lunedì 8 giugno 2026

Andan a Meder - 10^ edizione

 

Ander a Meder, dieci edizioni tra campi di grano e amicizia

San Giorgio in Piano, 7 giugno 2026 – C'è un modo diverso di vivere la corsa, lontano dai cronometri e dalle classifiche, dove il passo si accorda al respiro della campagna e il traguardo più importante è quello della condivisione. È lo spirito che ha animato la decima edizione dell'Ander a Meder, la tradizionale manifestazione non competitiva organizzata dalla podistica locale di San Giorgio in Piano.

In una mattina di inizio estate, quando le spighe mature ondeggiano al vento e disegnano un mare dorato alle porte del paese, centinaia di camminatori e podisti hanno attraversato gli scenari più autentici della pianura bolognese. Un percorso che si è snodato tra strade bianche, poderi e campi di grano, regalando ai partecipanti scorci di quella campagna che da secoli racconta la storia e l'identità di questo territorio.

San Giorgio in Piano, terra di bonifiche e tradizioni agricole, custodisce ancora il fascino discreto della Bassa. Qui il paesaggio sembra rallentare il tempo e invitare alla conversazione: non è raro vedere gruppi di amici procedere affiancati, tra una battuta e un ricordo, trasformando la camminata in un'occasione di autentica aggregazione.

A raccontare l'atmosfera della giornata è stato anche Andrea Rubbini, tra i partecipanti:

"Scenario bucolico attraverso i campi di grano nei pressi di San Giorgio. Decima edizione di una bella 'camminata' organizzata dalla podistica locale: un ristoro migliorabile ma fondamentale, un pacco di pasta come premio di partecipazione e tante gustose albicocche al ristoro finale. Una bella alternativa alla corsetta domenicale tra amici!"

Parole che colgono perfettamente l'essenza dell'evento: semplicità, genuinità e spirito comunitario. Il ristoro lungo il percorso ha offerto il necessario sostegno ai partecipanti, mentre all'arrivo il sapore dolce delle albicocche di stagione ha rappresentato una gradita ricompensa dopo la fatica. Un gesto semplice, ma profondamente legato alla vocazione agricola del territorio.

Curioso anche il premio di partecipazione: un pacco di pasta, simbolo concreto e familiare, lontano da trofei e medaglie, ma perfettamente in sintonia con il carattere popolare della manifestazione.

Dieci edizioni rappresentano un traguardo importante per l'Ander a Meder, che continua a confermarsi non soltanto come appuntamento sportivo, ma come momento di incontro per la comunità e per tutti coloro che amano vivere il territorio a passo lento. In un'epoca che corre veloce, la manifestazione sangiorgese ricorda il valore di una mattina trascorsa tra amici, immersi nei colori della campagna, dove ogni chilometro è soprattutto un'occasione per stare insieme.

E forse è proprio questo il segreto del suo successo: non la ricerca della prestazione, ma la gioia semplice di condividere la strada.














58° Gran Premio 11 Ponti

 

Ion Coban conquista il secondo posto di categoria al 58° Gran Premio 11 Ponti

Le ombre della sera iniziavano ad allungarsi sui canali di Comacchio quando, sabato 6 giugno, i corridori si sono radunati per affrontare la cinquantottesima edizione del Gran Premio 11 Ponti. Una gara che non è soltanto una competizione podistica, ma un viaggio attraverso la storia e le leggende della piccola Venezia del Delta. La prova competitiva si è disputata sulla distanza di 8,5 chilometri lungo il caratteristico circuito cittadino che attraversa ponti, canali e vicoli del centro storico.

Tra i protagonisti della manifestazione si è distinto Ion Coban, autore di una prestazione solida e determinata che gli ha consentito di conquistare il secondo posto nella propria categoria, risultato ottenuto al termine di una gara resa particolarmente impegnativa dalle condizioni climatiche e dalle peculiarità del percorso.

