mercoledì 10 settembre 2025

Marcialonga

                                            

Marcialonga Running 2025: correre tra profumi, colori e emozioni

Moena, 6 settembre 2025 – La Marcialonga Running non è solo una corsa: è un viaggio attraverso i sensi, un incontro con la montagna che ti avvolge, ti sfida e ti abbraccia. Il 6 settembre, i sentieri di Moena si sono trasformati in una tavolozza di emozioni, dove ogni passo raccontava storie di fatica, gioia e meraviglia.

Due percorsi, due esperienze diverse ma ugualmente intense:

  • 26 km con 160 metri di dislivello: un percorso che scivola tra prati luminosi e boschi profumati di resina e terra umida. Il vento leggero accarezza il viso e porta con sé l’eco degli uccelli, mentre il sole filtra tra gli alberi, creando giochi di luce che accompagnano ogni passo. Ogni curva regala un nuovo scorcio sulla valle, ogni respiro diventa un momento di pura consapevolezza.

  • 21 km con 305 metri di dislivello: più impegnativo, dove le salite mettono alla prova la determinazione e le discese liberano l’anima. La fatica si mescola al piacere di correre su sentieri che profumano di erba e muschio, con panorami mozzafiato che si aprono improvvisi, come ricompense per chi non smette di guardare avanti. Qui ogni passo è conquista, ogni battito del cuore è un inno alla forza interiore.

Al centro di questa magia, chi ha scelto di vivere la Marcialonga con il cuore: Sara Previati, alla sua quinta partecipazione, che racconta:

“Quinta volta per me ed è la mia gara del cuore. Soddisfatta comunque della prestazione perché, anche senza averla preparata, l’ho finita migliorando di poco il tempo dello scorso anno. Compagno di avventure e motivatore indispensabile sempre lui, Malaguti Marco… grazie!”

Le sue parole sono un filo invisibile che lega sport e emozione, fatica e gratitudine. La Marcialonga Running diventa così molto più di una gara: è un dialogo con la montagna, un cammino che unisce amici, sfida i limiti personali e accende i sensi.

Chi corre la Marcialonga porta con sé il profumo dei boschi, il fresco dei prati, il calore del sole e il silenzio delle valli. Porta la memoria di sorrisi scambiati lungo il percorso, il sostegno di compagni di avventura e la soddisfazione di aver completato un viaggio che lascia il cuore leggero e colmo di gioia.











16^ Camminata nel Bosco della Panfilia, Patrizia Bigoni 1^ assoluta

 


16ª Camminata nel Bosco della Panfilia: una festa di sport e natura a Sant’Agostino

Il 6 settembre 2025, Sant’Agostino (FE) ha accolto centinaia di appassionati di sport e vita all’aria aperta per la 16ª edizione della “Camminata nel Bosco della Panfilia”, appuntamento ormai tradizionale che unisce il piacere del movimento al fascino di un paesaggio unico.

Un luogo speciale: il Bosco della Panfilia

Il percorso si è snodato all’interno e attorno al Bosco della Panfilia, una delle aree naturalistiche più suggestive della provincia di Ferrara. Questo polmone verde, caratterizzato da querce secolari, pioppi e salici, nasce in una golena del fiume Reno ed è famoso per i suoi ambienti ricchi di biodiversità. Camminare al suo interno significa immergersi in un’atmosfera silenziosa e fresca, interrotta solo dal fruscio delle foglie e dal canto degli uccelli.

Le distanze per tutti

La manifestazione, non competitiva e aperta a tutte le età, ha proposto diversi percorsi:

  • Camminate materne (0,4 km), dedicate ai più piccoli e alle famiglie.

  • Mini camminata (1,5 km), pensata per bambini e principianti.

  • Percorso alternativo (5 km), accessibile a chi desiderava un impegno moderato.

  • Camminata principale (8 km), tracciato più impegnativo ma affascinante che ha permesso di esplorare a fondo il bosco.

