Visualizzazione post con etichetta Trail Section. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trail Section. Mostra tutti i post

martedì 5 maggio 2026

Malcesine Baldo trail Ion Coban 2° di categoria

 

Il 2 maggio 2026, tra le acque scintillanti del Lago di Garda e le creste selvagge del Monte Baldo, si è rinnovato uno degli appuntamenti più affascinanti del trail running italiano: la Malcesine-Baldo Trail. Un viaggio verticale fatto di fatica, panorami vertiginosi e quella sottile linea tra sfida personale e contemplazione della natura.

Tra cielo e lago: lo spirito del Baldo   

Partenza da Malcesine, borgo sospeso tra storia e acqua, e subito il richiamo della montagna. Il percorso si arrampica deciso verso il Monte Baldo, soprannominato “Giardino d’Europa” per la sua incredibile biodiversità. Qui il trail diventa esperienza sensoriale: sentieri che si snodano tra prati fioriti, creste esposte e viste che si aprono all’improvviso sul Lago di Garda, regalando scorci quasi irreali.

Non mancano le suggestioni: tra i locali si racconta che il vento dell’“Ora del Garda”, che accarezza i crinali nel pomeriggio, porti con sé storie antiche di viandanti e pastori, come a spingere i runner verso il traguardo. Una presenza invisibile, ma percepibile nei momenti più duri.

Corriferrara protagonista

In questo scenario epico, anche il gruppo Corriferrara ha lasciato il segno con tre prestazioni di grande valore.

Sulla distanza regina di 52,6 km con 3540 metri di dislivello positivo, Ion Coban ha dimostrato solidità e determinazione, conquistando un eccellente 10° posto assoluto e il 2° di categoria.   Una gara gestita con intelligenza, su un tracciato che non concede tregua e mette alla prova corpo e mente.

Sui 26,4 km con 2117 metri di dislivello, Lilia Agachi  ha affrontato una sfida tutt’altro che semplice, portando a termine la sua prima esperienza su distanze così impegnative. Le sue parole raccontano meglio di qualsiasi cronaca l’essenza del trail:

Un’esperienza fantastica, paesaggi spettacolari da mozzare il fiato che già mancava 😅. Gara organizzata nei migliori dei modi. Per me la prima gara così impegnativa, dislivello importante ma ho portato a termine e preso la mia medaglia nonostante affaticamento e dolore a un ginocchio.

Ottima prestazione anche per Marco Gianantoni sulla distanza dei 26, 4 Km 


Oltre il traguardo

La Malcesine-Baldo Trail non è solo una gara: è un viaggio dentro sé stessi. Ogni salita diventa introspezione, ogni discesa liberazione. È lì, tra il respiro corto e lo sguardo che si perde all’orizzonte, che nasce il vero spirito trail.

E mentre il sole tramonta dietro le montagne e il Lago di Garda si tinge di oro, resta la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di unico. Perché certe gare non si corrono soltanto: si ricordano.












lunedì 4 maggio 2026

Ultra trail del Mugello

 



Trail del Mugello 2026: boschi, storia e spirito trail tra Badia di Moscheta e l’Appennino.

Il 2 maggio 2026, nel cuore più selvaggio del Mugello, la natura ha fatto da padrona a una delle gare più suggestive del calendario trail toscano. La partenza e l’arrivo, immersi nella quiete della Badia di Moscheta, hanno trasformato l’evento in un’esperienza che va ben oltre la competizione: un viaggio dentro boschi fitti, antichi sentieri e scorci che raccontano secoli di storia.

Due distanze, un’unica anima

Il programma ha proposto due percorsi capaci di soddisfare sia chi cerca la sfida che chi vuole vivere il trail in modo più accessibile:

  • 24 km competitiva con 1280 metri di dislivello positivo: un tracciato tecnico e vario, tra salite lunghe, discese nervose e continui cambi di ritmo.
  • 12 km non competitiva con 650 metri di dislivello: perfetta per chi si avvicina al trail o vuole godersi il territorio senza l’assillo del cronometro.

