martedì 28 aprile 2026

Trail del Drago

 

Nel cuore del Serso di Pergine, piccolo borgo sospeso tra boschi e silenzi antichi, si narra che il vento porti ancora l’eco di un respiro profondo, quasi fosse quello di un drago addormentato. È qui, tra sentieri che si arrampicano sopra il Lago di Caldonazzo, che ogni anno prende vita il Trail del Drago: non una semplice gara, ma un viaggio tra leggenda e fatica.

Il richiamo del Drago

Secondo storie tramandate nei masi e nelle osterie locali, un tempo queste montagne erano sorvegliate da una creatura antica, un drago custode delle acque e dei boschi. Si dice che il suo spirito vegli ancora sui sentieri, mettendo alla prova chi osa attraversarli. Forse è proprio questo spirito a rendere il Trail così impegnativo.

Due le distanze, due sfide degne di essere affrontate solo da chi accetta il patto con la montagna:

  • 10 km con 600 metri di dislivello, breve ma intensa come un soffio di fuoco
  • 20 km con 1500 metri di dislivello, un’autentica cavalcata tra le creste del drago

Gli atleti e la prova

Tra i coraggiosi che hanno risposto al richiamo, presenti su entrambe le distanze anche gli atleti  Corriferrara, pronti a sfidare pendenze, caldo e sentieri tecnici.

E tra loro, il racconto più vivido è quello di Federico Oliani, che ha trasformato la sua gara in una piccola epopea personale, a metà tra ironia e sopravvivenza:

"Giusto per continuare la mia breve ma intensa saga Trail di allenamento ci spostiamo nel bel Trentino dove in un piccolo paesino vicino al lago di Caldonazzo si svolge il Trail del drago di circa 20km... la gara è stata scelta in base a rigorosi criteri quali:

  • la concomitanza della sagra di san Giorgio dove si poteva bere e mangiare
  • un bellissimo zainetto tecnico come premio di partecipazione!

Dopo aver lasciato le gambe al Dolomiti Beer Trail decido di buttarmi sulla 10km sperando fosse una passeggiata... errore 🤐 il caldo e la mia voglia di provare a tenere il passo degli altri mi fanno secco già verso il 4 km dove inizio ad avere chiari ed evidenti segnali di disidratazione e salivazione al sapore Gatorade 😂 dimenticandomi gel e zainetto a casa mi devo arrangiare con un bicchiere di carta fregato al mc e due bustine di zucchero in tasca.

Non so dire niente sul percorso perché già dai primi metri sono andato a battiti che un uomo della mia età non dovrebbe andare, arrancando e sperando di non morire male.

In un qualche modo arrivo 19 esimo uomo e mi vado a scolare una birra assieme al drago mentre ammiro la medaglia disegnata dai bambini dell'asilo 🙌😂 forse su quello si poteva fare meglio ecco."

Tra mito e realtà

E forse è proprio questo il vero spirito del Trail del Drago: una gara che non si limita a cronometri e classifiche, ma che mescola fatica, leggenda e convivialità. Tra una salita e un ristoro, tra il caldo e la birra finale della sagra di San Giorgio, ogni atleta diventa parte di una storia più grande.

Perché qui, tra i boschi della Valsugana, il drago non si vede… ma si sente. E chi corre su questi sentieri, anche solo per un giorno, finisce inevitabilmente per inseguirne l’ombra.












lunedì 27 aprile 2026

Camminata par San Zorz. Corriferrara 6^ classificata.

Nel dolce spirar d’aprile, quando la primavera veste di verde le antiche pietre di Ferrara, si è rinnovato un rito caro ai suoi abitanti: la 51ª Caminada par San Zorz, corsa non competitiva di 6,5 chilometri che unisce passo e memoria, fatica e festa.

Come in un canto ariostesco, dove cavalieri e dame si intrecciano tra vicende e meraviglia, così i 350 partecipanti hanno preso il via dalla suggestiva Basilica Santuario di San Giorgio fuori le Mura, luogo che non è solo partenza e arrivo, ma cuore pulsante di storia: prima Cattedrale della città, custode silenziosa di secoli e di leggende sussurrate tra le sue navate.

