martedì 3 marzo 2026

Misurina winter run

 

Misurina Winter Run: quando l’inverno sa di impresa

Il primo marzo, a Misurina, l’inverno ha avuto il passo deciso dei trailer. Aria sottile, neve compatta e quell’inconfondibile silenzio ovattato che solo le Dolomiti sanno regalare. La Misurina Winter Run, 17 chilometri con 800 metri di dislivello, è stata molto più di una gara: un viaggio verticale dentro la bellezza.

Si parte dal fondovalle, con il lago che osserva discreto e le cime che sembrano lontane, quasi irraggiungibili. Ma nel trail si sa, le distanze si misurano con il cuore prima che con i chilometri. E quando il percorso punta verso il cielo, in direzione del Rifugio Auronzo, la fatica diventa parte del paesaggio.

La salita che lascia il segno

«Delle tre gare che ho fatto sulla neve questa di Misurina secondo me è stata la più bella e, tutto sommato, anche quella venuta meglio», racconta Michele Tuffanelli. E non è difficile capirne il motivo.

Sarà la location, sarà l’emozione di partire dal fondovalle e salire fin sotto le maestose Tre Cime di Lavaredo. Una salita che si fa sentire, che chiede rispetto e passo regolare. Il fondo, però, ben compatto, permette di “corricchiare” e spingere con fiducia, trasformando la fatica in ritmo.

E quando finalmente si arriva su, con la vista che si apre sulle Dolomiti ancora imbiancate, la parola “spettacolo” non basta. È uno di quei panorami che ti fanno dimenticare per un attimo il cronometro.

Discesa in picchiata, sorriso largo

Poi si scende. E se le gambe girano, è puro divertimento. La neve compatta accompagna, la pendenza invita a lasciarsi andare. È quella fase in cui il trail diventa gioco, istinto, adrenalina. Ogni curva una scelta, ogni appoggio una promessa di velocità.

La forza del gruppo

Ottima la prova di tutta la truppa al seguito. Una squadra che ha saputo interpretare al meglio le condizioni invernali, dimostrando carattere e affiatamento.

Menzione speciale per Giana, perfettamente a suo agio sulla neve: per pochi secondi sfiora il personale, ma la sensazione è che il conto sia solo rimandato.
Mondin, alla sua ultima gara, stringe i denti: il ginocchio regge e lui si difende con determinazione, portando a casa una prova solida.
La Miky, nonostante gli acciacchi, non molla e chiude con grinta, dimostrando che nel trail la testa spesso vale quanto le gambe.

Spirito trail, spirito d’inverno

La Misurina Winter Run è questo: fatica vera, panorami che ripagano ogni passo e quella complicità silenziosa tra chi corre sulla neve. Un’esperienza che resta addosso, come il freddo pungente sulle guance e il calore condiviso all’arrivo.

Perché correre in inverno, ai piedi delle Tre Cime, non è solo una gara. È un piccolo viaggio dentro la montagna. E dentro se stessi.












Trofeo 8 comuni 5^ tappa, Portomaggiore, Berghenti Lucrezia 3^ donna assoluta.

 

Sotto un cielo terso di fine inverno, quando l’aria di marzo punge ancora le guance ma già profuma di rinascita, il 1° marzo 2026 a Portomaggiore è andata in scena la 5ª tappa del Trofeo 8 Comuni, sulla distanza di 5,9 chilometri. Un tracciato breve solo sulla carta, perché ogni passo, tra rettilinei che tagliano la pianura ferrarese e scorci che lambiscono antiche vie d’acqua, chiedeva cuore, gambe e quella scintilla d’orgoglio che distingue chi corre soltanto da chi lotta.

Portomaggiore, terra d’acque e di storia

Portomaggiore non è solo un punto sulla mappa. È un luogo che racconta storie: un tempo porto fluviale, crocevia di commerci lungo i canali che univano Ferrara al mare. Ancora oggi, correndo tra le sue strade, pare di udire l’eco delle barche che solcavano le acque e dei mercanti che trattavano spezie e tessuti. E proprio lì, dove un tempo si misuravano merci e rotte, oggi si misurano fiato e volontà.

