lunedì 26 gennaio 2015

BOVOLENTA: Garbellini e Veratti fra "ponti e canai"


Il 25 gennaio si è svolta a Bovolenta (PD) la quinta edizione della “Quattro passi tra ponti e canai”, marcia non competitiva del calendario provinciale Fiasp organizzata dal gruppo podistico Appiedati di Bovolenta.
Tre le distanze percorribili: 6,5 – 12 – 18,5 chilometri, che hanno visto la partecipazione di circa 2200 persone tra camminatori, nordic walkers e runners, di ogni età e genere. Complice sicuramente la bella giornata di sole invernale e le temperature per nulla rigide: 6 gradi alla partenza, prevista liberamente tra le 8.30 e le 9.30.
Il serpentone di tute colorate, partito dall’arco situato nel parco Salvo d’Acquisto, è stato indirizzato nelle campagne di Bovolenta, Polverara e Brugine, su e giù per gli argini del Bacchiglione e del Canale di Cagnola.
Un bel percorso naturalistico misto asfalto e sterrato: per i partecipanti ai 18,5 chilometri, circa 8 chilometri erano in puro stile campestre, mettendo a dura prova i podisti, complice un suolo pesante e moderatamente fangoso in alcuni tratti.
A dare la carica ai corridori al passaggio da piazza Matteotti ci hanno pensato due giovani musicisti con chitarra e corno. Un’idea che ha permesso ai più affaticati di rallentare il passo e godersi l’evento.
Elevato il numero dei partecipanti non iscritti a Gruppi: secondo le stime degli organizzatori erano ben 950, dato che testimonia sicuramente il successo dell’evento. Le società che hanno partecipato alla marcia erano 55 con in testa per numero di iscritti il Gruppo podistico di Albignasego, seguito dai Boomerang Runners di Ponte San Nicolò e dai Podisti Tribano.

Per l’Atletica Corriferrara era presente il nostro “neo” trentaduenne Marcello Garbellini che ha ben pensato di festeggiare il proprio compleanno percorrendo la distanza più lunga come allenamento in vista dei prossimi impegni agonistici. Nonostante alcuni argini stretti dove era pressoché impossibile superare il folto cordone di partecipanti, il nostro Marcello ha chiuso in 1h 25’.Ricco ristoro finale con pasta e fagioli, panini mortadella e salame, frutta, dolci, the caldo e vin brulè…e tutti sorridenti in questa bella festa dello sport."
(Marcello Garbellini)

Presente anche il nostro GIANCARLO VERATTI che ha rilasciato questo breve commento: "oggi gara in segno dell'amicizia e solidarieta', 19 km circa tra asfalto e sterrato, piu' di 2000 al via tanto divertimento anche se oggi direi chiusa bene, ma sopratutto, alla fine mangiata offerta dall'organizzazione!!!!"

(Paolo Callegari)

BOVOLENTA km 18,5 NON COMP
 GARBELLINI MARCELLO

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 VERATTI GIANCARLO

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mercoledì 21 gennaio 2015

TROFEO CENTRO SOCIALE IL GIRASOLE: AD ALFONSINE C'È VERATTI

FOTO DI ARCHIVIO

ALFONSINE. Erano 1.150 i concorrenti che ieri mattina hanno dato vita all’11° “Trofeo Centro Sociale Il Girasole”, dei quali ben 228 col pettorale, incoraggiati da un bel sole nitido. Era la prima agonistica su strada romagnola del 2015 sulla distanza di km 10, nell’insolita, ma apprezzata, formula del circuito ed il pubblico si è divertito vedendo passare 3 volte i concorrenti. Al termine l’ha spuntata Massimo Tocchio, in 32’06”, conducendo sin dall’avvio con intermedi di 11’ e 21’13”, ed il terzetto che seguiva si è sbucciato le ginocchia in una volata mozzafiato che ha premiato Ercoli (a 18”), su Del Priore ed Haoul (a 19”). Dopo circa un minuto è giunta la coppia formata da Felici e Biagiotti, precedendo Corbara, che in 33’32” si è aggiudicato l’oro Over 40, ai danni di Squadrani (34’07”). Tutto romagnolo invece il podio Over 50, con Gorini (34’12”) a regolare Valeri ed Altini di 1’15” ed1’34”, mentre tra gli Over 60 il padovano Pecchielan, ha lasciato con un palmo di naso i nostri Spezzati e Cavallini. Poco da raccontare anche il film femminile con Nadiya Chubak, che bagna con un trionfo l’ingresso nelle fila dell’Atl. Lugo, siglando 39’28” e s’intesta il Trofeo in ricordo di Noemia Tardozzi a scapito della Predus, staccata di un a ventina di secondi. A spartirsi i metalli della categoria Over 45 invece ci hanno pensato Orselli, Sportelli e Montebugnoli, nell’ordine.
Per l'Atletica Corriferrara al via il nostro GIANCARLO VERATTI che chiude la sua prestazione con un ottimo 45'25" che gli vale il 150° posto.
Bravo Gianca!!



