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giovedì 11 giugno 2026

Riepilogo settimanale attività e punti che saranno assegnati.

 

Cronache Corriferrara – La settimana delle strade, dei sentieri e delle leggende

Come nelle antiche Leggende dei Nibelunghi, dove eroi e viandanti attraversavano foreste, montagne e terre lontane alla ricerca della propria impresa, anche questa settimana i podisti e le podiste  Corriferrara hanno scritto un nuovo capitolo della loro storia.

Sono stati 61 gli atleti impegnati, capaci di percorrere complessivamente 878 chilometri e conquistare ben 12.000 metri di dislivello, attraversando 9 località tra pianure, colline e montagne. Dai sentieri di Sasso Marconi alle vette che vegliano su Ortisei, passando per le atmosfere lagunari di Comacchio, le strade di Sant'Agata sul Santerno, San Pietro in Casale, Battipaglia di Maserà, San Giorgio in Piano, Cerea e Bolzano Bellunese, ogni passo ha aggiunto una pagina a questa avventura collettiva.

Tra le imprese più affascinanti spiccano la severa sfida della Velenosa a Bolzano Bellunese, il fascino degli 11 Ponti di Comacchio, la suggestiva Saslong Half Marathon tra le montagne altoatesine e i trail di Sasso Marconi, dove fatica e determinazione si sono fuse con la bellezza dei paesaggi.

E come ogni saga che si rispetti, non sono mancati gli eroi del podio:

🏆 Comacchio – 11 Ponti (Km 8,5)

  • Ion Coban, splendido 2° di categoria

🏆 Sasso Marconi Trail (Km 14)

  • Enrico Gamberoni, 2° di categoria
  • Simon Buzzi, 3° di categoria

🏆 Sasso Marconi Trail (Km 30)

  • Laura Lazzari, straordinaria 1ª di categoria

A tutti gli atleti va il merito di aver affrontato la settimana con lo spirito dei protagonisti delle grandi saghe: non solo per chi ha conquistato il podio, ma per ogni chilometro percorso, ogni salita superata e ogni traguardo raggiunto. Perché nelle leggende, come nella corsa, il vero valore non è soltanto la vittoria, ma il coraggio di mettersi in cammino.

Avanti Corriferrara, verso la prossima avventura.









giovedì 4 giugno 2026

Riepilogo settimanale, mensile e trimestrale attività e punti che saranno assegnati.

 

CORRIFERRARA: UNA SETTIMANA DA SUPEREROI, UN MESE DA LEGGENDA, UN TRIMESTRE DA MULTIVERSO DELLA CORSA

Se qualcuno pensava che il mese di maggio si sarebbe chiuso con una tranquilla passeggiata, evidentemente non conosce gli eroi di Corriferrara.

Nell'ultima settimana, ben 54 atleti hanno indossato il proprio mantello invisibile fatto di sudore, passione e determinazione, macinando 815 chilometri e conquistando 4.800 metri di dislivello. Numeri che, tradotti nel linguaggio Marvel, equivalgono a un'intera squadra di Avengers impegnata contemporaneamente tra pianure, colline e montagne.

Le missioni della settimana hanno toccato ben 7 località, dalle strade di Fossanova alle notturne atmosfere di Marina di Ravenna, fino alle impegnative creste del Covigliaio e alle spettacolari tappe del Tour dei Laghi trentino.

Gli eroi saliti sul podio

Come ogni saga che si rispetti, non sono mancati i momenti da copertina.

Al 50° Trofeo Liberazione di Fossanova, la nostra Giulia Bellini ha sfoderato i superpoteri della velocità conquistando un prestigioso 3° posto assoluto, mentre nel regno delle categorie sono arrivate le imprese di Paola Pantaleoni, oro di categoria, accompagnata da Franca Panagin e Rita Romagnoli, rispettivamente seconda e terza.

Sulle montagne del Covigliaio, dove il dislivello sembra progettato da qualche sceneggiatore desideroso di mettere alla prova gli esseri umani, Michele Tuffanelli ha conquistato un eccellente 2° posto di categoria nella Sky 3 Cime da 28 km e 1.600 metri di dislivello.

E quando la sfida è diventata ancora più estrema con la Sky Marathon 4 Cime, 40 chilometri e 2.250 metri di dislivello, è entrata in scena Sabina Drimaco, capace di conquistare il gradino più alto del podio di categoria come una vera regina delle montagne.

