mercoledì 20 maggio 2015

32° STRARIMINI.....tanto caldo (ma bel percorso) Corriferrara ABBRONZATISSIMI



Grande successo per l’edizione 2015 della Strarimini, la mezza maratona che ha animato anche quest’anno il lungomare e il centro storico di Rimini. Giunta quest'anno alla 32esima edizione ha visto la partecipazione di circa 900 atleti competitivi (quasi 2.000 se sommati alla non competitiva). Nella 21 chilometri a dominare tra gli uomini è stato il marocchino El Makhrout Cherkaoui, mentre tra le donne Ilaria Aicardi. 
Cospicuo gruppetto anche per i nostri colori, giunti tutti un po' alla spicciolata Monia ed io ci siamo ritrovati più o meno in partenza con Balbo e Gianca, FruFru (con il fido PG) e Talmelli pensavamo di essere soli ed invece nel complesso eravamo quasi in doppia cifra (9) contando anche quelli visti solo in classifica (purtroppo).
Il percorso, rinnovato negli ultimi anni (qui 4 anni fa ho corso la mia primissima mezza competitiva ed allora il giro passava per aeroporto e tanta periferia), è piacevole si partiva (ed arrivava) da Piazza 3 Martiri, passando sotto l'arco di Adriano con un giro cittadino si giungeva quasi subito sul lungomare (bagno 85) per poi percorrerlo fino alla Marina passando sotto la ruota panoramica e poi risalendo il canale (che ho scoperto poi essere artificiale e subito sotto il ponte di Tiberio finisce nel prato del Parco del Marecchia).
Poco dopo il faro interno presente lungo il canale, passato il sottopasso della ferrovia, il percorso rientrava per i non competitivi della 10.5 mentre proseguiva, riprendendo poco dopo il lungomare, fino a Viserbella per i "mezzi maratoneti" per poi (circa 15°) rientrare passando, come già detto, dal verdissimo Parco XXV Aprile (Marecchia) e dal ponte di Tiberio arrivare di nuovo alla Piazza 3 Martiri (già Giulio Cesare).
Molte parti del percorso erano con qualche differenza comuni alla Maratona di Rimini di 2 settimane fa e (almeno per me) la fatica pesava un po' meno, nonostante il caldo umido MOLTO fastidioso a dispetto delle previsioni che "garantivano" nuvolo e rinfresco.
Arrivo tra 2 ali di folla (non per me ....erano già andati via tutti.....o quasi) e grande festa per tutti.
Nel mio caso per compensare il poco pubblico però ad attendermi oltre a Monia (che è riuscita nell'attesa anche a farsi stirare da un ciclista distratto) ...Lollino che così mi ha accompagnato (un pochino allucinato stavolta ..ma forse perchè ero sudatissimo e gli facevo un po' senso....) al traguardo.
Per tutti (almeno credo) tempi mediocri, ma eravamo tutti molto in "modalità villeggiatura".....non solo io
















P.Gen
Pett
Nome Cat
P.Cat
P.Sex
Tempo
Punti
585 660 GIUSEPPE MONTEVECCHI C 228 516 01:56:29 21+2
587 835 ROBERTO BALBONI C 229 517 01:56:34 21+2
588 357 GIANCARLO VERATTI D 96 518 01:56:34 21+2
645 479 MONIA BORGHI G 33 81 02:01:02 21+6
655 75 ALESSANDRO BRUGNOLI B 144 572 02:02:00 21
663 519 BARBARA TALMELLI H 17 86 02:02:50 21+5
664 499 SIMONA FRISINA G 36 87 02:02:50 21+5
703 449 EVA ANTAL F2 30 102 02:07:59 21+2
754 249 ROMANO GAGLIARDI C 274 635 02:27:50 21




