mercoledì 11 marzo 2026

Camminata della Mimosa per la salute, Corriferrara 2^ società per iscritti.

 

L’aria di inizio marzo porta con sé il profumo lieve della primavera e quello, inconfondibile, della mimosa. A Porotto, piccola comunità alle porte di Ferrara, l’8 marzo 2026 non è stato soltanto il giorno della Giornata Internazionale della Donna: è diventato un momento di condivisione, memoria e solidarietà grazie alla Camminata della Mimosa per la salute.

Una manifestazione non competitiva che, da oltre mezzo secolo, intreccia il valore dello sport con quello dell’impegno sociale. A idearla, tanti anni fa, fu la sezione locale dell’UDI Porotto, che volle creare un modo semplice ma significativo per celebrare le donne: camminare insieme, nel segno della salute e della partecipazione. Dopo alcuni anni di pausa, proprio le donne dell’UDI si sono impegnate con determinazione per riportare in vita questa tradizione così cara alla comunità.

L’edizione 2026 ha trovato nuova energia grazie all’organizzazione della LILT Ferrara, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, a cui sono stati destinati i proventi della manifestazione. Fondi che contribuiranno a sostenere le attività di prevenzione, assistenza e sensibilizzazione che l’associazione porta avanti da anni con passione e dedizione.

La risposta del territorio è stata calorosa: oltre 400 partecipanti hanno preso parte alla camminata. Tra loro moltissimi bambini delle scuole, accompagnati da genitori e insegnanti, a testimonianza di come lo sport e la solidarietà possano diventare anche un’occasione educativa. Tra le società presenti, spiccava Corriferrara, seconda per numero di iscritti.

Il percorso, suggestivo e rilassante, si snodava lungo la ciclabile Ferrara–Modena, accompagnato dal silenzioso scorrere di un ramo del Fiume Po. Un paesaggio che invita naturalmente al passo lento, alla conversazione, alla condivisione.

L’organizzazione è stata particolarmente apprezzata per la cura dei dettagli. Apprezzato anche  il contributo di Monica Zannini e Luciano Mazzanti, da anni punti di riferimento nell’organizzazione di manifestazioni podistiche del territorio. La loro esperienza si  rivela sempre preziosa per garantire un evento ordinato, sicuro e accogliente per tutti i partecipanti.

A dare ritmo e calore alla mattinata non è mancata la voce ormai familiare delle gare podistiche della provincia: Daniele Trevisi, capace di intrattenere i presenti dall’inizio alla fine della manifestazione. Con la sua consueta verve ha animato l’arrivo, snocciolando statistiche, raccontando curiosità e chiamando per nome i podisti che si avvicinavano al traguardo, regalando a ciascuno un piccolo momento di protagonismo.

Lo spirito della giornata emerge anche dalle parole dei partecipanti.
Maria Giuseppina Santoro racconta con entusiasmo:

«È stata una camminata molto carina organizzata nei minimi dettagli: non mancava nulla, dai birilli lungo la strada ai volontari che indicavano il percorso. Ristoro molto buono e all’arrivo una mimosa per tutte le donne presenti. Stefano e Piera, i nostri coach, sempre spettacolari».

Anche Sara Sacchelli sottolinea il forte legame della manifestazione con il territorio:

«Una camminata molto sentita nella zona e quindi molto partecipata, tanto da far slittare l’orario di partenza per dare la possibilità a tutti di iscriversi e dare il proprio contributo alla fondazione LILT. Organizzazione molto precisa e percorso sulla ciclabile Ferrara-Modena affiancati da un ramo del Po. Ho approfittato di questa occasione per camminare insieme ad altre amiche della Runner School».

E poi il gesto più simbolico, semplice ma carico di significato: un mazzolino di mimosa consegnato a tutte le donne presenti, dono della sezione UDI di Porotto. Un fiore che in Italia è diventato il simbolo dell’8 marzo e che, tra sorrisi e fotografie, ha colorato di giallo l’arrivo della camminata.