Correre a Comacchio significa misurarsi con una sfida diversa da ogni altra. Gli undici ponti non sono semplici elementi architettonici: sono gradini di pietra che interrompono il ritmo, salite improvvise che spezzano il respiro e discese che costringono le gambe a continui cambi di assetto. Ogni attraversamento sembra custodire un racconto antico, come se dalle acque quiete potessero ancora emergere le storie degli anguillari, dei pescatori e dei mercanti che per secoli hanno popolato queste terre sospese tra laguna e mare.

I corridori hanno attraversato il cuore della città, sfiorando il maestoso Trepponti e percorrendo strade che sembrano uscite da un manoscritto medievale. In quel dedalo di ponti e canali, la fatica assume una dimensione quasi epica: il sole di giugno accompagna gli atleti mentre il caldo avvolge le calli e il riflesso dell'acqua amplifica ogni sensazione.

A descrivere perfettamente l'essenza della gara è stato Giuseppe Volta:

"Suggestiva per il luogo ma caldo e i sali scendi dei ponti la rendono ardua alla fine."

Parole che sintetizzano la natura autentica del Gran Premio 11 Ponti: una corsa affascinante e severa allo stesso tempo, capace di regalare scorci indimenticabili ma anche di chiedere il massimo a chi la affronta.

La 58ª edizione ha così rinnovato una tradizione che da decenni richiama podisti da tutto il territorio, confermando il fascino di una manifestazione che unisce sport, storia e identità locale. E mentre il sole tramontava dietro i canali del Delta, tra applausi e sorrisi all'arrivo, il secondo posto di categoria conquistato da Ion Coban è diventato parte di quella lunga storia che ogni anno si scrive correndo sopra gli antichi ponti di Comacchio.










domenica 7 giugno 2026

La Velenosa

 

La Velenosa 2026: quattordici chilometri di emozioni nel cuore delle Dolomiti Bellunesi

Bolzano Bellunese si è svegliata avvolta dalla luce limpida di una mattina di giugno, con le cime della Schiara a fare da sentinelle silenziose e i boschi ancora intrisi del profumo della notte. Domenica 7 giugno 2026 è andata in scena una nuova edizione de La Velenosa Run, una delle gare più amate del panorama trail bellunese: 14 chilometri e 1.000 metri di dislivello positivo condensati in un percorso tanto breve quanto intenso.

Ma ridurre La Velenosa a una semplice gara sarebbe un errore. È un viaggio, una storia che si scrive passo dopo passo tra sentieri antichi, rocce scolpite dal tempo e panorami che sembrano usciti da una cartolina delle Dolomiti più autentiche.

Il tracciato prende vita ai piedi delle montagne che dominano la Valbelluna e si inoltra subito nel verde, tra single track nervosi e tecnici, dove ogni curva regala una prospettiva diversa. I runner affrontano una salita che non concede tregua, ma che ripaga con scorci spettacolari sul territorio bellunese.

Uno dei passaggi più affascinanti è senza dubbio quello del Bus del Buson, luogo simbolo della manifestazione. Questo straordinario anfiteatro naturale, scavato dall'acqua nel corso dei millenni, custodisce leggende e misteri. Il suo nome deriva dal dialetto locale e richiama l'idea di una profonda cavità naturale. Qui il rumore dei passi si mescola all'eco delle pareti rocciose, creando un'atmosfera quasi magica che ogni atleta porta con sé fino al traguardo.

Lungo il percorso si sfiorano luoghi iconici come la Croda Rossa e le pendici del Monte Terne, territori che raccontano secoli di storia montana, pascoli, antiche mulattiere e vita alpina. È una montagna vera, schietta, che non cerca effetti speciali perché possiede già tutta la bellezza necessaria.

