lunedì 4 maggio 2026

Ultra trail del Mugello

 



Trail del Mugello 2026: boschi, storia e spirito trail tra Badia di Moscheta e l’Appennino.

Il 2 maggio 2026, nel cuore più selvaggio del Mugello, la natura ha fatto da padrona a una delle gare più suggestive del calendario trail toscano. La partenza e l’arrivo, immersi nella quiete della Badia di Moscheta, hanno trasformato l’evento in un’esperienza che va ben oltre la competizione: un viaggio dentro boschi fitti, antichi sentieri e scorci che raccontano secoli di storia.

Due distanze, un’unica anima

Il programma ha proposto due percorsi capaci di soddisfare sia chi cerca la sfida che chi vuole vivere il trail in modo più accessibile:

  • 24 km competitiva con 1280 metri di dislivello positivo: un tracciato tecnico e vario, tra salite lunghe, discese nervose e continui cambi di ritmo.
  • 12 km non competitiva con 650 metri di dislivello: perfetta per chi si avvicina al trail o vuole godersi il territorio senza l’assillo del cronometro.

Entrambi i percorsi hanno condiviso l’essenza del Mugello più autentico: chilometri e chilometri dentro al bosco, dove il silenzio è rotto solo dal respiro degli atleti e dal fruscio delle foglie.

Un trail dentro la storia

Correre qui significa attraversare un territorio che ha radici profonde. La Badia, fondata nel Medioevo, è un punto di riferimento storico e spirituale per tutta la valle. I sentieri che oggi accolgono i trail runner erano un tempo vie di passaggio per monaci e viandanti: ogni passo è un piccolo salto nel tempo.

Lo spirito trail: fatica, condivisione e meraviglia

Non è solo questione di chilometri o dislivello. Il Trail del Mugello è uno di quegli eventi dove si respira forte lo spirito trail: rispetto per la natura, aiuto reciproco tra atleti, e quella sensazione di essere parte di qualcosa di autentico.

A raccontarlo bene è Michele Tuffanelli, alla sua prima partecipazione:

Prima volta per me al Trail del Mugello: essendo la prima comincio con calma e scelgo la 24 km... location pazzesca, bellissimo l’agriturismo che ci ospita, bellissima la gara, tutta e veramente tutta dentro al bosco che circonda la zona, organizzazione perfetta, per non dire del pasta party, veramente unico... gara sicuramente da rifare magari provando la 42.

Parole che sintetizzano perfettamente l’esperienza: un mix di natura, accoglienza e passione.

Non solo gara: il valore dell’accoglienza

Uno degli aspetti più apprezzati è stata l’organizzazione, capace di curare ogni dettaglio: dai ristori lungo il percorso fino al momento finale, quel pasta party che nel mondo trail è quasi un rito collettivo. Qui, tra tavolate e racconti di gara, si chiude davvero il cerchio dell’esperienza.

Un appuntamento destinato a crescere

Il Trail del Mugello continua a conquistare consensi, grazie a un territorio che sembra disegnato apposta per il trail running. E mentre qualcuno già pensa alla distanza più lunga per il prossimo anno, resta la certezza che questa gara ha trovato la sua identità: autentica, immersiva, indimenticabile.

Per chi cerca un trail vero, lontano dal rumore e vicino all’essenza della corsa in natura, il Mugello ha già dato la sua risposta.












domenica 3 maggio 2026

52° Giro Podistico delle Mura

 

Nel cuore gentile della pianura, là dove le antiche cortine raccontano ancora duchi e cavalieri, la città di Ferrara ha rinnovato il suo rito più caro: il Giro Podistico delle Mura, affettuosamente chiamato “la Primo Maggio”. E come nei versi di Matteo Maria Boiardo, tra imprese e ardori, e con quella malinconica dolcezza cara a Giorgio Bassani, la città si è fatta teatro di una corsa che è memoria viva, respiro collettivo, racconto che si rinnova ogni anno.