Entrambi i percorsi hanno condiviso l’essenza del Mugello più autentico: chilometri e chilometri dentro al bosco, dove il silenzio è rotto solo dal respiro degli atleti e dal fruscio delle foglie.

Un trail dentro la storia

Correre qui significa attraversare un territorio che ha radici profonde. La Badia, fondata nel Medioevo, è un punto di riferimento storico e spirituale per tutta la valle. I sentieri che oggi accolgono i trail runner erano un tempo vie di passaggio per monaci e viandanti: ogni passo è un piccolo salto nel tempo.

Lo spirito trail: fatica, condivisione e meraviglia

Non è solo questione di chilometri o dislivello. Il Trail del Mugello è uno di quegli eventi dove si respira forte lo spirito trail: rispetto per la natura, aiuto reciproco tra atleti, e quella sensazione di essere parte di qualcosa di autentico.

A raccontarlo bene è Michele Tuffanelli, alla sua prima partecipazione:

Prima volta per me al Trail del Mugello: essendo la prima comincio con calma e scelgo la 24 km... location pazzesca, bellissimo l’agriturismo che ci ospita, bellissima la gara, tutta e veramente tutta dentro al bosco che circonda la zona, organizzazione perfetta, per non dire del pasta party, veramente unico... gara sicuramente da rifare magari provando la 42.

Parole che sintetizzano perfettamente l’esperienza: un mix di natura, accoglienza e passione.

Non solo gara: il valore dell’accoglienza

Uno degli aspetti più apprezzati è stata l’organizzazione, capace di curare ogni dettaglio: dai ristori lungo il percorso fino al momento finale, quel pasta party che nel mondo trail è quasi un rito collettivo. Qui, tra tavolate e racconti di gara, si chiude davvero il cerchio dell’esperienza.

Un appuntamento destinato a crescere

Il Trail del Mugello continua a conquistare consensi, grazie a un territorio che sembra disegnato apposta per il trail running. E mentre qualcuno già pensa alla distanza più lunga per il prossimo anno, resta la certezza che questa gara ha trovato la sua identità: autentica, immersiva, indimenticabile.

Per chi cerca un trail vero, lontano dal rumore e vicino all’essenza della corsa in natura, il Mugello ha già dato la sua risposta.












giovedì 30 aprile 2026

Duerocche Asolo prosecco trail

 

Duerocche Asolo Prosecco Trail 2026: correre tra colline, storia e bollicine.

Il 26 aprile 2026, tra le morbide ondulazioni delle colline trevigiane, è tornata una delle gare più iconiche del panorama trail veneto: la Duerocche Asolo Prosecco Trail, con partenza e arrivo a Cornuda. Un evento che unisce sport, territorio e convivialità, capace di richiamare migliaia di appassionati ogni anno.

Un trail “corribile” che conquista tutti

La distanza da 22 km con 994 metri di dislivello positivo rappresenta il perfetto equilibrio tra sfida e divertimento. Non è un tracciato estremo, ma proprio per questo riesce a mettere d’accordo molti runner: abbastanza impegnativo da farsi rispettare, ma anche scorrevole e godibile, ideale per chi ama correre senza dover affrontare passaggi troppo tecnici.

Il percorso si snoda tra i celebri colli attorno ad Asolo, spesso definita la “città dei cento orizzonti”. Qui, tra vigneti di Prosecco, sentieri sterrati e scorci panoramici, si respira un’atmosfera unica: ogni salita regala una vista, ogni discesa invita a lasciarsi andare.

Curiosità sul territorio

  • Le colline asolane fanno parte dell’area del Prosecco Superiore DOCG, patrimonio paesaggistico di grande valore.
  • Il nome “Duerocche” richiama due punti simbolici del percorso: la Rocca di Cornuda e la Rocca di Asolo, antiche fortificazioni che dominano il territorio.
  • In primavera, i sentieri attraversano vigneti e boschi in piena fioritura: un vero spettacolo per gli occhi (e una distrazione non da poco per il cronometro).

