 9355 metri di dislivello

  • 8 località raggiunte

Ma oltre i numeri resta lo spirito: quello di chi corre non solo per il cronometro, ma per condividere fatica, paesaggi e amicizia.

E così la Corriferrara continua il suo cammino, passo dopo passo.
Perché ogni gara è una sfida.
E ogni sfida è una storia da raccontare.













martedì 3 marzo 2026

Diecimila della bilancia

 

Diecimila della Bilancia 2026: a Campogalliano una corsa che profuma di passione e rinascita

Il primo marzo 2026, le strade di Campogalliano si sono riempite di passi, respiri e battiti accelerati per la tradizionale Diecimila della Bilancia, appuntamento ormai simbolo della primavera podistica modenese. Un evento molto sentito, capace ogni anno di richiamare atleti competitivi, amatori tenaci e semplici appassionati lungo un percorso noto per essere veloce e tecnico al tempo stesso. Campogalliano, soprannominata “la città della Bilancia” per la storica tradizione legata alla pesatura e alla metrologia, custodisce anche una vocazione sportiva autentica. Tra le sue curiosità spicca il Museo della Bilancia, unico nel suo genere in Italia, che racconta il tema dell’equilibrio: una parola che, non a caso, sembra adattarsi perfettamente anche alla corsa. Equilibrio tra corpo e mente, tra ambizione e pazienza, tra fatica e soddisfazione. Quest’anno erano circa 250 gli iscritti. A guidare il gruppo, una presenza che da sola è sinonimo di resistenza e carisma: Giorgio Calcaterra. Il “re delle 100 km”, con i suoi allievi, ha imposto un ritmo alto fin dalle prime battute. A un certo punto, alcuni di loro hanno persino doppiato parte del gruppo: un’immagine potente, quasi simbolica, che racconta la velocità della gara e il livello competitivo che da tempo caratterizza queste zone del modenese, dove la corsa su strada è cultura prima ancora che sport. Tra i protagonisti di giornata anche Angelo Visentini, che ha affidato ai social un commento sincero, carico di consapevolezza:

«La strada è lunga per avere i risultati che spero, ancora qualche acciacco e mente da allenare. Migliorato di sei minuti il tempo sulla stessa gara dell’anno scorso, simbolo che il risultato viaggia passo a passo con tempo e costanza».

Parole che raccontano molto più di un cronometro. Sei minuti in meno su una 10 km non sono solo un dato tecnico: sono allenamenti all’alba, giorni in cui le gambe pesano, acciacchi da gestire e una mente da educare alla resilienza. In una gara veloce come la Diecimila della Bilancia, dove il ritmo medio è spesso aggressivo fin dal primo chilometro, migliorarsi così significa aver lavorato in profondità. La bellezza di questa competizione sta proprio qui: nella doppia anima. Da un lato i grandi nomi e i ritmi vertiginosi, dall’altro le storie personali di chi corre contro la versione di sé dell’anno precedente. È una gara che non regala nulla, ma restituisce tutto in termini di consapevolezza. Il percorso, scorrevole e lineare, favorisce i personal best, ma richiede testa lucida. I rettilinei invitano ad osare, il gruppo trascina, il pubblico incita. E quando le maglie dei più forti ti sfilano accanto o ti doppiano, invece di abbatterti ti ricordano quanto sia ampio e affascinante il mondo della corsa. La Diecimila della Bilancia si conferma così una “gran bella gara”, come l’ha definita chi l’ha vissuta da dentro. Un evento che unisce tradizione, competitività e comunità. In un territorio dove lo sport è partecipazione e orgoglio locale, correre significa anche sentirsi parte di qualcosa che cresce anno dopo anno. E se è vero che la strada è lunga, come dice Visentini, è altrettanto vero che a Campogalliano ogni passo trova il suo equilibrio. Proprio come su una bilancia: con tempo, costanza e cuore.



Misurina winter run

 

Misurina Winter Run: quando l’inverno sa di impresa

Il primo marzo, a Misurina, l’inverno ha avuto il passo deciso dei trailer. Aria sottile, neve compatta e quell’inconfondibile silenzio ovattato che solo le Dolomiti sanno regalare. La Misurina Winter Run, 17 chilometri con 800 metri di dislivello, è stata molto più di una gara: un viaggio verticale dentro la bellezza.

