mercoledì 10 dicembre 2025

Valencia Marathon, ottimi tempi per Federico e Pierre.

 

Valencia, città che corre: dove il calore diventa respiro e la strada si fa cuore

Maratona di Valencia – 7 dicembre 2025

Ci sono città che si attraversano, e città che invece ti attraversano loro.
Valencia appartiene alla seconda categoria: ti entra dentro, ti vibra addosso, ti prende per mano e ti chiede solo una cosa in cambio,di continuare a correre.

La Valencia Ciudad del Running, così chiamata non per moda ma per vocazione, il 7 dicembre 2025 ha accolto ancora una volta migliaia di podisti con la sua luce dorata, i suoi ponti moderni che sembrano slanciarsi verso il cielo, gli odori di mare e di agrumi che si mischiano all’asfalto ancora fresco del mattino.

E soprattutto con quel tifo.
Quel calore densissimo che qui non è semplice contorno: è carburante, è sostegno, è anima. Le strade vibrano come corde di chitarra echi di paella, fanfare improvvisate, mani che battono all’unisono. A Valencia la gente non applaude: abbraccia. E lo fa per 42 chilometri consecutivi.

In questa cornice di energia pura, Corriferrara ha colorato la sua presenza con due storie diverse, ma ugualmente luminose: quelle di Pierre Casole e Federico Oliani, ognuno impegnato nella propria danza con l’asfalto.


Federico Oliani – 03:17:37, Personal Best 

Una storia che sembra scritta da un narratore ironico e affettuoso, il tipo di racconto che parte tutto storto e poi si raddrizza all’ultimo, come una freccia tirata con troppa forza da un arco difettoso, e che invece trova miracolosamente il bersaglio.

Il suo commento, autentico e irresistibile, è già leggenda:

"The last dance. Se dovessero fare un manuale su cosa non fare prima della maratona questo sarebbe un caso perfetto! 3 mesi fa tramite un email dell organizzatore mi sono ricordato che mi ero iscritto a questa maratona un anno fa...e me ne ero completamente dimenticato...zero allenamento di corsa, zero preparazione, sovrappeso...piccolo dettaglio eravamo già a settembre! In tutta fretta: dieta, allenamenti e tutto incastrato alla perfezione per arrivare a pelo con gli ultimi lunghi! Incredibilmente è filato tutto liscio...quasi liscio... fino a 2 settimane prima della gara dove ovviamente dovevo pigliarmi un bel infortunio al polpaccio di destra! Per continuare al top la ragazza che mi ha ospitato in Spagna (perché ovviamente costava tutto troppo e gli alloggi erano fuori budget) ha deciso che farmi visitare il castello della sua città il giorno prima della gara con 16 Mila passi in salita fosse una grande idea! Così come farmi dormire un ora la notte prima! In tutto questo metteteci un 23 gradi di temperatura media e il fatto che abbia usato delle scarpe che non avevo mai usato prima neanche in allenamento... il risultato miracoloso è stato un arrivo con le gambe ancora perfette e il mio miglior tempo personale!
Valencia è magica...strade ricolme di gente per tutti i 42 km, rumore assordante ovunque, animazioni, applausi senza sosta ed un clima che ti spinge a correre anche nei momenti più difficili
Con un arrivo che ti toglie il fiato.
Qui dove ho corso per la prima volta la distanza regina ho deciso che fosse anche il posto migliore per correrla un ultima volta: Questa è la mia ultima maratona, non potevo sperare che in un finale migliore di questo."

Un personal best che sa di riscatto, di stupore, di quella magia che solo le città innamorate dei corridori sanno regalare.


Pierre Casole – 02:59:26, sotto le tre ore

E poi c’è lui, Pierre, che della corsa ha fatto un dialogo profondo, una sinfonia personale. Valencia l’ha ascoltata, e gli ha risposto a tono.

