lunedì 2 febbraio 2015

LA CORRIFERRARA A SPASSO NEL TEMPO 17

17° PUNTATA – RACCHETTA..... CI SONO!

 
Riprendendo per mano il nostro amico podista, ci lasciamo alle spalle la chiesa di San Paolo e, proprio davanti a noi, si apre questa fantomatica Via Vaspergolo, dove quest'anno si trova il Marathon Village.
Questa piccola strada, probabilmente ai più sconosciuta, può vantare una gloriosa partecipazione letteraria, il grande scrittore bolognese Riccardo Bacchelli, la menziona nella sua opera più famosa, “Il Mulino del Po”.
Venendo all'origine del nome, pare derivi da “Valle a Spergula”, una pianta cariofilacea, una specie di foraggio, che cresce nei campi, ma che curiosamente non è tipica delle nostre zone, mentre in alcune parti del ferrarese è possibile trovare una pianta similare, la “Spergularia”.
In realtà questo vicolo, nei decenni passati, era più conosciuto, con il nome di “Strada della Racchetta”, in ricordo di un gioco popolarissimo in città che si svolgeva nel medioevo nelle zone adiacenti, lo stesso motivo per cui, il palazzo presente al civico 6, prese lo stesso nome, e si arrivò addirittura, nel 1771, a porre su un bellissimo altare, all'interno della vicina chiesa di San Romano, un'immagine di Madonna Addolorata venerata proprio con il nome di “Madonna della Racchetta”.
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Ma ora torniamo dal nostro maratoneta, che, con pochi passi, è proprio davanti a questo palazzo.

(Palazzo della Racchetta oggi)
 
Di origini antichissime, eretto probabilmente attorno al 1200, da sempre quindi, nel cuore della città, vivendone tutte le fasi di trasformazione, ma per assurdo, solo in epoca moderna, assurge agli onori della cronaca, nel 1901 diventa la sede della prima camera del lavoro di Ferrara.

(Lapide posta sul Palazzo)

Dopo anni di completo anonimato, grazie all'impegno del proprietario, Laerte Balboni, il palazzo è risorto ed oggi è uno splendido contenitore per eventi ed esposizioni, con saloni impreziositi da caminetti d'epoca, soffitti a cassettoni, dove sono leggibili gli stemmi delle corporazioni medieovali, e poi ancori archi, affreschi e tanto altro, a testimonianza dei tanti insediamenti succedutisi nei secoli.

(Interno Palazzo della Racchetta)

(Altro interno Palazzo della Racchetta)
 
Probabilmente, in tutta la sua storia quasi millenaria, questo edificio non immaginava che prima o poi sarebbe diventato sede di un grande evento sportivo per la città, ma è anche vero che è uno sport (anche se ora scomparso) a cui deve il nome e perciò forse.......era nel suo destino.


Ora accompagniamo il nostro amico all'interno.... il dovere chiama, ma più che una necessità, il ritiro del pettorale per un atleta è quasi un rito, è il momento in cui entri a far parte della manifestazione, il momento in cui cominci a sentire l'adrenalina scorrerti nelle vene.
Fino a qualche attimo prima sei il camminatore della domenica, quanto hai il tuo pettorale in mano, cominci a sentirti non un podista, ma un corridore vero, poi se concluderai la tua gara con il solito distacco abissale dal vincitore, non importa, tu ci sei, tu partirai al fianco dei primi ed alla fine potrai dire “io c'ero”.
Con la busta contenente il prezioso numero in mano (perché non lo metti mai subito nel tuo borsone), è di rigore poi, un giretto tra gli stand dell'expo.
Tra i banchetti del villaggio, la fanno da padrone le scarpe, da Nike ad Asics, da Mizuno ad Adidas, abbigliamento di ogni misura e colore, le immancabili novità tra i porta cellulari o portadocumenti, poi quelli che consideri dei tuoi colleghi, che sono presenti a pubblicizzare la propria corsa e trovi sempre quella che ti colpisce e che ti riprometti di fare l'anno dopo. Non manca mai nemmeno qualche saluto ad altri podisti di cui ricordi la faccia ma non il nome, ma questo non importa, nello sport siamo tutti amici, non c'è differenza di censo o bravura, in tuta siamo tutti uguali.
Finito il giro, riposto il numero e gli immancabili volantini pubblicitari di alcune gare nella borsa, ora la direzione è l'albergo.
L'impegno sportivo è, molte volte, anche l'occasione per sfruttare le ore che precedono la competizione, per visitare una città, per scoprire tanti piccoli tesori che altrimenti ci resterebbero
ignoti.
 