Così, tra passi leggeri, risate di bambini e il profumo della mimosa, Porotto ha celebrato le donne nel modo forse più autentico: camminando insieme, per la salute, per la solidarietà e per la comunità. Un piccolo evento locale che, anno dopo anno, continua a raccontare una grande storia di partecipazione e di cuore.














martedì 10 marzo 2026

Marcia delle primule

 

Marcia delle Primule: quando la salita profuma di primavera
Magrè di Schio, 8 marzo 2026

Certe domeniche (anche quando cadono di sabato o domenica mattina con l’aria di festa) hanno un profumo speciale. Non solo quello del caffè bevuto di fretta prima di infilare le scarpe da corsa, ma proprio il profumo della terra che si risveglia. È quello che si respirava l’8 marzo a Magrè di Schio, dove è andata in scena la tradizionale Marcia delle Primule, una di quelle manifestazioni ludico-motorie che sanno mescolare sport, paesaggio e un pizzico di sana ironia. Il menu della giornata? 18 chilometri di percorso e 568 metri di dislivello, quanto basta per ricordare alle gambe che la pianura non è sempre garantita.

Partenza… dal luogo più tranquillo del paese

La partenza è stata fissata nei pressi del cimitero. Scelta curiosa, verrebbe da dire. Scaramanzia? Forse. Oppure un modo elegante per ricordare ai partecipanti che conviene partire piano… e arrivare vivi al ristoro finale. I primi chilometri scorrono tra asfalto e vie cittadine, quasi a voler accompagnare con garbo i marciatori fuori dal paese. Ma dura poco: nel giro di pochi minuti il percorso cambia carattere e si entra nel vero spirito della marcia. Boschi, strade bianche e scorci che fanno alzare lo sguardo anche a chi di solito guarda solo il Garmin. E poi loro, le protagoniste silenziose della giornata: le primule, puntuali come ogni primavera a colorare i bordi dei sentieri.

Quando uno scopre che forse può fare trail

Tra i tanti partecipanti c’era anche Federico Oliani, che aveva messo questa marcia nel mirino già da un po’. Non per collezionare medaglie, ma per un obiettivo molto più serio: diventare meno scarso in salita. Il piano era semplice: scarpe nel bagagliaio, uscita alla svolta di Schio e via verso la partenza.

Il resto lo racconta lui stesso:

«Forse pure io posso fare trail! Avevo adocchiato da un po’ questa marcia ludico motoria perché rientrava perfettamente nella mia preparazione per provare a diventare meno scarso in salita… e così, scarpe in auto, sono partito alla svolta di Schio. Gara ben organizzata e molto partecipata, merito anche di una giornata splendida. Il percorso parte dal cimitero (scaramanzia?) e si snoda per i primi km su asfalto e vie cittadine, ma nel giro di pochi minuti si viene catapultati in mezzo a boschi e strade bianche con bellissimi panorami e appunto le immancabili primule in fioritura! Premesso che mi sono impegnato come dovessi fare un pb, con battiti che non vedo nemmeno sulla 10 km… sono molto soddisfatto della mia gara e di come i mesi di preparazione stiano dando qualche frutto! Ristoro finale con vino e panino e tutti a casa contenti.»

Il vero traguardo

Ecco, forse il senso della Marcia delle Primule è proprio questo. Non c’è cronometro che conti davvero, né classifiche che rovinino l’atmosfera. C’è chi corre, chi trotterella, chi sale con passo da montanaro esperto e chi dialoga apertamente con i propri quadricipiti. Ma alla fine succede sempre la stessa cosa: ci si ritrova tutti attorno al ristoro finale, con un panino in una mano e un bicchiere di vino nell’altra, a raccontare la salita più dura, il panorama più bello e la primula più fotogenica. E mentre si torna verso casa, con le gambe un po’ stanche e il cuore leggero, viene quasi da pensare che sì… forse, in fondo, il trail può farlo davvero chiunque.







lunedì 9 marzo 2026

41^ Marcia di Monselice

 

41ª Marcia di Monselice: correre (o camminare) tra primavera e Colli Euganei

L’8 marzo 2026 Monselice si è svegliata con quell’energia speciale che solo le grandi tradizioni sanno regalare. Per la 41ª Marcia di Monselice, centinaia di podisti e camminatori hanno invaso le strade e i sentieri ai piedi dei Colli Euganei, trasformando la cittadina in un vivace punto di incontro per sportivi, amici e famiglie.