Corriferrara: una stirpe che non arretra

Anche in questa tappa, i colori Corriferrara hanno brillato come lame al sole. Non è più una sorpresa: è una conferma. Una consuetudine che si sta trasformando in tradizione.

L’orgoglio assoluto: Lucrezia Berghenti

Tra le donne, ancora una volta, Lucrezia Berghenti ha inciso il proprio nome tra le migliori, conquistando il 3° posto assoluto. Una prestazione che parla di costanza e maturità agonistica. Lucrezia non corre soltanto contro le avversarie: corre contro i propri limiti, e ogni volta li spinge un passo più in là. La sua è la corsa di chi sa attendere e colpire, come un’arciere che tende la corda nel silenzio.

Le regine e i re di categoria

La pioggia di podi non si è fermata lì.

  • Ilaria Camanzi – 1ª di categoria

  • Rosanna Albertin – 1ª di categoria

  • Aniello Sarno – 1° di categoria

  • Paola Pantaleoni – 1ª di categoria

Primi posti che raccontano dominio e determinazione. Non semplici piazzamenti, ma affermazioni di presenza.

A loro si aggiungono:

  • Denis Grandi – 2° di categoria

  • Sandro Prini – 3° di categoria

  • Rita Romagnoli – 2ª di categoria

Segnali chiari: i meno giovani stanno prendendo la sana e felice abitudine di frequentare i podi. Non più apparizioni sporadiche, ma ritorni costanti. Come cavalieri esperti che conoscono il campo di battaglia e sanno dove affondare il colpo.

Il futuro è già presente

E poi ci sono loro, i giovani. Non promesse: realtà.

Categoria Pulcini

  • Vittoria Zambrini – 1ª di categoria

  • Giulia Caramori – 2ª di categoria

Due sorrisi sul podio, due energie diverse ma la stessa luce negli occhi: quella di chi scopre che l’impegno ha un suono preciso, quello del proprio nome chiamato durante le premiazioni.

Esordienti

  • Leonardo Valarini – 1° di categoria

Cadetti

  • Marco Delli Gatti – 2° di categoria

Nei loro passi c’è la leggerezza dell’età, ma anche la serietà di chi ha già capito cosa significhi allenarsi, aspettare, riprovare. Ogni gara è un capitolo, ogni podio una promessa silenziosa.

Una comunità che cresce

Il Trofeo 8 Comuni, tappa dopo tappa, sta diventando qualcosa di più di un circuito podistico. È un racconto collettivo. È la somma di storie personali che si intrecciano lungo la stessa linea d’arrivo. A Portomaggiore, tra il respiro della pianura e il vento che corre libero tra le case, Corriferrara ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra nel senso più nobile del termine: giovani e veterani, velocità e esperienza, entusiasmo e disciplina. E mentre il sole calava lento sulle acque silenziose dei canali, una certezza rimaneva nell’aria: questa non è solo una stagione di buoni risultati. È l’alba di una consapevolezza nuova. E la strada, come sempre, continua.



Bologna , Maratona, 30 km e mezza maratona, 65 atleti Corriferrara. Malossi Eleonora 1^ di categoria nella mezza maratona.

 

C’è qualcosa di profondamente bolognese nel correre tra i portici, la prima domenica di marzo, con quell’aria frizzante che sa ancora d’inverno ma già promette primavera. La Bologna Marathon, andata in scena il 1° marzo 2026, ha regalato alla città  “la Dotta” ,una giornata di sport, sorrisi e fatica condivisa che resterà nella memoria di tanti.

Tre le distanze in programma, maratona, 30 km e mezza maratona, per un serpentone di circa 9000 partecipanti complessivi che ha attraversato vie storiche, quartieri vivi e, naturalmente, i portici patrimonio dell’umanità. Tra loro, ben 65 atleti di Corriferrara, presenti con entusiasmo, spirito di squadra e quella sana voglia di mettersi alla prova che fa battere il cuore prima ancora delle gambe.

Eleonora Malossi regina di categoria

A brillare su tutti è stata Eleonora Malossi, capace di conquistare il 1° posto di categoria nella mezza maratona. Un risultato che profuma di determinazione e costanza, costruito chilometro dopo chilometro. In una gara dove ogni dettaglio conta, ritmo, testa, gestione delle energie, Eleonora ha saputo trasformare la fatica in soddisfazione, portando in alto i colori del gruppo.