Si narra, infatti, che nelle notti più quiete, quando il vento accarezza le mura e il silenzio si fa profondo, l’eco dei primi fedeli e dei pellegrini antichi ancora aleggi tra le pietre della Basilica, quasi a vegliare su chi oggi, con scarpe da corsa e sorriso, ne attraversa il sagrato. E proprio da questo luogo carico di memoria si dipana il percorso, un “piccolo giro delle Mura” come lo ha definito Denis Grandi, “un piacevole antipasto in vista della Primo Maggio”.

Organizzata con dedizione dalla Polisportiva Ferrariola in sinergia con la Contrada di San Giorgio, la Caminada è da oltre mezzo secolo una delle più antiche manifestazioni podistiche ferraresi. Da cinque anni ha scelto la via della non competitività, trasformando la corsa in un momento ancora più inclusivo, dove il cronometro cede il passo al piacere dello stare insieme.

E qui si svela lo spirito più autentico dell’evento: non solo sport, ma vita di quartiere, incontro tra generazioni, racconto condiviso. Tra i partecipanti si mescolano atleti esperti e famiglie, amici e appassionati, tutti uniti da quel senso di convivialità che è linfa vitale delle contrade ferraresi, le stesse che animano il celebre Palio cittadino con colori, storia e appartenenza.

A rendere ancora più vivido questo spirito di aggregazione è stato il brillante 4° posto conquistato dal gruppo “Quelli del mercoledì”: un nome semplice, quasi familiare, che racchiude però una piccola grande comunità. Camminatori e corridori che, tre volte a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì si ritrovano con costanza per condividere chilometri, parole e sorrisi, trasformando lo sport in un autentico vettore di unione e convivialità. Nella loro presenza si riflette l’anima più genuina della Caminada: quella di chi corre non solo per arrivare, ma per appartenere.

Non meno significativo è stato il momento delle premiazioni, quasi un epilogo corale degno di un poema: si sono alternati il presidente della Polisportiva Ferrariola Gianni Bosi, il presidente della Contrada di San Giorgio Roberto Brunetti e il presidente di AVIS Comunale Ferrara Alessandro Cattabriga, anch’egli podista della Ferrariola e contradaiolo di San Giorgio. Una presenza, la sua, che diviene simbolo concreto di quel legame profondo e di quella collaborazione sincera che uniscono le realtà coinvolte, rendendo la Caminada non solo evento sportivo, ma autentica espressione di comunità.

La Corriferrara ha conquistato il 6° posto nella classifica a squadre, ma al di là dei piazzamenti, ciò che resta è l’eco di passi leggeri e risate condivise, di un pomeriggio in cui Ferrara si è raccontata correndo.

Come in un poema cavalleresco, non vi è un solo eroe, ma una moltitudine di protagonisti: ciascuno con il proprio ritmo, ciascuno con il proprio motivo per esserci. E così la Caminada par San Zorz continua, anno dopo anno, a intrecciare sport e tradizione, memoria e presente, sotto lo sguardo antico di San Giorgio e delle sue mura.


giovedì 23 aprile 2026

Riepilogo settimanale attività e punti che saranno assegnati.

 

Cronache di Corriferrara – Settimana di Vento, Sale e Polvere d’Oro

Nel cuore della pianura ferrarese, dove le nebbie si alzano lente come antichi spiriti e i fiumi custodiscono storie millenarie, la compagnia podistica di Corriferrara ha vissuto una settimana degna di essere cantata attorno al fuoco. Non una semplice serie di gare, ma un viaggio epico attraverso terre vicine e lontane, tra isole baciate dal sole e sentieri aspri come prove iniziatiche.

110 atleti, dispersi come scintille nel vento, hanno attraversato 9 località, accumulando 2,266 km e scalando un dislivello di 16.800 metri. Numeri, sì… ma dietro di essi si celano imprese.


🌊 Isole di luce e vento: Ibiza e Palma di Maiorca

Sulle rive incantate di Ibiza e Palma di Maiorca, dove il mare riflette il cielo come uno specchio degli dèi, due atlete di Corriferrara hanno scritto ancora una volta il loro nome tra le stelle.

