mercoledì 6 agosto 2025

Riepilogo settimanale delle gare e dei podi.

 

Titolo:“Corriferrara: sei corse, un solo cuore che batte a 727,7 km/h”

Non è stato un weekend, è stata una sceneggiatura di Tarantino con scarpe da running al posto delle pistole. Sei location, sei set cinematografici disseminati tra Veneto, Emilia, Trentino e Puglia. Sei colpi di cronometro che hanno lasciato il segno.

Atto Primo: “Su e zo per le malghe” – Caltrano (VI), Km 16,7 

Fango, salita, respiro che graffia la gola come carta vetrata. Elisa Romani si piazza 3ª di categoria, con la freddezza di chi non spara a vuoto nemmeno un colpo.

Atto Secondo: “Trail ma non troppo” – Castel d’Alfero (FC), Km 18

Qui la colonna sonora è un western crepuscolare: sterrato, polvere, fatica che sa di sangue e ruggine.

Atto Terzo: “Vivi Baura” – Baura, Km 6,7

Questa è stata la gara col cuore più grande. Ben 47 atleti Corriferrara iscritti, un fiume di maglie bianche e blu che ha colorato il percorso. Un trofeo con il nome di Paolo Colombani, un atleta che non c’è più ma corre ancora in ognuno dei presenti.

Sul podio:

  • Rosanna Albertin – 2ª assoluta

  • Chiara Rosignoli – 1ª di categoria e 4ª assoluta

  • Paola Pantaleoni – 2ª di categoria

  • Denis Grandi – 3° di categoria

E nelle prime dieci di categoria: Drimaco Sabina, Maietti Caterina, Marino Raffaella, Scagliarini Lucia, Gnitko Tatiana, Beccari Federica, Paola Ferrari.
Un plot corale da far invidia a “Le Iene”.

Atto Quarto: “Camignada poi sié refuge” – Auronzo di Cadore (BL), Km 34

Un’avventura alpina lunga come un piano sequenza, con 34 km di sudore e paesaggi da cinema in technicolor.

Atto Quinto: “Corrimonte” – Monte Sant’Angelo (FG), Km 9,9

Salite che ti tolgono il fiato più di un monologo di Samuel L. Jackson.

Atto Sesto: “Marcia delle malghe” – Pozza del Favero (VI), Km 18/12

Ultima scena, polvere che si alza come nei duelli di mezzogiorno.


Dati di produzione:

  • Km totali: 727,7

  • Dislivello accumulato: 18.263 metri

  • Numero di atleti coinvolti: 66

Final Cut: sei gare, decine di sorrisi, centinaia di respiri corti. Corriferrara, quando corre, non lascia superstiti: solo tracce di passione sull’asfalto.

martedì 5 agosto 2025

Vivi Baura, Rosanna Albertin 2^ assoluta

 

🐎 Vento nei capelli e polvere sotto le scarpe: la leggendaria corsa del ViviBaura 2025! 🤠

Nel selvaggio ovest ferrarese, precisamente a Baura, il 3 agosto 2025, si è corsa la 8ª edizione del ViviBaura – 5° Memorial Paolo Colombani, una vera e propria scorribanda podistica che ha radunato 350 impavidi corridori in occasione della sagra di San Lorenzo.

Il tracciato, lungo 6,7 chilometri, si è snodato tra le vie assolate del paese, dove ogni passo sembrava un colpo di sperone sul terreno arido della prateria. Ma nonostante la polvere e la calura agostana, lo spirito era quello delle grandi occasioni: grinta, sorrisi, e tanta emozione per ricordare Paolo Colombani, il nostro indimenticabile compagno di viaggio.

🔔 Il tributo a Paolo

Il trofeo porta il nome di Paolo, e non c’è stato atleta Corriferrara che non abbia dedicato un pensiero, un ricordo, una lacrima o un sorriso a questo cowboy della corsa. Sui social, gli omaggi si sono rincorsi come cavalli al galoppo: "A Paolo avrebbe fatto piacere sapere quanto affetto ha destato nei nostri cuori", hanno scritto in molti. E proprio questo pensiero ha acceso le gambe e l’anima dei nostri podisti.