30 km: la città dei portici e il mondo che corre

La 30 km è stata, per molti, la vera scoperta di questa edizione.   Andrea Rubbini la racconta con l’entusiasmo di chi ha vissuto qualcosa di speciale:

Bellissimo! Come dice il nome, 30 Km nella città dei portici ... con tantissimi stranieri ad arricchire e colorare il serpentone di 9000 partecipanti sulle 3 distanze. Quest'anno ho trovato un'organizzazione che ha funzionato perfettamente con ristori plastic free adeguati, strade chiuse al traffico e indicazioni chiare sul percorso. La mia prima gara su questa distanza è andata meglio delle aspettative, chiusa in poco più di 3 ore con un leggero calo solo sul finale. Alla fine mi porto a casa una bellissima esperienza, condivisa con tanti amici, ed una medaglia spettacolare da aggiungere alla mia piccola collezione !!! Direi sicuramente appuntamento al 7 Marzo 2027, distanza tbd.”

Nelle sue parole c’è tutto: la scoperta della distanza, l’organizzazione impeccabile, i ristori plastic free (segno dei tempi e della cura), e quella medaglia che a Bologna non è mai solo metallo, ma racconto da custodire.

Anche Sara Sacchelli   ha scelto i 30 km per mettersi alla prova, e il suo commento ha il sapore delle cose vere, dette con il sorriso:

Bologna! Che spettacolo! Tantissimi amici e davvero bellissimo ritrovarsi tutti prima, dopo e durante il percorso!!! Prima volta sulla lunghezza dei 30k quindi strade tutte nuove ma sicura di trovare un’organizzazione impeccabile. L’arrivo è emozionante come sempre. Bologna non perdona i suoi lastricati e sanpietrini (dopotutto ci vuole un fisico bestiale) ma quando arrivi in piazza maggiore è sempre spettacolare! Mi sono divertita tantissimo e nonostante mi sia lamentata quasi tutti i km come da tradizione, sono certa che la farò anche il prossimo anno! Dopotutto… Bologna è una regola!”

E come darle torto? I sanpietrini bolognesi non fanno sconti, i lastricati chiedono rispetto. Ma l’arrivo in Piazza Maggiore ripaga ogni fatica: lì, tra Palazzo d’Accursio e la Basilica di San Petronio, anche il cronometro sembra inchinarsi all’emozione.

Mezza maratona: debutti e carattere

Nella mezza maratona, oltre al successo di Eleonora Malossi, da sottolineare il debutto più che promettente di Simone Casadio:

Partivo dalla Griglia E, ci ho messo quasi 7 minuti per arrivare alla partenza vera. Molto traffico i primi 5/6 km, poi ho preso un ritmo costante sui 4.55 e tutto è andato liscio. La salita del diciottesimo ha fatto una bella selezione, ma ho stretto i denti e poi spinto l'ultimo KM. Come debutto in mezza sono entusiasta.

C’è un momento, in ogni gara, in cui si decide di restare. Per Simone è stata la salita del diciottesimo: quella che “fa selezione”, come dice lui. Stringere i denti, trovare il proprio passo, e poi lanciarsi nell’ultimo chilometro. È lì che si diventa davvero mezzofondisti.

Bologna, tra dottrina e sudore

La Bologna Marathon non è solo una competizione: è un rito collettivo. È la città universitaria che osserva curiosa dalle finestre, è il profumo del caffè che si mescola al sudore degli atleti, è l’accento straniero che si intreccia al dialetto sotto i portici.

Quest’anno l’organizzazione ha convinto tutti: percorso ben segnalato, traffico chiuso, ristori sostenibili. Un evento che cresce e che guarda già al 7 marzo 2027, data cerchiata in rosso da molti.

E mentre le medaglie trovano posto nelle bacheche e le scarpe tornano ad asciugarsi dopo la fatica, resta quella sensazione tipicamente bolognese: colta, ironica, un po’ severa ma generosa.

