Quando il passo incontra le colline: la Camminata degli Alpini di Ozzano
Ci sono mattine in cui non serve inseguire il cronometro. Basta mettere un paio di scarpe comode, uscire di casa e lasciare che sia la strada a raccontare il territorio.
È questo lo spirito della Camminata degli Alpini, gara non competitiva che domenica 30 agosto 2026 ha portato i partecipanti sulle colline di Ozzano, in un percorso di 11 chilometri e 265 metri di dislivello. Una distanza capace di regalare movimento, fatica e soprattutto quel piacere semplice di camminare o correre senza l'assillo del risultato. Ozzano, affacciato sulle prime ondulazioni dell'Appennino bolognese, è uno di quei luoghi dove la pianura sembra lentamente cambiare idea e cominciare a salire. Qui la campagna lascia spazio alle colline, i filari seguono le forme del terreno e le strade diventano un naturale invito a guardarsi intorno.
Il percorso della Camminata degli Alpini ha seguito proprio questa anima: un bel collinare, principalmente su strada asfaltata, come racconta Marco Piva, con partenza da Ozzano. Una definizione semplice, ma che restituisce bene il carattere della manifestazione: niente estremismi, niente ricerca della prestazione a tutti i costi, soltanto il piacere di attraversare un paesaggio con il proprio ritmo.
Gli 11 chilometri hanno offerto dunque una piccola esplorazione del territorio, mentre i 265 metri di dislivello hanno ricordato che anche una camminata apparentemente tranquilla può nascondere qualche salita capace di farsi sentire nelle gambe.
E forse è proprio questo il bello delle corse non competitive: per qualche ora il tempo torna ad avere un significato diverso. Non quello segnato dal cronometro, ma quello necessario per incontrare una persona lungo il percorso, scambiare una parola, respirare l'aria delle colline o semplicemente accorgersi di quanto sia bello correre senza dover dimostrare nulla.
Tra storia e memoria
Il nome stesso della manifestazione richiama il mondo degli Alpini, fatto di memoria, solidarietà e legame con il territorio. Gli Alpini, del resto, hanno trasformato negli anni la loro presenza nelle comunità in qualcosa che va oltre l'uniforme: una disponibilità concreta verso gli altri e una capacità particolare di custodire la memoria dei luoghi.
E Ozzano ha una storia antica. La sua posizione tra pianura e collina ne ha fatto nei secoli un territorio di passaggio e di insediamento. Non mancano, nelle campagne emiliane, racconti popolari di viandanti, briganti, contadini e antiche osterie: storie tramandate più dalla voce delle persone che dai libri, dove spesso una salita diventa più lunga ad ogni racconto e una notte in collina può riempirsi di misteriose presenze.
Sono proprio queste piccole leggende a rendere affascinante un territorio: perché ogni strada, anche quella asfaltata percorsa durante una manifestazione podistica, può avere qualcosa da raccontare.
La Camminata degli Alpini ha così regalato una domenica di sport semplice e genuino. 11 chilometri e 265 metri di dislivello non sono soltanto numeri: sono passi, respiri, sorrisi, incontri e panorami.
E alla fine, come spesso accade nelle corse più belle, non è importante arrivare davanti agli altri.
È importante arrivare insieme.
Perché certe strade non si percorrono per vincere.
Si percorrono per ricordarsi quanto è bello essere parte di una comunità, con le colline davanti agli occhi e la voglia, semplicemente, di continuare a camminare.










