giovedì 23 luglio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati

 

Corriferrara, quando l'estate corre tra sogno e realtà

C'è un tempo dell'anno in cui anche le scarpe da corsa sembrano concedersi un sorriso. È il cuore dell'estate, quando le ferie riempiono valigie e spiagge, le montagne si popolano di escursionisti e le gare si fanno più rare, quasi fossero lucciole che illuminano soltanto alcune notti. Eppure, proprio come nel Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, mentre il mondo sembra rallentare, qualcosa continua a muoversi lontano dagli occhi più distratti.

Gli atleti della Corriferrara non interrompono il loro incantesimo. Se le competizioni vedono schierati pochi protagonisti, gli allenamenti raccontano una storia ben diversa: quella di chi prepara il futuro con pazienza, di chi macina chilometri senza clamore, sapendo che ogni passo di oggi sarà la forza di domani.

La settimana appena trascorsa parla con i numeri, ma soprattutto con le emozioni: 18 atleti hanno percorso 342 chilometri, affrontando un dislivello complessivo di 22.150 metri, distribuiti tra quattro località che sembrano uscite da un racconto dove natura e storia si stringono la mano.

A Solesino, nel Padovano, la Strasolesino ha regalato una veloce prova di 5,5 chilometri. Un paese il cui nome richiama il sole e che, circondato dalla quiete della pianura veneta, custodisce una tradizione podistica sempre partecipata e capace di trasformare una semplice corsa in una festa di paese.

Ben diverso il fascino di Stoccarello di Gallio, sull'Altopiano di Asiago, dove la Marcia sui Campi di Battaglia della Grande Guerra, lunga 18 chilometri, attraversa luoghi che conservano ancora il silenzio e la memoria del primo conflitto mondiale. Correre qui significa immergersi in boschi, pascoli e sentieri che un tempo videro ben altri passi, trasformando ogni chilometro in un viaggio nella storia.

Le Dolomiti hanno poi fatto da scenario alla spettacolare TransCivetta di Alleghe. Ventidue chilometri dominati dall'imponente parete nord-ovest del Monte Civetta, una delle montagne più iconiche dell'arco alpino. Qui il trail si corre rigorosamente a coppie: non basta essere forti, occorre fidarsi del proprio compagno, condividere fatica, entusiasmo e difficoltà. È una gara che insegna come il traguardo sia davvero il risultato dell'unione tra due persone, proprio come accade nelle amicizie più sincere.

Infine, Montefiorino, nell'Appennino modenese, ha ospitato la Maratonda, i classici 42,195 chilometri. Un territorio conosciuto non solo per la bellezza dei suoi paesaggi, ma anche per il suo importante ruolo nella storia della Resistenza italiana. Tra boschi, colline e piccoli borghi, ogni maratona diventa un viaggio che unisce sport, natura e memoria.

L'estate, dunque, continua a tessere il suo incantesimo. Qualcuno corre sotto il sole dell'alba, altri tra i boschi profumati di resina, altri ancora inseguono sentieri sospesi tra cielo e roccia. Le gare sono poche, è vero, ma la passione non conosce vacanze.

E come accade nelle ultime pagine del capolavoro shakespeariano, quando il sogno lentamente lascia spazio alla realtà, resta una certezza: ogni allenamento, ogni salita, ogni chilometro percorso in silenzio è un piccolo incantesimo destinato a trasformarsi, presto, in nuove imprese da raccontare.

Perché le ferie finiscono, l'estate passerà, ma il desiderio di correre continuerà a risvegliare, settimana dopo settimana, il cuore della grande famiglia Corriferrara.






mercoledì 22 luglio 2026

TransCivetta

 

TransCivetta 2026: Corriferrara conquista il regno del Civetta, dove la montagna si affronta... in due

Ci sono gare che si corrono con le gambe e altre che si affrontano soprattutto con il cuore. La TransCivetta appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Il 19 luglio 2026, tra i paesaggi spettacolari delle Dolomiti Bellunesi, 13 atleti  Corriferrara hanno preso parte a una delle competizioni trail più affascinanti del panorama italiano.

Il percorso, con i suoi 23 chilometri e 1.950 metri di dislivello positivo, parte da Listolade e conduce fino ad Alleghe, attraversando boschi, sentieri di montagna e panorami dominati dall'imponente massiccio del Monte Civetta, una delle pareti più celebri delle Dolomiti. Non a caso il Civetta è conosciuto dagli alpinisti come la "parete delle pareti": un gigante di roccia che da oltre un secolo richiama escursionisti e scalatori da tutto il mondo.