Spirito sportivo e riconoscimenti

La camminata, pur non essendo una gara competitiva, ha visto premiati i primi 10 uomini e le prime 5 donne della distanza di 8 km, con un riconoscimento speciale che ha aggiunto un pizzico di adrenalina all’evento.
Grande soddisfazione per la società Corriferrara, grazie a Bigoni Patrizia, che si è aggiudicata il titolo di 1ª donna assoluta sul percorso di 8 km.

A tutti i partecipanti è stato comunque riservato un premio di partecipazione, a testimonianza dello spirito inclusivo e festoso della giornata.

Una festa di comunità

La Camminata nel Bosco della Panfilia non è stata solo un’occasione sportiva, ma anche un momento di incontro e condivisione. Famiglie, amici e gruppi podistici hanno animato Sant’Agostino, contribuendo a rafforzare il legame con il territorio e con una delle sue aree naturali più preziose.



Etna Extreme 100 km del Vulcano. Vittorio Cavallini 2° di categoria

 

Etna Extreme 100 km – L’Odissea sul Vulcano

Nella notte del 7 settembre 2025, quando Bronte taceva sotto la luce argentea della luna, 72 guerrieri hanno osato sfidare l’antico custode della Sicilia: l’Etna, il gigante di fuoco che da millenni veglia e ruggisce.

La partenza, a mezzanotte esatta, non era una semplice scelta tecnica: era un rito. Il cono fumante brillava sotto la luna piena, le stelle vegliavano come dèi silenziosi, e il buio si apriva davanti ai runner come un mare da attraversare. Non una corsa, ma un’iniziazione.

Tra i prescelti, per Corriferrara, avanzava Vittorio Cavallini, pellegrino del passo e custode di silenzi. Nei primi chilometri, la solitudine era assoluta: solo la sua frontale, lo zaino e il respiro della montagna. Poi, come in un poema epico, gli incontri: compagni e rivali, alleanze temporanee, sorpassi e rincorse, la danza infinita della corsa.

E all’alba, il miracolo: da Zafferana Etnea, il sole sorgeva dal mare come un dio nascente. La Calabria, sospesa nell’azzurro, la Sicilia distesa tra Catania e Taormina, il fumo dell’Etna che da bianco si faceva rosa. Era un quadro dipinto dal fuoco e dal cielo, un dono che appartiene solo a chi osa camminare sul vulcano.
Un istante che non si dimentica, un’immagine che brucia nell’anima come lava viva.

Al Rifugio Sapienza, dopo 72 km di ascesa, il vulcano piegava il suo orgoglio e concedeva la discesa. La prova più dura era vinta. La corsa, ormai, era destino compiuto. Cavallini, senza accorgersene, tagliava il traguardo secondo di categoria, figlio di una notte e di un’alba che resteranno leggenda.

Ecco il suo vivo racconto che lascia trasparire le emozioni nell’affrontare questa prova: "Fine settimana di sport in Sicilia, a Bronte per la 100 km dell'Etna: un anello di 100 km quasi interamente su asfalto attorno al vulcano. Non poteva andare meglio, per il calore dei volontari, per l'affetto degli altri runner, per la bellezza del percorso, per la passione dell'organizzazione. Partenza a mezzanotte in punto. Mi chiedevo perché a mezzanotte e non alle 18 o alle 20, quando oramai non è più caldo. Mi sono risposto da solo alla mattina quando, poco dopo le 6, ho visto l'alba da Zafferana Etnea: il sole spuntava dal mare e alla sua sinistra la costa calabrese.


Sotto di noi la costa siciliana tra Catania e Taormina. Il fumo del vulcano che da bianco diventa rosa ed il pensiero arriva a certi tramonti sulle dolomiti. Penso che tutti i runner, chi più avanti, chi più indietro, abbiano potuto godere quello spettacolo. Auguro di cuore a tutti di poter andare a Zafferana per vederlo. 
Non sono solito fare foto durante le corse ma questa volta non sono riuscito a non farne! Partiamo a mezzanotte in 72, tenendo sempre il vulcano alla nostra destra. La luna piena sopra al cono fumante e tantissime stelle. Dopo cinque km sono da solo, con la mia frontale, il mio zaino e le mie gambe! Al 10 km raggiungo 5 runners e li passo. Tre mi riprendono al 36, fino al 64 procediamo insieme ad elastico, poi al 66 uno prende il largo. Al km 72 siamo al rifugio Sapienza. La salita, e quindi la parte più dura, è finita: sono le 09:30 ora c'è la discesa. Al km 88 anche l'altro runner prende il largo. Alla fine arrivo secondo di categoria senza accorgermene!!!Corsa da rifare nel 2026!"

