Tra le valli verdi dell’alto Vicentino, dove il torrente Agno scava da secoli il suo percorso tra boschi e contrade, il 18 aprile 2026 si è corsa una nuova edizione dell’Agno Trail a Valdagno. Una gara che non concede nulla: sentieri duri, dislivelli che si fanno sentire presto e discese che mettono alla prova testa e gambe. Non è solo una corsa, è un piccolo viaggio dentro la montagna… e dentro se stessi.
L’anima dell’Agno Trail
Valdagno, incastonata nella Valle dell’Agno, è un luogo dove la natura ha ancora il ritmo lento delle stagioni. Qui il trail running trova terreno fertile: salite che sembrano non finire mai, creste panoramiche e discese tecniche che richiedono lucidità.
Uno dei passaggi più suggestivi è quello sul Monte Malo: un balcone naturale dove il pubblico si raccoglie e trasforma la fatica in energia, con applausi che arrivano quando le gambe iniziano a chiedere tregua.
Corriferrara c’è
A rappresentare Corriferrara in questa edizione due atleti, due storie diverse ma unite dalla stessa passione.
Michele Tuffanelli
si è messo alla prova sulla distanza lunga:
- 26 km
- 1500 metri di dislivello positivo
Una gara interpretata con esperienza, senza farsi ingannare dall’entusiasmo iniziale. Le sue parole raccontano bene la giornata:
“L’Agno è una di quelle gare che se prese sottogamba ti bruci presto. Parto con calma, le salite sono toste, riesco a gestirle bene se abbastanza lunghe ma non troppo tecniche come le discese. Bello il passaggio sul Monte Malo con tanta gente a tifare. Arrivato alla croce ci provo in discesa per centrare l’obiettivo che mi ero imposto delle almeno 3h:05m che mi avrebbero dato il 3° di categoria, ma va bene così, il livello era alto. Divertito sì e questo è quello che conta: i risultati arriveranno...”
Parole che sanno di consapevolezza: in trail si corre contro il percorso prima ancora che contro gli altri.
Una vittoria che vale più del tempo
Accanto alla prova di Michele, c’è una storia forse ancora più significativa.
Maria Letizia Milani,
sulla distanza:
- 13 km
- 800 metri di dislivello positivo
Un tracciato tutt’altro che semplice, tecnico e impegnativo, dove arrivare entro il tempo limite è già una conquista piena.
E proprio qui emerge il lato più autentico del trail running. Ancora Michele:
“Ma la vittoria più grande è stato vedere Letizia sulla distanza più breve arrivare al suo premio, cioè entro il tempo limite in un percorso non così scontato e tecnico. Averla vista arrivare con il sorriso non c’è premio che tenga… si sta allenando fisicamente e soprattutto mentalmente.”
Il senso del trail
L’Agno Trail è una di quelle gare che ti insegna qualcosa, sempre. Che sia la gestione dello sforzo, la pazienza nelle salite o il coraggio nelle discese.
Ma soprattutto ti ricorda perché si corre: non solo per un tempo o una classifica, ma per quel momento preciso in cui, nonostante la fatica, riesci ancora a sorridere.
E in fondo, tra i sentieri della Valle dell’Agno, è proprio quello il traguardo più importante.






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