giovedì 16 aprile 2026

Riepilogo settimanale attività podistica e punti assegnati.

 Nel volgere di una settimana che par sospesa tra il respiro della pianura e il richiamo aspro delle alture, la schiera della Corriferrara ha scritto, con passi ardenti e cuore saldo, un poema di fatica e armonia. 140 atleti, come stelle disseminate nel firmamento della corsa, hanno solcato otto diverse contrade, tessendo una trama di chilometri e dislivelli che parla di dedizione e spirito indomito.

Tra città e orizzonti lontani

Da Ferrara, ove le mura rinascimentali paiono ancora echeggiare il ritmo dei passi nella Vivicittà di 10 chilometri, fino ai sentieri selvaggi dell’Isola d'Elba, dove l’Elba Sky Race ha sfidato gambe e spirito su 28 chilometri di roccia e vento.

E ancora, il respiro cosmopolita di Milano, teatro della regina delle distanze, la maratona di 42,195 km; e le dolci, ma insidiose ondulazioni dei colli di Bologna, ove la mezza maratona si fa dialogo tra fatica e bellezza.

Non meno suggestivi i tracciati di Gubbio, città di pietra e silenzi antichi, e quelli di Russi, con la sua maratona del Lamone, dove la pianura si distende come un invito alla resistenza.

Tra le alture vicentine di Castelgomberto e le mura medievali di Montagnana, i nostri atleti hanno suggellato la loro presenza con passi decisi, tra natura e storia.

In totale, 1.141,99 chilometri percorsi e 11.806 metri di dislivello: numeri che, più che cifre, paiono versi di un’epopea moderna.

Gli allori del merito

E come in ogni poema degno di memoria, vi sono eroi che ascendono al podio, cinti d’alloro e di gloria.

Alla Vivicittà di Ferrara, tra i Primi Passi, la giovane e fulgida Zambrini Vittoria si erge prima nella sua categoria, quasi germoglio di futura grandezza. Tra gli Esordienti, è Valarini Leonardo a dominare la scena, primo tra pari con ardore limpido.

Sui 10 chilometri, un coro di eccellenze si leva:
Bellini Giulia, sovrana della sua categoria, seguita con nobile vigore da Scagliarini Lucia, seconda, e da Pantaleoni Paola, anch’ella prima tra le sue pari.
E ancora, come costellazione armoniosa, brillano Berghenti Lucrezia, Ferrari Elisa, Marangoni Emanuela, Mignardi Donatella e Grandi Denis, tutti terzi nelle rispettive categorie, testimoni di costanza e valore.

Nella Maratonina dei Colli Bolognesi, là dove la strada si fa pensiero e salita, Marangoni Matteo si incorona primo di categoria, elevando il proprio nome tra quelli che il tempo non cancella.


Così si chiude questa settimana di corsa e passione: non solo numeri, non solo risultati, ma un racconto corale di anime in movimento.
E se il passo si dissolve nella polvere del tempo, resta l’eco, lieve e potente, di chi ha osato andare oltre.















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