martedì 17 marzo 2026

Corri nell'Oasi

 

C’è un momento, nelle prime giornate di primavera, in cui l’aria sembra trattenere il respiro: la terra si risveglia, i colori si accendono con discrezione e il tempo pare dilatarsi, quasi a voler accompagnare ogni passo. È in questa atmosfera sospesa che, il 15 marzo 2026, si è svolta la “Corri nell’Oasi”, corsa non competitiva di 14 km immersa nel cuore verde di Bentivoglio. Il percorso si snodava attorno e dentro l’Oasi La Rizza, un piccolo gioiello naturalistico della bassa bolognese, dove canneti, specchi d’acqua e sentieri campestri custodiscono una biodiversità sorprendente. Un tempo risaia, oggi l’oasi è un rifugio per uccelli migratori e per chiunque cerchi un contatto autentico con la natura. Correre qui non è solo sport: è un invito ad ascoltare il fruscio dell’erba, il richiamo lontano dei fagiani e il ritmo lieve della campagna. Tra i circa 900 partecipanti, tra runner e camminatori, anche sei atleti di Corriferrara hanno preso parte all’evento, portando con sé non solo la voglia di correre, ma soprattutto il piacere dello stare insieme.

Andrea Rubbini   racconta con entusiasmo la sua prima esperienza:

Una piacevolissima giornata con una corsetta in campagna! È stata la mia prima partecipazione a questa bella manifestazione, ben organizzata, con un percorso collaudato attorno e dentro l’Oasi naturalistica La Rizza di Bentivoglio. Con più di 900 partecipanti tra competitivi e camminatori, un bel sole ed un’aria ancora frizzantina, il contesto della gara era davvero entusiasmante. Alla fine i 14 km sono volati, ed un bel ristoro finale è stato più che meritato!

E in effetti, quel “volare” dei chilometri sembra essere una costante quando il paesaggio accompagna e la compagnia scalda il cuore. Non è solo il gesto atletico a rendere speciale una giornata così, ma la condivisione di sorrisi, parole e silenzi.

Cristian Mantovani coglie proprio questo spirito:
Una domenica immersi nella bellezza dell’Oasi La Rizza: la solidarietà come obiettivo e il sorriso degli amici ‘il gruppone di misto fritto’ a fare da cornice.”

Un’immagine vivace e sincera, che restituisce il senso più autentico della manifestazione: un incontro di persone prima ancora che di atleti.

E poi c’è lo sguardo poetico di Sara Sacchelli, che si posa sui dettagli più umani e delicati:
Bellissimo ritrovarsi tutti insieme alla partenza delle camminate campagnole!!! C’è una mescolanza fraterna di magliette colorate, ognuno la sua squadra ma siamo tutti amici!! Salutiamo, ci facciamo foto, chiacchieriamo quasi a perdere il fischio della partenza… sicuramente la parte più bella della corsa!!” 

È proprio lì, in quell’attesa vibrante, che si coglie il cuore dell’evento: una comunità temporanea che nasce tra una risata e una fotografia.

Sara prosegue descrivendo una giornata perfetta, in cui la natura si fa protagonista:
Seconda edizione della camminata nella natura della bassa bolognese. L’oasi di Bentivoglio si è riempita di fagiani (non tutti volatili). Giornata perfetta, né caldo né freddo e in questo periodo di inizio primavera esplodono tutti i profumi.”

"Un percorso misto tra sterrato e asfalto, completamente presidiato, con ristoro a metà e un accogliente pasta party finale", dettagli che raccontano un’organizzazione attenta e generosa. E come in ogni storia che si rispetti, non manca una sorpresa: “Nel pacco gara anche un albero (giuro!)”.

Un simbolo semplice ma potente, che racchiude il senso profondo della manifestazione: correre insieme, prendersi cura del territorio e lasciare, passo dopo passo, qualcosa di vivo. “Corri nell’Oasi” non è solo una corsa. È un piccolo viaggio condiviso, dove il tempo si misura in sorrisi e il traguardo più bello è quello che si raggiunge insieme.











Ultrabericus Urban Trail

 

Corriferrara sugli antichi sentieri di Vicenza: emozioni all’Ultrabericus Urban Trail

Sabato 14 marzo le strade acciottolate, le scalinate e i sentieri che abbracciano i colli attorno a Vicenza hanno fatto da palcoscenico a una delle gare più affascinanti del panorama trail urbano: l’Ultrabericus Urban Trail.

