giovedì 28 maggio 2015

MONTEVEGLIO (BO) - 1° STAFFETTA 9.92 SOTTO LA PIOGGIA BATTENTE


Sotto una piaggia battente ininterrotta si è svolta la 1° staffetta 9.92 Running organizzata dell'omonimo gruppo e dalla Polisportiva Monteveglio presso la pista di atletica adiacente il campo sportivo Benassi di Monteveglio (BO), nonostante il meteo non ideale per una gara del genere sia gli atleti che i tifosi, pur inzuppati, si sono divertiti e passato una serata piacevolissima con annesso post-gara presso lo stand gastronomico della Festa dello Sport (la staffetta era uno dei tanti eventi organizzati).
Unico rammarico è stato non aver potuto far correre Mauro (Giusti), ma i suoi "boys" (coloro che dovevano spingerlo sul percorso) si son fatti comunque valere vincendo con ampio margine la gara, il maltempo non ha fermato però nessun altro perché tutti gli iscritti nessuno escluso si sono presentati ai "nastri" di partenza ed hanno corso senza lamentarsi (se non goliardicamente) delle condizioni del percorso.
La mia staffetta era formata con Daniele Vassalli e Claudio Vettorello CV510, dopo aver "litigato" per chi dovesse correre la prima frazione (la più lunga) ho deciso di lanciarmi io nella frazione di apertura cercando pur con i miei noti limiti di dare il massimo anche se correvo con i migliori di ogni frazione.
Allo start sono partiti a tutta ed io ho cercato di accodarmi senza spingere troppo per non scoppiare già prima del secondo giro....mi ero ripromesso di correre a sentimento non guardando il GPS, ma il "vizio" è duro da togliere e alla notifica del 1° km una occhiatina l'ho data per rendermi conto dell'andatura visto che mano a mano perdevo lentamente terreno dai miei riferimenti, il risultato è stato che mi son reso conto di correre a 4'45" e ho giustamente pensato che sarei scoppiato (poi non so se prima fisicamente o mentalmente) quindi ho ulteriormente contenuto correndo il successivo a 5'37 per poi "regredire" ulteriormente a 6'03" nel terzo e concludendo "in spinta" gli ultimi 500 (e 20) metri a 5'40"
La cosa più soddisfacente in tutto questo è che oltre a Monia ad ogni giro sentivo il "cinno" Lollino incitarmi facendo l'eco alla mamma....ogni volta che comparivo a vista cominciavo a sentire la sua vocina uscire tra il brusio generale ( da sotto la "tenda ad ossigeno" dove era) e ...........SON SODDISFAZIONI (finché non si renderà conto della mia scarsezza, me lo godo).
Passato il testimone a Daniele Vassalli (che si mette subito sulle tracce di Chiara Veronesi....tra i secondi frazionisti) e che mantiene il "meritato" ultimo posto con distacco, vado a fare la meritata e caldissima (ottima organizzazione) doccia, poi torno a seguire il finale di gara per rendermi conto che il nostro 3° cavallo (CV510) nel frattempo aveva, pur passeggiando, recuperato lo svantaggio e ripreso il giro (e mezzo) di distacco "vanificando" i nostri sforzi per arrivare ultimi, per di più abbiamo dovuto fermarlo perché vista la recente "6 giorni di Balaton" (ha infatti corso 510 km ...da qui il nuovo soprannome) c'era il serio rischio che proseguisse all'infinito a girare per l'abitudine......
(Romano Gagliardi)


















TUTTE LE FOTO

1° STAFFETTA 9.92 RUNNING NC - (3,52+3,2+3,2)