martedì 19 maggio 2015

Monte Orfano Cross Race: CALLEGARI in cima al Calvario come Gesù Cristo

Foto Ivan Gussoni


La mia fotografia della "Monte Orfano Cross Race" è quella che riprende più o meno a metà gara i concorrenti che sulla via verso la sommità della montagna vengono fermati da 2 addetti alla gara e legati con le mani dietro la schiena. Il passo seguente è guardare il loro indice che indica la cima nel mentre ti dicono: “adesso devi salire lassù”…
E così sia…si comincia a salire piano piano, in uno dei pochi punti fuori dalla vegetazione completamente sotto al sole cocente di questa domenica “estiva” di metà maggio, passettino dopo passettino fra erba, rocce e sassi di ogni genere. 3-400m lunghissimi, senza potersi aiutare con le mani (e chi corre in salita sa perfettamente quanto sia basilare la coordinazione delle braccia e l’aiuto che possono dare anche spingendo sulle ginocchia, non a caso in tante gare specifiche nelle salite si usano anche le bacchette per fare forza e alleggerire il peso sulle gambe), con il sudore che scende sugli occhi fino ad annebbiarli dal bruciore e non avere modo di asciugarseli.
In quei frangenti ho pensato alla salita di Gesù Cristo al monte Calvario, con la croce in spalla prima di essere crocifisso…anche perché bastava alzare lo sguardo alla cima per vedere veramente il crocifisso, come se fosse li apposta ad aspettare la nostra ora.
Finita la salita, si giungeva nel punto più alto del Monte Orfano (452m s.l.m.) dal quale si domina tutta la pianura attorno a Brescia. E puntuali ad aspettare altri 2 giudici che finalmente liberavano i polsi ma sottoponevano subito ad un altro martirio: 20 balzi a piedi uniti sullo scalino del basamento del monumento, che basta guardare la foto a lato si commenta da solo quanto sia alto. Poi si poteva finalmente prendere la discesa, molto fangosa dalle piogge dei giorni precedenti, ma pur sempre discesa!
Ma facciamo un passo indietro…
Questa gara di 8 km (ma al briefing pre-start ci diranno che la gara è stata allungata ad oltre 9 e mezzo) con 20 ostacoli naturali ed artificiali da superare lungo il percorso era alla prima edizione ed a quanto pare è stato un autentico successo, baciata anche dalla splendida giornata fin troppo calda ma che ha decisamente aiutato gli organizzatori nella messa a punto del percorso e nello svolgimento delle varie prove.

Oltre 300 gli iscritti, suddivisi in 7 batterie da 50 atleti che prendevano il via a distanza di 10’, cronometrati dal sistema chip.
Parto nella prima, qualcuno dello staff nei giorni precedenti mi aveva ipotizzato come “l’uomo da battere”, solo perché da quelle parti vinsi la “Brescia no limits” dell’anno scorso…ma sapevo benissimo che erano altri i favoriti. E così sarà perché in queste gare conta molto più l’essere portati alla corsa in salita che non all’agilità nello superare le prove, che a dire il vero però a differenza di altre gare che ho corso di questo genere erano veramente faticose e serviva molta forza fisica più che di agilità/abilità.
Pronti via, e dopo 200m bisogna subito superare una trave posta a 2,5 m di altezza…per chi non è in grado si può bypassare l’ostacolo facendo 40 flessioni o 20 “burpees” (che non vi sto a definire…cercatelo con Google :D ). Ma chi ci arriva a tirarsi su con le braccia fino a quell’altezza? E Poi scavallare dall’altra parte?
Opto per 40 flessioni, faccio prima… 
Avanti 100m e ci si inoltra subito nel bosco, in un sentiero impervio dal 30-40% di pendenza e si sale almeno fino a metà del monte. Arriviamo ad una montagna di gomme d’auto, piene di acqua nella parte concava perchè hanno preso la pioggia il giorno prima…se ne prende una a testa, ce la carichiamo in spalla e avanti per 100m poi si ritorna a depositarla nel mucchio. Si prosegue la salita e si esce dal bosco, c’è anche una strada asfaltata che ogni tanto ci fa compagnia nella scalata alla cima. All’inizio di un tornante troviamo una montagna di sacchi di sabbia di quelli arancioni che si utilizzano come zavorre per i segnali stradali posizionati a terra nei lavori in corso. Caricare in spalla, saranno 15 kg, su in salita per 150m poi si torna indietro in discesa e si ridepositano dove li avevamo presi. In discesa mi lancio giù come un camion senza freni, almeno recupero un po’ di posizioni perse in salita.
Dietrofront e si risale nuovamente fino a tornare dentro al bosco, e via di altri ostacoli naturali da superare fino ad una radura in cui si passa al passo del leopardo sotto al filo spinato. E così via via fino alla salita del Calvario, per poi scendere finalmente dalla cima fra un sentiero largo ma pieno di fango, fra altri stop & go da affrontare (fra i quali altri 20 “burpees” in mezzo ad una vasca di fango o trascinare capovolgendo  per terra per 20-30m una gomma da camion) e finalmente all’8° km si arriva in pianura. Qui un lungo rettilineo asfaltato ci riporta in paese, Cologne, alle porte del quale andava affrontata la penultima prova: 8 serie di balle di paglia da saltare lungo il tragitto, distanziate 15-20 m l’una dall’altra. Ultimo km, ultimi sforzi, ma la strada è tutta piana ed il peggio è alle spalle. Resta solo a 200m dal traguardo una piccola pila di copertoni da scavallare, gioco facilissimo, se non che dalla parte opposta c’erano ad aspettarti 2 giocatori di football americano pronti a braccarti per non farti passare l’ostacolo…finalmente con l’arrivo a pochi metri si può anche sorridere…
La mia gara termina in 1h13’01”, al 27° posto. Lontanissimo dai primi che impiegano meno di 1h…ma sono abituati a fare gare in montagna.
La gara è tanto bella quanto faticosa, organizzata bene anche se come prima edizione qualcosa da perfezionare c’è stato ma è più che comprensibile, come è stato ben visibile lo sforzo che gli organizzatori hanno fatto per allestire tutti i vari ostacoli sul percorso che si inerpicava sui sentieri del Monte Orfano.
Durante la premiazione hanno già annunciato di voler riproporre la gara anche il prossimo anno, vista la notevole partecipazione ed il clima festoso di contorno, magari svolgendola in piena estate, di notte, con le luci frontali per salire nel bosco… un night trail ad ostacoli, chissà se sarà l’occasione per tornare ancora.
Paolo Callegari