  • Pantaleoni Paola, nella mezza maratona di Ibiza, ha dominato la sua categoria come una regina del vento.
  • Albertin Rosanna, a Magaluf, ha replicato l’incanto: prima di categoria, ancora.

Ormai non è più sorpresa, ma leggenda: ovunque gareggino, il podio sembra attenderle. Come se le isole stesse riconoscessero il loro passo.


🏛️ Tra città e pianure: Verona, Rimini e Baura

Dalle pietre antiche di Verona alle onde di Rimini, fino ai campi silenziosi di Baura, Corriferrara ha seminato passi e raccolto gloria.

Nella Corsa della Bonifica, tra canali e strade che raccontano la fatica dell’uomo e della terra:

  • Grandi Denis ha conquistato il 1° posto di categoria
  • Camanzi Ilaria ha ottenuto un prezioso 2° posto
  • Melloni Sara ha completato il podio con un 3° posto

Un trittico perfetto, come tre note di una stessa melodia.


⛰️ Sentieri e prove: Rocca Malatina, Valdagno e Sassuolo

Nei territori selvaggi di Rocca Malatina, tra le valli di Valdagno e le strade di Sassuolo, gli atleti hanno affrontato sentieri che sembrano usciti da antiche mappe.

Qui il tempo rallenta, il respiro si fa profondo, e ogni passo diventa una scelta. Non sempre ci sono podi… ma ogni arrivo è una conquista personale.


🏜️ L’impresa epica: Tuscany Crossing

Ma tra tutte le storie, una svetta come una torre nella nebbia.

A Castiglione d’Orcia, nella leggendaria Tuscany Crossing da 161 km, Ion Coban ha compiuto un’impresa che appartiene più ai miti che alle cronache:

👉 2° assoluto nella 100 miglia

Tra colline dorate e strade che sembrano non finire mai, ha corso contro il tempo, contro la fatica, contro sé stesso. E ha vinto tutto, anche senza il primo posto.


✨ Epilogo

Questa non è solo una settimana di sport.
È una mappa di emozioni, un racconto fatto di sudore e orizzonti lontani.

Corriferrara continua a correre…
non solo per arrivare, ma per trasformare ogni gara in leggenda.










martedì 21 aprile 2026

Rimini Marathon

 

C’è qualcosa nella Rimini di aprile che non si spiega: un misto di salsedine, primi caldi traditori e quella voglia di stare insieme che ti fa dimenticare la fatica. Domenica 19 aprile 2026 la città non è stata solo cartolina di mare e ombrelloni ancora chiusi a metà, ma teatro vivo della Maratona di Rimini: una festa di corsa, sudore e sorrisi larghi come la Riviera.

E in mezzo a questo scenario, tra il passo cadenzato dei runners e il vociare del pubblico, c’era anche Corriferrara, presente con ben 47 atleti distribuiti sulle tre distanze: maratona, mezza maratona e ten miles. Un bel colpo d’occhio, di quelli che fanno gruppo ancora prima che squadra.

Tra storia e passi di corsa

Correre a Rimini non è mai solo correre. È infilarsi in una città che ha visto passare secoli, da Sigismondo Pandolfo Malatesta signore rinascimentale dal carattere tutt’altro che leggero, fino alla poesia di Aurelio de' Giorgi Bertola. E mentre oggi si macinano chilometri sul lungomare, viene quasi da pensare che anche loro, a modo loro, avrebbero avuto qualcosa da dire su questa umanità in movimento.

Il caldo, vero protagonista (non invitato)

Se c’è stato un avversario comune, quello è stato il sole. Un caldo improvviso, quasi estivo, che ha messo alla prova tutti.

Federico Oliani l’ha riassunta senza troppi giri di parole: 
"Maial che caldo"

E in effetti, tra saliscendi e tratti esposti, la gara non ha fatto sconti. Ottorino Malfatto    lo racconta bene:

"Tanto caldo e tanti sali scendi. Giro di boa a Riccione. Tanta partecipazione, non si corre mai da soli."

