martedì 9 settembre 2025

Cronica della Chiusura Anno Podistico del Signore 2024/2025

 

Cronica della Chiusura Anno Podistico  del Signore 2024/2025

Or dunque, giunto è il tempo di volgere lo sguardo alle gesta compiute dai prodi atleti Corriferrara, i quali, come novelli Argonauti in cerca del vello d’oro, hanno solcato sentieri, deserti, strade e selciati, dal cuore della nostra Italia sino alle più remote contrade del mondo conosciuto e oltre. Non v’è città né borgo che non abbia udito l’eco dei loro piedi, ché 404 dame e cavalieri della corsa presero parte all’impresa, recando i colori della compagnia non solo in Italia, ma anche in contrade straniere:


La Paz, Valenzia, Berlino, Ibiza, Praga, Maiorca, Parigi, Boston, New York, Londra, Madrid, Annecy, Innsbruck, Copenaghen, Lisbona, Aasiaat, Barcellona, Boa Vista.

Come i viandanti dell’epica greca, essi portarono sudore e fiato laddove il vento muta e il mare divide. L’orma dei loro passi, incisa nella polvere e nella gloria, rimarrà memoria eterna.


Nella classifica dei chilometri percorsi, primeggia la dama Sabina Drimaco con la mirabile cifra di 1554,21, seguita dal valoroso Vittorio Cavallini (1462,705) e dall’indefesso Paolo Callegari (1090,605). A scia serrata giunsero Ion Coban, Laura Varolo ed Elfrida Candelaresi, anch’esse anime ardenti di passione e resistenza.

La Conta dei Chilometri

  • Sabina Drimaco – 1554,21
  • Vittorio Cavallini – 1462,705
  • Paolo Callegari – 1090,605
  • Ion Coban – 1060,890
  • Laura Varolo – 894,505
  • Elfrida Candelaresi – 859,850

Nella classifica maschile, il duello fu aspro: Rudy Magagnoli con 19.641 punti impose il suo dominio,  Paolo Callegari lo seguì di misura (19.563), quasi come nella disfida di baroni medievali. Seguono in ardita schiera Grandi Denis, Buzzi Simone, Forlani Nicola e gli altri compagni di ventura.

La Tenzone dei Punti – Maschile

  • Rudy Magagnoli – 19.641
  • Paolo Callegari – 19.563
  • Denis Grandi – 19.096
  • Simone Buzzi – 18.874
  • Nicola Forlani – 18.667
  • Simone Deserti – 18.441
  • Morris Fogli – 18.352
  • Renato Negri – 18.335
  • Alessio Montanari – 17.875
  • Vittorio Cavallini – 17.223

 Nella classifica femminile, il duello fu serrato fra le dame Rosanna e Patrizia, seguite dalla tenace Paola Pantaleoni. Alla fine, dama Rosanna la spuntò per poche lunghezze.

La Tenzone dei Punti – Femminile

  • Rosanna Albertin – 18.813
  • Patrizia Bigoni – 18.395
  • Paola Pantaleoni – 18.016
  • Caterina Maietti – 17.943
  • Emanuela Marangoni – 17.889
  • Sabina Drimaco – 17.886
  • Ilaria Camanzi – 17.828
  • Sara Melloni – 17.142
  • Laura Varolo – 16.803
  • Elisa Benini – 14.404

Nel dominio dei boschi e dei monti, fra rocce e sterpi, si distinsero i prodi del trail. Tra gli uomini, risonò il nome di Ion Coban, saldo e indomito, seguito da Michele Tuffanelli e Marco Gianantoni. Fra le dame, spiccarono Sabina Drimaco, Elfrida Candelaresi ed Elisa Romani, vere amazzoni dei monti.

Sentieri di Trail – Maschile

  • Ion Coban – 2,65
  • Michele Tuffanelli – 4,30
  • Marco Gianantoni – 5,19
  • Renato Finco – 6,76
  • Simone Buzzi – 6,81
  • Cristiano Rocambole – 7,02
  • Marco Malaguti – 7,61
  • Filippo Rivaroli – 5,65
  • Enrico Gamberoni – 6,09
  • Simone Checcoli – 5,73

Sentieri di Trail – Femminile

  • Sabina Drimaco – 4,58
  • Elfrida Candelaresi – 5,30
  • Elisa Romani – 6,98
  • Ilaria Camanzi – 7,90
  • Emanuela Lambertini – 8,11
  • Previati Sara  – 8,64
  • Grazioso Alessandra  – 8,85
  • Ferrari Paola – 8,94
  • Banzato Alessandra  – 7,64
  • Paparella Elenia  – 8,76

Nel consesso dei venti migliori cavalieri, la sede d’onore spetta a Rudy Magagnoli (989,3), seguito a respiro da Paolo Callegari (986,0) e dal fiero Gianluca Sanfilippo (970,3).
Fra le dame, il trono appartiene a Chiara Rosignoli (958,7), con Rosanna Albertin e Lucrezia Berghenti a contenderle la corona.