Non poteva andare meglio… una corsa da rifare nel 2026!” ha detto, ma le sue parole sono semplici solo in apparenza: dietro di esse si cela il mistero di chi ha toccato l’infinito con i propri passi.

L’Etna Extreme non è una gara: è un canto epico, inciso sul magma e sulle stelle. Chi l’ha corsa ha scritto una pagina di mito. Chi la correrà, un giorno, sentirà sulla pelle lo stesso respiro del vulcano.








martedì 9 settembre 2025

Fiesso corre per solidarietà, Denis Grandi 1° assoluto

 Fiesso corre per solidarietà: sport, comunità e sorrisi lungo il Po

Fiesso Umbertiano, piccolo cuore pulsante del Polesine, ha dimostrato ancora una volta come la corsa possa diventare molto più di un gesto sportivo. Domenica 7 settembre 2025 si è infatti svolta la manifestazione “Fiesso corre per solidarietà”, una corsa non competitiva di 10 km (con alternativa di 5 km) che ha visto strade e argini popolarsi di runner e camminatori uniti dal desiderio di stare insieme e fare del bene.

Fiesso, terra di fiumi e campi, ha offerto ai partecipanti un percorso piacevole e vario, con i colori di fine estate che accompagnavano i passi e la calda accoglienza di una comunità capace di trasformare una semplice corsa in una vera festa collettiva.

Tra i protagonisti della giornata anche Denis Grandi , che si è classificato 1° assoluto sui 10 km e ha raccontato così la sua esperienza:

Giornata stupenda per correre, percorso piacevole e perfettamente segnalato in ogni punto, due ristori idrici e bel ristoro finale con frutta, crostata e pizza a volontà! Per essere non competitiva difficile chiedere di meglio e con tanto di premiazioni finali per i primi tre uomini e donne di entrambi i percorsi di 5 e 10 km! Davvero complimenti a tutta l’organizzazione, BRAVI.

E in effetti, il segreto di Fiesso corre per solidarietà sta proprio qui: nella cura per i dettagli, nella voglia di accogliere tutti, dai runner più veloci a chi ha scelto di camminare e nel ricordare che correre insieme significa soprattutto condividere. La solidarietà ha così preso forma in ogni ristoro, in ogni applauso, in ogni sorriso lungo il percorso.

Fiesso Umbertiano ha confermato di essere non solo un luogo di passaggio tra Veneto ed Emilia, ma una comunità viva, capace di unire sport, convivialità e attenzione verso chi ha bisogno. Una corsa che lascia il segno e che, più dei chilometri percorsi, misura la grandezza del cuore di un paese.  

                                     



Trail dell'Abbazia

                                           

Trail dell’Abbazia: correre tra storia, colline e convivialità

C’è qualcosa di speciale nel partire a correre quando il sole non ha ancora deciso se concedere tregua o farsi ancora sentire con tutta la sua forza. Il 6 settembre 2025, alle 17 in punto, da Zola Predosa è scattata una nuova edizione del Trail dell’Abbazia: 14 chilometri e 633 metri di dislivello che hanno portato i partecipanti a inseguire sentieri, salite e panorami in uno dei tratti più suggestivi delle colline bolognesi.

La protagonista silenziosa della giornata è stata lei, l’Abbazia di Monteveglio, che da secoli veglia su queste terre e che ogni anno diventa punto di riferimento, simbolo e cornice della corsa. Vederla comparire tra i filari di vite o oltre la cima di una salita ha il sapore di una promessa mantenuta: quella di un trail che sa regalare emozioni vere, fatica compresa.

