martedì 7 ottobre 2025

Cardiff, nuovi PB per Chiara Rosignoli e Patrizia Bigoni

 

Sotto l’Ala del Drago Rosso – La Leggenda della Mezza Maratona di Cardiff

In un’alba velata di bruma, quando il respiro del mare di Cymru si mescola al canto delle colline, il drago rosso si è destato.
Dal suo battito d’ali si è levato un vento che ha attraversato le strade di Cardiff, capitale di leggende e cuore ardente del Galles.
Era il 5 ottobre dell’anno 2025, e sulle sue vie lastricate di storia sono accorsi in ventinovemila: uomini e donne giunti da ogni terra, chiamati non dal suono delle trombe, ma dal richiamo antico della corsa , quel ritmo che unisce il corpo e lo spirito alla terra che lo sostiene.

Tra essi, sette guerrieri recavano i colori di Corriferrara, e nei loro occhi ardeva la luce di chi percorre non solo chilometri, ma destini.
Essi erano Michele Franceschini, Loredana Gagliano, Chiara Pellegatti Ricci, Antonella Lambertini, Lucy Nastasi, Chiara Rosignoli e Patrizia Bigoni ,  cercatori di vento, viandanti del sogno.

Tutti erano pellegrini del vento, viandanti di un cammino chiamato Super Half  un viaggio che li ha condotti da Lisbona a Copenaghen, da Valencia a Berlino, e che ancora li attende a Praga, dove nel marzo 2026 compiranno il cerchio del loro destino.
Ma in questo giorno di Cardiff, una tra loro ha scritto la parola fine su un capitolo di luce: Chiara Rosignoli, che nel giorno del drago chiuse il cerchio del suo destino e completò il circuito conquistando la medaglia delle Super Half  Il suo passo fu canto, il suo tempo 01:31:27, un sigillo inciso sul vento.

Con questo tempo ottenne il suo Personal Best, divenne terza donna italiana assoluta, ottantunesima su 11.236 donne, e settima tra le 1249 guerriere F40.
Il drago rosso le soffiò dietro le spalle, e il suo spirito, colmo di luce, prese il volo insieme al respiro di Cardiff. Così, sotto l’occhio del drago, Chiara chiuse un viaggio di tre anni, coronato da un sorriso e da un lampo di gloria.

Le sue parole, come un incantesimo, rimarranno scolpite nella memoria dei venti:

Cardiff Half Marathon… qui stavo realizzando la fine di un meraviglioso percorso.
Lisbona, Copenaghen, Praga, Valencia, Berlino, Cardiff…
un viaggio durato tre anni.
Cardiff, l’ultima gara, conclusa con un bellissimo tempo, un PB desiderato, voluto, realizzato
.”

E accanto a lei, Patrizia Bigoni,  la compagna di corsa, trovò finalmente il suo sogno inseguito:

il personal best tanto cercato, 01:35:21,   come una gemma nascosta nella roccia del tempo. A coronare la prestazione, si classificò  5^ donna italiana e 10^ di categoria.

Gli altri valorosi di Corriferrara percorsero il tracciato tra la folla e i castelli, tra il fragore degli applausi e il sussurro del mare.
Ogni passo raccontava una storia: non di fatica, ma di appartenenza; non di gara, ma di destino.

E quando il sole tramontò dietro le mura di Cardiff, il drago rosso tornò a dormire sotto la collina.
Ma si dice che, nelle notti di vento, il suo respiro ancora riecheggi sul Tamigi del Galles, portando con sé un nome, un grido, una leggenda:

“Corriferrara… 


corri come il drago, vivi come il vento.” 








Trento Half Marathon

 


Tra le montagne e il respiro dell’autunno: la Mezza Maratona di Trento 2025

Domenica 5 ottobre, Trento si è svegliata con l’aria frizzante d’autunno e il profumo delle mele appena raccolte. Le Dolomiti, ancora illuminate dal primo sole, sembravano fare da cornice perfetta alla Mezza Maratona di Trento, una corsa che ogni anno sa unire sport, tradizione e paesaggio in un’unica, meravigliosa sinfonia.

