giovedì 4 giugno 2026

Riepilogo settimanale, mensile e trimestrale attività e punti che saranno assegnati.

 

CORRIFERRARA: UNA SETTIMANA DA SUPEREROI, UN MESE DA LEGGENDA, UN TRIMESTRE DA MULTIVERSO DELLA CORSA

Se qualcuno pensava che il mese di maggio si sarebbe chiuso con una tranquilla passeggiata, evidentemente non conosce gli eroi di Corriferrara.

Nell'ultima settimana, ben 54 atleti hanno indossato il proprio mantello invisibile fatto di sudore, passione e determinazione, macinando 815 chilometri e conquistando 4.800 metri di dislivello. Numeri che, tradotti nel linguaggio Marvel, equivalgono a un'intera squadra di Avengers impegnata contemporaneamente tra pianure, colline e montagne.

Le missioni della settimana hanno toccato ben 7 località, dalle strade di Fossanova alle notturne atmosfere di Marina di Ravenna, fino alle impegnative creste del Covigliaio e alle spettacolari tappe del Tour dei Laghi trentino.

Gli eroi saliti sul podio

Come ogni saga che si rispetti, non sono mancati i momenti da copertina.

Al 50° Trofeo Liberazione di Fossanova, la nostra Giulia Bellini ha sfoderato i superpoteri della velocità conquistando un prestigioso 3° posto assoluto, mentre nel regno delle categorie sono arrivate le imprese di Paola Pantaleoni, oro di categoria, accompagnata da Franca Panagin e Rita Romagnoli, rispettivamente seconda e terza.

Sulle montagne del Covigliaio, dove il dislivello sembra progettato da qualche sceneggiatore desideroso di mettere alla prova gli esseri umani, Michele Tuffanelli ha conquistato un eccellente 2° posto di categoria nella Sky 3 Cime da 28 km e 1.600 metri di dislivello.

E quando la sfida è diventata ancora più estrema con la Sky Marathon 4 Cime, 40 chilometri e 2.250 metri di dislivello, è entrata in scena Sabina Drimaco, capace di conquistare il gradino più alto del podio di categoria come una vera regina delle montagne.

Infine, al termine delle quattro tappe del suggestivo Tour Laghi, è arrivato anche il podio di Paolo Callegari, terzo di categoria dopo aver affrontato chilometri, saliscendi e probabilmente qualche tentazione gastronomica tipica del territorio.

Maggio 2026: il mese delle grandi esplorazioni

Se la settimana è stata intensa, il mese di maggio è stato semplicemente straordinario.

350 atleti, 49 località, 5.875 chilometri percorsi e ben 56.552 metri di dislivello.

Per dare un'idea della portata dell'impresa, i nostri corridori hanno accumulato un dislivello pari a oltre sei volte l'altezza dell'Everest.

Ma non basta.

Corriferrara ha continuato a espandere il proprio universo oltre i confini nazionali raggiungendo ben quattro destinazioni estere: Praga, Luleå, Riga e San Marino. Una vera rete di avamposti podistici che farebbe invidia perfino allo S.H.I.E.L.D.

Il trimestre: quando Corriferrara entra nel Multiverso

Guardando il periodo da marzo a maggio 2026, i numeri assumono dimensioni quasi cosmiche.

1.009 partecipazioni atleti, 128 località, 17.511 chilometri percorsi e 158.767 metri di dislivello.

Una distanza che potrebbe portare idealmente da Ferrara fino in Nuova Zelanda... e guarda caso la Nuova Zelanda compare davvero nella mappa delle nostre avventure.

I colori di Corriferrara hanno infatti viaggiato attraverso dieci destinazioni internazionali:

  • Nuova Zelanda (Tapu)
  • Spagna (Barcellona, Ibiza e Maiorca)
  • Repubblica Ceca (Praga)
  • Germania (Berlino)
  • Lettonia (Riga)
  • Svezia (Luleå)
  • San Marino

Una geografia che racconta molto più di una semplice attività sportiva: racconta curiosità, amicizie, voglia di scoprire il mondo e la capacità di portare ovunque lo spirito della nostra società.

Il bottino del trimestre

Ogni saga si conclude con il conteggio delle vittorie, e il bilancio di questi tre mesi è degno di una sala dei trofei.

  • 1 primo posto assoluto
  • 1 secondo posto assoluto
  • 5 terzi posti assoluti
  • 28 primi posti di categoria
  • 18 secondi posti di categoria
  • 10 terzi posti di categoria

Per un totale di 63 podi.