Ma la TransCivetta custodisce una particolarità che la rende davvero speciale: si gareggia esclusivamente a coppie. Non basta essere forti, veloci o allenati. Serve fiducia reciproca. I due compagni devono rimanere insieme dall'inizio alla fine, affrontando salite impegnative, discese tecniche e momenti di fatica condivisi. Quando uno rallenta, l'altro aspetta. Quando uno è in difficoltà, l'altro incoraggia. Qui il cronometro misura sì il tempo, ma racconta soprattutto una storia di collaborazione.

È questa l'essenza della TransCivetta: trasformare una gara individualmente durissima in un'avventura da vivere insieme, dove l'obiettivo non è arrivare prima del proprio compagno, ma arrivare con il proprio compagno.

Per i portacolori di Corriferrara è stata una giornata intensa, fatta di emozioni, fatica e panorami capaci di ripagare ogni passo. Tra i boschi, gli alpeggi e le vette patrimonio UNESCO, ogni chilometro ha regalato scorci che sembravano usciti da una cartolina, ricordando a tutti perché il trail running è molto più di una semplice corsa.

A racchiudere l'esperienza vissuta ci ha pensato Ilenia Ferrari, con un commento tanto semplice quanto efficace:

"Bellissimo!"

Una sola parola che racchiude il fascino della montagna, il valore della condivisione e la soddisfazione di aver portato a termine una sfida che, alla TransCivetta, non si affronta mai da soli.
















lunedì 20 luglio 2026

Marcia sui campi di battaglia della grande guerra .

                                            

Tra sentieri, storia e gambe che girano: la Marcia sui Campi di Battaglia della Grande Guerra conquista l'Altopiano

Ci sono gare che assegnano trofei importanti e altre che regalano qualcosa di ancora più prezioso: emozioni, paesaggi e ricordi. La Marcia sui Campi di Battaglia della Grande Guerra, andata in scena il 19 luglio a Stoccaredo di Gallio, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Diciotto chilometri non competitivi immersi nel cuore dell'Altopiano di Asiago, dove ogni passo racconta una storia. Qui il cronometro passa quasi in secondo piano, mentre a fare la differenza sono il silenzio dei boschi, il profumo dei prati d'alta quota e quei sentieri che, oltre un secolo fa, videro uno dei capitoli più duri della Prima Guerra Mondiale.

Stoccaredo, una delle suggestive frazioni di Gallio, è un piccolo gioiello sospeso tra natura e memoria. Non lontano si trovano trincee, camminamenti e postazioni che ancora oggi testimoniano quanto fosse strategico questo territorio durante il conflitto. Correre o camminare in questi luoghi significa attraversare un museo a cielo aperto, dove il rispetto per la storia si intreccia con la bellezza di un paesaggio che ha saputo rinascere.

L'Altopiano, del resto, ha un fascino tutto suo. C'è chi dice che l'aria fresca aiuti i polmoni, chi sostiene che siano i panorami a far dimenticare la fatica e chi, più semplicemente, torna ogni anno perché qui ci si sente davvero a casa. Probabilmente hanno ragione tutti.

A descrivere perfettamente lo spirito della giornata è stato il commento di Michele Tuffanelli,   che ha voluto rendere omaggio a tutti i partecipanti:

"Ok non sarà il grande palcoscenico del Civetta... occupato questo spazio per fare i complimenti a tutti i ragazzi/e che hanno fatto quella gara qualsiasi risultato abbiano fatto... ma per me questa marcia ha tra l'altro un percorso veramente bello, d'altronde, sull'altopiano è sempre bello correre. È un avvicinamento alle gare competitive che sono alle porte, le gambe stanno girando bene."

Parole semplici, ma autentiche. Perché, in fondo, non serve sempre il prestigio di una gara iconica per vivere una bella giornata di sport. Esistono eventi che, lontani dai riflettori, riescono a lasciare un segno proprio grazie alla loro genuinità.

E poi c'è quel passaggio che molti podisti conoscono bene: "le gambe stanno girando bene". È una frase che vale quasi quanto una medaglia. Significa che il lavoro fatto nei mesi precedenti comincia a dare i suoi frutti, che la forma cresce e che le grandi sfide dell'estate si avvicinano con il sorriso.

