giovedì 13 novembre 2025

Riepilogo attività settimanale e punti che saranno assegnati.

 

Settimana Corriferrara – tra podi, strade e orizzonti

C’è chi dice che correre sia un modo per perdersi.
Noi pensiamo invece che sia un modo per ritrovarsi, magari dietro una curva, tra la nebbia di Ferrara o il profilo dei colli padovani.

È stata una settimana fruttuosa per i nostri colori: 99 atleti, 5 località, 1595 chilometri percorsi, e un dislivello che sembra un romanzo: 4.500 metri di emozioni verticali.

A Ferrara, tra mura antiche e strade che profumano di storia, i nostri si sono distinti come capitani d’altri tempi.


🏆 Patrizia Bigoni sale sul podio come 3ª assoluta e 2ª di categoria,
Aniello Sarno e Alessandro Medri conquistano la vetta delle rispettive categorie,
mentre Denis Grandi, Matteo Benetti, Laura Garcia Gonzalez, Lucia Scagliarini, Alessio Zambrini e Michele Longhi completano il bottino d’onore con piazzamenti da veri corsari del podismo.

Tra i più giovani, al Trofeo Città di Ferrara,
Leonardo Valarini è 2° tra gli esordienti,
e Marco Delli Gatti 3° tra i ragazzi  segni che il futuro, per Corriferrara, ha già gambe veloci.

Intanto, a Ravenna, tra i mosaici e l’eco del mare, ben 60 atleti Corriferrara hanno preso parte alle varie distanze della Maratona, Mezza Maratona e 10 km, portando la nostra bandiera a correre tra storia e respiro di mare.

Al Trail di San Martino di Carbonara di Rovolon, i sentieri del Veneto hanno messo alla prova fiato e cuore, mentre a Mezzolara, nel Trofeo Massimo Miccoli, Paola Pantaleoni ha trionfato con eleganza conquistando la 1ª di categoria.
A Granarolo Faentino e Crema, tra colline e pianure, i nostri passi hanno continuato a intrecciarsi come righe di un’unica lunga storia arancione.

In questa settimana di strade e di gloria, ogni atleta Corriferrara ha scritto un piccolo frammento di avventura.
Perché, come direbbe Corto Maltese, “non è importante dove si corre, ma con quale spirito si attraversa il mondo.”












mercoledì 12 novembre 2025

Trail di San Martino: cuore, gambe e Colli Euganei

 

Trail di San Martino: dove la fatica diventa poesia

C’è un momento, appena prima del via, in cui il respiro del bosco sembra fondersi con quello dei corridori. È mattina presto a Carbonara di Rovolon, e il cielo dei Colli Euganei ha quel colore   che solo novembre sa regalare: un grigio tenue, che profuma di pioggia e di foglie bagnate. Il Trail di San Martino non è una gara qualsiasi. 

È una di quelle corse che senti nella pelle, negli occhi, nel cuore. 17 chilometri, 900 metri di dislivello, una lunga carezza  a tratti ruvida, a tratti dolce  tra castagni, corbezzoli e silenzi.

Il bosco si apre, e i passi diventano tamburi. Le prime salite bruciano: 500 metri di dislivello nei primi 4,5 chilometri che piegano le gambe ma accendono l’anima. Il fiato corto, il battito forte. La terra che scivola sotto le scarpe. Eppure, c’è una leggerezza inspiegabile: come se ogni sforzo fosse un ritorno a casa.

Correre nel Parco dei Colli Euganei è un po’ come tornare a casa, su sentieri conosciuti” dice Renato Finco, il viso arrossato, il sorriso ancora vibrante di adrenalina. “Tra i castagni e i corbezzoli multicolore, Gara tosta con un D+ 500m nei primi 4.5 km che ha scaldato i muscoli adrenalina a mille, emozionato  quasi come  a un concerto degli AC DC , sempre meraviglioso.

E in effetti, c’è qualcosa di rock in questa corsa: le salite che bruciano, il sudore che scende, la fatica che vibra nel petto come una chitarra elettrica. Ma c’è anche dolcezza , quella dei panorami che si aprono all’improvviso, dei sorrisi scambiati tra sconosciuti, del silenzio del bosco dopo il traguardo.