Organizzata come corsa non competitiva, la manifestazione ha mantenuto il suo spirito più autentico: quello di permettere a chiunque, correndo o semplicemente camminando, di scoprire uno degli angoli più suggestivi del territorio padovano. Monselice, dominata dalla Rocca e circondata dalle dolci alture dei colli, è da sempre una porta naturale verso panorami che cambiano ad ogni curva del sentiero.

Quest’anno la giornata ha avuto un ingrediente in più: una primavera arrivata in anticipo. I partecipanti hanno attraversato tratti di campagna e collina accompagnati dal giallo intenso delle mimose e dai primi frutteti già in fiore, un contrasto delicato con il verde dei boschi che ha reso il percorso ancora più suggestivo.

Tra i partecipanti c’era anche Franca Panagin, che racconta così la sua esperienza:

Da più di 40 anni, in marzo, Monselice è invasa da centinaia di podisti e camminatori accorsi ad ammirare le bellezze dei Colli Euganei, grazie alla corsa non competitiva che permette a tutti di ammirare panorami incantevoli. Quest’anno la primavera precoce ci ha permesso di ammirare bellissimi alberi di mimosa e frutteti già fioriti.”

Partita da Rovigo insieme a Otto e Valeria, Franca ha ritrovato a Monselice tanti amici pronti a scegliere uno dei tre percorsi proposti: 8, 13 o 19 chilometri, distanze pensate per permettere a tutti di partecipare, dai camminatori più tranquilli ai runner più allenati.

Convinta da Otto, Franca ha deciso di mettersi alla prova sul percorso intermedio di 13 km, una distanza impegnativa soprattutto per chi non ha molta esperienza con i tracciati collinari.

Partita in compagnia, ma al primo bivio Otto, più sciolto di me in queste corse, ha cambiato marcia e l’ho raggiunto solo al traguardo.”

Il percorso ha regalato scorci tra i più affascinanti dei Colli Euganei, portando i partecipanti fino all’eremo di Monte Ricco, uno dei punti panoramici più suggestivi della zona. Qui il sentiero si snoda nel sottobosco, tra tratti stretti e sassosi che richiedono attenzione ma regalano un contatto diretto con la natura.

Dopo la salita, la discesa verso il traguardo ha chiuso un anello tanto impegnativo quanto appagante.

Percorso abbastanza impegnativo ma, alternando corsa e camminata, sono stata soddisfatta di com’è andata. Correre o camminare nei Colli Euganei è sempre una bella esperienza: arrivi stanca ma appagata.

Ed è proprio questo lo spirito della Marcia di Monselice: non la competizione, ma la condivisione di un paesaggio, di una fatica gentile e di una tradizione che da oltre quarant’anni continua a richiamare persone da tutta la provincia e oltre.

Tra sentieri, amicizie e profumo di primavera, anche questa edizione ha lasciato nei partecipanti la stessa sensazione: quella di aver vissuto qualche chilometro di bellezza autentica.




venerdì 6 marzo 2026

Collettivo 7 marzo 2026: Indicazioni

Collettivo Corriferrara – 7 marzo 2026
CORRIFERRARA • COLLETTIVO

Collettivo 7 marzo 2026

Tutte le indicazioni utili per il collettivo di sabato: ritrovo, percorso, distanze, lavori previsti e composizione dei gruppi.