Le prestazioni e le storie

Tra i risultati, spicca Chiara Rosignoli, splendida 10ª donna assoluta. Ma al di là delle classifiche, sono le storie personali a dare il senso della giornata. Il suo commento: "Campionato assoluto individuale  di maratona... 10^" assoluta".  


Bellissimo esordio per Tatiana Pivanti     sulle 10 miglia: sorriso sempre acceso e tanta determinazione fino al traguardo. Di quelle gare che ti restano addosso.

E poi le emozioni vere, quelle che non si misurano in minuti al chilometro.

Maria Giuseppina Santoro    racconta così la sua esperienza:

"Per quanto mi riguarda è stata la mia camminata più lunga, ho avuto tanta ansia tanta preoccupazione di non riuscire ad arrivare al traguardo ma per fortuna ero insieme alla mia compagna di squadra Sara Caporaso e con lei è stato tutto più "facile". La competizione è molto carina studiata molto bene nei minimi particolari l ultimo ristoro prima dell' arrivo top le caramelle sono state fotoniche. E che dire all' arrivo oltre ad avere le altre mie compagne di squadra che invitavano mi aspettava anche la mia famiglia ed è stato super emozionante (la lacrimuccia dopo il traguardo è scesa abbracciandomi con la mia carissima collega e grandissima amica di squadra).Stupendo tutto."

Sara Caporaso aggiunge un tassello importante:
"È stata un’esperienza meravigliosa! Tantissima gente e un tifo veramente intenso! I miei primi 16 km! "

E accanto a lei, Laura Rinaldi riporta tutto alla semplicità più autentica:
"È stata una bella sgambata in piacevole compagnia. "

Non manca anche l’onestà, quella schietta da spogliatoio, di Giulia Maestri:
"Senza allenamento causa infortuni vari ed eventuali. "

Che, tradotto dal “dialetto runner”, significa comunque esserci, stringere i denti e portare a casa la giornata.

E c’è anche chi torna e si gode il momento:
Matteo Dilda:
"Bellissimo dopo due anni di assenza!!"

La fatica della maratona

La distanza regina, come sempre, racconta qualcosa di più profondo.

Massimo Corà   chiude in 3h24'05", portando a casa non solo il tempo ma soprattutto il significato:

"Porto a casa, bene o male, il risultato che speravo, anche se il caldo improvviso di oggi ci ha messo tutti in grande difficoltà.
Sono davvero molto felice, perché oggi era dura. In più di un momento la testa mi diceva di fermarmi, ma sono andato avanti e questa, forse, è la cosa che conta di più.
È stato bellissimo condividere non solo questo weekend, ma anche tutti questi ultimi mesi di preparazione con tanti compagni di squadra Atletica Corriferrara e soprattutto amici.
Una menzione speciale per Davide Armandi che all’esordio in maratona ha fatto una gara davvero bella e matura: gestita con intelligenza, corsa con coraggio e chiusa da vero maratoneta. Bravo davvero! La maratona, alla fine, è anche questo: fatica, testa, cuore, condivisione. E oggi me la porto a casa così.
"


La mezza: tra entusiasmo e filosofia

Andrea Rubbini     racconta una mezza maratona che è molto più di una gara:

"Ebbene sì, un'altra gara in Romagna... terra di mare, piadine e bella gente, e una nuova occasione per un weekend di sport, divertimento e buon cibo. La gara da 21K, anticipata alle 8:30 per via dei molti partecipanti, è partita con una bellissima energia, con Sara P. (all'esordio sulla distanza) che non si teneva e Sara S. a fare il passo iniziale come al solito. Poi il caldo si è fatto sentire, e dal 16° in poi ho iniziato ad "arrancare" chiudendo in poco più di 2 h... ma la soddisfazione di finire una mezza e aggiudicarsi un'altra medaglia per la collezione è sempre tanta!!!E per festeggiare, vuoi non fermarti a pranzo al ristorante tutti insieme ?!?   E' una delle parti più divertenti di questo sport."