Così il nostro atleta, dopo una doccia ristoratrice eccolo scendere le scale del proprio hotel e dirigersi verso quelli che da tutti sono riconosciuti, come i tesori della città... il castello e la cattedrale.
Ma una volta giunto nella piazza, eccolo restare colpito dalle tante cose che Ferrara offre e non solo i due gioielli più famosi.
Il primo sguardo eccolo riporsi verso la Torre dell'Orologio
(Torre dell'Orologio oggi)
 
Questa è una copia dell'antica Torre della Renga o dell'Arringa, perché era dal suo balcone che si parlava al popolo, detta anche della “Massaria”, che crollò nel 1570 a causa del famigerato terremoto, anche se alcuni autori sostengono che fosse già in pessime condizioni dal 1533.
Quella che vediamo oggi, venne ricostruita nel 1603 per opera dell'architetto Giovan Battista Aleotti, e non subì modifiche fino all'unità d'Italia, quando, nella notte del 28 dicembre 1864 venne illuminato per la prima volta l'orologio, in modo che le ore potessero essere viste in qualsiasi momento della giornata.
 
Dopo la Torre, ora sono due statue che colpiscono l'attenzione del nostro maratoneta, due delle pochissime presenti in città. Stiamo parlando del Marchese Niccolò III (quello a cavallo) e del Duca Borso d'Este (quello seduto sul faldistorio), rispettivamente padre e figlio.

(Niccolò III d'Este - Il padre)

(Borso d'Este - Il figlio)

Proprio di fronte al duomo della città, ai lati di quello che è chiamato il Volto del Cavallo, dal 1927 sono presenti queste due statue bronzee, opera dello scultore piacentino Giacomo Zilocchi, che si ispirò ai modelli originali quattrocenteschi, precedentemente distrutti (nel 1796), dall'arrivo delle truppe napoleoniche che le fusero per farne dei cannoni.




Gli autori delle originali furono gli scultori fiorentini Antonio di Cristoforo (per la figura del marchese) e Nicolò Baroncelli (per il cavallo). Giovanni Baroncelli iniziò invece quella di Borso, che venne terminata dal cognato Domenico di Paris (anche Niccolò e Giovanni Baroncelli erano padre e figlio).
Quando furono costruite, siamo nel 1451 per quella di Niccolò e 1454 per quella di Borso, non furono poste immediatamente attorno a questo volto, ma la prima, fino al 1472, fu posizionata davanti alla cattedrale, mentre l'altra, nei pressi del palazzo della Ragione (attuale palazzo del Mc Donalds).
(1915 - quando ancora le statue non erano state posizionate)

Una curiosità, è data dalle lastre di marmo che compongono la colonna su cui è posta la statua di Borso.
Quella originaria, causa un incendio, versava in pessime condizioni, così, nel 1719, venne ricomposta utilizzando delle lastre sepolcrali provenienti da vecchi cimiteri ebraici.
Successivamente, nel 1960, durante un ulteriore restauro, vennero saldate definitivamente.


Oltre alle statue del padre e del figlio, a pochi metri di distanza vi è anche quella del nonno, ma di questa ne parleremo la prossima settimana.


