CORRIFERRARA E LA COMPAGNIA DELL’ANELLO: 27 CUORI IN CAMMINO SUI SENTIERI DEL MARRONE
Castel del Rio, 17 ottobre 2026. Tra calanchi, castagneti, salite impegnative e panorami da conquistare, il Trail del Marrone regala una giornata in cui la fatica incontra l’amicizia, e ogni sentiero diventa un’avventura da raccontare.
Ci sono gare in cui si corre per il cronometro, altre in cui si corre per mettersi alla prova. E poi ci sono quelle in cui, chilometro dopo chilometro, ci si accorge che il vero traguardo è molto più grande di una linea d’arrivo. È il piacere di condividere la fatica, il sorriso di un compagno lungo la salita, la bellezza di un bosco e quella sensazione di appartenere a una piccola comunità di avventurieri.
È con questo spirito che Corriferrara ha fatto tappa a Castel del Rio, partecipando il 17 ottobre 2026 al Trail del Marrone con ben 27 atleti, pronti a misurarsi con due percorsi diversi, ma accomunati dallo stesso ingrediente: la voglia di vivere una giornata di sport e amicizia.
E se qualcuno, osservando il gruppo, avesse pensato alla Compagnia dell’Anello, non sarebbe stato poi così lontano dalla realtà. Certo, niente Mordor da raggiungere, nessun anello da distruggere e, per fortuna, nessun Balrog in agguato. Ma tra sentieri tortuosi, dislivelli importanti e boschi da attraversare, anche i nostri eroi hanno avuto le loro piccole imprese da compiere!
Due percorsi, un'unica avventura
Il Trail del Marrone ha proposto due distanze, capaci di mettere alla prova gambe, fiato e determinazione.
22 km con 1.200 metri di dislivello positivo, per chi ha scelto di affrontare una sfida più lunga e impegnativa, tra salite da conquistare e discese da interpretare con attenzione.
12 km con 550 metri di dislivello positivo, una distanza più accessibile sulla carta, ma tutt'altro che banale, ideale per avvicinarsi al mondo del trail e per godersi la natura senza rinunciare alla sfida.
Perché chi conosce i sentieri lo sa: dodici chilometri su strada non sono la stessa cosa di dodici chilometri tra calanchi, radici, pendenze e terreni tecnici. In montagna e nei boschi, il percorso non si limita a chiederti di correre: ti invita a scegliere, adattarti, dosare le energie e, soprattutto, rispettare il terreno.
E così, mentre la Compagnia si distribuiva lungo i due tracciati, ogni atleta affrontava la propria avventura, con un obiettivo personale e un legame comune: portare a casa una bella esperienza.
Castel del Rio: dove il marrone è molto più di un colore
A fare da cornice alla manifestazione è stato Castel del Rio, suggestivo borgo dell'Appennino bolognese, nell'alta valle del Santerno, una terra in cui la natura e la tradizione sono profondamente intrecciate.
Qui il castagno non è soltanto un albero: è una parte della storia, della cultura contadina e dell'identità locale. Il marrone, frutto simbolo di questi luoghi, racconta un rapporto antico tra l'uomo e il bosco, fatto di raccolta, lavoro e sapori tramandati nel tempo.
Tra i castagneti e i calanchi, il paesaggio cambia continuamente: il verde dei boschi si alterna alle forme sinuose delle argille, mentre i sentieri si aprono su scorci che abbracciano le colline bolognesi e la valle.
Una curiosità del luogo è il Ponte degli Alidosi, storico ponte a schiena d'asino che attraversa il Santerno e rappresenta uno dei simboli più riconoscibili del borgo. La sua struttura monumentale ricorda quanto questi territori siano stati, per secoli, luoghi di passaggio, commerci e collegamenti tra comunità.
E proprio come accadeva ai viandanti di un tempo, anche i trailer hanno dovuto conquistarsi il proprio viaggio, un passo dopo l'altro. Con una differenza sostanziale: i nostri non cercavano una locanda per la notte, ma un ristoro per recuperare energie e ripartire!
Ion Coban sul podio di categoria
Tra le soddisfazioni sportive della giornata spicca il risultato di Ion Coban, secondo classificato nella propria categoria sulla distanza di 22 km.