ROMANO GAGLIARDI (1 frazione)
   19'20"
5'30"
3

mercoledì 27 maggio 2015

CORRIFERRARA al VIVICITTA' in CARCERE


Ormai da molti anni, se non erro 21, il comitato Uisp di Ferrara nell'ambito di varie iniziative adite a portare lo sport all'interno delle carceri organizza il Vivicittà con alcuni detenuti rinchiusi nella casa circondariale cittadina.
Il tutto ovviamente sotto la stretta sorveglianza e direzione dell'istituto penitenziario.
Così nella mattinata di mercoledì 27 maggio ci siamo ritrovati a vivere questa esperienza particolare (per il sottoscritto era la seconda volta in quanto partecipai già una decina di anni fa), sicuramente diversa dalle solite corse di routine e che da una possibilità, seppur minimesimale, di integrazione ai detenuti che hanno partecipato alla gara. Ragazzi che sono rinchiusi per reati minori (per intenderci non c'erano serial killer a correre con noi), chi magari solo per pochi mesi, chi magari per anni...lanciando una battuta ad uno di essi infatti questi mi ha risposto che il prossimo anno ci sarà ancora...
A differenza degli anni scorsi in cui sfiorarono anche la trentina di partecipanti, quest'anno erano solo 11 i detenuti che hanno corso, fra i quali un solo italiano. A sensazione, direi che erano quasi tutti nord africani con un nigeriano e un paio di colombiani.
Per noi invece ci siamo trovati (a mia insaputa della loro presenza) giusto all'ingresso con anche Massimo Corà, Simone Bonaiuto e Thomas Beltrami; a rappresentare altre società ferraresi Giuliano Battaglia, Mario Braga, Domenico Niceforo, Andrea De Vivo oltre ad Enrico Balestra (Presidente Provinciale Uisp), Simone Merli (Assessore allo Sport del Comune di Ferrara), Paolo Calvano (segretario regionale Pd).
Presenti anche i giudici Uisp Maurizio Mazzanti, Pio Cattabriga e Dino Mazzoni.
Dopo i dovuti controlli all'ingresso e dopo esserci cambiati in uno spogliatoio al di fuori dalla zona rossa, alle ore 10 il via alla gara...ovviamente noi facciamo da contorno e corriamo insieme a loro, ma per puro spirito di divertimento.
Il percorso è il perimetro del cortile interno, un rettangolo di 800m da ripetere 3 volte per un totale di 2400m, al cui centro c'è un campo da calcio ed il palazzo contenente tutte le celle dei detenuti.
Pronti via e noi siamo già ultimi...infatti partono tutti a razzo come se dovessero fare una gara di 100m.
Uno in particolare, con un paio di bermuda di jeans si fa il primo mezzo giro in testa ai 3'15"/km, con Simone Bonaiuto ad arrancare nell'inseguimento...
Noi nel frattempo recuperiamo il gruppo che già dopo la prima curva ha iniziato a rallentare, visto che 3 giri non sono poi una passeggiata.
A metà del primo giro ecco che cambia la testa della corsa, l'uomo in fuga si mette a camminare e Bonaiuto passa in testa, pur sapendo benissimo che non poteva arrivare primo...pena il restare una notte in cella con loro....
Da questo momento non vedo più cosa succede davanti, io e Giuliano Battaglia preferiamo farla in gruppo con alcuni detenuti che bene o male, magari arrancando un po' nel finale, riescono a chiudere la gara a 4'45"/km.
E durante la corsa recuperiamo anche quel tizio che era partito a scheggia per poi camminare....lo incitiamo e lo sproniamo e si rimette a correre un po' con noi...nel frattempo dalle finestre delle celle si sentiva il tifo degli altri rinchiusi, ovviamente in un linguaggio incomprensibile.
Bonaiuto nel frattempo si accosta al vincitore, con il quale corre tutto il 2° km a 3'58"/km, che trionfa poi in 9'18" alla media di 3'48"/km. Quindi non era proprio uno sprovveduto se è in grado di correre a questo ritmo, seppur la corsa fosse di 2,4 km soltanto.
Io e Battaglia arriviamo in 11'36" insieme ad un paio di detenuti poi torniamo indietro ad accompagnare all'arrivo gli ultimi "tapascioni", comunque molto divertiti nonostante la fatica alla quale non sono proprio abituati.
Al termine della gara vengono tutti premiati con una maglietta del Vivicittà, ai primi 3 viene dato anche un cappellino ed al 1° uno zainetto.
Non sto qui a disquisire sul fatto che queste persone meritino o no situazioni di questo tipo, ognuno in questo avrà le proprie opinioni; personalmente sono contento di aver partecipato a questa iniziativa e credo che se vi sarà modo tornerò ancora una terza volta. Sono situazioni che ho vissuto durante il periodo del servizio militare che mi fecero svolgere al carcere militare di Peschiera del Garda in cui fui a contatto giornalmente con detenuti del calibro dei Savi della banda della Uno Bianca ed altri pluriomicidi, sicuramente gente nemmeno paragonabile a quelli che hanno corso con noi oggi, che hanno sbagliato per altri motivi e per questo stanno pagando e sono contento nel mio piccolo di aver regalato loro anche solo una mezz'oretta di svago al di fuori delle sbarre delle loro celle.
Paolo Callegari

