Visualizzazione post con etichetta competitiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta competitiva. Mostra tutti i post

venerdì 19 giugno 2026

3° NOTTURNO A SANT'AGATA

 

Notturno a Sant’Agata: caldo, sport e convivialità nella terra della Lamborghini

Una serata d'estate, le luci della piazza, il calore del pubblico e la passione per la corsa. Sono stati questi gli ingredienti della terza edizione del "Notturno a Sant'Agata", gara podistica di 5 chilometri andata in scena mercoledì 17 giugno 2026 nel cuore di Sant'Agata Bolognese.

Il piccolo comune della pianura emiliana, celebre in tutto il mondo per ospitare la sede della Automobili Lamborghini, ha accolto atleti e appassionati in una serata tipicamente estiva, caratterizzata da temperature elevate ma rese più piacevoli dall'atmosfera festosa che ha animato il centro cittadino.

La manifestazione prevedeva la partenza e l'arrivo nella suggestiva piazza principale. Alle 20.15 hanno preso il via le categorie femminili e gli M55, mentre alle 21.00 è stata la volta di tutte le altre categorie maschili, dagli M50 fino agli assoluti. Un percorso veloce e tecnico, articolato su tre giri: il primo di 1.800 metri e i due successivi di 1.600 metri ciascuno.

Tra i protagonisti della serata anche Paolo Callegari, autore di un'ottima prestazione che gli è valsa il 3° posto di categoria, confermando il buon momento di forma e la costanza dei risultati ottenuti nelle gare del calendario estivo.

Positivo anche il bilancio di Giovanni Simone,   che ha vissuto la gara come un allenamento di qualità confrontandosi con atleti di alto livello.

"Correre con i top runner è sempre bello. Il mio obiettivo era un allenamento veloce e direi che, nonostante il caldo, è andata bene. Dopo il primo mille ho preso le misure e ho gestito la gara. Potevo arrivare con Alessio Guidi, ma gli ho lasciato la gloria del pubblico di casa per poi arrivare in solitaria con il solito sprint."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito della manifestazione: competizione sì, ma anche amicizia, divertimento e soddisfazione personale.

A rendere ancora più piacevole la serata ci hanno pensato il ristoro finale e il tradizionale momento conviviale che accompagna molte corse emiliane. Dopo il ritiro del pacco gara, per Giovanni Simone è arrivata la meritata ricompensa:

"Dopo il ristoro e il ritiro del pacco gara, una meritata birra media e piadina. Dal vostro John Simon è tutto, a presto."

Un finale perfetto per una gara che ha saputo unire sport, socialità e la bellezza delle serate estive emiliane. Il "Notturno a Sant'Agata" si conferma così un appuntamento sempre più apprezzato dagli appassionati della corsa su strada, capace di valorizzare il territorio e regalare emozioni tra le vie di uno dei borghi più dinamici della provincia bolognese.






mercoledì 17 giugno 2026

Donauparkrun, a Vienna Carlo Barbieri 1° assoluto.

 

Carlo Barbieri conquista Vienna: vittoria assoluta alla Donauparkrun

Una domenica mattina dal sapore internazionale per il portacolori di Corriferrara Carlo Barbieri, che il 16 giugno 2026 ha lasciato il segno nella suggestiva cornice del Donaupark di Vienna, imponendosi nella Donauparkrun sulla distanza di 5 chilometri.

Situato nel cuore della capitale austriaca, il Donaupark è uno dei polmoni verdi più amati dai viennesi. Nato negli anni Sessanta in occasione della Wiener Internationale Gartenschau, il parco si estende tra ampi prati, laghetti e percorsi alberati, dominati dall'inconfondibile Donauturm, la Torre del Danubio che con i suoi oltre 250 metri rappresenta uno dei simboli della città. Qui, dove la tradizione imperiale incontra la modernità e dove il ritmo tranquillo della vita viennese accompagna passeggiate e attività sportive, si è svolta la partecipata manifestazione podistica.

Per Barbieri si trattava dell'esordio assoluto in una gara sul suolo austriaco, un'esperienza resa ancora più speciale dalla vittoria finale. L'atleta ferrarese ha infatti tagliato il traguardo per primo, conquistando il successo assoluto al termine dei 5 chilometri del percorso.

