martedì 3 febbraio 2015

3a tappa "Trofeo 8 comuni": BERRA



Scritto da Daniele Trevisi:

Ancora una domenica ”fortunata” per i podisti delle gare Ferraresi, infatti a Berra alla terza tappa del “Trofeo otto comuni” è andata ancora bene sotto il punto di vista meteo; la pioggia è caduta copiosamente per tutta la notte e nelle prime ore del mattino ma ha smesso “coscienziosamente” negli orari di gara lasciando “all’asciutto” i circa 400 podisti in gara, per la soddisfazione del gruppo Argine Berra organizzatore dell’evento.
Nonostante il tempo inclemente sono stati tanti i giovani e giovanissimi al via nelle gare più brevi a loro riservate, con la vittoria di Ueda Iljazy nei 500 metri e del giovane Imolese Lorenzo Polverelli nei 1500.
Bella ed incerta sulla carta la gara dei 3000 (un po’ più corta) con la sola sicurezza fin dal via della vittoria dell’allievo Matteo Ferroni che ha preceduto un altro allievo, il veronese “neopodista” Emanuele Pesarin. Dietro di loro ci si aspettava di vedere Daria Legnaro (terza arrivata) per la prima volta in gara nella otto comuni, mentre invece si è assistito all’arrivo “fotocopia” di domenica scorsa con la portacolori di Atletica estense Claudia Petri che si è messa ancora una volta dietro, per pochi secondi, Erica Cazzadore.
Anche la gara maschile ha avuto l’arrivo “fotocopia” con il solito Angelo Marchetta che ha sempre mantenuto a debita distanza Luca Andreella costretto a rimandare ancora l’appuntamento con la vittoria; molto staccato al terzo posto Luca Favaro, mentre a sorpresa il 4° posto di Daniele Di Fresco che potrebbe guadagnare posizioni nel giro degli otto comuni.
Domenica la quarta tappa con ritrovo, partenza e arrivo in piazza del popolo a Copparo.


CLASSIFICHE SITO UISP




Metri 500
1 Ueda Iljazy - salcus
2 Sofia Zanon - argine Berra
3 Giulia Gennari - Atl delta
4 Alessio Longhi - Quadrilatero
5 Matteo Raimondi - Salcus 
Metri 1500
1 Lorenzo Polverelli – atl Imola
2 Simone Massarenti – atl delta
3 Giovanni Suman - Rovigo
4 Leonardo Manzoli - Proethics
5 Fabio Lodo - confindustria atl. (Ro)
Metri 3000 (2800) (senior – veterani ) femminile
1 Claudia Petri - atl. Estense 10,57
2 Erica Cazzadore - salcus 11,01
3 Daria Legnaro - GP Turristi 11,04
4 Maurizia Patracchini - invicta 11,07
5 Suellen Roccati - salcus 11,10
6 Manuela Magon - Salcus 11,21
7 Chiara Pacchiega - Quadrilatero 11,38
8 Cinzia Fogli – atl. Delta 12,03
9 Marilida Tedesco -new star 12,09
10 Greta Dalla Libera - salcus 12,11
Allievi maschile
1 Matteo Ferroni - atl. Delta 9,19
2 Emanuele Pesarin -Quadrilatero - 10,53
Allievi femminile
1 Cecilia Brina - faro 13,24
2 Hajar Faid - argine Berra 13,50
3 Alice Maggio - delfino triathlon 14,49
Metri 6000 ( 5600) senior-veterani maschili
1 Angelo Marchetta – pol Molise (CB) 18,52
2 Giovanni Luca Andreella - Running Comacchio 19,16
3 Luca Favaro - Salcus 20,04
4 Daniele Di Fresco - faro 20,12
5 Alfredo Tartari - quadrilatero 20,22
6 Manuel Andriolo - Salcus 20,24
7 Fabio Mangolini - atl. Delta 20,27
8 Federico Soriani - quadrilatero 20,33
9 Davide Liboni - Faro 20,36
10 Fabio Finotello - salcus 20,40
11 Domenico Luciani – Gabbi 20,55
12 Paolo Marangoni - Molinella 21,11
13 Massimo Ghirotti - salcus 21,17
14 Luca Storari - faro 21,20
15 Moris Biolcati Rinaldi - atl. Delta 21,23