CLASSIFICA

SERVIZIO FOTOGRAFICO


ALFONSINE km 10
150° VERATTI GIANCARLO 45'25" 4'32"/km 10+10


martedì 20 gennaio 2015

LA CORRIFERRARA A SPASSO NEL TEMPO 15

15° PUNTATA – UN'ALTRA PORTA......... ASPETTANDO LA MARATONA

Piazza Travaglio, 27 settembre 1909
 
Nebbia.........apro la finestra ed oggi non c'è panorama, non c'è orizzonte, solo nebbia.
Ferrara senza la nebbia non sarebbe lei e se per anni, abbiamo maledetto quei nebbioni invernali che ci facevano restare in casa il sabato sera o che ci obbligavano a partire con largo anticipo, per
arrivare in orario al lavoro, ora un po' li rimpiangiamo.... sarà il segno dei tempi, noi cambiamo, invecchiamo, ma anche il clima sta cambiando.
Oggi questa “massa di goccioline minutissime di acqua in sospensione nell'atmosfera” (significato tecnico del termine “Nebbia”) è solo una lontana parente di quella, che ancora una ventina di anni fa, arrivava, a fine novembre, e restava a poltrire in città fino a fine gennaio (principalmente nei week end, per giunta!).
Ora solo raramente, fa ancora capolino in città, proprio come quando, un vecchio amico, che non vedi da tempo, ti viene a trovare...... ecco, oggi è un giorno di questi.
Avendo deciso di non affrontare degli impegni sportivi (troppa umidità e temperatura molto rigida), tutto spingerebbe per restare in casa al calduccio, ma con la testa dura che mi ritrovo...... non ne ho nessuna intenzione, e poi senza giornale non si può stare!!!!


Chiudo casa e anche se l'orologio ha appena intonato le 8.00, a piedi mi dirigo verso San Giorgio, il “Carlino” mi aspetta.
Dopo aver speso il primo euro e 40 della giornata, decido che non c’è nulla di meglio che leggerlo davanti al “Dom”.
Superato il Volano, eccomi in ciclabile, meno suggestiva del sottomura, ma la sola praticabile anche dopo alcuni giorni di pioggia.
Forse per l'orario mattiniero, ma solo il frastuono di qualche auto ed il latrare di alcuni cani, sono gli unici suoni che mi tengono compagnia e........eccomi arrivare davanti ad uno stabile che non fa nulla per nascondere il segno dei tempi, che non nasconde le origini nobili, ma dove il tempo, la crisi, hanno preso il sopravvento.
Visitare, guardare, leggere la storia di antichi palazzi o castelli è bello, ma alle volte occuparsi della così detta “archeologia industriale” è altrettanto interessante e prendendo spunto dalla scorsa puntata, dalla prima gloria spallina, il primo idolo dei tifosi ferraresi, proprio nella via in cui sto camminando ora, trovo giusto fermarmi davanti ad un cancello, anni fa forse di colore azzurro, ma ora con forti segni del tempo. 

Mettallurgica Lux
 
E’ chiuso, ed il cortile interno che si vede, versa in uno stato di abbandono, dove le erbacce stanno “mangiando” le piante e la ghiaia, e lo stabile non è certo in condizioni migliori.
In questo edificio, ha avuto la sede una gloriosa azienda ferrarese, che per tanti anni ha portato il nome di Ferrara in giro, non solo per l’Italia ma anche oltre i confini nazionali, parliamo della “Metallurgica Lux”, che, dopo una storia quasi centenaria ha dovuto chiudere i battenti.
Era il 1924 quando Gino Sgarbi e Girolamo Chiozzi fondavano le “Officine Metallurgiche Sgarbi, Chiozzi & C.” per produrre lampade a paraffina, lampade ad illuminazione e articoli casalinghi, facendo nascere il marchio STELLA. 