Le strade del centro, ornate di bandiere e applausi, hanno visto sfilare centinaia di corridori provenienti da tutta Italia e anche da oltre confine. Tra loro, con il sorriso di chi corre per passione vera, c’era Laura Varolo, in rappresentanza della Corriferrara.
Con la sua inconfondibile divisa bianco-blu, Laura ha portato un tocco di spirito emiliano tra le montagne trentine, affrontando i 21 chilometri e 97 metri con determinazione e leggerezza, passo dopo passo, respiro dopo respiro.

Il percorso, tra le vie lastricate del centro storico e i tratti lungo l’Adige, offriva scorci da cartolina: le campane di Piazza Duomo, le mura antiche e lo sguardo sempre rivolto alle cime lontane. Laura ha saputo godersi ogni metro, sostenuta dall’incoraggiamento del pubblico e dal calore di una città che sa accogliere i runner come vecchi amici.

All’arrivo, tra il tintinnio delle medaglie e il profumo di strudel caldo, il sorriso di Laura raccontava tutto: la fatica, la soddisfazione, la bellezza di una corsa che non è solo cronometro, ma emozione pura.
Per Laura un’altra giornata da ricordare: fatta di sport e paesaggi che restano nel cuore.

E mentre il sole calava dietro il Monte Bondone, con le prime note di una fisarmonica nell’aria, Trento salutava i suoi corridori con l’eleganza e il calore tipici del Tirolo.
Una mezza maratona che è molto più di una gara: è una festa del corpo e dell’anima.



Corsa di Pui, Corriferrara 127 iscritti 1^ società, Rosanna Albertin 2^ assoluta.

 

Corsa di Pui 2025 — L’eco dell’asfalto bagnato

Formignana, 5 ottobre 2025.
La pioggia cadeva come un codice indecifrabile sulle strade di pianura, disegnando riflessi liquidi tra le luci opache dei lampioni e il respiro metallico del mattino. In questo scenario da fine mondo, la Corsa di Pui non si è fermata. Né il cielo, né il fango, né il vento hanno potuto dissuadere chi, ancora una volta, ha scelto di misurarsi con sé stesso e con l’asfalto.

Due tracciati: 16 chilometri di resistenza e 5 chilometri di velocità. Due dimensioni dello stesso impulso umano, correre, sfidare la fatica, sentire la pioggia come una benedizione o una punizione, a seconda dello sguardo.

Tra i partecipanti, le sagome di 127 atleti della Corriferrara, la società che ha conquistato il primato numerico come un esercito disciplinato di luci nella nebbia. Le loro divise biancoblu, bagnate e brillanti,


tagliavano la grigia coltre del cielo come segnali d’allarme in una città dimenticata dal sole.

Nella corsa femminile, Rosanna Albertin 


ha inciso il suo nome tra i battiti del temporale, conquistando il secondo posto assoluto. Un risultato che risuona come un battito elettronico, preciso, instancabile  una macchina umana che non si arrende al tempo né alle condizioni.

La pioggia non è stata un ostacolo, ma un elemento narrativo. Ha trasformato la gara in un film distopico dove ogni passo era un atto di volontà, ogni respiro una scintilla contro l’oscurità. Nessuno si è arreso alla pioggia.
I podisti hanno affrontato la strada come un rito: occhi bassi, cuore alto, consapevoli che il traguardo non è mai solo un arco da oltrepassare, ma una soglia tra ciò che eravamo e ciò che scegliamo di diventare.
Alla fine, i corridori hanno tagliato il traguardo come replicanti consapevoli: stanchi, bagnati… ma felici.

