mercoledì 26 novembre 2025

Milano 21una gara sulle note delle band di Rockin'1000


 Milano 21: la mezza maratona che ha fatto vibrare la città come un assolo elettrico

23 novembre 2025 – Milano

Milano non ha solo ospitato una gara: ha messo in scena un vero e proprio festival on the run, un concentrato di energia da far invidia alle grandi leggende del rock. La Milano 21, mezza maratona che quest’anno ha richiamato 15.000 podisti, ha trasformato le strade della città in un palco a cielo aperto, dove atleti, spettatori e musicisti hanno composto insieme una sinfonia di passi, fiato e chitarre distorte.

Sotto un sole brillante ma traditore, quel gelo secco che solo Milano sa regalare, i runner si sono lanciati sulle note delle band di Rockin’1000, disseminate lungo il percorso come stazioni di ricarica emotiva. Ogni riff era un abbraccio caldo, ogni batteria un richiamo alla grinta, ogni voce un invito a non mollare. È così che, chilometro dopo chilometro, la città è diventata un grande amplificatore di emozioni.

Manuela Mazzoni: un Personal Best da headliner

Tra i protagonisti della giornata spicca Manuela Mazzoni, che ha corso la sua mezza maratona “col cuore”  e non solo per modo di dire. Spinta dalla determinazione e dal sostegno dell’amica Sara, Manuela ha firmato un personal best da applausi, uno di quelli che brillano come una chitarra lucida sotto le luci del palco principale.

Il commento di Sara Previati: il backstage dell’impresa

A fine gara, Sara Previati ha raccontato così la loro avventura:

"Questa gara mi ha sorpreso, 15.000 partecipanti, ma tutto ben organizzato, bel percorso e la presenza delle band Rockin'1000 ha scaldato gli animi considerato il freddo gelido che la splendida Milano soleggiata ci ha regalato!
Ottima la compagnia di una fantastica amica: Manuela Mazzoni che ha deciso di correre la sua 'mezza maratona col cuore' e così è stato, portandosi a casa il suo PB... brava Manu!
Che dire... ci siamo già dette che il prossimo anno sarà da rifare." 

Parole che suonano come un bis richiesto dal pubblico: spontaneo, meritato, inevitabile.

Un’edizione da ricordare, un invito per il futuro

La Milano 21 di quest’anno ha dimostrato che lo sport, quando incontra la musica, può generare qualcosa di unico: una vibrazione collettiva, un’epica da stadio dove ciascun runner è allo stesso tempo fan e protagonista.

Se questa è stata l’edizione 2025, c’è da scommettere che il 2026 sarà un tour ancora più epico. E Manuela e Sara sono già pronte a salire di nuovo sul palco...Sara Previati












martedì 25 novembre 2025

San Francesco Marathon e Half Marathon

 


San Francesco Marathon 2025: quando la corsa incontra lo Spirito

Assisi, 23 novembre 2025 — Nel cuore dell’Umbria, dove le pietre rosa riflettono ancora il passo lieve del Poverello, si è svolta la San Francesco Marathon, un evento che ha unito corsa, spiritualità e la magia senza tempo dei luoghi francescani. Maratona e mezza maratona hanno chiamato podisti da tutta Italia proprio nell’anno del Giubileo, trasformando le strade tra Santa Maria degli Angeli, Assisi e Spello in un pellegrinaggio sportivo fatto di fatica, contemplazione e panorami mozzafiato.

Si racconta che, nei giorni precedenti, una neve improvvisa , la “sorella neve” tanto cara al Cantico,  abbia imbiancato il Monte Subasio, quasi a voler benedire il percorso. E come in una leggenda moderna, il sole è poi tornato a illuminare la domenica della gara, rendendo l’atmosfera luminosa, intensa, quasi sospesa.

La partecipazione di Corriferrara

Tre atleti della Corriferrara hanno onorato l’evento:

  • Vittorio Cavallini – Maratona

  • Ottorino Malfatto – Mezza maratona

  • Mario Boarati – Mezza maratona

Il loro viaggio sportivo e spirituale si intreccia perfettamente con lo spirito francescano di questa gara inaugurale.