Nel 1934 la società acquista lo stabilimento dagli eredi della società “Figli di Silvio Santini” che produceva lampade ad acetilene con il marchio “ORSO”.
La produzione prende piede ed i prodotti si contraddistinguono per la loro qualità, tanto che nonostante l’arrivo del secondo conflitto mondiale, l’azienda riuscirà a superare i duri anni ’40, al contrario di altre ditte del settore.
Si arriva così al 1952 quando i figli dei due fondatori (Abdon Sgarbi, omonimo e nipote del giocatore prima ricordato, e Franco Chiozzi) prendono le redini della società, ed il nome diventa “Metallurgica Lux di Sgarbi & Chiozzi”, ed a partire dai primi anni '60, decidono di abbandonare la produzione delle lampade a carburo, in seguito al rapido diffondersi dell'illuminazione elettrica, per concentrarsi in quella di articoli casalinghi.
Il duo Sgarbi Chiozzi comincia a rinnovare i macchinari ed il marchio Stella entra con successo nel mercato dei casalinghi in acciaio inox, in particolar modo in quelle delle caffettiere.
Nei primi anni '70 altro cambio al vertice, esce Franco Chiozzi, e Abdon Sgarbi, con la moglie Adele Bonsi, resta solo al comando della “nave” di Via Volano.
Nel 2006 ultimo cambio al vertice, la figlia Marina subentra al padre, ma, dopo alcuni anni di tranquillità, comincia un inesorabile declino fino al triste epilogo del 2012.

Dopo questo piccolo volo nel passato industriale di Ferrara, mi incammino verso il centro, verso quelle zone che saranno il cuore pulsante della nostra Maratona...la “Ferrara Marathon”.

Da via Volano si arriva in via Bologna, svolto a destra e già ti appare quella che rimane, assieme alla Porta degli Angeli (la “casa del boia” per i ferraresi), l'unica Porta rimasta lungo l'antica cinta muraria della città.

Porta Paola
 
Siamo nel 1612 quando, su progetto di Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta, viene fatta erigere dal Cardinal Legato Spinola questa costruzione, ed a partire dalla seconda metà del '600, di fronte alla porta, viene costruito un baluardo a forma di freccia (andato completamente distrutto nel XIX secolo) e, mediante un ponte di legno che collegava le due strutture, era possibile attraversare il fossato difensivo di Ferrara. 

Porta Paola con il baluardo
 

 

Venne denominata Paola, in onore del pontefice regnante in quel periodo (Paolo V, lo stesso rappresentato della statua attualmente posta in via 4 Novembre).
Nel '700, cominciano le prime trasformazioni della porta per arrivare al 1798, con l'arrivo dei francesi che, vista la loro avversione al clero, decidono di cambiarle il nome, denominandola Porta Reno, per la sua apertura in direzione dell'omonimo fiume e tutt'oggi, sul lato di Via Bologna compare il nome “Porta Paola” mentre, dal lato di Piazza Travaglio, compare quello di “Porta Reno”.
Nel 800 perde la sua funzione militare e viene trasformata in un ricevitoria daziaria dotata di pesa pubblica, con diverse guardie sempre presenti ed un portiere che, con la propria famiglia, abita in alcune stanze del piano superiore.
Tra il 1898 ed il 1901, subisce uno di quegli interventi tutt'ora bene visibili; è in questi tre anni che si procede ad abbattere i muri laterali e ad isolarla come è tutt'ora. Questi passaggi aperti, al contrario di oggi, erano muniti di cancelli, che venivano chiusi nelle ore serali.



Porta Paola con i cancelli ai lati
 
Fino ai primi anni '40 del 900, continuò ad essere utilizzata come ufficio del dazio; dopo la guerra invece, per un breve periodo fu a disposizione della Cassa di Risparmio di Ferrara e poi nuovamente al Comune fino ai primi anni '70, quando divenne praticamente solo un deposito.
Nei primi anni '60 invece, fu aperto l'ulteriore varco nei pressi della Porta, quello che unisce le attuali Via Kennedy e Corso Porta Reno.