Alessandro Polesinanti




PALIO DRAPPO VERDE: nuovo personale per DAVIDE TALMELLI

Foto di Archivio, Montefortiana 2015


FONTE: news.superscommesse.it/
Poi si rivolse e parve di coloro
che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna. E parve di costoro
quelli che vince non colui che perde

Così recita la Divina Commedia nel capitolo quindicesimo dell’Inferno (Inferno, canto XV, vv. 121-124). In questi quattro versi Dante documenta l’esistenza di una corsa podistica che si disputava a Verona la prima domenica di quaresima, detta “corsa del palio” o “del drappo verde”.

La corsa più antica e longeva del mondo, il palio del Drappo Verde, ha raggiunto quota 598 edizioni. Per la prima volta nella sua storia si è disputato qualche km fuori dal centro di Verona, sulla strada che porta in Lessinia, a Quinto di Valpantena. Inoltre, quella di quest’anno, è stata l’edizione più lunga di sempre in quanto organizzata sulla distanza della mezza maratona.

356 gli atleti hanno portato a termine la gara in questa giornata freddissima. Sul percorso molto tecnico e impegnativo è stato Isacco Piubelli a tagliare per primo il traguardo in 1.12.43, secondo Massimiliano Bogdanich (1.13.03) e terzo Andrea Mignolli (1.14.13). Tra le donne ha vinto Tiziana Scorzato in 1.25.22 davanti a Veronica Bacci (1.27.11) e a Giorgia Bocchetto (1.27.16). Insolita la premiazione dell’ultimo arrivato che, come da tradizione, ha ricevuto un gallo vivo.
La corsa del Palio del Drappo Verde è inserita nei circuiti de “Le mezze.it”, “A spasso con Dante” e “Verona con la Corsa”.


Per l'Atletica Corriferrara fra i 356 arrivati al traguardo ha gareggiato Davide Talmelli che ci ha rilasciato questo pensiero riguardo alla sua ottima prestazione coronato con un nuovo personale sulla mezza maratona, migliorandosi di oltre 3':
"giornata di sole ma molto fredda! Alla partenza i gradi erano + 1, allora per scaldarti cosa fai? Parti a buco!!!
Davide così al 3° km poi scoppi... e così è stato!
Il percorso molto bello come paesaggio essendo una vallata di vigneti e ulivi. La nota negativa è che era un continuo sali e scendi che non ti faceva mantenere un andatura costante...l'ultimo tratto circa 4 km di sterrato. L'organizzazione è stata impeccabile e sono comunque soddisfatto per aver centrato anche il mio miglior tempo in mezza maratona, 1h37'54"