Anche il suo racconto è un mosaico di emozioni, sospiri trattenuti e brividi:

"BRIVIDO. Ieri ho corso la gara più bella della mia vita. Tre settimane fa non pensavo nemmeno di partire, tra vari acciacchi e una preparazione complicata: ho preso i biglietti solo il 21 novembre! E invece è andato tutto alla grande. Ho avuto i brividi dall’inizio alla fine: pubblico incredibile, organizzazione impeccabile, percorso velocissimo e meteo ideale , anche se un po’ caldo per i miei gusti.
Sapevo di essere leggermente in ritardo per scendere sotto le 3 ore, così negli ultimi 4 km ho dato tutto. Risultato: 2:59:26. Un sogno diventato realtà.
Questo risultato non è solo mio, lo devo a tutte le persone che sono entrate nella mia vita nell’ultimo anno : Massimo Corà, i miei allievi, il gruppo WorBas e ai ragazzi del rifugio Segantini! Non vedo l’ora di accompagnarvi nei vostri obiettivi per vivere la stessa cosa. Grazie a tutti!"

Quella barriera simbolica delle tre ore non è solo un numero: è un rito di passaggio. E Pierre l’ha attraversata con il cuore pieno.


Valencia: la linea d’arrivo che diventa promessa

Ogni maratona si conclude su un traguardo, ma solo alcune continuano a camminarti dentro anche dopo aver tolto il pettorale. Valencia è così: un’eco, una carezza, un ricordo che rimane acceso come le sue luci del porto al tramonto.

Là dove il blu dell’acqua incontra la modernità della Città delle Arti e delle Scienze, i podisti trovano una seconda pelle. E lì Pierre e Federico hanno scritto il loro capitolo, diverso, unico, irripetibile.

Valencia non è soltanto una gara.
È un arrivederci che sa già di ritorno, anche quando si dice che sarà l’ultima.
È una città che ti lascia andare solo per poterti riabbracciare meglio.

E, per chi era presente il 7 dicembre, una cosa è certa:

c’era più calore che sole. E più cuore che asfalto.













martedì 9 dicembre 2025

Trofeo Spazio Conad Vialarga. Denis Grandi 1° categoria, Medri Alessandro 2° categoria

                  

Trofeo Spazio Conad Vialarga: una festa di sport e comunità nelle strade di Bologna

Bologna, 7 dicembre 2025 Quest’anno il Trofeo Spazio Conad Vialarga ha illuminato le vie della città con l’energia e il colore di centinaia di atleti pronti a sfidare sé stessi sui 10 km del percorso. Una mattinata fresca, ideale per correre, ha accompagnato una gara che, oltre al valore agonistico, ha saputo celebrare la bellezza dello sport vissuto insieme.

La partecipazione è stata ampia e variegata, con runner provenienti da diverse città italiane: un segnale di quanto questa manifestazione sia ormai un appuntamento di riferimento per chi ama la corsa su strada. Il tracciato, scorrevole ma non privo di tratti tecnici, ha permesso a molti di esprimere al meglio le proprie capacità, regalando emozioni fino all’ultimo metro.

I protagonisti della giornata

In categoria maschile spiccano due nomi:

  • Denis Grandi, che conquista il 1° posto di categoria, confermando un eccellente stato di forma e una gestione di gara impeccabile.

  • Alessandro Medri, che chiude al 2° posto di categoria, firmando una prestazione solida e intelligente.

Al termine della corsa, Medri ha voluto condividere le sue sensazioni:

Bella gara, organizzata molto bene. Contento del piazzamento vista l'ampia partecipazione di atleti provenienti da varie città.”

Parole che riflettono lo spirito della manifestazione: competizione sì, ma anche rispetto, condivisione e gratitudine verso chi rende possibile eventi di questo livello.

Un evento che unisce

Il Trofeo Spazio Conad Vialarga non è solo una gara: è un momento in cui la città si apre allo sport e lo sport si intreccia con la città. Volontari, organizzatori, tifosi e atleti hanno dato vita a un clima di festa che, anche oltre la linea d’arrivo, rimane impresso come uno dei tratti distintivi di questa giornata.