La Marcia sui Campi di Battaglia rappresenta proprio questo: un banco di prova, un allenamento speciale, ma anche un'occasione per rallentare lo sguardo e ricordare che sotto quelle scarpe scorrono sentieri che un tempo furono teatro di sacrifici immensi. Oggi, fortunatamente, il rumore che li attraversa è quello dei passi dei podisti, delle risate tra amici e degli incoraggiamenti lungo il percorso.

Forse è questa la vittoria più bella: vedere luoghi che hanno conosciuto la guerra trasformarsi in spazi di incontro, sport e condivisione.

Complimenti a tutti coloro che hanno affrontato i 18 chilometri, indipendentemente dal tempo impiegato. Perché ci sono classifiche che finiscono il giorno stesso... e percorsi che, invece, restano impressi nella memoria molto più a lungo.







Strasolesino.

 

Strasolesino, quando la pianura racconta storie e persino una pestata di... fortuna

Ci sono corse che si ricordano per il cronometro e altre che restano impresse per i racconti che nascono dopo aver tagliato il traguardo. La Strasolesino, andata in scena sabato 18 luglio a Solesino, è una di quelle manifestazioni che sembrano uscite da uno dei vecchi racconti della Bassa Padana, dove il caldo della sera si mescola al profumo dei campi, il tempo rallenta e ogni gara diventa una piccola storia da tramandare. Solesino, adagiata nella pianura padovana tra canali e campagne, deve probabilmente il suo nome alle antiche acque salmastre che un tempo caratterizzavano queste terre, bonificate con il lavoro paziente di generazioni di uomini. Qui la pianura non offre grandi salite, ma insegna un'altra forma di rispetto: quello per il sole estivo, per il vento che arriva improvviso e per quella nebbia che, nei mesi freddi, sembra voler custodire antiche leggende. C'è chi racconta che lungo gli argini, nelle sere più silenziose, si possano ancora immaginare i passi dei "cavallanti", i trasportatori che percorrevano queste strade con carri e cavalli, quando la Bassa era un intreccio di commerci, racconti e osterie. In questo scenario è tornato finalmente ad indossare il pettorale Alessandro Medri, che ha affidato ai social poche parole, ma ricche di significato:

"Ritorno alle gare dopo lungo tempo. Buone sensazioni, presupposto per tornare rapidamente ai livelli di qualche mese fa."

Chi corre sa quanto valgano quelle "buone sensazioni". Sono molto più importanti di un piazzamento. Dopo uno stop, ritrovare il piacere della corsa significa aver già vinto una delle sfide più difficili: quella con sé stessi. E se il motore ha ricominciato a girare con fluidità, il resto arriverà con pazienza e chilometri. Ma ogni gara ha bisogno anche della sua pagina più divertente, e questa volta il premio va senza discussione a Sara Melloni,   che ci regala un racconto destinato a entrare negli annali delle cronache podistiche.

"Una bella serata per motivarmi a correre un po', considerato che dai tempi di Scardovari mi sono dedicata soltanto ai dolci paesaggi di pianura in sella alla mia amata bici, ricordo di mio nonno, grande appassionato delle due ruote con motore umano.

La corsa si è svolta senza particolari drammi, mentre il dopo gara è stato caratterizzato da una bella pestata di cacca, che mi ha sporcato non solo le scarpe, ma tutti i vestiti, come se si fossero rotte le assi delle latrine degli anni Quaranta.

Gradevole terzo tempo insieme agli atleti più bravi, mi hanno ricordato che, a volte, va bene anche vincere, e non solo partecipare."