Nel Parco dei Colli Euganei la fatica diventa poesia, e chi corre lascia dietro di sé una scia invisibile fatta di terra, sudore e gratitudine. Perché ci sono luoghi che non si attraversano soltanto: ti attraversano loro.








martedì 11 novembre 2025

Maratonina città di Crema

 

Maratonina di Crema 2025 – Emozioni e record personali nella città del Torrazzo

Domenica 9 novembre 2025, la città di Crema ha accolto con il suo fascino autunnale la tradizionale Maratonina di Crema, gara podistica sulla distanza di 21,097 km che ogni anno richiama centinaia di runner da tutta Italia. Strade e piazze del centro storico, con i loro scorci rinascimentali e l’inconfondibile profilo del Duomo di Santa Maria Assunta, hanno fatto da cornice a una mattinata di sport, passione e condivisione.

Crema, cuore pulsante della pianura lombarda, è una città che unisce storia e leggenda. Si racconta che il suo nome derivi dal termine celtico “cremen”, ovvero “collina”, in riferimento al piccolo rialzo su cui sorge il centro storico, oppure da un’antica figura mitologica, la fanciulla “Crema”, amata da un eroe padano e divenuta simbolo di grazia e tenacia , proprio come quella mostrata dai tanti atleti che hanno affrontato la mezza maratona.

Tra i protagonisti della giornata, il nostro Michele Burgio che ha vissuto una gara indimenticabile, centrando l’obiettivo di migliorare il proprio personal best. Ecco le sue parole a caldo:

Finalmente arrivo alla mia ultima mezza dell’anno con l’intento di migliorare il mio PB. Giornata autunnale con tanta partecipazione e diversi atleti di spicco. Rispetto alla mia precedente mezza, di un paio di settimane fa, volevo divertirmi e sentire bene le emozioni che ti infonde la corsa — soprattutto quell’ultimo km nel cuore del centro storico: fantastico! Migliorato il mio PB di alcuni minuti e gestito molto meglio le difficoltà durante la corsa. Tutto molto bello. Ottima organizzazione, numerosi gli atleti delle competitive e non, insomma una corsa da consigliare!

Parole che riassumono perfettamente lo spirito della Maratonina di Crema: una competizione curata nei dettagli, dove l’impegno sportivo si intreccia con la bellezza del luogo e con l’entusiasmo del pubblico. L’energia dei partecipanti, le vie accese dai colori delle divise e il calore degli spettatori hanno reso ancora una volta questa manifestazione un appuntamento imperdibile per chi ama la corsa e le emozioni autentiche.




Maratona di Ravenna, storie di sport e amicizia.

 

Ravenna, città del Paradiso. Tra mosaici, anime in corsa e l’eco di Dante

Là dove le tessere d’oro dei mosaici bizantini riflettono la luce dell’eterno, Ravenna si è fatta ancora una volta tempio di bellezza e fatica, accogliendo  domenica 9 novembre 2025  la Maratona di Ravenna Città d’Arte.
Sotto lo stesso cielo che vide Dante Alighieri trovare il suo ultimo rifugio e comporre il Paradiso, centinaia di anime in corsa hanno celebrato la propria ascesa laica, tra storia, sudore e spirito di fraternità.

Fra le vie ornate da mosaici e memorie, la città  dove ogni pietra racconta un canto, ha accolto anche la Corriferrara, forte di 60 atleti impegnati tra maratona, mezza maratona e la 10 km non competitiva. Una sinfonia di colori e passi, di sorrisi e fatica condivisa.


Luce di performance e amicizia

Tra le stelle di questa giornata, quattro nomi hanno brillato con la luce del loro personal best:

  • Renato Negri, protagonista di una maratona di forza e lucidità, capace di firmare un nuovo traguardo personale.

  • Caterina Maietti, che ha migliorato il proprio PB, con la grazia di chi corre col cuore più che con il cronometro.

  • Federico Oliani, capace di trasformare ironia e fatica in successo.

