domenica 5 luglio 2015

4a Tappa Val di Fassa: ALBA di CANAZEI


Quarta tappa, Alba di Canazei. 13,4km D+450.

Anche questa tappa che doveva essere di 12.560m alla fine risulta essere circa 800m in più, ma poco importa...ormai nella classifica generale le posizioni sono abbastanza consolidate e non sono 800m in più a fare la differenza. Dopo la giornata di riposo oggi le gambe avrebbero dovuto essere più in palla...invece nel mio caso erano più stanche delle tappe precedenti...questa giornata di stop mi ha fatto più male che bene!

Ciò nonostante recupero altre 4 posizioni segno che anche agli altri non fila sempre tutto liscio.

La mia gara è attorno alla 40a posizione, come le due precedenti tappe, fino a metà salita quando avverto pochissima brillantezza e vengo sopravanzato da una decina di inseguitori. Che non sto andando bene lo vedo dai miei diretti avversari delle tappe precedenti (ormai ci conosciamo fra chi va allo stesso passo) che piano piano mi distanziano fino a non vederli più...la salita a tratti è durissima e molto insidiosa fra scalinate e radici. Dal 7° al 9° km si prende una bella strada ghiaiata in leggera salita, poca cosa...siamo su un altipiano, ed a quel punto avrei potuto forzare per recuperare qualcosa. Niente, le gambe girano male...ma pure da dietro ormai nessuno mi raggiunge.
Per gli stessi 2 km poi si torna indietro in leggera discesa, incrocio i primi che vanno fortissimo, poi via via tutti gli altri. Davanti a me il vuoto...l'ultima parte è tutta in forte discesa, sempre su ghiaia, molto tecnica per via di tantissimi tornanti che non permettono di lanciarsi in velocità. Più di una volta rischio di prendere larga la curva e finire sul dirupo...in tutto questo tratto riesco solo a riprendere un'atleta della Gabbi che mi aveva staccato...la sorpasso ed arrivo in solitario, come tutta la mia seconda metà di gara.

Arrivo 56°, 49° maschile, in 1h10'54", in perfetta linea con quella che è la mia classifica generale: 52°, 45° maschile e 10° di categoria, con 4h22'26".

Domani tappone conclusivo di sola salita da Vigo al rifugio Bellavista sull'altopiano del Ciampedie a 2000m
Paolo Callegari


ALBA di CANAZEI km 13,400 D+450
 CALLEGARI PAOLO
1h10'54"5'17"/km13+4+13
 1° classificato: Galliano Massimo
54'16"4'02"/kmdifferenza: 1'15"





VIDEO 4a TAPPA


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Dopo la giornata di riposo i partecipanti affrontano la tappa che vede partenza ed arrivo ad Alba di Canazei. Un percorso che si dipana nella meravigliosa Val Contrin, in tutto 12,56 chilometri con 298 metri di dislivello. Lo start viene dato nei pressi del piazzale dell’Hotel La Cacciatora, quindi gli atleti scendono per la Destra Avisio, puntando verso Canazei, e attraversano un leggero altopiano, luogo di partenza di tappe del passato. Il primo tratto si sviluppa sulla ciclabile che porta a Tobià de Zelì.
Attraversata la strada statale, per un centinaio di metri seguono il corso del fiume sul lato sinistro fino all’imbocco della prima parte in salita, un pendio con un leggero dislivello della lunghezza di circa 2 km. La pendenza aumenta negli ultimi 50 metri, quando i concorrenti incontrano le mangiatoie di Troi di Ladins (al quarto chilometro di gara), dove è allestito il primo ristoro.
Poi seguono la strada forestale che porta verso località Locia Contrin, fino al bivio, dove deviano a destra, imboccando un sentiero nel bosco con caratteristici scalini naturali, che conduce gli atleti a metà della pista da Sci Ciampac. Dopo averla attraversata, i corridori si inoltrano nuovamente nella vegetazione per qualche centinaio di metri.
Si tratta di un sentiero particolarmente suggestivo, soprattutto in virtù del transito sopra due ponti di legno, che porta il serpentone fino al chilometro 6,6, quando i concorrenti percorrono la strada sterrata che porta nell’incantevole Val Contrin. I successivi 3 km in falsopiano regolare li accompagnano fino al ponte posizionato prima del Rifugio Contrin, dove è previsto il giro di boa e dove gli atleti devono tenere la destra per consentire il regolare flusso. Il tratto pianeggiante prosegue fino all’undicesimo chilometro, dove inizia la discesa che porta al traguardo posizionato nei pressi dell’Hotel La Cacciatora.

sabato 4 luglio 2015

3a Tappa Val di Fassa: FONTANAZZO




Terza Tappa: Fontanazzo, 11,6km, D+382.