La Velenosa è una gara che mette alla prova gambe e fiato, ma soprattutto il cuore. Nei tratti più ripidi il cronometro passa in secondo piano e rimane soltanto il dialogo intimo tra l'atleta e la montagna. Ogni metro guadagnato sembra raccontare una piccola conquista personale; ogni discesa restituisce quella sensazione di libertà che solo il trail running sa regalare.

E poi c'è il pubblico. Famiglie, volontari, appassionati e curiosi che trasformano i sentieri in una festa diffusa. Gli incoraggiamenti arrivano da ogni angolo del percorso, creando quel clima genuino che da anni rappresenta l'anima dell'evento.

Quando gli ultimi runner tagliano il traguardo, resta qualcosa che va oltre la classifica. Resta il ricordo di una giornata trascorsa immersi nella natura, il profumo del bosco, il silenzio delle montagne interrotto dal battito accelerato del cuore. Resta la consapevolezza di aver attraversato uno dei territori più suggestivi delle Dolomiti Bellunesi.

La Velenosa continua così a conquistare atleti e appassionati, unendo sport, paesaggio e comunità in una formula unica. Perché qui, tra i sentieri di Bolzano Bellunese, la corsa non è soltanto una competizione: è un incontro romantico con la montagna, un appuntamento che ogni anno rinnova il suo incantesimo.



Action Run Padova

 

Action Run Bartipaglia: 8 chilometri tra corsa, natura e sorrisi ai piedi dei Colli Euganei

Una serata di sport, amicizia e passione per la corsa ha animato venerdì 6 giugno le strade di Bartipaglia, piccola e caratteristica frazione di Maserà di Padova. L'Action Run, inserita nel circuito Padova Corre, ha richiamato numerosi podisti pronti a mettersi alla prova sulla distanza competitiva di 8 chilometri.

Un percorso scorrevole e piacevole, immerso nella tranquillità della campagna padovana, dove il verde dei campi e la vicinanza ai Colli Euganei hanno fatto da cornice a una manifestazione capace di unire agonismo e convivialità. Non tutti sanno che Bartipaglia conserva ancora il fascino delle antiche borgate rurali venete, con strade che raccontano una storia fatta di lavoro, tradizioni e forte legame con il territorio.

Tra i protagonisti della serata anche Giovanni Simone, che ha affrontato la gara dopo una lunga giornata lavorativa.

"Finito di lavorare a Rovigo decido d'andare a fare questa gara del circuito Padova Corre a Bartipaglia di Maserà", racconta Giovanni.

La temperatura primaverile ha reso particolarmente gradevole la competizione, permettendo agli atleti di esprimersi al meglio senza soffrire il caldo estivo che spesso accompagna gli appuntamenti di giugno.

"La competitiva di 8 km risulta piacevole visto la temperatura primaverile. Parto in gruppo gestendo dall'inizio alla fine. Un buon allenamento", spiega Giovanni, che ha interpretato la gara con intelligenza e regolarità.

Per il podista si è trattato soprattutto di un importante tassello nella costruzione della condizione atletica in vista dei prossimi obiettivi stagionali.

"Del resto ho appena iniziato la preparazione per la maratona autunnale... quale sarà? Seguitemi e lo scoprirete... il vostro John Simon."

Un messaggio che lascia spazio alla curiosità e che apre ufficialmente una nuova avventura sportiva. Se il percorso verso la maratona è appena iniziato, l'Action Run di Bartipaglia rappresenta già un primo passo importante, corso con il sorriso e con quella passione che continua a spingere tanti podisti a inseguire nuovi traguardi, chilometro dopo chilometro.



sabato 6 giugno 2026

5:30 San Pietro in Casale

 

All'alba di San Pietro in Casale, la magia della 5:30 Run

SAN PIETRO IN CASALE (BO) – Quando la maggior parte delle persone sta ancora dormendo, c'è chi sceglie di infilare le scarpe da running e salutare il nuovo giorno correndo. È lo spirito della 5:30 Run, la celebre manifestazione non competitiva che venerdì 5 giugno ha regalato ai partecipanti una mattinata diversa dal solito, fatta di movimento, sorrisi e condivisione. La formula è semplice ma vincente: 5 chilometri da percorrere correndo o camminando alle 5:30 del mattino, per promuovere uno stile di vita sano e riscoprire il piacere di vivere la città quando tutto è ancora silenzioso.