  • Sara Sacchelli, che in Ravenna ha trovato la magia dell’insieme e la conferma del proprio valore.

  • Andrea Rubbini che con l'aiuto di Sara ed Ilaria ottiene il PB sulla distanza

  • Accanto a loro, il sorriso e l’emozione del debutto: Cristian Mantovani,   al suo esordio nella mezza maratona, ha corso con cuore e gratitudine, raccontando un’esperienza fatta di gioie, dolori e meraviglia. Un primo passo che diventa canto di iniziazione, là dove sport e arte si fondono in un’unica, luminosa emozione.

  • E ancora, la gioia condivisa di Andrea Rubbini, che nella mezza dei 21,097 km ha ritrovato l’entusiasmo del ritorno a Ravenna, la forza della compagnia e la felicità di un PB conquistato insieme a Sara e Ilaria,  sigillando la giornata con una piadina, una birra e il sorriso della medaglia. Un arrivederci già scritto per il 2026, con lo sguardo rivolto chissà  verso la distanza regina.

Ma il vero canto di questa giornata è quello dell’amicizia, che come nel Paradiso dantesco si fa forza motrice di ogni conquista.
È la storia di Chiara Rosignoli, che da atleta si è trasformata in coach per l’amico Juri Gianella: un obiettivo fissato a 1:40, superato oltre ogni attesa con un incredibile 1:33:42, suggellato da un arrivo mano nella mano e gli occhi al cielo. 

Un gesto che pare un verso scritto da Dante stesso: «L’amor che move il sole e l’altre stelle».

E poi c’è la storia di Laura Varolo, pellegrina della maratona, che ha affrontato i 42 km e 195 metri come un cammino interiore. Accanto a lei, un altro atto di amore sportivo e umano: l’amico Antonangelo, pacer delle 4 ore e 30, che vedendola in difficoltà ha rinunciato al proprio obiettivo per accompagnarla fino al traguardo
Un passo dopo l’altro, fino all’ultima falcata, ha scelto di mettere l’amicizia davanti al tempo, l’anima davanti al risultato.
In quell’arrivo condiviso si è compiuta la loro vittoria: non quella segnata dal cronometro, ma quella scolpita nel cuore.


Le voci degli atleti

Sara Sacchelli:
"Ravenna è magica. Nonostante il porfido, nonostante qualche pecca sui ristori, nonostante il percorso non troppo veloce. Però si corre sempre insieme. Ci si porta al traguardo l’uno con l’altro. Poi quest’anno prime partecipazioni alle gare per gli amici della running school e ti senti parte di una squadra fantastica. Medaglia bellissima e un PB per tutti che aiuta l’autostima (grazie alle mie lepri!!)."

Caterina Maietti:
"Partita poco convinta anche perché c’era veramente tanta tanta gente ne è uscito un bel tempo migliorando il mio PB anche se di poco. La medaglia è sempre bella."

Cristian Mantovani:
"E' stata la mia prima mezza maratona,   per descrivere tutte le emozioni, le gioie, i dolori, nella fase di preparazione sono contentissimo di aver partecipato e ottenuto il tempo che mi ero prefissato nonostante tutto. Il contesto che combina sport e cultura e le varietà di monumenti storici si incontrano nel percorso assieme al clima della gente della musica ha reso questa giornata direi per me indimenticabile."