Le parole di Ottorino Malfatto 

"2025 anno del Giubileo. Assisi ha unito sport e spiritualità e panorami mozzafiato numerosi podisti che si sono cimentati nei diversi percorsi, maratona, half marathon e 10km.Appena ho visto che facevano la prima half marathon di San Francesco io e il mio amico Boarati abbiamo deciso subito di partecipare . E di approfittarne per visitare quei posti così pieni pace e spiritualità e tanta storia. Siamo partiti con tempo incerto appena passata La Romagna abbondante nevicata quasi fino ad Assisi ma domenica mattina il sole splendeva anche se le temperature era rigidi siamo partiti da Santa Maria degli angeli alle nostre spalle la bellissima basilica di San Francesco che sembrava che benedisse tt i partecipanti. Abbiamo anche incontrato un altro runner Corriferrara Cavallini che faceva la maratona. Il percorso suggestivo,tutto su falso piano,con panorami mozzafiato solo il ristoro finale molto spartano.Il mio tempo è di 1e59 ,nono di categoria Boarati 1e50 quarto di Categoria. Un altra bella esperienza da mettere nel cassetto dei ricordi, in attesa di nuove avventure. Arrivo sempre a Santa Maria degli Angeli."

Le sue parole restituiscono perfettamente l’atmosfera del weekend: un viaggio tra neve, sole, basiliche che sembrano vegliare sui corridori e un percorso che, pur non essendo semplice, ha saputo emozionare.


Il racconto di Vittorio Cavallini 

"Domenica mattina al via della san Francesco Marathon avrebbero dovuto essere presenti sorella neve e fratello vento. Hanno preferito anticipare il loro arrivo a sabato mattina, così Domenica si è presentato fratello sole. Ne è risultata una bella mattina con il sole, fresca alla partenza, meno all'arrivo. Durante la corsa begli sguardi verso Assisi, verso il monte Subasio appena innevato e sulle campagne tra Santa Maria degli Angeli e Spello.

Partenza alle 09:10 da Santa Maria degli Angeli, piccolo giro in zona poi ci dirigiamo verso Spello, giro di boa e ritorno a Santa Maria degli Angeli.
I primi 30 km sostanzialmente pianeggianti, poi tra il 30 ed il 36 kilometro si sono presentate tre o quattro sorelle salite, assieme a sorella fatica. In soccorso sono arrivate le sorelle discese. Alla fine io, fratello sorriso e sorella fatica siamo arrivati insieme da fratello gonfiabile che ci ha accolti a braccia aperte
Nel pacco gara abbiamo trovato una maglia tecnica con manica lunga.
Bella la medaglia finisher
Da segnalare la Santa Messa per runner e famiglie il sabato pomeriggio in Santa Maria degli Angeli."

Il suo racconto, intriso di riferimenti poeticamente francescani, sorella neve, fratello sole, sorella fatica, dipinge una maratona che è molto più di una gara: un percorso di incontro con sé stessi e con la bellezza del creato.


Un evento che lascia il segno

La San Francesco Marathon 2025 entrerà certamente nel novero delle manifestazioni più affascinanti per chi ama correre non solo con le gambe, ma anche con il cuore. Il connubio tra sport e spiritualità, le strade antiche percorse dai pellegrini, la Basilica che veglia sulla partenza e sull’arrivo, e la natura umbra che sa parlare all’anima hanno reso questo esordio un successo carico di significato.

Per gli atleti Corriferrara, l’esperienza si è trasformata in un ricordo prezioso, uno di quelli da custodire… come direbbe Malfatto, “nel cassetto dei ricordi”, in attesa delle prossime avventure.













Cardinelli, Corriferrara 1^ società, Chiara Rosignoli 3^ assoluta. Bianca Serin 3^ cat pulcini.