Alla fine saranno 500m in più del dichiarato ma quella di oggi è stata sicuramente una tappa facile, forse la più facile delle 5. Anche se la discesa di oggi è stata fra le più pericolose mai viste, non tanto per la pendenza ma per il fondo di sassi irregolari e cementati ma con parecchio "sporco" a far rischiare la caduta. E proprio alla fine della discesa guadagnavo una posizione proprio per la caduta di chi mi era davanti, veramente brutta.

Si parte dal verde prato a fianco del fiume Avisio che attraversa tutta la valle, giornata meravigliosa. Primi 2 km in piano poi prima salitella non molto impegnativa, successiva discesa e si arriva a Mazzin dove inizia l'unica salita dura di giornata. 3 km, fortunatamente ogni tanto spiana per qualche decina di metri da poter tirare il fiato. Fino al km 6,5 c'è da stringere i denti, salgo abbastanza bene e alterno corsa a tratti di camminata nei punti più ripidi, il 6° km lo faccio in 7'10"...nella prima tappa arrivai a superare i 12'.

Ma che tutto sommato non sia terribile lo capisco dal fatto che come ieri sono entro i primi 50.

Scollinati quasi a 7km inizia una altrettanto lunga discesa ripida e come detto molto pericolosa. A tratti il fondo è di ghiaia fine che fa presa sotto le scarpe e posso lasciarmi andare in picchiata per distanziare i concorrenti dietro.

Arrivati a valle si ripercorre il tratto iniziale in senso inverso, con qualche salitella ma il più è fatto.

Arrivo 43° in 56'19" e recupero altre posizioni in classifica generale dove ora sono 56° (49° maschile, 10° cat. 35/39) in 3h11'31".
Dopo la gara tutti ad alleviare la fatica nei muscoli con le gambe a mollo nell'acqua gelata del fiume. Una vera goduria...
Ora per mercoledì prevista giornata di riposo, si riparte giovedì da Alba di Canazei. Da qui in avanti dovrò giocare in difesa...
Paolo Callegari







VIDEO 3a TAPPA



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La partenza e l’arrivo sono allestiti nei pressi del parco giochi di Fontanazzo, con orari differenti (9.00 e 9.30). Per i primi 1.800 metri il percorso, su un’ampia strada forestale, è pianeggiante e veloce, per divenire poi un ripido strappetto “rompifiato” lungo 200 metri, che farà la prima selezione, abbinato ad una breve discesa di circa 1 chilometro che porta all’imbocco della salita verso la Val Udai, ma invece di imboccare il ripido sentiero che porta al laghetto alpino e rifugio di Antermoia nel cuore del Catinaccio, si gira a sinistra verso l’abitato di Monzon. Da questo punto inizia il tratto più impegnativo, 3,5 km in costante salita per un dislivello di 300 metri, passando per l’abitato di Mazzin. Alzando lo sguardo si possono ammirare le maestose Cima 11 e Cima 12. Dal sesto al nono chilometro, che prevede due ripide e tecniche discese, si giunge nel fondovalle, attraversando nuovamente il centro di Mazzin e tornando alla partenza lungo la strada bianca che costeggia il torrente Avisio. È la tappa che presenta il dislivello più basso, ma non va sottovalutata.


FONTANAZZO km 11,600 D+382
 CALLEGARI PAOLO
56'19"4'51"/km11+3+14
 1° classificato: Milesi Vincenzo
44'06"3'48"/kmdifferenza 1'03"