Anche a San Pietro in Casale l'evento ha saputo trasformare una "levataccia" in un'esperienza speciale. Le prime luci dell'alba hanno accompagnato i partecipanti lungo le strade del territorio, immerso nella tranquillità della pianura bolognese, tra campi, scorci rurali e quell'atmosfera sospesa che solo le prime ore del giorno sanno regalare. Il territorio di San Pietro in Casale è infatti caratterizzato da paesaggi pianeggianti, percorsi immersi nella campagna e dalla presenza del Canale Navile, elementi che rendono particolarmente piacevole l'attività all'aria aperta.

Tra i partecipanti anche Andrea Rubbini, alla sua prima esperienza con la 5:30 Run:

"Una levataccia! Ma per una buona causa, e con una buona compagnia ... tutto diventa bello e divertente. Era la mia prima 5:30, e penso non sarà l'ultima: alla fine correre mentre sorge il sole ha un certo fascino. Ah, e dopo la corsa, vuoi rinunciare ad una bella brioche con la crema?!?"

Parole che racchiudono perfettamente l'essenza dell'iniziativa: non una gara contro il cronometro, ma un'occasione per stare insieme, prendersi cura di sé e iniziare la giornata con energia positiva. E come da tradizione della 5:30 Run, il momento conviviale finale è parte integrante dell'esperienza, perché il benessere passa anche attraverso il piacere di condividere una colazione tra amici dopo la fatica.

Curiosamente, la data dell'evento si è inserita in un fine settimana particolarmente vivace per il paese, che proprio dal 4 al 7 giugno ospita anche la Festa dello Sport, confermando la forte vocazione di San Pietro in Casale verso le attività sportive e la partecipazione della comunità locale.

Al termine dei 5 chilometri, tra fotografie, chiacchiere e il profumo delle brioche appena sfornate, molti partecipanti hanno già iniziato a pensare alla prossima edizione. Perché svegliarsi prima dell'alba può sembrare una follia, ma quando il sole sale lentamente sull'orizzonte e la città si risveglia insieme ai runner, si capisce perché la 5:30 Run continui a conquistare sempre più persone.





venerdì 5 giugno 2026

5° Trofeo TechnoFisio

 

5° Trofeo TechnoFisio: corsa, amicizia e piadina nella terra della rinascita

Sant'Agata sul Santerno, 4 giugno 2026 – Dieci chilometri di corsa, due giri tutt'altro che monotoni e una splendida giornata di inizio estate hanno fatto da cornice al 5° Trofeo TechnoFisio, andato in scena nel cuore di Sant'Agata sul Santerno.

Questo piccolo comune della Bassa Romagna, adagiato lungo il fiume Santerno da cui prende il nome, è noto per la sua atmosfera tranquilla e per la straordinaria capacità di rialzarsi dopo le difficoltà che negli ultimi anni hanno colpito il territorio. Correre qui significa attraversare strade che raccontano storie di comunità, tradizioni e tanta passione romagnola.

Il percorso di gara, sviluppato su due giri per un totale di 10 chilometri, ha saputo alternare diversi scorci del paese evitando quella monotonia che spesso accompagna le gare cittadine. Un tracciato ideale sia per chi cercava il risultato sia per chi voleva trasformare la competizione in un allenamento di qualità.

Tra questi c'era anche Giovanni Simone, che ha vissuto la gara con il giusto spirito:

"Bel 10000 di una piacevole giornata primaverile di giugno, percorso non monotono di 2 giri, è stato un allenamento ben gestito per me."