Perché correre a Bologna non è solo fare chilometri.
È studiare se stessi, tra un portico e l’altro.
E, come direbbe qualcuno sorridendo, “Bologna è una regola”.
























lunedì 2 marzo 2026

6 ore di Pastrengo Trail

 

6 Ore Pastrengo Trail: polvere, storia e sorrisi sotto il cielo di Pastrengo

Il 28 febbraio, sui sentieri che abbracciano le colline moreniche veronesi, è andata in scena la 6 Ore Pastrengo Trail, una sfida che sa di resistenza, natura e spirito di comunità. A fare da cornice, il borgo di Pastrengo, terra che profuma di vigneti e memoria, dove ogni passo sembra riecheggiare la storica Battaglia di Pastrengo.

Proprio qui, nel 1848, i Carabinieri Reali si distinsero in una carica rimasta nella storia del Risorgimento. E mentre oggi non si brandiscono sciabole ma bastoncini da trail, lo spirito è lo stesso: coraggio, tenacia e cuore.

Corriferrara c’è, e lascia il segno

Tra i protagonisti in maglia Corriferrara, due atleti hanno affrontato il circuito con determinazione e sorriso.

Ion Coban ha macinato chilometri con passo costante e grinta da ultrarunner, chiudendo la sua prova con 56 km e un impressionante dislivello positivo di 2890 metri. Un saliscendi continuo, tecnico e muscolare, dove non basta avere gambe: serve testa, ritmo e la capacità di ascoltare il sentiero. Ion ha interpretato la gara con intelligenza, gestendo energie e rilanciando nei tratti corribili, domando le rampe più arcigne come un veterano delle colline.

Lilia Agachi, invece, ha percorso una distanza più breve ma non meno intensa, completando 21 km con 965 metri di dislivello positivo. Una prova tosta, nervosa, dove ogni salita chiede conto del fiato e ogni discesa pretende lucidità. Il suo racconto restituisce l’anima autentica del trail:

“Organizzazione impeccabile dalla consegna pettorali al terzo tempo. Un grazie speciale ai volontari e staff con il loro sorriso e incoraggiamento lungo il percorso. Ristori fantastici e super riforniti, con prodotti locali (birra, gin tonic e Spritz 😅) che hanno reso la fatica più dolce.”

Parole che raccontano molto più di una classifica. Perché se è vero che il cronometro misura il tempo, sono i dettagli a misurare la qualità di un evento.

Trail è comunità (e anche un po’ brindisi)

La 6 Ore Pastrengo Trail non è solo gara: è spirito trail allo stato puro. È l’urlo liberatorio in cima a una salita, il cinque dato a uno sconosciuto che diventa compagno di fatica, è il ristoro che profuma di territorio. E quando al tavolo trovi birra artigianale o uno Spritz fresco, capisci che qui si corre seriamente… ma senza prendersi troppo sul serio.

Dalla consegna pettorali fino al “terzo tempo”, l’organizzazione ha dimostrato cura e passione, trasformando la competizione in una festa condivisa. I volontari, presenza silenziosa ma fondamentale, hanno illuminato il percorso con sorrisi e parole giuste al momento giusto — e chi corre sa quanto valgano, soprattutto dopo l’ennesimo strappo in salita.

Tra storia e sentieri

Correre a Pastrengo significa attraversare un territorio dove natura e storia si intrecciano. I trail runner hanno solcato colline che un tempo videro ben altre battaglie. Oggi, al posto dei cavalli, scarpe infangate; al posto delle divise, maglie tecniche colorate. Ma lo spirito combattivo resta intatto.

Ion e Lilia tornano a casa con chilometri nelle gambe, dislivello nel cuore e un bagaglio di emozioni che solo il trail sa regalare. Perché alla fine, in una 6 ore, non si vince solo contro il tempo: si stringe un patto con la fatica, si ascolta il bosco, si brinda alla vita.

E Corriferrara, ancora una volta, c’era. Con orgoglio, passione e quello spirito trail che non si misura in chilometri, ma in sorrisi.