E mentre l’acqua continuava a cadere,   qualcuno mormorava parole perdute nel rumore del temporale:

“Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… corridori dissolversi nella pioggia, lampi riflettersi sulle maglie bianco-blu, sogni evaporare come vapore sull’asfalto. Tutti quei momenti andranno perduti, come lacrime nella pioggia… Ma non oggi.”

Tempo pessimo ma molto felice della giornata.  A nemmeno un mese dall'iscrizione alla Corriferrara ho già fatto miglioramenti incredibili. Simona Casoni

Formignana, ottobre 2025. Luci nella pioggia. Uomini e donne che non si fermano.

Forlani Nicola(non Andrea)












Adria Half Marathon, Franca Panagin 1^ di categoria, Corriferrara 5^ società per iscritti

 


🌬️ Cuori e passi nella pioggia: l’incanto della prima Adria Half Marathon

Domenica 5 ottobre 2025, Adria si è svegliata sotto un cielo cupo, attraversato da raffiche di vento e da una pioggia fine, quasi ostinata. Eppure, in quelle ore di autunno incerto, la città ha brillato di energia e coraggio grazie alla prima edizione dell’Adria Half Marathon, un evento che ha saputo unire sport, amicizia e passione in un’unica grande emozione.

L’iniziativa, organizzata per celebrare i 50 anni dei Podisti Adria, ha proposto due percorsi: la mezza maratona da 21,097 km e la camminata non competitiva di 8 km. Due modi diversi di vivere lo stesso spirito: quello del muoversi insieme, sfidando il tempo meteorologico e non solo.


💨 Il fascino di correre contro il vento

Fin dalle prime ore del mattino, le previsioni non lasciavano speranza: pioggia, vento e freddo. Eppure, più che una corsa, la giornata si è trasformata in un inno alla determinazione.

Tra i partecipanti, Valeria Zambon racconta con il cuore la sua esperienza nella camminata di 8 km:

Partiti con previsioni del tempo già bruttissime. Pioggia e vento molto fastidioso.
Un applauso ai volontari temerari che si sono trovati sul percorso, tra cui dei rappresentanti dei Camminatori per Caso di Ceregnano, compreso il Presidente Nicola.
Camminato poco, corricchiato per di più. Percorso bello, peccato per il tempo. A volte il vento ti spingeva via
.”

Ma, tra gocce e raffiche, c’è stato anche il calore umano:

Ho aspettato all’arrivo quasi tutti, incitandoli. È stato bello vedere la CorriFerrara sul podio come quinta società sportiva. La mia amica Franca Panagin prima di categoria sui 21 km e Ottorino Malfatto quarto. Anche tanti amici della Run It Rovigo sul podio, come Luca Favaro e il presidente Gasparetto. E poi il mio amico Petito, un altro giovane uomo che seguo nella sua carriera sportiva con affetto.”

Un racconto pieno di gratitudine, come solo chi ama davvero la corsa sa fare.


🏃‍♂️ Vento, pioggia e cuore d’atleta

Sulle strade bagnate di Adria, il primo a tagliare il traguardo della mezza maratona è stato Giorgio Dell’Osta Uzzel (Gruppo Marciatori Calalzo) con 1h19’33”. Al secondo posto Nicola Battocchio (Run It Rovigo), seguito da Marco Maglia (Atletica Paratico).

Tra le donne, la vittoria è andata a Sara Bragante (Run It Rovigo) in 1h32’49”, davanti ad Anna Raule (Gruppo Marciatori Calalzo) e Vittoria Cavalieri D’Oro (Running Club Comacchio).

Ma accanto ai nomi dei vincitori, risuonano le storie di chi ha corso per sé, per allenarsi, o semplicemente per esserci.
Come quella di Angelo Visentin, che ha affrontato la gara con spirito di preparazione, trasformando la difficoltà in risorsa:

Vento, pioggia, campestre. Utilizzato come lungo lento in vista della maratona di Verona.”

