martedì 17 marzo 2026

Corsa della Bonifica e di Dante

 


C’è un momento, nelle prime ore di una domenica di marzo, in cui la costa ravennate sembra sospesa tra inverno e primavera. È in quell’istante che, il 15 marzo 2026, ha preso vita la “Corsa della Bonifica e di Dante”, una non competitiva di 21 chilometri capace di trasformare il passo dei partecipanti in un viaggio lento dentro la natura più autentica del litorale romagnolo.

La partenza, affacciata sul mare, dal Lido di Dante, ha accolto i corridori con una luce limpida e una temperatura gentile, intorno ai dodici gradi. Il sole accarezzava la linea dell’Adriatico, mentre un vento leggero, freddo ma puro, arrivava dal mare come un respiro antico, accompagnando i primi passi.

Da lì, il percorso si è addentrato subito nella quiete verde della Pineta Ramazzotti, dove il profumo dei pini e il fruscio degli aghi sotto le scarpe hanno creato una colonna sonora naturale. Non c’era asfalto, solo uno sterrato compatto e regolare, quasi sorprendente per la sua morbida affidabilità.

Lo ha raccontato bene Vittorio Cavallini, tra i partecipanti:
Bella corsa in mezzo alla natura, tutta su sterrato senza asfalto. Uno sterrato liscio, che dà la sicurezza dell’asfalto. Le uniche difficoltà qualche radice e qualche ramo all’interno delle pinete.”

Il tracciato, come un racconto che cambia paesaggio a ogni capitolo, ha attraversato la suggestiva Valle dell’Ortazzo, una delle zone umide più preziose della costa, dove acqua e terra si rincorrono tra silenzi e voli d’uccelli. Poi ancora dentro la Pineta di Classe, che conserva intatto il fascino delle antiche selve cantate nei secoli. E proprio qui il richiamo a Dante si fa più vivo. Durante il ritorno, i corridori hanno sfiorato la celebre Quercia di Dante, luogo della memoria e della leggenda, dove si narra che il Sommo Poeta trovasse ispirazione tra queste ombre verdi. Un passaggio che trasforma la corsa in qualcosa di più: un dialogo tra corpo e cultura, tra fatica e bellezza. Il vento, nel frattempo, si è fatto più deciso nel tratto verso la costa, opponendo una resistenza gentile ma costante. È lì che si misura il passo, che si ascolta il proprio respiro. Seguendo il corso del Bevano, il percorso si è aperto verso gli ultimi scenari: la selvaggia Riserva Naturale della Foce del Bevano, uno degli ultimi lembi incontaminati di litorale, dove la natura detta ancora il ritmo. Poi la spiaggia, improvvisa e luminosa, con il mare a fare da confine e orizzonte. Gli ultimi chilometri hanno riportato i partecipanti dentro la familiare Pineta Ramazzotti, chiudendo un cerchio fatto di sabbia, radici, vento e luce. Più che una gara, la Corsa della Bonifica e di Dante si è confermata un’esperienza: un attraversamento lento e poetico, dove ogni passo racconta un territorio e ogni respiro si mescola alla sua storia. Una corsa che non si misura in tempo, ma in emozioni.




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