Corriamo con le donne

 

Il 1° marzo 2026, a Saonara, si è respirata un’aria diversa. Non solo quella umida della nebbia che ha accompagnato i partecipanti per tutto il percorso, ma un’atmosfera carica di significato, condivisione e memoria. È tornata infatti “Corriamo con le Donne”, la corsa non competitiva che ogni prima domenica di marzo richiama runner e camminatori da tutto il territorio. Negli ultimi anni la manifestazione è dedicata a Giulia Cecchettin, giovane donna simbolo di una ferita ancora aperta e di una rinnovata presa di coscienza collettiva. A lei è dedicata anche la palestra che frequentava, segno concreto di un ricordo che si fa presenza viva nella comunità. Correre qui, oggi, non è solo fare sport: è un gesto di vicinanza, un modo per dire che il ricordo cammina insieme a noi.

Tre distanze, un unico messaggio

Come da tradizione, gli atleti hanno potuto scegliere tra tre percorsi: 7 km, 13,5 km e 17 km. Tra i partecipanti anche i portacolori di Corriferrara, Franca Panagin e Ottorino Malfatto, che hanno optato per la distanza più impegnativa.

«Siamo partiti da Rovigo con il cielo velato  racconta Franca  ma lungo il tragitto siamo stati accompagnati dalla nebbia, che questa volta ci ha seguito per tutto il percorso: oggi niente sole».

Eppure, a giudicare dalle sue parole, la luce non è mancata.

Tra ciclabili, idrovia e natura sospesa

La 17 km ha regalato scorci suggestivi e un contatto autentico con il territorio. La prima parte si è snodata lungo la pista ciclabile fino a Villatora, per poi proseguire verso Vigonovo costeggiando l’idrovia. Un tratto sterrato, immerso nella natura, dove la nebbia ha reso il paesaggio quasi sospeso, ovattato, intimo. Un momento particolarmente suggestivo? Il passaggio nel parco di una villa di Saonara, dove i partecipanti sono stati accolti da figuranti in abiti d’epoca. Un piccolo viaggio nel tempo, capace di strappare un sorriso e alleggerire la fatica. Sono dettagli come questi a trasformare una corsa in un’esperienza.

Una comunità in cammino

Grande la partecipazione, tra runner e camminatori. Perché “Corriamo con le Donne” non è una gara nel senso stretto del termine: non ci sono classifiche a dividere, ma passi che uniscono. Ognuno con il proprio ritmo, ognuno con la propria motivazione. E all’arrivo, un gesto semplice ma carico di significato: un mazzetto di mimosa per tutti. Il fiore simbolo della forza e della delicatezza femminile, consegnato con il sorriso, come a dire che ogni passo conta. Franca e Ottorino hanno portato a termine la loro 17 km con la soddisfazione di chi sa di aver fatto qualcosa che va oltre il cronometro. In una giornata senza sole, è stata la partecipazione a illuminare Saonara.





51^ Eurospin RomaOstia

 

51ª RomaOstia: 13.000 cuori tra Roma e il mare, la mezza che non smette di emozionare

Domenica 1° marzo 2026, la 51ª edizione della RomaOstia Half Marathon ha trasformato ancora una volta la strada che unisce la Capitale al litorale in un lungo fiume di energia, fatica e sorrisi. Tredicimila partecipanti, un serpentone colorato partito dal quartiere dell’EUR e arrivato fino al mare di Ostia, con quel traguardo che profuma di salsedine e conquista. La RomaOstia Half Marathon non è solo una gara: è un rito collettivo. C’è chi la corre per il personale, chi per sfidare sé stesso, chi per il puro piacere di condividere chilometri con amici e sconosciuti che, passo dopo passo, diventano compagni di viaggio.

Tra loro anche Masciola Leonardo, che ha raccontato la sua esperienza con sincerità e semplicità:
«Una bella mezza la RomaOstia. Anche se il cronometro ha segnato 2.21, il problema è che da noi con il pessimo tempo è difficile fare un bel allenamento, ma a parte questo 13.000 persone è stato un bell’evento..!!»