Poche parole, ma che racchiudono tutto: la tenacia di chi corre con la testa e il cuore, guardando oltre il traguardo.


🧡 La magia della comunità

Nonostante il maltempo, la città ha risposto con entusiasmo e partecipazione. Volontari sorridenti, associazioni unite e un pubblico che, anche sotto l’ombrello, ha trovato il modo di applaudire.

I Camminatori per Caso di Ceregnano hanno dato il loro contributo con presenza e spirito d’aiuto, mentre la CorriFerrara si è distinta come quinta società per numero di iscritti, confermando la forza del gruppo e la sua passione contagiosa.

È stato bello rivedere tanti amici,” conclude Valeria. “Anche se ci vediamo poco, è sempre un piacere.”


🌈 Un debutto che profuma di futuro

La prima Adria Half Marathon non è stata solo una gara: è stata una storia di resilienza e comunità, un piccolo miracolo sportivo bagnato di pioggia ma illuminato da sorrisi sinceri.

Sulle strade di Adria, tra le gocce e il vento, ognuno ha lasciato un’impronta  di fango, certo, ma anche di passione.
Perché la corsa, come la vita, è fatta di partenze sotto cieli grigi, di passi condivisi e di traguardi che, alla fine, si raggiungono sempre insieme.










giovedì 2 ottobre 2025

Riepilogo settimanale gare e punti assegnati e riepilogo mese di settembre

 

Corriferrara: passi che diventano storia, dal cuore d’Italia e all'estero

Ogni settimana Corriferrara non mette soltanto scarpe ai piedi, ma emozioni al vento. E così i chilometri diventano ricordi, le salite insegnamenti, i podi sorrisi condivisi.


La settimana che ci ha fatto viaggiare

Sono stati 41 atleti, in 11 località diverse, a scrivere questo nuovo capitolo della nostra storia infinita. Un totale di 840,861 km percorsi e 7349 metri di dislivello, con un filo che ha legato piazze, montagne, mari e perfino laghi leggendari.

  • Zola Predosa – Memorial Bruno Lolli (5 km)
    Una corsa breve, ma dal valore immenso: qui la memoria diventa energia, e Paola Pantaleoni e Paolo Callegari hanno onorato al meglio la gara salendo sul podio di categoria.

  • Levico Terme (TN) – Trenta Trentina (30 km)
    Tra i colori dei boschi trentini e il respiro dei laghi alpini, i nostri atleti hanno affrontato una prova lunga e impegnativa, dove la natura diventa compagna e sfida insieme.

  • Borgo San Lorenzo (FI) – Maratona del Mugello (42,195 km)
    La più antica maratona d’Italia ha visto brillare Chiara Rosignoli: 3^ di categoria e 4^ assoluta. Un risultato che profuma di storia e tradizione.

  • Mantova – Mezza maratona (21,097 km)
    Sulle strade della città dei Gonzaga, Rudy Davi e Matteo Marangoni hanno dato prova della loro forza, centrando entrambi il 2° posto di categoria.

  • Bassano del Grappa – La Mezza del Brenta (21,097 km)
    Un percorso che abbraccia ponti e storia, dove i passi si mischiano con la bellezza della città veneta.

  • Monza – Monza 21 (21,097 km e 10 km)
    Correre dentro il tempio della velocità, l’autodromo di Monza, regala sempre brividi speciali: qui il ritmo dei motori lascia spazio al battito dei cuori.

  • Marano sul Panaro – MaRun Trail (15,5 km / 11,5 km)
    Terra e sentieri, natura selvaggia e salite da domare: qui il trail diventa danza e resistenza.

  • Inverness (Scozia) – Loch Ness Marathon (42,195 km)
    Una maratona leggendaria, dove l’eco del mito del mostro di Loch Ness si confonde con la fatica e l’entusiasmo degli atleti.

