lunedì 20 aprile 2026

Corsa della bonifica

 

La Corsa della Bonifica: quando i passi diventano leggenda

Vi è, nelle terre piane che circondano Baura, un respiro antico che si leva dai campi e dai canali, un sussurro che racconta di fatica e rinascita, di uomini e donne che sfidano se stessi come antichi eroi. Il 19 aprile 2026, sotto un cielo incerto tra primavera e memoria, si è corsa la Corsa della Bonifica, e ancora una volta non è stata soltanto una gara… ma un viaggio.

Baura, piccolo borgo dal cuore grande, ha accolto i podisti come un reame gentile. Qui la bonifica non è solo storia, ma simbolo: terra strappata alle acque, come ogni chilometro strappato alla stanchezza. E tra queste strade, per un giorno, i corridori si sono mossi leggeri e silenziosi come elfi, con il vento a guidare il passo e il cuore saldo verso il traguardo.

Due i percorsi tracciati come sentieri nella mappa di un racconto epico:
la 12,5 km competitiva, aspra e sincera, e la 7,5 km non competitiva, più dolce ma non meno significativa.
Su questi tracciati, la compagnia di Corriferrara si è presentata numerosa e determinata: 28 atleti, di cui 25 nella competitiva e 3 nella non competitiva, come una schiera pronta a scrivere il proprio capitolo.

E tra loro, alcuni nomi hanno brillato come stelle nella sera:

  • Denis Grandi, primo di categoria, saldo e potente come un guerriero delle Terre di Mezzo.
  • Ilaria Camanzi, seconda, elegante e tenace, con passo leggero e cuore fiero.
  • Sara Melloni, terza, la cui storia merita di essere narrata come una leggenda.

Per Sara,   infatti, il destino ha tessuto una trama degna dei racconti più antichi. Un errore di percorso, breve ma fatale, ha sottratto il primo posto che già pareva suo. Eppure, nella sua voce non vi è resa, ma umanità, ironia e forza:

Corsa della Bonifica
Oggi ho sfidato l'allergia stagionale e le punture di insetto che mi hanno sfigurato il volto per correre questi 12,5 km, e riprendere fiducia nella mia capacità aerobica.
A Baura sono tutti gentili, ho chiesto dei gadget da usare come stimoli per gli anziani e una maglia di cotone che utilizzo come pigiama, e mi è stato concesso tutto.
Sono stata contenta di aver fatto l'ultimo tratto con Rita, 

  correvamo insieme anni fa, quando non era ancora stato inventato il Garmin, e andavamo davvero forte 💪.
Peccato che il traguardo fosse a destra e noi abbiamo proseguito dritto. Ho perso il primo posto di categoria e il salame 😭, e tutto questo mi fa un po' male.

Parole vere, che sanno di strada, di amicizia e di quella nostalgia che solo chi corre conosce. Perché in fondo, come nei racconti più profondi, non è l’anello o il salame a definire l’eroe, ma il viaggio.

E così, tra canali silenziosi e campagne infinite, tra sorrisi e fatica, la Corsa della Bonifica si è conclusa lasciando dietro di sé qualcosa di invisibile ma potente: storie.
Storie di chi corre contro il tempo, contro i limiti, o semplicemente per ritrovare sé stesso.

E forse, se si ascolta bene quando il vento attraversa Baura al tramonto, si può ancora sentire l’eco di quei passi… leggeri come elfi, eterni come le leggende.









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