Un percorso di 23 km e circa 800 metri di dislivello che, più che una semplice competizione, è stato un viaggio romantico tra storia, natura e fatica. Vicenza, città palladiana, custodisce infatti un intreccio di antiche scalinate, sentieri tra ulivi e stradine panoramiche che collegano il cuore monumentale ai Colli Berici. Correre qui significa attraversare epoche diverse, con il respiro che si mescola al silenzio dei boschi e agli echi della città.

Corriferrara c’è

Alla partenza anche il gruppo di Corriferrara, presente con sette atleti, uniti dalla voglia di mettersi alla prova su un tracciato tanto affascinante quanto insidioso.

L’Ultrabericus è una gara che inganna: il dislivello contenuto racconta solo una parte della storia. Le scalinate, i cambi di ritmo e i continui saliscendi rendono ogni chilometro più intenso, più “vero”.

La voce di Massimo Corà 

Tra i protagonisti della giornata, Massimo Corà ha descritto così il suo ritorno al trail:

Dopo tanti mesi si torna in gara Trail. Gara con poco dislivello, molto corribile e quindi più tosta di quanto dice il D+. Molto felice del risultato in questa settimana che arriva tra i due lunghi per la Maratona di Rimini! Bello il tifo del nostro Top Runner Carlo Barbieri sul percorso. Stanco ma molto contento!

Un racconto che profuma di sacrificio, ma anche di equilibrio: quello di chi costruisce forma e fiducia passo dopo passo.

L’emozione di una prima volta

Se per qualcuno è stato un ritorno, per Giulia Maccagnani è stata una scoperta, di quelle che restano dentro:

Prima gara di trail running per me e primi 23 km. Esperienza indimenticabile, ho pianto all’arrivo. Organizzazione impeccabile dal mio punto di vista. E grazie ai miei compagni di avventura, a tutti i ragazzi del gruppo Corriferrara.”

Parole semplici, ma potentissime. Perché il trail, spesso, non è solo competizione: è un viaggio personale, fatto di fatica, condivisione e piccole grandi conquiste. E quel pianto sul traguardo racconta più di qualsiasi classifica.

Trail urbano tra storia e passione

Una delle curiosità più affascinanti dell’Ultrabericus è proprio la sua anima ibrida: città e natura che si fondono senza soluzione di continuità.

Si corre su scalinate secolari, alcune con oltre 200 gradini consecutivi, per poi ritrovarsi su sentieri che si aprono tra vigneti e colline, con panorami che abbracciano Vicenza dall’alto. È un continuo alternarsi di fatica e meraviglia, dove ogni svolta regala una nuova prospettiva.

Stanchezza felice

Per Corriferrara resta una giornata intensa, vissuta fino in fondo.
Una di quelle gare che lasciano il segno: nelle gambe, certo, ma soprattutto nella memoria.

Perché in fondo il trail è questo:
arrivare stanchi, magari con gli occhi lucidi, ma profondamente felici.






lunedì 16 marzo 2026

Trail della Busca. Tuffanelli 3° assoluto.

 

Trail della Busca: quando il cuore corre più veloce delle gambe

Il 15 marzo 2026, tra le colline e i sentieri ancora umidi di primavera attorno a San Mamante, il Trail della Busca ha regalato molto più di una semplice gara. È stata una giornata fatta di sorrisi, fatica condivisa e quella magia che solo il trail running sa creare: il contatto con la natura, con gli altri e con qualcosa di più grande di noi.

L’evento, organizzato con passione dall’ASD DAS – Domani Arriva Sempre, porta già nel nome il suo messaggio più bello. “Domani arriva sempre” non è soltanto uno slogan: è uno stile di vita, un invito a guardare avanti, a correre insieme e soprattutto a dare visibilità e sostegno ai ragazzi con disabilità cognitive. Una filosofia che rende questa manifestazione volutamente diversamente non competitiva, dove la classifica passa in secondo piano rispetto ai valori di condivisione e inclusione.

Il quartier generale della giornata era immerso nel verde dell’Azienda Agricola Muta, cornice perfetta per due percorsi intensi e autentici:

  • 16,5 km con 850 metri di dislivello positivo, un tracciato tecnico e affascinante;

  • 10,5 km con 650 metri di dislivello, più breve ma tutt’altro che semplice, con alcuni passaggi volutamente lasciati “wild”, a ricordare che il trail è anche spirito d’avventura.

