lunedì 19 ottobre 2026

Drago Vaia Trail

 

Drago Vaia Trail, tre donne e un’unica passione: l’avventura continua a Lavarone!

Dopo le fatiche del Trail del Marone, le atlete della Corriferrara tornano a mettersi alla prova tra i sentieri di montagna. A Gionghi di Lavarone, tra i colori dell’autunno, la fatica si mescola all’amicizia, alle risate e a quel piacere autentico di correre insieme che rende ogni gara una storia da raccontare.

Domenica 18 ottobre 2026, a Gionghi di Lavarone, in Trentino, il protagonista è stato il Drago Vaia Trail, una gara che unisce la bellezza dei paesaggi montani al fascino di una creatura leggendaria, simbolo di forza, mistero e resilienza. Due le distanze proposte agli appassionati: 12 chilometri con 310 metri di dislivello e 20 chilometri con 700 metri di dislivello, due modi diversi per vivere la montagna, misurarsi con le proprie energie e godersi una giornata all'aria aperta.

Ma, per tre atlete della Corriferrara, questa non è stata soltanto una competizione sportiva. È stata la continuazione di un’avventura al femminile, nata dalla voglia di condividere emozioni e alimentata da quella complicità che trasforma anche la fatica in un ricordo felice.

Le protagoniste? Sabina Drimaco, Graziella Zappalà e Sara Previati, tre donne accomunate dalla passione per la corsa e dalla capacità di affrontare le sfide con determinazione, ironia e leggerezza.

E se qualcuno pensa che per vivere un’avventura servano per forza imprese eroiche, panorami mozzafiato e prestazioni da record, questa storia dimostra che bastano anche tre amiche, un paio di scarpe da trail e tanta voglia di stare insieme.

Il Drago Vaia: una creatura che racconta la forza della natura 

Il nome della gara richiama il celebre Drago Vaia, la grande scultura realizzata dall'artista Marco Martalar utilizzando il legno recuperato dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia, che nel 2018 devastò ampie zone delle montagne del Nord-Est italiano.

Il drago è diventato un simbolo della capacità di trasformare la distruzione in qualcosa di nuovo: il legno spezzato, testimonianza della violenza della natura, trova una seconda vita in un'opera artistica potente e suggestiva.

Il drago, nelle leggende europee, può rappresentare pericolo e distruzione, ma anche custodia, saggezza e potere. In questa storia, la sua immagine assume un significato particolarmente evocativo: dalle ferite può nascere una nuova forza, proprio come accade a chi, dopo la fatica, ritrova il sorriso e la voglia di ripartire.

E qui il collegamento con il trail viene quasi naturale. Correre sui sentieri significa confrontarsi con salite, ostacoli, stanchezza e imprevisti, imparando a rispettare la montagna e ad ascoltare il proprio corpo. Ma significa anche scoprire che la forza non è soltanto arrivare prima degli altri: è continuare, adattarsi, condividere e saper sorridere anche quando le gambe cominciano a presentare il conto.

Un po’ come le nostre tre impavide, che dopo una gara hanno deciso di rimettersi in gioco appena dodici ore più tardi!

Tre impavide della Corriferrara: quando la passione non conosce riposo 

Se il trail è già di per sé una sfida, affrontarne due nel giro di appena dodici ore appartiene a quella particolare categoria di imprese in cui la passione sembra avere la meglio sul buon senso delle gambe!

Graziella Zappalà racconta con entusiasmo questa doppia avventura, mettendo al centro non soltanto la prestazione sportiva, ma soprattutto il piacere di condividere un’esperienza fuori dall’ordinario. Sara Previati e Zaipol, dopo le fatiche del Trail del Marone, si sono trovate davanti a una scelta: affrontare nuovamente la distanza più impegnativa oppure optare per un percorso più breve, lasciando spazio al divertimento e alla voglia di vivere la giornata senza eccessive pressioni.

La decisione è ricaduta sulla 12 chilometri. Una scelta ragionata, che dimostra come nello sport la vera intelligenza non consista sempre nello spingersi oltre i propri limiti, ma anche nel saperli ascoltare.

Il meteo, con le sue nuvole basse e quell’umidità tipicamente autunnale, non ha regalato condizioni particolarmente invitanti. Eppure, quando si è in buona compagnia, anche una giornata grigia può riempirsi di colori: quelli delle foglie, dei sorrisi, delle battute scambiate lungo il percorso e della soddisfazione di tagliare insieme il traguardo.

Perché, in fondo, la montagna insegna proprio questo: ognuno ha il proprio passo, ma la bellezza del viaggio cresce quando si ha qualcuno con cui condividerlo.

