mercoledì 22 luglio 2015

Giro del lago di Resia: grande esodo Corriferrara in Val Venosta


Per il secondo anno consecutivo mi ritrovo davanti al pc per scrivere alcune righe su quella che considero la gara più bella a cui ho partecipato, da quando, alcuni anni fa, ho iniziato a correre.


In Val Venosta la chiamano “Reschenseelauf”, ma per noi “italiani” è il Giro del lago di Resia, giunto quest'anno alla sedicesima edizione. Questa non è solo una gara podistica in un posto splendido, dove due colori la fanno da padrone, l’azzurro di questo bellissimo lago (artificiale) ed il verde, dei tanti prati e boschi che circondano tutta la vallata al confine tra l'Italia e l'Austria, ma è una vera e propria festa per tutto l’abitato che gravita attorno al lago ed al suo famosissimo campanile sommerso per la gran parte.
La gara, come raramente accade, si svolge al sabato pomeriggio, a partire dalle 17.00, con partenze scaglionate in griglie (di libera scelta, alla cui entrata sono posti i tempi finali probabili), che partono a distanza di 6 minuti ognuna, perciò andare a correre al Resia è anche un’occasione per gustarsi un bel week end lungo in montagna, visto che fare tutto in giornata è piuttosto faticoso, vero Laura Genuardi????

Tralasciando la doverosa e gratificante, per il palato, sosta pranzo alla Birreria Forst nell’andata del venerdì, con gli amici della Ricci family (Andrea, Barbara, Argo e Benny), Resia ci ha accolti il pomeriggio con un bel acquazzone che ha abbassato la temperatura a tal punto che, la felpa, rigorosamente CORRIFERRARA, era indumento indispensabile per non “beccarsi” qualche malanno.
E dopo la pizzata serale del venerdì con altri Corriferraara in terra austriaca, eccoci arrivare finalmente al sabato……….il giorno della gara.
Il grande prato nei pressi del lago è un autentico formicaio fin dal mattino, tra i tanti volontari dell’organizzazione in continuo movimento, podisti arrivati solo poche ore prima della partenza per il ritiro pettorali, chi in giro a curiosare per gli stand e tanti turisti che con la gara non hanno nulla a che fare e più l’orario della gara si avvicina, sempre maggiore è questo popolo che va a zonzo sul tappeto verde.
L’adrenalina comincia a salire vertiginosamente quando decidi che è il tuo momento per entrare nella griglia, non importa in quale, se la prima o l’ultima, ma ora ci sei e fai parte della storia di questa gara ed hai solo voglia di partire.
Alle 17 con puntualità tedesca parte il primo gruppo ed è bello vederli scattare grazie ad un maxi schermo posto in prossimità del via, anche perché sai che da lì a qualche minuto tocca a te. Una volta partiti, gli addetti fanno avanzare la seconda griglia che alle 17.06 prende regolarmente il via, ed ora tocca a me…con Barbara e Valerio ci siamo infilati nella terza anche se non era proprio quella più adatta a noi (all’entrata era consigliata per tempi finali tra 1.10’ e 1.20’), veniamo fatti avvicinare alla linea di partenza.