ARTICOLO ESTENSE.COM

COPENAGHEN MARATHON: unforgettable Garbellini


Bella, unica, indimenticabile!...sono questi i tre aggettivi più idonei per descrivere la 36a edizione della Nykredit Copenhagen Marathon andata in scena domenica 24 maggio nella capitale danese.
Dodicimila atleti iscritti provenienti da 75 nazioni diverse: un’intera città bloccata per l’evento; un tifo sfrenato lungo tutto il percorso con trombe, bandiere, tamburi e coriandoli; 21 gruppi musicali (e dj) che allietavano i runners con melodie che spaziavano dal blues al jazz al rock al metal al folck al revival anni 80/90; un’organizzazione sopraffina dall’expo alla zona partenza/arrivo ai ristori, con dolci tipici danesi (tebirkes), frutta, pasta, integratori, acqua, the, cioccolata calda…e chi più ne ha più ne metta.
E’ stato un evento a mio avviso epico e non è facile riassumerlo in poche righe, posso solo consigliare fin da ora di vivere questa meravigliosa 42K almeno una volta nella vita, quanto meno per assaporare lo spirito sano nordico di un’intera nazione in occasione di tali eventi, oltre che gustarvi una città ricca d’arte e parchi all’insegna della pace e libertà.
Premesso ciò, torniamo all’evento in sé. La zona expo, sino al sabato sera, era collocata all’interno dello Sparta Hallen nel quartiere di Osterbro, adiacente al Parken Stadium (stadio di calcio della nazionale danese) ed all’Osterbro Stadium (stadio di atletica di Copenaghen) dove il sabato mattina si è svolta una corsa di 2Km, suddivisa per fasce d’età, di ragazzi e bambini nati dal 2000 in poi.
Partecipare come spettatore sugli spalti dello stadio di atletica a questa “baby manifestazione” mi ha dato una gran carica: oltre cento bambini e bambine di qualunque età si sono dati battaglia lungo un percorso campestre all’interno del parco adiacente lo stadio, per poi farci ingresso e tagliare il traguardo dopo mezzo giro di pista (per la cronaca, il vincitore della categoria annate 2000-2002 ha chiuso i 2K in 6’02”!!!).
Memore già di un’esperienza analoga ancor più a nord (ad Helsinki), mi aspettavo un clima di festa, ma devo dire che i danesi si sono superati già a partire dalle varie baby run del sabato: uno stadio di atletica completamente pieno di gente (genitori, nonni, zii, bambini), ciascuno a tifare per il proprio “cucciolo runner” e per quella meritata medaglia conquistata.
E poi tutti sotto il gazebo in mezzo al parco per il pasta party, che durava dalle 12 alle 19 ininterrottamente, con penne al ragù fatto in casa e birra rigorosamente locale (Tuborg e Carlsberg).
Sicuramente il meteo ha favorito l’ottimo esito dell’evento: giornate senza nuvole ed un cielo limpidissimo, col sole nordico che scaldava per bene, 15/16 gradi di giorno e poco vento…clima perfetto per rendere questa maratona, per dirla all’inglese, unforgettable!!!
La domenica della gara, nelle prime ore del mattino, un sole timido e molte nuvole e vento lasciavano presagire una maratone “bagnata”, come avvenuto nel 2013.
