Marcia delle Primule: quando la salita profuma di primavera
Magrè di Schio, 8 marzo 2026
Certe domeniche (anche quando cadono di sabato o domenica mattina con l’aria di festa) hanno un profumo speciale. Non solo quello del caffè bevuto di fretta prima di infilare le scarpe da corsa, ma proprio il profumo della terra che si risveglia. È quello che si respirava l’8 marzo a Magrè di Schio, dove è andata in scena la tradizionale Marcia delle Primule, una di quelle manifestazioni ludico-motorie che sanno mescolare sport, paesaggio e un pizzico di sana ironia. Il menu della giornata? 18 chilometri di percorso e 568 metri di dislivello, quanto basta per ricordare alle gambe che la pianura non è sempre garantita.
Partenza… dal luogo più tranquillo del paese
La partenza è stata fissata nei pressi del cimitero. Scelta curiosa, verrebbe da dire. Scaramanzia? Forse. Oppure un modo elegante per ricordare ai partecipanti che conviene partire piano… e arrivare vivi al ristoro finale. I primi chilometri scorrono tra asfalto e vie cittadine, quasi a voler accompagnare con garbo i marciatori fuori dal paese. Ma dura poco: nel giro di pochi minuti il percorso cambia carattere e si entra nel vero spirito della marcia. Boschi, strade bianche e scorci che fanno alzare lo sguardo anche a chi di solito guarda solo il Garmin. E poi loro, le protagoniste silenziose della giornata: le primule, puntuali come ogni primavera a colorare i bordi dei sentieri.
Quando uno scopre che forse può fare trail
Tra i tanti partecipanti c’era anche Federico Oliani, che aveva messo questa marcia nel mirino già da un po’. Non per collezionare medaglie, ma per un obiettivo molto più serio: diventare meno scarso in salita. Il piano era semplice: scarpe nel bagagliaio, uscita alla svolta di Schio e via verso la partenza.
Il resto lo racconta lui stesso:
«Forse pure io posso fare trail! Avevo adocchiato da un po’ questa marcia ludico motoria perché rientrava perfettamente nella mia preparazione per provare a diventare meno scarso in salita… e così, scarpe in auto, sono partito alla svolta di Schio. Gara ben organizzata e molto partecipata, merito anche di una giornata splendida. Il percorso parte dal cimitero (scaramanzia?) e si snoda per i primi km su asfalto e vie cittadine, ma nel giro di pochi minuti si viene catapultati in mezzo a boschi e strade bianche con bellissimi panorami e appunto le immancabili primule in fioritura! Premesso che mi sono impegnato come dovessi fare un pb, con battiti che non vedo nemmeno sulla 10 km… sono molto soddisfatto della mia gara e di come i mesi di preparazione stiano dando qualche frutto! Ristoro finale con vino e panino e tutti a casa contenti.»
Il vero traguardo
Ecco, forse il senso della Marcia delle Primule è proprio questo. Non c’è cronometro che conti davvero, né classifiche che rovinino l’atmosfera. C’è chi corre, chi trotterella, chi sale con passo da montanaro esperto e chi dialoga apertamente con i propri quadricipiti. Ma alla fine succede sempre la stessa cosa: ci si ritrova tutti attorno al ristoro finale, con un panino in una mano e un bicchiere di vino nell’altra, a raccontare la salita più dura, il panorama più bello e la primula più fotogenica. E mentre si torna verso casa, con le gambe un po’ stanche e il cuore leggero, viene quasi da pensare che sì… forse, in fondo, il trail può farlo davvero chiunque.





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