Laura Varolo:
"Oggi 9 novembre ho corso la maratona di Ravenna.... percorso tra mosaici bizantini, parco ,ma anche tanti km in rettilinei deserti resi meno faticosi dalle persone sempre sorridenti dei ristorie dalle persone in gara con le quali si condividono sensazioni ed emozioni. Sapevo sin dalla partenza che sarebbe stata una gara dura, perché non avevo una preparazione adeguata ma il mio motto è sempre arrivare... non si molla... arrivo o correndo o camminando. Purtroppo non ho molto tempo per allenarmi ma a me piacciono molto le gare lunghe perché la fatica è l'unica cosa che mi toglie l'attenzione tutto lo stress dei pensieri negativi. Il corpo ha presentato presto il conto e il percorso è diventato presto una via crucis personale. Ma proprio quando meno te lo aspetti le cose possono cambiare... il mio caro amico, che mi ha preparato per la mia prima maratona a Roma.... faceva il pacer delle 4 ore e 30... lui che aveva la preparazione per portare a termine il suo obiettivo , quando mi ha vista in difficoltà ha scelto di sacrificare il suo obiettivo per portare a termine il mio. È rimasto al mio fianco passo dopo passo. Arrivare al traguardo non è stato solo completare 42 km 195 metri ma avere avuto la dimostrazione di un amico che ha messo il mio obiettivo di arrivare... davanti al suo. Le imprese si realizzano grazie anche alla forza che di danno gli altri. Il vero trionfo non è stato quello del tempo segnato dal cronometro ma dalla profonda amicizia del mio caro amico Antonangelo che mi ha accompagnato fino all' ultima falcata."

Chiara Rosignoli:
"Una gara per me un po diversa! Da coach. Un obbiettivo fissato a 1.40, ma felicemente centrato a 1:33:42. dopo mesi e tabelle fatte per Juri Gianella, felicità per lui e tanta soddisfazione per me."

Federico Oliani:
"In realtà mi sono iscritto solo perché mi mancava l’ambita medaglia con il mosaico... e mi sono ritrovato al mattino presto con 7 gradi, vento, una indigestione dal sushi del giorno prima e solo una canotta smanicata perché 'tanto c’è caldo'. Correre veloce o farsela addosso, non c’era alternativa: ed ecco come ho fatto il personale. Ciliegina sulla torta: Arrivo alle 11 sotto l’arco di arrivo e giustamente mi dicono che le navette partiranno tra un’ora. Panico. Mi avvio velocemente alla macchina che avevo lasciato all’expo... sudato e congelato. La vera gara di velocità inizia adesso: arrivare alla tazza di casa prima dell’inevitabile. Missione compiuta."

Sara Previati:
"Sempre bella come gara anche se a mio avviso l'organizzazione del post gara potrebbe migliorare (scomodo il ritorno al Pala De Andrè) comunque la corsa tra le vie storiche ha sempre il suo fascino e la medaglia è il TOP!"

Andrea Rubbini:
"Distanza dei 21.097Km, domenica torno a Ravenna pieno di entusiasmo ed in piacevolissima compagnia 😊.
La giornata va in maniera spettacolare: una grande festa del running, super partecipata e ben organizzata, conclusa con un PB (soprattutto grazie a Sara e Ilaria con cui ho condiviso praticamente tutti i 21K) ed una super piada&birra con medaglia al collo!
Appuntamento già in calendario per il 2026, con un pensiero alla distanza regina.."

Maria Giuseppina Santoro :

Per quanto mi riguarda una maratona del genere (organizzata nel miglior dei modi)era la prima volta che la facevo da quando a settembre  mi sono iscritta al corso di fitwalking sono stata a Formignana (6 km)Quella di Castenaso(11 km)e quella di Calderara(10 km)ma questa di Ravenna è  stata spettacolare camminare sul Darsena è  stato fantastico vedere quelle panchine fatte con il mosaico(l unica cosa che mi ricordo perché avevamo un obiettivo io e le 2 ragazze che erano con me ed era quello di fare 10 km in meno di 1 ora e 45 minuti...e udite udite....Ce l' abbiamo fatta 1 ora e 37 min.). Siamo tornate a casa felici e con una medaglia stupenda come la città che ci ha ospitato


Epifania finale

E così, tra mosaici che riflettono la luce del cielo e le parole di Dante che ancora abitano l’aria, la Corriferrara ha scritto un nuovo canto della sua commedia sportiva.
In Ravenna, città del Paradiso, ognuno ha corso la propria parabola, e nell’intreccio di amicizie, sorrisi e sacrifici, ha trovato la sua piccola eternità.
























lunedì 10 novembre 2025

Trofeo città di Ferrara 1^ Tappa

 

Il richiamo della terra: la corsa campestre del Santuario del Poggetto

C’è qualcosa di primordiale nella corsa campestre. Niente asfalto, niente linee bianche, niente cronometri ossessivi: solo il respiro, il battito del cuore e il fango che ti risucchia i piedi come a ricordarti che, prima di tutto, sei parte della terra.
Domenica 9 novembre 2025, ai piedi del Santuario della Madonna del Poggetto (FE), quel richiamo antico ha risuonato forte. È stata la prima tappa del Trofeo Città di Ferrara, e il prato sacro che circonda il santuario si è trasformato in un’arena viva, piena di gambe, fiato e passione.