Tra i partecipanti non potevano mancare i colori di Corriferrara, rappresentati da Michele Tuffanelli e Maria Letizia Milani.

Il volo di Tuffanelli 

Sui 16,5 km Michele Tuffanelli ha firmato una prova di grande carattere, conquistando uno splendido terzo posto assoluto. Una prestazione che parla di gambe forti, ma soprattutto di passione e rispetto per lo spirito della manifestazione.

Il suo racconto, a fine gara, restituisce perfettamente l’atmosfera della giornata:

Mi piace iniziare così: D.A.S Domani arriva sempre ASD, com’è nello spirito di questa diversamente non competitiva, come piace definirla all’organizzazione. Questo bel trail nasce proprio dal voler non prendersi troppo sul serio e dal dare visibilità e sostegno a ragazzi con disabilità cognitive.
Bella la location all’Azienda Agricola Muta, con un percorso di 16,500 km e 850 metri di dislivello di tutto rispetto. C’era anche la 10,500 con 650 di D+, dove Letizia se l’è cavata bene nonostante alcuni passaggi lasciati appositamente wild.
Per onor di cronaca, visto che comunque una classifica per i primi cinque assoluti c’era per aggiudicarsi il ‘mondiale’, un terzo posto assoluto me lo porto a casa… e ottimo il ristoro finale, rigorosamente con dolci fatti in azienda.

Parole che raccontano un atleta capace di sorridere mentre parla di fatica, di risultato e di valori.

L’avventura di Letizia

Sulla distanza di 10,5 km, Maria Letizia Milani ha affrontato con determinazione un percorso tutt’altro che semplice. Tra salite decise, sentieri irregolari e tratti volutamente lasciati selvaggi, la sua prova è stata un piccolo viaggio nel cuore del trail: passo dopo passo, ascoltando il bosco e trovando il ritmo dentro la natura. Una prestazione solida, che conferma il suo spirito combattivo e la voglia di mettersi alla prova.

Il sapore vero del trail

E poi, come nelle migliori tradizioni delle gare di trail, il finale non è stato solo cronometri e classifiche, ma condivisione. Al ristoro conclusivo, tra chiacchiere e sorrisi, ad attendere gli atleti c’erano dolci fatti in casa dall’azienda agricola: piccoli gesti che trasformano una gara in una festa.

Il Trail della Busca ha ricordato a tutti perché si corre sui sentieri:
per la libertà, per l’amicizia, per la fatica che unisce e per quelle iniziative che dimostrano come lo sport possa davvero fare qualcosa di bello per gli altri. E mentre le scarpe si riempiono di fango e il cuore di emozioni, resta una certezza, semplice e potente, proprio come il nome di chi ha organizzato tutto questo: Domani arriva sempre.







50° Corri per l'AVIS Imola

 

Tra motori e poesia: la magia della 50ª Corri con l’AVIS a Imola

C’è qualcosa di speciale quando la corsa incontra la storia, la passione e l’amicizia. È ciò che si è respirato alla 50ª edizione della Corri con l’AVIS, la mezza maratona che ha portato centinaia di podisti a scoprire le bellezze di Imola, in un percorso capace di unire sport, emozioni e paesaggi indimenticabili. Fin dai primi chilometri si percepiva l’atmosfera unica di questa gara organizzata da AVIS, realtà che da sempre promuove lo sport come occasione di incontro e solidarietà. Correre qui non significa solo inseguire un tempo o una classifica: significa condividere strada, sorrisi e incoraggiamenti. La partenza ha regalato subito uno scenario suggestivo: il percorso costeggiava lo storico Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Proprio mentre i podisti scorrevano lungo la strada, in pista si stavano svolgendo prove di bolidi da corsa. Il contrasto era quasi poetico: da una parte il ritmo leggero e costante dei passi sull’asfalto, dall’altra il rombo potente dei motori che tagliava l’aria. Due modi diversi di vivere la velocità, uniti nello stesso momento. Uno dei passaggi più emozionanti è stato senza dubbio quello alla celebre Curva Senna. Qui il tempo sembra fermarsi. Sulla rete che costeggia la curva sventolano centinaia di bandiere provenienti da ogni parte del mondo, lasciate dai tifosi negli anni. Tra tutte spiccano quelle brasiliane, in omaggio al grande Ayrton Senna, ancora oggi amatissimo. Passarci accanto correndo è un momento carico di emozione: si sente la storia dello sport, il ricordo, la passione.