Il successo dell’edizione 2025 conferma quanto la corsa, con la sua semplicità e la sua forza emozionale, continui a unire le persone e a raccontare storie di impegno, passione e resilienza. Un appuntamento da ricordare… e già da attendere per il prossimo anno. 




 

Boa Vista Ultratrail, a Capo Verde Laura Varolo per Corriferrara

                                                    

Boa Vista Ultratrail 2025 — Dove il vento del deserto parla al cuore

Sull’isola di Boa Vista, la più sabbiosa dell’arcipelago di Capo Verde, il deserto non è soltanto un luogo: è una voce antica. Il 6 dicembre 2025 questa voce ha chiamato ancora una volta i corridori dell’Ultratrail, una delle gare più dure e affascinanti dell’Atlantico. Tre le distanze: 42, 75 e 150 chilometri. Tre modi diversi di attraversare il respiro caldo dell’Africa.

Tra quei passi che solcano dune e pietra vulcanica, c’era anche Laura Varolo, portacolori di Corriferrara, al suo terzo anno su queste terre di vento e miraggi.

La scelta dei 75 km: una distanza che ascolta

Quest’anno Laura ha scelto la 75 km. Una decisione maturata con la sincerità dell’anima di chi sa che nel deserto non si comanda, si tratta.

“Partivo da sola e di affrontare la notte avevo paura, quindi ho optato per la distanza intermedia.”

Non c’è vergogna nella prudenza, nelle corse d’Africa: c’è rispetto. Le dune, mute e infinite, non offrono appigli; la solitudine, qui, è più profonda che altrove. Eppure, lungo il percorso, la magia del Boa Vista Ultratrail si manifesta nei suoi incontri: corridori che diventano compagni, volontari che appaiono come miraggi benevoli.

“Tanti amici in gara trovati durante il percorso e ai ristori che ti davano tutta l’assistenza possibile, considerando il disagio della sabbia e del vento del deserto.”

Acqua: l’oro invisibile del Sahara atlantico

Chi corre qui impara subito la regola più importante: non dare nulla per scontato.
Il vento asciuga la pelle, la sabbia entra ovunque, il sole non concede tregua. La sete non avvisa: arriva di colpo, e può diventare giudice severo.

“Bisogna sempre bere… anche se non ne senti la necessità. Se tra un ristoro e l’altro non hai più acqua è davvero un grosso problema. C’è chi si ritira perché lo stomaco si chiude e non riesce più ad idratarsi.”

In quelle parole c’è tutta la precarietà del deserto, che richiede umiltà e ascolto.
Un passo dopo l’altro, Laura ha avanzato come si avanza nelle storie di sabbia: leggera quando il vento lo permette, tenace quando gli ostacoli si impongono.

Il traguardo alla luce del tramonto

Quest’anno l’arrivo è stato un regalo.

“Sono arrivata mezz’ora dopo il tramonto… quindi è tutto facile con la luce.”

Raramente l’oscurità concede tempo ai corridori: questa volta, Boa Vista ha tenuto la notte un passo indietro, lasciandole entrare al traguardo con il mondo ancora visibile. E non solo: i piedi integri, un dettaglio enorme per chi affronta chilometri tra sabbia e roccia.

“Quest’anno sono arrivata con i piedi integri… tanta roba.”

C’è orgoglio, ma anche gratitudine. Perché il deserto non regala nulla, ma sa, talvolta, restituire ciò che si è seminato negli anni.

Africa chiama, sempre

C’è un detto tra i viaggiatori: “Se vai in Africa, ci ritorni.”
Laura lo sa bene, e quest’anno ha scritto il terzo capitolo della sua storia capoverdiana.

“Si dice che se vai in Africa ci ritorni… questo è il terzo anno.”