2a Tappa Val di Fassa: SORAGA


Seconda tappa...a Soraga mi vesto da kamikaze e piazzo la "remuntada". La tappa di oggi di 12,6 km con molto asfalto è stata molto più semplice e per quanto mi riguarda molto più confacente alle mie caratteristiche. Anche il dislivello di 474m era molto più equilibrato e a parte un paio di salite veramente dure il resto è stato un "mangia e bevi" con anche lunghissime discese. La prima salita è corribile e tengo il ritmo della seconda donna ma già dopo 2 km si scende e tengo quindi un buon passo. Dal 4° al 6° la strada torna a salire fra sterrato ed asfalto, ci si dirige verso l'impianto di risalita del Lusia a Moena. Qui la prima salita durissima ma molto corta: 200m su ghiaioni veramente tosti e con il compagno modenese che mi affianca ci chiediamo come facciano i primi a correre. Arrivati in cima si scende giù in picchiata. Qui decido di rischiare il tutto per tutto perché vedo che la discesa è lunghissima e seppur sia ghiaiata in alcuni punti è un'occasione molto ghiotta per recuperare terreno. Ad un certo punto si passa su asfalto e corro l'8°km a 3'13"/km. Sono l'unico a procedere di quel passo, come un kamikaze guadagno metri e posizioni, anche se non molte visto che oggi ero nei primi 40. Ma faccio il vuoto alle spalle e sono certo di guadagnare minuti in classifica generale. Il percorso era proprio come descritto e per questo seppur ci siano ancora 4 tappe oggi per me era il caso di sparare il massimo viste le ultime 2 tappe in cui dovrò giocare in difesa.
Dal 3'13"/km si passa a 1500m durissimi, corro il 10° a 8'43'/km; la strada sale a pendenze importanti ma è cementata e si sale camminando ma senza gli incubi di ieri. È l'ultimo sforzo poi 2 km abbondanti di discese altrettanto ripide fra sentieri e strade asfaltate di Soraga alta. A valle si vede già il lago con l'arco di arrivo...è una volata giungere alla fine. Se nella salita le distanze dietro a me si erano accorciate in questo ultimo tratto riprendo terreno e vado a chiudere in 1h04'05".
38° assoluto (ieri 115°), 32° uomo (ieri 18 donne davanti...)
In classifica generale guadagno ben 49 posizioni e sono ora 66° con 2h15'12", 58° maschile.
Domani altra tappa sulla carta favorevole: Fontanazzo 11,1 km con 345 di dislivello. Ora però a fare la differenza sarà anche la fatica accumulata in precedenza.
Paolo Callegari


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VIDEO 2a TAPPA



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Teatro del secondo atto sono i soleggiati prati in riva al lago di Soraga. Si tratta della frazione più lunga della settimana, visto che i partecipanti devono affrontare 12,60 chilometri e un dislivello di 474 metri. La categoria amatori partirà alle 9, mentre i runner mezzora dopo. Due sono i motivi rendono unica ed anomala questa tappa, caratterizzata da continui saliscendi: il primo è la presenza di lunghi tratti veloci ed asfaltati (circa il 50% del totale), l’altro è la quota del punto più alto, appena 1.450 metri, nonostante il dislivello complessivo di poco meno di 500 metri. Lasciato alle spalle il lago di Soraga, dopo aver superato il ponte di legno sopra l’Avisio, sul breve tratto di pista ciclabile si entra nel bosco, per un primo segmento di salita selettiva su strada forestale.
Poi i concorrenti toccano Soraga Alta, da dove imboccano un tratto molto veloce che si sviluppa un po’ su asfalto ed un po’ su sterrato, dapprima nel centro abitato e poi sul largo sentiero a mezzacosta in direzione sud, verso l’Alpe Lusia, dominando Moena dall’alto. Poco dopo il suggestivo passaggio al fortino della Prima guerra mondiale ecco un altro strappo di circa 300 metri che porta al punto più alto, poi il percorso scende verso l’abitato di Moena.
Arrivati alle prime case della Fata delle Dolomiti, si gira a destra per l’ultima salita: 200 metri di dislivello in poco meno di 1 km. Giunti in località Pianac il tempo di recuperare le forze e giù per l’ultima suggestiva discesa in mezzo al bosco, puntando verso Soraga Alta e l’arrivo, dove gli amici del Pian Pian Bel Bel faranno trovare ai concorrenti un ristoro con i fiocchi.