Infine, al termine delle quattro tappe del suggestivo Tour Laghi, è arrivato anche il podio di Paolo Callegari, terzo di categoria dopo aver affrontato chilometri, saliscendi e probabilmente qualche tentazione gastronomica tipica del territorio.

Maggio 2026: il mese delle grandi esplorazioni

Se la settimana è stata intensa, il mese di maggio è stato semplicemente straordinario.

350 atleti, 49 località, 5.875 chilometri percorsi e ben 56.552 metri di dislivello.

Per dare un'idea della portata dell'impresa, i nostri corridori hanno accumulato un dislivello pari a oltre sei volte l'altezza dell'Everest.

Ma non basta.

Corriferrara ha continuato a espandere il proprio universo oltre i confini nazionali raggiungendo ben quattro destinazioni estere: Praga, Luleå, Riga e San Marino. Una vera rete di avamposti podistici che farebbe invidia perfino allo S.H.I.E.L.D.

Il trimestre: quando Corriferrara entra nel Multiverso

Guardando il periodo da marzo a maggio 2026, i numeri assumono dimensioni quasi cosmiche.

1.009 partecipazioni atleti, 128 località, 17.511 chilometri percorsi e 158.767 metri di dislivello.

Una distanza che potrebbe portare idealmente da Ferrara fino in Nuova Zelanda... e guarda caso la Nuova Zelanda compare davvero nella mappa delle nostre avventure.

I colori di Corriferrara hanno infatti viaggiato attraverso dieci destinazioni internazionali:

  • Nuova Zelanda (Tapu)
  • Spagna (Barcellona, Ibiza e Maiorca)
  • Repubblica Ceca (Praga)
  • Germania (Berlino)
  • Lettonia (Riga)
  • Svezia (Luleå)
  • San Marino

Una geografia che racconta molto più di una semplice attività sportiva: racconta curiosità, amicizie, voglia di scoprire il mondo e la capacità di portare ovunque lo spirito della nostra società.

Il bottino del trimestre

Ogni saga si conclude con il conteggio delle vittorie, e il bilancio di questi tre mesi è degno di una sala dei trofei.

  • 1 primo posto assoluto
  • 1 secondo posto assoluto
  • 5 terzi posti assoluti
  • 28 primi posti di categoria
  • 18 secondi posti di categoria
  • 10 terzi posti di categoria

Per un totale di 63 podi.

Sessantatré volte in cui un atleta Corriferrara è salito sul palco delle premiazioni. Sessantatré momenti fatti di fatica, allenamenti, sacrifici e soddisfazioni condivise.

Verso la prossima avventura

Mentre cala il sipario su questo trimestre, una certezza rimane: il vero superpotere di Corriferrara non sono i chilometri, i podi o le classifiche.

È la capacità di trasformare ogni gara in un'avventura collettiva, ogni traguardo in una festa e ogni partenza in una nuova storia da raccontare.

E conoscendo i nostri eroi, il prossimo capitolo è già pronto a partire.














giovedì 28 maggio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

C’è una geografia speciale che prende vita ogni fine settimana sulle strade e sui sentieri di Corriferrara. Non la si trova sulle mappe ufficiali, ma nei passi degli atleti, nei ristori condivisi all’alba, nelle scarpe sporche di terra o consumate dall’asfalto. Questa settimana quella geografia ha unito ben 53 atleti, capaci di totalizzare 1.229 chilometri e oltre 33.000 metri di dislivello, attraversando undici località tra Italia, Repubblica di San Marino e perfino la lontana Svezia.

Dalle luci della città emiliana ai boschi dell’altopiano veneto, dalle colline reggiane fino alla notte infinita del Passatore, ogni gara ha raccontato una piccola avventura.

A Modena, nella “5000 del Novi Sad”, gara veloce e nervosa nel cuore della città, Paola Pantaleoni ha saputo imporsi con carattere conquistando il primo posto di categoria. Le gare brevi spesso sembrano semplici agli occhi di chi osserva, ma richiedono il coraggio di chi accetta di correre sempre sul filo del limite.

A Legnago, terra attraversata dall’Adige e ricca di storia scaligera, la “10 del Ventennale” ha visto ancora protagonista Paolo Callegari, primo di categoria. Una prova costruita con esperienza e determinazione, qualità che distinguono chi sa leggere la gara come un marinaio esperto legge il vento.

