Tonezza del Cimone, 24 agosto 2025
Strafexpedition: dove la corsa incontra la memoria
C’è un silenzio particolare che accompagna i passi tra le montagne di Tonezza del Cimone. Un silenzio che sa di vento, di boschi e di storia. Domenica 24 agosto, quel silenzio è stato interrotto solo dal respiro affannato dei podisti e dal ritmo cadenzato dei loro passi, protagonisti della 14ª Strafexpedition, trail che più di ogni altro unisce sport e memoria.
Il nome non è casuale: la Strafexpedition richiama l’offensiva austro-ungarica del 1916, una delle pagine più dure della Grande Guerra. Qui, lungo i sentieri che serpeggiano tra ossari e trincee, correre non è soltanto competere, ma anche rendere omaggio a chi su queste stesse montagne ha conosciuto la fatica e la paura in ben altri contesti.
Per Corriferrara c’erano Michele Tuffanelli e Maria Letizia Milani, entrambi capaci di calarsi nello spirito della manifestazione.
Michele ha affrontato la prova competitiva di 24 km e 1200 metri di dislivello, un percorso che subito ha imposto rispetto:
“L'originale Strafexpediton bellissimo Trail con una full immersion nella storia della grande guerra. La partenza da Tonezza ci ha portato subito verso il Monte Spitz, quota 1700. Attenzione, Spitz… non spritz! racconta Michele. L’ultimo chilometro prima della croce è stato totalmente esposto, senza funi di sicurezza: adrenalina pura. Poi giù a rotta di collo verso il bosco,con sentieri e tornanti veloci e divertenti. Emozionante, quasi commovente, il passaggio all’ossario e nelle strette trincee: lì non potevo non immaginarmi la vita di allora, in quelle stesse ferite della roccia.”
Scelta diversa, ma altrettanto intensa, per Maria Letizia Milani, che ha preso parte alla non competitiva di 14 km con 300 metri di dislivello. Stessi passaggi evocativi, ad eccezione della salita allo Spitz, e una prova resa ancora più impegnativa dall’aggiunta, in questa edizione, di un’ultima salita sorpresa che ha fatto lievitare distanza e dislivello reali rispetto al programma ufficiale.
Alla fine, tra fatica e memoria, i due portacolori della Corriferrara hanno condiviso lo stesso spirito: la sensazione di aver vissuto una giornata che non è stata solo sport, ma un viaggio nel tempo, in quei luoghi dove un secolo fa si combatteva per la sopravvivenza e oggi si corre per la libertà, la passione e la vita.
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