 

MEMORIAL CARDINELLI 2025 – LA CRONACA DI UNA MATTINATA DA LEGGENDA

Pontelagoscuro, 23 novembre 2025.
Una mattinata di sole tagliente e freddo cristallino si è posata sulla pianura ferrarese come una benedizione. L’aria, tesa come il velluto delle corti estensi, ha accolto i passi dei corridori del Memorial Cardinelli, l’unica mezza maratona che oggi attraversa Ferrara, custode di una tradizione ormai scolpita nella memoria sportiva cittadina.

Come nelle cronache dei duchi d’Este, dove dame e cavalieri intrecciavano gesta e ardimenti, anche questa edizione ha visto eroi contemporanei misurarsi su distanze per ogni età e tempra:

  • 21,097 km per i competitivi, la distanza regale;

  • 6 km per la non competitiva, sentiero aperto a chi corre per gioia;

  • 300 m pulcini, 600 m esordienti, 1 km ragazzi, 1,5 km cadetti, dove le nuove generazioni, piccoli come paggi e giovani scudieri, hanno affrontato il proprio destino sportivo.

E tra tutti, ancora una volta, splende Corriferrara, presenza viva e fiera su ogni distanza, prima società per numero di iscritti   e, soprattutto, per spirito.


GLI ATLETI DI CORRIFERRARA: UN CORTEO DI GESTA

Come nelle imprese dei condottieri del Rinascimento ferrarese, i nostri atleti hanno inciso il proprio nome in un mattino destinato a essere ricordato:

  • Chiara Rosignoli – 3ª assoluta nella mezza maratona,  figura luminosa come una Isabella  d’Este della corsa, elegante e potente nel gesto.

  • Rosanna Albertin – 1ª di categoria


     regale nella sua costanza.

  • Rita Romagnoli – 1ª di categoria, un inno alla disciplina.

  • Laura Rinaldi – 2ª di categoria, la determinazione in forma pura.

  • Denis Grandi – 2° di categoria, saldo come le mura del Castello Estense.

  • Carlo Barbieri – 3° di categoria, un combattente che non arretra.

  • Vittorio Favaron – 3° di categoria, fine stratega del passo.

  • Lucia Scagliarini – 3ª di categoria, spirito costante e fiero.

  • Bianca Serin – 3ª categoria pulcini,   piccola ma già con l'animo da campionessa, come un giovane paggio destinato a grandi glorie.

E così Corriferrara, col suo vessillo biancoblu, ha camminato nella storia del Memorial Cardinelli come un'intera corte rinascimentale in festa.


LE PAROLE DEGLI ATLETI – VOCI DAL CUORE DELLA LEGGENDA

Sara Melloni – il racconto, nella sua pienezza epica

"Una mattinata baciata dal sole e irrigidita dal freddo, in cui è stato davvero piacevole correre.
Ho percorso i 21 km con Elfrida, la principessa dei trail, in un sodalizio che somigliava molto alla risoluzione del conflitto Israele Palestina, e ci siamo davvero incoraggiate.
Sono orgogliosa del mio pur vituperabile tempo, perché sono arrivata tranquilla, e di solito per fare una mezza ci metto di più.
L'argine del Po rimane sempre uno dei posti più belli dove fare sport."

Il suo racconto, autentico e vibrante, sembra un passo estratto da un codice miniato: amicizia, ironia, paesaggio e caparbietà intrecciati in una narrazione che diventa leggenda.

Denis Grandi – la voce del veterano

"Una classica ormai da anni e il percorso mi piace!"
Poche parole, come quelle dei capitani di ventura: essenziali, dirette, scolpite nella pietra.

Giulia Maccagnani - La voce dell'esordiente

"La mia prima “gara non competitiva, mi sono divertita molto!


CONCLUSIONE

Il Memorial Cardinelli 2025 non è stato soltanto una gara: è stato un affresco rinascimentale vivo, un intreccio di storie, fatica, sorrisi e traguardi.
Su quel sole d’inverno, su quel Po che scorre come un antico poema, gli atleti hanno scritto una nuova pagina della loro leggenda.