Varco su Porta Reno aperto negli anni 60 del '900
 
Ed ora piccolo volo con la nostra immaginazione..........
Siamo davanti alla nostra Porta, le guardie ci fanno passare, l'attraversiamo per ritrovarci nell'attuale Piazza Travaglio (nei secoli passati il suo nome passò da Piazza Travaglio o del dolore, a Piazza di Porta Reno, per ritornare ai giorni nostri al nome originario).
In questo spazio, ora malauguratamente ridotto a parcheggio tranne il lunedì mattina, dove da decenni regna incontrastato il mercato ambulante, fin dal 1468 venivano messi alla gogna i colpevoli dei crimini più disparati, esposti sopra un palco, con l'indicazione del reato commesso e la condanna inflitta, mentre le pene capitali, durante il periodo della dinastia estense, venivano eseguite al di fuori delle mura cittadine.
Nel XVII e XVIII secolo invece, la piazza fu teatro anche delle pene capitali, le ultime datate 11 dicembre 1857, quando venne tolta la vita al trentunenne Giovanni Ferrari per aver ucciso il suo titolare, il dott. Alfonso Gandini e 28 settembre 1861, quando la stessa sorte, cadde su tal Vincenzo Romoli per aver ucciso un certo Galamini di Russi. 

Piazza Travaglio nel 1900, piazza utilizzata per giostre e saltimbanchi
 
Con Porta Paola e Piazza Travaglio il nostro girovagare turistico per Ferrara, ha iniziato a scoprire quelle zone del centro cittadino che saranno maggiormente coinvolte, il 15 marzo, nella nostra Ferrara Marathon e la prossima settimana, da qui ripartiremo.


Alessandro Polesinanti

lunedì 19 gennaio 2015

MONTEFORTIANA: uno spettacolo per 18mila



Una grande festa di sport, una grande kermesse podistica adatta a chiunque. Questa è la Montefortiana che dopo 40 anni risulta essere un’attrattiva incredibile per tutti coloro che vogliono trascorrere una domenica “attiva”, in un clima di amicizia e condivisione.
Una bella giornata baciata dal sole ha accolto i circa 18.000 podisti che prima dell’alba hanno iniziato letteralmente ad invadere le vie del paese. Alle ore 8:30 una marea rossa (migliaia di palloncini coloravano il fiume di gente) ha iniziato a solcare le vie di Monteforte, Soave e paesi limitrofi. In tantissimi, e tutti felici di esserci, si sono distribuiti sui 4 percorsi di 9 – 14 – 21 e 28 km del 40° Trofeo S.Antonio Abate – Falconeri, una marcia a passo libero tra i vigneti del Soave.
Ma ad aprire le danze è stata la grande riconferma di questa edizione, la 4° ECOMARATONA CLIVUS, con oltre 700 iscritti, numero record, che alle ore 8:00 ha visto partire i runners più intraprendenti. Il percorso non era dei più semplici, con 44 chilometri quasi completamente su sterrato. Un tracciato che si snodava tra le colline della Val d’Alpone e Val d’Illasi, Castelcerino, Montecchia, Cazzano e Soave. A tagliare per primo il traguardo aggiudicandosi la vittoria in questa quarta edizione è stato Luca Carrara. La prima donna è stata Silvia Rampazzo.

In più di 1.000 hanno invece partecipato alla 21° Maratonina Falconeri, la mezza maratona del “Soave” competitiva FIDAL, di km 21,097 su strada. Nel pomeriggio si è chiuso in bellezza con la gara dei top runner, la 34° Montefortiana Turà, la competitiva dei grandi atleti nel circuito del centro storico di Monteforte nelle tradizionali classiche distanze di km 6,060 al femminile e di km 10,605 al maschile. Gara esclusiva, con partecipazione solo su invito, che ha visto protagonisti assoluti gli africani che hanno dominato sia nella gara maschile sia femminile.
Alle ore 13 si è disputato anche il 7° Gran Premio Pedrollo-Giovani Promesse, corsa dedicata esclusivamente ai più giovani. La Montefortiana anche in questa edizione si conferma quindi come la prima manifestazione podistica veronese per numero di partecipanti. Un successo reso possibile dalla disponibilità e capacità dell’Organizzazione e dei tanti volontari, senza dimenticare i tradizionali partner che da sempre affiancano questa grande festa del podismo.