Sara, bisogna riconoscerlo, ha un talento naturale nel trasformare un piccolo incidente di percorso in un racconto epico. L'immagine delle "assi delle latrine degli anni Quaranta" è talmente vivida che quasi si sente il pubblico trattenere il fiato... e forse anche il naso! Ma attenzione: quella che può sembrare una disavventura potrebbe essere, in realtà, un autentico colpo di fortuna. Nel mondo dello spettacolo, infatti, l'augurio "merda!" è da sempre sinonimo di successo. L'origine risale all'Ottocento, quando gli spettatori raggiungevano il teatro in carrozza o a cavallo: più escrementi di cavallo si accumulavano davanti all'ingresso, maggiore era l'affluenza del pubblico e più grande sarebbe stato il successo della rappresentazione. Insomma, Sara, se la tradizione vale ancora, dopo una pestata di quelle proporzioni c'è da aspettarsi una stagione memorabile. A questo punto non resta che sperare che la fortuna abbia interpretato il messaggio nel modo giusto... e che per le prossime gare basti ricevere gli auguri senza doverne sperimentare personalmente gli effetti speciali! Il bello della corsa è proprio questo. C'è chi torna con fiducia, come Alessandro, chi riscopre il piacere di correre alternandolo alle pedalate nel ricordo affettuoso del nonno, e chi riesce persino a trasformare una scarpa irrimediabilmente compromessa in una storia che farà sorridere gli amici per molto tempo. Perché il cronometro fotografa un risultato, ma sono gli episodi, le risate condivise nel terzo tempo e quei racconti coloriti che nascono spontaneamente tra compagni di corsa a rendere davvero speciale una serata d'estate nella Bassa. E, in fondo, anche questo è il fascino delle corse popolari: partire con un pettorale, arrivare con un sorriso e tornare a casa con una storia da raccontare. Anche quando... bisogna prima pulire le scarpe.








venerdì 17 luglio 2026

Trail della Val Cenedola: 4 presenze per Corriferrara sugli appennini parmensi

Trail della Val Cenedola 2026: Corriferrara protagonista sui sentieri di Bore

Domenica di grande trail running a Bore, in provincia di Parma, dove si è disputata la 10ª edizione del Trail della Val Cenedola.

La gara principale si è sviluppata su un percorso di 21,4 km con 1.030 metri di dislivello positivo, tra sentieri, boschi e salite dell’Appennino parmense. Un tracciato impegnativo, reso ancora più selettivo dalle alte temperature, che ha richiesto agli atleti una gestione attenta delle energie.

Alessio Gatti domina la gara maschile

Il successo assoluto è andato ad Alessio Gatti, portacolori dell’Atletica Levante, che ha preso il comando fin dalle prime fasi della competizione, imponendo un ritmo insostenibile per gli avversari.

Gatti ha concluso la propria prova in 1h45’08”, precedendo Andrea Bonici dell’Atletica Casone Noceto, vincitore dell’edizione precedente e leader del circuito Trail Running Parma.

Terzo posto per Tommaso Paltrinieri dell’Eridano Adventure, seguito da Mark Penna e Francesco Amade Sarzi.

Irina Vizitiu vince la prova femminile

Nella gara femminile si è imposta Irina Vizitiu dell’Atletica Casone Noceto, capace di tagliare il traguardo in 2h23’51”.

Alle sue spalle si sono classificate Natalia Aiosa, distanziata di appena 1’22”, ed Elena Nicorici, compagna di squadra della vincitrice, terza a 5’27”.

Corriferrara in gara al Trail della Val Cenedola

Quattro gli atleti Corriferrara – Runner’s School Italia presenti sulla distanza principale, tutti arrivati al traguardo dopo aver affrontato i 21,4 km e i 1.030 metri di dislivello del percorso.

Il migliore del gruppo è stato Pierre Casole, che ha concluso la gara al 24° posto assoluto in 2h37’34”.

Pierre ha affrontato il Trail della Val Cenedola con una gestione prudente, senza forzare oltre il necessario, considerando l’importante appuntamento che lo attende nel fine settimana successivo: il Monterosa WalserWaeg by UTMB.

Casole sarà infatti impegnato sulla durissima distanza di 82 km con circa 6.000 metri di dislivello positivo, una prova che richiederà grande resistenza, preparazione ed esperienza nella gestione delle lunghe distanze.

Risultati Corriferrara

  • 24° Pierre Casole – 2h37’34” – 918 punti
  • 30° Massimo Corà – 2h40’49” – 914 punti
  • 63ª Elisa Romani – 3h26’55” – 858 punti
  • 64ª Sabina Drimaco – 3h35’20” – 848 punti

Le parole di Massimo Corà

«Ieri ultima gara di questa prima fase del mio ritorno al trail.

Eravamo al Trail della Val Cenedola, a Bore, sugli Appennini parmensi.

Arrivo alla fine di queste settimane bello stanco, ma con la sensazione di riprendere sempre più confidenza con i chilometri e il dislivello! 🙂💪»

La gara sui 12 chilometri

Grande partecipazione anche sul percorso medio di 12 km con 482 metri di dislivello, valido per il circuito UISP Parma for Running Strada & Trail.

La vittoria maschile è andata a Cristian Ciobanu del CUS Parma, primo al traguardo in 57’00”, davanti a Gianluca Pinotti e Michele Capretti.