Un risultato arrivato quasi a sorpresa per lo stesso protagonista, che ha saputo interpretare al meglio una gara affrontata con entusiasmo e spirito di avventura.

«Prima gara in terra viennese, con sensazioni fantastiche. Mai preoccupato del tragitto, che non conoscevo, visto che essendo primo bastava seguire le bici. Primo posto inaspettato per un "amatore evoluto"!», ha commentato sorridendo Carlo Barbieri al termine della prova.

Una vittoria che impreziosisce ulteriormente la stagione di Corriferrara e che regala all'atleta estense un ricordo speciale da una delle città più affascinanti d'Europa, dove tra i caffè storici, le note di Strauss e i viali immersi nel verde del Danubio, il tricolore ha trovato posto sul gradino più alto del podio.










50° Trofeo Città di Cona

 

Corriferrara festeggia il 50° Trofeo Città di Cona: tra storia, caldo e grandi risultati

Il 14 giugno 2026 Cona ha accolto podisti e appassionati per un appuntamento che rappresenta una vera e propria pietra miliare del podismo ferrarese: il 50° Trofeo Città di Cona, una ricorrenza importante che ha celebrato mezzo secolo di sport, amicizia e passione per la corsa.

Cinque chilometri esatti, un unico giro e un percorso che negli anni è diventato inconfondibile per generazioni di runner. Un traguardo prestigioso per una manifestazione che continua a richiamare centinaia di partecipanti e che quest'anno ha saputo unire tradizione ed emozione in una giornata resa ancora più speciale dalla presenza dello storico organizzatore, salutato con affetto da tutti i concorrenti sia alla partenza sia durante le premiazioni.

Le strade di Cona, però, hanno deciso di mettere alla prova i partecipanti. Siamo soltanto a metà giugno, ma il sole ferrarese ha già mostrato il suo carattere: il commento di Roberto Catozzi, sintetico quanto efficace, riassume perfettamente la situazione: "Gran caldo!". Poche parole, ma sufficienti per descrivere quella sensazione condivisa da tutti i presenti, tra respiri profondi, borracce svuotate in tempi record e la continua ricerca di qualche metro d'ombra.

Nonostante le temperature, Corriferrara ha risposto presente, classificandosi al 5° posto tra le società per numero di iscritti, confermando ancora una volta la forza e la partecipazione del gruppo.

Sul piano agonistico spicca la splendida prestazione della nostra Rosanna Albertin, che conquista il 3° posto assoluto femminile, portando i colori Corriferrara sul podio di una delle gare più sentite del calendario provinciale.

Tra le protagoniste della giornata anche Paola Pantaleoni, che ha raccontato con entusiasmo il significato di questa edizione speciale:

"Trofeo Città di Cona: siamo a metà giugno e nonostante la temperatura mattutina del periodo siamo in tanti a partecipare a questa gara classica del podismo ferrarese, con il suo percorso particolare in un unico giro da 5 km precisi e soprattutto per rendere omaggio al suo storico organizzatore che oggi non è voluto mancare a salutarci sia alla partenza, che alle premiazioni. Grazie ancora per l'organizzazione del 50° Trofeo. Per me un buon test dei 5000 a giugno: fatto e stop alle gare estive mattutine."

Un bilancio positivo anche per Diana Danu, alla sua prima esperienza sulla distanza breve:

"La mia prima esperienza sulla distanza piccola, ero terrorizzata che arrivassi l'ultima, però sono stata bravina: 5'07'' al km. Premiata tra le prime 30 donne. Mi è piaciuta la gara, tanta gente carina."

Parole che raccontano perfettamente lo spirito autentico del Trofeo Città di Cona, dove accanto alla competizione trovano sempre spazio accoglienza, amicizia e soddisfazioni personali.

E poi c'è il commento di Sara Melloni, che merita una menzione speciale perché riesce a condensare ironia, autoironia e una fotografia molto lucida del podismo amatoriale:

"Dopo secoli di gender gap, in cui mi toccava correre pure la gara dei maschi, finalmente la competizione si è svolta tutti insieme. È stata rapida e indolore, soffro la mancanza di allenamento, ma avendo perso quasi del tutto la primaverile forma di porchetta attaccata a una pertica, mi ritengo soddisfatta della mia gara con ricco premio compensatore dei 13 euro di iscrizione che dovevano essere 10. Ho impiegato tre minuti in più rispetto all'anno scorso, ma ci sta, non è necessario e salutare andare sempre oltre i limiti che il corpo ci impone. Da domani, mi allenerò di più."