🏇 La stirpe Corà: duello in famiglia

Una gara nella gara si è consumata nella famiglia Corà. Il presidente della Corriferrara, Massimo, ha dovuto cedere il cappello (e il tempo) al giovane e scattante Alberto, che ha chiuso in 28'18", 13 secondi prima del padre. Poco distante, Diego non ha mollato le redini. Si prevede una stagione di duelli serrati tra le colline (e le tabelle tempi) di casa Corà.

🧊 Frutta, crostini... e ghiaccioli!

Lo spirito della gara lo racconta bene Paola Pantaleoni, salita sul secondo gradino del podio di categoria:

"Alla gara Vivi Baura memorial Paolo Colombani di inizio Agosto non si può mancare!! E noi a questa gara, sempre ben organizzata dai nostri amici speciali Eli e Lore, c’eravamo… e in tanti!! Poi io mi porto a casa una bella sporta di frutta (e crostini speciali del forno 😋) dopo essere andata anche più forte di un anno fa 💪🏼 non si mollaaaa!
PS: è la gara dei ghiaccioli al ristoro finale!!
"

🥇 Donne forti e veloci come mustang

Le nostre fuoriclasse Corriferrara hanno lasciato il segno:

  • Rosanna Albertin 🥈 2ª assoluta

  • Chiara Rosignoli 🥇 1ª di categoria e 4ª assoluta

  • Paola Pantaleoni 🥈 2ª di categoria

Tra le prime 10 di categoria, brillano anche:


  • Drimaco Sabina

  • Maietti Caterina

  • Marino Raffaella

  • Scagliarini Lucia

  • Gnitko Tatiana

  • Beccari Federica

  • Paola Ferrari

🏅 E tra gli uomini, che sfida!

Non sono stati da meno i nostri cowboy in scarpe da corsa: tra loro brilla Denis Grandi, che ha


conquistato un bel 3° posto di categoria, cavalcando deciso verso il podio e aggiungendo un altro motivo d’orgoglio alla giornata.

🤝 Nessuna medaglia, solo passione

La Corriferrara, che ha partecipato con una marea di atleti, si è sportivamente autoesclusa dalla classifica delle società per onorare l'impegno nell’organizzazione della manifestazione, degli atleti Corriferrara Elisa Benini e Lorenzo Bocchi, che hanno coadiuvato la locale pro loco nella cura dell'evento podistico.


E mentre il sole tramontava dietro i campi di Baura, e i ghiaccioli si scioglievano nei sorrisi dei podisti, si capiva che questa non è solo una corsa: è un rito, un ricordo, un modo di stare insieme. 













52^ Camignada poi siè refuge

 

🏔️ Camignada poi siè Refuge: tra sudore, rifugi e cielo alto

Auronzo di Cadore – 3 agosto 2025 – 34 km, 1500 m D+ (e tanta gamba!)

Oh, ma che giornata! Il 3 agosto 2025, tra i boschi, i ghiaioni e le creste aguzze delle Dolomiti di Auronzo, si è corsa la 52ª edizione della Camignada poi siè Refuge.
Una non competitiva per modo di dire: 34 chilometri e 1500 metri di dislivello positivo, con salite da bruciare i polmoni e discese che tritano le ginocchia, altro che passeggiata!

⛰️ Il giro dei sei rifugi... e delle sei fatiche!

Si parte di buon mattino, zaino in spalla, gambe sveglie e cuore aperto. Il percorso abbraccia sei rifugi, ai piedi delle maestose Tre Cime di Lavaredo, tra rocce bianche, pascoli alti e il cielo che pare così vicino da poterlo toccare.

Ce lo racconta così Renato Finco:

Panorami stupendi, ti sembra di toccare il cielo con un dito. Il giro dei sei rifugi alla base delle Tre Cime è un’esperienza unica.
Appunto... unica per le emozioni, ma anche per la fatica! I 2000 metri di discesa tecnica ti spezzano le ginocchia!
Questa non competitiva non ha nulla da invidiare ad altri famosi trail dolomitici: fatica, sudore... ma tanta felicità all’arrivo per aver conquistato un altro traguardo storico: la 52ª Camignada.

