martedì 4 agosto 2026

Vivi Baura

 

Vivi Baura, quando il caldo diventa un avversario e il cuore dei podisti scrive un'altra pagina di sport

Vi sono mattine d'agosto in cui il sole sembra dimenticare ogni misura e riversare sulla pianura ferrarese tutto il suo ardore. Eppure, proprio quando l'aria pare trasformarsi in una sfida, gli uomini e le donne della corsa indossano il sorriso, allacciano le scarpe e si affidano al battito del proprio cuore. Così è accaduto domenica 2 agosto, quando le vie e gli sterrati di Baura, piccola frazione alle porte di Ferrara, hanno accolto la Vivi Baura, gara podistica di 6,7 chilometri che ha saputo unire agonismo, amicizia e spirito di comunità.

Baura è uno di quei luoghi che custodiscono il fascino discreto della campagna estense. Il suo nome, secondo una delle ipotesi più accreditate, deriverebbe dall'antico termine latino Bovaria, ovvero luogo destinato al pascolo dei buoi, memoria di una terra che da secoli vive in simbiosi con l'agricoltura e con le acque che hanno modellato il territorio. Non mancano però le leggende popolari: gli anziani raccontavano che, nelle afose sere estive, tra gli argini e i filari comparissero misteriose luci danzanti, anime benevole o scherzi della natura che accompagnavano il ritorno dei contadini. Racconti che oggi sembrano favole, ma che continuano a donare poesia a queste campagne.

In questo scenario si è svolta una gara che ha avuto un protagonista inatteso ma inevitabile: il caldo. Già alle nove del mattino il termometro aveva abbondantemente superato i trenta gradi, trasformando ogni chilometro in una piccola impresa.

Ancora una volta Corriferrara si è presentata con il gruppo più numeroso. Un risultato che avrebbe meritato il gradino più alto tra le società partecipanti, ma la presenza tra gli organizzatori di due atleti biancazzurri, Elisa Benini e Lorenzo Bocchi, ha suggerito un gesto di grande correttezza sportiva: la società ha scelto spontaneamente di rinunciare alla premiazione, lasciando così il primo posto alla Polisportiva Quadrilatero. Un esempio di eleganza che vale quanto una vittoria.

Sul piano agonistico non sono mancate le soddisfazioni.

Rosanna Albertin ha conquistato uno splendido terzo posto assoluto, confermando ancora una volta il proprio valore. Ottime anche le prove di Paola Pantaleoni, prima di categoria, e di Rita Romagnoli, seconda di categoria, risultati che testimoniano la qualità e la costanza del gruppo femminile di Corriferrara.

Ma, come spesso accade nelle corse estive, il cronometro racconta solo una parte della storia. L'altra vive nelle emozioni dei protagonisti.

Diana Danu ha riassunto perfettamente lo spirito della giornata:

"Bollentissima mattinata di agosto ci ha riuniti per condividere nuove esperienze ed emozioni! Mai fatta prima, sicuramente parteciperò anche i prossimi anni, sperando a qualche grado in meno. Grazie ai nostri colleghi Elisa Benini e suo marito Lorenzo per l'organizzazione, MERAVIGLIOSI!!!! I ghiaccioli erano graditi, peccato di non avere fatto una foto con loro. Premiata di categoria e che soddisfazione."

Parole che raccontano molto più di una semplice gara: il piacere dello stare insieme, l'accoglienza degli organizzatori e quei piccoli dettagli, come un ghiacciolo offerto al termine della fatica, capaci di diventare ricordi indelebili.

Più sintetico, ma altrettanto efficace, il commento di Alessandro Medri:

"Gara dura per clima molto caldo e parecchio sterrato."

Poche parole che descrivono fedelmente una prova resa impegnativa sia dal fondo sia dalle temperature.

Con la consueta ironia, Simone Casadio ha invece regalato il sorriso finale:

"Parola d'ordine: Caldissimo!! Nonostante la partenza anticipata alle 9 eravamo già ben oltre i 30 gradi, direi che, a parte gli atleti da classifica, tutti gli altri abbiamo partecipato in modalità sopravvivenza. Io per primo ho tentato di mettermi a regime di crociera per finirla in maniera decente. Piccola nota di colore: più volte lo speaker ha segnalato che erano vietate le cuffie, ma questo non ha impedito a un signore di correrla tutta con il cellulare al braccio che sparava musica techno a tutto volume intorno a lui... forse era meglio fargli usare le cuffie!"

Un episodio divertente che dimostra come, anche nelle giornate più faticose, una risata riesca sempre ad alleggerire la corsa.

Forse è proprio questo il segreto delle manifestazioni come la Vivi Baura. Non soltanto classifiche, medaglie o tempi cronometrici, ma persone che scelgono di ritrovarsi, affrontare insieme la fatica e trasformare una torrida mattina d'agosto in un ricordo da conservare.

Come avrebbe narrato Ariosto, ogni corsa è un viaggio cavalleresco: c'è chi insegue il drago del cronometro, chi combatte il sole, chi sfida i propri limiti e chi semplicemente cerca il piacere del cammino condiviso. Alla fine, però, tutti giungono al medesimo traguardo con un sorriso diverso, ma ugualmente sincero.

E quando il caldo sarà ormai soltanto un ricordo e i ghiaccioli si saranno sciolti da tempo, resterà la certezza che la vera vittoria appartiene a chi continua a correre con passione, lealtà e amicizia. Perché le medaglie si appendono al collo, ma le emozioni trovano posto nel cuore.