Ma si sa, le gare podistiche non sono fatte soltanto di cronometri e classifiche. Sono soprattutto incontri, sorrisi e strette di mano prima e dopo il via.

Alla partenza e all'arrivo non sono mancati gli amici, tra cui il forte Rudy Magagnoli, protagonista di una prestazione di assoluto livello:

"Alla partenza e all'arrivo tanti amici tra cui Rudy Magagnoli che è arrivato oltretutto 2° assoluto e 1° di categoria."

Anche il dopo gara ha fatto pienamente onore alla tradizione romagnola. Gli organizzatori hanno preparato un ristoro particolarmente apprezzato dai partecipanti: frutta fresca, ciambella e una ricca scelta di bevande per recuperare le energie spese lungo il percorso.

Un dettaglio che ha fatto piacere a molti podisti è stata la consegna della medaglia al traguardo.

"Medaglia al traguardo che in queste gare non è mai scontata."

E quando la corsa finisce, in Romagna inizia spesso il terzo tempo. Così, tra racconti di gara e progetti per le prossime competizioni, il gruppo si è ritrovato davanti a una delle istituzioni gastronomiche locali: la piadina.

"Poi alla fine una piadina e una birra in compagnia con gli amici di Comacchio-Rimini e il mitico Vassalli..."

Occasione perfetta anche per celebrare un compleanno speciale:

"...che il 5-6-26 compie i suoi 55 anni. Auguri!"

Il bilancio finale è quello di una manifestazione riuscita, dove sport, amicizia e convivialità hanno corso alla stessa velocità. E forse è proprio questo il segreto delle gare che restano nel cuore: non solo i chilometri percorsi, ma le persone incontrate lungo la strada.

Dal vostro "John Simon" è tutto. Appuntamento alla prossima linea di partenza!




giovedì 4 giugno 2026

Sn trail Run

 

SN Trail 2026, correre dentro la poesia di Spoleto

Ci sono gare che si corrono con le gambe e altre che si attraversano con il cuore. La SN Trail del 31 maggio 2026, con i suoi 28 chilometri e 1000 metri di dislivello positivo, appartiene certamente alla seconda categoria.

A Spoleto, città di arte, musica e poesia, dove ogni estate il Festival dei Due Mondi trasforma piazze e vicoli in un palcoscenico internazionale, anche il trail running sembra assumere un significato diverso. Qui il gesto atletico incontra la storia, la natura dialoga con la cultura e ogni passo racconta una storia antica.

La quarta edizione della SN Trail ha portato centinaia di podisti lungo un percorso che si sviluppa tra la vecchia Ferrovia Spoleto-Norcia e il bosco sacro di Monteluco, due luoghi simbolo dell'Umbria più autentica. Il tracciato della storica ferrovia, inaugurata nel 1926 e considerata una delle opere ingegneristiche più affascinanti d'Italia, continua ancora oggi a stupire con gallerie, viadotti e scorci che sembrano sospesi nel tempo. Nel 2026, anno del centenario della linea ferroviaria, correre su quei sentieri ha assunto un valore ancora più speciale.

Poi arriva Monteluco. E il ritmo cambia.

Gli alberi avvolgono i sentieri in un silenzio quasi monastico. Non è un caso: da oltre millecinquecento anni questo monte custodisce eremi, luoghi di preghiera e racconti tramandati dai pellegrini. La leggenda vuole che qui san Francesco abbia sostato durante i suoi viaggi, lasciando nell'aria quella sensazione di pace che ancora oggi accompagna chi attraversa il bosco.

Tra le fronde, il respiro si fa più profondo, il rumore dei passi si mescola al canto degli uccelli e per un momento la competizione lascia spazio alla contemplazione. È forse questo il segreto della SN Trail: trasformare una gara in un viaggio.