Sessantatré volte in cui un atleta Corriferrara è salito sul palco delle premiazioni. Sessantatré momenti fatti di fatica, allenamenti, sacrifici e soddisfazioni condivise.

Verso la prossima avventura

Mentre cala il sipario su questo trimestre, una certezza rimane: il vero superpotere di Corriferrara non sono i chilometri, i podi o le classifiche.

È la capacità di trasformare ogni gara in un'avventura collettiva, ogni traguardo in una festa e ogni partenza in una nuova storia da raccontare.

E conoscendo i nostri eroi, il prossimo capitolo è già pronto a partire.














Camminata di S. Antonio

 

Festa della Repubblica in cammino: grande partecipazione alla Camminata di Sant’Antonio

VIGARANO MAINARDA – Una mattinata all’insegna dello sport, della convivialità e del senso di comunità ha caratterizzato la  Camminata di Sant’Antonio, svoltasi martedì 2 giugno 2026 a Vigarano Mainarda. La manifestazione non competitiva, organizzata in occasione delle celebrazioni dedicate al patrono Sant’Antonio, ha richiamato numerosi partecipanti che hanno percorso i circa 6 chilometri del tracciato predisposto dagli organizzatori con partenza da Piazza della Repubblica.

La coincidenza con la Festa della Repubblica ha regalato all’evento un’atmosfera ancora più speciale. Famiglie, gruppi di amici, appassionati di cammino e tanti cittadini hanno scelto di trascorrere la giornata nazionale all’aria aperta, condividendo il piacere di muoversi insieme tra le vie e la campagna del territorio vigaranese.

Non si è trattato soltanto di una passeggiata, ma di un autentico momento di aggregazione. Lungo il percorso si sono intrecciati sorrisi, racconti e saluti, confermando come iniziative di questo genere rappresentino un’occasione preziosa per rafforzare i legami all’interno della comunità.

Vigarano Mainarda, terra profondamente legata alle proprie tradizioni, vanta una storia che affonda le radici nell’epoca romana e nei secoli ha visto il proprio territorio modellato dalle vicende dei grandi fiumi Po e Reno. Ancora oggi il paesaggio pianeggiante e le ampie distese della campagna ferrarese offrono scenari ideali per attività all’aria aperta e per eventi podistici aperti a tutti.

La Camminata di Sant’Antonio rappresenta ormai un appuntamento atteso nel calendario delle iniziative locali e costituisce il primo tassello delle celebrazioni dedicate al santo patrono, che ogni anno animano il paese con momenti di incontro, cultura e festa popolare.

In una giornata che celebra i valori della Repubblica e della partecipazione civica, il successo della manifestazione ha dimostrato ancora una volta quanto sia forte il desiderio di stare insieme e vivere il territorio. Un messaggio semplice ma significativo: camminare fianco a fianco, condividendo un tratto di strada, è spesso il modo migliore per sentirsi parte di una comunità.












Sky 3 cime Covigliaio

 

Sky Trail Covigliaio: emozioni d'Appennino e grandi risultati per i nostri atleti

Il 2 giugno 2026, nel cuore dell'Appennino tosco-romagnolo, si è svolta la Sky Trail Covigliaio, una delle manifestazioni più affascinanti del panorama trail regionale. Partenza e arrivo a Firenzuola, borgo medievale del Mugello che da secoli rappresenta una porta naturale tra Toscana ed Emilia-Romagna, immerso in un territorio ricco di storia, boschi secolari e panorami mozzafiato.

Il percorso ha condotto gli atleti lungo i crinali che circondano Covigliaio, località nota anche per essere stata in passato una rinomata stazione climatica e luogo di villeggiatura dell'aristocrazia fiorentina. Sentieri tecnici, salite impegnative e discese spettacolari hanno regalato una vera esperienza di montagna, tra faggete, prati d'altura e vedute che nelle giornate limpide spaziano fino alle vallate del Mugello.

Tra i protagonisti della giornata spiccano le eccellenti prestazioni dei nostri portacolori.

Nella gara regina da 40 km e 2.250 metri di dislivello positivo, grande prova di Sabina Drimaco che conquista il 1° posto di categoria, confermando ancora una volta le sue qualità di resistenza e gestione della fatica su lunghe distanze.

Ottimo risultato anche per Michele Tuffanelli  impegnato nella distanza da 28 km con 1.600 metri di dislivello positivo, che chiude con uno splendido 2° posto di categoria al termine di una gara intensa e combattuta.