Il Gran Libro del Ranking - Maschile

  1. Rudy Magagnoli – 989,3
  2. Paolo Callegari – 986,0
  3. Gianluca Sanfilippo – 970,3
  4. Denis Grandi – 968,3
  5. Alessio Montanari – 967,3
  6. Giovanni Bergonzoni – 966,7
  7. Stefano Orlandini – 965,3
  8. Rudy Davi – 959,0
  9. Alessio Zambrini – 958,7
  10. Carlo Barbieri – 958,0
  11. Matteo Benetti – 954,7
  12. Lucas Jerome Marie Huchard – 954,3
  13. Stefano Ricci – 954,0
  14. Gabriele Cremonini – 953,7
  15. Matteo Marangoni – 952,3
  16. Simone Buzzi – 951,3
  17. Andrea Rosati – 949,0
  18. Mattia Rosati – 948,3
  19. Alberto Corà – 948,0
  20. Massimo Corà – 947,3

Il Gran Libro del Ranking – Femminile

  1. Chiara Rosignoli – 958,7
  2. Rosanna Albertin – 948,3
  3. Lucrezia Berghenti – 945,7
  4. Patrizia Bigoni – 924,3
  5. Laura Rinaldi – 924,0
  6. Paola Pantaleoni – 911,0
  7. Sofia Ghetti – 909,0
  8. Caterina Maietti – 908,7
  9. Sabina Drimaco – 907,3
  10. Monica Fogli – 904,7
  11. Emma Giatti – 904,0
  12. Emanuela Marangoni – 901,3
  13. Giulia Monesi – 901,0
  14. Sara Trombini – 900,3
  15. Lucia Scagliarini – 895,3
  16. Raffaella Marino – 892,3
  17. Ilaria Camanzi – 891,3
  18. Michela Guarise – 890,0
  19. Tatiana Gintko – 888,0
  20. Monia Perdomi – 885,0

Epico Commiato

Così si chiude il libro delle gesta per l’anno podistico 2024/2025:
non cronaca sterile di numeri, ma canto di resistenza, fratellanza e ardimento.
Come cavalieri che dopo lunga crociata rientrano nelle mura amiche, così i nostri atleti già volgono lo sguardo al futuro, ché nuove avventure li attendono, e nuovi campi di battaglia, o meglio, di corsa, invocheranno i loro passi.


Ravenna Park Race, Chiara Rosignoli, 1^ di categoria 4^ assoluta.

                                                                                   
                                                                                  

Ravenna Park Race 2025: la mezza che profuma di mare e natura

Il mare negli occhi

7 settembre 2025, Ravenna. Una mattina limpida, il profumo di salsedine nell’aria e centinaia di runner pronti a partire. La Ravenna Park Race non è una mezza maratona qualunque: i suoi 21,097 km sono un viaggio tra scenari diversi, un continuo cambio di terreno e di emozioni. Dopo il via, i passi affondano subito nella sabbia della spiaggia: pochi minuti bastano per ricordare che qui nulla è scontato, che la bellezza si paga con la fatica.

Il respiro della pineta

Dal mare alla pineta il passo è breve. L’ombra fresca, il silenzio rotto solo dai respiri dei corridori, il fruscio degli alberi che accompagna la fatica. Lo sterrato regala morbidezza, ma nasconde insidie: radici, curve, tratti che costringono a concentrazione e agilità. È un paesaggio che sembra un quadro, eppure le gambe ricordano che si tratta pur sempre di una gara.

La fatica nelle gambe

Il percorso non smette di sorprendere. Si entra nelle valli, tra palude e passaggi più tecnici, dove la natura mostra il suo volto selvaggio. Poi il bosco e infine la massicciata che si apre di nuovo verso il mare. Non c’è dislivello, ma ogni passo pesa: il fondo cambia, la mente deve adattarsi, le caviglie protestano. È un trail particolare, fatto più di varietà che di salita, che mette alla prova la resistenza fisica e mentale.

I protagonisti

Tra i tanti che hanno tagliato il traguardo con il sorriso (e il fiatone), brillano i piazzamenti degli atleti:

  • Morris Fogli, con un ottimo 4° posto di categoria.

  • Renato Negri, che ha sorpreso sé stesso con un 3° posto di categoria al debutto.