Si parte dal fondovalle, con il lago che osserva discreto e le cime che sembrano lontane, quasi irraggiungibili. Ma nel trail si sa, le distanze si misurano con il cuore prima che con i chilometri. E quando il percorso punta verso il cielo, in direzione del Rifugio Auronzo, la fatica diventa parte del paesaggio.

La salita che lascia il segno

«Delle tre gare che ho fatto sulla neve questa di Misurina secondo me è stata la più bella e, tutto sommato, anche quella venuta meglio», racconta Michele Tuffanelli. E non è difficile capirne il motivo.

Sarà la location, sarà l’emozione di partire dal fondovalle e salire fin sotto le maestose Tre Cime di Lavaredo. Una salita che si fa sentire, che chiede rispetto e passo regolare. Il fondo, però, ben compatto, permette di “corricchiare” e spingere con fiducia, trasformando la fatica in ritmo.

E quando finalmente si arriva su, con la vista che si apre sulle Dolomiti ancora imbiancate, la parola “spettacolo” non basta. È uno di quei panorami che ti fanno dimenticare per un attimo il cronometro.

Discesa in picchiata, sorriso largo

Poi si scende. E se le gambe girano, è puro divertimento. La neve compatta accompagna, la pendenza invita a lasciarsi andare. È quella fase in cui il trail diventa gioco, istinto, adrenalina. Ogni curva una scelta, ogni appoggio una promessa di velocità.

La forza del gruppo

Ottima la prova di tutta la truppa al seguito. Una squadra che ha saputo interpretare al meglio le condizioni invernali, dimostrando carattere e affiatamento.

Menzione speciale per Giana, perfettamente a suo agio sulla neve: per pochi secondi sfiora il personale, ma la sensazione è che il conto sia solo rimandato.
Mondin, alla sua ultima gara, stringe i denti: il ginocchio regge e lui si difende con determinazione, portando a casa una prova solida.
La Miky, nonostante gli acciacchi, non molla e chiude con grinta, dimostrando che nel trail la testa spesso vale quanto le gambe.

Spirito trail, spirito d’inverno

La Misurina Winter Run è questo: fatica vera, panorami che ripagano ogni passo e quella complicità silenziosa tra chi corre sulla neve. Un’esperienza che resta addosso, come il freddo pungente sulle guance e il calore condiviso all’arrivo.

Perché correre in inverno, ai piedi delle Tre Cime, non è solo una gara. È un piccolo viaggio dentro la montagna. E dentro se stessi.












Trofeo 8 comuni 5^ tappa, Portomaggiore, Berghenti Lucrezia 3^ donna assoluta.

 

Sotto un cielo terso di fine inverno, quando l’aria di marzo punge ancora le guance ma già profuma di rinascita, il 1° marzo 2026 a Portomaggiore è andata in scena la 5ª tappa del Trofeo 8 Comuni, sulla distanza di 5,9 chilometri. Un tracciato breve solo sulla carta, perché ogni passo, tra rettilinei che tagliano la pianura ferrarese e scorci che lambiscono antiche vie d’acqua, chiedeva cuore, gambe e quella scintilla d’orgoglio che distingue chi corre soltanto da chi lotta.

Portomaggiore, terra d’acque e di storia

Portomaggiore non è solo un punto sulla mappa. È un luogo che racconta storie: un tempo porto fluviale, crocevia di commerci lungo i canali che univano Ferrara al mare. Ancora oggi, correndo tra le sue strade, pare di udire l’eco delle barche che solcavano le acque e dei mercanti che trattavano spezie e tessuti. E proprio lì, dove un tempo si misuravano merci e rotte, oggi si misurano fiato e volontà.

Corriferrara: una stirpe che non arretra

Anche in questa tappa, i colori Corriferrara hanno brillato come lame al sole. Non è più una sorpresa: è una conferma. Una consuetudine che si sta trasformando in tradizione.