Un piazzamento che merita un applauso, conquistato su un tracciato impegnativo, dove il dislivello e le caratteristiche del terreno richiedono non soltanto preparazione fisica, ma anche capacità di gestione e concentrazione.
Complimenti a Ion per questo bel risultato, che porta un'altra soddisfazione in casa Corriferrara!
Ma, come spesso accade nelle avventure più belle, il valore della giornata non si misura soltanto attraverso le classifiche. Lo si ritrova anche nelle parole di chi ha corso, scoperto un nuovo percorso, superato un limite personale o semplicemente condiviso una giornata speciale con gli amici.
Graziella Zappalà: quando la motivazione diventa contagiosa 
Se nella Compagnia dell'Anello c'era chi indicava la strada e chi trovava il coraggio di seguirla, anche a Corriferrara non mancano figure capaci di trasformare un'idea in un'avventura. E nel racconto di Graziella Zappalà, una protagonista ha un ruolo ben preciso: la motivatrice per eccellenza, Sabina Drimaco.
«Trail del Marrone. Vuoi non farlo? È così come “reazione a catena” grazie agli influssi della motivatrice per eccellenza Sabina Drimaco, decido di iscrivermi alla corta del Trail del Marrone, 12 km di spensieratezza tra i calanchi e i castagneti di Castel del Rio.
Splendida giornata di sole tra boschi di castagni, ristori pantagruelici e boccali di birra per reintegrarsi dopo la fatica. Giornata di sole, contornata da tanti amici vecchi e nuovi e soprattutto dal profumo delle tagliatelle al ragù dell'asta party.
Che dire, giornata fotonica all'insegna del divertimento e dell'amicizia». 
Un racconto che restituisce perfettamente lo spirito del trail vissuto in compagnia: la bellezza del paesaggio, la generosità dei ristori, il piacere di ritrovare vecchi amici e la gioia di conoscerne di nuovi.
E poi, diciamolo, dopo dodici chilometri di salite e sentieri, anche il più resistente degli Hobbit potrebbe considerare le tagliatelle al ragù una ricompensa degna della Contea!
La morale? A volte basta una persona che ti sprona, una proposta lanciata al momento giusto e un pizzico di curiosità per ritrovarsi protagonisti di un'avventura che, da soli, forse non avremmo mai iniziato.
Paolo Panzacchi: il coraggio di mettersi alla prova
Per Paolo Panzacchi il Trail del Marrone ha avuto un significato particolare: quello di una prima esperienza competitiva nel mondo del trail running.
«È stata una gara bellissima, per me il Trail del Marrone è stata la prima occasione di misurarmi con un trail competitivo. Fare il percorso da 12 chilometri è stata la scelta giusta per “misurarmi” con questa tipologia di percorso.
Sono molto contento anche perché, come sempre, correre in gruppo ha dato quel valore in più a una giornata di sport davvero coinvolgente».
Le sue parole raccontano un aspetto importante della corsa: non è necessario partire subito dalla sfida più lunga per dimostrare qualcosa. A volte il vero coraggio consiste nello scegliere il percorso giusto, ascoltare le proprie capacità e concedersi l'opportunità di imparare.
Il trail è un mondo diverso dalla corsa su strada. Richiede pazienza, equilibrio, adattamento e la capacità di accettare che il ritmo possa cambiare a ogni curva. Per chi si avvicina a questa disciplina, una gara come quella di Castel del Rio può rappresentare l'inizio di un percorso tutto da scoprire.
E farlo insieme agli amici rende tutto più semplice, perché la fatica condivisa pesa meno e la soddisfazione, alla fine, si moltiplica.
Ilenia Ferrari: bellezza e tecnica sui sentieri
Anche Ilenia Ferrari ha sottolineato le caratteristiche del percorso, mettendo in evidenza tanto il fascino del paesaggio quanto le difficoltà tecniche della gara.
«Percorso molto bello tra castagneti e panorami sui colli bolognesi. Gara molto tosta e a tratti anche tecnica! Consigliatissima!»
Poche parole, ma sufficienti per descrivere l'essenza di questa esperienza.
Michele Tuffanelli: finalmente il sole, il piacere di correre e qualche sorpresa
Dopo qualche edizione segnata dalla pioggia, il Trail del Marrone ha regalato anche a Michele Tuffanelli una giornata ideale per correre, con condizioni che hanno permesso di apprezzare il percorso e di ritrovare ottime sensazioni.