🥾 Gente vera, montagne vere

Qui non ci sono fotografi ad ogni curva, né tappeti rossi al traguardo. Solo pietre, radici, vento fresco in faccia e la voce del bosco che ti accompagna.
Ogni passo è guadagnato, ogni respiro è rubato all’aria sottile. Eppure, è proprio lì che ti senti vivo come non mai.

🍝 All’arrivo: polenta, birra e storie da raccontare

All’arrivo non servono le medaglie: basta una panca di legno, un piatto di polenta fumante, una birra ghiacciata e la soddisfazione stampata in faccia.
Tra volti arrossati e maglie impregnate di sali e sorrisi, si capisce bene perché, da 52 anni, questa corsa continui ad attirare chi ama la montagna senza fronzoli, ma con tanta anima.


👣 Camignada, ci rivediamo l’anno prossimo!

Chi ha corso la Camignada lo sa: non è solo una gara. È un patto con la montagna, una sfida onesta tra uomo e natura, una storia da raccontare davanti al camino, con le scarpe infangate e il cuore pieno.









Su e zo per le malghe, Elisa Romani 3^ di categoria

 

🌼 Su e zo per le malghe – Elisa, Sara e i sorrisi tra le nuvole 🐮🏔️

Oh, che bella giornata tra i monti!
Domenica, tra le dolci alture di Caltrano (VI), ai piedi dell’Altopiano di Asiago, si è corsa la più alpina e profumata delle gare: “Su e zo per le malghe”, una cavalcata leggera (ma non troppo!) di 16,7 km con 850 metri di dislivello, su e giù tra i prati, i boschi, le ciotole piene d’acqua per le mucche, e gli echi di campanacci lontani.

Tra i fiori selvatici e i pini silenziosi, gli atleti Corriferrara hanno portato sorrisi, fatica e anche un pizzico di gloria.

🐐 Elisa tra stalle, mulattiere e podi

Elisa Romani, con le sue gambe forti come quelle di una capretta di montagna, ha danzato tra i sassi e i rami, raccogliendo il 3° posto di categoria, e portando a casa una meritata medaglia e un cuore pieno di felicità. Brava Elisa! Altro che trenino delle Alpi: tu voli!

🌲 Il racconto di Sara: tra boschi, mucche e gnocchi

Ce lo racconta Sara Previati, con la voce ancora piena di stupore e allegria:

Partenza dal Bar Alpino di Caltrano, posto sperduto nell'Altopiano di Asiago… graziati dal tempo ci siamo goduti questa splendida gara trail tra sentieri di boschi, strade ciotolate e panorami davvero mozzafiato.
Sul percorso anche molte mucche che ci hanno lasciato qualche ricordo!! 😅
Ristoro finale top con gnocchi e birra!!!

Mucche al pascolo, corridori che salutano come vecchi amici, piedi nel fango, e il cuore che batte come il cucù nella baita. Questo è lo spirito di “Su e zo per le malghe”: una festa per chi ama la montagna e la corsa, ma anche le piccole gioie come una tazza di birra dopo aver scalato il mondo.


🍽️ Gnocchi, birra e felicità

Che dire del ristoro finale? Non era un banale tavolino con acqua e arance... ma un vero banchetto da baita! Gnocchi fumanti, birra fresca, e risate condivise con sconosciuti che per un giorno diventano compagni di malga e di fatica.


🌞 Alla prossima tra le cime!

Tra prati verdi e cielo azzurro, tra salite che strappano il fiato e discese che accarezzano le gambe, la “Su e zo per le malghe” è stata una carezza di natura e sport, con un’anima semplice e genuina, proprio come le giornate passate a correre nei monti con le caprette… e un po’ di coraggio nel cuore.








Marcia delle malghe

 

Marcia delle Malghe: relax, natura e… 18 km di puro divertimento in altura!

Pozza del Favero (VI), 3 agosto 2025 – C’è chi l’ultimo giorno di ferie lo dedica al relax, chi alla valigia… e poi c’è chi, come Michele Tuffanelli e Letizia Milani della Corriferrara, decide di chiudere in bellezza con una vacanza attiva, immersa nella natura e con le scarpe da trail ai piedi!