L’orgoglio assoluto: Lucrezia Berghenti

Tra le donne, ancora una volta, Lucrezia Berghenti ha inciso il proprio nome tra le migliori, conquistando il 3° posto assoluto. Una prestazione che parla di costanza e maturità agonistica. Lucrezia non corre soltanto contro le avversarie: corre contro i propri limiti, e ogni volta li spinge un passo più in là. La sua è la corsa di chi sa attendere e colpire, come un’arciere che tende la corda nel silenzio.

Le regine e i re di categoria

La pioggia di podi non si è fermata lì.

  • Ilaria Camanzi – 1ª di categoria

  • Rosanna Albertin – 1ª di categoria

  • Aniello Sarno – 1° di categoria

  • Paola Pantaleoni – 1ª di categoria

Primi posti che raccontano dominio e determinazione. Non semplici piazzamenti, ma affermazioni di presenza.

A loro si aggiungono:

  • Denis Grandi – 2° di categoria

  • Sandro Prini – 3° di categoria

  • Rita Romagnoli – 2ª di categoria

Segnali chiari: i meno giovani stanno prendendo la sana e felice abitudine di frequentare i podi. Non più apparizioni sporadiche, ma ritorni costanti. Come cavalieri esperti che conoscono il campo di battaglia e sanno dove affondare il colpo.

Il futuro è già presente

E poi ci sono loro, i giovani. Non promesse: realtà.

Categoria Pulcini

  • Vittoria Zambrini – 1ª di categoria

  • Giulia Caramori – 2ª di categoria

Due sorrisi sul podio, due energie diverse ma la stessa luce negli occhi: quella di chi scopre che l’impegno ha un suono preciso, quello del proprio nome chiamato durante le premiazioni.

Esordienti

  • Leonardo Valarini – 1° di categoria

Cadetti

  • Marco Delli Gatti – 2° di categoria

Nei loro passi c’è la leggerezza dell’età, ma anche la serietà di chi ha già capito cosa significhi allenarsi, aspettare, riprovare. Ogni gara è un capitolo, ogni podio una promessa silenziosa.

Una comunità che cresce

Il Trofeo 8 Comuni, tappa dopo tappa, sta diventando qualcosa di più di un circuito podistico. È un racconto collettivo. È la somma di storie personali che si intrecciano lungo la stessa linea d’arrivo. A Portomaggiore, tra il respiro della pianura e il vento che corre libero tra le case, Corriferrara ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra nel senso più nobile del termine: giovani e veterani, velocità e esperienza, entusiasmo e disciplina. E mentre il sole calava lento sulle acque silenziose dei canali, una certezza rimaneva nell’aria: questa non è solo una stagione di buoni risultati. È l’alba di una consapevolezza nuova. E la strada, come sempre, continua.



Bologna , Maratona, 30 km e mezza maratona, 65 atleti Corriferrara. Malossi Eleonora 1^ di categoria nella mezza maratona.

 

C’è qualcosa di profondamente bolognese nel correre tra i portici, la prima domenica di marzo, con quell’aria frizzante che sa ancora d’inverno ma già promette primavera. La Bologna Marathon, andata in scena il 1° marzo 2026, ha regalato alla città  “la Dotta” ,una giornata di sport, sorrisi e fatica condivisa che resterà nella memoria di tanti.

Tre le distanze in programma, maratona, 30 km e mezza maratona, per un serpentone di circa 9000 partecipanti complessivi che ha attraversato vie storiche, quartieri vivi e, naturalmente, i portici patrimonio dell’umanità. Tra loro, ben 65 atleti di Corriferrara, presenti con entusiasmo, spirito di squadra e quella sana voglia di mettersi alla prova che fa battere il cuore prima ancora delle gambe.

Eleonora Malossi regina di categoria

A brillare su tutti è stata Eleonora Malossi, capace di conquistare il 1° posto di categoria nella mezza maratona. Un risultato che profuma di determinazione e costanza, costruito chilometro dopo chilometro. In una gara dove ogni dettaglio conta, ritmo, testa, gestione delle energie, Eleonora ha saputo trasformare la fatica in soddisfazione, portando in alto i colori del gruppo.