Poi la gara cambia volto. Lasciata l’area dell’autodromo, il percorso si arrampica dolcemente verso le colline imolesi. Qui la natura diventa protagonista. I podisti si sono trovati immersi in un quadro primaverile: il rosa delicato dei peschi in fiore, gli argentei ulivi che punteggiano le colline, le case dei contadini con qualche animale nel cortile a osservare incuriosito il passaggio dei corridori. La giornata luminosa invitava quasi a rallentare per godersi il panorama. Dopo la salita, il tracciato regalava un’altra sorpresa: una discesa su sterrato che costeggiava il tranquillo Fiume Santerno. Qui il rumore dei passi cambiava ancora, diventando più morbido sulla terra battuta, mentre il fiume scorreva accanto come un compagno silenzioso di viaggio. La varietà del percorso, asfalto, collina, sterrato e paesaggi sempre diversi, è stata molto apprezzata dai podisti, che hanno trovato in questa gara non solo una sfida sportiva ma anche un’esperienza da ricordare. Tra i partecipanti c’era anche il gruppo di Corriferrara, presente con sette podisti. Ma come spesso accade nelle gare podistiche, i confini tra squadre si dissolvono presto: lungo il percorso nascono conversazioni spontanee, si condividono fatiche e sorrisi, ci si incoraggia a vicenda nei momenti più duri. Così, tra una chiacchiera e un passo dopo l’altro, molti hanno concluso la gara insieme a nuovi amici appena conosciuti. È forse proprio questo il vero spirito delle corse organizzate dall’AVIS: trasformare una gara in un momento di comunità. Dove la fatica diventa legame, la strada diventa incontro e ogni traguardo ha il sapore di qualcosa condiviso. E quando si taglia il traguardo, con negli occhi ancora il rosa dei peschi e nelle orecchie il lontano rombo dei motori dell’autodromo, si capisce che non è stata solo una corsa. È stata una piccola storia da portare con sé, passo dopo passo.





















giovedì 12 marzo 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati

 

Corriferrara, una settimana di passi e di storie: tra mare, colline e pianura

C’è qualcosa di speciale nelle settimane in cui le scarpe da corsa dei podisti di Corriferrara sembrano voler esplorare ogni angolo del territorio. Nell’ultima settimana sono stati 20 gli atleti impegnati, distribuiti in 6 diverse località, per un totale di 180 chilometri percorsi e 568 metri di dislivello. Numeri che raccontano fatica e passione, ma soprattutto la voglia di condividere la corsa. 🏃‍♂️

Tra mimose e primi profumi di primavera

La settimana si è aperta a Porotto con la suggestiva Camminata della Mimosa, un percorso di 6,5 km che profuma già di primavera. Tra strade di campagna e il giallo brillante delle mimose, la corsa si trasforma quasi in una festa anticipata della bella stagione. Qui il ritmo è quello giusto per iniziare la settimana con il sorriso.

Le colline di Monselice

Scenario diverso ma altrettanto affascinante a Monselice, dove si è corsa la 41ª Marcia di Monselice sulla distanza di 13 km. Dominata dalla scenografica Rocca di Monselice, la cittadina padovana regala sempre un mix perfetto tra storia, colline e scorci suggestivi. Qui la corsa diventa quasi un viaggio nel tempo.

Il respiro del mare a Cesenatico

Il mare invece ha fatto da sfondo alla Attraverso Cesenatico, disputata a Cesenatico sulla distanza di 10 km. Correre accanto al celebre Porto Canale di Cesenatico, progettato da Leonardo da Vinci, è sempre un piccolo privilegio: il vento salmastro accompagna ogni passo e rende la fatica quasi più leggera.

Tra storia e pianura

A Pieve di Cento si è corsa la Camminata di Pieve di Cento, un percorso di 15,4 km che attraversa la pianura emiliana e le sue strade tranquille. Qui il paesaggio racconta la storia della bassa padana: campi ordinati, argini e piccoli centri dove il tempo sembra scorrere più lentamente.

Le prime salite a Magrè di Schio

La fatica più importante della settimana è arrivata a Magrè di Schio, con la Marcia delle Primule di 18 km. Siamo ai piedi delle Prealpi vicentine, dove i percorsi iniziano a farsi più mossi e il dislivello si sente nelle gambe. Ma tra boschi, sentieri e i primi fiori di stagione, la corsa diventa anche un’immersione nella natura.