Sara ci ricorda che il podismo non è soltanto cronometro e classifiche. È anche la capacità di prendersi in giro, di accettare serenamente una giornata meno brillante e di trovare soddisfazione nel semplice fatto di esserci. Quanto alla celebre definizione di sé come "porchetta attaccata a una pertica", siamo certi che entrerà di diritto tra le citazioni più memorabili di questa cinquantesima edizione. Sul promesso incremento degli allenamenti "da domani", invece, la comunità podistica ferrarese attende fiduciosa... pur sapendo che quella frase appartiene alla stessa categoria delle buone intenzioni che spesso nascono dopo una gara corsa sotto il sole di giugno.

La storia del Trofeo Città di Cona si intreccia inevitabilmente con quella del paese e dei suoi luoghi simbolo. Tra questi spicca Villa Magnoni, un tempo elegante residenza signorile e oggi affascinante testimonianza del passato locale. Costruita tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento dalla famiglia Magnoni, la villa ha rappresentato per molti anni uno dei punti di riferimento della vita sociale ed economica del territorio.

Oggi l'edificio versa in stato di abbandono, ma continua ad alimentare racconti, curiosità e leggende che fanno parte della memoria collettiva di Cona. Tra le più note c'è quella degli "spettri di Villa Magnoni", una storia che negli anni Ottanta alimentò la fantasia di molti giovani del paese. Si raccontava infatti di misteriose presenze tra le stanze ormai disabitate della villa, di luci intraviste nelle notti d'estate e di rumori provenienti dai saloni vuoti. Naturalmente nessuno ha mai trovato prove concrete di questi fenomeni, ma la leggenda contribuì a trasformare Villa Magnoni in una sorta di luogo del mistero, meta di curiosi e ragazzi in cerca di emozioni dopo il tramonto.

E chissà che, durante il 50° Trofeo Città di Cona, con il sole cocente che batteva sulle strade e i podisti impegnati a rincorrere il traguardo, qualcuno non abbia pensato che fosse più facile incontrare uno degli storici fantasmi della villa che trovare un metro d'ombra lungo il percorso.

Tra storia documentata e racconti popolari, Villa Magnoni resta uno dei simboli più suggestivi di Cona: un luogo che continua a vivere nei ricordi degli abitanti e nelle leggende che, come tutte le migliori storie di paese, si tramandano di generazione in generazione.

Cinquant'anni rappresentano un traguardo che poche manifestazioni possono vantare. Il 50° Trofeo Città di Cona non è stato soltanto una gara di 5 chilometri: è stato un omaggio alla tradizione podistica ferrarese, ai volontari, agli organizzatori, agli atleti di ieri e di oggi e a tutti coloro che, anno dopo anno, continuano a trasformare una semplice corsa in una grande festa dello sport.

Complimenti agli organizzatori, ai volontari e a tutti i partecipanti. E appuntamento alla prossima edizione, con la speranza di trovare qualche grado in meno... anche se, conoscendo il Trofeo di Cona, un po' di caldo fa ormai parte della leggenda.












martedì 16 giugno 2026

10 Km del Castagno dei 100 Cavalli

 

Mario Boarati porta i colori Corriferrara alla 10 Km del Castagno dei Cento Cavalli

Sulle pendici dell'Etna, dove la natura si intreccia con la leggenda, domenica 14 giugno si è svolta a Sant'Alfio (Catania) la seconda edizione della 10 Km del Castagno dei Cento Cavalli, una manifestazione inserita nei circuiti Running Sicily e Grand Prix Sicilia. Il percorso, omologato FIDAL, si è sviluppato su quattro giri da 2,5 chilometri nel cuore del borgo etneo, regalando agli atleti scorci suggestivi e un'atmosfera unica.

Tra i partecipanti era presente anche Mario Boarati, portacolori della Corriferrara, che ha affrontato con determinazione una gara resa affascinante non solo dall'aspetto tecnico, ma soprattutto dal contesto in cui si svolge.