CLASSIFICA


Paolo Callegari


GALLIPOLI: PALADINI sesto alla Maratonina dello Jonio


FONTE: www.lecceprima.it
GALLIPOLI – L’impresa dei mille. Vento di libeccio che soffia impetuoso, mare in tempesta a schiumare la sua furia infrangendosi sugli scogli. Gallipoli, città di mare, santi, storie, leggende e gabbiani, accoglie i podisti tra raffiche di vento e onde rabbiose. Vista da lontano la “città bella” sembra un fortino inespugnabile, ma i podisti al via della VII edizione della Maratonina dello Jonio non si fanno scoraggiare. Sono quasi mille gli atleti a sfidare il tempo inclemente cimentandosi sui 21,097 chilometri della prima mezza maratona della stagione, una manifestazione inserita nel circuito delle gare nazionali ed organizzata dall'Atletica Gallipoli...
I podisti sono gente abituata al sacrificio e alla sforzo, metronomi della fatica, pronti a non arrendersi mai, neanche quando il cronometro, giudice severo e inflessibile, può spazzare via sogni e ambizioni, soffiando più forte del vento. Tagliare il traguardo è già un’impresa, ci sarà tempo e altre occasioni per centrare obiettivi e record.
Tra gli uomini successo in solitaria per Gianmarco Buttazzo, campione di caratura internazionale (tesserato con l’Atletica Casone Noceto), capace di chiudere in 1.09.09... Alle sue spalle, fuori classifica per questioni d’età (non è ancora maggiorenne), Nfamara Njie, giovane talento e promessa del podismo tesserato con l’Asd Tre Casali, gazzella filiforme destinato a grandi trionfi. Secondo posto per Allul Sakine della Podistica Taras (1.16.33), che ha preceduto di soli quattro secondi il solito Cristian Bergamo dell’Atletica Carovigno... Ottimo quarto posto (1.18.02) per Cosimo Rucco dell’Asd Gpdm, in grande spolvero dopo un periodo difficile.
Tra le donne trionfo di Luana Boellis. La campionessa dell’Atletica Carovigno ha chiuso in 1.30. Sul podio anche Manola Ponzetta della Salento is running (1.34.05) e la giovane campionessa Emanuela Gemma della Tre Casali (1.37.17).
Percorso ridisegnato per questa settima edizione: partenza nei pressi del “Bianco” (uno stadio che profuma di calcio e salsedine), poi su contro vento verso Corso Roma e il borgo antico, una fortezza sul mare da conquistare per poi tornare su Lungomare Galilei a cimentarsi con le raffiche del libeccio, tra sabbia e mare, fino al primo giro di boa del Samsara, uno dei lidi più rinomati del panorama nazionale. Secondo giro nuovamente fino alla città, senza tornare nel borgo antico, poi ancora vento, sudore, fatica e chilometri per il nuovo giro di boa e l’arrivo a Lido San Giovanni, tra volti colmi dei sorrisi del successo e della gioia, trasfigurati dallo sforzo e dalla delusione. Bastano pochi istanti, però, e la gloria effimera di una medaglia per sentirsi ancora una volta campioni.

CLASSIFICA

GALLIPOLI km 21,097
 6°
 PALADINI LUCIANO
 1h19'22''  3'45''/km  21+23



Per l'Atletica Corriferrara grande piazzamento per Luciano Paladini che nonostante le avverse condizioni climatiche riesce a chiudere la gara con un buon crono e soprattutto con un 6° posto assoluto e 1° di categoria dopo una volata mozzafiato. Grande Luciano!
Paolo Callegari

NAPOLI MO HM: ok Garbellini-Ghandour, Fardella centra il "personal worst"