  • Inverness – River Ness (10 km)
    La Scozia ci ha accolto con la forza dei suoi fiumi e il fascino delle sue colline, regalando un’esperienza internazionale indimenticabile.

  • Montegrotto – 5W Run (19/14/7 km)
    Tra terme e natura, una corsa che unisce sport e benessere in un abbraccio rigenerante.

  • Camogli – Rea Palus Trail (19 km)
    Tra mare e montagna, tra scogli e sentieri, una corsa che regala paesaggi da cartolina, con il profumo della salsedine che accompagna ogni passo.


Il respiro del mese di settembre

Ma non è stata solo la settimana a brillare: l’intero settembre è stato un mosaico grandioso.

  • 137 atleti impegnati

  • 40 località diverse

  • 2415,42 km percorsi

  • 27.059 metri di dislivello

  • 3 città estere (Inverness e Braemar in Scozia, Lubiana in Slovenia)

Un mese intenso, che ha visto i nostri atleti protagonisti in Italia e all’estero, con podi che si sono moltiplicati:

  • Grandi Denis – 1° assoluto + 1 volta 2° cat.

  • Bigoni Patrizia – 1^ assoluta

  • Lambertini Emanuela – 1 volta 3^ cat.

  • Rosignoli Chiara – 1^ cat. + 1 volta 3^ cat.

  • Albertin Rosanna – 2 volte 2^ cat.

  • Cavallini Vittorio – 1 volta 2° cat.

  • Callegari Paolo – 2 volte 2° cat. + 2 volte 3° cat.

  • Panagin Franca – 1 volta 3^ cat.

  • Pantaleoni Paola – 1 volta 1^ cat.

  • Rudy Davi – 1 volta 2° cat.

  • Marangoni Matteo – 1 volta 2° cat.


La corsa che non smette di raccontare

Dal Mugello alla Scozia, da Mantova al mare ligure, da Levico al Brenta: ogni località aggiunge un tassello alla storia infinita di Corriferrara.

Un cammino fatto di fatica e sorrisi, di chilometri e vittorie, di partenze e nuovi arrivi. Perché ogni volta che qualcuno di noi corre, non porta solo il proprio passo, ma il cuore di tutta la squadra.

mercoledì 1 ottobre 2025

La mezza del Brenta

 


La Mezza del Brenta 2025: da Bassano a Marostica e ritorno

Bassano del Grappa, 28 settembre 2025 – È dal campo di atletica di Santa Croce a Bassano che è partita e si è conclusa l’edizione 2025 della Mezza del Brenta, 21,097 km di fatica e bellezza lungo un percorso che unisce due città simbolo del Veneto.

Gli atleti hanno lasciato Bassano per dirigersi verso sud, fino a raggiungere – attorno al decimo chilometro – la suggestiva Piazza Castello di Marostica, cuore medievale della città degli scacchi. Dopo l’emozione del passaggio in quel contesto unico, la corsa ha preso la via del ritorno, riportando i partecipanti verso Bassano e chiudendo l’anello nuovamente al campo di atletica di Santa Croce, tra applausi e sorrisi.

Il tracciato ha offerto un alternarsi di salite e discese tra i centri storici e tratti pianeggianti che hanno permesso di spingere con regolarità, il tutto in una giornata resa ideale da un clima fresco e asciutto.

Come spesso accade, però, sono gli imprevisti e gli aneddoti a rendere la corsa memorabile. A raccontarlo con ironia è stato Federico Oliani:

“Quando la mattina della gara ti svegli in ritardo non sentendo nessuna delle tre sveglie che avevi puntato... può solo che finire con te che a casa ritrovi il chip ancora attaccato al pettorale. Nel mezzo hai corso 21 km con una calza lunga e una corta perché hai fatto il borsone super in fretta e hai sbagliato pure quello 🤣 perfetto. Ma torniamo alla gara... percorso divertente che unisce Bassano del Grappa a Marostica. Un misto di salite e discese per le vie dei centri storici e un lungo rettilineo pianeggiante che unisce le due cittadine. Clima ideale per fare un lungo senza morire... e al termine pasta party e birra per tutti.”