E Ferrara, come ai tempi degli Este, ha assistito orgogliosa ai suoi eroi.











60 Sprint Race: A Modena esordio in pista per Alberto Corà


60 Sprint Race – Modena, 22 novembre 2025

Esordio brillante di Alberto Corà nei 60 metri indoor: 8”00, vittoria di batteria e 9° posto assoluto

Sabato 22 novembre 2025, la pista indoor di Modena ha ospitato la 60 Sprint Race, meeting organizzato da La Fratellanza Modena che ha aperto ufficialmente la stagione invernale della velocità.

Tra gli Allievi era presente anche Alberto Corà, classe 2009, al suo debutto assoluto in pista sui 60 metri.


La gara degli Allievi


La categoria allievi prevedeva tre batterie.
Alberto è stato inserito nella terza batteria, quella riservata agli atleti senza tempi accreditati, com’è normale per chi si presenta alla prima gara ufficiale.

Nonostante questo, la sua prestazione è stata notevole con una buona prova che gli ha permesso di vincere la batteria con il tempo di 8”00 netti.


Classifica assoluta: i migliori della giornata

Nella classifica generale Allievi, i migliori tempi sono stati:

  • 1° Giovanni Tampellini – 7”22

  • 2° Allan Kyle Dela Cruz – 7”52

  • 3° Luca Teruzzi – 7”57

Alberto chiude quindi 9° assoluto su 17 partecipanti, un risultato di grande rilievo considerando l’esordio e la sua collocazione nella batteria dei non accreditati.


Un debutto molto promettente

Correre 8”00 alla prima gara in assoluto è un segnale davvero positivo.
Alberto ha mostrato buona gestione della fase di accelerazione e un’ottima lucidità nel mantenere la velocità fino al traguardo, lavorando sugli aspetti dove deve migliorare e con un po' di esperienza in più, il margine di miglioramento può essere importante.

Le impressioni della società

La gara di Alberto conferma la crescita del nostro settore giovanile e la volontà di esplorare anche le discipline della velocità, fondamentali per la formazione atletica completa dei ragazzi.


Bravo Alberto!

Vittoria di batteria, 9° posto assoluto e soprattutto un sorriso da vero esordiente felice: un ottimo inizio di percorso.
La stagione indoor è lunga e le prossime gare saranno l’occasione per continuare a crescere.








lunedì 24 novembre 2025

Restena Trail

 

Restena Trail – Racconti di una mattina d’inverno

Restena di Arzignano si è svegliata il 23 novembre con quel silenzio tagliente che solo le mattine d’inverno sanno regalare. L’aria era immobile, frizzante, e sulla piana che precede le prime rampe dei colli la brina disegnava sottili ricami sugli steli d’erba. Un clima perfetto per i cuori che battono forte: quello del Restena Trail, appuntamento ormai familiare agli appassionati della corsa in natura, tra boschi, vigneti e sentieri che si arrampicano verso il cielo.

Due le distanze:

  • 25 km e 1.150 m D+, la competitiva, dura e vera come piace agli spiriti montani;

  • 11 km e 250 m D+, la non competitiva, più breve ma non priva del gusto di avventura.

Per Corriferrara, sulla linea di partenza c’erano Michele Tuffanelli nella lunga e Maria Letizia Milani nella 11 km.


La storia di Michele: “Non succede ma se succede…”

Le montagne lo sanno riconoscere chi ci arriva con rispetto. E Michele, quella mattina, aveva il passo giusto, quello di chi accarezza il sentiero invece di sfidarlo.

«Giornata bella freddina a Restena… si parte con almeno -1» racconta con quel tono pacato di chi ha imparato dalla montagna a non alzare la voce. Ma il freddo non gli spaventa: «Le sensazioni sono buone». E come spesso succede tra chi frequenta i Trail, prima dello start ci sono sorrisi, pacche sulle spalle, gli sguardi rapidi che dicono più di mille parole: “Buona gara, ci vediamo là in cima”.

