CORRIFERRARA, UNA SETTIMANA DI PASSI, EMOZIONI E TRAGUARDI: 947 CHILOMETRI DI STRADE CHE FANNO INCONTRARE IL MONDO
Ci sono viaggi che cominciano con una valigia e altri che iniziano allacciando un paio di scarpe. Viaggi nei quali non sempre si sa dove si arriverà, ma si scopre, passo dopo passo, qualcosa in più di sé stessi e del mondo che ci circonda.
C'è una cosa particolare che succede quando si comincia a correre. All'inizio si pensa soltanto alla strada davanti a noi, al fiato da amministrare, alle gambe che devono trovare il proprio ritmo. Poi, quasi senza accorgersene, cambia qualcosa. Si impara a guardare diversamente ciò che ci circonda, a fermarsi davanti a un panorama, a scoprire un piccolo paese che prima era soltanto un nome su una cartina. Si incontrano persone, si condividono fatiche e si raccolgono ricordi.
E qualche volta si scopre che il traguardo più bello non è quello che si taglia, ma tutto ciò che si incontra lungo il cammino.
È un po' quello che racconta il riepilogo settimanale della Corriferrara, relativo alle attività della settimana del 1° novembre 2026. Una settimana nella quale i nostri atleti hanno trasformato strade, sentieri e percorsi in altrettante occasioni per vivere, esplorare e, naturalmente, conquistare anche qualche bel risultato.
41
Atleti impegnati
947
Chilometri percorsi
26.174
Metri di dislivello totalizzati
5
Località raggiunte
Quarantuno atleti, dunque, quasi mille chilometri messi insieme e un dislivello che, se potessimo trasformarlo in una scala, ci ricorderebbe quanta fatica si nasconde dietro ogni sorriso all'arrivo. E soprattutto cinque località, cinque piccoli mondi differenti, ciascuno con le proprie caratteristiche, le proprie bellezze e le proprie storie.
DALLE MONTAGNE ALLA PIANURA, FINO A DUE CONTINENTI
Qui la montagna non regala nulla facilmente: boschi, salite, discese e sentieri che sembrano voler ricordare a ogni corridore quanto sia importante rispettare la natura e i suoi ritmi.
Le tre distanze, 20, 35 e 100 chilometri, hanno offerto sfide diverse, ma tutte accomunate dallo stesso spirito: andare avanti, un passo alla volta.
E se già 20 chilometri possono regalare emozioni, la distanza regina di 100 km, con ben 5.100 metri di dislivello positivo, appartiene a quella categoria di avventure nelle quali la corsa diventa quasi un dialogo con sé stessi. Quando le gambe chiedono una pausa, è la testa a dover trovare le parole giuste per convincerle a proseguire.
E proprio qui arriva una delle soddisfazioni più belle della settimana: Ion Coban conquista il primo posto assoluto nella 100 km! Una prestazione straordinaria, accompagnata dal terzo posto di categoria di Sabina Drimaco.
Dalle montagne passiamo poi alla pianura bolognese, a Molinella, per La Vallazza, con i suoi 13,5 chilometri.
Un territorio nel quale l'acqua ha scritto una parte importante della storia. Non a caso, il nome Molinella sembra derivare dai numerosi mulini ad acqua che un tempo sorgevano lungo l'antico corso dell'Idice. Una terra nella quale agricoltura, canali e opere idrauliche hanno modellato paesaggi e tradizioni.
Qui la fatica ha lasciato spazio anche a una bella raccolta di soddisfazioni sportive: ben sei atleti Corriferrara sono saliti sul podio delle rispettive categorie!
Ci spostiamo a Roma, dove la Corsa dei Santi ha accompagnato i partecipanti tra le meraviglie della Capitale.
Correre qui significa attraversare una città che sembra avere una storia diversa da raccontare a ogni angolo. La partenza e l'arrivo nei pressi di Piazza San Pietro, il passaggio tra il Vaticano, il centro storico e i suoi monumenti rendono questa manifestazione qualcosa che va oltre la semplice competizione. La corsa, giunta alla sua diciottesima edizione, si svolge proprio nella giornata di Ognissanti e unisce sport e solidarietà.
La distanza affrontata dai nostri colori è stata di 9,87 chilometri: poco meno di dieci chilometri di storia, bellezza e movimento.
Poi torniamo in Veneto, a Pozzonovo, in provincia di Padova, per la sesta Camminata Autunnale.
Tre possibilità, 6, 12 e 18 chilometri, per vivere una mattinata all'aria aperta, attraversando un territorio dove la pianura, i suoi paesaggi agricoli e i piccoli centri abitati invitano a rallentare lo sguardo.