Una sintesi perfetta dello spirito della Mezza del Brenta: agonismo e convivialità, sudore e sorrisi. Dopo il traguardo, come da tradizione, il pasta party e la birra hanno trasformato la giornata in una vera festa, condivisa tra atleti, volontari e pubblico.

La Mezza del Brenta 2025 rimarrà nel ricordo non solo come una corsa ben organizzata e suggestiva, ma anche come esperienza collettiva, fatta di passione e leggerezza. Perché, alla fine, più dei tempi e delle classifiche, restano le storie che si portano a casa. 






La 5W Run a Montegrotto Terme

 


La 5W Run: Montegrotto Terme si sveglia di corsa

Montegrotto Terme, 28 settembre 2025 

C’è un’atmosfera speciale quando una città si sveglia al passo dei podisti. È successo domenica a Montegrotto, dove si è svolta la 5W Run, manifestazione non competitiva che ha saputo unire il piacere del movimento con la bellezza di un territorio che, all’alba, si è fatto scoprire nei suoi scorci più autentici.

Tre i percorsi proposti – 7, 14 e 19 chilometri – che hanno accolto camminatori e runner di ogni età e livello. Dalle vie cittadine, tranquille e silenziose, fino ai tratti più immersi nella natura, con alternanza di asfalto e sterrato, i partecipanti hanno potuto vivere Montegrotto con lo sguardo lento e il respiro attento, accompagnati da un’organizzazione impeccabile: volontari a ogni incrocio, ristori generosi, sorrisi e incoraggiamenti lungo tutta la strada.

Tra loro anche Valeria Zambon, che ha raccontato così la sua esperienza:
“Uscita a Montegrotto per una camminata di 7 /14 /19 km. Io ho fatto il percorso di 7 km, Franca, Otto e Laura 14 km in preparazione dei 21 km di domenica 5 ottobre ad Adria, Raffaello 19 km. Una Montegrotto al risveglio. Tanti partecipanti, volontari presenti in ogni incrocio, ristori abbondanti. Alla fine anche uno spettacolo di danza con i ballerini di una scuola moderna. Sono soddisfatta: 3 km camminando di riscaldamento e 4 di corsetta a 7’45 al km. Per me è già tanto. Prossima domenica camminata ad Adria per aspettare i miei amici all’arrivo.”

La corsa, infatti, non è stata solo fatica e respiro corto, ma anche condivisione e festa. Al termine, i partecipanti hanno potuto assistere a un coinvolgente spettacolo di danza che ha trasformato l’arrivo in un momento di comunità, tra applausi, musica e sorrisi.

La 5W Run ha ricordato ancora una volta che lo sport non è solo competizione, ma anche scoperta del territorio, incontro con gli altri e soddisfazione personale, anche per chi sceglie di affrontare il percorso con calma, passo dopo passo.

E Montegrotto, con i suoi sentieri cittadini e i suoi risvegli lenti, è stata la cornice perfetta di questa mattina di fine settembre, colorata dalle maglie dei corridori e dal ritmo leggero delle scarpe sull’asfalto.


MaRun 3 Croci Trail

 

MaRun 3 Croci Trail: quando la fatica diventa condivisione

Il 28 settembre 2025, tra i sentieri e le colline di Marano sul Panaro, si è corso il MaRun 3 Croci Trail, un appuntamento che ha messo alla prova gambe, cuore e testa degli atleti presenti. Due i percorsi: 15 km con 600 metri di dislivello e 11,5 km con 350 metri di dislivello, tracciati che hanno regalato scorci spettacolari e al tempo stesso passaggi tecnici capaci di ricordare a tutti quanto il trail running sia una disciplina in cui resistenza e umiltà vanno di pari passo.