Informazioni generali

Ritrovo ore 8.30
Corriferrara Home
Partenza ore 9.00
Distanze 10,5 km
17 km
30 km

Percorso

Si parte dalla sede, si prende subito Viale Po e si attraversa al primo semaforo di fronte al Parco Coletta.

Si percorre tutta Via Modena fino all’ingresso della Ciclabile del Burana, poco dopo l’incrocio con Via Traversagno.

10,5 km

La 10,5 km tiene la ciclabile fino all’incrocio con Via Canal Bianco (5,3 km), poi gira e torna indietro sulla stessa strada.

17 km

La 17 km arriva fino al km 8,5, poco dopo l’incrocio con Via Aldo Moro, poi gira e torna sulla stessa strada.

30 km

La 30 km arriva fino alla fine della ciclabile sulla Strada Cavo Napoleonico, poi gira e torna indietro.

Lavoro proposto – 30 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 3x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 3 km a 4'50 + 3 km a 5'00 + 2 km a 5'10
Atleti
Visentini Angelo, Corà Massimo, Armandi Davide, Mazzoni Riccardo, Digiacomo Vincenzo, Bergamini Andrea*, Barbieri Carlo*

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 3x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 3 km a 5'10 + 3 km a 5'20 + 2 km a 5'30
Atleti
Scagliarini Lucia, Pirazzi Lorenzo, Bovolenta Matteo, Avanzi Marco, Rinaldi Laura

Gruppo 3

RG 5'40
4 km a 6'30 + 3x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 3 km a 6'10 + 3 km a 6'20 + 2 km a 6'30
Atleti
Lepiani Fabio Esposito, Saponaro Modesto, Boscato Cristian* (sarebbe gruppo 6 come ritmi)

Lavoro proposto – 17 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 2x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 1 km a 5'10
Atleti
Naldi Stefano, Forlani Nicola, Bacilieri Michele, Sarno Nino, Albertin Rosanna

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 2x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 1 km a 5'30
Atleti
Binatti Marco, Marino Raffaella, Pantaleoni Paola, Maietti Caterina, Pritoni Andrea, Monesi Giulia, Rinaldi Riccardo, Sattin Andrea, Chinaglia Cristian, Altavilla Francesco

Gruppo 3

RG 5'15
4 km a 6'00 + 2x (4500m a 5'35 + 500m a 5'15 + 1000m a 5'50) + 1 km a 6'00
Atleti
Mazzoni Manuela, Visentini Nico, Masieri Nicoletta, Abramo Alessandro, Bigoni Patrizia, Benati Marco, Danu Diana

Gruppo 4

RG 5'40
4 km a 6'30 + 2x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 1 km a 6'30
Atleti
Mecca Virgilio, Losso Enrico, Casoni Simona, Neri Margherita, Bini Matteo, Romagnoli Rita, Vogli Luciano, Romani Elisa

Gruppo 5

RG 6'10
4 km a 7'00 + 3x (4500m a 6'30 + 500m a 6'10 + 1000m a 6'50) + 1 km a 7'00
Atleti
Lambertini Antonella, Bomben Rossana, Zappalà Graziella, Sacchelli Sara

Gruppo 6

Ritmo gruppo 6
4 km a 7'20 + 3x (4500m a 6'50 + 500m a 6'30 + 1000m a 7'10) + 1 km a 7'20
Atleti
La Barbera Lia*

Lavoro proposto – 10,5 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 1x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 0,5 km a 5'10
Atleti
Farsoni Saverio, Popeo Vito

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 1x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 0,5 km a 5'30
Atleti
-

Gruppo 3

RG 5'15
4 km a 6'00 + 1x (4500m a 5'35 + 500m a 5'15 + 1000m a 5'50) + 0,5 km a 6'00
Atleti
Nacca Domenico, Robustini Mauro, Rossi Simone, Tartaglia Marco, Talmelli Mauro, Quezede Lucille