30 km: la città dei portici e il mondo che corre

La 30 km è stata, per molti, la vera scoperta di questa edizione.   Andrea Rubbini la racconta con l’entusiasmo di chi ha vissuto qualcosa di speciale:

Bellissimo! Come dice il nome, 30 Km nella città dei portici ... con tantissimi stranieri ad arricchire e colorare il serpentone di 9000 partecipanti sulle 3 distanze. Quest'anno ho trovato un'organizzazione che ha funzionato perfettamente con ristori plastic free adeguati, strade chiuse al traffico e indicazioni chiare sul percorso. La mia prima gara su questa distanza è andata meglio delle aspettative, chiusa in poco più di 3 ore con un leggero calo solo sul finale. Alla fine mi porto a casa una bellissima esperienza, condivisa con tanti amici, ed una medaglia spettacolare da aggiungere alla mia piccola collezione !!! Direi sicuramente appuntamento al 7 Marzo 2027, distanza tbd.”

Nelle sue parole c’è tutto: la scoperta della distanza, l’organizzazione impeccabile, i ristori plastic free (segno dei tempi e della cura), e quella medaglia che a Bologna non è mai solo metallo, ma racconto da custodire.

Anche Sara Sacchelli   ha scelto i 30 km per mettersi alla prova, e il suo commento ha il sapore delle cose vere, dette con il sorriso:

Bologna! Che spettacolo! Tantissimi amici e davvero bellissimo ritrovarsi tutti prima, dopo e durante il percorso!!! Prima volta sulla lunghezza dei 30k quindi strade tutte nuove ma sicura di trovare un’organizzazione impeccabile. L’arrivo è emozionante come sempre. Bologna non perdona i suoi lastricati e sanpietrini (dopotutto ci vuole un fisico bestiale) ma quando arrivi in piazza maggiore è sempre spettacolare! Mi sono divertita tantissimo e nonostante mi sia lamentata quasi tutti i km come da tradizione, sono certa che la farò anche il prossimo anno! Dopotutto… Bologna è una regola!”

E come darle torto? I sanpietrini bolognesi non fanno sconti, i lastricati chiedono rispetto. Ma l’arrivo in Piazza Maggiore ripaga ogni fatica: lì, tra Palazzo d’Accursio e la Basilica di San Petronio, anche il cronometro sembra inchinarsi all’emozione.

Mezza maratona: debutti e carattere

Nella mezza maratona, oltre al successo di Eleonora Malossi, da sottolineare il debutto più che promettente di Simone Casadio:

Partivo dalla Griglia E, ci ho messo quasi 7 minuti per arrivare alla partenza vera. Molto traffico i primi 5/6 km, poi ho preso un ritmo costante sui 4.55 e tutto è andato liscio. La salita del diciottesimo ha fatto una bella selezione, ma ho stretto i denti e poi spinto l'ultimo KM. Come debutto in mezza sono entusiasta.

C’è un momento, in ogni gara, in cui si decide di restare. Per Simone è stata la salita del diciottesimo: quella che “fa selezione”, come dice lui. Stringere i denti, trovare il proprio passo, e poi lanciarsi nell’ultimo chilometro. È lì che si diventa davvero mezzofondisti.

Bologna, tra dottrina e sudore

La Bologna Marathon non è solo una competizione: è un rito collettivo. È la città universitaria che osserva curiosa dalle finestre, è il profumo del caffè che si mescola al sudore degli atleti, è l’accento straniero che si intreccia al dialetto sotto i portici.

Quest’anno l’organizzazione ha convinto tutti: percorso ben segnalato, traffico chiuso, ristori sostenibili. Un evento che cresce e che guarda già al 7 marzo 2027, data cerchiata in rosso da molti.

E mentre le medaglie trovano posto nelle bacheche e le scarpe tornano ad asciugarsi dopo la fatica, resta quella sensazione tipicamente bolognese: colta, ironica, un po’ severa ma generosa.

Perché correre a Bologna non è solo fare chilometri.
È studiare se stessi, tra un portico e l’altro.
E, come direbbe qualcuno sorridendo, “Bologna è una regola”.