Trail del Mugello 2026: boschi, storia e spirito trail tra Badia di Moscheta e l’Appennino.
Il 2 maggio 2026, nel cuore più selvaggio del Mugello, la natura ha fatto da padrona a una delle gare più suggestive del calendario trail toscano. La partenza e l’arrivo, immersi nella quiete della Badia di Moscheta, hanno trasformato l’evento in un’esperienza che va ben oltre la competizione: un viaggio dentro boschi fitti, antichi sentieri e scorci che raccontano secoli di storia.
Due distanze, un’unica anima
Il programma ha proposto due percorsi capaci di soddisfare sia chi cerca la sfida che chi vuole vivere il trail in modo più accessibile:
- 24 km competitiva con 1280 metri di dislivello positivo: un tracciato tecnico e vario, tra salite lunghe, discese nervose e continui cambi di ritmo.
- 12 km non competitiva con 650 metri di dislivello: perfetta per chi si avvicina al trail o vuole godersi il territorio senza l’assillo del cronometro.
Entrambi i percorsi hanno condiviso l’essenza del Mugello più autentico: chilometri e chilometri dentro al bosco, dove il silenzio è rotto solo dal respiro degli atleti e dal fruscio delle foglie.
Un trail dentro la storia
Correre qui significa attraversare un territorio che ha radici profonde. La Badia, fondata nel Medioevo, è un punto di riferimento storico e spirituale per tutta la valle. I sentieri che oggi accolgono i trail runner erano un tempo vie di passaggio per monaci e viandanti: ogni passo è un piccolo salto nel tempo.
Lo spirito trail: fatica, condivisione e meraviglia
Non è solo questione di chilometri o dislivello. Il Trail del Mugello è uno di quegli eventi dove si respira forte lo spirito trail: rispetto per la natura, aiuto reciproco tra atleti, e quella sensazione di essere parte di qualcosa di autentico.
A raccontarlo bene è Michele Tuffanelli, alla sua prima partecipazione:
“Prima volta per me al Trail del Mugello: essendo la prima comincio con calma e scelgo la 24 km... location pazzesca, bellissimo l’agriturismo che ci ospita, bellissima la gara, tutta e veramente tutta dentro al bosco che circonda la zona, organizzazione perfetta, per non dire del pasta party, veramente unico... gara sicuramente da rifare magari provando la 42.”
Parole che sintetizzano perfettamente l’esperienza: un mix di natura, accoglienza e passione.
Non solo gara: il valore dell’accoglienza
Uno degli aspetti più apprezzati è stata l’organizzazione, capace di curare ogni dettaglio: dai ristori lungo il percorso fino al momento finale, quel pasta party che nel mondo trail è quasi un rito collettivo. Qui, tra tavolate e racconti di gara, si chiude davvero il cerchio dell’esperienza.
Un appuntamento destinato a crescere
Il Trail del Mugello continua a conquistare consensi, grazie a un territorio che sembra disegnato apposta per il trail running. E mentre qualcuno già pensa alla distanza più lunga per il prossimo anno, resta la certezza che questa gara ha trovato la sua identità: autentica, immersiva, indimenticabile.
Per chi cerca un trail vero, lontano dal rumore e vicino all’essenza della corsa in natura, il Mugello ha già dato la sua risposta.













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