La destinazione? Pozza del Favero, località incastonata a 1250 metri di altitudine, nel cuore delle Prealpi Vicentine. Qui si è disputata la suggestiva Marcia delle Malghe, manifestazione non competitiva che unisce sport, paesaggi mozzafiato e tradizioni montane.

Il racconto di Michele Tuffanelli:

"Domenica, ultimo giorno di ferie… che si fa? 🤔 Ci si riposa?! Ma no! Io e Letizia decidiamo di farci un bel allenamento in montagna alla Marcia delle Malghe, su a Pozza del Favero. Non proprio comodo da raggiungere, ma ne è valsa la pena!

Io parto per il lungo: 18 km con 850 metri di dislivello positivo, Letizia per il percorso da 12 km con 600 d+… Si parte dal Rifugio Bar Alpino, poi via su sentieri immersi nel bosco, con panorami da togliere il fiato e passaggi tra le malghe, circondati da mucche, cavalli e capre tutti liberi di pascolare. Una giornata di allenamento immersi nella natura… e ovviamente non poteva mancare il terzo tempo con pranzo in malga: 🍻🌭!”

Un'esperienza che sa di montagna autentica, tra profumo di fieno e aria frizzante, in cui ogni passo è stato un piacere per gli occhi e per le gambe. Complimenti ai nostri portacolori Michele e Letizia, che hanno trasformato una domenica d’agosto in una piccola avventura d’alta quota!








lunedì 4 agosto 2025

Trail ma non troppo

 

TRAIL MA NON TROPPO – CASTEL D’ALFERO, 3 AGOSTO 2025

Un tracciato impegnativo immerso nel verde.

Domenica 3 agosto 2025 si è svolta a Castel d’Alfero (FC) una nuova edizione della gara podistica "Trail ma non troppo", evento che, nonostante l’ironia del nome, ha messo alla prova gambe e fiato dei partecipanti su un tracciato tutt’altro che semplice: 18 km di sviluppo e 900 metri di dislivello positivo, disegnati tra boschi, sentieri tecnici, tratti in cresta e discese insidiose.

A rappresentare i colori di Corriferrara c’era Antonio Domenico Margiotta, che ha affrontato il percorso con  spirito trail. Al termine della gara, il suo commento è stato sintetico ma eloquente:
“Molto tecnica”, ha detto con un sorriso, sottolineando la natura impegnativa del tracciato, caratterizzato da passaggi stretti, fondo irregolare e continui cambi di ritmo che non hanno lasciato tregua.

Il meteo ha regalato una giornata calda ma ventilata, perfetta per valorizzare i panorami collinari e gli scorci suggestivi. Ottima anche l’organizzazione, che ha garantito ristori ben distribuiti e segnaletica chiara. Un’esperienza da ricordare per Antonio










13^ Corrimonte

 


13ª Corrimonte: successo di sport e passione a Monte Sant’Angelo (FG)
2 agosto 2025 – Cronaca della gara 

Si è svolta sabato 2 agosto 2025 la 13ª edizione della Corrimonte, la tradizionale gara podistica che ogni estate anima le strade e le salite di Monte Sant’Angelo (FG), nel cuore del Gargano. Organizzata con il consueto impegno da parte degli enti locali e delle associazioni sportive del territorio, la manifestazione ha richiamato numerosi atleti da tutta Italia, attratti dal percorso impegnativo e panoramico, immerso nella storia e nella natura.

La gara, sulla distanza di 9,9 km,D+ 120 mt, ha offerto come sempre uno spettacolo sportivo di alto livello, caratterizzato da tratti tecnici, dislivelli impegnativi e un pubblico caloroso che ha accompagnato gli atleti lungo tutto il tragitto.

Tra i partecipanti anche Cosimo Bleve, in rappresentanza della Corriferrara ASD. Cosimo ha chiuso la gara con il tempo di 45 minuti e 4 secondi, dimostrando grande tenacia su un tracciato tutt’altro che semplice.

La Corrimonte si conferma ancora una volta non solo una sfida sportiva, ma anche un momento di incontro tra sportivi, turisti e comunità locale, in uno scenario unico come quello del centro storico di Monte Sant’Angelo, Patrimonio UNESCO.