Correre a Sant'Alfio significa infatti immergersi in un luogo dove il tempo sembra rallentare. A dominare il paesaggio è il celebre Castagno dei Cento Cavalli, considerato uno degli alberi più antichi e maestosi d'Europa. Attorno a questo gigante verde, che da secoli osserva la vita dell'Etna, ruotano racconti tramandati di generazione in generazione. La leggenda più famosa narra che una regina, sorpresa da un violento temporale durante una battuta di caccia, trovò riparo sotto la sua immensa chioma insieme al proprio seguito composto da cento cavalieri. Da qui sarebbe nato il nome che ancora oggi rende celebre questo monumento naturale.

La corsa ha offerto ai partecipanti un viaggio tra sport, tradizione e paesaggi vulcanici. Le strade del paese, animate dal tifo degli spettatori e dall'entusiasmo degli appassionati, hanno accompagnato gli atleti lungo un tracciato impegnativo ma coinvolgente, con l'Etna a fare da silenzioso e imponente sfondo.

Per Mario Boarati è stata un'esperienza che va oltre il semplice cronometro: dieci chilometri corsi in uno dei luoghi più evocativi della Sicilia, dove ogni passo sembra raccontare una storia e dove il fascino della leggenda incontra la passione per la corsa.

Una trasferta che arricchisce il bagaglio sportivo e umano dell'atleta ferrarese, ambasciatore dei colori della Corriferrara in una manifestazione capace di unire agonismo, cultura e territorio. Perché alcune gare si ricordano per il tempo ottenuto, altre per le emozioni vissute. E quella di Sant'Alfio appartiene sicuramente alla seconda categoria.






lunedì 8 giugno 2026

58° Gran Premio 11 Ponti

 

Ion Coban conquista il secondo posto di categoria al 58° Gran Premio 11 Ponti

Le ombre della sera iniziavano ad allungarsi sui canali di Comacchio quando, sabato 6 giugno, i corridori si sono radunati per affrontare la cinquantottesima edizione del Gran Premio 11 Ponti. Una gara che non è soltanto una competizione podistica, ma un viaggio attraverso la storia e le leggende della piccola Venezia del Delta. La prova competitiva si è disputata sulla distanza di 8,5 chilometri lungo il caratteristico circuito cittadino che attraversa ponti, canali e vicoli del centro storico.

Tra i protagonisti della manifestazione si è distinto Ion Coban, autore di una prestazione solida e determinata che gli ha consentito di conquistare il secondo posto nella propria categoria, risultato ottenuto al termine di una gara resa particolarmente impegnativa dalle condizioni climatiche e dalle peculiarità del percorso.

Correre a Comacchio significa misurarsi con una sfida diversa da ogni altra. Gli undici ponti non sono semplici elementi architettonici: sono gradini di pietra che interrompono il ritmo, salite improvvise che spezzano il respiro e discese che costringono le gambe a continui cambi di assetto. Ogni attraversamento sembra custodire un racconto antico, come se dalle acque quiete potessero ancora emergere le storie degli anguillari, dei pescatori e dei mercanti che per secoli hanno popolato queste terre sospese tra laguna e mare.

I corridori hanno attraversato il cuore della città, sfiorando il maestoso Trepponti e percorrendo strade che sembrano uscite da un manoscritto medievale. In quel dedalo di ponti e canali, la fatica assume una dimensione quasi epica: il sole di giugno accompagna gli atleti mentre il caldo avvolge le calli e il riflesso dell'acqua amplifica ogni sensazione.

A descrivere perfettamente l'essenza della gara è stato Giuseppe Volta:

"Suggestiva per il luogo ma caldo e i sali scendi dei ponti la rendono ardua alla fine."

Parole che sintetizzano la natura autentica del Gran Premio 11 Ponti: una corsa affascinante e severa allo stesso tempo, capace di regalare scorci indimenticabili ma anche di chiedere il massimo a chi la affronta.

La 58ª edizione ha così rinnovato una tradizione che da decenni richiama podisti da tutto il territorio, confermando il fascino di una manifestazione che unisce sport, storia e identità locale. E mentre il sole tramontava dietro i canali del Delta, tra applausi e sorrisi all'arrivo, il secondo posto di categoria conquistato da Ion Coban è diventato parte di quella lunga storia che ogni anno si scrive correndo sopra gli antichi ponti di Comacchio.










domenica 7 giugno 2026

Action Run Padova

 

Action Run Bartipaglia: 8 chilometri tra corsa, natura e sorrisi ai piedi dei Colli Euganei

Una serata di sport, amicizia e passione per la corsa ha animato venerdì 6 giugno le strade di Bartipaglia, piccola e caratteristica frazione di Maserà di Padova. L'Action Run, inserita nel circuito Padova Corre, ha richiamato numerosi podisti pronti a mettersi alla prova sulla distanza competitiva di 8 chilometri.