A rappresentare i colori di Corriferrara c’erano Michele Tuffanelli, Gianantoni Marco e Maria Letizia Milani, tre atleti uniti dalla stessa passione per i sentieri, ma ciascuno con la propria storia di fatica e soddisfazione.

Michele racconta così la sua esperienza:
“Il nome della gara MaRun trail può fare pensare a una gara noiosa, invece è stata tutt’altro: tecnica, corribile e pure divertente. Specialmente per me nel pezzo di Vertical, che era anche cronometrato. Con piacere incontro Giana e decidiamo di farla assieme: come altre volte io tiro la salita e lui la discesa. Questo è il Trail: condivisione, aiuto reciproco, ed è venuto fuori pure un bel tempo.”

Un passaggio che dice molto del senso del trail running: non solo una sfida personale contro il cronometro e i dislivelli, ma anche un cammino fatto insieme, dove ci si sostiene a vicenda, unendo le proprie forze e trasformando la fatica in energia condivisa.

E poi c’è la determinazione con la quale Maria Letizia Milani, ha affrontato il percorso. Per lei è stata una prova di carattere e tenacia e, come afferma Michele“Stringendo i denti e a muso corto, come si dice in gergo, la porta a casa con tanto orgoglio”, un gesto che racconta la bellezza di andare oltre i propri limiti, di non mollare, di correre con la testa e con il cuore.

Il MaRun 3 Croci Trail non è stato soltanto una gara. È stato un momento in cui il sudore, il silenzio dei boschi, i tratti in salita e le discese veloci hanno costruito storie di amicizia e forza interiore. Perché il trail, alla fine, non è mai solo sport: è una lezione di vita che insegna a farsi piccoli di fronte alla natura, ma grandi nell’affrontare le proprie sfide.

















La 30 Trentina

 

Trenta Trentina 2025: il respiro della montagna e la forza dei passi

Levico Terme, 28 settembre 2025 – Ci sono gare che non si corrono soltanto con le gambe, ma con il cuore, con gli occhi e con l’anima. La Trenta Trentina è una di queste. In una giornata d’autunno limpida e luminosa, Levico Terme ha accolto centinaia di atleti provenienti da tutta Italia per vivere un percorso che è molto più di una competizione: è un abbraccio con la natura e con le leggende della Valsugana.

Il tracciato dei 30 km con 250 metri di dislivello accompagna i runner in un viaggio circolare attorno al Lago di Levico, specchio d’acqua che al mattino riflette i primi raggi di sole come fosse un cristallo vivo. I boschi che lo circondano, con i sentieri odorosi di resina e foglie già dorate, custodiscono storie antiche: si narra che gli spiriti delle montagne veglino ancora sui viandanti, e che il vento tra i rami sappia portare fortuna a chi affronta la fatica con rispetto e coraggio.

In questo scenario quasi fiabesco, la società Corriferrara ha lasciato un segno importante: 12 atleti si sono cimentati nella distanza regina dei 30 km, correndo tra panorami che tolgono il fiato, tra saliscendi dolci che mettono alla prova senza mai spezzare l’incanto. Ad accompagnarli, la forza gentile di un’atleta che ha scelto la prova non competitiva di 9 km, ideale per assaporare il paesaggio passo dopo passo, senza l’urgenza del cronometro.

L’arrivo sul lungolago di Levico è stato una festa di sorrisi, applausi e abbracci. Ogni atleta portava negli occhi il riflesso del lago e nelle gambe la memoria dei boschi attraversati. Ogni passo, più che uno sforzo, sembrava un dialogo silenzioso con la terra trentina, che ha offerto la sua bellezza come ricompensa alla fatica.

La Trenta Trentina 2025 rimarrà nei ricordi non soltanto come una gara, ma come un’esperienza da vivere e custodire: un intreccio di sport, natura e mito, dove i passi si trasformano in storie e la montagna diventa maestra di resistenza e meraviglia.