Al termine della prova Michele ha raccontato le sue sensazioni:

"L'Appennino toscano non lo frequento molto, ma dopo aver corso nel Mugello e aver visto che la zona mi era piaciuta, ci ho riprovato con questa Sky. Distanza e dislivello erano alla mia portata e la condizione sta migliorando. Il percorso era bellissimo: due delle tre cime erano impegnative ma gestibili, l'ultima invece era più tosta. Poi c'erano grandi discese, una anche con corda fissa, e successivamente un continuo mangia e bevi molto corribile. Ne è uscita una bella gara tirata e, con mia sorpresa, sono arrivato secondo di categoria. Per chiudere, un pasta party in perfetto stile toscano: abbondante e davvero ottimo. Complimenti anche a Sabina per la splendida prova nella 40 km."

Una giornata di sport, natura e passione che ha esaltato ancora una volta il fascino del trail running sui sentieri dell'Appennino. I risultati ottenuti da Sabina Drimaco e Michele Tuffanelli rappresentano il giusto premio per l'impegno e la costanza negli allenamenti, portando ancora una volta i colori della squadra ai vertici delle classifiche di categoria.

Complimenti a entrambi per questi prestigiosi piazzamenti e appuntamento alle prossime sfide sui sentieri.


martedì 2 giugno 2026

50° Trofeo della Liberazione. Corriferrara 1^ società per numero di iscritti.

Fossanova San Marco, il caldo, la strada e la leggenda: il 50° Trofeo Liberazione entra nella storia

Ci sono gare che iniziano con uno sparo e finiscono sotto un arco d'arrivo. E poi ci sono gare che diventano storie. Storie che attraversano il tempo come vecchie strade di campagna, consumate dai passi e dai sogni di chi le percorre. Il 50° Trofeo Liberazione, disputato il 31 maggio 2026 a Fossanova San Marco, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Cinquant'anni. Un numero che pesa come una pietra miliare lungo il sentiero della memoria. Fossanova San Marco, piccola frazione del territorio ferrarese dove la pianura sembra non finire mai e il cielo si allunga fino a toccare l'orizzonte, ha accolto ancora una volta centinaia di podisti per la tradizionale prova competitiva di 10 chilometri e per la camminata non competitiva di 6 chilometri. Un luogo che porta nel proprio nome una storia antica. Il toponimo Fossanova deriva infatti dallo scavo di un nuovo canale, realizzato nel 909 per volontà del Vescovo di Ravenna, per collegare le acque del Po al preesistente corso d'acqua di Gaibana. Un'opera che cambiò il volto del territorio e che ancora oggi sembra raccontare il legame profondo tra l'uomo e queste terre d'acqua. Le radici del borgo affondano nel Medioevo, quando canali, argini e strade d'acqua rappresentavano le vere arterie della vita quotidiana. Qui il tempo sembra aver lasciato tracce discrete ma profonde. Tra queste emerge Villa San Marco, elegante presenza che custodisce secoli di storia locale e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli identitari della comunità. Le sue mura e i suoi spazi raccontano un passato fatto di agricoltura, relazioni sociali e vita rurale, testimoniando l'evoluzione di un territorio che ha saputo conservare la propria anima pur attraversando i secoli. Nelle sere di nebbia, quando il vento attraversa i campi e i canali scorrono silenziosi sotto il cielo della pianura, non è difficile immaginare le antiche storie nate lungo queste rive. Perché il Ferrarese custodisce da sempre racconti di fiumi irrequieti, di terre conquistate all'acqua e di comunità che hanno imparato a trasformare ogni sfida in opportunità. C'è chi racconta che ogni borgo della pianura abbia una memoria nascosta tra gli argini e le corti rurali, una memoria fatta di uomini e donne che hanno costruito il proprio futuro con pazienza e tenacia. E il Trofeo Liberazione sembra essere diventato parte di questa stessa tradizione. Dietro questa straordinaria continuità c'è sempre stata la stessa realtà: la Polisportiva Quadrilatero. Cinquanta edizioni organizzate senza interruzioni. Un traguardo che parla di passione, sacrificio e amore per il territorio. I complimenti ricevuti dal presidente Claudio Carrari 


sono stati unanimi e profondamente meritati. Perché guidare una società sportiva per mezzo secolo di storia significa custodire un patrimonio fatto di persone prima ancora che di risultati. E Carrari, insieme a tutta la famiglia Quadrilatero, ha saputo mantenere vivo quello spirito che trasforma una semplice gara in una festa della comunità. La giornata non era semplice. Il sole di fine maggio ha mostrato il suo volto più severo, trasformando ogni chilometro in una sfida contro il caldo. Eppure l'organizzazione ha saputo leggere le esigenze degli atleti con grande attenzione. Apprezzatissimo il ristoro aggiuntivo predisposto al settimo chilometro e accolta quasi come una benedizione la doccia rinfrescante posizionata al quinto chilometro.