E forse, mentre la sabbia conservava le sue ultime impronte della giornata, il vento già sussurrava il richiamo per la prossima volta. 










lunedì 8 dicembre 2025

Prosecco Run

                                

Prosecco Run 2025 – Vidor tra storia, colline e bollicine

Il 7 dicembre 2025 Vidor ha accolto ancora una volta la Prosecco Run, trasformandosi in un fiume di atleti, sorrisi e passi veloci che hanno attraversato le sue colline dorate. Una data che, per chi conosce queste terre, non è solo un appuntamento sportivo, ma un rito collettivo che unisce la forza della corsa alla poesia del paesaggio.

Vidor: tra storia e leggende

Vidor è un luogo dove le colline parlano. Tra i filari del Prosecco, si racconta ancora la leggenda del ponte fantasma: un vecchio pescatore avrebbe giurato di vedere, nelle notti di nebbia, riemergere l’ombra del ponte di barche costruito durante la Grande Guerra, proprio dove oggi si snoda il fiume Piave, “fiume sacro alla patria”.
Quei ponti, distrutti e ricostruiti più volte, sono diventati simbolo della tenacia di questa terra. Una tenacia che oggi rivive nei corridori che affrontano chilometri e dislivelli come fossero pagine di una storia da riscrivere.

Tre distanze, un solo spirito

Edizione ricca, quella di quest’anno, con la partecipazione degli atleti Corriferrara impegnati su tutte e tre le distanze:

  • Maratona 42,195 km — D+ 600 m

  • Mezza maratona 21,097 km — D+ 250 m

  • Prosecchina 10 km non competitiva — D+ 300 m

Tre percorsi diversi, ma un unico scenario: quello delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio UNESCO, dove i vigneti si arrampicano come ricami sull’erba e le cantine aprono le porte agli atleti con sorriso e calore.

Le sensazioni degli atleti Corriferrara

Sulla 21 km competitiva, Cristiano Rocambole è tornato a far parlare di sé dopo un periodo difficile:

"Gara sempre molto ben organizzata, molto soddisfatto del risultato venendo da un infortunio."

Un traguardo che per lui vale doppio, perché ottenuto tra saliscendi impegnativi e paesaggi capaci di togliere il fiato tanto quanto la corsa.

Sulla Prosecchina 10 km, invece, hanno corso Renato Finco e Paola Ferrari, vivendo la versione più conviviale della gara:

"Appuntamento classico sulle colline del prosecco per questo fine settimana dedicato al trail e alla corsa su strada. Splendido correre tra i vigneti e le cantine, in un paesaggio delle colline trevigiane che lascia intravedere le cime innevate delle Prealpi Venete. Accoglienza stupenda tra un goto de vin e ‘na feta de sopressa, correndo tra le cantine e degustando bollicine. Io e Paola Ferrari abbiamo corso la 10 km D+ 300 mt non competitiva, mentre Cristiano Rocambole ha fatto la 21 km competitiva."

Parole che restituiscono l’essenza di questa manifestazione: un equilibrio perfetto tra sport e celebrazione del territorio.

Un evento che si corre… anche col cuore

La Prosecco Run non è solo una gara. È un viaggio nella memoria, tra reperti della Grande Guerra, borghi sospesi nel tempo e sentieri che profumano di mosto, erba umida e inverno in arrivo. È un brindisi collettivo, un abbraccio tra corridori, volontari e produttori che aprono le loro cantine come si aprono le porte di casa.

E quando gli atleti scendono dalle colline verso Vidor, con le Prealpi imbiancate sullo sfondo e l’eco delle leggende del Piave che ancora vibra nell’aria, si comprende davvero perché questa gara sia così speciale.

La Prosecco Run è fatica, poesia e festa.
È Vidor che si racconta.
È la corsa che diventa emozione.
















48^ Marcia del Giocattolo

 

48ª Marcia del Giocattolo: quando lo sport diventa un gesto di solidarietà

L’8 dicembre 2025 Verona ha indossato il suo volto più luminoso e generoso accogliendo la 48ª Marcia del Giocattolo, l’evento podistico organizzato da Associazione Straverona ASD che ogni anno unisce migliaia di persone sotto il segno della solidarietà. Una tradizione che, passo dopo passo, ricorda a tutti quanto lo sport possa diventare un abbraccio collettivo verso chi ne ha più bisogno.

