Adria by night: la Su e Zo diventa una festa tra canali, cigni e sopresse giganti
Adria, 22 agosto 2025 – Doveva essere “solo” una gara podistica di 7 km, e invece si è trasformata in una cartolina di Amsterdam trasportata nel Polesine. La Su e Zo per i Ponti, partita alle 19:30 in pieno tramonto, ha acceso le vie e le campagne intorno alla città come un lungo serpentone luminoso fatto di passi, risate e voglia di muoversi.
C’era la versione competitiva, quarta tappa del circuito Il Gabbiano, e c’era quella non competitiva, più libera e spensierata. In mezzo, la voglia di vivere una serata diversa, con l’aria tiepida di fine agosto e i riflessi rosa-arancio del sole sui canali adriesi.
La Corriferrara non ha mancato l’appuntamento, schierando 13 podisti. Applausi per Rosanna Albertin, terza di categoria, e Paola Pantaleoni, quinta, ma soprattutto applausi per la loro capacità di godersi la corsa come un viaggio notturno.
A raccontare l’atmosfera ci pensa Sara Melloni, con parole che valgono più di mille cronache sportive:
“Serata interessante in una cittadina che sembra Amsterdam. La gara, dicevano, era completamente su asfalto. Infatti, ci siamo ritrovati in mezza campagna con il sole che tramontava sui canali della città olandese, insieme ai cigni che sfioravano l’acqua, coordinati come olimpionici di nuoto sincronizzato. Saliscendi, clima caldo ma non rovente, bagni splendenti, vita notturna mondana in un locale per gggiovani per me e Rosi, che ha vinto una soppressa grande come un ragazzino di quinta elementare.”
E forse è proprio questo il senso della Su e Zo: non solo cronometro e posizioni, ma storie da raccontare, sudore che diventa vino al tavolo di un locale, premiazioni che finiscono con un salame gigante sotto il braccio. Adria, per una sera, è stata un piccolo festival di sport e movida, dove ogni passo aveva il ritmo di una città che sa divertirsi. Si narra che crearono una ballata per ricordare gli atleti Corriferrara che parteciparono all'evento.
Ballata della Su e Zo per i Ponti
Ascoltate gente, vi voglio cantar,
d’Adria e dei ponti al calar del chiar.
Era d’agosto, la sera d’estate,
la corsa partì tra vie illuminate.
Su e Zo per i Ponti, la sfida garbata,
sette chilometri, l’aria dorata.
Competitiva, non competitiva,
tra canali e campagna la folla festiva.
E giunse da Ferrara la compagnia,
bianco e blu in petto, che bella armonia!
Tredici forti col passo sicuro,
tra sogni e sudore, coraggio e futuro.
Rosanna Albertin sul podio arrivò,
terza di forza, la gente gridò.
Paola Pantaleoni la quinta fu poi,
con passo deciso, tra applausi e noi.
Ma il canto più dolce fu quello di Sara,
che rise e raccontò la corsa bizzarra:
“Dicevan asfalto, ma fu campagnola,
col sole che cala e l’acqua che vola.
Cigni danzanti sul fiume brillavano,
come atleti d’acqua si coordinavano.
E poi la movida, la notte in un balzo,
con Rosi regina e soppressa in regalo.”
Così vi ho narrato la fiaba d’Adria,
tra ponti e canali, la vita che varia.
Una notte olandese nel cuore veneto,
tra sport e sorriso, ricordo perenno.

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