La partenza è allegra, controllata. Michele tiene il passo e le energie strette nella mano come fossero acqua preziosa da non sprecare. Fino al 15°/16° chilometro, tutto fila via liscio: lui, i sentieri, il respiro, il bosco.

Poi arriva quel momento che, nelle storie di montagna, è quasi un rito iniziatico:
un bivio, una balise mancata, un sentiero preso con troppa fiducia.

«Per me, che ho i capelli bianchi e un po’ di esperienza… sbaglio sentiero e non me ne accorgo subito.»
E lì, davanti ai suoi piedi che frenano e al bosco che sembra ridere piano, scatta l’attimo di consapevolezza: si torna indietro, ma la frittata è fatta.

Gli amici runner lo passano uno a uno, come piccole luci colorate che scivolano via sul sentiero giusto. Ma Michele non si perde d’animo: «Vabbè, non fa niente… mi sono divertito comunque.»

E forse è proprio questo il segreto del trail: non la perfezione, ma il viaggio.


Letizia: piccoli passi verso grandi cime

Sulla 11 km, anche Maria Letizia Milani ha lasciato la sua impronta fresca sulla terra gelata. Una gara gestita con intelligenza, buon ritmo e il sorriso di chi sta costruendo, chilometro dopo chilometro, una base solida per sfide più grandi.
Un ottimo allenamento e un altro passo avanti verso le competitive future.


Il bilancio di una mattina speciale

Il Restena Trail è stato, anche quest’anno, un intreccio di storie semplici e vere: il freddo che punge, la fatica che scalda, gli errori che insegnano, la natura che abbraccia. Per Corriferrara, una giornata da ricordare: Michele con il suo episodio da raccontare al prossimo ristoro, Letizia con più esperienza e sicurezza nelle gambe.

E la montagna, come sempre, lì a osservare tutto dall’alto, senza giudicare, custode silenziosa di ogni passo.







10 km di Faenza

 






La 10 km di Faenza: quando la corsa sfiora il mistero

Faenza, 23 novembre 2025 — Nella città delle ceramiche, dove ogni vicolo conserva l’eco di antiche storie e ogni maiolica sembra riflettere un pezzo d’anima romagnola, si è corsa la 10 km di Faenza, una gara che quest’anno ha assunto i contorni di una piccola leggenda.

I podisti sono partiti alle 09:30, quando l’aria frizzante di fine novembre velava ancora la città con una leggera foschia, simile a una coperta sospesa tra realtà e immaginazione. C’è chi giura di aver intravisto, lungo le curve che costeggiano le botteghe dei maestri ceramisti, l’ombra della Ghilana, il fantasma benevolo delle tradizioni faentine: una figura sottile, avvolta in un manto di bruma, che si dice appaia per proteggere chi corre con cuore sincero.

E qualcuno, all’altezza del vecchio convento, ha persino parlato di un monaco inquieto, apparso come un lampo tra gli archi, quasi a misurare con passo antico il ritmo dei corridori moderni. Suggestione? Forse. Ma a Faenza le leggende camminano spesso accanto alla realtà.

Le voci dei protagonisti

Tra i partecipanti spicca il commento di Alessandro Medri, autore di una prova solida e carica di determinazione:

“Quando vai a correre in Romagna trovi tanti concorrenti molto competitivi. Contento del tempo fatto, altro tassello verso il progressivo miglioramento delle prestazioni.”

Medri ha affrontato il percorso con lucidità e coraggio, mantenendo un passo costante che sembra già preludere a nuovi traguardi.

Soddisfatto anche Angelo Visentini, che ha utilizzato la 10 km come test dopo la grande fatica della maratona:

“Ad una settimana dalla maratona di Verona ok.”

Parole brevi, asciutte, quasi monastiche e non è sfuggito a nessuno il sorriso di chi sa di aver ritrovato la gamba giusta nel momento migliore.