La partenza, prevista alle ore 9.30, era collocata ad Islands Brygge, lungo mare, nel quartiere di Christianshavn (distretto amministrativo, statistico e tributario fondato all'inizio del XVII secolo come isola artificiale a scopo difensivo nel complesso delle nuove fortificazioni della città ed ispirato alle città mercantili olandesi).
Tutta la zona partenza, e relativo expo con deposito borse, ristori e bagni, era dislocata per 500 metri in riva al mare, e l’arco era collocato accanto ad una tribuna allestita per l’occasione già colma di tifosi sin dalle 9 del mattino.
Lungo il rettilineo di partenza erano posti dei cartelli a distanze diverse indicanti il ritmo dei pacemaker (diciamo delle sorte di “griglie” indicative) dato che le classifiche erano stilate sul real time e non sul tempo dallo sparo.
Ci siamo: mancano pochi minuti alla partenza e mi colloco davanti ai pace delle 3h30’, perché il mio obiettivo non era tirare la gara, ma godermela appieno senza fatiche.
Le televisioni iniziano a riprendere il fiume di gente, lo speaker fa il countdown in danese, la gente sulle tribune inizia già con coriandoli, trombette e applausi…bam, parte lo sparo e con esso la mia avventura.
Nel frattempo le nuvole erano sparite e il vento si era calmato, lasciando spazio ad un cielo talmente azzurro che pareva dipinto.
Passo dopo passo il percorso proiettava gli atleti lungo tutte le zone principali della capitale: i primi chilometri erano lungo la H.C. Andersen Boulevard (che taglia a metà il centro città), per poi passare nella city tra l’orto botanico ed il parco con il castello di Rosenborg; direzione Osterbro ed i suoi immensi parchi per poi scendere verso il quartiere di Norrebro e ripassare nella city vicino al parco divertimenti di Tivoli.
Poi si scendeva verso il distretto di Vesterbro (tipico per i suoi pub della working class) e qui il giro di boa (passaggio della mezza) per risalire tutta la città sul lungo mare sino alla zona della Cittadel (roccaforte su una collina utilizzata nella storia come difesa della città) e della famosa Sirenetta.
Da qui si ripercorreva parte del percorso fatto all’inizio nel quartiere di Osterbro sino a scendere attraverso il centro città in direzione partenza/arrivo…e qui lo spettacolo vissuto nell’ultimo km sul ponte (Lagenbro) che collega la city a Christianshavn: un tunnel umano di centinaia di tifosi (stile ciclismo) all’interno del quale gli atleti dovevano passare per ricevere la carica per la volata finale verso quello che per me resterà sempre il traguardo più bello!
E’ sempre un’emozione unica finire una maratona, indipendentemente dal crono!
A proposito di crono, ho chiuso questa meravigliosa avventura in 3h34’29”, piazzandomi 1994° assoluto su 9.215 finisher e 295° di categoria su 872…bingo! Mi sono divertito come non mai, conosciuto danesi, norvegesi e gallesi, ballato al ristoro del 36° Km con un gruppo di norvegesi al ritmo di dance anni 90, e dopotutto ottenuto anche un buon tempo.
E non contento, ho pure fatto 2 km di scarico post arrivo con una coppia di danesi conosciuti al 30° Km.
Che dire…tutto questo solo a Copenaghen! Una di quelle maratone che vorresti non finisse mai!!!
Marcello Garbellini