Per l'Atletica Corriferrara fra le tante gare in programma eravamo in ben 15 atleti. Per l'Ecomaratona e la mezza maratona competitiva vi rimando alle parole di alcuni dei nostri protagonisti nella parte sottostante, per quanto riguarda il percorso di 28 km l'abbiamo affrontato in 9: Paolo Callegari, Matteo Zaghi, Marika Cazzola, Alessandro Bonfante, Giuliano Marchetti, Alberto Galati, Stefano Rossi, Davide Zamperlin ed Adriano Perlini. (Se altri tesserati erano presenti lo segnalino, non è facile in queste situazioni sapere chi c'era e chi no)
Io, Matteo Zaghi e Marika Cazzola optiamo per la gita in pullman ottimamente organizzata dagli amici Balboni di S.Agostino e dopo una levataccia alle 4 del mattino siamo ben presto in loco e già muniti di pettorali ricevuti precedentemente a casa una volta scesi dal pullman e cambiati dopo alcune foto di rito siamo già pronti per partire. La partenza "ufficiale" sarebbe alle ore 8:30 ma già dalle prime luci dell'alba in questa festa popolare si scorgono serpentoni di podisti e camminatori che si inerpicano sulle strette viuzze fra i vigneti.

Così in compagnia di altri amici partiamo per il nostro giro, dividendoci cammin facendo in 3-4 gruppetti a seconda delle proprie necessità visto che la strada da fare è lunga e impegnativa. Il percorso l'avevo già affrontato svariate volte e lo conoscevo benissimo, la prima parte è in pianura per una decina di chilometri e ci accompagna ai piedi delle colline veronesi interamente coltivate a vigneti che producono ottimi vini, fra tutti i Soave che prende il nome dalla località nella quale si transiterà a pochi km dal traguardo finale.
Giunti al ristoro cominciamo le danze con un'ottima salsiccia con polenta, un bicchierino di vino e 2 ciliegie sotto spirito. Di li a poco inizia la salita, meglio mettere benzina in corpo...
Sui primi tornanti ci frazioniamo in 2 gruppi e procedo con Matteo ed un altro amico di S.Agostino con la quale affronteremo tutta la corsa insieme in ottima compagnia, così da risultare più divertente l'avventura. In passato la corsi anche tutta da solo a ritmi più alti ma in compagnia è molto più divertente.
Giunti al primo picco ci ricompattiamo al ristoro visto che la salita l’abbiamo affrontata ognuno al suo ritmo perché se si forza troppo per seguire gli altri poi si fonde il motore subito ed alla fine mancavano ancora 14 km di altre salite e discese.
Wurstel, torte e thè, stavolta è il menù. Io mi attardo un po’ ad abbuffarmi e lascio partire i compagni di viaggio. Li recupero in pochi attimi ed inizia una discesa lunghissima e ripidissima dove diventa pure difficile tenersi frenati. Anche qui scendiamo ognuno al suo passo e giunti in pianura poco prima di Soave ci immettiamo sul percorso della mezza competitiva e cominciamo a scorgere i primi atleti cui mancano ancora 5-6 km al traguardo.
Si arriva così al crocevia che congiunge anche il giro più corto nel quale è ubicato il ristoro più affollato, quello del minestrone. Ne hanno un tino pieno, e lo prelevano a secchiate.
Ma c’è troppa ressa, poi il minestrone potrebbe anche causare strani “pericolosi” effetti collaterali nel mentre che si corre…meglio una rapida bevuta e via che si parte di nuovo.
Si attraversa il centro di Soave con l’imponente castello e le antiche mura che racchiudono il centro storico e ci dirigiamo verso l’ultima ripidissima salita. Qui a differenza delle altre la camminiamo, come praticamente tutti. E’ un muro di circa 1 km, poi si rifiata. C’è un ristoro, altra bevuta poi di nuovo su per una stradina nei vigneti che rappresenta l’ultimo sforzo, arrivati in cima si vede la Madonna (non solo nelle allucinazioni, ma c’è proprio una  statua in mezzo ai vigneti, come altre se ne trovano un po’ ovunque in questa zona nella quale la popolazione è molto religiosa).
Affrontiamo l’ultima parte in quota in un percorso un po’ fangoso ed a tratti fra la vegetazione incolta e dal fondo roccioso reso viscido dalla pioggia del giorno prima, ma un bijoux se paragonato agli anni scorsi in cui era al milite della praticabilità.
Manca poco più di un km, tutta discesa, ma prima l’ultima tappa è quella del ristoro della China calda, ed ovviamente non lo si può certo saltare.
Alla fine chiudiamo in 2h45’, un ottimo allenamento collinare fra atmosfera, paesaggi e clima stupendi. Marika e altre amiche chiudono in 3h24’
(Paolo Callegari)

