Corriferrara tra i giri del Novi Sad: cinque chilometri come un piccolo romanzo di resistenza
Ci sono sere di maggio in cui il caldo arriva all’improvviso, quasi fosse un ospite inatteso. A Modena, mercoledì 21 maggio 2026, il sole ha lasciato lentamente spazio a una luce più morbida, quella che accompagna le partenze serali e rende la corsa qualcosa di più di una semplice sfida al cronometro.
Nel cuore del Parco Novi Sad, area che i modenesi conoscono bene, sorta dove un tempo si estendeva il vecchio mercato cittadino e oggi trasformata in uno spazio aperto al movimento, alle biciclette, ai passi veloci dei podisti, è andata in scena “La 5000 del Novi Sad”, gara podistica sui 5 chilometri capace di richiamare atleti di alto livello e amatori desiderosi di misurarsi con una distanza breve solo in apparenza. Perché cinque chilometri non concedono tregua: sono una conversazione continua con il respiro, con le gambe, con quel pensiero che a metà gara suggerisce di rallentare e subito dopo invita a resistere ancora qualche curva.
La formula della competizione era precisa, quasi geometrica: un anello da 816 metri da ripetere sei volte, più 104 metri finali. Un circuito che obbliga a guardare spesso gli altri corridori, a sentire il ritmo collettivo, a entrare in quella dimensione ipnotica che Haruki Murakami descriverebbe come un dialogo silenzioso tra corpo e mente.
Presente anche la squadra di Corriferrara con due atleti capaci di lasciare il segno.
Ottima prova per Luca Casari, che ha fermato il cronometro a 20’33’’, gestendo con solidità una gara veloce e intensa, dove ogni secondo si conquista curva dopo curva.
Ma la serata modenese ha regalato anche un altro podio ai colori ferraresi grazie a Paola Pantaleoni, autrice di una prova brillante chiusa in 23’12’’, tempo che le è valso il primo posto di categoria. Un risultato che conferma il suo eccellente momento di forma e una continuità di rendimento che, ormai da settimane, la vede frequentare abitualmente il podio.
E nelle parole di Paola
c’è tutta l’essenza di questa esperienza, il senso autentico del correre per mettersi alla prova, senza filtri:
“Partecipo per la prima volta a questa gara di 5km che si sviluppa al parco Novi Sad un anello di 816 mt (6 giri +104 mt) . E’ una gara con partecipazione di “alto livello” alla quale io mi approccio semplicemente per provare quella distanza in gara e mettendomi alla prova vicino ad atlete con la A maiuscola. Manifestazione molto ben organizzata all’interno di questo parco con servizio doccia e deposito borse . La batteria donne parte alle 20,15 e visto il grande caldo che è scoppiato proprio in questi giorni l’orario è azzeccato. Con molta soddisfazione riesco a chiuderla in un ottimo tempo e mi posiziono prima di categoria . Le classifiche vengono esposte appena terminata la propria gara e le premiazioni vengono svolte subito al termine di ogni batteria. Consiglio almeno una volta per noi amatori di provare a mettersi a confronto in queste distanze ed in queste gare così ben partecipate.”
Ed è forse proprio questo il cuore della corsa: non soltanto il tempo finale, non soltanto la classifica, ma quella strana felicità che nasce quando si decide di stare dentro la fatica fino in fondo. Sei giri e poco più possono sembrare pochi. Eppure, in certe sere di maggio, bastano per raccontare una piccola epopea personale.




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