  • Chiara Rosignoli, regina della gara, 1^ di categoria e 4^ assoluta, capace di domare con forza e determinazione un percorso durissimo.

Le voci dal traguardo

Gli atleti hanno raccontato la gara con parole che trasmettono emozioni vere.

Renato Negri:

A settembre comincia la nuova stagione sportiva, mi lancio in una novità per me, la Ravenna Park Race.

Viene definita un Trail infatti di asfalto ne ho visto ben poco.

Pineta, sterrato, spiaggia, palude, massicciata vista trabocchi insomma una meraviglia per gli occhi.

Per le caviglie un po' meno e per essere una mezza maratona è stata una fatica notevole ma che, incredibilmente mi vale un terzo posto di categoria, se nelle foto notate che mi manca un orecchio me lo sono mangiato a forza di avere un sorriso da beota dopo aver visto i risultati...😂 

Ma soprattutto, sei al mare, hai consumato 1285 calorie... Vuoi non farti un frittino????

Chiara Rosignoli:

Gara con paesaggio spettacolare, molto molto dura e difficile. 21 km di sterrato, portata a casa, felicissima del risultato.

Andrea Rubbini:


Lo promuovono come un trail senza dislivello ed in effetti si corre sulla spiaggia, in pineta, nelle valli ed un po’ su asfalto: il percorso è bellissimo e vale la trasferta! Organizzazione ok, 5 ristori per la mezza, volontari gentilissimi a tutti gli incroci, una bella festa. A me è piaciuto molto e penso che l’anno prossimo riproverò, magari arrivando un po’ più preparato.

Una festa della corsa

Cinque ristori, volontari sorridenti ad ogni incrocio, un’organizzazione curata e un’atmosfera di festa hanno reso speciale questa giornata. La Ravenna Park Race 2025 si conferma una gara che non è solo sport: è un’esperienza che resta addosso, un ricordo fatto di fatica, natura e sorrisi. Correre qui significa lasciare un pezzo di cuore tra il mare, la pineta e i sentieri delle valli.
















16^ Stramorazzone

 

Stramorazzone 2025: il cuore batte nei boschi di Morazzone

Il 7 settembre 2025 a Morazzone (VA) è andata in scena la 16ª Stramorazzone, un appuntamento che, anno dopo anno, non è soltanto corsa ma anche incontro, emozione, scoperta. Una non competitiva che, con i suoi 18 km e 465 metri di dislivello, intreccia la fatica del gesto atletico con la poesia dei paesaggi del Varesotto: boschi freschi, ruscelli che accompagnano il passo, e persino una piccola chiesetta del XII secolo che sembra custodire i segreti del tempo.

Per Corriferrara era presente ancora una volta Ottorino Malfattoche così racconta la sua esperienza:

Ieri ero da mia figlia e per la sesta volta ho partecipato alla Stramorazzone a Morazzone in provincia di Varese anche perché più che una corsa è anche un bel trail in mezzo ai boschi del Varesoto, ruscelli, persino una chiesetta del XII secolo, salite toste ma ne valeva la pena. All’arrivo ad aspettarmi c’era l’amico Fulvio che al microfono ha ricordato che Corriferrara era presente alla gara. Per la sesta volta è stata una bellissima esperienza.

Le sue parole racchiudono l’essenza della manifestazione: un percorso che non si misura soltanto in chilometri, ma in emozioni condivise. La Stramorazzone non è una semplice corsa: è un viaggio dentro la natura, un abbraccio con la storia e, soprattutto, un momento di amicizia che si rinnova ad ogni edizione.

E così, tra salite impegnative e discese rigeneranti, ogni passo diventa parte di un racconto più grande. Un racconto fatto di sport, sì, ma anche di vita, di radici e di legami che resistono al tempo.

Per Ottorino e per tutti i partecipanti, la Stramorazzone 2025 resterà ancora una volta un ricordo prezioso, un tassello di emozioni che fa battere il cuore un po’ più forte.








Sn soft trail, Emanuela Lambertini 3^ di categoria

 

Sulle tracce incantate della vecchia ferrovia: la magia del SN Soft Trail di Spoleto

C’era una luce particolare, il 7 settembre 2025, sui sentieri che da Spoleto si arrampicano verso il bosco sacro di Monteluco. Come in una fiaba, il respiro della natura ha accolto i passi dei partecipanti al SN Soft Trail, una corsa di 15 chilometri e 380 metri di dislivello che ha intrecciato fatica e meraviglia lungo il tracciato dell’antica ferrovia Spoleto–Norcia.