FOTO: ATLETICA DELTA













ALTRE FOTO di ERMANO CAPATTI:



BERRA km 5,700 / 2,850
 31°
 ACCORSI MASSIMO
 22'32''  3'57'' 5+13
 34°
 ROSATI ANDREA
 22'41''  3'58'' 5+13
 49°
 LAZZARI LUCA
 23'18''  4'05'' 5+11
 68°
 LODI LORENZO
 24'11''  4'14'' 5+10
 70°
 GUERRA FLAVIO
 24'18''  4'15'' 5+9
 79°
 RICCI ANDREA
 24'39''  4'19'' 5+9
 90°
 MECCA PAOLO
 25'16''  4'25'' 5+7
 94°
 FOGLI MORRIS
 25'30"  4'28'' 5+7
 121°
128°
 BALBONI ROBERTO
 TOSCHI PAOLO
 27'01''
 27'33''
 4'44''
 4'50"
5+4
5+2
 22a
 BARBIERI FULVIA
 13'14''  4'38'' 2+11














Paolo Callegari


















lunedì 2 febbraio 2015

S.Margherita Ligure: Danila Toigo alla "mezza maratona delle 2 perle"




FONTE: http://runninggenoa.blogspot.it/
La decima edizione della “Due perle”  disputata a Santa Margherita Ligure (GE) scopre il futuro della maratona azzurra: è Stefano La Rosa, grossetano, 30 anni, che costruisce da solo il nuovo record della corsa di 21,096 chilometri con il tempo di 1h03’26”, ventotto secondi in meno del marocchino Taofique El Barhoumi. Il ritmo di oltre venti orari dell’alfiere dei Carabinieri Bologna riscalda una mattinata glaciale, con temperature insolitamente (per il Tigullio) prossime allo zero termico, dove in 2.200 raccolgono l’appello di Nicola Fenelli e dell’Atletica Due Perle. La Rosa è già in testa al primo chilometro: da dietro inseguono Ruggero Pertile e Denis Curzi, dalle retrovie Luca Campanella indovina il ritmo giusto, quello che gli consentirà di arrivare quarto davanti a un nome come quello di Danilo Goffi, nel 1996 nono all’olimpiade di Atlanta. Dopo un passaggio a metà in 31’26”, il toscano insiste e vince a mani alzate in piazza Martiri della Libertà in 1h03’26”, nuovo record della gara: “Non poteva esserci migliore gara prima del mio esordio in maratona a Treviso, in marzo.
Questo percorso è magnifico. Ci tornerò".
Poi arrivano gli azzurri Ruggero Pertile e Dennis Curzi, poi arriva il primo ligure, Luca Campanella delle Frecce Zena, quarto assoluto. In campo femminile vince la marocchina del gruppo Città di Genova Khadija Arafi : “Tante volte mi era andata male, oggi no. Volevo vincere”. Al secondo posto la rapallese Elga Caccialanza, marketing manager della Mares. La due giorni di gare (sabato si è disputata Portofino run) è stata un successo, con un indotto di cinquemila podisti e accompagnatori. “Un successo per il comprensorio di Santa Margherita”, ha commentato il sindaco Paolo Donadoni.



Per l'Atletica Corriferrara fra i 1841 arrivati era presente DANILA TOIGO che ha corso questa bella mezza maratona in un tempo di poco superiore alle 2h. Ecco cosa ci ha raccontato a fine gara:

"La gara, molto spettacolare dal punto di vista paesaggistico con passaggi panoramici lungo la costiera ligure, la piazzetta di Portofino e l’arrivo nei giardini a mare di Santa Margherita Ligure, ha regalato anche emozioni agonistiche di livello. La giornata perfetta, iniziata con temperature gelide a zero gradi, é terminata con sole splendido cielo e mare azzurri e 15 gradi di caldo.
Il percorso fantastico, movimentato, con frequenti saliscendi e modeste salitine, é stato percorso per 2 volte su una strada suddivisa in due corsie. Incontrare piú volte i top runner, che già rientravano sulla corsia opposta, ha suscitato entusiasmo e partecipazione negli altri atleti, diciamo meno veloci....
Il mio tempo é stato modesto, 2.02.08, e risente dei postumi della recente influenza, ma come allenamento va bene."