Tra le donne successo per Valeria Poltronieri della Cittadella 1592 Parma, vincitrice in 1h13’31”. Sul podio anche Novella Baldini e Anna Pelizzoni.

Una giornata di sport sull’Appennino parmense

La manifestazione, valida per il Circuito Trail Running Parma, per il Trofeo Alte Valli sulla distanza lunga e per il Circuito UISP Parma for Running Strada & Trail sulla prova corta, ha confermato il buon livello organizzativo della Polisportiva Bore.

Fondamentale anche il contributo dei volontari impegnati lungo il percorso, nei ristori e nei servizi di assistenza, che hanno permesso agli atleti di gareggiare in sicurezza e di vivere una giornata di trail running tra sport, natura e condivisione.

Il video del Trail della Val Cenedola

giovedì 16 luglio 2026

Riepilogo settimanale attività podistica e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara, settimana in modalità "vacanze": pochi pettorali, tanta qualità e un podio che illumina il weekend

Luglio è quel periodo dell'anno in cui le scarpe da running devono contendersi lo spazio in valigia con costume, ciabatte e crema solare. Non stupisce quindi che anche tra gli atleti Corriferrara si sia registrata una fisiologica flessione nelle presenze: appena nove portacolori impegnati nel fine settimana. Ma, come spesso accade, non è la quantità a raccontare una squadra.

Il bilancio parla di 123 chilometri percorsi, 3.186 metri di dislivello positivo e quattro località diverse, sparse tra Veneto, Piemonte, Lazio ed Emilia-Romagna. Un piccolo giro d'Italia corso a colpi di pettorale.

A Laghi, il più piccolo comune della provincia di Vicenza, gli atleti hanno preso parte alla suggestiva Marcia del Ciclamino sulle distanze di 15 e 22 chilometri. Un territorio che, tra boschi, torrenti e sentieri immersi nel verde, offre scorci che sembrano usciti da una cartolina. Il nome della manifestazione richiama il ciclamino selvatico, fiore simbolo di queste montagne, che in stagione colora il sottobosco con le sue sfumature delicate.

Ben diverso lo scenario di Pradleves, nel cuore delle Alpi cuneesi, dove il Curnis Auta Trail ha messo a dura prova gambe e fiato. Qui il dislivello non concede tregua e ogni metro conquistato regala panorami spettacolari sulle vallate occitane. Una gara che premia preparazione, resistenza e capacità di gestire la montagna.

Dal Piemonte al Lazio, con la Cronoscalata dei Forti di Colonna, prova breve ma intensa di appena 4,9 chilometri. Colonna, adagiata sui Colli Albani, custodisce un centro storico ricco di fascino e ricorda come, a volte, anche le gare più corte riescano a lasciare il segno quando la strada punta ostinatamente verso l'alto.

Infine Cà de Fabbri, nel Bolognese, ha ospitato la tradizionale "La 8 del Passero", appuntamento che ogni estate richiama appassionati desiderosi di correre in un'atmosfera genuina e conviviale, dove il cronometro conta, ma il piacere di ritrovarsi ancora di più.

Se la partecipazione è stata inevitabilmente ridotta dal richiamo delle ferie, la settimana ha comunque regalato una soddisfazione speciale grazie a Cosetta Brombin, protagonista al Curnis Auta Trail sulla distanza di 13,25 chilometri con 886 metri di dislivello, dove ha conquistato un prestigioso primo posto di categoria. È stata l'unica atleta Corriferrara a salire sul podio nel weekend, dimostrando ancora una volta che anche quando il gruppo si assottiglia c'è sempre qualcuno pronto a tenere alta la bandiera della società.

L'estate, del resto, è fatta così: qualcuno rincorre il fresco della montagna, qualcuno il mare, qualcuno un gelato... e qualcuno continua a rincorrere il traguardo. Le classifiche possono aspettare settembre, ma la voglia di correre, quella, non va mai in vacanza. E se questa settimana i numeri sono stati più contenuti, resta la certezza che ogni chilometro percorso con la maglia Corriferrara contribuisce a scrivere una storia fatta di passione, amicizia e spirito di squadra.






martedì 14 luglio 2026

Marcia del ciclamino

 

Marcia del Ciclamino: a Laghi dove l'allenamento incontra la bellezza e il cuore della montagna

Ci sono gare che si corrono con il cronometro e altre che si vivono con gli occhi, con il fiato e con il sorriso. La Marcia del Ciclamino, andata in scena il 12 luglio 2026 a Laghi, in provincia di Vicenza, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Con due percorsi da 22 e 15 chilometri, la manifestazione ha richiamato tanti appassionati desiderosi di mettersi alla prova lungo sentieri impegnativi, immersi in uno degli angoli più suggestivi e meno conosciuti delle Prealpi Vicentine. Un appuntamento che dimostra ancora una volta come le marce non competitive del Veneto rappresentino un patrimonio sportivo e umano fatto di volontari, accoglienza, ristori genuini e paesi che, per un giorno, si trasformano in una grande festa.