Il podio della settimana

La ciliegina sulla torta è arrivata a Soliera, nella 10 km di Soliera. Qui è arrivata la grande soddisfazione della settimana: Mario Boarati ha conquistato un meritatissimo 3° posto di categoria. 🥉

Un risultato che premia costanza e determinazione, e che regala a tutta Corriferrara l’unico podio della settimana, ma dal valore simbolico importante: ogni gara è un tassello di un percorso fatto di allenamenti, sacrifici e tanta passione.

Una settimana da ricordare

Sei località, chilometri condivisi, paesaggi diversi e la soddisfazione di un podio: questa è stata la settimana dei podisti Corriferrara.

Perché alla fine, più dei numeri, restano le storie: quelle delle strade percorse insieme, delle risate prima della partenza e di quell’ultimo tratto di gara in cui, nonostante la fatica, si trova sempre la forza per spingere ancora un po’.

E già si guarda alla prossima partenza. 









mercoledì 11 marzo 2026

Camminata della Mimosa per la salute, Corriferrara 2^ società per iscritti.

 

L’aria di inizio marzo porta con sé il profumo lieve della primavera e quello, inconfondibile, della mimosa. A Porotto, piccola comunità alle porte di Ferrara, l’8 marzo 2026 non è stato soltanto il giorno della Giornata Internazionale della Donna: è diventato un momento di condivisione, memoria e solidarietà grazie alla Camminata della Mimosa per la salute.

Una manifestazione non competitiva che, da oltre mezzo secolo, intreccia il valore dello sport con quello dell’impegno sociale. A idearla, tanti anni fa, fu la sezione locale dell’UDI Porotto, che volle creare un modo semplice ma significativo per celebrare le donne: camminare insieme, nel segno della salute e della partecipazione. Dopo alcuni anni di pausa, proprio le donne dell’UDI si sono impegnate con determinazione per riportare in vita questa tradizione così cara alla comunità.

L’edizione 2026 ha trovato nuova energia grazie all’organizzazione della LILT Ferrara, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, a cui sono stati destinati i proventi della manifestazione. Fondi che contribuiranno a sostenere le attività di prevenzione, assistenza e sensibilizzazione che l’associazione porta avanti da anni con passione e dedizione.

La risposta del territorio è stata calorosa: oltre 400 partecipanti hanno preso parte alla camminata. Tra loro moltissimi bambini delle scuole, accompagnati da genitori e insegnanti, a testimonianza di come lo sport e la solidarietà possano diventare anche un’occasione educativa. Tra le società presenti, spiccava Corriferrara, seconda per numero di iscritti.

Il percorso, suggestivo e rilassante, si snodava lungo la ciclabile Ferrara–Modena, accompagnato dal silenzioso scorrere di un ramo del Fiume Po. Un paesaggio che invita naturalmente al passo lento, alla conversazione, alla condivisione.

L’organizzazione è stata particolarmente apprezzata per la cura dei dettagli. Apprezzato anche  il contributo di Monica Zannini e Luciano Mazzanti, da anni punti di riferimento nell’organizzazione di manifestazioni podistiche del territorio. La loro esperienza si  rivela sempre preziosa per garantire un evento ordinato, sicuro e accogliente per tutti i partecipanti.

A dare ritmo e calore alla mattinata non è mancata la voce ormai familiare delle gare podistiche della provincia: Daniele Trevisi, capace di intrattenere i presenti dall’inizio alla fine della manifestazione. Con la sua consueta verve ha animato l’arrivo, snocciolando statistiche, raccontando curiosità e chiamando per nome i podisti che si avvicinavano al traguardo, regalando a ciascuno un piccolo momento di protagonismo.

Lo spirito della giornata emerge anche dalle parole dei partecipanti.
Maria Giuseppina Santoro racconta con entusiasmo:

«È stata una camminata molto carina organizzata nei minimi dettagli: non mancava nulla, dai birilli lungo la strada ai volontari che indicavano il percorso. Ristoro molto buono e all’arrivo una mimosa per tutte le donne presenti. Stefano e Piera, i nostri coach, sempre spettacolari».

Anche Sara Sacchelli sottolinea il forte legame della manifestazione con il territorio:

«Una camminata molto sentita nella zona e quindi molto partecipata, tanto da far slittare l’orario di partenza per dare la possibilità a tutti di iscriversi e dare il proprio contributo alla fondazione LILT. Organizzazione molto precisa e percorso sulla ciclabile Ferrara-Modena affiancati da un ramo del Po. Ho approfittato di questa occasione per camminare insieme ad altre amiche della Runner School».