Green Run - Vallombrosa Trail

                              

Green Run – Vallombrosa Trail 2025: Natura e fatica protagoniste sui monti di Reggello

Reggello (FI), 27 luglio 2025 – Si è svolta nella splendida cornice della Foresta di Vallombrosa la Green Run – Vallombrosa Trail, appuntamento sempre più atteso dagli appassionati di corsa in natura. L’evento ha richiamato centinaia di trail runner da tutta Italia, pronti a misurarsi su un percorso tecnico e affascinante di 20,2 km con un dislivello positivo di 767 metri.

La gara, inserita nel calendario estivo del trail toscano, ha offerto uno scenario unico: sentieri immersi nel verde, salite impegnative, single track in quota e tratti all'ombra dei secolari abeti della Riserva Naturale Statale di Vallombrosa, uno dei luoghi più suggestivi dell'Appennino.

Il tracciato, ben segnalato e curato nei dettagli dagli organizzatori, ha messo alla prova gambe e fiato degli atleti, alternando tratti corribili a salite dal ritmo spezzato, fino a raggiungere i punti panoramici intorno all’Abbazia di Vallombrosa e alla Croce di Pratomagno.

La voce degli atleti: Marco Benati (Corriferrara)

Presente alla gara anche Marco Benati della Corriferrara, che ha raccontato così la sua esperienza:

“Trail con partenza nel bel scenario del Pratone di Vallombrosa (980 m) adiacente alla millenaria e grande Abbazia Benedettina, di cui si percorre il perimetro per poi addentrarsi nei boschi tanto amati dai fiorentini per la pace, l’ombra ed il fresco. Bella vista su buona parte del Valdarno Superiore. Gara dinamica ed ottimamente organizzata.”

Un commento che ben descrive lo spirito della manifestazione: unire la fatica sportiva alla bellezza del paesaggio, in un contesto curato e accogliente.

Una giornata di sport e sostenibilità

Oltre alla competizione, la Green Run ha confermato il suo spirito ecologico, promuovendo buone pratiche ambientali: ristori plastic-free, segnaletica biodegradabile e una particolare attenzione alla pulizia dei sentieri al termine della manifestazione. Numerosi anche i volontari coinvolti, fondamentali per la riuscita dell’evento e per l’assistenza lungo il percorso.

Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori e dagli enti locali, che da anni sostengono questa iniziativa sportiva in armonia con la valorizzazione del territorio.






giovedì 31 luglio 2025

Dalla mitologia alla corsa, riepilogo settimanale in stile epico e semiserio.

 

🏛️ Cronache dall’Olimpo della Corsa – Settimana Epica degli Atleti  Corriferrara 🏛️

Settimana del Fuoco – VIII Arene, XXIII Eroi, MMCDI Stadi corsi,  XVI(D)CMXX Cubitum di Dislivello

Nel settimo giorno, quando i venti si placarono e le nubi si aprirono sopra le terre degli uomini, gli dei dell’Olimpo guardarono con stupore la terra di Ferrara. Perché da essa partirono 23 valorosi atleti ed atlete, vestiti di bianco e azzurro, spinti non dal caso, ma dalla divina volontà della corsa.

Otto furono le arene scelte, ognuna forgiata da sentieri, colline e sudore. Su tutte, le imprese della Corriferrara furono scolpite nei rotoli del tempo e nei cuori degli uomini.


🏛️ Francolino Walk & Run – La Battaglia del Fiume

In queste fertili terre, sei valorosi sfidarono i confini della gloria.

  • Rudy Magagnoli, figlio di Hermes, con passo alato, giunse 2° assoluto, davanti a centauri e semidei.

  • Denis Grandi, il possente, trionfò nella sua categoria, vincendo come Ares nelle pianure di Troia.

  • Patrizia Bigoni, protetta da Artemide, fu 2ª fra le guerriere.

  • Ma non furono soli nel canto epico, il 5° posto di categoria lo conquistarono:

    • Andrea Rosati, detto Rosateo l’Audace, ricordato nei papiri di Micene come colui che sfidò il vento in salita. Un cuore di ferro, come Diomede, che non arretrò davanti al dislivello, né si piegò al caldo né alla polvere.

    • Renato Negri, il Silenzioso Spartano, temuto e rispettato in ogni agorà. Corre come un hoplita, con passo misurato e mente lucida. È l’ombra che non si arrende, l’esperto dei sentieri tortuosi.