Il primo caldo e sentieri perfetti

L’edizione 2026 ha messo i partecipanti di fronte al primo vero caldo stagionale, un fattore tutt’altro che banale. Dopo mesi di temperature più miti, gestire ritmo e idratazione è diventato parte integrante della gara.

Le condizioni dei sentieri, però, erano ideali: terreno asciutto, compatto e veloce, perfetto per chi ama spingere.

Il commento di Marco Benati

“Trail tra i più partecipati e celebri del Veneto, tra i colli Asolani con partenza ed arrivo da Cornuda (TV). Percorso non troppo tecnico e duro rispetto ad altri, e quindi corribile e piacevole. Condizioni dei sentieri perfette e primo caldo stagionale da dover saper gestire bene. Ampio villaggio di partenza con stand, chioschi birra (che essendo appunto in Veneto c’erano delle belle file all’arrivo) e pasta/pizza party, organizzazione impeccabile, con distanze per tutti gusti, una garanzia.”

Parole che centrano in pieno lo spirito della gara: accessibile ma mai banale, competitiva ma anche festosa.

Più di una gara: un’esperienza

La Duerocche non è solo trail running. È anche:

  • un villaggio gara vivace, con stand e musica
  • ristori che celebrano il territorio (sì, anche con un tocco di Prosecco 🍾)
  • il classico pasta/pizza party finale, dove la fatica lascia spazio alla convivialità

E poi c’è quel dettaglio tutto veneto: le file ai chioschi birra all’arrivo. Un segnale inequivocabile che la gara è finita… e la festa è iniziata.

Perché resta una “garanzia”

Negli anni, la Duerocche si è costruita una reputazione solida grazie a:

  • organizzazione impeccabile
  • percorsi curati e ben segnati
  • ampia scelta di distanze
  • capacità di accogliere sia élite che amatori

È uno di quegli eventi che molti trail runner segnano in calendario a occhi chiusi.


In definitiva, la 22 km della Duerocche Asolo Prosecco Trail 2026 ha confermato tutto ciò che la rende speciale: un trail autentico, corribile e immerso in uno dei paesaggi più belli del Veneto, dove ogni passo sa di terra, fatica… e, perché no, di Prosecco.




martedì 28 aprile 2026

Trail del Drago

 

Nel cuore del Serso di Pergine, piccolo borgo sospeso tra boschi e silenzi antichi, si narra che il vento porti ancora l’eco di un respiro profondo, quasi fosse quello di un drago addormentato. È qui, tra sentieri che si arrampicano sopra il Lago di Caldonazzo, che ogni anno prende vita il Trail del Drago: non una semplice gara, ma un viaggio tra leggenda e fatica.

Il richiamo del Drago

Secondo storie tramandate nei masi e nelle osterie locali, un tempo queste montagne erano sorvegliate da una creatura antica, un drago custode delle acque e dei boschi. Si dice che il suo spirito vegli ancora sui sentieri, mettendo alla prova chi osa attraversarli. Forse è proprio questo spirito a rendere il Trail così impegnativo.

Due le distanze, due sfide degne di essere affrontate solo da chi accetta il patto con la montagna:

  • 10 km con 600 metri di dislivello, breve ma intensa come un soffio di fuoco
  • 20 km con 1500 metri di dislivello, un’autentica cavalcata tra le creste del drago

Gli atleti e la prova

Tra i coraggiosi che hanno risposto al richiamo, presenti su entrambe le distanze anche gli atleti  Corriferrara, pronti a sfidare pendenze, caldo e sentieri tecnici.

E tra loro, il racconto più vivido è quello di Federico Oliani, che ha trasformato la sua gara in una piccola epopea personale, a metà tra ironia e sopravvivenza:

"Giusto per continuare la mia breve ma intensa saga Trail di allenamento ci spostiamo nel bel Trentino dove in un piccolo paesino vicino al lago di Caldonazzo si svolge il Trail del drago di circa 20km... la gara è stata scelta in base a rigorosi criteri quali:

  • la concomitanza della sagra di san Giorgio dove si poteva bere e mangiare
  • un bellissimo zainetto tecnico come premio di partecipazione!