Gruppo 4

RG 5'40
4 km a 6'30 + 1x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 0,5 km a 6'10
Atleti
Migliozzi Giuseppe, Rossin Elena, Beccati Giada, Lisi Giorgio, Gemmo Tiziana, Camilli Stefano, D'Urso Pasquale, Fabbretti Ivan, Maddalena, Di Bernardo Arianna

Gruppo 5

RG 6'00
4 km a 6'50 + 1x (4500m a 6'20 + 500m a 6'00 + 1000m a 6'40) + 0,5 km a 6'50
Atleti
Conicella Manola, Previati Sara, Simioli Erika, Catozzi Roberto

Gruppo 6

Ritmo gruppo 6
4 km a 7'20 + 1x (4500m a 6'50 + 500m a 6'30 + 1000m a 7'10) + 0,5 km a 7'20
Atleti
Ble' Angela, Pivanti Tatiana, Grazioli Silvia, D'Incà Chiara

Terre di Siena Ultramarathon

 

Terre di Siena Ultramarathon: Corriferrara tra le colline e le strade bianche della Toscana

Nel primo giorno di marzo, quando la primavera inizia appena a sfiorare le colline toscane, la nobile Siena ha accolto atleti provenienti da ogni dove per la suggestiva Terre di Siena Ultramarathon. Una corsa che non è soltanto competizione, ma un vero viaggio tra paesaggi e borghi che paiono usciti da una tavola rinascimentale.

Le diverse distanze della manifestazione partono infatti da luoghi simbolo della campagna senese, per confluire tutte nello scenario unico della celebre Piazza del Campo, dove storia, arte e sport si incontrano.

La prova più impegnativa, la 50 chilometri con circa 850 metri di dislivello, ha preso avvio dalla maestosa Duomo di San Gimignano, nel cuore della splendida San Gimignano, borgo celebre per le sue torri medievali che svettano come sentinelle sulla campagna. Da qui gli atleti hanno attraversato colline e strade bianche fino all’arrivo nella piazza senese. A rappresentare Corriferrara su questa distanza è stato Paolo Callegari, impegnato in una prova di grande resistenza e determinazione.

La 32 chilometri, con 450 metri di dislivello, ha preso il via invece dalla cosiddetta “città del cristallo”, la suggestiva Colle di Val d'Elsa, centro rinomato in tutta Europa per la tradizione nella lavorazione del cristallo. Su questo percorso ha corso Enrico Gamberoni, affrontando i continui saliscendi tipici di queste terre.

Infine la distanza più breve ma non meno affascinante: la 18 chilometri con 200 metri di dislivello, partita dal suggestivo Castello di Monteriggioni, uno dei borghi fortificati meglio conservati d’Italia, citato persino da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia. Da queste mura medievali ha preso il via la prova affrontata da Giuseppe Volta, tra strade sterrate e dolci colline.

Tutti i percorsi hanno trovato il loro naturale compimento nella magnifica conchiglia di mattoni di Piazza del Campo, dove i podisti sono stati accolti da un’atmosfera festosa, con musica, pubblico e un’organizzazione curata in ogni dettaglio.

Proprio Giuseppe Volta ha voluto raccontare l’esperienza con parole piene di entusiasmo:

«Bellissima gara, con strade bianche e sali e scendi. Organizzazione ottima con navette e ritiro borse che ti facevano ritrovare in Piazza del Campo. E molto intrattenimento».

Una giornata di sport e bellezza, dunque, in cui i colori della campagna senese, il fascino dei borghi medievali e la passione dei podisti si sono intrecciati come in un racconto d’altri tempi, lasciando negli atleti il ricordo di una corsa vissuta dentro uno dei paesaggi più iconici d’Italia. 








giovedì 5 marzo 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati

 

Corriferrara, settimana ricca di impegni podistici: tra maratone, neve e colline leggendarie

C’è un momento, prima dell’alba delle gare, in cui il silenzio avvolge le città e i sentieri. È l’istante in cui i corridori stringono i lacci delle scarpe e si preparano alla sfida. In questa settimana la grande famiglia della Corriferrara ha scritto un nuovo canto degno di un poema epico: 99 atleti, 2197,61 chilometri percorsi, 9355 metri di dislivello, distribuiti tra pianure, montagne e città cariche di storia.