Parole che restituiscono l’essenza più autentica di questa gara. Perché sì, il tempo sul cronometro conta. Ma conta ancora di più esserci, superare le difficoltà, allenarsi tra pioggia e vento quando le condizioni non aiutano. E poi presentarsi al via, tra migliaia di altri runner, e sentire quell’adrenalina che cancella ogni sacrificio. C’è un aneddoto che molti veterani della RomaOstia raccontano: il momento in cui si imbocca la Cristoforo Colombo e si intravede il rettilineo verso il mare. È lì che le gambe diventano pesanti ma il cuore si alleggerisce. È lì che capisci perché questa mezza maratona, nata nel 1974, continua a richiamare atleti da tutta Italia e non solo. Il mare in fondo non è solo un punto di arrivo: è una promessa mantenuta. L’edizione numero 51 ha confermato la forza di un evento che sa unire agonismo e festa popolare. 13.000 storie diverse, 13.000 motivazioni, 13.000 traguardi personali. Per qualcuno 1h10, per altri 2h21. Ma ogni tempo racchiude sacrifici, sveglie all’alba, allenamenti sotto il cielo incerto. E forse è proprio questo il bello della RomaOstia: non chiede perfezione, chiede presenza. E quest’anno, ancora una volta, la risposta è stata straordinaria.



giovedì 26 febbraio 2026

Riepilogo attività podistica trimestrale e punti che saranno assegnati.

 

Come in antichi canti levati tra mura e campanili, così s’innalza la voce dei Corriferrara, schiera ardente che in questa settimana ha solcato terre vicine e lontane, tra nebbie padane e lidi marini, tra colline e sentieri che sfidano il cielo.

I luoghi della tenzone – Nove contrade, un solo vessillo

Dalle valli e dalle coste, nove furono le località ove i nostri atleti posarono il passo:

  • ComacchioTrofeo 8 Comuni, Km 6

  • NapoliXII Coelmo Napoli City Half Marathon, Km 21,097

  • Porto RecanatiUltramaratona del Conero, Km 50

  • Salsomaggiore TermeVerdi Marathon, Km 21,097

  • SaluzzoLa Mezza del Marchesato, Km 21,097

  • MaloAIM Trail, Km 58 / 21

  • Moke LakeShotover Moonlight Half Marathon, Km 21,097

  • Misano AdriaticoMisano GP Run, Km 10

  • TribanoMarcia della Magnolia, Km 19

Sessanta furono gli atleti in arme leggere,
1.093,952 i chilometri domati,
6.100 i metri di dislivello conquistati,
come balze d’un castello espugnato con cuore saldo.


I Podi – Allori e vessilli levati al cielo

A Comacchio, tra acqua e vento

Nel borgo lagunare di Comacchio, al Trofeo 8 Comuni, l’onore fu alto:

  • Rosanna Albertini – 2ª assoluta

  • Ilaria Camanzi – 1ª di categoria

  • Denis Grandi – 1° di categoria

  • Sandro Prini – 2° di categoria

Giovani germogli, fiore della squadra:
Vittoria Zambrini – 1ª cat. Pulcini
Giulia Caramori – 2ª cat. Pulcini
Leonardo Valarini – 1° cat. Esordienti
Marco Delli Gatti – 1° cat. Cadetti

Sulle rupi del Conero

A Porto Recanati, nell’aspra Ultramaratona del Conero:

  • Sabina Drimaco – 3ª di categoria

Tra i sentieri di Malo

A Malo, nell’ardito AIM Trail:

  • Ion Coban – 1° di categoria

Nella città del Vesuvio

A Napoli, nella mezza che guarda il mare:

  • Aurelia Melloni – 2ª di categoria

Così i Corriferrara levarono il vessillo su più fronti, tra pianura e altura, tra asfalto e sentiero.


Il Canto del Trimestre – Cronache di lungo corso

Non solo una settimana, ma un intero trimestre degno d’epopea.

  • 724 atleti coinvolti

  • 87 località toccate

  • 9.016 km percorsi

  • 40.469 metri di dislivello totalizzati

E cinque terre oltre confine portarono il nome di Ferrara nel mondo:

  • Boa Vista – Capo Verde

  • Valencia – Spagna

  • Dubai – EAU

  • Lisbona – Portogallo

  • Queenstown – Nuova Zelanda


I Numeri della Gloria

Nel trimestre furono 67 podi conquistati:

  • 3 volte 2° posto assoluto

  • 4 volte 3° posto assoluto

  • 29 volte 1° posto di categoria

  • 20 volte 2° posto di categoria

  • 11 volte 3° posto di categoria

E sopra tutti, come stella che guida il drappello, splende Rosanna Albertini, con 7 podi conquistati nel trimestre, primadonna d’acciaio e costanza.