I corridori hanno attraversato gallerie, ponti e single-trail sospesi tra il verde, in un mosaico di paesaggi che sembravano restituire intatti i segreti del tempo. Ogni curva apriva squarci di silenzio e bellezza, in un alternarsi di ombra e sole, come se la foresta stessa volesse raccontare una storia.

Tra i protagonisti della giornata, Emanuela Lambertini


ha brillato con il suo terzo posto di categoria, dimostrando come la determinazione possa farsi danza leggera anche sui terreni più impegnativi.

E poi c’è la voce di chi ha vissuto la magia dall’interno. Le parole di Agata Grazioso sono un piccolo incanto che restituisce il senso profondo di questa esperienza:
“Percorso sul tracciato della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia e all’interno del bosco di Monteluco. Sentieri e single-trail spettacolari con paesaggi incontaminati. La gioia e la spensieratezza hanno superato la fatica, giorno indimenticabile.”

Non meno avventuroso è stato il viaggio di Antonio Domenico Margiotta, che ha scelto la distanza più impegnativa, 27 chilometri con 1000 metri di dislivello. Le sue parole sono semplici e limpide come l’acqua di sorgente: Percorso stupendo.” Un commento breve, ma capace di racchiudere tutta la meraviglia vissuta.

A rendere la giornata ancora più speciale è stato l’incontro con il grande Giorgio Calcaterra, leggenda del running e simbolo di umiltà e passione. Una foto insieme a lui ha trasformato il ricordo in tesoro: un momento semplice ma luminoso, come solo gli incontri che scaldano il cuore sanno essere.

Così il trail non è stato solo una prova di resistenza, ma una fiaba da vivere a occhi aperti, un giorno in cui la fatica si è sciolta nella meraviglia, e la foresta di Monteluco ha sussurrato a ciascun corridore: “Sei parte di me.”










Porto Tolle, 21^ Corri nel Delta

                                                

Porto Tolle, la magia del Delta accoglie la 21ª “Corri nel Delta”

Porto Tolle, 7 settembre 2025 – Nel cuore del Delta del Po, dove l’acqua incontra la terra e il vento sembra portare con sé storie antiche, si è corsa la 21ª edizione della Corri nel Delta. Una gara che non è solo competizione sportiva, ma esperienza, incontro, emozione.

La distanza di 7,5 km ha accompagnato gli atleti lungo strade sospese tra argini e campagna, in un paesaggio che ha il potere di trasformare la fatica in poesia. La corsa è stata anche la quinta e penultima tappa del circuito “Consorzio Il Gabbiano”, confermando Porto Tolle come tappa imprescindibile del podismo polesano.

Un applauso al cielo per Daniele Laurenti

Prima dello start, un silenzio commosso e un lungo applauso hanno ricordato Daniele Laurenti, tra i fondatori ed ex presidente del club portotollese, scomparso di recente. Il suo spirito, la sua passione, la sua capacità di unire persone diverse sotto lo stesso amore per la corsa restano parte viva della manifestazione.

Emozioni e voci dal percorso

Sul piano sportivo, spicca il risultato di Rosanna Albertin,


seconda di categoria, che ha saputo coniugare costanza e determinazione. Ma la Corri nel Delta è soprattutto fatta di sensazioni e racconti personali:

  • Elisa Ferrari ha scherzato con la sua solita grinta: «Caldo non previsto», ricordando come il sole settembrino abbia reso la sfida più intensa.

  • Angelo Visentini ha sottolineato la bellezza della corsa condivisa: «Con mia moglie da pacer ad Elisa Ferrari», un’immagine di sport come sostegno reciproco.

  • Simone Deserti ha tracciato un bilancio completo: «Clima gradevole, percorso su strada con la solita salita e discesa sull’argine del Po. Organizzazione buona ed ottimo ristoro».

Il Delta, protagonista silenzioso

Ancora una volta il vero protagonista è stato il Delta, con i suoi paesaggi che sembrano appartenere a un mondo di confine: il grande fiume che accompagna i passi, l’argine che sale e scende come un respiro, i riflessi d’acqua che accarezzano la corsa. Correre qui significa dialogare con la natura, lasciarsi attraversare da una bellezza che non si lascia possedere ma che si dona a chi sa guardarla.

Verso l’ultima tappa

La Corri nel Delta lascia dietro di sé emozioni forti e prepara la strada all’ultima tappa del circuito “Consorzio Il Gabbiano”, che chiuderà una stagione intensa e ricca di storie. A Porto Tolle resta il ricordo di una giornata speciale: sport, amicizia e natura fusi insieme in un abbraccio che solo il Delta sa regalare.