Ma è sull’Altopiano di Roana che il fine settimana ha assunto i contorni dell’avventura salgariana. La Loch Trail Cup, con i suoi percorsi da 52, 23 e 13,85 chilometri, ha portato gli atleti tra boschi profondi, pascoli sospesi e sentieri che sembrano custodire antiche leggende cimbre. Il nome “Loch” richiama i luoghi della Grande Guerra: proprio qui, tra queste montagne silenziose, la storia ha lasciato ferite e memoria. In mezzo a questo scenario severo e magnifico, Ion Coban ha conquistato uno splendido terzo posto assoluto nella 52 chilometri, impresa che profuma di resistenza autentica, di fatica affrontata con il passo dei grandi trail runner.

Sempre tra Veneto e montagne, il Durona Trail di Crespadoro ha messo alla prova gli atleti sui percorsi di 43 e 21 chilometri, immersi nelle Piccole Dolomiti vicentine, dove il profumo dei boschi accompagna ogni salita. A Camisano Vicentino, invece, la “10mila dell’Aurora” ha riportato il podismo alla sua essenza più pura: velocità, ritmo e cuore.

E mentre in Italia si correva sotto il sole di maggio, a Lulea, nel nord della Svezia, un atleta Corriferrara affrontava la mezza maratona tra atmosfere quasi nordiche d’inizio estate, con quella luce infinita che caratterizza le terre vicine al Circolo Polare Artico. Una gara che vale un viaggio e che trasforma la corsa in scoperta del mondo.

Nella Repubblica di San Marino, al “Giro del Monte”, Paolo Callegari ha nuovamente lasciato il segno conquistando il primo posto di categoria sui 6,8 chilometri. Correre a San Marino significa sfidare salite brevi ma intense, tra mura medievali e panorami che guardano l’Adriatico.

A Taglio di Po, terra d’acqua e di argini nel cuore del Delta, la “4 Passi per El Tajo” ha regalato altri importanti piazzamenti: Rosanna Albertin seconda di categoria, Elisa Ferrari seconda di categoria e Denis Grandi secondo di categoria. Gare come queste raccontano il volto più autentico del podismo: quello delle comunità, delle piazze vive, degli applausi lungo il percorso.

Tra le grandi classiche popolari non poteva mancare la StraBologna, capace ancora una volta di trasformare il centro storico felsineo in un fiume colorato di runner, né il Multitrail Sport Club Casina, tra i sentieri dell’Appennino reggiano dove ogni salita sembra chiedere rispetto e pazienza.

E poi c’è lei. La gara che non è soltanto una corsa, ma un viaggio iniziatico: la Firenze-Faenza, conosciuta da tutti come “Il Passatore”.

Centodue chilometri che attraversano la notte, il silenzio, i paesi addormentati e le colline tra Toscana e Romagna. Una gara dedicata al celebre brigante Stefano Pelloni, detto appunto “Il Passatore”, figura sospesa tra storia e leggenda, quasi un personaggio uscito da un romanzo d’avventura. Raccontano che fosse audace, sfuggente, capace di attraversare territori e confini con la rapidità del vento. Oggi quel nome accompagna migliaia di ultramaratoneti in una sfida che va oltre la distanza: è una prova di volontà, di resistenza mentale, di dialogo continuo con sé stessi.

Chi affronta il Passatore sa che arriverà un momento in cui non saranno più le gambe a correre, ma il cuore.

E anche questa settimana gli atleti di Corriferrara hanno dimostrato proprio questo: che la corsa non è soltanto sport, ma desiderio di scoperta, amicizia, sacrificio e avventura.

Un altro capitolo è stato scritto. E già all’orizzonte si intravedono nuove strade da conquistare.








giovedì 21 maggio 2026

Riepilogo attività settimanale e punti che saranno assegnati.

 


I Corriferrara tra mare, lagune e antiche mura: il racconto di una settimana da irriducibili

Non è stata la settimana delle grandi armate.
Niente fiumane di canotte biancazzurre a invadere strade e argini, nessuna carica compatta lanciata verso il traguardo come nelle giornate leggendarie. Questa volta molti atleti  Corriferrara hanno scelto la via più silenziosa e sapiente dell’allenamento, custodendo energie e chilometri per le sfide che verranno.

