lunedì 20 aprile 2026

Tuscany Crossing 100M, Ion Coban 2° assoluto nella 161Km

 

Tuscany Crossing M100 2026: 100 miglia di anima, polvere e leggenda.

Il 17 aprile 2026, nel cuore scolpito della Val d'Orcia, là dove le colline sembrano onde immobili e i cipressi segnano il ritmo del vento, è andata in scena una delle prove più epiche del panorama trail italiano: la Tuscany Crossing M100.

Partenza da Castiglione d'Orcia, 161 chilometri di pura resistenza e 5720 metri di dislivello: numeri che da soli raccontano poco. Perché questa gara non è solo distanza. È un viaggio. È una sfida contro il tempo, contro il corpo… e soprattutto contro i propri limiti.


Il racconto di un’impresa: Ion Coban, cuore Corriferrara

Tra i protagonisti di questa odissea moderna, spicca il nome di Ion Coban, portacolori Corriferrara, autore di una gara straordinaria conclusa con un 2° posto assoluto.

Le sue parole raccontano molto più di qualsiasi classifica:

Dopo aver fatto la mia prima gara da 100K l'anno scorso, con ottimo risultato finale, quest'anno ho alzato l'asticella iscrivendomi alla gara da 100M (161km). Percorso e panorami bellissimi, come tipico delle gare Toscane, con un'ottima organizzazione e gestione da parte degli organizzatori. Per quanto riguarda la gara ero un po' preoccupato alla partenza. Non avendo mai affrontano una distanza così lunga, anche se il dislivello complessivo di circa 5800m non è impossibile, ma allo stesso modo sono molto emozionato per questo viaggio lungo 100 miglia che sta iniziando. Inizialmente parto piano anche perché ho i quadricipiti che non sono al massimo (il primo pensiero che mi viene è di aver esagerato come al solito con gli allenamenti e di non avendo scaricato abbastanza prima di una gara così lunga). Con il trascorrere del tempo i muscoli si sciolgono e riesco a correre bene aumentando il passo. Al 20° km raggiungo il vincitore dell'anno scorso. Ci scambiamo alcune parole e gli faccio i complimenti per la sua vittoria. Da lì a poco raggiungo la quarta posizione che mantengo per gran parte della gara. Il primo purtroppo è già scappato via, un certo Marco Biondi 😃, che per chi frequenta il mondo Trail sa benissimo che è molto forte ed irraggiungibile mentre il secondo e terzo concorrente corrono assieme e mi precedono di 4-5 minuti. Purtroppo, uno si fa male ed è costretto a ritirarsi mentre il secondo rallenta per dei problemi, ma nonostante tutto riesce a concludere la gara in terza posizione. Dal 120° km in poi (la massima distanza che avevo percorso percorsa prima in una gara) affronto esperienze e sensazioni mai provate prima e con tanti dubbi che ho sulla reazione del mio fisico. Dal 130° km i quadricipiti sono già a pezzi, in discesa e nel piano si rallenta di parecchio e ogni passo è una sofferenza con i muscoli che mi chiedono di avere pietà nei loro confronti. Paradossalmente, preferisco a camminare veloce in salita piuttosto che corricchiare in discesa, e questa condizione me la porto per il resto della gara. Alla fine, riesco a fare un buon risultato finale e mi posiziono come secondo assoluto, arrivando con 1ora e 15 minuti circa di vantaggio rispetto al vincitore dell'anno prima e non posso che essere contento per questo grande traguardo ottenuto. Terzo nel 2025, secondo questo giro

   e a questo punto non mi resta che incrociare le dita per il futuro"


Tra fatica e bellezza: l’anima della Tuscany Crossing

Correre la Tuscany Crossing significa attraversare un museo a cielo aperto. I sentieri si snodano tra borghi senza tempo, strade bianche iconiche e panorami che cambiano luce a ogni ora del giorno.

Qualche curiosità che rende questa gara unica:

  • 🌄 Patrimonio UNESCO: la Val d’Orcia è una delle zone più fotografate al mondo, simbolo del paesaggio toscano
  • 🌙 Notte e solitudine: gran parte della M100 si corre al buio, dove restano solo respiro, frontale e pensieri
  • 🏛️ Borghi storici: passaggi vicino a perle come Pienza e Montalcino
  • 🍷 Terra di Brunello: si corre tra vigne leggendarie… anche se durante la gara l’unico “nettare” concesso è quello dei ristori

Oltre il traguardo

La prestazione di Ion Coban non è solo un risultato sportivo. È il simbolo di una crescita, di un percorso costruito chilometro dopo chilometro, gara dopo gara.

Dalla 100K alla 100 miglia. Dal terzo posto al secondo.
E davanti… solo l’orizzonte.

La Tuscany Crossing resta così: una linea sottile tra fatica e poesia, tra crisi e rinascita.
E chi la percorre fino in fondo, non torna mai davvero lo stesso.







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