    • Sara Melloni, la nuova Atalanta, fiera come la cacciatrice invincibile. Corre leggera, più veloce del vento e con lo sguardo di chi sa che ogni passo è già leggenda. Come Atalanta, non teme confronto, e onora ogni gara con grazia e potenza. Oggi ha raggiunto il 5° posto di categoria, ma il destino ha piani più alti per lei.


🏔️ Recoaro Marathon – Il Tempio della Resistenza

Là dove l’aria è sottile e il respiro pesante, Elfrida Candelaresi, inviata da Atena, salì sul podio come 3ª di categoria, affrontando il tempo e l’ascesa come un’aquila sulle cime.


🏞️ Spinimbecco “La 10” – La Corsa del Bosco Sacro

Ancora Patrizia Bigoni, instancabile amazzone, ottenne un nuovo alloro: 2ª di categoria, come se il tempo non avesse potere su di lei.


⛰️ Trans d’Havet – La Via degli Dei

In uno dei percorsi più ardui mai disegnati da Gea, Sabina Drimaco, con la benedizione di Demetra e la tempra di una titana, conquistò il 5° posto di categoria, nel regno del dislivello e della fatica.


⛰️ Ultramaratona del Gran Sasso – La Sfida del Monte Immenso

Là dove il cielo bacia le pietre e l’aria si fa sottile come il filo di Arianna, due valorosi dell’Ordine Corriferrara osarono l’impresa. 50 chilometri di fatica, 900 metri di dislivello, e un solo obiettivo: domare il Monte degli Dei.

  • Paolo Callegari, chiamato Pàleos, il Tenace, ricordato nei poemi del Peloponneso per la sua costanza divina. Come Odisseo, affronta le prove più lunghe senza mai perdere la rotta: ostacoli, dolori, stanchezza, tutto è superato dalla forza della mente e dalla fedeltà alla missione. In questa impresa, fu 10° M45,  tra gli echi delle aquile.

  • Vittorio Cavallini, detto Il Toro di Argo, emulo di Achille per potenza e resistenza, ma con la saggezza di Nestor. Corre come un eroe consapevole del proprio destino, mai sottomesso. Ogni passo sul Gran Sasso è un colpo di scudo contro il tempo stesso.

La montagna, antica e indifferente, ha provato a metterli alla prova, ma sono tornati vittoriosi, con il sudore sulla fronte e la gloria nel cuore.


🏔️ Fanano – Cima Taruffi Light Trail

30 km di rocce, radici e sentieri forgiati dal tempo, 1400 metri di dislivello. Qui, dove i boschi sussurrano leggende e il respiro si spezza, due figure si stagliano come statue tra i pini:

  • Elisa Romani, la Pizia del Trail, cammina fra i monti come una sacerdotessa, guida lo sforzo con eleganza e intuito. Come Artemide, è regina dei sentieri, cacciatrice di traguardi, immune alla fatica.

  • Filippo Rivaroli, il Corvo di Fanano, oscuro e determinato, corre silenzioso come Orfeo tra le ombre dell’Ade. Ma i suoi passi non cercano il mito: lo creano.


⛰️ Valmalenco VUT – La Via degli Abissi Celesti

Nadia Robustelli, la più temeraria delle ancelle di Corriferrara, ha affrontato la Valmalenco VUT, impresa da 35 km e 2450 metri di dislivello. Sì, duemilacinquecento metri: pari al cuore pulsante del Parnaso, pari al volo degli dei.

Nadia, conosciuta come la Scalatrice di Tempeste, ha il coraggio di Andromeda, la resistenza di Ippolita, e lo spirito libero di Nike, dea della vittoria. Dove altri esitano, lei sale. Dove la roccia è nuda e il cielo basso, lei passa, lasciando solo l’eco del proprio respiro.


🌲 SuperFrusseda Trail – L’Oracolo del Bosco Verticale

Tra i burroni incantati e le creste di pietra viva della Nuova Erto, dove persino le ninfe esitano a camminare, due eroi si lanciarono sul sentiero sacro, battendo roccia e radice, verso la gloria.