A raccontarlo con semplicità è Emanuela Lambertini, una delle protagoniste della giornata:

"SN Trail 28 km +1000. La corsa si svolge in parte sul percorso della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia e in parte dentro il bosco di Monteluco. L'arrivo a Spoleto con i passaggi sul ponte dei suicidi e davanti al duomo ti fanno sentire piccola piccola."

Parole che restituiscono perfettamente l'emozione dell'ultimo tratto.

Perché quando il bosco si apre e Spoleto ricompare all'orizzonte, la città regala il suo finale più spettacolare. Il percorso attraversa il celebre Ponte delle Torri, chiamato da molti anche "ponte dei suicidi" per le antiche storie e le leggende che lo circondano. Alto oltre ottanta metri e lungo più di duecento, sembra sospeso tra terra e cielo. Da lassù lo sguardo abbraccia vallate, campanili e montagne.

Poi la discesa verso il cuore della città.

Le pietre medievali del centro storico accompagnano gli ultimi metri fino alla splendida Piazza del Duomo, dominata dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta. È un arrivo che non lascia indifferenti: gli atleti diventano piccoli davanti alla grandezza della storia, mentre il fiato corto lascia spazio alla meraviglia.

Forse è proprio questa la magia della SN Trail. Non soltanto una gara di trail running, ma un incontro tra sport, paesaggio e memoria. Un percorso che attraversa boschi, ferrovie dimenticate e monumenti secolari, ricordando a ogni podista che certe emozioni non si misurano con il cronometro. 

Si custodiscono. Come una poesia letta in una sera di giugno, tra le pietre antiche di Spoleto.








Riepilogo settimanale, mensile e trimestrale attività e punti che saranno assegnati.

 

CORRIFERRARA: UNA SETTIMANA DA SUPEREROI, UN MESE DA LEGGENDA, UN TRIMESTRE DA MULTIVERSO DELLA CORSA

Se qualcuno pensava che il mese di maggio si sarebbe chiuso con una tranquilla passeggiata, evidentemente non conosce gli eroi di Corriferrara.

Nell'ultima settimana, ben 54 atleti hanno indossato il proprio mantello invisibile fatto di sudore, passione e determinazione, macinando 815 chilometri e conquistando 4.800 metri di dislivello. Numeri che, tradotti nel linguaggio Marvel, equivalgono a un'intera squadra di Avengers impegnata contemporaneamente tra pianure, colline e montagne.

Le missioni della settimana hanno toccato ben 7 località, dalle strade di Fossanova alle notturne atmosfere di Marina di Ravenna, fino alle impegnative creste del Covigliaio e alle spettacolari tappe del Tour dei Laghi trentino.

Gli eroi saliti sul podio

Come ogni saga che si rispetti, non sono mancati i momenti da copertina.

Al 50° Trofeo Liberazione di Fossanova, la nostra Giulia Bellini ha sfoderato i superpoteri della velocità conquistando un prestigioso 3° posto assoluto, mentre nel regno delle categorie sono arrivate le imprese di Paola Pantaleoni, oro di categoria, accompagnata da Franca Panagin e Rita Romagnoli, rispettivamente seconda e terza.

Sulle montagne del Covigliaio, dove il dislivello sembra progettato da qualche sceneggiatore desideroso di mettere alla prova gli esseri umani, Michele Tuffanelli ha conquistato un eccellente 2° posto di categoria nella Sky 3 Cime da 28 km e 1.600 metri di dislivello.

E quando la sfida è diventata ancora più estrema con la Sky Marathon 4 Cime, 40 chilometri e 2.250 metri di dislivello, è entrata in scena Sabina Drimaco, capace di conquistare il gradino più alto del podio di categoria come una vera regina delle montagne.

Infine, al termine delle quattro tappe del suggestivo Tour Laghi, è arrivato anche il podio di Paolo Callegari, terzo di categoria dopo aver affrontato chilometri, saliscendi e probabilmente qualche tentazione gastronomica tipica del territorio.