CLASSIFICA


Paolo Callegari




LA CORRIFERRARA A SPASSO NEL TEMPO 17

17° PUNTATA – RACCHETTA..... CI SONO!

 
Riprendendo per mano il nostro amico podista, ci lasciamo alle spalle la chiesa di San Paolo e, proprio davanti a noi, si apre questa fantomatica Via Vaspergolo, dove quest'anno si trova il Marathon Village.
Questa piccola strada, probabilmente ai più sconosciuta, può vantare una gloriosa partecipazione letteraria, il grande scrittore bolognese Riccardo Bacchelli, la menziona nella sua opera più famosa, “Il Mulino del Po”.
Venendo all'origine del nome, pare derivi da “Valle a Spergula”, una pianta cariofilacea, una specie di foraggio, che cresce nei campi, ma che curiosamente non è tipica delle nostre zone, mentre in alcune parti del ferrarese è possibile trovare una pianta similare, la “Spergularia”.
In realtà questo vicolo, nei decenni passati, era più conosciuto, con il nome di “Strada della Racchetta”, in ricordo di un gioco popolarissimo in città che si svolgeva nel medioevo nelle zone adiacenti, lo stesso motivo per cui, il palazzo presente al civico 6, prese lo stesso nome, e si arrivò addirittura, nel 1771, a porre su un bellissimo altare, all'interno della vicina chiesa di San Romano, un'immagine di Madonna Addolorata venerata proprio con il nome di “Madonna della Racchetta”.
…........................................................
Ma ora torniamo dal nostro maratoneta, che, con pochi passi, è proprio davanti a questo palazzo.

(Palazzo della Racchetta oggi)
 
Di origini antichissime, eretto probabilmente attorno al 1200, da sempre quindi, nel cuore della città, vivendone tutte le fasi di trasformazione, ma per assurdo, solo in epoca moderna, assurge agli onori della cronaca, nel 1901 diventa la sede della prima camera del lavoro di Ferrara.

(Lapide posta sul Palazzo)

Dopo anni di completo anonimato, grazie all'impegno del proprietario, Laerte Balboni, il palazzo è risorto ed oggi è uno splendido contenitore per eventi ed esposizioni, con saloni impreziositi da caminetti d'epoca, soffitti a cassettoni, dove sono leggibili gli stemmi delle corporazioni medieovali, e poi ancori archi, affreschi e tanto altro, a testimonianza dei tanti insediamenti succedutisi nei secoli.

(Interno Palazzo della Racchetta)

(Altro interno Palazzo della Racchetta)
 
Probabilmente, in tutta la sua storia quasi millenaria, questo edificio non immaginava che prima o poi sarebbe diventato sede di un grande evento sportivo per la città, ma è anche vero che è uno sport (anche se ora scomparso) a cui deve il nome e perciò forse.......era nel suo destino.


Ora accompagniamo il nostro amico all'interno.... il dovere chiama, ma più che una necessità, il ritiro del pettorale per un atleta è quasi un rito, è il momento in cui entri a far parte della manifestazione, il momento in cui cominci a sentire l'adrenalina scorrerti nelle vene.
Fino a qualche attimo prima sei il camminatore della domenica, quanto hai il tuo pettorale in mano, cominci a sentirti non un podista, ma un corridore vero, poi se concluderai la tua gara con il solito distacco abissale dal vincitore, non importa, tu ci sei, tu partirai al fianco dei primi ed alla fine potrai dire “io c'ero”.
Con la busta contenente il prezioso numero in mano (perché non lo metti mai subito nel tuo borsone), è di rigore poi, un giretto tra gli stand dell'expo.
Tra i banchetti del villaggio, la fanno da padrone le scarpe, da Nike ad Asics, da Mizuno ad Adidas, abbigliamento di ogni misura e colore, le immancabili novità tra i porta cellulari o portadocumenti, poi quelli che consideri dei tuoi colleghi, che sono presenti a pubblicizzare la propria corsa e trovi sempre quella che ti colpisce e che ti riprometti di fare l'anno dopo. Non manca mai nemmeno qualche saluto ad altri podisti di cui ricordi la faccia ma non il nome, ma questo non importa, nello sport siamo tutti amici, non c'è differenza di censo o bravura, in tuta siamo tutti uguali.
Finito il giro, riposto il numero e gli immancabili volantini pubblicitari di alcune gare nella borsa, ora la direzione è l'albergo.
L'impegno sportivo è, molte volte, anche l'occasione per sfruttare le ore che precedono la competizione, per visitare una città, per scoprire tanti piccoli tesori che altrimenti ci resterebbero
ignoti.
 