Sono le 17.12 ed anche noi prendiamo il largo…piccolo caos iniziale, perché il prato si restringe ed inizia la ciclabile, ma poi il serpentone di podisti si allunga sempre più è l’unico pensiero che ti prende è quello di correre, correre e mantenere la posizione (aiutandosi anche con qualche gomitata!), perché finché non si arriva alla diga, il gruppo rimane abbastanza compatto e ci si trova nel tratto di ciclabile che costeggia la statale, che è quello più anonimo.
Dopo circa 5 km ecco la diga….piccola rampetta e svolta a destra, e finalmente con il primo gruppo di tifosi caldi, che indistintamente dalla tua provenienza, ti battono le mani e ti incitano con i loro continui “Hop Hop”.
Sulla diga vi sono parecchi tavoloni per permettere a tutti di dissetarsi evitando ingorghi, ma la cosa divertente di questo momento, è il continuo urlare dei ragazzi addetti alla distribuzione di acqua ed integratori che incessantemente urlano, “acqua” “wasser” alternando le due parole (chi distribuisce acqua), ed “iso” per chi offre gli integratori.
Ma la diga finisce ed è da questo momento che ha inizio la gara vera. Si svolta a destra e subito inizia la salita.
Ora la ciclabile assume un fondo completamente ed ottimamente asfaltato (mentre nei primi km era uno sterrato simile ai percorsi delle nostre mura), ma è la pendenza che fin da subito si fa sentire ed è da questo momento che arriva la selezione vera.
L’affollamento precedente scompare, la prima rampa non è molto lunga ma è piuttosto ripida ma sei ancora abbastanza fresco, ma dopo la prima ecco una seconda…. In pratica per circa 6 km è un continuo saliscendi, leggero all’inizio, per toccare il culmine al nono chilometro, dove, oltre ad essere ripida è pure lunga. Qui però puoi usufruire dell’aiuto della musica, per la cadenza del passo o solo per rilassarti un attimo, perché quasi in cima, anche quest’anno, è presente un complesso musicale.
Questa parte del percorso è veramente tosta ma è bella, lago sulla destra, alberi sull’altro lato e la gente…………in questo lato, il pubblico è davvero numeroso e sono continui gli “hop hop” che gridano per spingerti più forte.
Al termine dell’ultima discesa, qualche centinaio di metri di asfalto e poi nuovamente sterrato, ma questa volta su prato.
Qui cominci a vedere in lontananza il campanile quindi è il momento di utilizzare anche le ultime riserve di energia perché sono pochi i km che ti separano dal traguardo….. ultimi due ristori con il solito grido “Iso” “acqua” “wasser” ed ecco finalmente gli ultimi 400Mt.
Qui ti ritrovi tra due piccole ali di folla, seduti su due file di tribunette su entrambi i lati, che battono le mani, urlano gli ormai familiari “hop hop” e, se riescono a leggere il tuo nome sul pettorale, urlano anche quello con marcato accento tedesco.
Ricordandomi poi l'esperienza dell'anno passato, le ultime falcate le ho fatte tutte sulla destra perché, proprio su questo lato ci sono tanti bambini che allungano la mano per chiederti il “cinque”, così gli ultimi metri li ho sprintati a tutta con mano destra protesa verso questi splendidi tifosi, e per uno “scarpone” come me sono soddisfazioni da non lasciarsi scappare!
A gara conclusa e dopo opportuna doccia, il finale giusto per questa giornata è ritrovarsi per ridere, bere birra, mangiare qualcosa e ripercorrere la gara, nel mega tendone attrezzato per l'occasione con cucina ed innumerevoli tavoli, dove l'efficienza tedesca si fa ancora apprezzare, perché nonostante le centinaia di persone presenti, le ordinazioni arrivavano dopo pochi minuti.
Infine un caloroso saluto vorrei farlo a Raffaella Malverti e Franco Menghini, (per chi non lo sapesse, due top runner con noi fino all'anno passato, che ci hanno lasciato per problemi logistici) che dopo averci salutato all'entrata, hanno fatto pervenire al nostro tavolo alcuni piatti pieni di Strauben.

I numeri.


Classifica uomini:

1. Gualdi Giovanni         49.01,1
2. Lanziner Peter            49.27,7
3. Hillebrand Johannes,  49.44,8

Donne

1. Hanspeter Kathrin 57.03,7
2. Pircher Petra       1:00.41,2
3. Thaler Edeltraud 1:01.00,8

Alessandro Polesinanti





Se escludo maratone e mezze maratone la “Reschenseelauf” è sicuramente fra le più belle gare cui ho partecipato nella mia “carriera” quasi trentennale di corse.
Così anche quest’anno, il terzo consecutivo, partecipo a questo evento già ampiamente descritto da Alessandro, già programmato nel mio personale calendario da febbraio quando ho sistemato le mie ferie annuali.
Parto giovedì alla volta della Val Venosta per sfruttare al meglio questo week-end in modo da essere già in loco dal venerdì mattina, così da poter anche vedere luoghi che nelle precedenti annate non avevo ancora visitato: dalla Vallelunga che parte proprio da Curon, a Bormio passando lo Stelvio, Livigno, rientrando per la Svizzera ed i paesini della Val Mustair sotto un autentico diluvio. E non ci fu settimana più azzeccata anche per sfuggire alle calure asfissianti della nostra città.