"TROFEO LIBERAZIONE il 50!! Gara sempre ottimamente organizzata dagli amici della Quadrilatero: assistenza, ristori e premi sempre perfetti! Grazie di tutto!! (Anche della doccina al 5° km top!!)", ha commentato Paola Pantaleoni,   dando voce all'apprezzamento generale.

Anche Simone Casadio ha raccontato la durezza della prova, soprattutto nel tratto sterrato tra i campi dove il caldo sembrava salire direttamente dalla terra. "Ero molto preoccupato dal caldo che nei giorni scorsi ho patito molto non completando come avrei voluto la preparazione. Per cui alla partenza sono stato molto conservativo per il timore di non chiuderla. Come previsto il caldo si è fatto sentire e soprattutto la fase centrale nello sterrato fra i campi è stata dura e ho visto molti rallentare vistosamente...meno male che hanno messo un ristoro ai 5 e uno agli 8km, più che bere mi sono versato direttamente l'acqua in testa per riprendere una temperatura umana. Ho mantenuto il ritmo fino alla fine chiudendo con l'obiettivo minimo che mi ero prefissato, non proprio quello che volevo, ma sicuramente ho fatto una bella esperienza di come gestire delle condizioni del genere. Avanti alla prossima! "

Ma il Trofeo Liberazione non vive soltanto di cronometri.

Come ha raccontato Gigi Medas


"questa manifestazione è soprattutto una festa di volontari 

, fotografie 



 e incontri. Dietro ogni incrocio presidiato, ogni bicchiere d'acqua distribuito, ogni sorriso all'arrivo, c'è il lavoro silenzioso di decine di persone. Volontari della Quadrilatero 

 e delle altre società podistiche ferraresi che hanno collaborato per garantire una giornata impeccabile. 

Le fotografie scattate lungo il percorso hanno immortalato molto più di una gara: hanno catturato sorrisi, fatiche, abbracci, 


 ritrovi tra amici 

che magari non si vedevano da mesi. Attimi destinati a restare quando il tempo avrà cancellato i numeri del cronometro."  
Tra le società presenti, spicca il risultato della Corriferrara, premiata come prima società   per numero di iscritti. Un riconoscimento che testimonia ancora una volta la vitalità e l'entusiasmo del gruppo ferrarese.

Sul piano sportivo non sono mancati risultati di grande prestigio.

Brilla il nome di Giulia Bellini


 splendida terza classificata assoluta, protagonista di una prestazione di altissimo livello.

Ottimi anche i risultati femminili di categoria con   Paola Pantaleoni, prima classificata, Franca Panagin seconda e Rita Romagnoli terza, a conferma della qualità e della competitività delle atlete presenti.

Quando il sole ha iniziato lentamente a scendere verso la linea dei campi e gli ultimi applausi hanno accompagnato le premiazioni, è diventato chiaro a tutti che questa non era stata soltanto la cinquantesima edizione di una corsa.

Era la celebrazione di una comunità.

Una comunità che, come le acque della Fossa Nuova scavate oltre mille anni fa, continua a scorrere nel tempo senza perdere la propria identità. Una comunità che custodisce nelle pietre di Villa San Marco, nei racconti tramandati nelle case del borgo e nelle strade percorse dai podisti la memoria del proprio passato e la fiducia nel futuro.

Perché le classifiche cambiano. I record vengono battuti. I pettorali finiscono in qualche cassetto.

Ma ciò che resta davvero sono le storie.

E il 50° Trofeo Liberazione ha aggiunto un nuovo, prezioso capitolo a una leggenda che continua a correre sulle strade di Fossanova San Marco da mezzo secolo, intrecciando sport, amicizia e memoria, proprio come i sentieri invisibili che uniscono il presente alle antiche radici medievali di questo affascinante angolo di pianura ferrarese.

























giovedì 28 maggio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

C’è una geografia speciale che prende vita ogni fine settimana sulle strade e sui sentieri di Corriferrara. Non la si trova sulle mappe ufficiali, ma nei passi degli atleti, nei ristori condivisi all’alba, nelle scarpe sporche di terra o consumate dall’asfalto. Questa settimana quella geografia ha unito ben 53 atleti, capaci di totalizzare 1.229 chilometri e oltre 33.000 metri di dislivello, attraversando undici località tra Italia, Repubblica di San Marino e perfino la lontana Svezia.