Una grande partecipazione ha animato la giornata: giovani promesse, veterani dal passo esperto, e un folto gruppo di atleti Corriferrara, capaci di portare i colori sociali sul podio in quasi ogni categoria.


I protagonisti Corriferrara

Il vento e la terra hanno premiato chi non ha avuto paura di sporcarsi, di spingere, di lasciare tutto là, tra le zolle e l’erba umida.
Ecco i nostri podisti sul podio:

  • Patrizia Bigoni – 3ª assoluta, 2ª di categoria

  • Aniello Sarno – 1° di categoria

  • Alessandro Medri – 1° di categoria

  • Denis Grandi – 2° di categoria

  • Matteo Benetti – 2° di categoria

  • Laura Garcia Gonzalez – 2ª di categoria

  • Lucia Scagliarini – 3ª di categoria

  • Alessio Zambrini – 3° di categoria

  • Michele Longhi – 3° di categoria

  • Valarini Leonardo – 2° di categoria esordienti

  • Delli Gatti Marco – 3° di categoria ragazzi

Una squadra compatta, capace di lasciare il segno in ogni fascia d’età, a dimostrazione che la passione per la corsa non ha confini.


Le voci dal fango

«È stato bellissimo tornare nella mischia. Per migliorare ci sarà tempo...»
Così ha commentato il presidente della Corriferra Massimo Corà, sintetizzando in poche parole lo spirito della giornata: più che la prestazione, conta esserci, sentire di nuovo l’adrenalina e la comunità che solo una campestre sa creare.

Alessandro Medri, tornato a calcare i percorsi sterrati dopo una lunga pausa, ha raccontato:
«Ritorno alle campestri dopo molto tempo. Gara dura ma con belle sensazioni. Non vedo l’ora di fare le prossime due...»

E Denis Grandi ha aggiunto un pensiero che sa di speranza:
«Prima tappa di tre del Trofeo Città di Ferrara di corsa campestre con la classica apertura al Santuario del Poggetto ed una partecipazione soprattutto nelle categorie giovanili molto buona come ormai non si vedeva da qualche anno... Sicuramente un buon segnale di ripresa (si spera) per il movimento crossistico provinciale che nell’ultimo periodo stava faticando un pochino. Giornata bella e frizzante, mi sono divertito.»


Più che una corsa

La campestre non è solo una gara: è un ritorno all’essenza.
È correre con il fiato corto e la mente libera, affondare nella terra e sentirsi vivi. È ricordarsi che, prima di ogni podio, di ogni medaglia, di ogni tempo ufficiale, c’è la gioia pura del movimento.

Al Santuario del Poggetto, quella gioia è tornata a farsi sentire forte, mescolata al profumo dell’erba e alla voce dei ragazzi che si rincorrono.
Un segnale che il cross ferrarese è più vivo che mai  e che la strada, anzi il sentiero, è tracciato.






domenica 9 novembre 2025

Mezzolara, Trofeo Massimo Miccoli. Paola Pantaleoni 1^ di categoria.

 

Paola e Mauro: di corsa, insieme, tra ghiaia e sogni – Trofeo Massimo Miccoli 2025

C’è qualcosa di teneramente epico nel vedere una coppia che corre insieme, Paola Pantaleoni e Mauro Robustini, coppia nella vita e compagni di squadra per Corriferrara.. Domenica 9 novembre, a Mezzolara, durante il Trofeo Massimo Miccoli, il cielo si è aperto su un percorso di 8,3 km fatto di asfalto, ghiaia ed erba: un mosaico di superfici, come la vita stessa, dove ogni passo racconta una storia.