Perché non sempre bisogna correre forte per godersi un percorso. A volte basta camminare, osservare e lasciarsi accompagnare dalla bellezza semplice di una giornata autunnale.
E infine, come in ogni bel racconto di viaggio che si rispetti, ecco la destinazione che allarga davvero i confini: Istanbul!
Qui Corriferrara arriva alla Istanbul Marathon, una manifestazione speciale anche per la sua particolarità geografica: Istanbul è infatti una città distesa tra Europa e Asia, separate e unite dal Bosforo.
Correre in questo scenario significa vivere un'esperienza unica, con la possibilità di attraversare il ponte intercontinentale e passare idealmente da un continente all'altro con il ritmo dei propri passi.
Le distanze affrontate sono state la maratona classica di 42,195 chilometri e la prova di 15,5 chilometri.
E viene quasi da sorridere pensando a quanto possa essere bello raccontare agli amici di aver fatto una corsa cominciata in Europa e proseguita in Asia!
IL PIACERE DI SALIRE SUL PODIO
Naturalmente, una settimana così ricca di chilometri e avventure non poteva che regalarci anche tante soddisfazioni nelle classifiche.
Ecco i nostri protagonisti.
PALAZZOLO SUL SENIO
Trail del Cinghiale – 100 km
Ion Coban
Sabina Drimaco
MOLINELLA
La Vallazza – 13,5 km
Paola Pantaleoni
Caterina Maietti
Denis Grandi
Emanuela Marangoni
Alessandro Medri
Cecilia Zocca
Un risultato collettivo davvero importante: otto piazzamenti sul podio, considerando il primo posto assoluto di Ion e gli altri sette piazzamenti di categoria? No: sono sette piazzamenti di categoria tra Palazzolo e Molinella, per un totale di otto riconoscimenti.
A tutti loro vanno i complimenti della società, ma anche a tutti gli altri atleti che hanno indossato i colori Corriferrara, affrontando distanze, salite e percorsi con entusiasmo e determinazione.
PERCHÉ CORRERE CI CAMBIA
C'è una cosa che forse non compare nelle classifiche, non si misura con il cronometro e non trova spazio nelle statistiche settimanali.
È quello che ci portiamo a casa quando torniamo da una gara.
A volte è una fotografia, altre volte un panorama rimasto impresso nella memoria. Può essere una risata condivisa durante una salita, una parola di incoraggiamento ricevuta quando le energie sembravano finite, oppure la soddisfazione di aver raggiunto un traguardo che fino a qualche tempo prima sembrava impossibile.
Correre ci insegna che il mondo è molto più grande del nostro abituale orizzonte. Ci porta in luoghi che forse non avremmo mai visitato, ci fa incontrare persone che probabilmente non avremmo mai conosciuto e ci insegna che non esiste un solo modo di vivere la fatica, la soddisfazione e la felicità.
E soprattutto ci cambia.
Perché chi corre impara a conoscere meglio sé stesso, ma anche a guardare gli altri con occhi diversi. Scopre che ognuno ha il proprio passo, i propri limiti, le proprie battaglie e i propri traguardi. E che non sempre chi arriva prima ha percorso il viaggio più difficile.
Forse è proprio questo il segreto più bello della Corriferrara: non essere soltanto un gruppo di persone che condividono la passione per la corsa, ma una comunità che, attraverso lo sport, continua a scoprire il mondo e a costruire amicizie.
Questa settimana siamo stati in cinque località, abbiamo percorso 947 chilometri e affrontato oltre 26 mila metri di dislivello. Abbiamo conquistato podi, attraversato paesaggi e vissuto nuove esperienze.
Ma soprattutto abbiamo aggiunto altre pagine al nostro libro di viaggio.
E se qualcuno ci chiedesse dove siamo arrivati, potremmo rispondere che siamo arrivati un po' più lontano di ieri, ma soprattutto che siamo tornati a casa con qualcosa in più.
Perché correre non significa soltanto percorrere chilometri. Significa imparare a viaggiare, dentro e fuori di noi.
E domani? Beh, domani c'è un'altra strada che ci aspetta. E chissà quale nuova storia avrà voglia di raccontarci.
Corriferrara: insieme, un passo alla volta, perché ogni incontro lascia una traccia e ogni strada ci cambia un po'.









































