Già giovedì sera durante la visita di ricognizione in zona gara è sceso uno scroscio di pioggia fortissimo, ma di breve durata, nemmeno da paragonare alla perturbazione abbattutasi nel tardo pomeriggio di venerdì, giusto nel momento del ritiro del pacco gara.
Giunti alla spicciolata anche gli altri compagni di squadra si organizza una allegra serata a Nauders subito oltre il passo Resia in Austria in un ristorante pizzeria che scopriremo poi essere un night…ma quando si apriranno le danze noi saremo già nelle nostre camere…
Sabato, giorno di gara, ci accompagna il sole ed il bel tempo. Ci ritroviamo più o meno tutti quanti per la foto di gruppo una mezzoretta prima dello start in un’atmosfera già ampiamente descritta e giusto il tempo per qualche chiacchiera che è già ora di andare in griglia.
Parto alle 17, nella prima griglia. Alla corsa ci penso poco, punto a fare un buon crono visto che l’anno scorso non feci una buona gara, ma ero in pieno allenamento per i mondiali di retrorunning.
Stavolta parto abbastanza bene, cerco di far scorrere i primi km fino alla diga senza affannarmi troppo anche perché qui il percorso è abbastanza bruttino scorrendo a fianco della strada statale.
Alla diga inizia la gara vera e propria, al 5° km. E finalmente si comincia anche a bere, da qui in 10 km saranno ben 5 i ristori e non ne salterò nemmeno uno prendendo ogni volta sia i Sali che l’acqua, anche per rinfrescarmi. Affronto molto bene la sponda opposta del lago, quella tutta ondulata anche se in alcuni tratti mi sembra mancare il respiro. Al 7°km supero anche la nostra concittadina Marina Zanardi, che alla fine giungerà 5a assoluta nella gara femminile. La mia sensazione è che comunque in questa gara le prestazioni siano notevolmente influenzate anche dall’altitudine visto che il lago si trova a 1500m di quota. Infatti nonostante in 2 edizioni su 3 abbia strappato alla fine dei buonissimi tempi mi sono fatto l’idea di non essere mai riuscito in nessuna delle 3 a dare il 100% del mio potenziale, nonostante sia quest’anno che 2 anni fa fossi al top della forma.
Alla fine miglioro il tempo del 2013 di una decina di secondi fermando il crono a 1h01’26” (stare sotto l’ora mi sono fatto l’idea che sia realmente molto difficile) e chiudo secondo l’sms inviatomi da Datasport in 95a posizione, salvo poi non capire granchè nelle classifiche on line che mi vedono in una 96° ed in un’altra 120°. Giusto il tempo di mangiare 2-3 fette di anguria e bere qualcosa al ristoro che si scatena il nuvolone di Fantozzi proprio al di sopra della testa, scende una pioggia con goccioloni enormi e comincia a fare abbastanza freddo. Scappo a cambiarmi, da li a 5’ è già tutto finito…
Dopo 3 partecipazioni il prossimo anno sarò altrove, questa gara merita molto ma ci sono tante altre gare belle e nuove da scoprire ed il 2016 sarà un anno di “retro-mondiali” quindi le mie priorità saranno sicuramente altre visto che bisogna pur anche lavorare e non si può essere in ferie perenni...
Paolo Callegari



ARICOLO 2014      CLASSIFICHE 2015

RESIA km 15,3 D+160
120°
 CALLEGARI PAOLO
1h01'26" 4'00"/km 15+1+16
673°
 POLIZZI OMAR
1h13'29" 4'48"/km 15+1+7
676°
 RICCI ANDREA
1h13'31" 4'48"/km 15+1+7
732°
 OLIANI FEDERICO
1h14'16" 4'51"/km 15+1+6
1003°
 GAVIOLI MARCO
1h18'15" 5'06"/km 15+1+3
1248°
 NEGRI UGO
1h22'25" 5'23"/km 15+1+0
1346°
 POLESINANTI ALESSANDRO
1h24'05" 5'29"/km 15+1+0
1362°
 PRINI STEFANO
1h24'25" 5'31"/km 15+1+0
1565°
 BONAZZA VALERIANO
1h29'17" 5'50"/km 15+1+0
467a
 TALMELLI BARBARA
1h29'23" 5'50"/km 15+1+0
504a
 GENUARDI LAURA
1h30'47"
5'56"/km
15+1+0
519a
 LEONARDI ANGELA
1h31'18"
5'58"/km
15+1+0
547a
 VALLIERI CHIARA
1h32'42"
6'03"/km
15+1+0
643a
 ARDIZZONI CLAUDIA
1h36'31"
6'18"/km
15+1+0
644a
 FRANCESCHINI CATERINA
1h36'32"
6'18"/km
15+1+0
678a
 ALEBBI MONICA
1h37'36"
6'22"/km
15+1+0





