E poi il gesto più simbolico, semplice ma carico di significato: un mazzolino di mimosa consegnato a tutte le donne presenti, dono della sezione UDI di Porotto. Un fiore che in Italia è diventato il simbolo dell’8 marzo e che, tra sorrisi e fotografie, ha colorato di giallo l’arrivo della camminata.

Così, tra passi leggeri, risate di bambini e il profumo della mimosa, Porotto ha celebrato le donne nel modo forse più autentico: camminando insieme, per la salute, per la solidarietà e per la comunità. Un piccolo evento locale che, anno dopo anno, continua a raccontare una grande storia di partecipazione e di cuore.


















martedì 10 marzo 2026

Marcia delle primule

 

Marcia delle Primule: quando la salita profuma di primavera
Magrè di Schio, 8 marzo 2026

Certe domeniche (anche quando cadono di sabato o domenica mattina con l’aria di festa) hanno un profumo speciale. Non solo quello del caffè bevuto di fretta prima di infilare le scarpe da corsa, ma proprio il profumo della terra che si risveglia. È quello che si respirava l’8 marzo a Magrè di Schio, dove è andata in scena la tradizionale Marcia delle Primule, una di quelle manifestazioni ludico-motorie che sanno mescolare sport, paesaggio e un pizzico di sana ironia. Il menu della giornata? 18 chilometri di percorso e 568 metri di dislivello, quanto basta per ricordare alle gambe che la pianura non è sempre garantita.

Partenza… dal luogo più tranquillo del paese

La partenza è stata fissata nei pressi del cimitero. Scelta curiosa, verrebbe da dire. Scaramanzia? Forse. Oppure un modo elegante per ricordare ai partecipanti che conviene partire piano… e arrivare vivi al ristoro finale. I primi chilometri scorrono tra asfalto e vie cittadine, quasi a voler accompagnare con garbo i marciatori fuori dal paese. Ma dura poco: nel giro di pochi minuti il percorso cambia carattere e si entra nel vero spirito della marcia. Boschi, strade bianche e scorci che fanno alzare lo sguardo anche a chi di solito guarda solo il Garmin. E poi loro, le protagoniste silenziose della giornata: le primule, puntuali come ogni primavera a colorare i bordi dei sentieri.

Quando uno scopre che forse può fare trail

Tra i tanti partecipanti c’era anche Federico Oliani, che aveva messo questa marcia nel mirino già da un po’. Non per collezionare medaglie, ma per un obiettivo molto più serio: diventare meno scarso in salita. Il piano era semplice: scarpe nel bagagliaio, uscita alla svolta di Schio e via verso la partenza.

Il resto lo racconta lui stesso:

«Forse pure io posso fare trail! Avevo adocchiato da un po’ questa marcia ludico motoria perché rientrava perfettamente nella mia preparazione per provare a diventare meno scarso in salita… e così, scarpe in auto, sono partito alla svolta di Schio. Gara ben organizzata e molto partecipata, merito anche di una giornata splendida. Il percorso parte dal cimitero (scaramanzia?) e si snoda per i primi km su asfalto e vie cittadine, ma nel giro di pochi minuti si viene catapultati in mezzo a boschi e strade bianche con bellissimi panorami e appunto le immancabili primule in fioritura! Premesso che mi sono impegnato come dovessi fare un pb, con battiti che non vedo nemmeno sulla 10 km… sono molto soddisfatto della mia gara e di come i mesi di preparazione stiano dando qualche frutto! Ristoro finale con vino e panino e tutti a casa contenti.»

Il vero traguardo

Ecco, forse il senso della Marcia delle Primule è proprio questo. Non c’è cronometro che conti davvero, né classifiche che rovinino l’atmosfera. C’è chi corre, chi trotterella, chi sale con passo da montanaro esperto e chi dialoga apertamente con i propri quadricipiti. Ma alla fine succede sempre la stessa cosa: ci si ritrova tutti attorno al ristoro finale, con un panino in una mano e un bicchiere di vino nell’altra, a raccontare la salita più dura, il panorama più bello e la primula più fotogenica. E mentre si torna verso casa, con le gambe un po’ stanche e il cuore leggero, viene quasi da pensare che sì… forse, in fondo, il trail può farlo davvero chiunque.







lunedì 9 marzo 2026

41^ Marcia di Monselice

 

41ª Marcia di Monselice: correre (o camminare) tra primavera e Colli Euganei

L’8 marzo 2026 Monselice si è svegliata con quell’energia speciale che solo le grandi tradizioni sanno regalare. Per la 41ª Marcia di Monselice, centinaia di podisti e camminatori hanno invaso le strade e i sentieri ai piedi dei Colli Euganei, trasformando la cittadina in un vivace punto di incontro per sportivi, amici e famiglie.