Una gara tra sport e magia

La 10 km di Faenza 2025 non è stata solo una competizione podistica: è stata un intreccio di storia, fatica, leggende e respiri corti. Un percorso che, tra le ceramiche che catturano la luce e le ombre che sembrano muoversi da sole, ha regalato ai partecipanti l’impressione di correre non solo nello spazio, ma anche nel tempo.

Ogni atleta ha portato con sé un pezzo di questa terra ospitale e misteriosa. E chissà: forse la Ghilana, lassù nella foschia, ha sorriso di nuovo.



giovedì 20 novembre 2025

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati

 

CORRIFERRARA – Una settimana di corsa dentro la nostra Storia Infinita

Ci sono settimane che scorrono leggere, come pagine voltate dal vento. E ce ne sono altre che sembrano scritte con l’inchiostro indelebile dell’impegno, della passione, del coraggio.
Questa, per  Corriferrara, è stata una settimana così: 53 atleti, sparsi come eroi di un racconto corale in otto diverse località, hanno percorso 636 chilometri e scalato un dislivello totale di 3343 metri.
Un'avventura collettiva, un capitolo luminoso nella nostra storia infinita.


Le terre attraversate

Solarolo – Corsa dei Becchi – 4,6 km

Una gara breve ma vivace, animata da profumi di campagna e dall’energia degli atleti più giovani.

Verona – Maratona e Mezza Maratona – 42,195 e 21,097 km

La città dell’amore ha accolto i nostri atleti con le sue pietre antiche e il fascino eterno dell’Arena. Percorrere le sue strade è come correre nella poesia: ogni passo un’emozione, ogni chilometro una promessa mantenuta.

Cison di Valmarino – Vertical del Gevero – 5 km

Una salita verticale, una sfida con la montagna. Qui il fiato diventa musica, e il paesaggio delle Prealpi regala quell’incanto che solo le sfide in quota sanno offrire.

Bondeno – 2ª Tappa Trofeo Città di Ferrara – 6 km

Un teatro familiare, che si tinge d’oro, d’argento e di bronzo grazie alle straordinarie prestazioni dei nostri atleti. Una prova veloce, nervosa, dove la squadra ha brillato come in un coro perfettamente accordato.

Bazzano (BO) – Pignoletto Run – 17 e 10 km

Tra colli e vigneti, immersi nei profumi del pignoletto, gli atleti hanno corso dentro una cartolina viva, tra saliscendi che raccontano il carattere dell’Appennino bolognese.
Splende qui il successo di Emanuela Marangoni, 1ª di categoria, capace di dare ritmo e personalità a una gara che premia costanza e coraggio.

Anguillara Veneta – 36ª Marcia Sant’Andrea – 6/12/18 km

Un evento storico, popolare, che abbraccia ogni livello di runner. Qui hanno trovato spazio i chilometraggi più vari, con percorsi che si snodano tra campagne ordinate e atmosfere genuine.

Modigliana – Trail sul Trebbio – 19 km

Un trail immerso nella natura viva, tra boschi, sterrati e profili collinari che sfidano gambe e cuore. Un’avventura che somiglia a un capitolo selvaggio e appassionato del nostro grande libro.

Scandiano – 36ª Super Maratonina Monte delle Tre Croci – 24 km

Una gara che ha il sapore della tradizione. La salita verso le Tre Croci è una delle prove più impegnative, ma anche tra le più suggestive per chi ama sentirsi parte del paesaggio.


Gli eroi del podio

Oltre ai successi di Bondeno, questa settimana ha regalato un podio prestigioso anche nella Pignoletto Run.

Pignoletto Run – Bazzano

  • Emanuela Marangoni – 1ª di categoria

Bondeno – 2ª Tappa Trofeo Città di Ferrara

  • Sarno Aniello – 1° di categoria

  • Medri Alessandro – 1° di categoria

  • Callegari Paolo – 1° di categoria

  • Gonzalez Garcia Lucia – 2ª di categoria

  • Rinaldi Laura – 2ª di categoria

  • Scagliarini Lucia – 3ª di categoria

  • Benini Elisa – 3ª di categoria

  • Grandi Denis – 3° di categoria

Categorie Giovanili

  • Esordienti – Valarini Leonardo – 2° di categoria

  • Pulcini – Bubola Gregory Arthur – 3° di categoria

I giovani, come nuovi personaggi che compaiono in un libro che non finisce mai, sono forse il segno più bello di questa settimana: simbolo di futuro, promessa di nuove pagine da scrivere.