Così il nostro atleta, dopo una doccia ristoratrice eccolo scendere le scale del proprio hotel e dirigersi verso quelli che da tutti sono riconosciuti, come i tesori della città... il castello e la cattedrale.
Ma una volta giunto nella piazza, eccolo restare colpito dalle tante cose che Ferrara offre e non solo i due gioielli più famosi.
Il primo sguardo eccolo riporsi verso la Torre dell'Orologio
(Torre dell'Orologio oggi)
 
Questa è una copia dell'antica Torre della Renga o dell'Arringa, perché era dal suo balcone che si parlava al popolo, detta anche della “Massaria”, che crollò nel 1570 a causa del famigerato terremoto, anche se alcuni autori sostengono che fosse già in pessime condizioni dal 1533.
Quella che vediamo oggi, venne ricostruita nel 1603 per opera dell'architetto Giovan Battista Aleotti, e non subì modifiche fino all'unità d'Italia, quando, nella notte del 28 dicembre 1864 venne illuminato per la prima volta l'orologio, in modo che le ore potessero essere viste in qualsiasi momento della giornata.
 
Dopo la Torre, ora sono due statue che colpiscono l'attenzione del nostro maratoneta, due delle pochissime presenti in città. Stiamo parlando del Marchese Niccolò III (quello a cavallo) e del Duca Borso d'Este (quello seduto sul faldistorio), rispettivamente padre e figlio.

(Niccolò III d'Este - Il padre)

(Borso d'Este - Il figlio)

Proprio di fronte al duomo della città, ai lati di quello che è chiamato il Volto del Cavallo, dal 1927 sono presenti queste due statue bronzee, opera dello scultore piacentino Giacomo Zilocchi, che si ispirò ai modelli originali quattrocenteschi, precedentemente distrutti (nel 1796), dall'arrivo delle truppe napoleoniche che le fusero per farne dei cannoni.




Gli autori delle originali furono gli scultori fiorentini Antonio di Cristoforo (per la figura del marchese) e Nicolò Baroncelli (per il cavallo). Giovanni Baroncelli iniziò invece quella di Borso, che venne terminata dal cognato Domenico di Paris (anche Niccolò e Giovanni Baroncelli erano padre e figlio).
Quando furono costruite, siamo nel 1451 per quella di Niccolò e 1454 per quella di Borso, non furono poste immediatamente attorno a questo volto, ma la prima, fino al 1472, fu posizionata davanti alla cattedrale, mentre l'altra, nei pressi del palazzo della Ragione (attuale palazzo del Mc Donalds).
(1915 - quando ancora le statue non erano state posizionate)

Una curiosità, è data dalle lastre di marmo che compongono la colonna su cui è posta la statua di Borso.
Quella originaria, causa un incendio, versava in pessime condizioni, così, nel 1719, venne ricomposta utilizzando delle lastre sepolcrali provenienti da vecchi cimiteri ebraici.
Successivamente, nel 1960, durante un ulteriore restauro, vennero saldate definitivamente.


Oltre alle statue del padre e del figlio, a pochi metri di distanza vi è anche quella del nonno, ma di questa ne parleremo la prossima settimana.


Alessandro Polesinanti




PALIO DRAPPO VERDE: nuovo personale per DAVIDE TALMELLI

Foto di Archivio, Montefortiana 2015


FONTE: news.superscommesse.it/
Poi si rivolse e parve di coloro
che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna. E parve di costoro
quelli che vince non colui che perde

Così recita la Divina Commedia nel capitolo quindicesimo dell’Inferno (Inferno, canto XV, vv. 121-124). In questi quattro versi Dante documenta l’esistenza di una corsa podistica che si disputava a Verona la prima domenica di quaresima, detta “corsa del palio” o “del drappo verde”.

