sabato 14 agosto 2021

RECOARO MARATHON: Tra le piccole dolomiti in autogestione

 


L'organizzazione della Trans d'Havet, l'anno scorso con le gare ufficiali saltate causa pandemia, ha lanciato il percorso Recoaro Marathon da affrontare in autonomia. Un viaggio incredibile tra le piccole Dolomiti con la spettacolare scalata a Cima Carega.


Si parte dal Divine Coffee di Recoaro dove viene consegnato il foglio di partecipazione e dove viene emesso il primo timbro per poi affrontare il percorso di 42 km e 2550 mt di dislivello positivo con altri punti di convalida al Rifugio Campogrosso, al Rifugio Fracccaroli, al Rifugio Scalorbi, allo Chalet Montefalcone ed infine all'arrivo situato al negozio Tuttosport sempre a Recoaro dove poi il folgio viene consegnato al titolare Paolo che inserirà i tempi nella "classifica" di questa particolare competizione.
Il percorso non è semplice, sopratutto i primi 14 km che portano gli atleti dai 400 mt di altitudine del centro termale di Recoaro ai 2230 mt del Fraccaroli sulla vetta di Cima Carega. Quindi sono ben 1800 mt di dislivello in circa 14 km cdi salita a tratti anche decisamente tecnica.
Già l'anno scorso Massimo Corà, Marco Avanzi e Rudy Grechi avevano compiuto questa impresa, e quest'anno Massimo e Marco hanno voluto ripetere questo viaggio insieme a Riccardo Mazzoni e Francesco Cavallari entrambi per la prima volta impegnati in una distanza e in un dislivello così impegnativi.
Davvero bravi i nostri ragazzi che hanno concluso il percorso in 9h03' effettive e in  7h53 togliendo le pause ai rifugi. Per loro un ottimo passo di avvicinamento ai 50 km della Strafexpedition in programma a fine mese.


Fatta anche la Recoaro Marathon.
Portati a casa anche i 40k con 2500 D+, belle emozioni, bei ricordi e pronti per i 50k della Strafexpedition di fine Agosto. Grazie sempre ai miei compagni di avventura (o di disagio?) Massimo Corà Marco Avanzi e Francesco Cavallari
RICCARDO MAZZONI


Trans D'Havet Recoaro Mararhon 2021
Ancora una volta questo bellissimo percorso affrontato in autogestione.
41 km 2550 MT D+
Un altra spettacolare giornata di questa pazza estate!
Rudy Grechi ci sei mancato tantissimissimo
MASSIMO CORA'

La nostra Recoaro Marathon... semplicemente bellissima e devastante!!
MARCO AVANZI






giovedì 12 agosto 2021

6ª Magut Race, a Songavazzo (Bg) Callegari nella corsa dei "muratori"

Battuto in partenza il primato presenze con oltre 200 concorrenti, la 6ª edizione della  corsa più pazza dell’estate ha fatto registrare il nuovo primato cronometrico maschile.

Magut Race, cronaca di un successo annunciato. Battuto in partenza il primato presenze con oltre 200 concorrenti, la 6ª edizione della corsa più pazza dell’estate ha fatto registrare il nuovo primato cronometrico maschile. Il nuovo “re dei magut” sempre bresciano di Angolo Terme, ma si chiama Simone Bertocchi. Con una progressione impressionante ha stampato uno stratosferico 1’46” succedendo nell’albo d’oro all’amico avversario Giacomo Laini. Al femminile il tempo da battere resta il 3’13” di Elisa Capponi. La vincitrice 2021, Silvia Boroni, ha infatti stoppato il cronometro sul tempo di 3’27”.
Nonostante un meteo incerto, che ha costretto Mario Poletti e lo staff di Fly-Up sport ad anticipare lo start di due ore rispetto al programma originale, un nutrito pubblico si è assiepato sulla ripida erta dell’Alta Val Seriana per quella che di fatto è diventata una vera e propria festa di metà estate.
Classifiche alla mano, sul podio assoluto con Simone Bertocchi sono saliti Daniel Guerini (1’47”) ed Eugenio Bianchi (1’49”). Sopra il precedente record, ma nei migliori 5 si sono piazzati anche Nicholas Belingheri e Mattia Tiraboschi.
Al femminile best time e successo di giornata per Silvia Boroni. Seconda piazza per Susanna Belli (3’35”), mentre 3ª si è piazzata Ivana Benzoni (3’47”).
Format vincente non si cambia. Nei boschi alle spalle della Baitella di Songavazzo veri magut bergamaschi, semplici sportivi e oltre 20 donne si sono sfidati su quegli interminabili 170 m dalle pendenze proibitive. A sostenerli in questa immane fatica, il calore del pubblico e la musica dei dj Red Bull. Una cornice quasi surreale, una bolgia infernale nella quale sbagliare un passo significa perdere secondi preziosi e quindi anche la gara. Difficile anche impostare una vera e propria tecnica di ascesa. Forse il segreto è non partire forte per avere un minimo di lucidità sul rush finale, quello più duro.

Dietro le quinte premiato da numeri e presenze lo sforzo organizzativo di Fly-Up Sport, supportato come sempre dalla locale amministrazione comunale e da Italcementi che, oltre ai sacchi di cemento da 25 kg, quest’anno ha che donato a ogni singolo concorrente una t-shirt creata appositamente per l’occasione. Da segnalare la nuova collaborazione con Red Bull, un valore aggiunto per un evento che sta crescendo anno dopo anno.

CLICCA QUI per le foto by Maurizio Torri!!






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