La Marcia del Giocattolo è molto più di una gara: è un simbolo di partecipazione, un’occasione in cui correre significa donare, costruire ponti, sentirsi parte di una comunità viva e attenta. I percorsi proposti  2 km Family, 5 km Classica e 10 km Fast , permettono a chiunque di partecipare, dalle famiglie con bambini agli appassionati della corsa, creando un mosaico di sorrisi e di energie positive.

Le distanze Family e Classica, entrambe non competitive, hanno visto camminatori e runner condividere un momento di svago e altruismo, mentre la 10 km Fast, competitiva, ha portato in strada gli atleti più preparati, determinati a dare il massimo senza dimenticare lo spirito benefico dell’evento.

Quest’anno i nostri atleti hanno scelto proprio la Fast competitiva, onorando la loro passione ma anche il valore più profondo della manifestazione: correre per aiutare. Tra loro spicca il rientro brillante di Patrizia Bigoni, che ha saputo trasformare il suo ritorno alle gare in un messaggio di forza e resilienza, conquistando un ottimo tempo. In una giornata dove la fatica si intreccia alla gioia e la città diventa palcoscenico di altruismo, la Marcia del Giocattolo ricorda che la solidarietà può essere semplice come un passo. E che, proprio come nella corsa, anche nelle sfide della vita il traguardo si raggiunge meglio quando si avanza insieme.



Sanremo Half marathon, il racconto dei nostri atleti dalla città dei fiori.

 

La mezza del 7 dicembre: Sanremo e il suo canto di corsa

Sanremo, città dove Alfred Nobel trovò l’ultima quiete e dove ogni cosa sembra avere un suono, dai fiori che profumano il vento al palco dove la canzone italiana trova la sua voce più antica. Città di pedalate epiche, dove la Milano–Sanremo accende ogni anno la stagione.
È qui, fra mare e memoria, che il 7 dicembre 2025 si sono corse la maratona e la mezza maratona di Sanremo: due distanze come due strofe della stessa canzone.
E in questa storia, quella dei Corriferrara è una ballata nella ballata: loro hanno scelto la mezza, quella da correre col sorriso e col passo leggero che ti fa guardare il mare mentre spinge il vento.

Il sole di dicembre, timido come un artista al debutto, s’era presentato comunque. La ciclabile costiera,  quel filo d’argento che unisce onde e corsa, teneva il ritmo di più di duemila atleti.


La strofa di Andrea, amicizia, mare e quel duello bonario

Andrea Rubbini, col suo passo che sembra sempre salutare qualcuno, racconta così:

"Bellissimo! 21k sul mare, giornata di sole, più di 2000 partecipanti e soprattutto uno splendido gruppo di amici runner e sostenitori con cui ho condiviso questo weekend di vacanza.
Poi vabbè, stavolta Sara è andata più forte di me... bravissima! Io vedrò di recuperare alla prossima.
"

Una corsa e una risata, un duello sportivo che sa di complicità: quelli che rendono più leggero il chilometro.


La ballata di Sara, compagnia, mare e un ritmo che vola

Sara Sacchelli, invece, la racconta come chi sa fissare nella memoria ogni emozione:

"Per l’ultima gara dell’anno decidiamo di fare una trasfertona fino a Sanremo. Viaggio in compagnia con un’altra squadra. Ma tutti amici e con la stessa voglia di condividere tempi ed esperienze, successi e sofferenze.
Sveglia all’alba e arrivo sulla pista di atletica per la partenza. C’è un sole pallido ma la temperatura è ideale. Siamo gasatissimi. Ognuno a chiedersi cosa “portare a casa”. 
Purtroppo Cristian, reduce da un piccolo infortunio, decide di rimanere ai box ma di seguire la nostra impresa. Quindi armato di tecnologie, bastoni da selfie e famigliari si apposta lungo il percorso e sacrifica fior di giga per tutti noi. Percorso andata e ritorno (doppio per la maratona) sulla ciclabile sul lungomare. Si corre con il rumore del mare in filodiffusione!   Quasi quasi rallento per godermi il panorama! Invece tengo il ritmo, mi sento bene e chiacchiero con un runner (nonché presidente di una podistica) e organizzo la prossima trasferta. L’arrivo è nel campo di atletica, un giro di pista azzurra e si taglia il traguardo. Nuovo PB! (E sono anche davanti ad Andrea con il quale avevo un conto aperto dall’ultima gara!!!) Bellissima gara. A prescindere dal risultato (no vabbè non sminuiamolo così!!) è stato un week end bellissimo e senza il nostro fantastico tifo non sarebbe stato lo stesso. però Cristian ti preferiamo in pista."

E si sente il mare che fa da orchestra, il passo che diventa musica, la compagnia che diventa forza.


Così la mezza e la maratona che le correva accanto, più lunga e silenziosa  si chiudono in una fotografia di dicembre.
Ma sono gli atleti Corriferrara, con la loro mezza maratona vissuta come un canto collettivo, a lasciare quel retrogusto dolce di amicizia, sfida e bellezza.











Cagliari Respira, Sandro Prini 2° di categoria

 


Nel mattino terso del 7 dicembre 2025, quando Cagliari pareva essersi svegliata con il passo leggero delle sue antiche leggende, la città accolse la Cagliari Respira, la mezza maratona che ogni anno scorre lungo il suo fianco marino come un fiume di passi e di fiato.

Il cielo aveva il colore di certe pagine ingiallite dal tempo, e il mare di Sant’Elia, immobile e profondo, pareva custodire racconti che solo i più attenti potevano udire: storie di pescatori che parlavano con il vento, di sirene avvistate oltre la Sella del Diavolo, di spiriti buoni che proteggevano i viandanti sul Poetto. Sulla lunga spiaggia, che si distende come un pensiero sereno, i primi podisti avevano lasciato impronte leggere, che subito l’onda cancellava, come a ricordare che ogni fatica è effimera ma ogni emozione resta.

La città intera tratteneva il respiro mentre la gara prendeva vita. Le case del Quartiere del Sole sembravano osservare in silenzio; i pini di Marina Piccola frusciavano un tifo discreto; il vento portava con sé il profumo delle alghe e dei ricordi.

Tra i tanti venuti da lontano, in terra sarda erano giunti anche i fratelli Prini, Sandro e Lorenzo, a rappresentare la Corriferrara. Camminavano fianco a fianco nel riscaldamento, come due figure scolpite nella stessa roccia, con lo sguardo rivolto alla linea d’orizzonte dove la luce si confondeva con la promessa della gara.

Quando il colpo di partenza ruppe il silenzio, la folla si mosse come un’unica creatura. E i Prini con essa.
Il percorso, 21,097 chilometri di vento, mare e storia, li portò lungo viali assolati, tra il fragore delle onde e il tifo dei cagliaritani, che con la loro voce sapevano farsi famiglia.

Sandro correva con passo saldo, quasi ascoltasse una voce antica che lo guidava: forse lo spirito buono del mare, forse il richiamo di quei racconti che Deledda avrebbe scritto con mano lieve. E infatti fu lui a compiere l’impresa: Sandro Prini concluse la prova conquistando il secondo posto di categoria  e la sua figura, infiammata dalla fatica, brillava come una risposta gentile che la terra sarda aveva voluto offrirgli.

Lorenzo chiuse la sua gara con dignità e forza, e nel loro abbraccio all’arrivo c’era tutto: il viaggio, la fatica, il mare che pare sempre capire, la città che accoglie e che, per un giorno, respira al ritmo dei passi di chi la attraversa.

