giovedì 28 maggio 2026

Riepilogo settimanale gare e punti che saranno assegnati.

 

C’è una geografia speciale che prende vita ogni fine settimana sulle strade e sui sentieri di Corriferrara. Non la si trova sulle mappe ufficiali, ma nei passi degli atleti, nei ristori condivisi all’alba, nelle scarpe sporche di terra o consumate dall’asfalto. Questa settimana quella geografia ha unito ben 53 atleti, capaci di totalizzare 1.229 chilometri e oltre 33.000 metri di dislivello, attraversando undici località tra Italia, Repubblica di San Marino e perfino la lontana Svezia.

Dalle luci della città emiliana ai boschi dell’altopiano veneto, dalle colline reggiane fino alla notte infinita del Passatore, ogni gara ha raccontato una piccola avventura.

A Modena, nella “5000 del Novi Sad”, gara veloce e nervosa nel cuore della città, Paola Pantaleoni ha saputo imporsi con carattere conquistando il primo posto di categoria. Le gare brevi spesso sembrano semplici agli occhi di chi osserva, ma richiedono il coraggio di chi accetta di correre sempre sul filo del limite.

A Legnago, terra attraversata dall’Adige e ricca di storia scaligera, la “10 del Ventennale” ha visto ancora protagonista Paolo Callegari, primo di categoria. Una prova costruita con esperienza e determinazione, qualità che distinguono chi sa leggere la gara come un marinaio esperto legge il vento.

Ma è sull’Altopiano di Roana che il fine settimana ha assunto i contorni dell’avventura salgariana. La Loch Trail Cup, con i suoi percorsi da 52, 23 e 13,85 chilometri, ha portato gli atleti tra boschi profondi, pascoli sospesi e sentieri che sembrano custodire antiche leggende cimbre. Il nome “Loch” richiama i luoghi della Grande Guerra: proprio qui, tra queste montagne silenziose, la storia ha lasciato ferite e memoria. In mezzo a questo scenario severo e magnifico, Ion Coban ha conquistato uno splendido terzo posto assoluto nella 52 chilometri, impresa che profuma di resistenza autentica, di fatica affrontata con il passo dei grandi trail runner.

Sempre tra Veneto e montagne, il Durona Trail di Crespadoro ha messo alla prova gli atleti sui percorsi di 43 e 21 chilometri, immersi nelle Piccole Dolomiti vicentine, dove il profumo dei boschi accompagna ogni salita. A Camisano Vicentino, invece, la “10mila dell’Aurora” ha riportato il podismo alla sua essenza più pura: velocità, ritmo e cuore.

E mentre in Italia si correva sotto il sole di maggio, a Lulea, nel nord della Svezia, un atleta Corriferrara affrontava la mezza maratona tra atmosfere quasi nordiche d’inizio estate, con quella luce infinita che caratterizza le terre vicine al Circolo Polare Artico. Una gara che vale un viaggio e che trasforma la corsa in scoperta del mondo.

Nella Repubblica di San Marino, al “Giro del Monte”, Paolo Callegari ha nuovamente lasciato il segno conquistando il primo posto di categoria sui 6,8 chilometri. Correre a San Marino significa sfidare salite brevi ma intense, tra mura medievali e panorami che guardano l’Adriatico.

A Taglio di Po, terra d’acqua e di argini nel cuore del Delta, la “4 Passi per El Tajo” ha regalato altri importanti piazzamenti: Rosanna Albertin seconda di categoria, Elisa Ferrari seconda di categoria e Denis Grandi secondo di categoria. Gare come queste raccontano il volto più autentico del podismo: quello delle comunità, delle piazze vive, degli applausi lungo il percorso.

Tra le grandi classiche popolari non poteva mancare la StraBologna, capace ancora una volta di trasformare il centro storico felsineo in un fiume colorato di runner, né il Multitrail Sport Club Casina, tra i sentieri dell’Appennino reggiano dove ogni salita sembra chiedere rispetto e pazienza.

E poi c’è lei. La gara che non è soltanto una corsa, ma un viaggio iniziatico: la Firenze-Faenza, conosciuta da tutti come “Il Passatore”.

Centodue chilometri che attraversano la notte, il silenzio, i paesi addormentati e le colline tra Toscana e Romagna. Una gara dedicata al celebre brigante Stefano Pelloni, detto appunto “Il Passatore”, figura sospesa tra storia e leggenda, quasi un personaggio uscito da un romanzo d’avventura. Raccontano che fosse audace, sfuggente, capace di attraversare territori e confini con la rapidità del vento. Oggi quel nome accompagna migliaia di ultramaratoneti in una sfida che va oltre la distanza: è una prova di volontà, di resistenza mentale, di dialogo continuo con sé stessi.

Chi affronta il Passatore sa che arriverà un momento in cui non saranno più le gambe a correre, ma il cuore.

E anche questa settimana gli atleti di Corriferrara hanno dimostrato proprio questo: che la corsa non è soltanto sport, ma desiderio di scoperta, amicizia, sacrificio e avventura.

Un altro capitolo è stato scritto. E già all’orizzonte si intravedono nuove strade da conquistare.








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