ECOMARATONA 44 KM
Ecco il commento di Davide Fabbri:
Ore 4:30. Sveglia durissima e partenza per Monteforte d'Alpone per correre l'ecomaratona Clivus...
Oltre 700 gli atleti al via, 44km (non 43 come da volantino!!) immersi nelle colline veronesi con panorami bellissimi ed un sole fantastico...quasi 12 gradi!! Il percorso è molto bello e scorrevole, si alternano dei tratti con fango tipo "attack" (della gente ha perso le scarpe!!!!) e delle discese piuttosto divertenti con dei tratti molto scivolosi. Il dislivello non è eccessivo (il mio gps ha chiuso con meno di 2000D+) e le salite sono ben distribuite. Organizzazione perfetta, percorso segnalato bene e ristori frequenti (magari un po' scarsi di cibo!!!). Tempo 6h e 14m circa, tanta soddisfazione ed una giornata bellissima con sorrisi sui volti di tutti!!!!! Montefortiana super!!!

Per la nostra squadra hanno conquistato la medaglia di finisher  ben 3 super atleti. Oltre a Davide Fabbri infatti con il tempo di 6h44'58" sono giunti al traguardo Davide Bergamini e Paolo Rimondi. COMPLIMENTI VERAMENTE, GRANDISSIMA IMPRESA!





MEZZA MARATONA COMPETITIVA
Ecco il commento di Marcello Garbellini:
In una giornata di sole splendente sopra Monteforte d'Alpone prendono parte alla 21esima edizione della Maratonina Falconeri, per i nostri colori, il trio Bellini Giulia, Garbellini Marcello e Talmelli Davide!
Il già collaudato duetto dei (Gar)Bellini si reca ai nastri di partenza senza alcuna velleità, prendendo questi 21Km agonistici come puro allenamento misto collinare in vista delle prossime gare in programma.
Allo sparo dello start il serpentone di gente si snoda per le strade strette tipiche dei borghi del Soave e subito i primi km lasciano presagire che sarà una gara...in salita! Il ritmo si attesta attorno ai 4'35"/km, ben sotto la soglia prefissata dal duetto estense! I primi 5 Km si snodano tra le stradine di città verso le colline, quest'ultime già li pronte a sorriderci e a vederci soffrire. Dal quinto al decimo km è tutta una salita tra i vigneti su fango e erba...ma il paesaggio circostante baciato dal sole rende comunque più sopportabile la fatica.
Si incontrano persone stremate, con il respiro affannoso e gli sguardi persi nel nulla...ma il duetto prosegue inesorabile la propria marcia, a tratti rallentando ma mai mollando.
Passato lo scollinamento finalmente si vede "la luce", una lunga discesa asfaltata e umida con numerosi tornanti attende i nostri portacolori che zigzagando tra i camminatori della Montefortiana arrivano a valle alla velocità della luce con punte anche di poco inferiori ai 4'/Km.
Gli ultimi 5K sono pianeggianti e, costeggiando il castello di Soave, i nostri temerari aggirano il colle fino ad arrivare alla strada statale che porta dritta al traguardo dove ad attenderli c'era un buon pubblico ed una medaglia sicuramente meritata... quanto meno per l'impegno!
Il cronometro fissa il tempo in 1h 47' 42" per entrambi i nostri atleti, tempo che vale a Giulia il 4° piazzamento di categoria (a premio) e a Marcello il 26esimo di categoria (non a premio ma soddisfatto).
Considerando gli 851 atleti arrivati possiamo comunque dire "bravi ragazzi"!
Abbraccio finale, doccia calda e via di corsa (tanto per cambiare) in ristorante a mangiare una buona tagliata di vitello al rosmarino e birra artigianale... il giusto premio per una giornata di sano divertimento.


ALTRE FOTO

 







 


Paolo Callegari


MONTEFORTIANA km 44-21,097-28 
424° FABBRI DAVIDE 6h13'46" 8'29"
(media 1°: 4'56")
 44+3+19
505° RIMONDI PAOLO 6h44'58" 9'12" 44+1+19
506° BERGAMINI DAVIDE 6h44'58" 9'12" 44+1+19
385° TALMELLI DAVIDE 1h47'29" 5'05" 21+7+3
393°/4a BELLINI GIULIA 1h47'42" 5'06" 21+13+3
394° GARBELLINI MARCELLO 1h47'42" 5'06" 21+7+3
 CALLEGARI PAOLO 28
 ZAGHI MATTEO 28
 CAZZOLA MARIKA 28

 BONFANTE ALESSANDRO


 28

 MARCHETTI GIULIANO


 28

 GALATI ALBERTO


 28

 ROSSI STEFANO


 28

 ZAMPERLIN DAVIDE
 PERLINI ADRIANO


 28
 28