E Sara Sacchelli    aggiunge il tocco più romagnolo possibile:

"Un’altra bellissima occasione per correre insieme agli amici!! Peccato per il sole e il caldo (quest’affermazione fatta di domenica a Rimini è decisamente surreale) che ha compromesso la mia corsa partita già un po’ svantaggiata da un vecchio infortunio (e tante altre scuse)…. Dopo qualche chilometro ho deciso di godermi il panorama e con molta filosofia sono arrivata al traguardo. Per fortuna ci sono gli amici che mi ricordano che ogni traguardo è un’impresa e un’occasione per festeggiare. E allora via di festeggiamenti in spiaggia con i giusti reintegri post mezza (Frittino e birra!).
Perché alla fine non importa il tempo. Importa chi è lì con te a festeggiare il traguardo!
"

Il senso di tutto

Forse il riassunto migliore lo danno poche parole, semplici e vere.

Lorenzo Prini:
"Bella gente tanto sole , cordialità della riviera "

E Angelo Visentini:
"Grazie alla compagnia ed il supporto ricevuto, chi più e chi meno ma seppur dovendo lottare con dolori e battagliando con il mio corpo ribelle da settimane sono stati tutti di grande aiuto.
Bellissimo circuito, bellissima gente e posto che non delude mai.
Tanto caldo ma si sapeva.. il sole ci avrebbe dato filo da torcere.
Niente altre frasi ad effetto… niente giustificazioni del tempo andato,
oltre a dolori ne esco consapevole ed imparato ( con un’ ottima abbronzatura )
".


Alla fine, Rimini fa questo effetto: ti stanca, ti scalda, ti mette alla prova… e poi ti regala qualcosa. Che sia una medaglia, una birra in spiaggia o una lacrima al traguardo, poco importa.

Perché in Romagna ,si sa, si corre forte, ma si vive ancora meglio.





















lunedì 20 aprile 2026

Agno Trail

 

Tra le valli verdi dell’alto Vicentino, dove il torrente Agno scava da secoli il suo percorso tra boschi e contrade, il 18 aprile 2026 si è corsa una nuova edizione dell’Agno Trail a Valdagno. Una gara che non concede nulla: sentieri duri, dislivelli che si fanno sentire presto e discese che mettono alla prova testa e gambe. Non è solo una corsa, è un piccolo viaggio dentro la montagna… e dentro se stessi.

L’anima dell’Agno Trail

Valdagno, incastonata nella Valle dell’Agno, è un luogo dove la natura ha ancora il ritmo lento delle stagioni. Qui il trail running trova terreno fertile: salite che sembrano non finire mai, creste panoramiche e discese tecniche che richiedono lucidità.

Uno dei passaggi più suggestivi è quello sul Monte Malo: un balcone naturale dove il pubblico si raccoglie e trasforma la fatica in energia, con applausi che arrivano quando le gambe iniziano a chiedere tregua.

Corriferrara c’è

A rappresentare Corriferrara in questa edizione due atleti, due storie diverse ma unite dalla stessa passione.

Michele Tuffanelli   si è messo alla prova sulla distanza lunga:

  • 26 km
  • 1500 metri di dislivello positivo

Una gara interpretata con esperienza, senza farsi ingannare dall’entusiasmo iniziale. Le sue parole raccontano bene la giornata:

L’Agno è una di quelle gare che se prese sottogamba ti bruci presto. Parto con calma, le salite sono toste, riesco a gestirle bene se abbastanza lunghe ma non troppo tecniche come le discese. Bello il passaggio sul Monte Malo con tanta gente a tifare. Arrivato alla croce ci provo in discesa per centrare l’obiettivo che mi ero imposto delle almeno 3h:05m che mi avrebbero dato il 3° di categoria, ma va bene così, il livello era alto. Divertito sì e questo è quello che conta: i risultati arriveranno...”

Parole che sanno di consapevolezza: in trail si corre contro il percorso prima ancora che contro gli altri.

Una vittoria che vale più del tempo

Accanto alla prova di Michele, c’è una storia forse ancora più significativa.

Maria Letizia Milani,   sulla distanza:

  • 13 km
  • 800 metri di dislivello positivo

Un tracciato tutt’altro che semplice, tecnico e impegnativo, dove arrivare entro il tempo limite è già una conquista piena.