Laghi, il comune più piccolo della provincia di Vicenza, è un gioiello incastonato tra boschi, vallate e montagne. Deve il suo nome ai due piccoli specchi d'acqua che impreziosiscono il paese, ma il suo fascino va ben oltre. Qui i sentieri si arrampicano con decisione sui versanti, regalando panorami che spaziano fino alle Piccole Dolomiti, tra faggi, castagni e pareti di roccia. È una terra dove la natura detta il ritmo e dove ogni salita sembra voler raccontare una storia.

Tra le curiosità locali si tramanda che questi boschi fossero un tempo rifugio di boscaioli e contrabbandieri, mentre le montagne circostanti hanno alimentato nei secoli racconti di misteriose presenze e di antichi spiriti dei boschi, leggende nate quando il silenzio della montagna veniva interrotto soltanto dal vento e dallo scorrere dell'acqua.

Per chi ama il trail e il trekking, Laghi è sinonimo di percorsi "veri": salite che mettono alla prova le gambe, discese tecniche e continui cambi di ritmo. Un terreno perfetto per costruire forza e resistenza, senza la pressione della competizione.

Ed è proprio questo lo spirito che emerge dalle parole di Michele Tuffanelli, che insieme a Letizia ha scelto ancora una volta questo appuntamento.

"Chi lo dice che per fare un buon allenamento c'è bisogno di fare competitive e un sacco di D+? Le marcie nel Veneto offrono tutto questo e con 4 euro hai km, d+, ristori, ospitalità e un paese in festa. Con Letizia siamo tornati anche quest'anno a Laghi famoso oltre che per i suoi Laghi anche per i suoi percorsi molto allenanti con km e D+ importanti e dopo una settimana di stop per infortunio scelgo la 22 km direi che è andato tutto bene. Letizia dopo un break abbastanza lungo per un problema ad un piede è tornata sui sentieri della 15 km, sembra tutto apposto, per il terzo tempo allego foto perché è un posto incredibile tutto da scoprire. Chi si vuole aggregare il prossimo anno..."

Parole semplici, ma capaci di racchiudere l'essenza di queste manifestazioni. Non servono medaglie prestigiose o classifiche per vivere una giornata speciale. A volte basta ritrovare il piacere di correre, di condividere il sentiero con gli amici, di fermarsi a un ristoro per scambiare due parole con chi, fin dalle prime ore del mattino, lavora con il sorriso per accogliere tutti.

Per Michele la soddisfazione è doppia: dopo una settimana di stop forzato per un infortunio, la scelta della distanza più lunga rappresentava un piccolo banco di prova, superato con sensazioni positive. Ancora più bello il ritorno di Letizia, che dopo un lungo periodo di pausa causato da un problema al piede ha potuto finalmente ritrovare il contatto con i sentieri, assaporando nuovamente quella libertà che solo la corsa nella natura sa regalare.

E poi c'è il "terzo tempo", quello che nelle marce è quasi importante quanto il percorso stesso: tavolate, sorrisi, prodotti del territorio e la scoperta di piccoli borghi che spesso rimangono fuori dai circuiti turistici più battuti. È lì che si comprende davvero il valore di queste manifestazioni, capaci di unire sport, turismo e comunità.

La Marcia del Ciclamino continua così a confermarsi molto più di una semplice camminata o corsa non competitiva: è un invito a rallentare, a riscoprire luoghi autentici e a ricordare che il miglior allenamento non si misura soltanto in chilometri o metri di dislivello, ma nelle emozioni che si portano a casa.

Perché ci sono sentieri che allenano le gambe... e altri che, senza fare rumore, allenano anche il cuore. E Laghi è uno di quei luoghi che, una volta scoperti, fanno nascere una sola certezza: prima o poi, ci si torna.













giovedì 9 luglio 2026

Riepilogo settimanale e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara, il canto della settimana: quando il passo diventa epopea

Vi sono settimane che scorrono lievi come l'acqua di un torrente. Ed altre che si elevano, superbe, come una vetta conquistata. Quella appena trascorsa appartiene senza esitazione alle seconde.