Sabina Drimaco: un trail dove finalmente si corre!

Per Sabina Drimaco, il Drago Vaia Trail ha rappresentato anche un’occasione preziosa per mettere chilometri nelle gambe in vista di un’altra gara lunga ormai vicina.

La sua descrizione del percorso restituisce l'immagine di una gara piacevole, scorrevole e adatta a chi ama correre senza dover affrontare continuamente passaggi tecnici che richiedono estrema attenzione a ogni appoggio.

La soddisfazione di Sabina è evidente: non soltanto per il percorso, ma anche per la compagnia delle compagne di squadra, che le hanno fatto conoscere questa gara e condividere un fine settimana intenso, ricco di emozioni.

E poi c'è quella simpatica osservazione sulla statua del drago, che avrebbe meritato, secondo lei, una presenza ancora più maestosa! Una battuta che aggiunge un tocco di spontaneità al racconto e ci ricorda che anche gli occhi di una runner, dopo chilometri di corsa, possono avere qualche aspettativa artistica da soddisfare.

Il podio fantasma: quando l'onestà vale più di una coppa!

Ma il momento più divertente della giornata arriva al traguardo.

Sara Previati e Zaipol vengono annunciate come seconda e terza assoluta. Per qualche istante, la gloria sembra materializzarsi: complimenti, soddisfazione e un podio che pare ormai conquistato.

Poi, però, interviene la memoria. Le due atlete ricordano di aver comunicato al mattino il cambio di distanza, passando dalla 20 chilometri alla 12 chilometri.

A quel punto, niente da fare: il simbolino della coppa deve essere cancellato!

Il podio, almeno quello annunciato per errore, svanisce come una bolla di sapone. Ma la scena si trasforma in un episodio da raccontare con il sorriso, perché l'onestà sportiva viene prima di qualsiasi piazzamento.

E diciamolo: non capita tutti i giorni di salire virtualmente sul podio, scendere subito dopo e portarsi comunque a casa una bella risata!

Al di là dell'equivoco, restano gli ottimi piazzamenti di categoria riportati da Graziella: settimo, ottavo e undicesimo posto. Risultati che assumono un significato ancora più particolare considerando la doppia sfida ravvicinata.

Il vero successo, tuttavia, non si misura soltanto con una posizione in classifica. È anche nella capacità di affrontare la competizione con spirito sportivo, riconoscere un errore senza drammi e trasformare un piccolo imprevisto in un ricordo divertente.

Lavarone e l'Alpe Cimbra: un territorio di storie e leggende

Il Drago Vaia Trail offre anche l'occasione di scoprire un territorio ricco di fascino, dove la storia della montagna si intreccia con la cultura locale e con l'immaginario delle creature leggendarie.

L'Alpe Cimbra, con i suoi boschi, gli altipiani e i paesaggi che cambiano volto con le stagioni, è un luogo in cui natura e tradizione si incontrano. Il territorio conserva anche la memoria della cultura cimbra, legata alle comunità germanofone storicamente presenti in queste montagne.

Il drago, in questo scenario, sembra uscito da una fiaba: un guardiano silenzioso che osserva il paesaggio e invita chi arriva fin qui a fermarsi, almeno per qualche istante, a contemplare la bellezza dei luoghi.

Ma la sua storia è anche profondamente reale. La prima scultura del Drago Vaia, realizzata da Marco Martalar con il legno recuperato dagli alberi abbattuti dalla tempesta del 2018, fu distrutta da un incendio nell'agosto 2023. L'opera è poi rinata attraverso il progetto Drago Vaia Regeneration, realizzato con legno carbonizzato e altri materiali recuperati, diventando un simbolo ancora più forte di memoria e resilienza.

Una curiosità che rende ancora più significativo il nome della gara: il drago non è soltanto una figura fantastica, ma il racconto di una ferita ambientale trasformata in arte.

E forse è proprio questo il messaggio più bello che accompagna le nostre runner. La natura può metterci alla prova, la fatica può rallentarci e qualche imprevisto può cambiare i nostri programmi. Ma si può sempre trovare un modo per ripartire, soprattutto quando si hanno accanto persone capaci di condividere il percorso.

I commenti delle protagoniste

Sabina Drimaco 

Il piacere di correre e condividere

Percorso piacevolissimo, finalmente un Trail dove si può correre senza fare troppa attenzione a ciò che si calpesta 😬e si corre tutto o quasi, dal primo all'ultimo km. Trainata dalla Zaipol, mi son fatta convincere a partecipare al secondo trail di fila, motivata dal fatto che a breve avrò un altra gara lunga (l'ultima e poi solo cose semplici) e nessuna possibilità di fare grandi allenamenti su dislivello fino a quel momento. Ringrazio le mie compagne di squadra per avermi fatto conoscere questa gara e per l'ottima compagnia. È stato un week end impegnativo ma denso di emozioni e bei momenti di condivisione. Mi aspettavo solo una statua del drago più maestosa ma va bene così😁 E ora avanti tutta con il resto .