Otto scenari diversi, otto capitoli di una stessa avventura.


Bologna, tra portici infiniti e sfide leggendarie

Sotto le torri medievali di Bologna si è vissuto un grande fine settimana di corsa con tre eventi simbolo: la Maratona, la celebre Run Tune Up e la suggestiva 30 dei Portici.

Correre qui significa attraversare una città unica al mondo, dove i portici – oltre quaranta chilometri di architettura storica, patrimonio UNESCO – accompagnano i passi dei runner come un antico colonnato degno di un’arena epica.

Gli atleti si sono misurati sulle distanze regine: 42,195 km della maratona, 21,097 km della mezza maratona Run Tune Up e i 30 km della gara dei portici.

Tra i risultati di spicco, spicca la grande prova di Eleonora Malossi, che nella Run Tune Up ha conquistato il 1° posto di categoria, portando alto il vessillo Corriferrara.


Portomaggiore, la festa del Trofeo 8 Comuni

A Portomaggiore si è disputato il Trofeo 8 Comuni, gara veloce da 5,9 km ma capace di regalare emozioni intense.

Qui la Corriferrara ha brillato con numerosi podi:

  • Lucrezia Berghenti – 3ª assoluta

  • Ilaria Camanzi – 1ª di categoria

  • Denis Grandi – 2° di categoria

  • Rosanna Albertin – 1ª di categoria

  • Aniello Sarno – 1° di categoria

  • Sandro Prini – 3° di categoria

  • Paola Pantaleoni – 1ª di categoria

  • Rita Romagnoli – 2ª di categoria

E anche i giovani hanno fatto risuonare forte il nome della società:

Categoria Pulcini

  • Vittoria Zambrini – 1ª

  • Giulia Caramori – 2ª

Esordienti

  • Leonardo Valarini – 1°

Cadetti

  • Marco Delli Gatti – 2°


Pastrengo, la sfida delle sei ore

Tra le colline veronesi di Pastrengo, teatro di celebri episodi del Risorgimento, si è corsa la 6 Ore Pastrengo Trail.

Una prova di resistenza pura dove il tempo diventa avversario e compagno. Qui i nostri colori hanno coperto 56 chilometri, tra sentieri e saliscendi.


Saonara, correre con un messaggio

Nel territorio di Saonara si è svolta Corriamo con le donne, evento che unisce sport e sensibilità sociale, con percorsi di 17 e 13,5 km.

Una corsa che ricorda come il movimento possa diventare anche voce e solidarietà.


Campogalliano, la precisione dei diecimila

A Campogalliano si è disputata la 10.000 della Bilancia.

Dieci chilometri veloci nella città famosa per il Museo della Bilancia, quasi a ricordare che anche nella corsa ritmo e strategia devono trovare il perfetto equilibrio.


Roma, la strada verso il mare

Dalla capitale eterna, Rome, fino alla costa di Ostia, si è corsa la mitica Roma-Ostia, una delle mezze maratone più amate d’Europa.

21,097 km che conducono dal cuore della storia imperiale al vento del Tirreno.


Misurina, il respiro delle Dolomiti

Tra i panorami incantati del Lago di Misurina si è corsa la Misurina Winter Run.

Qui i 17 chilometri diventano un viaggio tra neve e montagne, con lo sguardo rivolto alle cime delle Dolomiti.


Siena, tra crete e strade medievali

Le colline attorno a Siena hanno ospitato la Terre di Siena Ultramarathon, con percorsi da 50, 32 e 18 km.

Correre qui significa attraversare paesaggi che sembrano usciti da un affresco medievale, tra vigneti, strade bianche e borghi senza tempo.


