Asolo 100 Km 2026, cento chilometri tra storia, silenzi e tramonti sul Monte Grappa
Ci sono gare che si corrono con le gambe. Altre che si affrontano con la testa. E poi ci sono percorsi che entrano nell'anima, perché ogni passo attraversa luoghi dove la natura racconta la sua bellezza ma anche la memoria di chi, su quei sentieri, ha combattuto e sacrificato la propria vita.
La Asolo 100 Km, andata in scena il 4 luglio 2026, è una di queste.
Cento chilometri e 2.565 metri di dislivello positivo che uniscono la raffinata eleganza di Asolo alle pendici del Monte Grappa, lungo un itinerario che alterna strade bianche, sentieri, salite regolari e lunghi tratti corribili. Un viaggio nel cuore della Marca Trevigiana che diventa anche un pellegrinaggio laico attraverso uno dei luoghi più simbolici della Grande Guerra.
È impossibile raggiungere il Monte Grappa senza rivolgere un pensiero ai migliaia di giovani soldati che, tra il 1917 e il 1918, trasformarono queste montagne nell'ultimo baluardo della difesa italiana. La Strada Cadorna, la celebre Strada dell'Alpino, le trincee ancora visibili e il Sacrario Militare raccontano una storia che va ben oltre lo sport. Qui il silenzio ha un peso diverso. Ogni respiro sembra fondersi con quello della montagna, custode di una memoria che merita rispetto.
Correre in questi luoghi significa inevitabilmente rallentare per un istante, osservare il panorama e ricordare chi non ha mai fatto ritorno a casa.
L'edizione 2026 è stata caratterizzata da un caldo importante, decisamente più intenso rispetto all'anno precedente. Se nel 2025 un temporale aveva regalato temperature più miti in pianura, quest'anno il sole ha accompagnato gli atleti per gran parte della giornata. Una fatica in più da gestire, ma anche un'opportunità per ammirare scorci che dodici mesi prima erano rimasti nascosti dalle nuvole.
Poi arriva la sera.
Il sole cala lentamente sulla pianura veneta, le temperature iniziano finalmente a scendere e la corsa cambia volto. Le gambe si fanno più leggere, il respiro ritrova ritmo, mentre il tramonto regala colori che sembrano dipinti apposta per chi ha scelto di vivere un'avventura così lunga.
Sono quei momenti che rendono speciale una 100 chilometri. Quando la stanchezza lascia spazio alle emozioni e ogni chilometro diventa un ricordo destinato a restare.
Tra le tante testimonianze raccolte al termine della gara, quella di Vittorio Cavallini racconta con straordinaria semplicità ciò che molti ultrarunner hanno vissuto lungo il percorso.
"Avete presente le sensazioni che si provano correndo a fine Settembre quando, terminato il caldo estivo, si torna a percorrere km che da mesi non si percorrevano, ad un passo che quasi non ci si ricordava più e senza fare fatica? Quelle sensazioni che ti fanno pensare 'sono rinato!!!' Ecco sono le stesse sensazioni che si provano correndo al tramonto e di notte, dopo un caldo pomeriggio. Sono le sensazioni che ho provato scendendo dal Monte Grappa, amplificate dalla discesa e dalla vista sulla pianura.
Quest'anno la 100 km di Asolo è stata più calda dell'anno precedente. Nel 2025 in pianura c'è stato un temporale che ci ha tenuti freschi, quest'anno tanto sole che ci ha fatto godere dei panorami che non abbiamo potuto vedere l'anno prima. Per contro in cima abbiamo trovato la valle nella foschia ed il panorama non era all'altezza di quello dell'anno precedente, ma è lo stesso.
Porto a casa da Asolo tanti bei ricordi: la gestione del caldo nei primi 32 km, la camminata sulla strada dell'alpino tra il 32 ed il 45 km, il pezzo in quota fino al 55 dove c'è il Sacrario, la discesa tra il 55 e l'80 km, gli ultimi 20 km in falsopiano, gli incontri con tanti amici e la voglia di tornare nel 2027."
Le sue parole fotografano perfettamente l'essenza della Asolo 100 Km: una gara che non si limita a mettere alla prova la resistenza fisica, ma regala emozioni che cambiano con il passare delle ore, dal sole cocente del pomeriggio alla freschezza della notte. È una corsa fatta di panorami, amicizie, silenzi e memoria. Una gara dove ogni salita racconta una storia e ogni discesa restituisce energia. Dove il traguardo rappresenta soltanto l'ultimo capitolo di un viaggio molto più profondo. Perché ci sono percorsi che si dimenticano in fretta.
E poi c'è il Monte Grappa.
Un luogo dove il trail running incontra la storia, dove la fatica si intreccia con il rispetto e dove ogni runner, prima ancora di essere atleta, diventa testimone di una memoria che continua a vivere passo dopo passo. È forse questo il vero motivo per cui, una volta arrivati ad Asolo, viene naturale pensare già all'edizione successiva.


Nessun commento:
Posta un commento