Nel suo commento emerge la soddisfazione per un tracciato in parte modificato rispetto alla versione originale, ma caratterizzato da una seconda metà particolarmente scorrevole. E poi c'è il piacere di ritrovarsi in tanti con i colori di Corriferrara, tra prestazioni convincenti e risultati capaci di sorprendere persino chi li ha ottenuti.
Ecco le sue parole:
«Giornata spettacolare per correre dopo qualche anno dove abbiamo preso pioggia percorso un po' cambiato rispetto all'originale abbastanza veloce specialmente la seconda parte ottima sensazione di forma e stato bello vedere un bel gruppo di Corriferrara e una sana competizione con certi bei risultati inaspettati (cit.tanto che la notizia è arrivata prima a Ferrara delle classifiche ufficiali»
Un commento che aggiunge un'altra sfumatura alla giornata: quella della soddisfazione personale per la propria condizione atletica, unita all'entusiasmo di vedere tanti compagni di squadra condividere la stessa avventura.
La competizione, quando è vissuta nel modo giusto, non divide: stimola, incoraggia e può persino regalare qualche sorpresa inattesa. E a quanto pare, a Castel del Rio, qualche risultato ha fatto parlare di sé così rapidamente da raggiungere Ferrara prima ancora della pubblicazione delle classifiche ufficiali!
Insomma, tra una salita e una discesa, il Trail del Marrone ha saputo regalare anche un pizzico di suspense. Perché nella Compagnia di Corriferrara non mancano gli atleti capaci di sorprendere, e qualche volta le imprese viaggiano più veloci delle comunicazioni ufficiali!
La bellezza dei castagneti e dei panorami accompagna gli atleti, ma non deve trarre in inganno: il trail richiede attenzione e capacità di adattamento, soprattutto nei tratti più tecnici, dove ogni appoggio conta.
È proprio questo contrasto a renderlo affascinante. La natura ti offre scorci meravigliosi, ma non ti regala nulla. Per goderteli devi conquistarli, accettando salite impegnative e discese che richiedono prudenza.
E forse è anche questo il segreto del trail: insegnare a guardare il paesaggio non soltanto come qualcosa da ammirare, ma come parte integrante dell'esperienza.
Ventisette atleti, un'unica Compagnia 
Ventisette atleti al via, due distanze, tante storie personali e una sola grande famiglia sportiva.
C'è chi ha cercato il risultato, chi ha voluto mettersi alla prova per la prima volta, chi si è lasciato convincere da un'amica e chi ha semplicemente desiderato trascorrere una giornata diversa, immerso nella natura.
Ognuno ha affrontato il proprio sentiero, con il proprio passo e le proprie motivazioni. Ma tutti hanno contribuito a costruire qualcosa che va oltre la singola prestazione: il piacere di esserci, di sostenersi e di condividere emozioni.
In fondo, la Compagnia dell'Anello non era composta da eroi perfetti, ma da compagni diversi, ciascuno con le proprie capacità e i propri limiti, uniti da un obiettivo comune. E anche nello sport succede qualcosa di simile: non serve che tutti corrano allo stesso ritmo, basta che ciascuno trovi il proprio posto nel gruppo.
A Castel del Rio, tra castagneti, calanchi, ristori generosi e profumo di ragù, Corriferrara ha dimostrato ancora una volta che lo sport può essere competizione senza perdere la leggerezza, fatica senza rinunciare al sorriso, impegno senza dimenticare l'amicizia.
E quando, dopo chilometri di sentieri, arriva il momento di sedersi a tavola e raccontarsi le avventure della giornata, ci si accorge che il vero premio non è soltanto quello conquistato sul percorso.
È quello che rimane dentro.
Perché i chilometri finiscono, il dislivello si dimentica e la fatica passa. Ma le giornate vissute insieme, quelle sì, restano.
E allora, Compagnia di Corriferrara, avanti verso la prossima avventura: nuovi sentieri ci aspettano, nuove salite ci metteranno alla prova e nuovi ristori ci ricorderanno che anche gli eroi, ogni tanto, hanno bisogno di fermarsi a mangiare!
Non tutti i tesori si trovano alla fine di un viaggio. Alcuni si scoprono lungo la strada, accanto alle persone con cui abbiamo scelto di percorrerla. 










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