Eppure, come accade nei racconti epici, basta un piccolo manipolo di irriducibili per tenere alto il vessillo della compagnia.

Ventidue atleti hanno raccolto la chiamata delle gare disseminate tra Veneto, Emilia-Romagna e perfino oltre i confini d’Italia, macinando complessivamente 368 chilometri in sette località diverse. Nessun dislivello da scalare questa volta, ma tanta strada divorata con la sola forza delle gambe e della volontà.

Rosolina, dove il mare accompagna il passo

A Rosolina, nella suggestiva cornice della Beach Run, i nostri portacolori hanno corso tra il profumo della salsedine e il respiro dell’Adriatico.
Le distanze da 6, 12 e 15 chilometri hanno trasformato il litorale polesano in una lunga striscia di fatica e vento, là dove la sabbia sembra voler trattenere ogni passo.

Jesolo e la magia della Moonlight Half Marathon

Jesolo, invece, ha regalato l’incanto della Moonlight Half Marathon.
Una gara che negli anni è diventata quasi leggendaria nel panorama podistico italiano: si parte al tramonto e si corre mentre il cielo si spegne lentamente sul mare. Le luci della città e il riflesso dell’acqua accompagnano gli atleti lungo i canonici 21,097 chilometri, trasformando la mezza maratona in un viaggio notturno carico di fascino.

Fino a Riga, nel cuore del Baltico

E mentre alcuni correvano accanto all’Adriatico, altri hanno spinto il nome dei Corriferrara fino a Riga, capitale della Lettonia.
Città elegante e nordica, famosa per le architetture Art Nouveau e per il suo centro storico patrimonio UNESCO, Riga ha accolto i partecipanti della mezza maratona in un’atmosfera ben diversa da quella italiana: strade ampie, aria baltica e un pubblico caloroso capace di trasformare la fatica in energia.

Stellata, tra il Po e la storia

Più raccolta ma sempre ricca di fascino la Camminata di Stellata, ai piedi della storica Rocca Possente che domina il Po.
Un luogo che profuma di storia ferrarese e di racconti fluviali, dove il ritmo della corsa sembra fondersi con quello lento del grande fiume.

Forlì e il podio di Giulia Bellini

Ma il momento di gloria più luminoso della settimana arriva da Forlì, alla StraForlì Half Marathon.

Tra le strade della città romagnola, da sempre terra di sport e passione podistica, Giulia Bellini conquista un magnifico primo posto di categoria nella distanza dei 21,097 chilometri.
Una prova di carattere, forza e determinazione, degna delle migliori cronache sportive.

Noventa Padovana e l’argento di Paolo Callegari

Applausi anche per Paolo Callegari, protagonista alla RuNoventa di Noventa Padovana.
Sui 7,3 chilometri della gara veneta conquista un prestigioso secondo posto di categoria, confermando solidità e grande continuità di rendimento.

Tra vino, tradizioni e passi condivisi

La settimana si è completata infine a Villanova di Bagnacavallo, nella Corsa del Burson.
Una gara che porta nel nome uno dei vini simbolo della Romagna e che unisce sport, convivialità e tradizione in un’atmosfera sempre genuina e calorosa.

Sette località, centinaia di chilometri, due podi e la solita inesauribile passione.
Perché anche nelle settimane più tranquille, quando molti scelgono di preparare in silenzio le battaglie future, gli atleti e le atlete Corriferrara continuano a lasciare tracce sulle strade. Come viandanti instancabili di un antico racconto, sempre pronti a rimettersi in cammino verso la prossima avventura.











giovedì 14 maggio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Il canto della settimana Corriferrara

Come schiera antica sospinta dal favore dei venti e dalla volontà del cuore, gli atleti Corriferrara hanno attraversato strade, colline, pinete e argini, lasciando orme degne di memoria nei sentieri d’Italia.

Erano in 102, figli della corsa e della fatica gentile, capaci di sommare 1808 chilometri e conquistare 9048 metri di dislivello, quasi a voler sfidare le altezze degli dei. Undici le terre toccate dal loro passaggio, undici scenari trasformati in teatro d’impresa.

Da Ferrara, con la vivace Straferrara, dove il respiro del gruppo si è mescolato alle mura estensi, fino alle rive marine di Bibione, dove la “10mila del Faro” ha visto gli atleti correre tra il profumo dell’Adriatico e la luce che guida i naviganti nelle notti di tempesta.