Un capitolo che continua

Ogni corsa è una storia. Ogni atleta un protagonista.
E ogni traguardo, anche il più piccolo, è un nuovo inizio.

Avanti così, Corriferrara.
La prossima pagina della nostra Storia Infinita ci sta già aspettando.











mercoledì 19 novembre 2025

Trail sul Trebbio 2025: quando la corsa incontra la storia di Modigliana

 


Nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo, là dove i Romani eressero il Castrum Mutilum a guardia dei passi e dove nei secoli crebbe la Rocca dei Conti Guidi, Modigliana ha ospitato il Trail sul Trebbio 2025, disputato il 16 novembre su un percorso intenso e affascinante: 19 km con 1000 metri di dislivello, immersi in un paesaggio dove natura e memoria dialogano ancora a voce alta.

Un territorio che parla

Chi corre sul crinale del Monte Trebbio attraversa molto più di un semplice sentiero. Ogni tratto risale secoli di storia: le antiche vie di collegamento romane, le fortificazioni medievali, i poderi che ancora oggi punteggiano l’orizzonte come in un dipinto rinascimentale.

In questo angolo di Romagna, la cultura popolare continua a farsi viva grazie alle tradizioni che scandiscono l’anno modiglianese:

  • i Tableaux Vivants, straordinarie rappresentazioni viventi che riportano nel presente l’arte e le scene della storia locale;

  • la Foresta Didattica, luogo simbolo dell’educazione ambientale e della tutela del paesaggio;

  • e il Fuoco Perpetuo natalizio, rito antichissimo che illumina l’inverno e rinnova il senso di comunità.

Un contesto unico, ideale per un trail che non è solo competizione, ma immersione profonda in un patrimonio culturale e naturale.

Il Trail: fatica, respiro e panorami

Il percorso del 2025 ha messo alla prova gli atleti con salite ripide, discese tecniche e tratti panoramici in cui lo sguardo si apre verso la valle del Tramazzo e le colline di Castrocaro. Le piogge dei giorni precedenti hanno reso il terreno più insidioso, amplificando la sfida ma anche il piacere della corsa in ambiente puro.

Tra i partecipanti, anche Michele Longhi, che al termine della gara ha commentato:

"Bella gara sul Monte Trebbio, nei dintorni di Castrocaro Terme. Mio ritorno al trail su questi colli dopo alcuni anni, devo dire che il livello si è alzato molto!"

Una frase che restituisce perfettamente l’atmosfera della giornata: un ritorno, una riscoperta, una comunità sportiva sempre più preparata e appassionata.

Una giornata che lascia il segno

Il Trail sul Trebbio non è soltanto un evento sportivo: è un viaggio nella storia di un territorio che continua a sorprendere chi lo vive e chi lo visita. Correre tra boschi, crinali e antiche pietre significa sfiorare secoli di vicende umane, immersi in un silenzio che parla più forte di qualunque cronometro.

L’edizione 2025 si chiude così, tra soddisfazione e stanchezza, ma soprattutto con la sensazione di aver fatto parte, almeno per un giorno,  della lunga, affascinante narrazione che da Castrum Mutilum arriva fino a noi.




martedì 18 novembre 2025

Pignoletto Run, Emanuela Marangoni 1^ di categoria

 





Bazzano, dove la memoria s’innalza come vite antica

In queste terre che ondeggiano di colli e filari, Bazzano appare come un lembo d’Italia in cui la storia non giace muta, ma respira ancora tra le pieghe delle sue rocche, delle sue fontane e delle sue vigne. Qui, dove la Rocca dei Bentivoglio erge ancora il suo profilo severo, si avverte quel fremito d’eternità che ammaliò e imprigionò persino l’animo di Ugo Foscolo, trattenuto entro quelle mura come un titano relegato, ma non domato, dall’umana sorte.
E forse fu proprio il contrasto tra l’asprezza della prigionia e la dolcezza del paesaggio circostante a imprimersi nell’indole del poeta, rendendo Bazzano un luogo in cui la bellezza pare riscattare anche l’esperienza più cupa.