Maggio 2026: il mese delle grandi esplorazioni

Se la settimana è stata intensa, il mese di maggio è stato semplicemente straordinario.

350 atleti, 49 località, 5.875 chilometri percorsi e ben 56.552 metri di dislivello.

Per dare un'idea della portata dell'impresa, i nostri corridori hanno accumulato un dislivello pari a oltre sei volte l'altezza dell'Everest.

Ma non basta.

Corriferrara ha continuato a espandere il proprio universo oltre i confini nazionali raggiungendo ben quattro destinazioni estere: Praga, Luleå, Riga e San Marino. Una vera rete di avamposti podistici che farebbe invidia perfino allo S.H.I.E.L.D.

Il trimestre: quando Corriferrara entra nel Multiverso

Guardando il periodo da marzo a maggio 2026, i numeri assumono dimensioni quasi cosmiche.

1.009 partecipazioni atleti, 128 località, 17.511 chilometri percorsi e 158.767 metri di dislivello.

Una distanza che potrebbe portare idealmente da Ferrara fino in Nuova Zelanda... e guarda caso la Nuova Zelanda compare davvero nella mappa delle nostre avventure.

I colori di Corriferrara hanno infatti viaggiato attraverso dieci destinazioni internazionali:

  • Nuova Zelanda (Tapu)
  • Spagna (Barcellona, Ibiza e Maiorca)
  • Repubblica Ceca (Praga)
  • Germania (Berlino)
  • Lettonia (Riga)
  • Svezia (Luleå)
  • San Marino

Una geografia che racconta molto più di una semplice attività sportiva: racconta curiosità, amicizie, voglia di scoprire il mondo e la capacità di portare ovunque lo spirito della nostra società.

Il bottino del trimestre

Ogni saga si conclude con il conteggio delle vittorie, e il bilancio di questi tre mesi è degno di una sala dei trofei.

  • 1 primo posto assoluto
  • 1 secondo posto assoluto
  • 5 terzi posti assoluti
  • 28 primi posti di categoria
  • 18 secondi posti di categoria
  • 10 terzi posti di categoria

Per un totale di 63 podi.

Sessantatré volte in cui un atleta Corriferrara è salito sul palco delle premiazioni. Sessantatré momenti fatti di fatica, allenamenti, sacrifici e soddisfazioni condivise.

Verso la prossima avventura

Mentre cala il sipario su questo trimestre, una certezza rimane: il vero superpotere di Corriferrara non sono i chilometri, i podi o le classifiche.

È la capacità di trasformare ogni gara in un'avventura collettiva, ogni traguardo in una festa e ogni partenza in una nuova storia da raccontare.

E conoscendo i nostri eroi, il prossimo capitolo è già pronto a partire.














Camminata di S. Antonio

 

Festa della Repubblica in cammino: grande partecipazione alla Camminata di Sant’Antonio

VIGARANO MAINARDA – Una mattinata all’insegna dello sport, della convivialità e del senso di comunità ha caratterizzato la  Camminata di Sant’Antonio, svoltasi martedì 2 giugno 2026 a Vigarano Mainarda. La manifestazione non competitiva, organizzata in occasione delle celebrazioni dedicate al patrono Sant’Antonio, ha richiamato numerosi partecipanti che hanno percorso i circa 6 chilometri del tracciato predisposto dagli organizzatori con partenza da Piazza della Repubblica.

La coincidenza con la Festa della Repubblica ha regalato all’evento un’atmosfera ancora più speciale. Famiglie, gruppi di amici, appassionati di cammino e tanti cittadini hanno scelto di trascorrere la giornata nazionale all’aria aperta, condividendo il piacere di muoversi insieme tra le vie e la campagna del territorio vigaranese.

Non si è trattato soltanto di una passeggiata, ma di un autentico momento di aggregazione. Lungo il percorso si sono intrecciati sorrisi, racconti e saluti, confermando come iniziative di questo genere rappresentino un’occasione preziosa per rafforzare i legami all’interno della comunità.