Paola Pantaleoni, per Corriferrara, continua la sua scia luminosa di risultati e conquista ancora una volta il 1° posto di categoria. La sua corsa ha qualcosa di leggero e deciso insieme la determinazione di chi non corre per fuggire, ma per ritrovarsi. “Dopo molti anni partecipo di nuovo a questa gara... mi sono divertita! Mi piacciono queste garette!” racconta Paola, con quel sorriso che si sente anche tra le righe. E poi aggiunge, quasi con la dolcezza di chi pensa prima all’altro: “E finalmente anche Robu sta tornando piano piano ai suoi tempi di gara.

Già, Robu, al secolo Mauro Robustini, che dopo l’infortunio sta risalendo la sua personale collina. Non si lamenta, non forza: ascolta le gambe, il respiro, il cuore. E questa volta, il cronometro torna a sorridergli. “Percorso misto asfalto, ghiaia e campestre, ma finalmente corro senza troppa fatica dall’inizio alla fine... dopo tanti mesi vedo il mio crono sui 5,30 al km. Molto soddisfatto.” Una frase semplice, ma piena di sollievo e orgoglio, perché dietro ogni numero c’è una storia di costanza, di ripartenze e di fiducia in sé stessi.

L’organizzazione del Gruppo Cinque Cerchi è stata impeccabile: Palasport a disposizione per spogliatoi, docce bollenti, phon, deposito borse e ristori con tè caldo e crostata dettagli che, in una fredda mattina di novembre, scaldano quanto un abbraccio.

E così, tra il profumo dell’erba bagnata e il battito dei passi sul ghiaione, Paola e Mauro ci ricordano che la corsa, in fondo, è una metafora d’amore: non importa chi arriva prima, ma chi non smette mai di correre insieme.







giovedì 6 novembre 2025

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

Il Vento Corre con Noi – Cronache di Corriferrara

C’è qualcosa di antico e meraviglioso nel passo che si posa sulla terra, nel respiro che si intreccia al vento e nell’eco di una corsa che attraversa città, colline e oceani. Questa settimana, il popolo di Corriferrara ha lasciato le sue impronte in sei luoghi diversi, portando con sé lo spirito indomito dei corridori che non temono distanza né dislivello.

Da Roma, dove la Corsa dei Santi ha risuonato fra le ombre del Colosseo e il sole d’autunno sui sampietrini, fino a Pozzonovo, dove i campi veneti hanno accolto la Camminata autunnale tra nebbie leggere e profumo di terra umida.

Nei boschi selvaggi di Palazzuolo sul Senio, il Trail del Cinghiale ha chiamato i più temerari: sentieri di fango e rocce, silenzi di montagna e il fiato corto di chi affronta l’impossibile. Qui, Ion Coban ha scritto una pagina di forza e determinazione, conquistando un magnifico 3° posto assoluto nella durissima prova da 100 km  un’impresa che ha il sapore dell’epica.

A Molinella, lungo le acque e i sentieri della Vallazza, tre regine hanno brillato: Rosanna Albertin e Paola Pantaleoni, prime di categoria, e Caterina Maietti, terza. Le loro corse hanno avuto la grazia e la forza del vento che non si piega.

A Castagnero, tra castagne e colline, la Marcia delle Castagne ha visto corridori salire e scendere fra boschi dorati; mentre oltre l’oceano, a New York, le strade infinite della metropoli hanno accolto la leggenda: la Maratona, 42,195 km di emozione pura, dove il cuore batte in mille lingue e i sogni corrono insieme.

In totale, 40 atleti, 948 chilometri percorsi e 14.950 metri di dislivello: un’onda di energia che unisce l’Italia e l’America, il respiro del gruppo e la voce di ogni singolo passo.

E quando il sole tramonta sulle strade ormai silenziose, resta l’eco di ciò che li unisce: la passione, la fatica, e quella scintilla che rende ogni corsa una piccola epopea.

Corriferrara non corre soltanto: attraversa il mondo, un passo alla volta, sospinta dal vento del cuore.