Il 1° febbraio si è corsa a Napoli la seconda edizione della “Mostra d’Oltremare Half Marathon” sulla canonica distanza di km 21,097, gara podistica agonistica su strada inserita nel calendario internazionale FIDAL ed organizzata dall’ASD RuNaples in collaborazione con Mostra d’Oltremare Spa e con il patrocinio del Comune. La gara era valida anche quale “Trofeo delle Professioni sanitarie”.
Il ritrovo per gli atleti era fissato alle ore 7.30 all’interno del polo fieristico della Mostra d’Oltremare (località Fuorigrotta, nei pressi dello Stadio San Paolo), adiacente a viale J.F. Kennedy dove era collocato l’arco della partenza, prevista alle ore 8.30.
Il percorso (certificato IAAF e AIMS), di assoluta bellezza artistico-paesaggistica piuttosto che di suolo, ha toccato alcuni dei luoghi più belli di Napoli, come la zona dei Decumani, dichiarata patrimonio universale UNESCO.
Dopo aver attraversato il tunnel (galleria Posillipo) che collega Fuorigrotta a Mergellina (a 2 km dallo start), gli atleti hanno corso sul Lungomare “Francesco Caracciolo” per poi risalire verso la maestosa Piazza del Plebiscito ed arrivare poi nel Centro Storico dove, una volta raggiunto Corso Umberto I e via Duomo, ritornavano indietro passando per Piazza Museo Nazionale e Piazza Dante raggiungendo la storica via Toledo (adiacente ai Quartieri Spagnoli) e ripassando in Piazza del Plebiscito.
Punto di arrivo nuovamente la Mostra d’Oltremare, ma al proprio interno, con passaggio prima per l’Arena Flegrea (un continuo zigzagare per 2km) e poi attorno all’incantevole fontana dell’Esedra (meraviglioso monumento inaugurato nel lontano 1940 i cui getti e giochi d’acqua sono sincronizzati alla musica classica), che sono il preludio al rettilineo di arrivo di fronte al Teatro Mediterraneo.
Un arrivo spettacolare che di sicuro fa mettere il turbo anche agli atleti più stravolti.
Ed a proposito di atleti, questa seconda edizione ha registrato 2200 iscritti (2000 finisher), dato ben al di sopra delle aspettative degli organizzatori, considerando che nel 2014 gli iscritti furono 1500.
Di sicuro la speranza, o la certezza, degli atleti è quella di poter correre a Napoli con il sole…ma non è stato affatto così, purtroppo o per fortuna.
Il lungo cordone di atleti ai blocchi di partenza in viale Kennedy era coperto inizialmente da un cielo limpido e soleggiato, il che faceva ben sperare date le incessanti piogge abbattutesi sulla città negli ultimi giorni a causa di una perturbazione atlantica.
Poco dopo l’Inno di Mameli, a pochi secondi dal via, il cielo ha iniziato ad ingrigirsi lasciando cadere qualche goccia di pioggia, nonostante gli 8/9 gradi per nulla umidi e, atleticamente parlando, perfetti.
Dopo aver percorso i primi 2 km, si è scatenata sulla città e sui poveri atleti una violenta grandinata di almeno una decina di minuti: piccole e fitte palline di ghiaccio che hanno colpito i podisti per tutto il tratto del Lungomare e, a complicare la situazione, anche il forte vento proveniente dal Golfo.
Situazione più da “survival” che da corsa podistica…tutto il Lungomare in pochi minuti è diventato una distesa bianca di ghiaccio (scioltosi in fretta per fortuna) e numerosi sono stati gli atleti in difficoltà per via dell’incessante “dolore” causato dalla grandine su testa, braccia e gambe.
Ma guardando il bicchiere mezzo pieno (d’acqua), resta il ricordo suggestivo e paradossale in ciascun atleta (anche partenopeo) del Lungomare “ghiacciato” mentre le forti onde si infrangevano sugli scogli e i pescatori imperterriti continuavano nella loro passione, come i 2000 podisti.
Al termine della grandinata il maltempo non ha dato tregua e la pioggia incessante, seppur "fina", ha accompagnato i temerari e valorosi corridori per tutti i 21 km di gara.
Ciò ha sicuramente compromesso le prestazioni di molti, anche perché gran parte del percorso, di per sé caratterizzato da continui e lunghi saliscendi “spezzagambe”, vedeva un suolo irregolare fatto di sampietrini, buche e lastroni di marmo (nel centro città) che non aiutavano affatto l’attrito e la stabilità.
Dei 21 km sicuramente i più tosti sono stati quelli dal 13° al 15° di ritorno sul Lungomare: una violenta mareggiata con raffiche di vento (contro ovviamente) si è abbattuta nuovamente sugli atleti, visibilmente provati e congelati (“i 2 km più lunghi della mia vita” – cit. Marcello), ma imperterriti e desiderosi di tagliare il traguardo e di mettere al collo una delle medaglie “più faticose e meritate” del loro palmares.
In termini di classifica, la vittoria è andata al noto crossista azzurro delle Fiamme Gialle Andrea Lalli che ha chiuso un’ottima prestazione in 1h 04’ 39”, seguito dalla coppia marocchina Samir-Youness che ha chiuso a oltre 2’30” di distacco in 1h 07”. Quarto classificato Giovanni Grano dell’Atletica Isernia, veterano della competizione e già medaglia d’argento nel 2014, in 1h 09’ 04”.
Portacolori dell’Atletica Corriferrara è stato il terzetto composto da Marcello Garbellini, Yasser Ghandour e Alessandro Fardella.
Nonostante l’avventura, perché più che una gara podistica è stata una lotta di sopravvivenza, i nostri atleti hanno comunque dato il meglio di sé in base anche allo stato di forma del momento.
Primo del terzetto Marcello Garbellini in 1h33’55”, risultato che gli è valsa la 418a posizione assoluta su 2000 arrivati e la 72a posizione di categoria.
A seguire un buon Yasser Ghandour in 1h35’48” (490° assoluto e 79° di cat.) che sta tornando pian piano sui ritmi di un tempo.
Infine il giramondo Alessandro Fardella che, complici la recente mezza di Las Palmas alle Isole Canarie e l’ottima compagnia di Valentina (ASD Podisti Pontelungo Bologna), ha fatto registrare il “personal worst” (peggior tempo della sua carriera) chiudendo, divertendosi e gustandosi il percorso, in 2h27’59” (1983° assoluto).
Che dire, a giochi fatti è stata una bella esperienza in una città che, per quanto se ne parli male, è incantevole, suggestiva e ospitale. Un'esperienza che i nostri atleti di sicuro ricorderanno per molto tempo, nel bene e nel male.
Marcello Garbellini