SORAGA km 12,600 D+474
 CALLEGARI PAOLO
1h04'05"5'05"12+4+4



giovedì 2 luglio 2015

COST TO COST BY NIGHT: A COSTABISSARA UNA GARA DA SUPEREROI



“Eroi nel quotidiano, supereroi nello sport”!
E’ stato questo il motto della 2a edizione della “Cost to cost by night” andata in scena venerdì sera 26 giugno a Costabissara, paese dell’hinterland vicentino situato ai piedi dei colli che portano verso le Valli del Pasubio.
La gara competitiva di 10 km (unitamente alle non competitive di 10 e 5 km) ha inaugurato la manifestazione denominata “24ore Costabissara”, evento sportivo della durata di tre giorni ininterrotti con tornei di calcetto, basket, pallavolo ed altri sport minori con incontri anche notturni, tant’è che molti partecipanti si sono accampati con le tende nel parco cittadino e all’interno degli impianti sportivi per essere sempre pronti al “proprio turno”.
Veramente un bell’evento organizzato nei minimi particolari con zona expo nel parco cittadino, mentre deposito borse, docce e ristoro finale al coperto erano all’interno degli impianti sportivi (il tutto distante pochi metri).
Per essere una manifestazione infrasettimanale ha riscosso molto successo, raddoppiando gli iscritti rispetto alla passata prima edizione: ben 308 iscritti agonisti (298 arrivati) ai quali si aggiungono 200 non agonisti…un’invasione di runner inaspettata sia per la cittadina che per l’organizzazione.
Il motto dell’evento richiamava volutamente i cartoni animati e i supereroi, tant’è che era previsto, per chi voleva, un dressing code: infatti molti (soprattutto non agonisti) hanno sgambettato vestiti da superman, batman, catwoman, tartarughe ninja, e chi più ne ha più ne metta.
E devo dire è stato buffo e divertente vedere il corteo di supereroi correre in paese!
Il percorso era prevalentemente pianeggiante e asfaltato, con alcuni tratti di ghiaia a ridosso delle colline e sterrato per circa 1 km nel sentiero collinare. C’è stato pure un passaggio accanto ad un maneggio con i cavalli liberi che correvano accanto a noi…ma decisamente più veloci!!!
Un percorso veloce fino all’ottavo km…e qui viene il bello: usciti dal sentiero collinare ci si imbatteva in una salita molto impegnativa di circa 60 metri per poi passare all’interno di un borgo antico e subito scendere in picchiata sino alla strada principale che, dopo poco più di 1 km conduceva al traguardo posto nel parco del paese. Devo ammettere che la salita ha stroncato parecchi atleti, soprattutto quelli che, come me, non conoscevano il percorso nel dettaglio.
In mezzo alla folla festante con tanti bambini ad applaudire, taglio il traguardo in 41’14” (53° assoluto), molto contento per le positive sensazioni fisiche sia durante che dopo la corsa, dato che l’avevo impostata come allenamento in vista della gara a Noventa della sera successiva.
Livello agonistico non elevato in campo maschile, con il primo classificato (Christian Marcante di Vicenza Marathon) che chiude in 35’19”, mentre in campo femminile la solita Giovanna Ricotta non ha alcuna rivale e se la prende comoda chiudendo prima in 38’18”.


COAST TO COAST BY NIGHT 10 KM
53°
GARBELLINI MARCELLO
41'14"
4'07"
10+15

CORRITREVISO: PELLIZZARI CORRE IN CASA



Venerdì sera nel centro storico del capoluogo della Marca si è tenuta la 2&^ edizione della
CORRITREVISO, gara in notturna di 10 km in un percorso affascinante che ha toccato gli angoli più suggestivi della Città con il traguardo posizionato nella centralissima Piazza dei Signori.
Nell'edizione che ha visto il record di iscritti, non poteva mancare un rappresentante della Corriferrara! Infatti era al via il nostro Fabio Pellizzari, che a Treviso è di casa e che non poteva mancare a questo bell'appuntamento!
Ecco le sue parole:
"Gara a mio parere bellissima, ben organizzata e anche molto competitiva. Alla fine ha vinto Paolo Zanatta, Polizziotto in forza alle Fiamme Oro col tempo di 29'47".
Per quanto riguarda la mia prestazione  mi devo ritenere soddisfatto, sia per essermi divertito molto che per aver centrato il mio miglior tempo sulla distanza di 10 km. Ho chiuso 153° in 41'12" ad un passo per me fino ad ora abbastanza foresto di 4'07""
Bravissimo Fabio!!