A Comacchio, città sospesa fra acqua e ponti, la Half Marathon ha celebrato il fascino delle Valli e della laguna, mentre a Roma la “Race for the Cure” ha unito il passo sportivo alla nobiltà della solidarietà, sotto lo sguardo eterno dei monumenti imperiali.

Tra i filari e i profumi della Toscana, Mercatale in Val di Pesa ha accolto il duro e magnifico “Chianti Marathon Trail”, dove ogni salita sembrava un patto con la terra e ogni discesa un premio concesso dal destino.

Nel veronese, a Zimella, le “5 Miglia di Zimella” hanno visto il gruppo avanzare compatto come manipolo romano; a Mercato Saraceno il “Giro di Paderno” ha attraversato strade intrise di storia e fatica contadina.

Non meno valorosi i passi mossi a Fenil del Turco nella “Passeggiata di Primavera”, tra campagne già accese di verde, e a Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei, dove “La Torregliana” ha richiesto gambe forti e spirito saldo.

E poi Dozza, borgo di mura dipinte e vino generoso, dove il “Dozza Wine Trail” ha unito arte, colline e sudore in un’unica epopea podistica.

Ma tra tutte le prove, una si staglia come leggenda destinata a essere narrata nelle sere future: la titanica avventura di Cesenatico, la “9 Colli Running”, ben 200 chilometri di resistenza e volontà, un viaggio più che una gara, un pellegrinaggio dell’anima attraverso la Romagna.

E come in ogni poema degno di gloria, non sono mancati gli eroi del podio.

Nella Half Marathon di Comacchio, Eleonora Malossi ha conquistato un magnifico 2° posto assoluto, impresa degna di chi sa trasformare la fatica in trionfo.

Alla Comacchio Dog Run, fra sorrisi e zampe leggere, la dolcissima Laila, fedele compagna a quattro zampe, ha saputo farsi onore con un brillante 3° posto di categoria, conquistando applausi e simpatia come vera mascotte epica del gruppo.

Nella 10 km di Comacchio, Cecilia Zocca ha dominato la propria categoria salendo sul gradino più alto del podio, mentre Carlo Barbieri ha ottenuto un prezioso 3° posto di categoria, testimoniando la costanza e il valore della squadra.

Infine, a Bibione, tra mare e vento, Paola Pantaleoni ha trionfato con uno splendido 1° posto di categoria, illuminando la giornata come il faro che dà nome alla gara.

Così si chiude una settimana degna d’essere tramandata: chilometri come versi, salite come battaglie, traguardi come approdi.
E Corriferrara, ancora una volta, ha dimostrato che la corsa non è soltanto sport: è viaggio, fratellanza e memoria condivisa lungo le strade del tempo.








giovedì 7 maggio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Corriferrara, una settimana di passi e orizzonti

C’è stato un vento speciale, questa settimana, a sospingere le maglie Corriferrara lungo strade, sentieri e mura antiche. Un vento fatto di fatica e sorrisi, di albe rubate al sonno e scarpe sporche di polvere, capace di attraversare città d’arte, pinete profumate, colline severe e capitali europee.

Sono stati 119 gli atleti impegnati, disseminati in 13 località, con un totale impressionante di 1655,4 chilometri percorsi e 9704 metri di dislivello affrontati: numeri che raccontano non solo sport, ma desiderio di scoperta e voglia di condividere il cammino.

A Ferrara, il fascino senza tempo del 52° Giro delle Mura ha accolto i runner sui 12 chilometri che abbracciano la città estense, dove ogni passo corre accanto alla storia rinascimentale e alle antiche fortificazioni illuminate dalla primavera.

Tra i boschi del Mugello, a Badia di Moscheta, gli atleti dell’Ultra Trail hanno affrontato sentieri selvaggi e silenzi profondi, tra castagneti e pietre antiche, in un viaggio di 24 e 12 chilometri dove la natura detta il ritmo e il cuore impara a resistere.

A Milano, la StraMilano ha portato il popolo della corsa nel cuore pulsante della metropoli, tra piazze monumentali e l’energia di una città che non rallenta mai, mentre a Porto Viro la “Correre in Pineta” ha regalato il profumo del mare e degli alberi mossi dalla brezza dell’Adriatico.

A Filo, nella suggestiva cornice della Tenuta Garusola, i partecipanti hanno corso tra strade di campagna e atmosfere autentiche, scegliendo i percorsi da 6 e 4,3 chilometri immersi nella tranquillità della pianura.