Organizzata come corsa non competitiva, la manifestazione ha mantenuto il suo spirito più autentico: quello di permettere a chiunque, correndo o semplicemente camminando, di scoprire uno degli angoli più suggestivi del territorio padovano. Monselice, dominata dalla Rocca e circondata dalle dolci alture dei colli, è da sempre una porta naturale verso panorami che cambiano ad ogni curva del sentiero.

Quest’anno la giornata ha avuto un ingrediente in più: una primavera arrivata in anticipo. I partecipanti hanno attraversato tratti di campagna e collina accompagnati dal giallo intenso delle mimose e dai primi frutteti già in fiore, un contrasto delicato con il verde dei boschi che ha reso il percorso ancora più suggestivo.

Tra i partecipanti c’era anche Franca Panagin, che racconta così la sua esperienza:

Da più di 40 anni, in marzo, Monselice è invasa da centinaia di podisti e camminatori accorsi ad ammirare le bellezze dei Colli Euganei, grazie alla corsa non competitiva che permette a tutti di ammirare panorami incantevoli. Quest’anno la primavera precoce ci ha permesso di ammirare bellissimi alberi di mimosa e frutteti già fioriti.”

Partita da Rovigo insieme a Otto e Valeria, Franca ha ritrovato a Monselice tanti amici pronti a scegliere uno dei tre percorsi proposti: 8, 13 o 19 chilometri, distanze pensate per permettere a tutti di partecipare, dai camminatori più tranquilli ai runner più allenati.

Convinta da Otto, Franca ha deciso di mettersi alla prova sul percorso intermedio di 13 km, una distanza impegnativa soprattutto per chi non ha molta esperienza con i tracciati collinari.

Partita in compagnia, ma al primo bivio Otto, più sciolto di me in queste corse, ha cambiato marcia e l’ho raggiunto solo al traguardo.”

Il percorso ha regalato scorci tra i più affascinanti dei Colli Euganei, portando i partecipanti fino all’eremo di Monte Ricco, uno dei punti panoramici più suggestivi della zona. Qui il sentiero si snoda nel sottobosco, tra tratti stretti e sassosi che richiedono attenzione ma regalano un contatto diretto con la natura.

Dopo la salita, la discesa verso il traguardo ha chiuso un anello tanto impegnativo quanto appagante.

Percorso abbastanza impegnativo ma, alternando corsa e camminata, sono stata soddisfatta di com’è andata. Correre o camminare nei Colli Euganei è sempre una bella esperienza: arrivi stanca ma appagata.

Ed è proprio questo lo spirito della Marcia di Monselice: non la competizione, ma la condivisione di un paesaggio, di una fatica gentile e di una tradizione che da oltre quarant’anni continua a richiamare persone da tutta la provincia e oltre.

Tra sentieri, amicizie e profumo di primavera, anche questa edizione ha lasciato nei partecipanti la stessa sensazione: quella di aver vissuto qualche chilometro di bellezza autentica.




venerdì 6 marzo 2026

Collettivo 7 marzo 2026: Indicazioni

Collettivo Corriferrara – 7 marzo 2026
CORRIFERRARA • COLLETTIVO

Collettivo 7 marzo 2026

Tutte le indicazioni utili per il collettivo di sabato: ritrovo, percorso, distanze, lavori previsti e composizione dei gruppi.

Informazioni generali

Ritrovo ore 8.30
Corriferrara Home
Partenza ore 9.00
Distanze 10,5 km
17 km
30 km

Percorso

Si parte dalla sede, si prende subito Viale Po e si attraversa al primo semaforo di fronte al Parco Coletta.

Si percorre tutta Via Modena fino all’ingresso della Ciclabile del Burana, poco dopo l’incrocio con Via Traversagno.

10,5 km

La 10,5 km tiene la ciclabile fino all’incrocio con Via Canal Bianco (5,3 km), poi gira e torna indietro sulla stessa strada.

17 km

La 17 km arriva fino al km 8,5, poco dopo l’incrocio con Via Aldo Moro, poi gira e torna sulla stessa strada.