Un percorso scorrevole e piacevole, immerso nella tranquillità della campagna padovana, dove il verde dei campi e la vicinanza ai Colli Euganei hanno fatto da cornice a una manifestazione capace di unire agonismo e convivialità. Non tutti sanno che Bartipaglia conserva ancora il fascino delle antiche borgate rurali venete, con strade che raccontano una storia fatta di lavoro, tradizioni e forte legame con il territorio.

Tra i protagonisti della serata anche Giovanni Simone, che ha affrontato la gara dopo una lunga giornata lavorativa.

"Finito di lavorare a Rovigo decido d'andare a fare questa gara del circuito Padova Corre a Bartipaglia di Maserà", racconta Giovanni.

La temperatura primaverile ha reso particolarmente gradevole la competizione, permettendo agli atleti di esprimersi al meglio senza soffrire il caldo estivo che spesso accompagna gli appuntamenti di giugno.

"La competitiva di 8 km risulta piacevole visto la temperatura primaverile. Parto in gruppo gestendo dall'inizio alla fine. Un buon allenamento", spiega Giovanni, che ha interpretato la gara con intelligenza e regolarità.

Per il podista si è trattato soprattutto di un importante tassello nella costruzione della condizione atletica in vista dei prossimi obiettivi stagionali.

"Del resto ho appena iniziato la preparazione per la maratona autunnale... quale sarà? Seguitemi e lo scoprirete... il vostro John Simon."

Un messaggio che lascia spazio alla curiosità e che apre ufficialmente una nuova avventura sportiva. Se il percorso verso la maratona è appena iniziato, l'Action Run di Bartipaglia rappresenta già un primo passo importante, corso con il sorriso e con quella passione che continua a spingere tanti podisti a inseguire nuovi traguardi, chilometro dopo chilometro.



venerdì 5 giugno 2026

5° Trofeo TechnoFisio

 

5° Trofeo TechnoFisio: corsa, amicizia e piadina nella terra della rinascita

Sant'Agata sul Santerno, 4 giugno 2026 – Dieci chilometri di corsa, due giri tutt'altro che monotoni e una splendida giornata di inizio estate hanno fatto da cornice al 5° Trofeo TechnoFisio, andato in scena nel cuore di Sant'Agata sul Santerno.

Questo piccolo comune della Bassa Romagna, adagiato lungo il fiume Santerno da cui prende il nome, è noto per la sua atmosfera tranquilla e per la straordinaria capacità di rialzarsi dopo le difficoltà che negli ultimi anni hanno colpito il territorio. Correre qui significa attraversare strade che raccontano storie di comunità, tradizioni e tanta passione romagnola.

Il percorso di gara, sviluppato su due giri per un totale di 10 chilometri, ha saputo alternare diversi scorci del paese evitando quella monotonia che spesso accompagna le gare cittadine. Un tracciato ideale sia per chi cercava il risultato sia per chi voleva trasformare la competizione in un allenamento di qualità.

Tra questi c'era anche Giovanni Simone, che ha vissuto la gara con il giusto spirito:

"Bel 10000 di una piacevole giornata primaverile di giugno, percorso non monotono di 2 giri, è stato un allenamento ben gestito per me."

Ma si sa, le gare podistiche non sono fatte soltanto di cronometri e classifiche. Sono soprattutto incontri, sorrisi e strette di mano prima e dopo il via.

Alla partenza e all'arrivo non sono mancati gli amici, tra cui il forte Rudy Magagnoli, protagonista di una prestazione di assoluto livello:

"Alla partenza e all'arrivo tanti amici tra cui Rudy Magagnoli che è arrivato oltretutto 2° assoluto e 1° di categoria."

Anche il dopo gara ha fatto pienamente onore alla tradizione romagnola. Gli organizzatori hanno preparato un ristoro particolarmente apprezzato dai partecipanti: frutta fresca, ciambella e una ricca scelta di bevande per recuperare le energie spese lungo il percorso.