Le origini di una tradizione

Correva l’anno 1973 quando Luigi Marini e il gruppo Putinati decisero che Ferrara meritava una sua gara: nacque così un evento destinato a diventare il più antico del territorio ferrarese. Per vent’anni la manifestazione fu custodita con passione, poi il testimone passò alla storica pizzeria Pippo, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove, da oltre un decennio Monica Zannini  , Luciano Mazzanti     e Gabriele Garbellini continuano a tenerne vivo il prestigio.

E come ogni grande epopea, anche questa corsa vive grazie a un esercito silenzioso: i volontari.    Presenze discrete ma fondamentali, tra ristori, segnalazioni percorso e accoglienza   , senza le quali nulla sarebbe possibile.

L’edizione 2026: sole, passi e comunità

Il 1° maggio 2026 si è presentato con un cielo terso, quasi benevolo, come a voler benedire i circa 1500 partecipanti. Tra questi, 350 competitivi impegnati sulla distanza dei 12 km, mentre gli altri hanno popolato il percorso dei 6 km in forma non competitiva.

Non solo corsa: la manifestazione è stata una festa del movimento. Camminatori, praticanti di nordic walking, famiglie con amici a quattro zampe nella dog run. Circa 100 giovani e giovanissimi hanno dato vita alle gare dedicate, portando freschezza e futuro tra le mura rinascimentali.

Tra le società, spicca la Polisportiva Quadrilatero  con 93 atleti, seguita da Corriferrara   con circa 90 presenze: numeri che raccontano un tessuto sportivo vivo e partecipe.

I vincitori

Nella gara competitiva, tra gli uomini ha trionfato Davide Sughi dell’Atletica San Giorgio di Piano, mentre tra le donne si è imposta Demetra Tarozzi dell’Atletica Molinella.

Voci dal percorso

Le parole degli atleti restituiscono l’anima più autentica della giornata:

Andrea Rubbini



Non c'è 2 senza 3! Anche quest'anno, terzo consecutivo, ho avuto la possibilità di partecipare a questa storica riunione di sportivi, tutti belli competitivi. Una cornice super per una gara da fare a tutta, con il mio amico Cristian al rientro alle corse dopo un periodo di pausa. Alla fine ottimo tempo e 1° maggio da ricordare.”

Denis Grandi:
Una bella giornata di sport, condivisione e amicizia!

 Sara Melloni 

Se Ferrara fosse un multiverso, il Giro delle Mura sarebbe una missione degna degli Avengers. E Sara Melloni lo racconta così, con tono da fumetto:

Tre settimane fa: morso di ragno. Risultato? Nessun superpotere. Niente salto tra i tetti, niente addominali scolpiti. Forse ho sbagliato universo… (o forse serviva una chiamata di Doctor Strange per aprire il portale giusto!)

Il Giro delle Mura è come un videogioco a livelli:

  • Livello 1: la grande nevicata di primavera (boss fight inclusa)
  • Livello 2: sopravvivenza mentale
  • Livello finale: arrivare comunque al traguardo

Spoiler: ho fatto il peggior tempo della mia lunga carriera podistica. (Ma, come ogni vero eroe Marvel, la missione non è vincere… è vivere l’avventura). Ed è stato bellissimo.

Ferrara, tra corsa e meraviglia

Correre sulle mura di Ferrara non è solo sport: è un viaggio nella storia. Le mura rinascimentali, tra le meglio conservate d’Europa, abbracciano la città come un anello di pietra e verde. Qui si corre tra bastioni e alberi, dove un tempo vigilavano sentinelle e oggi scorrono passi e sorrisi.

Curiosità:

  • Le mura sono lunghe circa 9 km e completamente percorribili.
  • Ferrara è patrimonio UNESCO, anche grazie alla sua struttura urbanistica rinascimentale.
  • Il Giro delle Mura è uno dei pochi eventi che permette di vivere questo patrimonio in modo così partecipato e dinamico.

Epilogo

E così, tra il sole di maggio e il vento leggero che accarezza le antiche pietre, Ferrara ha scritto un’altra pagina della sua storia sportiva. Non solo una gara, ma un racconto corale, dove ogni passo – veloce o lento – ha trovato il suo posto.

Come direbbe Bassani, è nelle piccole cose condivise che si annida l’eternità. E come nei poemi cavallereschi, anche qui ogni partecipante è stato, a suo modo, un eroe.