A vegliare silenziosa sulla vita del borgo è la Fontana Giuditta, la cui figura marmorea ha ispirato non solo sguardi innamorati, ma anche un dolce che custodisce nel sapore l’eco di un’antica grazia: un omaggio alla purezza e alla forza evocativa delle sue forme, proprio come avrebbe amato Foscolo nella sua ricerca del bello perenne.

Tra queste colline mature di sole nascono i vitigni che danno origine al Pignoletto, vino gentile e franco, specchio liquido dell’anima emiliana: agricola, sincera, ospitale. Ed è accanto a questi filari che, il 16 novembre 2025, uomini e donne hanno attraversato il paesaggio con passo atletico durante la Pignoletto Run, gara trail che, come un rito moderno, unisce sport, convivialità e la voce antica della terra.

Due i percorsi: uno di 11,3 km con 333 metri di dislivello, e uno più impegnativo di 17 km con 505 metri di dislivello. Sentieri di creta e foglie, vigneti attraversati dal vento, saliscendi che sembrano quasi misurare la volontà dei partecipanti più che la loro forza fisica. A guidare la corsa, nella fantasia popolare, la maschera locale di Barba Zecc, spirito burlone delle colline, quasi nume tutelare di fatica e ironia.

E in questa cornice di terra e mito, si distingue anche la prestazione luminosa di Emanuela Marangoni, che ha saputo dominare il proprio percorso, conquistando il primo posto di categoria: un risultato conquistato con passo saldo e determinazione, degna di chi sa interpretare il paesaggio non solo come sfida, ma come compagno di viaggio.

Tra i protagonisti della giornata, risuona il commento. vivo, autentico di Marco Gianantoni  che racconta così la sua avventura:


"Partito male (indietrissimo) e con l'azzardo delle scarpe A2 (con suola liscia che più liscia non si può) ho usato tutta la mia esperienza trailistica per correre i primi 9 km tra vigneti e single track caratterizzati da tratti fangosi e scivolosi; ho fatto quell'azzardo perchè Mattia, che aveva fatto la prima edizione lo scorso anno, mi aveva raccontato che gli ultimi km erano in piano e su una ciclabile quindi molto veloci. Devo dire che la tattica ha funzionato ( 35° su 212 arrivati). Personalmente, mi sono parecchio divertito; il percorso è molto bello e panoramico. Peccato che la pioggia e la competizione non mi abbia fatto godere appieno dei ristori (con pignoletto e crescente) e la mancanza di soldi in contanti non mi abbia permesso di comprare il vino nei numerosi banchetti delle cantine all'arrivo. Vabbè... tornerò il prossimo anno. Unica pecca dell'organizzazione è stata la mancanza delle docce che, specialmente dopo una gara bagnata, sarebbero state sicuramente gradite. Per il resto gara consigliata anche perchè comunque, grazie al pacco gara, una boccia di pignoletto sono riuscito a portarmela a casa.... State benone! "


Parole che paiono vibrare delle stesse corde del paesaggio: fatica, gioia, qualche mancanza umana — così come Foscolo avrebbe forse sorriso nel vedere che la passione, come l’illusione, sa sempre sollevare l’uomo oltre gli inciampi della vita.

E così Bazzano, con la sua Rocca che custodì un poeta ribelle, con le sue vigne che si arrampicano come versi su pergamena, con la sua fontana che trasforma marmo in leggenda, continua a raccontarsi attraverso chi la vive e la attraversa correndo.
Perché, come insegnano le colline, ogni passo, lento o veloce, è un atto d’amore verso la terra che ci sostiene.