Un dettaglio che ha fatto piacere a molti podisti è stata la consegna della medaglia al traguardo.

"Medaglia al traguardo che in queste gare non è mai scontata."

E quando la corsa finisce, in Romagna inizia spesso il terzo tempo. Così, tra racconti di gara e progetti per le prossime competizioni, il gruppo si è ritrovato davanti a una delle istituzioni gastronomiche locali: la piadina.

"Poi alla fine una piadina e una birra in compagnia con gli amici di Comacchio-Rimini e il mitico Vassalli..."

Occasione perfetta anche per celebrare un compleanno speciale:

"...che il 5-6-26 compie i suoi 55 anni. Auguri!"

Il bilancio finale è quello di una manifestazione riuscita, dove sport, amicizia e convivialità hanno corso alla stessa velocità. E forse è proprio questo il segreto delle gare che restano nel cuore: non solo i chilometri percorsi, ma le persone incontrate lungo la strada.

Dal vostro "John Simon" è tutto. Appuntamento alla prossima linea di partenza!




martedì 2 giugno 2026

50° Trofeo della Liberazione. Corriferrara 1^ società per numero di iscritti.

Fossanova San Marco, il caldo, la strada e la leggenda: il 50° Trofeo Liberazione entra nella storia

Ci sono gare che iniziano con uno sparo e finiscono sotto un arco d'arrivo. E poi ci sono gare che diventano storie. Storie che attraversano il tempo come vecchie strade di campagna, consumate dai passi e dai sogni di chi le percorre. Il 50° Trofeo Liberazione, disputato il 31 maggio 2026 a Fossanova San Marco, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Cinquant'anni. Un numero che pesa come una pietra miliare lungo il sentiero della memoria. Fossanova San Marco, piccola frazione del territorio ferrarese dove la pianura sembra non finire mai e il cielo si allunga fino a toccare l'orizzonte, ha accolto ancora una volta centinaia di podisti per la tradizionale prova competitiva di 10 chilometri e per la camminata non competitiva di 6 chilometri. Un luogo che porta nel proprio nome una storia antica. Il toponimo Fossanova deriva infatti dallo scavo di un nuovo canale, realizzato nel 909 per volontà del Vescovo di Ravenna, per collegare le acque del Po al preesistente corso d'acqua di Gaibana. Un'opera che cambiò il volto del territorio e che ancora oggi sembra raccontare il legame profondo tra l'uomo e queste terre d'acqua. Le radici del borgo affondano nel Medioevo, quando canali, argini e strade d'acqua rappresentavano le vere arterie della vita quotidiana. Qui il tempo sembra aver lasciato tracce discrete ma profonde. Tra queste emerge Villa San Marco, elegante presenza che custodisce secoli di storia locale e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli identitari della comunità. Le sue mura e i suoi spazi raccontano un passato fatto di agricoltura, relazioni sociali e vita rurale, testimoniando l'evoluzione di un territorio che ha saputo conservare la propria anima pur attraversando i secoli. Nelle sere di nebbia, quando il vento attraversa i campi e i canali scorrono silenziosi sotto il cielo della pianura, non è difficile immaginare le antiche storie nate lungo queste rive. Perché il Ferrarese custodisce da sempre racconti di fiumi irrequieti, di terre conquistate all'acqua e di comunità che hanno imparato a trasformare ogni sfida in opportunità. C'è chi racconta che ogni borgo della pianura abbia una memoria nascosta tra gli argini e le corti rurali, una memoria fatta di uomini e donne che hanno costruito il proprio futuro con pazienza e tenacia. E il Trofeo Liberazione sembra essere diventato parte di questa stessa tradizione. Dietro questa straordinaria continuità c'è sempre stata la stessa realtà: la Polisportiva Quadrilatero. Cinquanta edizioni organizzate senza interruzioni. Un traguardo che parla di passione, sacrificio e amore per il territorio. I complimenti ricevuti dal presidente Claudio Carrari 


sono stati unanimi e profondamente meritati. Perché guidare una società sportiva per mezzo secolo di storia significa custodire un patrimonio fatto di persone prima ancora che di risultati. E Carrari, insieme a tutta la famiglia Quadrilatero, ha saputo mantenere vivo quello spirito che trasforma una semplice gara in una festa della comunità. La giornata non era semplice. Il sole di fine maggio ha mostrato il suo volto più severo, trasformando ogni chilometro in una sfida contro il caldo. Eppure l'organizzazione ha saputo leggere le esigenze degli atleti con grande attenzione. Apprezzatissimo il ristoro aggiuntivo predisposto al settimo chilometro e accolta quasi come una benedizione la doccia rinfrescante posizionata al quinto chilometro.

