La Compagnia dei Dieci Chilometri
La 10 di Montagnana – 12 settembre 2026
C’erano una volta, nella terra veneta cinta da mura possenti, dieci chilometri da percorrere al calar della sera.
Non era una missione per riconquistare un regno, né una spedizione alla ricerca di un antico tesoro. Eppure, il 12 settembre 2026, quando alle ore 19:00 fu dato il via alla La 10 di Montagnana, gli atleti della Corriferrara partirono con quello spirito che, nelle grandi avventure, accomuna sempre gli eroi: stare insieme e condividere il cammino.
Dove le mura raccontano storie
Montagnana non è una località qualunque per una corsa.
È una di quelle città che, appena le si avvicina, sembrano suggerire al viandante di abbassare un poco la voce. Le sue mura medievali, tra le meglio conservate d’Europa, racchiudono il centro storico come una gigantesca cintura di pietra, con torri e porte che ricordano un tempo in cui arrivare sani e salvi alla sera era già una discreta prestazione sportiva.
Qui la storia si respira ad ogni angolo.
La possente cinta muraria risale soprattutto all'epoca comunale e scaligera e trasformò Montagnana in una vera fortezza. E, naturalmente, ogni fortezza che si rispetti ha bisogno delle sue leggende, dei suoi racconti e dei suoi personaggi.
Tra le curiosità più note c'è il legame con Ezzelino III da Romano, figura del Medioevo veneto avvolta da racconti e tradizioni popolari. E poi c'è la celebre Rocca degli Alberi, una delle porte fortificate della città: attraversarla significa quasi avere la sensazione che, da un momento all'altro, possa comparire un cavaliere con la richiesta di consegnare il lasciapassare.
Per fortuna, quella sera, il lasciapassare era semplice:
numero di gara, scarpe ai piedi e voglia di divertirsi.
🏃♀️ La missione: dieci chilometri
Dieci chilometri.
Per molti sono una distanza già rispettabile. Per altri rappresentano una prova da affrontare con passo deciso, ritmo controllato e magari con l'occhio rivolto al cronometro.
Poi ci sono gli ultramaratoneti.
Quelli che guardano 10 chilometri come noi guardiamo il parcheggio sotto casa: “Vabbè, ci siamo quasi…”.
E tra questi c'è la nostra Sabina Drimaco, ultramaratoneta abituata a misurarsi con distanze ben più impegnative, che questa volta ha deciso di unirsi alla Compagnia per una missione decisamente più breve.
Ma, come spesso accade nelle migliori avventure, la distanza non era il vero obiettivo.
Sabina lo racconta con parole che valgono più di qualsiasi tempo finale:
"Diciamo che il concetto di gara è passato in secondo piano. Questi 10 Km sono stati compagnia, sorrisi, gruppo piccolo ma stupendo, condivisione della stessa passione mettendo da parte PB e orologi! Bello, bello, bello!"
Ed eccolo, il vero spirito della serata.
Niente caccia al Personal Best.
Niente battaglia contro il cronometro.
Niente ossessione per il passo al chilometro.
Solo compagnia, sorrisi e condivisione.
Perché a volte anche chi è abituato a correre per decine e decine di chilometri scopre che una gara breve può diventare sorprendentemente lunga... quando dentro ci metti tutto il piacere di esserci.
Dello stesso avviso Graziella Zappalà che fa il suo rientro nelle gare in questa bella occasione:
"Beh che dire..si ritorna a gareggiare su strada ,.dopo un fermo di quasi un anno..l'emozione di riprendere è tanta e la voglia di mettersi di nuovo in gioco ancora di più ..e poi il gruppo di amici runner che mi hanno accompagnato in questa bellissima avventura superlativo, quando il gruppo fa la differenza, quando il gruppo carica la motivazione, ecco il gruppo “quelli della l10 di Montagnana “ha il suo perché ..!!" Avanti tutta!!"
Le emozioni di Maria Giovanna Foschini:
"E' stata la mia seconda gara, dopo soli 7 mesi di corsa seria seria seria e mai avrei pensato di provare un'emozione così forte! Il calore di chi mi era accanto (Sabina) che ha messo da parte orologio e gara per starmi vicino, non ha prezzo!"
E poi, naturalmente, c'è il vero finale
Ogni Compagnia dell'Anello che si rispetti deve avere un momento in cui gli eroi depongono le armi.
E nella versione Corriferrara dell'epica, questo momento non avviene davanti al Monte Fato.
Avviene davanti a un bicchiere di birra. 
Possibilmente fresco.
E, per completare degnamente l'impresa, accompagnato da un ottimo tagliere di affettati. 
Perché possiamo discutere per ore di passo medio, dislivello, soglie anaerobiche e strategie di gara, ma esiste una verità universale che unisce podisti, hobbit, elfi e uomini della Terra di Mezzo:
dopo aver corso, si mangia.
E se il tagliere arriva al momento giusto, improvvisamente anche quei dieci chilometri sembrano aver avuto un significato superiore.
La serata di Montagnana ha così seguito il copione perfetto: la corsa come pretesto, il gruppo come protagonista, il sorriso come carburante e la convivialità come meritata ricompensa.
Una piccola avventura, una grande compagnia
La La 10 di Montagnana è stata, in fondo, una di quelle avventure che non finiscono quando si taglia il traguardo.
Finiscono quando ci si siede insieme,
si racconta la corsa, si ride di qualche episodio, si commentano le gambe che protestano e si alza il bicchiere.
Perché il bello della corsa non è sempre arrivare più velocemente.
A volte è arrivare insieme.
E se poi il viaggio termina davanti a birra e affettati, beh… diciamo che anche Gandalf avrebbe probabilmente approvato.
Per i nostri atleti, dunque, quei dieci chilometri di Montagnana sono stati molto più di una gara: una piccola spedizione, una serata di amicizia e un'altra pagina di quella storia fatta di strada, fatica, risate e persone che scelgono di condividere la stessa passione.
E alla fine, come nelle migliori leggende, non conta soltanto quanto è stato lungo il viaggio.
Conta soprattutto con chi lo hai percorso.













