E proprio qui emerge il lato più autentico del trail running. Ancora Michele:

Ma la vittoria più grande è stato vedere Letizia sulla distanza più breve arrivare al suo premio, cioè entro il tempo limite in un percorso non così scontato e tecnico. Averla vista arrivare con il sorriso non c’è premio che tenga… si sta allenando fisicamente e soprattutto mentalmente.

Il senso del trail

L’Agno Trail è una di quelle gare che ti insegna qualcosa, sempre. Che sia la gestione dello sforzo, la pazienza nelle salite o il coraggio nelle discese.

Ma soprattutto ti ricorda perché si corre: non solo per un tempo o una classifica, ma per quel momento preciso in cui, nonostante la fatica, riesci ancora a sorridere.

E in fondo, tra i sentieri della Valle dell’Agno, è proprio quello il traguardo più importante.













Trail della Riva

 

Trail della Riva 2026: tra roccia, respiro e cuore

Il 18 aprile 2026, i sentieri scolpiti nella storia e nella pietra dei Sassi di Rocca Malatina hanno fatto da teatro a una delle prove più affascinanti del calendario trail: il Trail della Riva. Un appuntamento che non è solo gara, ma esperienza piena, fatta di natura viva, panorami che tolgono il fiato e quella fatica che, passo dopo passo, si trasforma in soddisfazione.

Nel cuore del Sassi di Roccamalatina, tra pinnacoli di arenaria e boschi primaverili, gli atleti si sono misurati su tre distanze tanto diverse quanto ugualmente esigenti:

  • 15 km – 1000 m D+
  • 20 km – 1000 m D+
  • 34 km – 1950 m D+

Tre modi di vivere lo stesso spirito: quello del trail autentico.


Corriferrara: presenza, passione e condivisione

La squadra di Corriferrara ha risposto presente su tutte e tre le distanze, portando sui sentieri non solo gambe allenate, ma anche entusiasmo, amicizia e voglia di mettersi alla prova.

Su queste colline che sembrano onde pietrificate, ogni atleta ha scritto la propria storia: chi inseguendo il tempo, chi cercando il proprio limite, chi semplicemente lasciandosi trasportare dalla bellezza del percorso.


Le voci dei protagonisti

A raccontare davvero l’anima della giornata sono le parole di chi l’ha vissuta.

Emanuela Lambertini restituisce tutta la dimensione emotiva della gara:

Il trail della Riva per me è la felicità. Quest'anno abbiamo fatto la 20 km. Molto bella, ma la 15 km resta la gara del cuore.

Un legame profondo, quello con il percorso più breve, che dimostra come nel trail non contino solo i chilometri, ma le sensazioni che restano dentro.

Agata Grazioso sottolinea invece l’energia collettiva e la sfida delle condizioni:

Un bellissimo Trail con tantissima partecipazione!!! È sempre bello stare immersi nella natura e ammirare panorami stupendi, ma il caldo ha raddoppiato la fatica.

Perché sì, la natura incanta… ma sa anche mettere alla prova, trasformando ogni salita in una conquista ancora più significativa.

Per Michele Longhi, invece, è stato un esordio da ricordare:

Prima volta sui sentieri del Trail della Riva, percorso molto bello, gara promossa a pieni voti.

E non c’è miglior battesimo per un trail runner che un percorso capace di sorprendere a ogni curva.


Tra epica e silenzio

Il Trail della Riva non è solo una gara: è un dialogo continuo tra uomo e territorio. Le torri di roccia osservano silenziose, testimoni di ogni passo, mentre il respiro degli atleti si mescola al vento che scorre tra i sentieri.

Ogni salita racconta fatica, ogni discesa regala libertà. E quando si taglia il traguardo, non si arriva soltanto alla fine di un percorso: si arriva un po’ più in profondità dentro sé stessi.


Un appuntamento che resta

L’edizione 2026 si chiude così: con gambe stanche, volti sorridenti e ricordi destinati a durare. Per Corriferrara e per tutti i partecipanti, il Trail della Riva si conferma una di quelle gare che non si corrono soltanto… si vivono. E, inevitabilmente, si sogna già di tornare.