Graziella Zappalà

L'impresa delle tre impavide della Corriferrara

Trail del Drago Vaia: L'Impresa delle Tre Impavide di Corriferrara! Dopo la fatica del Trail del Marone, non poteva di certo mancare la sfida al maestoso Drago Vaia! Così, a sole 12 ore dalla gara precedente, le tre impavide "antryx", vere e proprie guerriere del trail targate Corriferrara, hanno deciso di avventurarsi in questa nuova e spettacolare impresa. L'evento prevedeva due tracciati: La gara regina da 20 km con 700 metri di dislivello La distanza più breve ed ecologica da 12 km con 310 metri di dislivello Gambe di marmo, cuore leggero! Di fronte al bivio, Sara Previati e Zaipol hanno ascoltato le proprie gambe (oramai dure come la roccia del Drago!) e scelto con saggezza la 12 km. L'obiettivo principale, d'altronde, non era stracciare record mondiali, ma regalarsi un'altra bellissima giornata all'insegna dell'amicizia, delle risate e della spensieratezza! Il meteo non è stato particolarmente clemente: l'atmosfera era decisamente uggiosa e tipicamente autunnale, con nuvole basse e un po' di umidità. Ma niente avrebbe potuto scalfire l'entusiasmo del trio! (Passeggiate e sorrisi lungo il percorso immerso nei colori dell'autunno) Il mistero del podio "svanito in una bolla di sapone" Giunte al traguardo con il sorriso stampato in faccia, accade l'impensabile: Sara Previati e Zaipol vengono annunciate sul 2º e 3º posto assoluto! I complimenti dello speaker risuonano nell'aria, la gloria sembra a portata di mano... finché la coscienza (quella vera!) non fa da padrona! Le due runner, con estrema e divertita onestà, ricordano di aver comunicato al mattino il cambio di percorso dalla 20 km alla 12 km. Lo speaker, con un pizzico di rammarico e tanto divertimento, si è visto costretto a... cancellare il simbolino della coppa! Il podio è così svanito come una bolla di sapone, ma la risata e il momento di gloria sono rimasti impressi per sempre! (Tanta gioia e le medaglie tra i denti al traguardo!) Ottimi piazzamenti e tanta felicità! Svanita la bolla del podio, restano comunque grandissimi risultati ufficiali: le nostre tre guerriere del trail si piazzano infatti con ottime posizioni di categoria: 7a, 8ª e 11a! Risultati straordinari se si pensa che era il secondo trail affrontato nel giro di sole 12 ore! (Pronte a partire davanti allo striscione del Drago Vaia) (Orgoglio e soddisfazione a fine corsa!) Che dire di più? Un weekend perfetto fatto di gioia, divertimento, armonia e pura felicità! Alla prossima avventura, ragazze!

La vittoria più bella: esserci, insieme

Il Drago Vaia Trail si chiude così, con una storia che va oltre i chilometri percorsi e i metri di dislivello affrontati.

Sabina, Graziella, Sara e Zaipol ci ricordano che lo sport può essere competizione, allenamento e ricerca del risultato, ma anche amicizia, scoperta e condivisione. Non sempre serve inseguire il cronometro, non sempre bisogna cercare il podio e non ogni gara deve trasformarsi in una prova estrema.

A volte la soddisfazione più grande consiste nel partire insieme, scegliere il percorso più adatto, sostenersi nei momenti di fatica e ritrovarsi al traguardo con un sorriso.

E se poi capita anche di conquistare un podio per qualche minuto, prima di restituirlo con onestà, tanto meglio: almeno la storia da raccontare sarà ancora più divertente!

Il drago di Lavarone     rappresenta la capacità di rinascere dopo una tempesta. Le tre impavide della Corriferrara, nel loro piccolo, incarnano un'altra forma di resilienza: quella di chi, anche dopo una gara impegnativa, trova ancora l'energia per ripartire, ridere e vivere una nuova avventura.

Perché le gambe possono essere di marmo, il meteo può essere uggioso e il podio può svanire in una bolla di sapone. Ma quando ci sono amicizia, entusiasmo e passione, la vittoria più bella è quella che si porta a casa nel cuore.

E per queste tre guerriere del trail la parola d'ordine è già pronta: alla prossima avventura, ragazze!












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