Tra i tanti runner presenti, c’è chi ha voluto raccontare la propria esperienza. Marco Gianantoni, affezionato partecipante, descrive così la sua gara:

È il mio appuntamento fisso: un po’ per la vicinanza, ma anche per l’organizzazione impeccabile. Quest’anno si partiva alle 17 e non faceva proprio freschino… però devo dire che, a parte nelle zone esposte al sole, si stava abbastanza bene. Personalmente ho fatto un’ottima prova che mi ha parecchio soddisfatto: sono arrivato, per una volta da tempo immemore, davanti alla prima donna ed ho abbassato notevolmente il mio tempo rispetto allo scorso anno, anche se il percorso cambia sempre un po’. Buono anche il pacco gara con Pignoletto dei Colli Bolognesi, biscotti artigianali e un po’ di mortadella che non guasta mai. State benone!

Ed è forse proprio qui il segreto del Trail dell’Abbazia: non solo sport, ma anche convivialità e scoperta del territorio, con i sapori locali che accompagnano il ricordo della fatica. Una corsa che non si limita a misurare tempi e classifiche, ma che regala a ogni passo il piacere di sentirsi parte di un paesaggio vivo, tra natura, storia e comunità.













Cronica della Chiusura Anno Podistico del Signore 2024/2025

 

Cronica della Chiusura Anno Podistico  del Signore 2024/2025

Or dunque, giunto è il tempo di volgere lo sguardo alle gesta compiute dai prodi atleti Corriferrara, i quali, come novelli Argonauti in cerca del vello d’oro, hanno solcato sentieri, deserti, strade e selciati, dal cuore della nostra Italia sino alle più remote contrade del mondo conosciuto e oltre. Non v’è città né borgo che non abbia udito l’eco dei loro piedi, ché 404 dame e cavalieri della corsa presero parte all’impresa, recando i colori della compagnia non solo in Italia, ma anche in contrade straniere:


La Paz, Valenzia, Berlino, Ibiza, Praga, Maiorca, Parigi, Boston, New York, Londra, Madrid, Annecy, Innsbruck, Copenaghen, Lisbona, Aasiaat, Barcellona, Boa Vista.

Come i viandanti dell’epica greca, essi portarono sudore e fiato laddove il vento muta e il mare divide. L’orma dei loro passi, incisa nella polvere e nella gloria, rimarrà memoria eterna.


Nella classifica dei chilometri percorsi, primeggia la dama Sabina Drimaco con la mirabile cifra di 1554,21, seguita dal valoroso Vittorio Cavallini (1462,705) e dall’indefesso Paolo Callegari (1090,605). A scia serrata giunsero Ion Coban, Laura Varolo ed Elfrida Candelaresi, anch’esse anime ardenti di passione e resistenza.

La Conta dei Chilometri

  • Sabina Drimaco – 1554,21
  • Vittorio Cavallini – 1462,705
  • Paolo Callegari – 1090,605
  • Ion Coban – 1060,890
  • Laura Varolo – 894,505
  • Elfrida Candelaresi – 859,850

Nella classifica maschile, il duello fu aspro: Rudy Magagnoli con 19.641 punti impose il suo dominio,  Paolo Callegari lo seguì di misura (19.563), quasi come nella disfida di baroni medievali. Seguono in ardita schiera Grandi Denis, Buzzi Simone, Forlani Nicola e gli altri compagni di ventura.

La Tenzone dei Punti – Maschile

  • Rudy Magagnoli – 19.641
  • Paolo Callegari – 19.563
  • Denis Grandi – 19.096
  • Simone Buzzi – 18.874
  • Nicola Forlani – 18.667
  • Simone Deserti – 18.441
  • Morris Fogli – 18.352
  • Renato Negri – 18.335
  • Alessio Montanari – 17.875
  • Vittorio Cavallini – 17.223

 Nella classifica femminile, il duello fu serrato fra le dame Rosanna e Patrizia, seguite dalla tenace Paola Pantaleoni. Alla fine, dama Rosanna la spuntò per poche lunghezze.