MONTE ORFANO km 9,750 D+450
27°
 CALLEGARI PAOLO
1h13'01" 7'29"/km 9+4+0














STRAPANARO: Diecimiglia cocenti


Sveglia alle 6 di domenica 17/5/2015, dopo aver preparato tutto con calma e una buona colazione alle 7 si parte…autostrada alla volta di Modena Sud. Una volta usciti dall'autostrada San Damaso è a pochi km. Alle 8 ritiro il pettorale e mi vado a cambiare ospitato nella tenda MDS (Madonna di sotto) quartiere di Sassuolo. Una volta cambiato qualche foto con l'amico Alessio Guidi con la sua bella iniziativa delle scarpe usate, poi dopo un bicchiere di thè e la sosta toilette inizio il riscaldamento. Pronto in zona partenza per la punzonatura delle 8.45, mi raggiungono Gianantoni detto “Giana” e Furini Simone.
Alle 9 dopo un minuto di silenzio per una donna del podismo modenese scomparsa, la partenza con sparo dei giudici. Siamo circa un migliaio compresi i partenti delle non competitive dei 9 e 14 km; noi competitivi della 10 Miglia circa 300. Io e Giana partiamo assieme ai 4’35”, dopo aver lasciato San Damaso ci inoltriamo nel percorso lungo il Panaro, tutto immerso nel verde con poche zone d'ombra, la maggior parte asfaltato e poco sterrato; al 4° Miglio il caldo è rovente, ristori puntuali, Giana decide di aumentare, io mi tengo ai 4’40” godendomela.

Dopo esser passati su un ponte che ci fa venire le vertigini ma godere d'un fantastico panorama, un po' di gimkane e sali scendi tranquilli, al 9° Miglio mi raggiunge Simone Furini, lo lascio andare, tanto farò la solita volata; infatti appena vedo il traguardo divent un cavallo pazzo e supero un certo Biagio, lui e una donna del MDS.
Chiudo in 1h18’, un buon allenamento in vista di Jesolo, avanti 3 minuti Giana, Furini pochi secondi dopo.
Una bella gara organizzata bene. Per la cronaca vince Omar Choukri della Mds.
P.s li ho invitati alla 10 Miglia a Ferrara e Tommy (Tommaso Mandredini, n.d.r.) con cui ho parlato arrivato 5° ha detto che verranno volentieri. Cosa dire Corriferrara una squadra vincente ovunque.
Giovanni Simone

STRAPANARO km 16
116°
 GIANANTONI MARCO
1h15'23" 4'41"/km 16+8
143°
 SIMONE GIOVANNI
1h18'07" 4'51"/km 16+6
????n.c.
 FURINI SIMONE
1h18'10" 4'51"/km 16+6



P.C.



lunedì 18 maggio 2015

A Giacciano con Baruchella Masetti corre tra i Kiwi


Domenica ho partecipato alla 17a “Caminada tra il Kiwi” a Giacciano con Baruchella, evento organizzato dall’omonimo gruppo sportivo nella provincia di Rovigo. La scelta è caduta su questa non competitiva per il costo contenuto della manifestazione (2euro con il pacco gara composto da un chilo di kiwi e pasta party) e soprattutto per la distanza, infatti ho fatto la 27 km.
Il percorso si è presentato molto interessante in quanto ho abbracciato tutte le possibilità che vengono proposte nelle varie tipologie di competizione, trail escluso. Primi 6 chilometri su asfalto, dopo i quali è iniziata la parte campestre della corsa attraverso i filari di piantagioni di Kiwi (che personalmente non avevo mai visto) e attraverso le strade bianche che accompagnano le rive della Fossa Maestra. Attorno al 13esimo km iniziano i passaggi all’interno di ville dell’800 e ruderi di dimore storiche non molto più giovani.
Il finale, comune a tutte le distanze proposte (6/12/20 e 27 appunto), fortunatamente lo abbiamo corso lungo gli argini sabbiosi e alberati dei fiumi, così, bene o male, siamo riusciti a rinfrescarci un po’ per permetterci di raggiungere il traguardo non completamente sciolti per via del caldo che si faceva sentire.
Pur non essendo competitiva la gara va segnalata soprattutto per i ristori, decisamente abbondanti e ben strutturati, e per la partecipazione nell’organizzare l’evento; basti pensare che all’ultimo ristoro era presente anche la banda del paese, ciò fa capire quanto sia sentita questa podistica.
Per quanto concerne il crono ho chiuso i 27 km in 2h21’46” con una media di 5’15”/km che rende la “Caminada” un ottimo allenamento in previsione della prossima Cortina-Dobbiaco.
Allego foto in cui trasuda tutta la fatica...
Andrea Masetti

CAMMINATA tra i Kiwi Km 27 NON COMP.
 MASETTI ANDREA 
2h21'46"5'15"/km27

P.C.