Il bilancio di un’epopea

Alla fine del viaggio, restano i numeri – che raccontano una storia straordinaria:

  • 99 atleti impegnati

  • 2197,61 km percorsi

  • 9355 metri di dislivello

  • 8 località raggiunte

Ma oltre i numeri resta lo spirito: quello di chi corre non solo per il cronometro, ma per condividere fatica, paesaggi e amicizia.

E così la Corriferrara continua il suo cammino, passo dopo passo.
Perché ogni gara è una sfida.
E ogni sfida è una storia da raccontare.













martedì 3 marzo 2026

Diecimila della bilancia

 

Diecimila della Bilancia 2026: a Campogalliano una corsa che profuma di passione e rinascita

Il primo marzo 2026, le strade di Campogalliano si sono riempite di passi, respiri e battiti accelerati per la tradizionale Diecimila della Bilancia, appuntamento ormai simbolo della primavera podistica modenese. Un evento molto sentito, capace ogni anno di richiamare atleti competitivi, amatori tenaci e semplici appassionati lungo un percorso noto per essere veloce e tecnico al tempo stesso. Campogalliano, soprannominata “la città della Bilancia” per la storica tradizione legata alla pesatura e alla metrologia, custodisce anche una vocazione sportiva autentica. Tra le sue curiosità spicca il Museo della Bilancia, unico nel suo genere in Italia, che racconta il tema dell’equilibrio: una parola che, non a caso, sembra adattarsi perfettamente anche alla corsa. Equilibrio tra corpo e mente, tra ambizione e pazienza, tra fatica e soddisfazione. Quest’anno erano circa 250 gli iscritti. A guidare il gruppo, una presenza che da sola è sinonimo di resistenza e carisma: Giorgio Calcaterra. Il “re delle 100 km”, con i suoi allievi, ha imposto un ritmo alto fin dalle prime battute. A un certo punto, alcuni di loro hanno persino doppiato parte del gruppo: un’immagine potente, quasi simbolica, che racconta la velocità della gara e il livello competitivo che da tempo caratterizza queste zone del modenese, dove la corsa su strada è cultura prima ancora che sport. Tra i protagonisti di giornata anche Angelo Visentini, che ha affidato ai social un commento sincero, carico di consapevolezza:

«La strada è lunga per avere i risultati che spero, ancora qualche acciacco e mente da allenare. Migliorato di sei minuti il tempo sulla stessa gara dell’anno scorso, simbolo che il risultato viaggia passo a passo con tempo e costanza».

Parole che raccontano molto più di un cronometro. Sei minuti in meno su una 10 km non sono solo un dato tecnico: sono allenamenti all’alba, giorni in cui le gambe pesano, acciacchi da gestire e una mente da educare alla resilienza. In una gara veloce come la Diecimila della Bilancia, dove il ritmo medio è spesso aggressivo fin dal primo chilometro, migliorarsi così significa aver lavorato in profondità. La bellezza di questa competizione sta proprio qui: nella doppia anima. Da un lato i grandi nomi e i ritmi vertiginosi, dall’altro le storie personali di chi corre contro la versione di sé dell’anno precedente. È una gara che non regala nulla, ma restituisce tutto in termini di consapevolezza. Il percorso, scorrevole e lineare, favorisce i personal best, ma richiede testa lucida. I rettilinei invitano ad osare, il gruppo trascina, il pubblico incita. E quando le maglie dei più forti ti sfilano accanto o ti doppiano, invece di abbatterti ti ricordano quanto sia ampio e affascinante il mondo della corsa. La Diecimila della Bilancia si conferma così una “gran bella gara”, come l’ha definita chi l’ha vissuta da dentro. Un evento che unisce tradizione, competitività e comunità. In un territorio dove lo sport è partecipazione e orgoglio locale, correre significa anche sentirsi parte di qualcosa che cresce anno dopo anno. E se è vero che la strada è lunga, come dice Visentini, è altrettanto vero che a Campogalliano ogni passo trova il suo equilibrio. Proprio come su una bilancia: con tempo, costanza e cuore.