Quattro Campanili, il cuore delle colline bolognesi
Ci sono gare che si corrono per il tempo, per la classifica, per inseguire un risultato. E poi ci sono quelle che si corrono semplicemente per il piacere di esserci, di condividere qualche chilometro e lasciarsi accompagnare dalla bellezza del territorio.
È questo lo spirito della Camminata dei 4 Campanili, storica manifestazione ludico-motoria che domenica 6 settembre 2026 ha portato ancora una volta podisti e camminatori sulle colline di Calderino, nel comune di Monte San Pietro, nel Bolognese. Un appuntamento che quest'anno ha raggiunto la 54ª edizione, confermando il forte legame tra questa manifestazione e la comunità locale.
Per l'occasione erano disponibili tre percorsi, di 11,5, 8 e 3 chilometri, capaci di coinvolgere sportivi, famiglie e semplici appassionati. Sul percorso più lungo, quello scelto da Francesco Solina, i chilometri sono diventati 11,5, accompagnati da circa 250 metri di dislivello: una distanza ideale per assaporare il paesaggio senza trasformare la domenica in una sfida contro il cronometro.
E Francesco, con la semplicità che spesso racchiude perfettamente lo spirito di queste manifestazioni, la definisce così:
"Classica garetta colli bolognesi"
Poche parole, ma sufficienti per raccontare un mondo. Perché quella dei colli bolognesi è una corsa fatta di salite che si fanno sentire, discese che regalano respiro, strade che si insinuano tra il verde e panorami capaci di ricordare che, appena fuori dalla città, l'Appennino comincia lentamente a prendere forma.
Calderino, dove la collina incontra la storia
Calderino è il capoluogo di Monte San Pietro, territorio sviluppato attorno al bacino medio-alto del torrente Lavino. Un paesaggio caratterizzato da boschi, calanchi, piccole frazioni e testimonianze di un passato nel quale queste colline rivestivano anche un'importante funzione strategica e militare. Nei dintorni sorsero infatti castelli, borghi fortificati e rocche, soprattutto nell'epoca medievale.
È un territorio che invita naturalmente a essere scoperto a passo lento. E forse non è un caso che una manifestazione come la 4 Campanili abbia trovato qui la propria casa: il cammino diventa una maniera per attraversare non soltanto uno spazio geografico, ma anche la memoria di queste colline.
Tra le curiosità del territorio c'è l'antica "conserva", una grande ghiacciaia che serviva il borgo della Maremmana, antico centro del paese. Poco distante da Calderino si trova inoltre la storica Chiesa di Amola, le cui origini risalgono almeno al Trecento.
E proprio le campane, richiamate nel nome della manifestazione, rappresentano uno degli elementi più caratteristici della tradizione delle comunità collinari bolognesi. Il suono dei campanili, un tempo fondamentale per scandire la vita quotidiana dei paesi, diventa così quasi una colonna sonora ideale di questa camminata.
590 persone, una sola voglia di stare insieme
La forza della 4 Campanili non sta soltanto nei suoi chilometri. Sta soprattutto nella capacità di mettere insieme persone diverse, unite dalla stessa voglia di muoversi e condividere una mattinata all'aria aperta.
L'edizione 2026 ha fatto registrare 590 partecipanti, con 27 gruppi presenti, confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti più sentiti del podismo bolognese.
E allora quei 250 metri di dislivello affrontati da Francesco Solina diventano qualcosa di più di un semplice dato numerico. Sono salite condivise, parole scambiate lungo il percorso, qualche sorriso, il respiro che cambia quando la strada sale e quella soddisfazione semplice che arriva quando, voltandosi, ci si accorge di aver lasciato alle spalle un altro tratto di collina.
Perché in fondo è proprio questo il bello delle "classiche gare dei colli bolognesi": non chiedono necessariamente di essere più veloci degli altri. Chiedono soltanto di esserci.
E, chilometro dopo chilometro, di lasciarsi raccontare dal territorio.
Un'altra domenica di sport, amicizia e scoperta, sulle strade dell'Appennino bolognese.

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