Così si chiude il canto:
non solo numeri, ma orme incise su strade, selve e orizzonti lontani.
I Corriferrara non corrono soltanto:
essi tessono una trama di passi,
un poema di fatica e gloria,
che ogni settimana rinnova il suo giuramento al vento.


















mercoledì 25 febbraio 2026

Trofeo 8 comuni, 4^ tappa a Comacchio. Rosanna Albertini 2^ assoluta.

 

                  Foto generata con l'Intelligenza Artificiale causa carenza foto reali degli atleti partecipanti

Il vento salmastro che accarezza i canali, i ponti sospesi sull’acqua e quell’atmosfera sospesa tra terra e laguna: Comacchio, con il suo fascino senza tempo, ha fatto da cornice domenica 22 febbraio 2026 alla 4^ tappa del Trofeo 8 Comuni, andata in scena sulla distanza di 6 chilometri. Una gara intensa, partecipata, resa ancora più suggestiva dal percorso che ha saputo unire scorci caratteristici del centro storico a tratti più aperti, dove lo sguardo corre verso le Valli. Un tracciato che è piaciuto molto agli atleti: scorrevole ma mai banale, tecnico quanto basta per mettere alla prova gambe e cuore. 

Corriferrara protagonista

Ottime le prestazioni degli atleti Corriferrara, capaci di portare un nutrito gruppo sul podio e di lasciare intravedere prospettive davvero incoraggianti, soprattutto tra i più giovani. Una squadra compatta, presente, determinata: il lavoro invernale sta dando i suoi frutti. A brillare su tutti è stata Rosanna Albertini, splendida 2ª assoluta, protagonista di una prova di carattere e gestione intelligente del ritmo. Sempre lucida, ha saputo dosare le energie lungo i 6 km, confermando esperienza e solidità.

Tra le categorie, le soddisfazioni non sono mancate:

  • Ilaria Camanzi, 1ª di categoria, ha corso con grinta e leggerezza, imponendo il proprio passo fin dalle prime battute.

  • Denis Grandi, 1° di categoria, autore di una gara concreta e autoritaria.

  • Sandro Prini, 2° di categoria, capace di difendere la posizione con determinazione nel finale.

I giovani fanno sognare

Se il presente sorride, il futuro entusiasma.

Nella categoria Pulcini, applausi per:

  • Vittoria Zambrini, 1ª di categoria, che ha corso con entusiasmo contagioso.

  • Giulia Caramori, 2ª di categoria, grintosa e determinata fino all’ultimo metro.

Tra gli Esordienti, spicca:

  • Leonardo Valarini, 1° di categoria, già capace di mostrare ottime doti tecniche e una sorprendente maturità agonistica.

Nei Cadetti, infine:

  • Marco Delli Gatti, 1° di categoria, autore di una prova convincente che lascia ben sperare per la stagione.

Correre a Comacchio, tra storia e leggenda

Correre a Comacchio significa attraversare una città che porta con sé storie antiche. Si racconta che tra i suoi canali aleggi ancora il fascino dei pescatori d’anguilla e delle tradizioni tramandate nei secoli. Il Trepponti, simbolo della città, sembra osservare silenzioso ogni passaggio di atleti, quasi a custodire le loro fatiche e i loro sogni.

In una giornata di sport e condivisione, il Trofeo 8 Comuni ha regalato emozioni vere: sorrisi al traguardo, abbracci, la soddisfazione di chi migliora il proprio tempo e la consapevolezza di far parte di una comunità che cresce. Complimenti alla Running Club Comacchio per l'organizzazione dell'evento.

Per Corriferrara, questa tappa non è solo un elenco di podi, ma la conferma di un percorso costruito con passione. E guardando i giovani salire sul gradino più alto, si intravede davvero un futuro luminoso.


martedì 24 febbraio 2026

AIM Trail Ion Coban 1° di categoria nella 58 km.

 


Il 22 febbraio 2026, tra il respiro ancora fresco dell’inverno e un sole già deciso a scaldare le creste, l’AIM Trail ha acceso i sentieri sopra Malo, nel cuore della provincia di Vicenza. Un trail vero, di quelli che sanno di terra smossa, foglie calpestate e silenzi interrotti solo dal battito nel petto e dal richiamo lontano di qualche rapace in quota.