CORRITREVISO 10 KM
173°
PELLIZZARI FABIO
41'12”
4'07”
10+15


Sotto l'articolo di http://www.trevisotoday.it/

Corritreviso: trionfo di Zanatta e Renso, record di partecipanti

Il poliziotto trevigiano si è imposto per la seconda volta in Piazza dei Signori, precedendo Mekonen Magoga e Gabriele Cossettini.
Redazione 27 Giugno 2015
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CorriTreviso, la partenza
CorriTreviso, la partenza
TREVISO Una conferma e una sorpresa per la 26^ Corritreviso. Il poliziotto trevigiano Paolo Zanatta si è imposto, ieri sera, sul traguardo di Piazza dei Signori, dove l’anno scorso era stato preceduto dal collega d’azzurro Ruggero Pertile. Chiara Renso ha invece dominato la gara femminile, salendo per la prima volta sul podio della classica kermesse trevigiana, dal 2013 in programma in notturna. Sui 10 km lungo le strade del capoluogo della Marca, solo Mekonen Magoga, giovane trevigiano d’origine etiope, ha tenuto il passo di Zanatta. Ma quando, a tre quarti di gara, nel penultimo passaggio in Calmaggiore, il favorito della serata ha allungato la falcata, anche Magoga ha dovuto alzare bandiera bianca. Per Zanatta, giunto al traguardo in 29’47”, con Magoga staccato di 11”, è il secondo successo alla Corritreviso dopo quello ottenuto nel 2013. Terzo il bellunese dell’Atletica Dolomiti, Gabriele Cossettini (30’45”). Chiara Renso ha dominato, un po’ a sorpresa, la gara femminile, facendo corsa a sé sin dai primi metri di una batteria che comprendeva anche le categorie maschili over 45 (primo atleta a tagliare il traguardo in assoluto, Flavio Olto). L’atleta della Vicentina ha chiuso in 34’47”, staccando di oltre un minuto la trevigiana dell’Atletica Vittorio Veneto, Mara Golin (35’52”), e un’altra atleta berica, la maratoneta Maurizia Cunico (36'02”). In apertura di serata, passerella giovanile con la Corritreviso Kids che ha assegnato a Trevisatletica, per il secondo anno consecutivo, il Trofeo Lattebusche. Un’altra società trevigiana, l’Asd Percorrere il Sile, è invece prevalsa nella classifica riservata ai team assoluti, aggiudicandosi una bicicletta offerta da Pinarello, azienda da sempre partner della Corritreviso. Capitolo numeri: con 862 iscritti e 722 classificati (a cui va aggiunta la settantina di atleti impegnati nelle gara giovanili) è stata la Corritreviso più partecipata di sempre (+8% di atleti al traguardo rispetto al 2014). Un bel correre.   GUARDA LA CLASSIFICA COMPLETA QUI         

CORRI VIADANA: CORRIFERRARA PRESENTE CON SIMONE



Venerdì 26 Giugno ho partecipato alla 12^ CorriViadana corsa podistica competitiva Fidal/Amatori di Km 8 - Over 70 Km 4 e a passo libero non competitivo d Km 4-8.
Il ritrovo in Piazza Manzoni alle 19.30.
Una volta arrivato a Viadana, ritiro il pettorale e il chip, mi cambio negli spogliatoi della scuola media adiacente la piazza.
Un po' di riscaldamento che non serve visto i 30 gradi. Dopo la mini alle 20.25 ci schieriamo, appreso che verranno premiati i primi 20 assoluti e i primi 3 di ogni categoria decido di fare una gara non a rompicollo.
Alle 20.30 si parte, il percorso cittadino di Km 8 e' a circuito 4+4. Cerco di tenere il passo della prima donna, e nonostante il caldo chiudo il primo giro di 4 km in 17 minuti,rallento un po' e alla fine chiudo gli 8km 250m a zig zag per le vie di Viadana in 36'02" e 12° di cat.
Contento ritiro un bel pacco gara con lambrusco,un ricambio per spazzare e una clessidra da scrivania.
Il ristoro finale con tea, acqua, biscotti, pizza, pinzone, cocomera, melone, banana, frutta secca, poi un tocca sana la doccia, servizio allestito sempre nella vicina scuola.
Certo il mantovano non è dietro l'angolo ma per correre e divertimento si va' ovunque con passione....running.
Per la cronaca il primo uomo Montorio della Fratellanza ha vinto in 27,49.
Il 20° assoluto Turcato Atl.Bancole 31,32
Prima donna Pojani Pol.Malavicina 33,13