54 atleti hanno indossato i colori di Corriferrara come antichi cavalieri vestivano il proprio vessillo, disseminando il loro ardore attraverso undici località, percorrendo 894 chilometri e vincendo 18.088 metri di dislivello, quasi a voler contendere alle montagne il diritto di toccare il cielo.

Ogni chilometro è stato una sillaba. Ogni salita un'invocazione. Ogni traguardo una promessa mantenuta.

Da Bologna, la Dotta, custode di torri medievali e di portici infiniti, il cammino si è innalzato fino a Casaglia e al santuario di San Luca, dove il celebre portico, con le sue 666 arcate, continua ad alimentare la leggenda del "Portico del Diavolo". La tradizione popolare racconta che quel numero rappresenti il serpente del male, simbolicamente schiacciato dalla Madonna custodita sul colle. Altre storie, più romantiche, narrano di innamorati che, separati dal destino, avrebbero lasciato tra quelle arcate il proprio eterno rimpianto. E proprio lungo quel percorso, dove storia e leggenda si sfiorano, gli atleti hanno scritto un'altra pagina di passione.

A Solarolo, il Memorial Conti ha rinnovato il valore della memoria attraverso lo sport; ad Asiago, sull'Altopiano segnato dalle cicatrici della Grande Guerra, la Strafexpedition ha riportato i corridori sui sentieri percorsi un secolo fa dai soldati, trasformando il sacrificio della storia nella libertà della corsa.

Le colline dell'Appennino hanno accolto il 22° Giro dei Due Castelli a Rocca di Roffeno, dove le antiche fortificazioni sembrano ancora vegliare sui viandanti. Più a nord, Erbezzo, cuore della Lessinia e terra dell'antica cultura cimbra, ha ospitato la durissima Tzimbar Race, dove il silenzio dei pascoli viene spezzato soltanto dal respiro degli atleti.

A Correggio, patria del grande pittore Antonio Allegri detto il Correggio, la staffetta ha celebrato il valore dell'unione, mentre Serra de' Conti, incastonata tra le dolci colline marchigiane, ha messo alla prova la perseveranza nella sua affascinante Sei Ore.

Le Dolomiti hanno poi spalancato il loro magnifico scenario nella Primiero Marathon, a Fiera di Primiero, dove ogni passo sembra dialogare con le Pale di San Martino, cattedrali di pietra innalzate dalla natura.

L'argine del Po ha accolto la corsa di Santa Maria Maddalena, dove il grande fiume continua, da secoli, a scandire il ritmo della vita di queste terre.

Quindi Asolo, la "Città dai Cento Orizzonti", amata da poeti, artisti e viaggiatori, ha fatto da teatro alla leggendaria 100 Chilometri, una distanza che appartiene più all'anima che alle gambe.

Infine Filo, con la quiete della Tenuta Garusola e con il Campionato Provinciale Ravennate, ha ricordato come anche le manifestazioni più raccolte custodiscano il medesimo valore: quello dell'incontro, della condivisione e della passione autentica.

Ma ogni epopea possiede i propri volti luminosi.

Ed è ancora una volta il volto delle donne a risplendere con forza.

Sulla salita verso San Luca, dove il cuore batte al ritmo delle antiche arcate e il respiro si misura con la pietra secolare, Paola Pantaleoni ha nuovamente conquistato il gradino più alto del podio di categoria. Sembra quasi che la vetta la riconosca come una presenza familiare, tanto spesso il suo nome ritorna là dove il merito si veste d'oro. Neppure l'imminenza delle vacanze riesce a sottrarla a quella consuetudine ormai divenuta splendida tradizione: il podio continua a custodire il suo posto.

Accanto a lei, altre due protagoniste hanno impreziosito la giornata con la grazia e la determinazione proprie delle autentiche campionesse.

Monica Fogli, seconda di categoria, ha trasformato la fatica in elegante costanza, mentre Giulia Monesi, terza di categoria, ha dimostrato come la tenacia sappia sempre trovare il proprio premio.

Tre atlete, tre storie differenti, unite dalla medesima nobiltà del gesto atletico. Il loro successo non rappresenta soltanto un risultato personale: è il riflesso di una squadra che cresce, che sostiene, che valorizza il talento femminile e che continua a scrivere pagine sempre più luminose della propria storia.

