Cinque passi dentro la magia della Val Carlina
Ci sono gare che si corrono con le gambe e altre che, quasi senza accorgersene, si finiscono correndo anche con gli occhi, con il cuore e con la fantasia.
La 5 Passi in Val Carlina,
disputata domenica 23 agosto 2026 con partenza da Vidiciatico, è una di quelle gare. Giunta alla sua 17ª edizione, la manifestazione ha portato i podisti nel cuore dell’Appennino bolognese, tra il Monte Pizzo, i boschi e i panorami della Val Carlina. La prova competitiva si è sviluppata sulla distanza di circa 18,5 km, con 692 metri di dislivello, affiancata dalla camminata di 9 km e dalle prove dedicate ai più piccoli.
E forse non è un caso che questa corsa parta proprio da Vidiciatico, un paese che sembra avere già nel nome una piccola storia da raccontare. Una leggenda popolare narra infatti di un bandito modenese chiamato Ciatico: qualcuno lo avrebbe visto proprio nel luogo dove oggi sorge il paese e avrebbe avvertito le guardie dicendo semplicemente: “Vidi Ciatico”. Una spiegazione suggestiva, anche se gli studi linguistici propongono origini molto più antiche legate alla vegetazione e ai salici.
Ma se c'è un posto dove le leggende sembrano poter diventare realtà, è proprio il bosco.
Là dove il sentiero cambia mondo
Il racconto di Gigi Medas restituisce perfettamente l'anima di questa gara. Prima ci sono le salite, l'asfalto, il fiato che aumenta e le gambe che cominciano a chiedere conto delle scelte fatte durante la preparazione.
Poi, improvvisamente, il sentiero entra nel bosco.
E lì sembra quasi che qualcuno abbia chiuso la porta alle spalle dei podisti.
Il verde diventa più fitto, le pietre si ricoprono di muschio, i rumori si fanno più piccoli. Restano i passi, il respiro e qualche voce pronunciata a bassa intensità, perché anche parlare, quando la salita morde, diventa un piccolo lusso.
È proprio in quel momento che la fantasia prende il sopravvento.
Un movimento tra le foglie?
Un'ombra dietro un faggio?
Un bagliore verde tra i rami?
Una fata?
Un folletto?
Nessuno può dirlo.
Quello che è certo è che la Val Carlina possiede quella particolare capacità che hanno i boschi antichi: farci dimenticare per qualche minuto il cronometro e ricordarci che la montagna non è soltanto una strada da percorrere, ma un luogo da ascoltare.
Vidiciatico, del resto, è immersa proprio tra castagni, pini, abeti e faggi, ai piedi del Monte Pizzo e lungo la strada che conduce verso il Parco regionale del Corno alle Scale.
E il Corno alle Scale, con la sua caratteristica parete rocciosa a gradinate da cui deriva il nome, sembra quasi il castello naturale di questo regno fantastico.
Tre volte nel regno verde
Il percorso della 18 km attraversa per tre volte la parte boschiva.
Ogni ingresso nel bosco sembra dunque un nuovo capitolo della stessa fiaba.
L'ultimo, però, richiede particolare attenzione: una discesa impegnativa e pericolosa, opportunamente segnalata, obbliga anche i podisti più focosi a mettere da parte la fretta.
Perché nella montagna, come nelle fiabe, non sempre vince chi corre più forte.
A volte vince chi sa fermarsi un istante, guardare dove mette i piedi e arrivare dall'altra parte.
E così, superato anche l'ultimo tratto nel bosco, il sentiero torna verso l'asfalto e finalmente appare il gonfiabile dell'arrivo.
La magia lascia spazio alla soddisfazione.
Il vero spettacolo? Correre insieme
Ma c'è un altro elemento che rende speciale questa trasferta e che Gigi sottolinea con particolare piacere.
Non c'era soltanto la gara.
C'era la compagnia.
Grazie all'impegno di Claudio Carrari, presidente della Polisportiva Quadrilatero, un pullman ha raccolto ben 55 podisti, appartenenti a società diverse, permettendo loro di raggiungere Vidiciatico insieme e senza la preoccupazione del viaggio.
Un piccolo autobus trasformato, per una mattina, in una sorta di carrozza incantata.
Atleti di società differenti seduti gli uni accanto agli altri, chiacchiere, risate, qualche inevitabile rumore in più e quell'atmosfera da gita scolastica che Gigi racconta con un sorriso.
Ed è forse questa una delle immagini più belle della giornata: podisti che normalmente si incontrano soltanto sul percorso, questa volta condividono anche il viaggio, il pranzo, le risate e la fatica.
La competizione, per qualche ora, diventa soltanto una parte della storia.
Il resto lo fanno le persone.