Dalle luci della città emiliana ai boschi dell’altopiano veneto, dalle colline reggiane fino alla notte infinita del Passatore, ogni gara ha raccontato una piccola avventura.

A Modena, nella “5000 del Novi Sad”, gara veloce e nervosa nel cuore della città, Paola Pantaleoni ha saputo imporsi con carattere conquistando il primo posto di categoria. Le gare brevi spesso sembrano semplici agli occhi di chi osserva, ma richiedono il coraggio di chi accetta di correre sempre sul filo del limite.

A Legnago, terra attraversata dall’Adige e ricca di storia scaligera, la “10 del Ventennale” ha visto ancora protagonista Paolo Callegari, primo di categoria. Una prova costruita con esperienza e determinazione, qualità che distinguono chi sa leggere la gara come un marinaio esperto legge il vento.

Ma è sull’Altopiano di Roana che il fine settimana ha assunto i contorni dell’avventura salgariana. La Loch Trail Cup, con i suoi percorsi da 52, 23 e 13,85 chilometri, ha portato gli atleti tra boschi profondi, pascoli sospesi e sentieri che sembrano custodire antiche leggende cimbre. Il nome “Loch” richiama i luoghi della Grande Guerra: proprio qui, tra queste montagne silenziose, la storia ha lasciato ferite e memoria. In mezzo a questo scenario severo e magnifico, Ion Coban ha conquistato uno splendido terzo posto assoluto nella 52 chilometri, impresa che profuma di resistenza autentica, di fatica affrontata con il passo dei grandi trail runner.

Sempre tra Veneto e montagne, il Durona Trail di Crespadoro ha messo alla prova gli atleti sui percorsi di 43 e 21 chilometri, immersi nelle Piccole Dolomiti vicentine, dove il profumo dei boschi accompagna ogni salita. A Camisano Vicentino, invece, la “10mila dell’Aurora” ha riportato il podismo alla sua essenza più pura: velocità, ritmo e cuore.

E mentre in Italia si correva sotto il sole di maggio, a Lulea, nel nord della Svezia, un atleta Corriferrara affrontava la mezza maratona tra atmosfere quasi nordiche d’inizio estate, con quella luce infinita che caratterizza le terre vicine al Circolo Polare Artico. Una gara che vale un viaggio e che trasforma la corsa in scoperta del mondo.

Nella Repubblica di San Marino, al “Giro del Monte”, Paolo Callegari ha nuovamente lasciato il segno conquistando il primo posto di categoria sui 6,8 chilometri. Correre a San Marino significa sfidare salite brevi ma intense, tra mura medievali e panorami che guardano l’Adriatico.

A Taglio di Po, terra d’acqua e di argini nel cuore del Delta, la “4 Passi per El Tajo” ha regalato altri importanti piazzamenti: Rosanna Albertin seconda di categoria, Elisa Ferrari seconda di categoria e Denis Grandi secondo di categoria. Gare come queste raccontano il volto più autentico del podismo: quello delle comunità, delle piazze vive, degli applausi lungo il percorso.

Tra le grandi classiche popolari non poteva mancare la StraBologna, capace ancora una volta di trasformare il centro storico felsineo in un fiume colorato di runner, né il Multitrail Sport Club Casina, tra i sentieri dell’Appennino reggiano dove ogni salita sembra chiedere rispetto e pazienza.

E poi c’è lei. La gara che non è soltanto una corsa, ma un viaggio iniziatico: la Firenze-Faenza, conosciuta da tutti come “Il Passatore”.

Centodue chilometri che attraversano la notte, il silenzio, i paesi addormentati e le colline tra Toscana e Romagna. Una gara dedicata al celebre brigante Stefano Pelloni, detto appunto “Il Passatore”, figura sospesa tra storia e leggenda, quasi un personaggio uscito da un romanzo d’avventura. Raccontano che fosse audace, sfuggente, capace di attraversare territori e confini con la rapidità del vento. Oggi quel nome accompagna migliaia di ultramaratoneti in una sfida che va oltre la distanza: è una prova di volontà, di resistenza mentale, di dialogo continuo con sé stessi.

Chi affronta il Passatore sa che arriverà un momento in cui non saranno più le gambe a correre, ma il cuore.

E anche questa settimana gli atleti di Corriferrara hanno dimostrato proprio questo: che la corsa non è soltanto sport, ma desiderio di scoperta, amicizia, sacrificio e avventura.

Un altro capitolo è stato scritto. E già all’orizzonte si intravedono nuove strade da conquistare.