Così si conclude questa intensa settimana.

Non resta soltanto il computo dei chilometri o dei metri di salita. Rimane qualcosa di assai più prezioso: il ricordo di uomini e donne che hanno scelto ancora una volta di affidare ai propri passi il linguaggio della volontà.

Perché ogni corsa termina.

Ma l'eco delle grandi imprese continua a risuonare, come il vento che attraversa le montagne, accarezza le colline, sfiora il Po e torna, immancabile, a chiamare nuovi corridori verso un altro orizzonte.













mercoledì 8 luglio 2026

Casaglia - San Luca

 

Casaglia–San Luca, quando la fatica incontra la magia: Corriferrara conquista il podio al femminile

Ci sono gare che si corrono con le gambe. E poi ci sono gare che si affrontano anche con il cuore. La 42ª Casaglia–San Luca, andata in scena venerdì 3 luglio sulle colline di Bologna, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Dieci chilometri e duecento metri, 335 metri di dislivello e un tracciato capace di raccontare la storia di una città, di mettere alla prova il fisico e, allo stesso tempo, regalare emozioni che restano impresse ben oltre il traguardo.

La salita verso il Santuario di San Luca non è mai soltanto una salita. È un viaggio attraverso il celebre portico che accompagna i podisti fino alla basilica, un'opera unica al mondo con le sue 666 arcate. Un numero che ha alimentato nei secoli leggende e curiosità: secondo la tradizione, il portico rappresenterebbe il serpente, simbolo del demonio, schiacciato dalla Madonna proprio sulla sommità del colle. Per questo è conosciuto anche come il suggestivo "Portico del Diavolo", dove storia, fede e fantasia si intrecciano ad ogni passo.

E tra le tante storie popolari non manca quella della maledizione degli innamorati: si racconta che le coppie che percorrono insieme l'intero portico prima del matrimonio rischino di non arrivare mai all'altare. Una leggenda che strappa un sorriso ai romantici e che, anche quest'anno, ha accompagnato i circa 650 partecipanti, tutti più concentrati sulla fatica della salita che sugli antichi presagi.

Nata oltre quarant'anni fa, la Casaglia–San Luca è diventata una delle gare simbolo dell'estate bolognese, un appuntamento che richiama ogni anno runner pronti a sfidare uno dei percorsi più affascinanti e impegnativi dell'Emilia-Romagna. L'organizzazione, ancora una volta impeccabile, ha saputo gestire al meglio una manifestazione partecipata e sentita.

Tra i protagonisti della serata anche Corriferrara, che ha conquistato un prestigioso 5° posto nella classifica di società a punteggio, confermando ancora una volta la forza e la compattezza del gruppo.

Ma è stato soprattutto il settore femminile a lasciare il segno.

Paola Pantaleoni ha confermato il suo straordinario stato di forma conquistando il 1° posto di categoria. Una vittoria che sembra ormai diventata un'abitudine: neppure alla vigilia delle vacanze Paola ha voluto lasciare libero il gradino più alto del podio.

Accanto a lei sono arrivate anche le splendide prestazioni di Monica Fogli, seconda di categoria, e Giulia Monesi, terza di categoria, completando una serata ricca di soddisfazioni per i colori biancazzurri.

Al termine della gara, il sorriso di Paola raccontava più di qualsiasi cronometro:

"Venerdì sera: 42ª Casaglia San Luca e mia seconda partecipazione. Questa gara è sempre un insieme di fatica, emozioni e soddisfazioni… bellissima! Grazie per l'organizzazione! Eravamo in 650 e tutto ha funzionato alla perfezione. Bravi! Primo posto di categoria e 5ª società premiata a punteggio. Foto anche con la mia amica campionessa Monica. E adesso possono iniziare le ferie."

Parole semplici che racchiudono perfettamente lo spirito di questa manifestazione: competizione, amicizia, condivisione e la soddisfazione di conquistare ogni metro di salita.

Prima delle meritate vacanze, Corriferrara mette così in bacheca un'altra splendida serata, impreziosita da tre podi femminili e da un risultato di squadra che conferma il valore del gruppo. Perché certe salite, quando si affrontano insieme, sembrano un po' meno ripide. E arrivare davanti alla Basilica di San Luca, con il panorama di Bologna ai propri piedi, è una ricompensa che vale tutta la fatica.