E a completare la giornata ci ha pensato il pranzo a Lizzano in Belvedere, dove il gruppo è stato accolto con gentilezza e cortesia. Perché, dopo 18 chilometri e 692 metri di dislivello, anche il più romantico dei podisti sa che una buona tavola può essere l'ultimo, irresistibile capitolo di una fiaba.
Arrivare insieme vale più del cronometro
E poi c'è quella fotografia sul rettilineo finale.
Gigi, Stefy e Silvia arrivano tenendosi per mano.
Non importa essere davanti.
Non importa essere tra gli ultimi.
Il fotografo immortala quei passi e soprattutto quei sorrisi. Perché arrivare al traguardo significa aver mantenuto una promessa fatta a se stessi: quella di portare a termine ciò che ci si era prefissati, rispettando le proprie possibilità.
È questa, forse, la vittoria più autentica.
La 5 Passi in Val Carlina ha regalato panorami,
boschi, salite, discese, ristori e fatica. Ma soprattutto ha regalato una giornata di sport vissuta insieme.
E mentre il pullman riprendeva la strada del ritorno, probabilmente qualche folletto sarà rimasto nascosto tra gli alberi, a osservare quel gruppo di podisti allontanarsi.
Magari avrà sorriso.
Perché avrà capito che, anche senza ali e senza bacchetta magica, quei 55 viaggiatori hanno fatto una cosa che alle creature delle fiabe riesce benissimo: trasformare una semplice giornata di corsa in un piccolo ricordo da custodire.
E la promessa, alla fine, è già scritta nelle parole di Gigi: a Vidiciatico, o a Lizzano in Belvedere, ci si rivedrà anche il prossimo anno.
Il commento di Gigi Medas
"5 passi in Val Carlina,quest’anno partenza da Vidiciatico che si alterna con Lizzano Belvedere come luogo di partenza della manifestazione. Gara ben organizzata con distanze di 18 Km(dislivello 692 mt) e 9 km. Cortesia e attenzione da parte dell’organizzazione alla quale vanno i complimenti. Numerosi ristori sul percorso della 18 km. Un’ottima partecipazione da parte dei podisti. Molto bello il percorso con panorami a perdita d’occhio. Il più emozionante come sempre è il passaggio nel tratto che attraversa il bosco, è la parte più impegnativa, probabilmente più delle salite sull’asfalto, si entra in un mondo magico incantato, dove regnano solo il rumore dei passi e le voci dei podisti che dato lo sforzo, sono bassissime, ci si aspetta di incontrare una fata o un folletto dietro ogni albero. La vegetazione fitta e le pietre completamente ricoperte di muschio, ci fanno immergere in un universo verde. Il percorso prevede 3 tratti con passaggi nella parte boschiva, l’ultimo è quello che allerta di più i sensi perché c’è una discesa pericolosa
ben segnalata da un cartello di pericolo, in quel punto si calmano i bollenti spiriti ed i podisti rallentano badando bene a dove mettono i piedi, l’arrivo non è più tanto lontano ma è meglio, perlomeno in quel punto abbassare la soglia dell’attenzione. Usciti dall’ultima parte del bosco ci dirige, su asfalto, questa volta, verso il gonfiabile, pronti a gustarsi la fine di questa bellissima gara. Con Stefy e Silvia arriviamo tenendoci per mano sul rettilineo del traguardo con il fotografo pronto a immortalare gli ultimi passi di questi atleti che pur essendo tra gli ultimi hanno le facce sorridenti, perché l’importante è portare a termine l’obiettivo che ci si è preposti, ognuno in base alle proprie possibilità, si sorrideva anche perché il pensiero era rivolto al buonissimo pranzo che ci attendeva di lì a poco, perché il podista può essere romantico. Può amare i panorami. Può emozionarsi davanti al bosco. Può cercare fate e folletti. Ma dopo 18 chilometri e quasi 700 metri di dislivello… ha fame.
Questa divertente trasferta è stata resa possibile per me ed altri 54 podisti dall’impegno del presidente della Polisportiva Quadrilatero, Claudio Carrari che si è prodigato per noleggiare il pullman, prenotare il ristorante a Lizzano Belvedere, dove siamo stati accolti con gentilezza, cortesia e soprattutto con un ottimo pranzo. Sul pullman eravamo atleti di varie società
che hanno approfittato di questa occasione per recarsi a Vidiciatico(luogo di partenza della gara)in maniera spensierata, senza problemi per la strada da percorrere, a bordo sembravamo una scolaresca un po’ rumorosa ma festante. Grazie Claudio per l’impegno e complimenti all’organizzazione della 5 passi in Val Carlina, sicuramente, come ormai capita da alcuni anni, ci vedremo anche il prossimo anno".












Nessun commento:
Posta un commento