La corsa più antica e longeva del mondo, il palio del Drappo Verde, ha raggiunto quota 598 edizioni. Per la prima volta nella sua storia si è disputato qualche km fuori dal centro di Verona, sulla strada che porta in Lessinia, a Quinto di Valpantena. Inoltre, quella di quest’anno, è stata l’edizione più lunga di sempre in quanto organizzata sulla distanza della mezza maratona.

356 gli atleti hanno portato a termine la gara in questa giornata freddissima. Sul percorso molto tecnico e impegnativo è stato Isacco Piubelli a tagliare per primo il traguardo in 1.12.43, secondo Massimiliano Bogdanich (1.13.03) e terzo Andrea Mignolli (1.14.13). Tra le donne ha vinto Tiziana Scorzato in 1.25.22 davanti a Veronica Bacci (1.27.11) e a Giorgia Bocchetto (1.27.16). Insolita la premiazione dell’ultimo arrivato che, come da tradizione, ha ricevuto un gallo vivo.
La corsa del Palio del Drappo Verde è inserita nei circuiti de “Le mezze.it”, “A spasso con Dante” e “Verona con la Corsa”.


Per l'Atletica Corriferrara fra i 356 arrivati al traguardo ha gareggiato Davide Talmelli che ci ha rilasciato questo pensiero riguardo alla sua ottima prestazione coronato con un nuovo personale sulla mezza maratona, migliorandosi di oltre 3':
"giornata di sole ma molto fredda! Alla partenza i gradi erano + 1, allora per scaldarti cosa fai? Parti a buco!!!
Davide così al 3° km poi scoppi... e così è stato!
Il percorso molto bello come paesaggio essendo una vallata di vigneti e ulivi. La nota negativa è che era un continuo sali e scendi che non ti faceva mantenere un andatura costante...l'ultimo tratto circa 4 km di sterrato. L'organizzazione è stata impeccabile e sono comunque soddisfatto per aver centrato anche il mio miglior tempo in mezza maratona, 1h37'54"

CLASSIFICA


Paolo Callegari


GALLIPOLI: PALADINI sesto alla Maratonina dello Jonio


FONTE: www.lecceprima.it
GALLIPOLI – L’impresa dei mille. Vento di libeccio che soffia impetuoso, mare in tempesta a schiumare la sua furia infrangendosi sugli scogli. Gallipoli, città di mare, santi, storie, leggende e gabbiani, accoglie i podisti tra raffiche di vento e onde rabbiose. Vista da lontano la “città bella” sembra un fortino inespugnabile, ma i podisti al via della VII edizione della Maratonina dello Jonio non si fanno scoraggiare. Sono quasi mille gli atleti a sfidare il tempo inclemente cimentandosi sui 21,097 chilometri della prima mezza maratona della stagione, una manifestazione inserita nel circuito delle gare nazionali ed organizzata dall'Atletica Gallipoli...
I podisti sono gente abituata al sacrificio e alla sforzo, metronomi della fatica, pronti a non arrendersi mai, neanche quando il cronometro, giudice severo e inflessibile, può spazzare via sogni e ambizioni, soffiando più forte del vento. Tagliare il traguardo è già un’impresa, ci sarà tempo e altre occasioni per centrare obiettivi e record.
Tra gli uomini successo in solitaria per Gianmarco Buttazzo, campione di caratura internazionale (tesserato con l’Atletica Casone Noceto), capace di chiudere in 1.09.09... Alle sue spalle, fuori classifica per questioni d’età (non è ancora maggiorenne), Nfamara Njie, giovane talento e promessa del podismo tesserato con l’Asd Tre Casali, gazzella filiforme destinato a grandi trionfi. Secondo posto per Allul Sakine della Podistica Taras (1.16.33), che ha preceduto di soli quattro secondi il solito Cristian Bergamo dell’Atletica Carovigno... Ottimo quarto posto (1.18.02) per Cosimo Rucco dell’Asd Gpdm, in grande spolvero dopo un periodo difficile.
Tra le donne trionfo di Luana Boellis. La campionessa dell’Atletica Carovigno ha chiuso in 1.30. Sul podio anche Manola Ponzetta della Salento is running (1.34.05) e la giovane campionessa Emanuela Gemma della Tre Casali (1.37.17).
Percorso ridisegnato per questa settima edizione: partenza nei pressi del “Bianco” (uno stadio che profuma di calcio e salsedine), poi su contro vento verso Corso Roma e il borgo antico, una fortezza sul mare da conquistare per poi tornare su Lungomare Galilei a cimentarsi con le raffiche del libeccio, tra sabbia e mare, fino al primo giro di boa del Samsara, uno dei lidi più rinomati del panorama nazionale. Secondo giro nuovamente fino alla città, senza tornare nel borgo antico, poi ancora vento, sudore, fatica e chilometri per il nuovo giro di boa e l’arrivo a Lido San Giovanni, tra volti colmi dei sorrisi del successo e della gioia, trasfigurati dallo sforzo e dalla delusione. Bastano pochi istanti, però, e la gloria effimera di una medaglia per sentirsi ancora una volta campioni.

