Misurina Winter Run: quando l’inverno sa di impresa
Il primo marzo, a Misurina, l’inverno ha avuto il passo deciso dei trailer. Aria sottile, neve compatta e quell’inconfondibile silenzio ovattato che solo le Dolomiti sanno regalare. La Misurina Winter Run, 17 chilometri con 800 metri di dislivello, è stata molto più di una gara: un viaggio verticale dentro la bellezza.
Si parte dal fondovalle, con il lago che osserva discreto e le cime che sembrano lontane, quasi irraggiungibili. Ma nel trail si sa, le distanze si misurano con il cuore prima che con i chilometri. E quando il percorso punta verso il cielo, in direzione del Rifugio Auronzo, la fatica diventa parte del paesaggio.
La salita che lascia il segno
«Delle tre gare che ho fatto sulla neve questa di Misurina secondo me è stata la più bella e, tutto sommato, anche quella venuta meglio», racconta Michele Tuffanelli. E non è difficile capirne il motivo.
Sarà la location, sarà l’emozione di partire dal fondovalle e salire fin sotto le maestose Tre Cime di Lavaredo. Una salita che si fa sentire, che chiede rispetto e passo regolare. Il fondo, però, ben compatto, permette di “corricchiare” e spingere con fiducia, trasformando la fatica in ritmo.
E quando finalmente si arriva su, con la vista che si apre sulle Dolomiti ancora imbiancate, la parola “spettacolo” non basta. È uno di quei panorami che ti fanno dimenticare per un attimo il cronometro.
Discesa in picchiata, sorriso largo
Poi si scende. E se le gambe girano, è puro divertimento. La neve compatta accompagna, la pendenza invita a lasciarsi andare. È quella fase in cui il trail diventa gioco, istinto, adrenalina. Ogni curva una scelta, ogni appoggio una promessa di velocità.
La forza del gruppo
Ottima la prova di tutta la truppa al seguito. Una squadra che ha saputo interpretare al meglio le condizioni invernali, dimostrando carattere e affiatamento.
Menzione speciale per Giana, perfettamente a suo agio sulla neve: per pochi secondi sfiora il personale, ma la sensazione è che il conto sia solo rimandato.
Mondin, alla sua ultima gara, stringe i denti: il ginocchio regge e lui si difende con determinazione, portando a casa una prova solida.
La Miky, nonostante gli acciacchi, non molla e chiude con grinta, dimostrando che nel trail la testa spesso vale quanto le gambe.
Spirito trail, spirito d’inverno
La Misurina Winter Run è questo: fatica vera, panorami che ripagano ogni passo e quella complicità silenziosa tra chi corre sulla neve. Un’esperienza che resta addosso, come il freddo pungente sulle guance e il calore condiviso all’arrivo.
Perché correre in inverno, ai piedi delle Tre Cime, non è solo una gara. È un piccolo viaggio dentro la montagna. E dentro se stessi.









Nessun commento:
Posta un commento