Ferragosto corre piano: il riepilogo settimanale Corriferrara
Ci sono settimane in cui la corsa chiama forte e i nostri atleti rispondono in massa. E poi ci sono settimane come questa, quando agosto mette una mano sulla spalla del podista e gli dice: «Piano, ragazzo. Prima il mare, poi le montagne. La gara può aspettare».
È la settimana di Ferragosto, quella in cui anche il cronometro sembra prendersi qualche giorno di ferie. Le presenze alle gare diminuiscono, le strade si svuotano un poco dei nostri colori, qualcuno è al mare, qualcuno in montagna, qualcuno probabilmente davanti a un piatto di tagliatelle che considera, con grande serietà scientifica, parte integrante della preparazione atletica.
Eppure Corriferrara non si ferma.
Sono 14 gli atleti impegnati, per un totale di 112 chilometri percorsi, 612 metri di dislivello e 4 località attraversate. Numeri più contenuti rispetto alle settimane di piena stagione, ma perfettamente coerenti con questo tempo sospeso dell'anno: quello delle ferie, del recupero e della preparazione silenziosa.
Perché mentre le gare diminuiscono, gli allenamenti continuano. C'è chi corre da solo, chi si aggrega a qualche compagno, chi trasforma una passeggiata in montagna in un allenamento non dichiarato «ma no, oggi vado piano» e poi torna a casa con più dislivello di una gara.
Settembre, del resto, è già all'orizzonte. E allora bisogna arrivarci pronti.
Lido delle Nazioni: Ferragosto sull'acqua
Al Lido delle Nazioni, il tradizionale Giro del Lago 8 km sembra quasi fatto apposta per raccontare questa strana estate del podismo: si corre, sì, ma dentro un'atmosfera più da vacanza che da agonismo.
Il Giro del Lago, giunto nel 2026 alla sua 42ª edizione, è uno degli appuntamenti classici del Ferragosto ai Lidi: un percorso attorno al Lago delle Nazioni, tra acqua, pineta e l'aria salmastra del vicino Adriatico.
Qui la corsa diventa quasi una parentesi delle ferie. Uno potrebbe partire con l'idea di fare un allenamento tranquillo e ritrovarsi, qualche chilometro dopo, a chiedersi se sia più importante il passo al chilometro o quello verso il chiosco.
Ferragosto, in fondo, è anche questo: correre senza avere troppa fretta di arrivare.
Porto Viro: nel Delta, dove anche il Po prende fiato
A Porto Viro, per la 19ª Insieme a Franco e Luciano 6,5 km, la corsa entra invece nel paesaggio del Delta del Po.
È una terra particolare, dove acqua e terra sembrano aver fatto un accordo provvisorio: il fiume deposita, il mare modifica, il vento sposta e l'uomo, da secoli, cerca di mettere ordine. Porto Viro conserva proprio nella sua storia il segno di questa relazione con il fiume e con il Delta.
E forse non è un caso che anche qui la corsa abbia un sapore più conviviale che agonistico. Insieme a Franco e Luciano è già un nome che dice tutto: prima vengono le persone, poi il cronometro.
Baigno: Ferragosto sull'Appennino
Da una parte l'acqua del Delta, dall'altra i boschi dell'Appennino.
A Baigno, con la Camminata di Baigno 10,2 km, si corre in un ambiente completamente diverso: verde, salite, strade e panorami dell'Appennino bolognese. Baigno è una piccola frazione di Camugnano, immersa nel territorio vicino ai laghi di Suviana e Brasimone, dove il paesaggio invita naturalmente a rallentare lo sguardo — anche quando le gambe avrebbero qualche obiezione.
È una di quelle gare che ricordano una verità semplice: correre in agosto significa spesso accettare che la montagna abbia sempre qualcosa da dire. E generalmente lo dice attraverso una salita.
Forni di Sopra: dove Ferragosto sale in quota
E poi c'è Forni di Sopra, dove la Ciaminada 8,2 km porta Corriferrara nel cuore delle Dolomiti Friulane.
Qui Ferragosto ha una tradizione podistica vera e propria: la Ciaminada nasce nel 1974 e nel 2026 ha raggiunto la 52ª edizione. È una corsa campestre promozionale aperta non soltanto agli agonisti, ma a chiunque voglia vivere una giornata di sport, natura e compagnia.
Un appuntamento che sembra fatto per ricordarci perché abbiamo cominciato a correre: non soltanto per migliorare un tempo, ma per attraversare luoghi, incontrare persone, respirare aria diversa.
E, possibilmente, tornare a casa con le gambe abbastanza intere da affrontare il pranzo di Ferragosto.
L'estate rallenta, Corriferrara prepara il futuro
Questa settimana racconta dunque una Corriferrara diversa, più discreta.
14 atleti, 112 km, 612 metri di dislivello, 4 località.
Numeri piccoli? Forse.
Ma agosto non si misura soltanto con i numeri delle classifiche. È il mese in cui si semina senza fare troppo rumore. Le gare sono meno numerose, molti atleti si concedono qualche giorno di vacanza, cambiano gli orari, cambiano i luoghi, cambiano perfino le scarpe che finiscono nello zaino insieme al costume.
Ma sotto la superficie, il lavoro continua.
Allenamenti personali, uscite collettive, salite, ripetute, chilometri corsi quando il caldo concede una tregua. Tutto serve a costruire quello che verrà.
Perché settembre è vicino.
E settembre, per Corriferrara, non sarà soltanto il ritorno alla normalità. Sarà l'inizio di una nuova stagione di gare, con molti dei nostri atleti pronti a rimettersi il pettorale, a inseguire nuovi obiettivi, a cercare nuovi traguardi e, perché no. qualche altro podio.
Adesso però lasciamo che agosto faccia il suo mestiere.
Lasciamo correre il sole, lasciamo riposare le gambe, lasciamo che il mare faccia rumore e che la montagna conservi il fresco.
Tra qualche settimana torneranno le sveglie presto, le scarpe infangate, i numeri sul cronometro e quella domanda che ogni podista conosce bene:
«Quanto manca?»
E noi saremo già pronti a rispondere correndo.
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