NAPOLI OLTREMARE km 21,097
 418°
 GARBELLINI MARCELLO
 1h33'55''  4'27"/km  21+15
 490°
 GHANDOUR YASSER
 1h35'48''  4'32"/km  21+14
 1983°
 FARDELLA ALESSANDRO
 2h27'59''  7'00/km  21








Paolo Callegari




LA 41° CORRIDA DI S.GEMINIANO FA IL PIENONE



Approfittando del fatto che quest'anno S.Geminiano "cascava" di sabato (ed il prossimo anno sarà domenica) alla classica Corrida di Modena tutto esaurito, infatti già da giorni i pettorali erano introvabili ed i non competitivi sprovvisti (tra cui chi scrive) hanno dovuto elemosinare presso società amiche per correre regolarmente, non tanto per la boccetta di ottimo aceto balsamico di Spilamberto, quanto per principio e rispetto "etico".
Le previsioni avevano spaventato, non troppo, ma alla fine un bellissima giornata di sole ha accompagnato la gara partita (ed arrivata) come di consueto dal Parco Novi Sad (che mi mette sempre un po' di "fastidio" pensando al 5000 in programma in primavera da fare a tutto buco intorno a questo anello di cemento dove ogni giro sembra interminabile.
Più di 6000 runner, podisti, camminatori e passeggiatori si sono dati appuntamento sulla linea di partenza dove alle 14.30 in punto è stato sparato lo start, qualcuno però si era già colpevolmente avvantaggiato con qualche minuto di anticipo sullo start ufficiale e così alla prima curva, come sempre caratterizzata dal "pittoresco" ma per nulla agevole passaggio tra le bancarelle, anche i runner più veloci si sono trovati a dover gestire il solito imbuto.
Poco dopo però tra uno spintone e l'altro anche "quelli del passeggino" si son fatti largo e hanno cominciato a correre liberamente.
La gara si è così poi snodata sul solito divertente percorso con i 2 cavalcavia (il secondo dei quali da percorrere A/R) a vivacizzare la parte centrale di gara dando il ritmo poi al ritorno verso il centro di Modena.
Livello tecnico come sempre altissimo (proprio ieri Orlando Pizzolato ricordava la sua ultima partecipazione nel 1987 quando arrivò 3° alle spalle di Bordin e Bettiol, precedendo tal Gianni Poli.....non proprio gli ultimi arrivati), quest'anno vincono, in campo maschile il keniano Lokomwa allo sprint sul connazionale Kiplangat e staccando i 1" l'ugandese Chemonges ed in campo femminile la keniana Jelagat con l'ugandese Chelangat che precede di pochi secondi la Galimberti.
Nella competitiva erano presenti per noi Davide Canella, Giulia Bellini e Vittorio Izzo, mentre nella non competiva Paolo Callegari, Romano Gagliardi e Monia Borghi con Lorenzino comodamente appollaiato sul passeggino (vista la temperatura non rigida).
Ancora una bella giornata  di sport.