COPENAGHEN km 42,195
 GARBELLINI MARCELLO
3h34'29" 5'04"/km 42+12



P.C.

martedì 26 maggio 2015

CORRI ESTE: un trio Corriferrara nella 13 km


Domenic 24 maggio si è disputata la 29a edizione della "Corri Este", marcia FIASP con vari percorsi misto collinari di 7-13-20 km.
Per l'Atletica Corriferrara una sgambata sui colli Euganei per il trio Toschi, Balboni e Ceccarelli, che hanno preso parte alla distanza intermedia di 13 km.

CORRIESTE km 13 NON COMP
 TOSCHI PAOLO
13
 BALBONI ROBERTO
13
 CECCARELLI PIERLUIGI
13





P.C.

Moonlight Half Marathon: frantumati tanti personali a Jesolo


Gara sempre molto bella e suggestiva quella di Jesolo, con percorso molto veloce a portata di record, per chi si sente al top della forma. Sabato per fortuna la pioggia ha dato una tregua nel primo pomeriggio e le condizioni per fare una buona gara c'erano, anche se il vento ha soffiato contrario per quasi tutta la lunghezza del percorso. Presenti in 14, con anche l'esordiente in canotta biancazzurra Nicola Pappi al via, ben 8 hanno corso velocissimi da abbattere o quasi eguagliare i propri personali in mezza maratona. Vanno quindi segnalati i gran tempi di Thomas Beltrami (1h27'26") che si migliora di 2 minuti e mezzo e di Filippo Malagò (1h27'53") che è in costante crescita e toglie altri 2 minuti (anche se è letteralmente crollato nel rettilineo finale di 3 km). Fra gli altri Filippo Punturieri toglie quasi 3' sul suo precedente crono (chiude in 1h40'15") e sfiora solo per poco l'obiettivo di scendere sotto i 100', Marco Gavioli (1h41'01") scende di 1' a conferma di un ottimo recupero post infortunio. Abbatte il muro delle 2h Monica Alebbi (1h57'15") che si migliora di oltre 5'; Alberto Taddia addirittura 15' meglio del suo precedente. Per Giovanni Leto e Marcella Mari invece tempi di pochi secondi superiori ai propri best. Veramente una bella giornata da ricordare per tutti quanti...unica nota stonata la prestazione di Giovanni Simone che incappa in una giornata poco fortunata come ci racconterà poi nel resoconto sottostante.

Paolo Callegari



Giusto scrivere due righe anche quando le cose non vanno come vuoi. "Non tutte le ciambelle nascono con il buco...passione e sorriso ritornano ugualmente dopo pochi minuti superato il traguardo ". Sabato 23/5 parto alle 10.30 del mattino carico come sempre accompagnato dall'amico Benini dedito da qualche mese alla bici, destinazione Jesolo per la 5*Halfmarathon. Parcheggiamo alle 12.30 e dopo aver preso il pettorale alle 14 andiamo a pranzo, ci vengono a salutare Malago' e la Marina Zanardi che faranno un ottimo tempo; un caffè in zona Expo mi permette d'incontrare il mio idolo da Runner Stefano Baldini con cui scambio qualche parola e un paio di foto.
Verso le 16.30 siamo in zona navetta, alle 16.45 con Calle ad altri partiamo per la zona partenza Cavallino Punta Sabbioni, arrivati ci sediamo sugli scogli a chiacchierare incontrando altri amici Runner tra cui Campagnoli; alle 18 consegniamo le borse, poi foto di rito Corriferrara grazie al telefono di Gavio. Nel riscaldamento ci troviamo anche con Morris, Thomas, Menghini e compagna. Alle 18.45 si entra in griglia. Avendo deciso di correre in canotta mi copro con quanto messo a disposizione dell'organizzazione; sono concentrato e cerco di stare più avanti possibile per poter stare con i pacemaker 1h35.
Alle 19.30 dopo minuto di silenzio per la campionessa Sidoti e l'Inno partenza. Parto ai 4’20” il primo Km, al 2km inizio a sentire freddo addosso e allo stomaco, cerco di non mollare, inizio a sentire senso di nausea e sensazioni di vomito; tengo duro, mi superano in tanti ormai i pace 1h35’ sono andati.
Cerco di non pensare e distrarmi con il paesaggio e andare avanti, demoralizzato per l'obiettivo fissato non possibile dico a me stesso la devo chiudere comunque, al 16° anche i Pacemaker 1h40’ vanno e al 18° quelli 1h45’.
Al 19°km sentendomi meglio decido di chiuderla e mi ritrovo in un lampo in via Bafile (una delle vie della movida più lunghe d'Italia) che mi porterà in piazza Mazzini tra un folla festante, inizio a dare cinque ai bambini che incitano. Taglio in 1h48’. Sicuramente non è andata come volevo, mi lascio andare anche d'impulso a uno sfogo con Calle... Dopo qualche minuto lucido mentre mi cambio dico a me stesso "Bhè tutto sommato sto bene, mi sono ripreso, la medaglia per il mio campioncino Tom l'ho conquistata, il mio idolo l'ho incontrato, mi rifarò e la rifarò. La passione e il sorriso hanno il sopravvento per i PB c'è sempre tempo e la prossima gara è dietro l'angolo".
Giovanni Simone