LA STORIA DEL CAMPANILE


















lunedì 20 luglio 2015

Verona Power Run: buona la prima per Garbellini


Si è svolta domenica 19 luglio la prima edizione della "Verona Power Run", corsa non competitiva di 6 km ad ostacoli (non 7 km come riportava il volantino) organizzata dalla DNA Sport Consulting in collaborazione con il Comune e con VISS (Verona International Sport Show).
In 500 hanno superato ostacoli, scalato balle di fieno, si sono gettati nel fango e hanno attraversato ponti tibetani in puro stile "addestramento militare", ma con la goliardia di fondo che caratterizzava l'evento.
Percorso con ostacoli naturali e artificiali che ha messo alla prova la resistenza di ciascun partecipante (complice il caldo torrido) ma soprattutto la voglia di ciascuno di divertirsi allo stato puro in una corsa fuori dagli schemi abituali.
Piazza Corrubbio (località Porta San Zeno) era il luogo di partenza (avvenuta alle ore 9.00) e già in prima mattinata è stata “invasa” da coraggiosi atleti da tutto il Veneto per correre questa prima Verona Power Run.
Ma chi pensava che tra i requisiti principali per superare i sedici ostacoli suddivisi nel percorso (tra vasche piene di fango, muri da scalare e trinceramenti insidiosi in acque gelide) servisse soltanto coraggio e forza da “braccio di ferro”, si è sbagliato di grosso.
Infatti il percorso era molto scorrevole con lunghi tratti diritti posti sulle due sponde del Lungadige Cangrande...anche se si correva su sabbia e ciotToli, comunque favoriva i runner piuttosto che i numerosi "palestrati" di turno (arrivati stremati all'arrivo come se avessero corso una maratona...e io ridevo!!!).
La gara ha riservato sorprese a non finire, con i partecipanti che hanno ben capito l’anima goliardica della “Power Run” con molta creatività anche nel portamento (4 i premi dedicati ai costumi più originali, 2 i premi ai senior della corsa, altrettanti per le compagnie più numerose e “rumorose”, nonchè il premio per l'atleta venuto da più lontano vinto da uno svedese in ferie sul Garda). Persino una coppia di neo sposini ha “festeggiato” il proprio viaggio di nozze "alternativo" partecipando all'evento.
C'erano poi gruppi di ragazze vestite da fiori, un signore vestito da cowboy con tanto di cappello, camicia di flanella e pantaloni lunghi (mi faceva caldo solo a guardarlo), uomini in tutù, donne vestite da Sailor Moon o da eroine.
Quindi tutti accaldati e felici hanno vissuto questa esperienza più come un evento ludico che sportivo in senso stretto.

Vi riporto di seguito la lista degli ostacoli e loro collocazione:
1. Bastione di San Zeno – passaggio sotto a intreccio di corde
2. Bastioni Orti di Spagna – passaggio su balle di fieno
3. Bastioni Orti di Spagna – salto staccionata
4. Bastioni Orti di Spagna – passaggio nel fango-
5. Campo da calcio Crazy Colombo – passaggio sotto a irrigatore e risalita da scarpata
6. Via Porta Catena – scalata del muro sulla rete e salto –
7. Via Porta Catena (prato in riva all’Adige) – passaggio su vasca di schiuma e sotto a irrigatore
8. Giardini viale Cristoforo Colombo/ via Porta Vittoria - Passaggio in fossa con fango -
9. Circuito bici cross viale Cristoforo Colombo – passaggio su ponte tibetano (grazie a Park Jungle Adventure)
10. Circuito bici cross viale Cristoforo Colombo – arrampicata con fango
11. Circuito bici cross viale Cristoforo Colombo – passaggio sotto a irrigatore e arrampicata su muro di legno
12. Ponte Catena – passaggio sotto a intreccio di elastici
13. Ponte Risorgimento – arrampicata su corde
14. Giardini pubblici Arsenale (vasca) – passaggio sotto a intreccio di corde
15. Regaste San Zeno – passaggio su trave
16. Piazzetta Portichetti - passaggio su pneumatici
Come detto, la partenza era da Piazza Corrubbio, poi si toccavano i luoghi principali di questo versante veronese a me per buona parte sconosciuto: Porta San Zeno, Bastione di San Zeno, Bastioni Orti di Spagna, Ponte Catena, Lungadige Cangrande (riva Adige), Giardini Pubblici Arsenale, Ponte di Castelvecchio e Piazzetta Portichetti, per poi far ritorno in zona partenza.
Percorso scorrevole solamente lungo l'Adige, per il resto un continuo saliscendi su erba e sterrato, ponti e scalinate...diciamo "non proprio una passeggiata".
Ho deciso di partecipare a quest'evento per "correre in un modo diverso", per cimentarmi in una sorta di "strongman run" in versione molto più soft e vivere come a "Giochi senza frontiere".
E devo dire che la consiglio a tutti...è fattibile se la si prende con lo spirito goliardico, ci si diverte un mondo e con l'occasione si attraversano zone storiche di Verona non battute ne dalle Mezze locali ne dalla Maratona.
Mi sono stupito di essere riuscito a superare tutti gli ostacoli senza problemi, compresa la corda alta 2,5 metri posta sotto il ponte del Lungadige che bisognava "scalare" per suonare una campanella in cima!
Sono riuscito a fare tutti gli ostacoli senza attendere i concorrenti davanti perchè sono partito in prima fila, lasciandomi dietro quasi tutti i partecipanti fin dai primi metri.
E così sono arrivato al traguardo in poco meno di mezz'ora (a 4' dal primo) con lo speaker che annunciava il mio nome e la mia settima posizione assoluta!...medaglia al collo e come si suol dire: "buona la prima"!!!
Marcello Garbellini


  
VERONA POWER RUN km 6 NON COMP
 GARBELLINI MARCELLO
29' 6







P.C.