  • Michele Tuffanelli, soprannominato Tuffanèl il Verticale, ha domato un percorso di 12 km con 1120 metri di dislivello. Come Perseo, ha affrontato le asperità del monte con passo deciso e spirito indomabile. Dove altri rallentano, lui accelera. Dove il sentiero si spezza, lui lo crea.

  • Maria Letizia Milani, Letizia delle Vette, si è lanciata su 8,5 km e 550 metri di dislivello con la leggerezza di Iride, la messaggera dell’arcobaleno. Scivola tra rami e ghiaia come spirito del bosco. Il suo è un cammino che lascia fiori al posto delle orme.

🏺 Il Totale dell’Impresa

Otto furono le arene scelte.
Ventitré gli atleti chiamati.
425 i chilometri divorati dai sandali alati.
16.920 metri di dislivello, scalati come l’Olimpo stesso, più volte, in un’unica settimana.
Un tributo agli dei della corsa. Un’invocazione al vento. Una promessa al futuro
.

Profezia per i Giorni a Venire

Gli oracoli parlano di nuove gare, di nuove sfide, di nuovi podi. Ma ciò che resterà eterno, scolpito nel marmo della leggenda, è il cuore battente della Corriferrara, che arde più forte della fiamma di Efesto.


Che la strada sia lunga, il fiato eterno, e la vittoria degna dei miti.


mercoledì 30 luglio 2025

Ultramaratona del Gran Sasso

 

🏔 ULTRAMARATONA DEL GRAN SASSO – 50 KM DI PASSIONE E DISLIVELLO
Santo Stefano di Sessanio, 27 luglio 2025

In mezzo alle montagne abruzzesi, là dove il cielo si tocca con un dito e il respiro si fa corto non solo per la fatica ma anche per la bellezza del paesaggio, si è corsa domenica 27 luglio l’Ultramaratona del Gran Sasso. Un percorso tosto e selvaggio, 50 chilometri di saliscendi tra pietraie, borghi antichi e pascoli d’altura, con 900 metri di dislivello positivo, e il cuore che batteva forte, più per la grinta che per l’altitudine.

Santo Stefano di Sessanio, gioiello d’Abruzzo incastonato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ha fatto da cornice alla partenza e all’arrivo di questa prova di resistenza che ha visto corridori da tutta Italia misurarsi con la natura dura e sincera della montagna.

Tra i partecipanti, anche Corriferrara, che ha mandato due degni rappresentanti a tenere alta la bandiera estense:

  • Paolo Callegari, che ha chiuso la gara con determinazione e passo saldo, classificandosi 10° di categoria M45, un risultato che brilla come una stella tra le rocce del Gran Sasso.

  • Vittorio Cavallini, che ha domato i 50 chilometri con spirito montanaro e gambe d’acciaio, portando a termine la fatica con onore.

Proprio Cavallini, al termine della gara, ha raccontato:

Fine settimana in Abruzzo per l'ultramaratona del Gran Sasso: corsa allenante con i primi 10 km in discesa, tanto per scaldarsi un po', una salita di una decina di km seguita da un falso piano in salita, poi gli ultimi 10 km in discesa corribile.
I ristori sono tra i migliori che ho trovato, sia per il calore dei volontari che per la varietà e


qualità dei cibi offerti.
Panorami non paragonabili a quelli verdi delle Alpi, ma sicuramente belli!
Molto bello il falso piano centrale in mezzo all'altopiano, con le cime ai lati. Peccato per le tante moto, ma è Domenica per tutti e non solo per chi corre a piedi!
Bella anche la salita, con l’avvicinamento e l’attraversamento di Castel del Monte. Bella la discesa finale in cui dall’alto si vede Santo Stefano di Sessanio che si avvicina ed assapori l’arco dell’arrivo all’ombra!

Non c’erano solo chilometri da macinare, ma vento da sfidare, sole d’alta quota a bruciare la pelle, e quella sensazione inconfondibile che solo le montagne sanno dare: di essere piccoli davanti alla natura, ma grandi quando si taglia il traguardo.

Complimenti a tutti i partecipanti, ma un plauso speciale a Callegari e Cavallini. La montagna sa riconoscere chi la rispetta. E loro, ieri, l’hanno onorata.