Sotto il sole di Maiorca: la corsa, il vento e il cuore di Rosanna
C’è qualcosa, nelle isole, che rende ogni passo più intenso. Forse è il vento che arriva dal mare, carico di storie antiche. Forse è la luce, così viva da sembrare quasi una promessa. O forse è quel senso di confine,tra terra e acqua, tra fatica e bellezza,che trasforma una gara in un racconto.
La Half Marathon Magaluf Palma de Mallorca, corsa il 19 aprile 2026, non è stata solo una competizione internazionale. È stata un viaggio. Un attraversamento di paesaggi e sensazioni, dove il ritmo dei runners si è intrecciato con quello dell’isola. Magaluf, oggi conosciuta per il suo volto vivace e turistico, porta in sé echi più antichi. Si racconta che queste coste fossero un tempo approdo di marinai e pirati, e che nelle notti senza luna si potessero vedere luci lontane, fuochi di chi cercava rifugio o forse di chi non voleva essere trovato. E mentre i corridori avanzavano tra sole e vento, sembrava quasi di sentire ancora quel respiro salmastro, antico, ostinato. La gara non ha fatto sconti: sole pieno, caldo già deciso, vento a tratti contrario e un percorso ondulato, mai banale. Un continuo saliscendi che obbliga a dialogare con il proprio corpo, a negoziare ogni energia. È lì che la corsa smette di essere solo sport e diventa qualcosa di più profondo, una conversazione silenziosa con sé stessi.
In questo scenario, tra atleti arrivati da tutta Europa, Corriferrara ha lasciato il segno. E lo ha fatto con una presenza che ormai è una certezza: Rosanna Albertin.
Rosanna non ha bisogno di presentazioni tra chi conosce il valore della costanza. Anche lontano da casa, anche su strade nuove, non perde il suo tratto distintivo: la capacità di salire sul podio. E non in punta di piedi, ma con quella determinazione discreta che parla più dei risultati che delle parole.
A Maiorca, ancora una volta, è arrivato il sigillo: prima di categoria. 
Il suo commento è semplice, diretto, quasi essenziale come spesso accade quando le emozioni sono piene e non hanno bisogno di ornamenti:
“Gara internazionale, sole, caldo, vento e saliscendi, bella ed emozionante. Porto a casa il 1° posto di categoria.”
E in quelle poche parole c’è tutto. C’è la fatica e la soddisfazione, il paesaggio e la conquista, la gara e il ricordo. Forse è questo il segreto delle corse lontano da casa: ti restituiscono qualcosa in più. Non solo un tempo, non solo una medaglia, ma una storia da portare con sé. E mentre il sole calava su Palma de Mallorca, tra le onde e le voci lontane, qualcuno tra i corridori sapeva di aver scritto un’altra pagina. Con il vento contro, sì. Ma anche con il cuore davanti.





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