"TROFEO LIBERAZIONE il 50!! Gara sempre ottimamente organizzata dagli amici della Quadrilatero: assistenza, ristori e premi sempre perfetti! Grazie di tutto!! (Anche della doccina al 5° km top!!)", ha commentato Paola Pantaleoni,   dando voce all'apprezzamento generale.

Anche Simone Casadio ha raccontato la durezza della prova, soprattutto nel tratto sterrato tra i campi dove il caldo sembrava salire direttamente dalla terra. "Ero molto preoccupato dal caldo che nei giorni scorsi ho patito molto non completando come avrei voluto la preparazione. Per cui alla partenza sono stato molto conservativo per il timore di non chiuderla. Come previsto il caldo si è fatto sentire e soprattutto la fase centrale nello sterrato fra i campi è stata dura e ho visto molti rallentare vistosamente...meno male che hanno messo un ristoro ai 5 e uno agli 8km, più che bere mi sono versato direttamente l'acqua in testa per riprendere una temperatura umana. Ho mantenuto il ritmo fino alla fine chiudendo con l'obiettivo minimo che mi ero prefissato, non proprio quello che volevo, ma sicuramente ho fatto una bella esperienza di come gestire delle condizioni del genere. Avanti alla prossima! "

Ma il Trofeo Liberazione non vive soltanto di cronometri.

Come ha raccontato Gigi Medas


"questa manifestazione è soprattutto una festa di volontari 

, fotografie 



 e incontri. Dietro ogni incrocio presidiato, ogni bicchiere d'acqua distribuito, ogni sorriso all'arrivo, c'è il lavoro silenzioso di decine di persone. Volontari della Quadrilatero 

 e delle altre società podistiche ferraresi che hanno collaborato per garantire una giornata impeccabile. 

Le fotografie scattate lungo il percorso hanno immortalato molto più di una gara: hanno catturato sorrisi, fatiche, abbracci, 


 ritrovi tra amici 

che magari non si vedevano da mesi. Attimi destinati a restare quando il tempo avrà cancellato i numeri del cronometro."  
Tra le società presenti, spicca il risultato della Corriferrara, premiata come prima società   per numero di iscritti. Un riconoscimento che testimonia ancora una volta la vitalità e l'entusiasmo del gruppo ferrarese.

Sul piano sportivo non sono mancati risultati di grande prestigio.

Brilla il nome di Giulia Bellini


 splendida terza classificata assoluta, protagonista di una prestazione di altissimo livello.

Ottimi anche i risultati femminili di categoria con   Paola Pantaleoni, prima classificata, Franca Panagin seconda e Rita Romagnoli terza, a conferma della qualità e della competitività delle atlete presenti.

Quando il sole ha iniziato lentamente a scendere verso la linea dei campi e gli ultimi applausi hanno accompagnato le premiazioni, è diventato chiaro a tutti che questa non era stata soltanto la cinquantesima edizione di una corsa.

Era la celebrazione di una comunità.

Una comunità che, come le acque della Fossa Nuova scavate oltre mille anni fa, continua a scorrere nel tempo senza perdere la propria identità. Una comunità che custodisce nelle pietre di Villa San Marco, nei racconti tramandati nelle case del borgo e nelle strade percorse dai podisti la memoria del proprio passato e la fiducia nel futuro.

Perché le classifiche cambiano. I record vengono battuti. I pettorali finiscono in qualche cassetto.

Ma ciò che resta davvero sono le storie.

E il 50° Trofeo Liberazione ha aggiunto un nuovo, prezioso capitolo a una leggenda che continua a correre sulle strade di Fossanova San Marco da mezzo secolo, intrecciando sport, amicizia e memoria, proprio come i sentieri invisibili che uniscono il presente alle antiche radici medievali di questo affascinante angolo di pianura ferrarese.