Dopo aver lasciato le gambe al Dolomiti Beer Trail decido di buttarmi sulla 10km sperando fosse una passeggiata... errore 🤐 il caldo e la mia voglia di provare a tenere il passo degli altri mi fanno secco già verso il 4 km dove inizio ad avere chiari ed evidenti segnali di disidratazione e salivazione al sapore Gatorade 😂 dimenticandomi gel e zainetto a casa mi devo arrangiare con un bicchiere di carta fregato al mc e due bustine di zucchero in tasca.

Non so dire niente sul percorso perché già dai primi metri sono andato a battiti che un uomo della mia età non dovrebbe andare, arrancando e sperando di non morire male.

In un qualche modo arrivo 19 esimo uomo e mi vado a scolare una birra assieme al drago mentre ammiro la medaglia disegnata dai bambini dell'asilo 🙌😂 forse su quello si poteva fare meglio ecco."

Tra mito e realtà

E forse è proprio questo il vero spirito del Trail del Drago: una gara che non si limita a cronometri e classifiche, ma che mescola fatica, leggenda e convivialità. Tra una salita e un ristoro, tra il caldo e la birra finale della sagra di San Giorgio, ogni atleta diventa parte di una storia più grande.

Perché qui, tra i boschi della Valsugana, il drago non si vede… ma si sente. E chi corre su questi sentieri, anche solo per un giorno, finisce inevitabilmente per inseguirne l’ombra.












lunedì 20 aprile 2026

Agno Trail

 

Tra le valli verdi dell’alto Vicentino, dove il torrente Agno scava da secoli il suo percorso tra boschi e contrade, il 18 aprile 2026 si è corsa una nuova edizione dell’Agno Trail a Valdagno. Una gara che non concede nulla: sentieri duri, dislivelli che si fanno sentire presto e discese che mettono alla prova testa e gambe. Non è solo una corsa, è un piccolo viaggio dentro la montagna… e dentro se stessi.

L’anima dell’Agno Trail

Valdagno, incastonata nella Valle dell’Agno, è un luogo dove la natura ha ancora il ritmo lento delle stagioni. Qui il trail running trova terreno fertile: salite che sembrano non finire mai, creste panoramiche e discese tecniche che richiedono lucidità.

Uno dei passaggi più suggestivi è quello sul Monte Malo: un balcone naturale dove il pubblico si raccoglie e trasforma la fatica in energia, con applausi che arrivano quando le gambe iniziano a chiedere tregua.

Corriferrara c’è

A rappresentare Corriferrara in questa edizione due atleti, due storie diverse ma unite dalla stessa passione.

Michele Tuffanelli   si è messo alla prova sulla distanza lunga:

  • 26 km
  • 1500 metri di dislivello positivo

Una gara interpretata con esperienza, senza farsi ingannare dall’entusiasmo iniziale. Le sue parole raccontano bene la giornata:

L’Agno è una di quelle gare che se prese sottogamba ti bruci presto. Parto con calma, le salite sono toste, riesco a gestirle bene se abbastanza lunghe ma non troppo tecniche come le discese. Bello il passaggio sul Monte Malo con tanta gente a tifare. Arrivato alla croce ci provo in discesa per centrare l’obiettivo che mi ero imposto delle almeno 3h:05m che mi avrebbero dato il 3° di categoria, ma va bene così, il livello era alto. Divertito sì e questo è quello che conta: i risultati arriveranno...”

Parole che sanno di consapevolezza: in trail si corre contro il percorso prima ancora che contro gli altri.

Una vittoria che vale più del tempo

Accanto alla prova di Michele, c’è una storia forse ancora più significativa.

Maria Letizia Milani,   sulla distanza:

  • 13 km
  • 800 metri di dislivello positivo

Un tracciato tutt’altro che semplice, tecnico e impegnativo, dove arrivare entro il tempo limite è già una conquista piena.