CORRIVIADANA 8,25 KM
77° SIMONE GIOVANNI 36'02" 4'22" 8+8

LAVAREDO ULTRA TRAIL: DANIELE PREGNOLATO SI MIGLIORA DI OLTRE 3 ORE



Piuttosto che descrivere lo svolgimento della Lavaredo, sarebbe utile analizzare un fattore fondamentale che detta legge in tutti gli ultra trail caratterizzati da un chilometraggio consistente ed una buona tempistica.
Si tratta del fattore climatico che, al di fuori dell’allenamento fisico/mentale, può essere affrontato soltanto con l’esperienza maturata in anni di frequentazione dell’ambiente di svolgimento della gara.
Il primo passo è dare un’occhiata al meteo locale senza tuttavia darci troppo peso perché si tratta pur sempre di previsioni e non di certezze.
Infatti è possibile la formazione di cumulonembi nell’arco della giornata e quindi la possibilita ti rovesci temporaleschi da non sottovalutare.
Durante questa manifestazione di corsa in natura in uno dei contesti più belli del mondo, si è passati da temperature roventi a temperature decisamente più fresche.
In questo caso, i punti più caldi si trovano nel tratto sterrato che conduce al ristoro di cimabanche, l’unico tratto noioso della gara, ed in val travenanzes.
L’unico rimedio soprattutto in val travenanzes che è anche il tratto chiave della gara, è oltre a bagnarsi la testa nel torrente, partire da malga Ra Stua con almeno 1L ( io ne avevo 1,5L ) di acqua.

Dunque bere costantemente ad intervalli regolari e se possibile reintegrare anche energeticamente, perché si sale pure, con barrette o chi preferisce gel che però non utilizzo mai.
In questa valle si trova solo un ristoro idrico, acqua e Sali a malga travenanzes, quindi è meglio portare con se qualcosa da mangiare, già testato in allenamento, per eventuali emergenze essendoci una distanza di 20km di trail tra i due ristori solidi presenti ( Ra Stua/Col Gallina).
Nel tardo pomeriggio è poi arrivato un forte temporale a rinfrescare l’atmosfera in gara.
In questo caso diventa fondamentale il materiale obbligatorio dettato dall’organizzazione, giacca e guanti, ma ancor di più il buon senso maturato in anni di esperienza.
Io ed altri siamo infatti rimasti al rifugio Giau per ben 30/40min ad aspettare non che finisse la pioggia ed il freddo, ma che non scendessero più fulmini dal cielo!
Coi fulmini in montagna non si scherza e se c’è la possibilità di proteggersi fermandosi in un rifugio, bisogna farlo perché un conto è trovarsi nel mezzo di un temporale senza possibilità di scampo ed un’ altro è andarsele a cercare.
Chiaramente poi cambierà il fondo in cui si corre ed anche l’attenzione impiegata.
Comunque la Lavaredo è una gara perfettamente organizzata ed anche molto bella quindi la consiglio a tutti coloro che vogliono provare una grande esperienza in dolomiti su sentieri mai troppo tecnici.
Le cifre di questa edizione:
65% atleti stranieri;
56 nazioni;
1300 iscritti;
1200 partenti;
746 arrivati ( 67% );
io ho concluso col tempo di 21:51:11 in 318 esima posizione assoluta e 287 esima posizione maschile.

LAVAREDO ULTRA TRAIL 119 KM 5850 MT D+
HERMANSEN DIDRIK 12.34'29" (6'20")
318°
PREGNOLATO DANIELE
21.51'11"
11'01" (+4'41")
119+58

CORSA DEL TRENINO: AD ASIAGO FARDELLA E BELLINI GUIDANO IL GRUPPO



Domenica mattina nel bellissimo contesto dell'altopiano di Asiago sul percorso della vecchia ferrovia che collegava Cogollo del ceglio ad Asiago si è svolta la CORSA DEL TRENINO giunta quest'anno alla 10^ edizione.
Molto buon a la rappresentanza Corriferrara, al via con ben 6 atleti. Migliore dei nostri il veterano della gara Alessandro Fardella ottimo 70° in 2.05'51" a seguire in 186^ posizione Davide Talmelli in 2.22'02", poco dietro in 2.26'17" una bravissima Giulia Bellini, 226^ assoluta e 14^ donna!
2.28'03" il tempo di Andrea Ricci che chiude al 241° posto, mentre Marco Gianantoni stoppa il
cronometro in 2.31'33" in 262^ posizione. Chiude il nostro gruppetto Roberto Balboni, 463° in 3.04'00".
Bravissimi a tutti ragazzi!!

