giovedì 27 agosto 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati

 


Il gioco delle perle di vetro sui sentieri di Corriferrara

Ci sono settimane in cui i numeri sembrano soltanto numeri. E poi ce ne sono altre in cui, guardandoli con maggiore attenzione, diventano una sorta di Gioco delle perle di vetro: ogni gara è una perla, ogni atleta un filo che la raccoglie, ogni salita una nota che si aggiunge a una composizione più grande.

Nel riepilogo settimanale del 23 agosto 2026, Corriferrara mette insieme appena 16 atleti, distribuiti in cinque località, ma il risultato racconta qualcosa che va ben oltre la quantità: 331 chilometri percorsi e ben 9.700 metri di dislivello positivo.

Quasi diecimila metri di salita costruiti da un gruppo numericamente contenuto, come se quei sedici podisti avessero deciso di trasformare la settimana in una piccola partitura di montagna. Un dato che impressiona soprattutto perché dietro ogni metro verticale ci sono gambe, fiato, fatica e quella particolare ostinazione che porta un runner a continuare quando il sentiero comincia a chiedere qualcosa in più.

Cinque luoghi, cinque perle

Il viaggio comincia ad Adria, con i suoi 7 chilometri della Su e so per i ponti. Una città profondamente legata all'acqua, nata in un territorio dove il paesaggio è un continuo dialogo fra terra e fiumi. Qui il dislivello lascia spazio alla leggerezza del percorso, ma non alla leggerezza dello spirito: anche una gara breve può diventare un modo per attraversare un luogo e lasciarsene attraversare.

Da Adria si sale verso Verghereto, nell'Appennino cesenate, dove la montagna cambia completamente registro. Il Verghereto Trail, sulla distanza di 16 km, e il Fumaiolo Ultra Trail, 65 km con 3.100 metri di dislivello positivo, portano gli atleti nel territorio del Monte Fumaiolo, celebre anche perché proprio da queste montagne nasce il Tevere.

È qui che arriva la perla più luminosa della settimana.

Ion Coban conquista il 2° posto assoluto nella Fumaiolo Ultra Trail di 65 km.

Sessantacinque chilometri non sono soltanto una distanza: sono un lungo dialogo con il sentiero, fatto di pazienza, controllo e capacità di ascoltare il proprio corpo. E quei 3.100 metri di dislivello rendono ancora più significativo il secondo posto assoluto di Ion, capace di portare Corriferrara sul podio in una delle prove più impegnative del fine settimana.

Il viaggio continua fino a Duino, dove il Sardon Trail propone 22,7 chilometri e 703 metri di dislivello. Qui il runner incontra uno dei paesaggi più suggestivi del territorio: il Carso affacciato sull'Adriatico, con il celebre Sentiero Rilke, dedicato al poeta che soggiornò nel castello di Duino. È un luogo nel quale mare, roccia e poesia sembrano essersi dati appuntamento. Correre qui significa, in qualche modo, entrare dentro un paesaggio che sembra già scritto in versi.

Poi Vidiciatico, sull'Appennino bolognese, con i 18 km della 5 Passi in Val Carlina. Un nome che sembra appartenere a una vecchia storia di viandanti, quando i passi di montagna erano confini naturali e ogni valico rappresentava una piccola conquista. La valle, oggi luogo di sport e turismo, conserva ancora qualcosa di quella dimensione antica: il piacere di muoversi lentamente attraverso il paesaggio.

Infine Tonezza del Cimone, dove la Strafexpedition mette sul tavolo 24 chilometri e ben 1.200 metri di dislivello. Un nome che richiama una delle pagine più drammatiche della Prima guerra mondiale e che, su queste montagne, acquista un significato particolare. I sentieri attraversano infatti territori segnati dalla storia, dalle trincee e dalle fortificazioni, dove la montagna è stata nel tempo tanto rifugio quanto teatro di conflitti.

Il paradosso dei numeri

Ed è proprio qui che il riepilogo trova la sua vera essenza.

16 atleti. 331 chilometri. 9.700 metri di dislivello.

Numeri che sembrano quasi non appartenere allo stesso racconto.

Per comprendere quei 9.700 metri bisogna immaginare una montagna alta quasi diecimila metri costruita passo dopo passo. Non esiste naturalmente una vetta del genere da raggiungere tutta insieme: esiste invece la somma di tante salite, di tanti respiri, di tanti momenti in cui la strada davanti sembra non voler finire.

È questo il fascino del trail e, forse, anche quello che Hesse avrebbe riconosciuto nel suo gioco: l'insieme vale più della singola parte.

Un atleta corre 7 chilometri, un altro ne affronta 65. Qualcuno cerca il cronometro, qualcun altro il panorama, qualcuno il podio, qualcun altro semplicemente la soddisfazione di arrivare. Ma alla fine tutte queste esperienze diventano una sola musica.

E nella musica di questa settimana c'è anche la voce del podio di Ion Coban, secondo assoluto al Fumaiolo Ultra Trail.

La perla più preziosa

Il secondo posto di Ion non è soltanto una posizione in classifica.

È il punto luminoso di una settimana nella quale sedici atleti hanno saputo attraversare cinque territori molto diversi, mettendo insieme 331 chilometri e 9.700 metri di dislivello.

Dalla pianura di Adria alle rocce del Carso, dalle montagne del Fumaiolo ai passi della Val Carlina, fino ai sentieri storici di Tonezza del Cimone, il filo conduttore è sempre lo stesso: la voglia di andare oltre il punto in cui sarebbe più semplice fermarsi.

Forse è proprio questo il significato più autentico del Gioco delle perle di vetro: non conta soltanto la singola perla, ma il disegno che tutte insieme riescono a creare.

E questa settimana Corriferrara ne ha raccolte molte.

Una, particolarmente brillante, porta il nome di Ion Coban e brilla dal secondo gradino del podio assoluto del Fumaiolo Ultra Trail.

Le altre sono fatte di chilometri, dislivello, sentieri, panorami, fatica e sorrisi.

Perché alla fine, quando il gioco si conclude, non rimane soltanto il risultato.

Rimane il viaggio.









Nessun commento:

Posta un commento