30 km

La 30 km arriva fino alla fine della ciclabile sulla Strada Cavo Napoleonico, poi gira e torna indietro.

Lavoro proposto – 30 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 3x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 3 km a 4'50 + 3 km a 5'00 + 2 km a 5'10
Atleti
Visentini Angelo, Corà Massimo, Armandi Davide, Mazzoni Riccardo, Digiacomo Vincenzo, Bergamini Andrea*, Barbieri Carlo*

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 3x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 3 km a 5'10 + 3 km a 5'20 + 2 km a 5'30
Atleti
Scagliarini Lucia, Pirazzi Lorenzo, Bovolenta Matteo, Avanzi Marco, Rinaldi Laura

Gruppo 3

RG 5'40
4 km a 6'30 + 3x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 3 km a 6'10 + 3 km a 6'20 + 2 km a 6'30
Atleti
Lepiani Fabio Esposito, Saponaro Modesto, Boscato Cristian* (sarebbe gruppo 6 come ritmi)

Lavoro proposto – 17 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 2x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 1 km a 5'10
Atleti
Naldi Stefano, Forlani Nicola, Bacilieri Michele, Sarno Nino, Albertin Rosanna

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 2x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 1 km a 5'30
Atleti
Binatti Marco, Marino Raffaella, Pantaleoni Paola, Maietti Caterina, Pritoni Andrea, Monesi Giulia, Rinaldi Riccardo, Sattin Andrea, Chinaglia Cristian, Altavilla Francesco

Gruppo 3

RG 5'15
4 km a 6'00 + 2x (4500m a 5'35 + 500m a 5'15 + 1000m a 5'50) + 1 km a 6'00
Atleti
Mazzoni Manuela, Visentini Nico, Masieri Nicoletta, Abramo Alessandro, Bigoni Patrizia, Benati Marco, Danu Diana

Gruppo 4

RG 5'40
4 km a 6'30 + 2x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 1 km a 6'30
Atleti
Mecca Virgilio, Losso Enrico, Casoni Simona, Neri Margherita, Bini Matteo, Romagnoli Rita, Vogli Luciano, Romani Elisa

Gruppo 5

RG 6'10
4 km a 7'00 + 3x (4500m a 6'30 + 500m a 6'10 + 1000m a 6'50) + 1 km a 7'00
Atleti
Lambertini Antonella, Bomben Rossana, Zappalà Graziella, Sacchelli Sara

Gruppo 6

Ritmo gruppo 6
4 km a 7'20 + 3x (4500m a 6'50 + 500m a 6'30 + 1000m a 7'10) + 1 km a 7'20
Atleti
La Barbera Lia*

Lavoro proposto – 10,5 km

Gruppo 1

RG 4'25
4 km a 5'10 + 1x (4500m a 4'45 + 500m a 4'25 + 1000m a 5'00) + 0,5 km a 5'10
Atleti
Farsoni Saverio, Popeo Vito

Gruppo 2

RG 4'45
4 km a 5'30 + 1x (4500m a 5'05 + 500m a 4'45 + 1000m a 5'20) + 0,5 km a 5'30
Atleti
-

Gruppo 3

RG 5'15
4 km a 6'00 + 1x (4500m a 5'35 + 500m a 5'15 + 1000m a 5'50) + 0,5 km a 6'00
Atleti
Nacca Domenico, Robustini Mauro, Rossi Simone, Tartaglia Marco, Talmelli Mauro, Quezede Lucille

Gruppo 4

RG 5'40
4 km a 6'30 + 1x (4500m a 6'00 + 500m a 5'40 + 1000m a 6'20) + 0,5 km a 6'10
Atleti
Migliozzi Giuseppe, Rossin Elena, Beccati Giada, Lisi Giorgio, Gemmo Tiziana, Camilli Stefano, D'Urso Pasquale, Fabbretti Ivan, Maddalena, Di Bernardo Arianna

Gruppo 5

RG 6'00
4 km a 6'50 + 1x (4500m a 6'20 + 500m a 6'00 + 1000m a 6'40) + 0,5 km a 6'50
Atleti
Conicella Manola, Previati Sara, Simioli Erika, Catozzi Roberto

Gruppo 6

Ritmo gruppo 6
4 km a 7'20 + 1x (4500m a 6'50 + 500m a 6'30 + 1000m a 7'10) + 0,5 km a 7'20
Atleti
Ble' Angela, Pivanti Tatiana, Grazioli Silvia, D'Incà Chiara