Tra boschi, contrade e leggende venete

Malo sorge ai piedi delle Piccole Dolomiti, in un territorio che alterna boschi fitti, contrade in pietra e dorsali panoramiche da cui lo sguardo spazia fino alla pianura. Qui la tradizione contadina si intreccia a racconti antichi: c’è chi parla di spiriti dei boschi, di ombre tra i castagni al calar del sole, di sentieri battuti nei secoli da pastori e contrabbandieri. Correre da queste parti significa attraversare una geografia viva, dove ogni salita sembra mettere alla prova non solo le gambe, ma anche il carattere. E l’AIM Trail, con le sue diverse distanze e dislivelli importanti, ha offerto a ogni atleta la propria sfida personale.

Corriferrara: quattro trail, quattro storie

Corriferrara si è presentata al via con quattro portacolori, ognuno pronto a misurarsi con la montagna.

🏔️ Coban Ion – 58 km | 2600 m D+

Sulla distanza regina, 58 km e 2600 metri di dislivello, Coban Ion ha firmato un’impresa di spessore:
🥇 1° di categoria.  

Una prova solida, costante, da vero uomo di montagna adottivo. Salita dopo salita, senza cedere al richiamo della fatica, ha domato il percorso con determinazione. Nel gruppo Corriferrara, ancora una volta, “ottima prova come sempre sui 58 km”, confermando affidabilità e tenacia sulle lunghe distanze.

⛰️ Michele Tuffanelli – 39 km | 1700 m D+

Sulla 39 km (1700 metri di dislivello), Michele Tuffanelli ha corso con lo spirito autentico del trail: competizione sì, ma anche condivisione e meraviglia. 

Le sue parole raccontano perfettamente l’anima della giornata:

“Aim TRAIL ogni tanto si allunga la distanza. Questo Trail è perfetto per distanza da Ferrara, ospitalità e scelta di distanza. La 39 km ti permette di correre divertendoti in una giornata di sole come quella di ieri facendo gara ma anche un po' guardandoti attorno. Poi io sono quasi di casa, in quelle zone si incontrano sempre trailisti con cui condividere la giornata e magari anche una sana competizione per poi condividere la birretta finale 🤟⛰️🏃🍻. Nel gruppo Corriferrara ottima prova come sempre sui 58 km di Coban e sulla 21 km di Lilia Agachi.”

Parole che sanno di comunità, di sentieri condivisi e di quella birra finale che nel trail vale quasi quanto una medaglia.

🌿 Lilia Agachi – 21 km | 900 m D+

Sulla mezza maratona trail (21 km e 900 metri di dislivello), Lilia Agachi ha offerto un’ottima prestazione, confermandosi solida e determinata su un tracciato tutt’altro che banale.

Salite regolari, discese tecniche, tratti corribili alternati a strappi impegnativi: una gara da interpretare con intelligenza, e Lilia lo ha fatto con grinta.

🌄 Antonio Margiotta – 21 km | 900 m D+

Sulla stessa distanza anche Antonio Margiotta, che sintetizza così l’esperienza:

Bella e ben organizzata.

Essenziale, diretto, come spesso sono i trail veri: pochi fronzoli, tanta sostanza. Un’organizzazione curata, percorsi segnati con precisione e un’atmosfera che fa sentire ogni atleta parte di qualcosa di più grande.

Sole, fatica e spirito trail

La giornata ha regalato cielo limpido e panorami aperti. Nei tratti più alti, il sole illuminava i crinali, mentre nei boschi l’aria restava fresca e pungente. Il trail è questo: fatica che diventa racconto, salita che diventa conquista, sconosciuti che diventano compagni di avventura per qualche ora. E poi l’arrivo, le scarpe infangate, le gambe dure, i sorrisi larghi. Corriferrara torna da Malo con un primo di categoria, ottime prove su tutte le distanze e, soprattutto, con lo zaino pieno di storie da raccontare. Perché sui sentieri dell’AIM Trail non si corre soltanto contro il tempo. Si corre dentro il paesaggio, dentro la propria resistenza, dentro quella sottile linea dove la fatica si trasforma in libertà.