E proprio qui emerge il lato più autentico del trail running. Ancora Michele:

Ma la vittoria più grande è stato vedere Letizia sulla distanza più breve arrivare al suo premio, cioè entro il tempo limite in un percorso non così scontato e tecnico. Averla vista arrivare con il sorriso non c’è premio che tenga… si sta allenando fisicamente e soprattutto mentalmente.

Il senso del trail

L’Agno Trail è una di quelle gare che ti insegna qualcosa, sempre. Che sia la gestione dello sforzo, la pazienza nelle salite o il coraggio nelle discese.

Ma soprattutto ti ricorda perché si corre: non solo per un tempo o una classifica, ma per quel momento preciso in cui, nonostante la fatica, riesci ancora a sorridere.

E in fondo, tra i sentieri della Valle dell’Agno, è proprio quello il traguardo più importante.













Trail della Riva

 

Trail della Riva 2026: tra roccia, respiro e cuore

Il 18 aprile 2026, i sentieri scolpiti nella storia e nella pietra dei Sassi di Rocca Malatina hanno fatto da teatro a una delle prove più affascinanti del calendario trail: il Trail della Riva. Un appuntamento che non è solo gara, ma esperienza piena, fatta di natura viva, panorami che tolgono il fiato e quella fatica che, passo dopo passo, si trasforma in soddisfazione.

Nel cuore del Sassi di Roccamalatina, tra pinnacoli di arenaria e boschi primaverili, gli atleti si sono misurati su tre distanze tanto diverse quanto ugualmente esigenti:

  • 15 km – 1000 m D+
  • 20 km – 1000 m D+
  • 34 km – 1950 m D+

Tre modi di vivere lo stesso spirito: quello del trail autentico.


Corriferrara: presenza, passione e condivisione

La squadra di Corriferrara ha risposto presente su tutte e tre le distanze, portando sui sentieri non solo gambe allenate, ma anche entusiasmo, amicizia e voglia di mettersi alla prova.

Su queste colline che sembrano onde pietrificate, ogni atleta ha scritto la propria storia: chi inseguendo il tempo, chi cercando il proprio limite, chi semplicemente lasciandosi trasportare dalla bellezza del percorso.


Le voci dei protagonisti

A raccontare davvero l’anima della giornata sono le parole di chi l’ha vissuta.

Emanuela Lambertini restituisce tutta la dimensione emotiva della gara:

Il trail della Riva per me è la felicità. Quest'anno abbiamo fatto la 20 km. Molto bella, ma la 15 km resta la gara del cuore.

Un legame profondo, quello con il percorso più breve, che dimostra come nel trail non contino solo i chilometri, ma le sensazioni che restano dentro.

Agata Grazioso sottolinea invece l’energia collettiva e la sfida delle condizioni:

Un bellissimo Trail con tantissima partecipazione!!! È sempre bello stare immersi nella natura e ammirare panorami stupendi, ma il caldo ha raddoppiato la fatica.

Perché sì, la natura incanta… ma sa anche mettere alla prova, trasformando ogni salita in una conquista ancora più significativa.

Per Michele Longhi, invece, è stato un esordio da ricordare:

Prima volta sui sentieri del Trail della Riva, percorso molto bello, gara promossa a pieni voti.

E non c’è miglior battesimo per un trail runner che un percorso capace di sorprendere a ogni curva.


Tra epica e silenzio

Il Trail della Riva non è solo una gara: è un dialogo continuo tra uomo e territorio. Le torri di roccia osservano silenziose, testimoni di ogni passo, mentre il respiro degli atleti si mescola al vento che scorre tra i sentieri.

Ogni salita racconta fatica, ogni discesa regala libertà. E quando si taglia il traguardo, non si arriva soltanto alla fine di un percorso: si arriva un po’ più in profondità dentro sé stessi.


Un appuntamento che resta

L’edizione 2026 si chiude così: con gambe stanche, volti sorridenti e ricordi destinati a durare. Per Corriferrara e per tutti i partecipanti, il Trail della Riva si conferma una di quelle gare che non si corrono soltanto… si vivono. E, inevitabilmente, si sogna già di tornare.