Vigarano Mainarda, terra profondamente legata alle proprie tradizioni, vanta una storia che affonda le radici nell’epoca romana e nei secoli ha visto il proprio territorio modellato dalle vicende dei grandi fiumi Po e Reno. Ancora oggi il paesaggio pianeggiante e le ampie distese della campagna ferrarese offrono scenari ideali per attività all’aria aperta e per eventi podistici aperti a tutti.

La Camminata di Sant’Antonio rappresenta ormai un appuntamento atteso nel calendario delle iniziative locali e costituisce il primo tassello delle celebrazioni dedicate al santo patrono, che ogni anno animano il paese con momenti di incontro, cultura e festa popolare.

In una giornata che celebra i valori della Repubblica e della partecipazione civica, il successo della manifestazione ha dimostrato ancora una volta quanto sia forte il desiderio di stare insieme e vivere il territorio. Un messaggio semplice ma significativo: camminare fianco a fianco, condividendo un tratto di strada, è spesso il modo migliore per sentirsi parte di una comunità.












Sky 3 cime Covigliaio

 

Sky Trail Covigliaio: emozioni d'Appennino e grandi risultati per i nostri atleti

Il 2 giugno 2026, nel cuore dell'Appennino tosco-romagnolo, si è svolta la Sky Trail Covigliaio, una delle manifestazioni più affascinanti del panorama trail regionale. Partenza e arrivo a Firenzuola, borgo medievale del Mugello che da secoli rappresenta una porta naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna, immerso in un territorio ricco di storia, boschi secolari e panorami mozzafiato.

Il percorso ha condotto gli atleti lungo i crinali che circondano Covigliaio, località nota anche per essere stata in passato una rinomata stazione climatica e luogo di villeggiatura dell'aristocrazia fiorentina. Sentieri tecnici, salite impegnative e discese spettacolari hanno regalato una vera esperienza di montagna, tra faggete, prati d'altura e vedute che nelle giornate limpide spaziano fino alle vallate del Mugello.

Tra i protagonisti della giornata spiccano le eccellenti prestazioni dei nostri portacolori.

Nella gara regina da 40 km e 2.250 metri di dislivello positivo, grande prova di Sabina Drimaco che conquista il 1° posto di categoria, confermando ancora una volta le sue qualità di resistenza e gestione della fatica su lunghe distanze.

Ottimo risultato anche per Michele Tuffanelli  impegnato nella distanza da 28 km con 1.600 metri di dislivello positivo, che chiude con uno splendido 2° posto di categoria al termine di una gara intensa e combattuta.

Al termine della prova Michele ha raccontato le sue sensazioni:

"L'Appennino toscano non lo frequento molto, ma dopo aver corso nel Mugello e aver visto che la zona mi era piaciuta, ci ho riprovato con questa Sky. Distanza e dislivello erano alla mia portata e la condizione sta migliorando. Il percorso era bellissimo: due delle tre cime erano impegnative ma gestibili, l'ultima invece era più tosta. Poi c'erano grandi discese, una anche con corda fissa, e successivamente un continuo mangia e bevi molto corribile. Ne è uscita una bella gara tirata e, con mia sorpresa, sono arrivato secondo di categoria. Per chiudere, un pasta party in perfetto stile toscano: abbondante e davvero ottimo. Complimenti anche a Sabina per la splendida prova nella 40 km."

Una giornata di sport, natura e passione che ha esaltato ancora una volta il fascino del trail running sui sentieri dell'Appennino. I risultati ottenuti da Sabina Drimaco e Michele Tuffanelli rappresentano il giusto premio per l'impegno e la costanza negli allenamenti, portando ancora una volta i colori della squadra ai vertici delle classifiche di categoria.

Complimenti a entrambi per questi prestigiosi piazzamenti e appuntamento alle prossime sfide sui sentieri.