E così, tra il sole che scendeva lento dietro il promontorio e il profumo di salsedine che tornava a farsi padrone della sera, la Cagliari Respira si concluse. Ma nelle pieghe di quel vento rimase impressa la loro storia, tanto semplice quanto vera, degna di essere narrata come fanno le leggende: con un soffio di mare e un passo che non si dimentica.









giovedì 4 dicembre 2025

Riepilogo settimanale e trimestrale attività podistica e punti che saranno assegnati.

 

Cronache del Popolo delle Nebbie

Le gesta settimanali e il resoconto del trimestre dell’Atletica Corriferrara

Nelle terre dove la nebbia del Po si distende come un sipario antico e silenzioso, il Popolo delle Nebbie, conosciuto ai più come Atletica Corriferrara, ha scritto un nuovo capitolo delle sue gesta.
Questa settimana, sessantatré guerrieri del passo leggero hanno attraversato nove contrade, lasciando dietro di sé 1.041,845 chilometri di sentieri domati, strade affrontate e confini superati.


Le Terre Calpestate dai Corridori

Il vento porta ancora i racconti delle loro scarpe ardenti:

  • Minerbio (BO)I 5 Fossi, 10 km di corsa tra argini e canali, dove l’acqua osserva immobile.

  • Castel BologneseGiro della Serra, 14,4 km che s’inerpicano come serpenti tra le colline.

  • Lusia (RO)Corri per Lusia, 8 km sull’argilla fertile del Polesine.

  • FirenzeMaratona, 42,195 km nella città degli dei del Rinascimento.

  • Alicante (Spagna)Maratón Internacional Elche, 42,195 km tra palme e luce mediterranea.

  • TeoloMarcia dei Maroni, 13 km di sentieri odorosi di bosco.

  • StanghellaSanta Caterina Walk, 18 km lungo terre antiche e silenziose.

  • Macerata Campania (CE)1^ Runner Cup Maceratese, 9,7 km di suono e sudore.

  • Nancy (Francia)10 Km de la Saint Nicolas, dove i Corriferrara corrono tra guglie gotiche e sapore d’Europa.


Eroi sul Podio

Tra i guerrieri del Popolo delle Nebbie, alcuni hanno alzato la mano verso il cielo, conquistando il podio come trofei di battaglie vinte.

Corri per Lusia

  • Bellini Giulia1ª Assoluta

  • Grandi Denis1° di categoria

  • Prini Sandro2° di categoria

  • Ferrari Elisa2ª di categoria

  • Camanzi Ilaria3ª di categoria

Giro della Serra

  • Pantaleoni Paola3ª di categoria


Compendio delle Gesta Trimestrali (Settembre – Novembre 2025)

Come i bardi dei Nibelunghi, raccogliamo il canto dell’intero trimestre, tre lune di fatica, gloria e resistenza.
I numeri del Popolo delle Nebbie risuonano come un martello sul ferro bollente:

  • 69 podi conquistati, di cui 3 vittorie assolute
    (42 podi solo nel mese di novembre)

  • 114 luoghi esplorati

  • 12.989 km percorsi, quasi come correre attraverso un continente intero

  • 840 atleti coinvolti, un esercito silenzioso e determinato

  • 86.896 metri di dislivello, pari a scalare più volte le montagne dei giganti

  • 9 città estere toccate, testimonianza del loro spirito errante:

    • Braemar e Inverness (Scozia)

    • Lubiana (Slovenia)

    • Cardiff (Galles)

    • Amsterdam (Olanda)

    • Chicago e New York (USA)

    • Alicante (Spagna)

    • Nancy (Francia)


Epilogo

Il Popolo delle Nebbie continua il suo cammino, passo dopo passo, città dopo città.
Non conosce soste, non teme distanze, e ogni settimana aggiunge un anello alla sua lunga catena di imprese.

Finché ci saranno strade da percorrere e orizzonti da raggiungere, il loro nome riecheggerà come nelle antiche saghe:
Atletica Corriferrara, custodi del passo e signori delle distanze.