La Tenzone dei Punti – Femminile

  • Rosanna Albertin – 18.813
  • Patrizia Bigoni – 18.395
  • Paola Pantaleoni – 18.016
  • Caterina Maietti – 17.943
  • Emanuela Marangoni – 17.889
  • Sabina Drimaco – 17.886
  • Ilaria Camanzi – 17.828
  • Sara Melloni – 17.142
  • Laura Varolo – 16.803
  • Elisa Benini – 14.404

Nel dominio dei boschi e dei monti, fra rocce e sterpi, si distinsero i prodi del trail. Tra gli uomini, risonò il nome di Ion Coban, saldo e indomito, seguito da Michele Tuffanelli e Marco Gianantoni. Fra le dame, spiccarono Sabina Drimaco, Elfrida Candelaresi ed Elisa Romani, vere amazzoni dei monti.

Sentieri di Trail – Maschile

  • Ion Coban – 2,65
  • Michele Tuffanelli – 4,30
  • Marco Gianantoni – 5,19
  • Renato Finco – 6,76
  • Simone Buzzi – 6,81
  • Cristiano Rocambole – 7,02
  • Marco Malaguti – 7,61
  • Filippo Rivaroli – 5,65
  • Enrico Gamberoni – 6,09
  • Simone Checcoli – 5,73

Sentieri di Trail – Femminile

  • Sabina Drimaco – 4,58
  • Elfrida Candelaresi – 5,30
  • Elisa Romani – 6,98
  • Ilaria Camanzi – 7,90
  • Emanuela Lambertini – 8,11
  • Previati Sara  – 8,64
  • Grazioso Alessandra  – 8,85
  • Ferrari Paola – 8,94
  • Banzato Alessandra  – 7,64
  • Paparella Elenia  – 8,76

Nel consesso dei venti migliori cavalieri, la sede d’onore spetta a Rudy Magagnoli (989,3), seguito a respiro da Paolo Callegari (986,0) e dal fiero Gianluca Sanfilippo (970,3).
Fra le dame, il trono appartiene a Chiara Rosignoli (958,7), con Rosanna Albertin e Lucrezia Berghenti a contenderle la corona.

Il Gran Libro del Ranking - Maschile

  1. Rudy Magagnoli – 989,3
  2. Paolo Callegari – 986,0
  3. Gianluca Sanfilippo – 970,3
  4. Denis Grandi – 968,3
  5. Alessio Montanari – 967,3
  6. Giovanni Bergonzoni – 966,7
  7. Stefano Orlandini – 965,3
  8. Rudy Davi – 959,0
  9. Alessio Zambrini – 958,7
  10. Carlo Barbieri – 958,0
  11. Matteo Benetti – 954,7
  12. Lucas Jerome Marie Huchard – 954,3
  13. Stefano Ricci – 954,0
  14. Gabriele Cremonini – 953,7
  15. Matteo Marangoni – 952,3
  16. Simone Buzzi – 951,3
  17. Andrea Rosati – 949,0
  18. Mattia Rosati – 948,3
  19. Alberto Corà – 948,0
  20. Massimo Corà – 947,3

Il Gran Libro del Ranking – Femminile

  1. Chiara Rosignoli – 958,7
  2. Rosanna Albertin – 948,3
  3. Lucrezia Berghenti – 945,7
  4. Patrizia Bigoni – 924,3
  5. Laura Rinaldi – 924,0
  6. Paola Pantaleoni – 911,0
  7. Sofia Ghetti – 909,0
  8. Caterina Maietti – 908,7
  9. Sabina Drimaco – 907,3
  10. Monica Fogli – 904,7
  11. Emma Giatti – 904,0
  12. Emanuela Marangoni – 901,3
  13. Giulia Monesi – 901,0
  14. Sara Trombini – 900,3
  15. Lucia Scagliarini – 895,3
  16. Raffaella Marino – 892,3
  17. Ilaria Camanzi – 891,3
  18. Michela Guarise – 890,0
  19. Tatiana Gintko – 888,0
  20. Monia Perdomi – 885,0

Epico Commiato

Così si chiude il libro delle gesta per l’anno podistico 2024/2025:
non cronaca sterile di numeri, ma canto di resistenza, fratellanza e ardimento.
Come cavalieri che dopo lunga crociata rientrano nelle mura amiche, così i nostri atleti già volgono lo sguardo al futuro, ché nuove avventure li attendono, e nuovi campi di battaglia, o meglio, di corsa, invocheranno i loro passi.