CLASSIFICA

S.GEMINIANO km 13,400
 170°
 CANELLA DAVIDE
 54'57'' 4'06'' 13+15
 398°
 BELLINI GIULIA
 1h01'37" 4'35'' 13+15
 399°
 IZZO VITTORIO
 1h01'37" 4'35'' 13+9
 CALLEGARI PAOLO
 13
 BORGHI MONIA
 13
 GAGLIARDI ROMANO
 13
















Paolo Callegari e Romano Gagliardi

domenica 1 febbraio 2015

Trofeo Lolli Auto ZOLA PREDOSA: Perin in evidenza, ottimi Bonnini e Buzzolani


Sono stati 6 i portacolori dell'Atletica Corriferrara a prendere parte a questa mezza maratona.
Migliore dei nostri FILIPPO PERIN che ottiene un ottimo 16° posto assoluto in 1h20'; fra le altre presenze da sottolineare i 2 nuovi personal best sulla distanza di MARCO BUZZOLANI che abbatte per la prima volta il muro dell'ora e 40' (nuovo PB 1h39'53") e di STEFANO BONNINI che si migliora di 2' portando il suo nuovo tempo a 1h42'07".
Arriva soddisfatto anche GIOVANNI SIMONE che dopo le ripetute sui 1000 metri del giorno precedente riesce a chiudere non molto lontano dal suo primato e prosegue con molta tenacia la sua preparazione alla prossima maratona di Padova in aprile.
Paolo Callegari
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Fonte:www.claudiobernagozzi.net
DUEMILAOTTOCENTO DI CORSA ALLA MARATONINA LOLLI CHE CONSEGNA L'ALLORO DELLA VITTORIA A DIEGO GASPARI E  DANIELA FERRABOSCHI.
Prima della partenza della 38 °edizione Maratonina “Centro Polivalente Lolli Auto” del 1 Febbraio 2015,organizzata a Zola Predosa  dall'Atletica Lolli, prova valida per il campionato Uisp di maratonina e trofeo “Pier Ugo Bentivogli” edizione 2015, gli auguri sottolineati dall'inno nazionale , intonato dalla Banda Bellini, al neoeletto Presidente della Repubblica italiana SERGIO MATTARELLA  .
Gara maschile con cinque atleti al comando fino a metà gara guidati da MARCO ERCOLI, nuovo acquisto del G.S. Gabbi di Bologna.
Al dodicesimo chilometro SAID AGLA, Atletica Castenaso Celtic Druid , perde contatto con i compagni di viaggio e fotocopia nella parte finale di gara per MICHAEL CASOLIN , G.S. Gabbi vincitore della passata edizione e argento nel 2013.
Sul rettilineo d'arrivo  DIEGO GASPARI, vicentino del G.S. Gabbi Bologna,  conquista la testa del gruppo e vince la sua seconda medaglia d'oro sul percorso con  il tempo di 1:11:35 migliorando di undici secondi  il crono ottenuto nel 2013  .
Secondo gradino del podio per MOHAMED ERRAMI,  Atletica Castenaso Celtic Druid, che guadagna una posizione rispetto alla precedente edizione, 1:11:42, medaglia di bronzo per MARCO ERCOLI al debutto nella Maratonina Lolli in 1:11:52, a seguire MICHAEL CASOLIN , 1:12:48, SAID AGLA, 1 :14:15.
In campo femminile DANIELA FERRABOSCHI, atleta reggiana del Runners Team Zanè, scrive il suo nome nell'albo d'oro della gara e precede in 1 :23: 17 ANA NANU, G.S. Gabbi, campionessa in carica con tre vittorie e un argento,1:25:44, seguita da RACHEL ELAINE BURGESS, britannica della Polisportiva Pontelungo in rimonta di due posizioni rispetto all'anno passato, che con il tempo di 1:27:41 si lascia alle spalle la coppia del G.S. Gabbi PAOLA BRAGHIROLI,1:29:13, LUANA LEARDINI, 1:29:31.
Applausi per KATIA BIANCHINI, G.S. Sanrafel, vincitrice di categoria in 1:32:03 nel giorno della sua quattrocentesima gara.

CLASSIFICA COMPLETA