CLASSIFICA

GALLIPOLI km 21,097
 6°
 PALADINI LUCIANO
 1h19'22''  3'45''/km  21+23



Per l'Atletica Corriferrara grande piazzamento per Luciano Paladini che nonostante le avverse condizioni climatiche riesce a chiudere la gara con un buon crono e soprattutto con un 6° posto assoluto e 1° di categoria dopo una volata mozzafiato. Grande Luciano!
Paolo Callegari

NAPOLI MO HM: ok Garbellini-Ghandour, Fardella centra il "personal worst"


Il 1° febbraio si è corsa a Napoli la seconda edizione della “Mostra d’Oltremare Half Marathon” sulla canonica distanza di km 21,097, gara podistica agonistica su strada inserita nel calendario internazionale FIDAL ed organizzata dall’ASD RuNaples in collaborazione con Mostra d’Oltremare Spa e con il patrocinio del Comune. La gara era valida anche quale “Trofeo delle Professioni sanitarie”.
Il ritrovo per gli atleti era fissato alle ore 7.30 all’interno del polo fieristico della Mostra d’Oltremare (località Fuorigrotta, nei pressi dello Stadio San Paolo), adiacente a viale J.F. Kennedy dove era collocato l’arco della partenza, prevista alle ore 8.30.
Il percorso (certificato IAAF e AIMS), di assoluta bellezza artistico-paesaggistica piuttosto che di suolo, ha toccato alcuni dei luoghi più belli di Napoli, come la zona dei Decumani, dichiarata patrimonio universale UNESCO.
Dopo aver attraversato il tunnel (galleria Posillipo) che collega Fuorigrotta a Mergellina (a 2 km dallo start), gli atleti hanno corso sul Lungomare “Francesco Caracciolo” per poi risalire verso la maestosa Piazza del Plebiscito ed arrivare poi nel Centro Storico dove, una volta raggiunto Corso Umberto I e via Duomo, ritornavano indietro passando per Piazza Museo Nazionale e Piazza Dante raggiungendo la storica via Toledo (adiacente ai Quartieri Spagnoli) e ripassando in Piazza del Plebiscito.
Punto di arrivo nuovamente la Mostra d’Oltremare, ma al proprio interno, con passaggio prima per l’Arena Flegrea (un continuo zigzagare per 2km) e poi attorno all’incantevole fontana dell’Esedra (meraviglioso monumento inaugurato nel lontano 1940 i cui getti e giochi d’acqua sono sincronizzati alla musica classica), che sono il preludio al rettilineo di arrivo di fronte al Teatro Mediterraneo.
Un arrivo spettacolare che di sicuro fa mettere il turbo anche agli atleti più stravolti.
Ed a proposito di atleti, questa seconda edizione ha registrato 2200 iscritti (2000 finisher), dato ben al di sopra delle aspettative degli organizzatori, considerando che nel 2014 gli iscritti furono 1500.
Di sicuro la speranza, o la certezza, degli atleti è quella di poter correre a Napoli con il sole…ma non è stato affatto così, purtroppo o per fortuna.
Il lungo cordone di atleti ai blocchi di partenza in viale Kennedy era coperto inizialmente da un cielo limpido e soleggiato, il che faceva ben sperare date le incessanti piogge abbattutesi sulla città negli ultimi giorni a causa di una perturbazione atlantica.
Poco dopo l’Inno di Mameli, a pochi secondi dal via, il cielo ha iniziato ad ingrigirsi lasciando cadere qualche goccia di pioggia, nonostante gli 8/9 gradi per nulla umidi e, atleticamente parlando, perfetti.
Dopo aver percorso i primi 2 km, si è scatenata sulla città e sui poveri atleti una violenta grandinata di almeno una decina di minuti: piccole e fitte palline di ghiaccio che hanno colpito i podisti per tutto il tratto del Lungomare e, a complicare la situazione, anche il forte vento proveniente dal Golfo.
