La 17^ Enotturna di Soave: quando la corsa diventa poesia
Certe corse non si misurano solo in chilometri o in dislivelli. Certe corse si vivono con gli occhi, con il respiro e con il cuore. La 17^ Enotturna di Soave, disputata il 29 agosto 2025, è stata proprio questo: un intreccio di emozioni, storia e natura che ha trasformato una gara in un ricordo indimenticabile.
La partenza, avvolta dalle luci del tramonto, ha avuto il fascino di un dipinto. Il cielo che sfumava dal dorato al viola, le mura medievali che si accendevano di luce calda, i vigneti che respiravano ancora il profumo dell’estate: ogni passo sembrava già poesia.
La competizione principale, 9 km con 200 metri di dislivello, ha offerto un percorso capace di alternare fatica e meraviglia, mentre le distanze non competitive di 3 e 6 km hanno accolto chi desiderava semplicemente lasciarsi avvolgere dall’atmosfera.
L’ASD Valdalpone, con la consueta cura e passione, ha regalato ai partecipanti un’organizzazione impeccabile, trasformando la corsa in un vero e proprio viaggio dentro l’anima di Soave.
Indimenticabili i passaggi lungo le mura illuminate, che parevano sussurrare storie antiche a chi correva sulle loro pietre. Emozionante il transito sotto il suggestivo Arco, quasi fosse una porta simbolica che apriva a un tempo sospeso, in cui ogni respiro si univa al profumo del vino e al silenzio delle colline.
Per Corriferrara, la serata ha brillato di soddisfazioni: Paolo Callegari, che ha conquistato il primo posto di categoria, mentre Patrizia Bigoni, con tenacia e grazia, ha raggiunto il terzo gradino del podio di categoria. Due sorrisi che si sono aggiunti a quello collettivo di un’intera comunità di runner.
La 17^ Enotturna non è stata soltanto una gara: è stata una carezza della sera, un brindisi al tempo che scorre lento tra le colline, un incontro tra passato e presente. Un ricordo da custodire, come un buon vino che migliora con gli anni.
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