Camminata della Resistenza: 15 chilometri tra memoria, natura e comunità a Ozzano dell’Emilia
Il 25 aprile 2026, giorno della Festa della Liberazione, le strade e i sentieri attorno a Ozzano dell'Emilia si sono trasformati in un percorso di memoria condivisa. La Camminata della Resistenza, non competitiva e lunga 15 km, ha unito passo dopo passo persone di tutte le età in un’esperienza che va oltre lo sport: un cammino dentro la storia, dentro il paesaggio e dentro sé stessi.
Correre (o camminare) per ricordare
La scelta di una camminata non competitiva non è casuale. Non c’è cronometro, non c’è podio. C’è invece una forma di “resistenza” più intima: quella del corpo che si muove con costanza, del respiro che trova il suo ritmo, della mente che resta presente.
In questo senso, la camminata richiama profondamente lo spirito della Resistenza italiana: non uno scatto veloce, ma una lotta lunga, fatta di sacrificio, determinazione e comunità. Come i partigiani che attraversavano colline e sentieri, anche i partecipanti hanno percorso chilometri immersi nella natura, trasformando ogni passo in un gesto simbolico.
Ozzano e le sue colline: un paesaggio che racconta
Il territorio di Ozzano dell’Emilia, alle porte di Bologna, è fatto di dolci colline, campi coltivati e tratti boschivi che in primavera si accendono di colori. Camminare qui significa attraversare una terra che, durante la Seconda guerra mondiale, fu teatro di passaggi, rifugi e storie di resistenza quotidiana.
Non mancano racconti tramandati oralmente: vecchi casolari che si dice abbiano nascosto staffette partigiane, sentieri secondari usati per evitare i controlli, e luoghi dove la solidarietà tra abitanti faceva la differenza tra vita e morte. Anche se molte di queste storie restano ai confini tra memoria e leggenda, contribuiscono a dare profondità al paesaggio.
Una comunità in cammino (e anche Corriferrara)
La Camminata della Resistenza non è solo un evento sportivo, ma un rito collettivo. Famiglie, gruppi di amici, associazioni locali: tutti insieme, senza distinzione. C’è chi cammina in silenzio, chi racconta, chi porta una bandiera o un ricordo.
Tra i partecipanti di questa edizione 2026, anche una piccola ma significativa presenza Corriferrara, rappresentata da tre atleti, che hanno scelto di esserci non per competere, ma per condividere il valore profondo dell’iniziativa. La loro partecipazione testimonia come il mondo della corsa sappia riconoscere momenti in cui il cronometro lascia spazio alla memoria, e l’allenamento diventa occasione di riflessione e appartenenza.
Il valore del passo lento
In un mondo che corre veloce, scegliere di camminare per 15 chilometri è quasi un atto controcorrente. È un modo per rallentare, per ascoltare il proprio corpo e per entrare in sintonia con ciò che ci circonda.
E forse è proprio qui il messaggio più potente della Camminata della Resistenza: la memoria non è qualcosa di statico, ma un percorso da fare insieme, passo dopo passo.




















