Situazione più da “survival” che da corsa podistica…tutto il Lungomare in pochi minuti è diventato una distesa bianca di ghiaccio (scioltosi in fretta per fortuna) e numerosi sono stati gli atleti in difficoltà per via dell’incessante “dolore” causato dalla grandine su testa, braccia e gambe.
Ma guardando il bicchiere mezzo pieno (d’acqua), resta il ricordo suggestivo e paradossale in ciascun atleta (anche partenopeo) del Lungomare “ghiacciato” mentre le forti onde si infrangevano sugli scogli e i pescatori imperterriti continuavano nella loro passione, come i 2000 podisti.
Al termine della grandinata il maltempo non ha dato tregua e la pioggia incessante, seppur "fina", ha accompagnato i temerari e valorosi corridori per tutti i 21 km di gara.
Ciò ha sicuramente compromesso le prestazioni di molti, anche perché gran parte del percorso, di per sé caratterizzato da continui e lunghi saliscendi “spezzagambe”, vedeva un suolo irregolare fatto di sampietrini, buche e lastroni di marmo (nel centro città) che non aiutavano affatto l’attrito e la stabilità.
Dei 21 km sicuramente i più tosti sono stati quelli dal 13° al 15° di ritorno sul Lungomare: una violenta mareggiata con raffiche di vento (contro ovviamente) si è abbattuta nuovamente sugli atleti, visibilmente provati e congelati (“i 2 km più lunghi della mia vita” – cit. Marcello), ma imperterriti e desiderosi di tagliare il traguardo e di mettere al collo una delle medaglie “più faticose e meritate” del loro palmares.
In termini di classifica, la vittoria è andata al noto crossista azzurro delle Fiamme Gialle Andrea Lalli che ha chiuso un’ottima prestazione in 1h 04’ 39”, seguito dalla coppia marocchina Samir-Youness che ha chiuso a oltre 2’30” di distacco in 1h 07”. Quarto classificato Giovanni Grano dell’Atletica Isernia, veterano della competizione e già medaglia d’argento nel 2014, in 1h 09’ 04”.
Portacolori dell’Atletica Corriferrara è stato il terzetto composto da Marcello Garbellini, Yasser Ghandour e Alessandro Fardella.
Nonostante l’avventura, perché più che una gara podistica è stata una lotta di sopravvivenza, i nostri atleti hanno comunque dato il meglio di sé in base anche allo stato di forma del momento.
Primo del terzetto Marcello Garbellini in 1h33’55”, risultato che gli è valsa la 418a posizione assoluta su 2000 arrivati e la 72a posizione di categoria.
A seguire un buon Yasser Ghandour in 1h35’48” (490° assoluto e 79° di cat.) che sta tornando pian piano sui ritmi di un tempo.
Infine il giramondo Alessandro Fardella che, complici la recente mezza di Las Palmas alle Isole Canarie e l’ottima compagnia di Valentina (ASD Podisti Pontelungo Bologna), ha fatto registrare il “personal worst” (peggior tempo della sua carriera) chiudendo, divertendosi e gustandosi il percorso, in 2h27’59” (1983° assoluto).
Che dire, a giochi fatti è stata una bella esperienza in una città che, per quanto se ne parli male, è incantevole, suggestiva e ospitale. Un'esperienza che i nostri atleti di sicuro ricorderanno per molto tempo, nel bene e nel male.
Marcello Garbellini


NAPOLI OLTREMARE km 21,097
 418°
 GARBELLINI MARCELLO
 1h33'55''  4'27"/km  21+15
 490°
 GHANDOUR YASSER
 1h35'48''  4'32"/km  21+14
 1983°
 FARDELLA ALESSANDRO
 2h27'59''  7'00/km  21








Paolo Callegari