C’è stato chi ha sfidato la lunga distanza alla San Luca - Malalbergo, chi ha trovato il proprio limite tra le montagne del Malcesine Baldo Trail, sospeso tra lago e cielo, e chi ha respirato la bellezza elegante delle mura di Lucca durante la Half Marathon.

Da Lugo a San Mauro Pascoli, da Poggio Renatico fino a Grignano Polesine, ogni gara ha aggiunto una storia: quella di gambe stanche ma felici, di gruppi che si aspettano all’arrivo, di mani tese e pacche sulle spalle.

E poi Praga. La maratona nella città delle cento torri, tra ponti gotici e scorci da leggenda, dove i 42,195 chilometri diventano un viaggio dentro sé stessi oltre che tra le meraviglie boeme.

Un applauso speciale va agli atleti saliti sul podio, perché ogni medaglia è il riflesso di allenamenti silenziosi e sacrifici quotidiani.

Al Malcesine Baldo Trail, gara durissima da 52,6 chilometri con ben 3540 metri di dislivello, straordinaria impresa per Ion Coban, capace di conquistare il 2° posto di categoria dopo una prova di grande resistenza e coraggio lungo i sentieri spettacolari del Monte Baldo, tra rocce, salite infinite e panorami mozzafiato sul Lago di Garda.

Corriferrara continua così il suo viaggio: una comunità di passi che unisce pianure e montagne, città e sentieri, cronometri e amicizia. Perché alla fine, oltre ai chilometri, resta sempre ciò che la corsa sa regalare: libertà.










giovedì 30 aprile 2026

Riepilogo settimanale e punti che saranno assegnati.

 

Nel volgere d’una settimana, come in un canto disteso tra aurora e vespro, la schiera degli atleti di Corriferrara ha solcato vie e sentieri, sospinta da virtù tenace e da quell’ardore che accende il passo e nobilita la fatica. Erano cinquanta, come un drappello ordinato sotto insegna invisibile, e undici furono le terre che accolsero il loro cimento.

Da Ozzano Emilia si levò il primo moto, nella Camminata della Resistenza, dove quindici chilometri parvero un inno alla perseveranza; e poi, tra i boschi e le pieghe montane di Serso di Pergine, il Trail del Drago si fece prova doppia, tra dieci e venti chilometri, quasi a misurare il coraggio su due bilance diverse.

A Castel Bolognese, la leggendaria 50 di Romagna si erse come impresa epica: cinquanta chilometri, degni d’un poema cavalleresco, ove il corpo cede e lo spirito comanda. E nelle contrade di San Venanzio di Galliera, tra le “vecchie borgate”, sedici chilometri e mezzo narrarono storie di passi antichi e memorie contadine.

Non mancò la solenne pianura di Padova, dove la Maratona,  nella sua interezza e nella mezza si offrì come rito classico, cifra perfetta di distanza e disciplina. E più oltre, nei rilievi umbri di Scheggia e Pascelupo, il Trail del Monte Cucco invitò a un’ascesa breve ma intensa, quindici chilometri di natura aspra e generosa.

Non fu trascurata Ferrara, dove la Camminata di San Giorgio, breve nei chilometri, ma larga nel cuore  raccolse i passi cittadini in sei chilometri e mezzo di condivisione. E poi l’Umbria, quasi una corona di tappe: Sigillo, Passignano sul Trasimeno, San Venanzo, Cannara ciascuna con le sue distanze, tra sette e undici chilometri, a comporre il Giro dell’Umbria, mosaico di colline e respiro.

Infine Cornuda accolse il Duerocche Prosecco Trail, ventidue chilometri tra vigne e saliscendi, ove la fatica si mescola al profumo della terra e al gusto dell’orizzonte.

Così si compie il computo: 15.550 metri di dislivello, come una scalata invisibile verso il cielo, e 1081,776 chilometri percorsi, cifra che pare smisurata e pure nasce da passi umili, uno dopo l’altro, come sillabe d’un poema.

E se Torquato Tasso avesse cantato tali gesta, forse avrebbe detto che non furono soltanto corse, ma imprese dell’animo: perché in ogni atleta vive un cavaliere moderno, che non brandisce spada ma volontà, e trova nel cammino non la fine, bensì il senso stesso del viaggio.