CORSA DEL TRENINO 22 KM 800 MT D+
1° BRANDALISE CLAUDIO 1.40'00" (4'33")
1^ CHEMELLO MARIAPIA 1.57'20" (5'20")
70° FARDELLA ALESSANDRO 2.05'51" 5'43" 22+8+14
186° TALMELLI DAVIDE 2.22'02" 6'27" 22+8+10
14^ BELLINI GIULIA 2.26'17" 6'39" 22+8+14
241° RICCI ANDREA 2.28'03" 6'44" 22+8+8
262° GIANANTONI MARCO 2.31'33" 6'53" 22+8+7
463° BALBONI ROBERTO 3.04'00" 8'22" 22+8

BRANDALISE E CHEMELLO GUIDANO LA LOCOMOTIVA NELLA 10.a ED. DE LA CORSA DEL TRENINO
Nel weekend in cui l'atletica vicentina gioisce per il bel quinto posto di Mirko Cocco tra gli Allievi al mondiale bulgaro di corsa in montagna, in quel di Asiago si consuma la 10.a edizione de La Corsa del Trenino.
A portare sicuro il convoglio in stazione ad Asiago sono stati Claudio Brandalise (Emme Running Team) e Mariapia Chemello (Sport Race A.S.D.), che hanno chiuso rispettivamente davanti a Roberto Poletto (Puro Sport Team) e Roberto Dalla Valle (Vicenza Runners), Daniela Ferraboschi (Runners Team Zané) e Anna Zilio (Team Terzo Tempo).
Sole a picco fin dagli attimi che hanno preceduto lo start ad incoronare una giornata sportiva altipianese tutta da gustare.
Sul via le maglie colorate si contano a fatica, ad indossarle sono ben 600 tra atleti ed atlete, tutti grintosi e pronti ad attaccare la tradizionale scalata che da Cogollo del Cengio sale ad Asiago (VI), lungo il tracciato della vecchia cremagliera che collegava la Val d'Astico con i Sette Comuni.
Franco Morello, alla guida dell'organizzazione e della Sportiva 7 Comuni, trattiene a stento la commozione sul nastro di partenza ricordando l'amico Giancarlo “Gec” Marchetto, scomparso solo qualche mese fa.
Grande assente il cinque volte vincitore delle passate edizioni, Stefano Benincà, costretto ad alzare bandiera bianca nel pre-gara. Ecco allora che i competitors che già erano pronti a dargli del filo da torcere si scatenano al massimo e sulle pendenze che nella prima metà di gara puntano tutte allo scollinamento del bivio per Forte Corbin lanciano da subito l'assalto. Come da previsioni, l'ascesa fa ben presto la selezione e il lungo trenino di concorrenti sfilato per il centro di Cogollo si sfilaccia in pochi chilometri.
All'altezza del terzo tornante che dirige su Ponte Campiello c'è già un quartetto solo al comando. A guidarlo ci sono Poletto e Dalla Valle, scortati da Brandalise e Marzarotto. Poletto ha nelle gambe gli skills per la corsa in salita, ma c'è comunque l'incognita del falsopiano che attende la testa della corsa nella seconda parte del tracciato. È proprio qui che Brandalise, dopo aver governato un po' l'andatura sulla scia dei primi uomini, si sgancia dal gruppetto e costruisce in men che non si dica quel vantaggio che gli consente di arrivare indisturbato al traguardo, fermando il cronometro a 1:40:00. Poletto tiene il ritmo, ma arriva staccato di 2' abbondanti, mentre Dalla Valle chiude con il tempo di 1:46:10.
Nella gara femminile non hanno lesinato sull'acceleratore le tre amiche Chemello, Ferraboschi e Zilio. L'atleta in forze alla Sport Race A.S.D. Di Schio (VI) ha tagliato il traguardo in 1:57:20, distaccata di soli 43” dall'inseguitrice Ferraboschi. Le due si alternano quindi nell'ordine di arrivo rispetto alla passata edizione, quando a vincere fu proprio la Ferraboschi, davanti alla Chemello. A 4' e 13” arriva poi la Zilio, che riesce così a guadagnare il podio da quale era rimasta fuori per un soffio nel 2014.
Nello splendido contesto del piazzale antistante il Millepini di Asiago, con un pubblico assiepato fino all'ultimo attorno al rettilineo finale, sono poi sfilati tutti i concorrenti fino a quel pettorale 522, indossato da Loretta Mantoan, che ha chiuso ufficialmente l'ordine d'arrivo dell'edizione del decennio firmata Corsa del Trenino.